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A circa due mesi dall’applicazione della Sorveglianza Speciale a un compagno da parte del Tribunale torinese, vi proponiamo una sua intervista fatta durante la trasmissione “Bello come una prigione che brucia” andata in onda su Radio Blackout.

Alcune riflessioni sul concetto di pericolosità sociale, qualche aneddoto che emerge dalle scartoffie tribunalizie e il racconto della sua vita sorvegliata.

Approfittiamo dell’occasione per ricordare che in autunno, in data da definire, ci sarà l’appello richiesto dagli avvocati per ridiscutere la misura. Sarà questa l’unica udienza prevista per modificare, in senso più o meno afflittivo, o togliere la Sorveglianza Speciale applicata quest’estate.

Qui sotto i link  all’intervista divisa in tre parti:

Sulla cattiva strada

Prescrivere è prevenire

Una vita tutta Speciale

macerie @ Settembre 28, 2018

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