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Diritto e rovescio

29 maggio. Dietro alla retorica della sicurezza la capillarità dei controlli e della repressione quotidiana avanza. Una gastronomia gestita da una signora senegalese in via Belfiore è stata chiusa per trenta giorni perchè alcuni residenti avrebbero più volte segnalato alle forze dell’ordine la presenza di spacciatori in quel locale. Il provvedimento di sospensione è stato firmato direttamente dal questore Messina, come vogliono le misure di sicurezza e prevenzione ribadite e rilanciate dal decreto Minniti. A quanto pare il messaggio è chiaro: il non-essere-complici dello Stato e del suo controllo del territorio sta diventando di per sè passibile di punizione… forse vorrebbero che fosse direttamente la signora senegalese della gastronomia a controllare i documenti dei suoi frequentatori? Per fortuna l’infamia diffusa in questa società civile non è ancora arrivata fin lì, a differenza del bastone che picchia sulle vite di chi cerca di barcamenarsela.

macerie @ Maggio 29, 2018

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