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Sono ormai trascorsi più di nove mesi dagli arresti per l’operazione Scintilla e non c’è alcuna novità sull’iter giudiziario. Le indagini non risultano ancora concluse e non si sa bene, dunque, quando inizierà il processo.

Se nulla sembra muoversi all’interno del Palazzo di Giustizia torinese, segnali diversi arrivano da oltralpe. Alcuni giorni fa, difatti, la borghese francese ha compiuto due perquisizioni a Parigi. Alla ricerca di Carla, la nostra compagna sfuggita all’arresto e latitante dal 9 febbraio scorso, si sono introdotti nelle abitazioni dei suoi genitori con un mandato di cattura europeo. Visto l’esito negativo della ricerca, i poliziotti hanno tentato quindi di far pressione sui suoi familiari, minacciando di arrestarli per favoreggiamento. Il fallimento dell’operazione non li ha scoraggiati e dopo qualche giorno, ancora a Parigi, i borghesi sono tornati nuovamente alla carica: introducendosi questa volta in un’occupazione e portando via una compagna, che avevano scambiato per Carla. Ci sono volute alcune ore per rendersi conto dell’errore e della magra figura che stavano facendo e rilasciare quindi la compagna fermata.

Difficile capire perché le ricerche di Carla si stiano intensificando proprio ora. Quali che ne siano le ragioni, approfittiamo dell’occasione offertaci da questi buchi nell’acqua per mandare un forte abbraccio alla nostra compagna, uccel di bosco dallo scorso febbraio.

macerie @ Novembre 16, 2019

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