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Lo scrosciare della pioggia incessante ha ritmato l’attesa davanti al portone della casa minacciata dallo sfratto in via Monte Nero. Ad alleviare il freddo pungente ai piedi ci ha pensato un omuncolo che si è avvicinato al picchetto con disinvoltura e si è messo a chiacchierare con lo sfrattando e ha sollecitato la curiosità. Dopo qualche scambio di parole con alcuni del gruppo accorso per resistere allo sfratto si è capito che non era il vicino di casa ma neanche un papabile solidale. Il signore è un collaboratore di GMA, agenzia che offre servizi nell’ambito immobiliare, specializzata nella gestione di contenziosi.

Proviamo a far un salto indietro per capire come mai un consulente finanziario ha interessi a presentarsi a un picchetto contro uno sfratto. Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che hanno ottenuto facilmente un prestito da una banca e pensavano di poter pagar un mutuo, ma a cui è saltata la maniera costante di percepire un salario regolare e sono quindi diventati debitori. Il sistema creditizio italiano non è certo messo bene, sono più di 200 miliardi i crediti diventati insoluti, di cui ben 64 a carico di imprese immobiliari e 15 miliardi costituiti da mutui concessi alle famiglie. Le banche - maggior ente creditizio - trovandosi in seno un numero esponenziale di prestiti insoluti hanno presto cercato un modo per recuperare il credito, creando delle unità di business che si occupano essenzialmente di questo. Accanto a queste sono nate agenzie d’intermediazione specializzate nel risolvere contenziosi tra creditore e debitore esecutivo che si sono presto moltiplicate.

Anche il governo ha messo il naso nella questione; con il pretesto di far fronte alla necessità di tutelare i consumatori nei contratti di credito, su spinta di una direttiva europea, nella primavera appena passata ha attuato un decreto legislativo sui mutui ipotecari. La norma si è rivelata una cassetta medica per le banche, infatti prevede la possibilità di trasferire direttamente la proprietà dell’immobile all’istituto bancario in caso di inadempienza del creditore, se non paga 18 rate, e di venderlo per recuperare più velocemente credito. Inoltre chi compra gli immobili nell’ambito di vendite giudiziarie, pignorati e rimessi in commercio dalle banche, paga un’imposta di appena 200 euro, contro le tassazioni ordinarie da capogiro che si devono per questo tipo di transazioni. Ed è qui che si inseriscono le agenzie intermediarie: da una parte comprano a prezzi irrisori le case pignorate per poi venderle a prezzo di mercato a un acquirente finale, intanto offrono i propri servizi per la cancellazione del debito alla persona sotto sfratto.

L’omuncolo spiega il suo mestiere ovvero lo spulciare nelle liste delle vendite di immobili all’asta giudiziaria, il tentare di contattare il debitore e poi cercare di convincerlo ad attuare un saldo e stralcio per cancellare il debito con la propria consulenza. Il saldo e stralcio è un insieme di procedure attraverso le quali si rimedia a una situazione che potrebbe sfuggire dai binari convenzionali degli scambi tra banche e privati, ovvero che chi finanzia non riesca ad ottenere nulla dal debitore, mentre il debitore abbia sulle spalle il debito e con questo stigma sia estromesso dal mercato dei finanziamenti. La banca quindi sarà soddisfatta perché riuscirà ad avere la somma dovuta, mentre il debitore è fregato, deve pagare per “pulirsi” dalla sua impossibilità di pagare.

In questo caso però qualcosa è andato storto. Nonostante lo sfrattando abbia pagato la somma al consulente per cercare di levarsi il fardello del debito, la casa che doveva essere recuperata dall’agenzia di intermediazione è stata acquistata con più rapidità da un privato. L’omuncolo spera che la situazione non precipiti, all’arrivo dei rappresentanti di Ivg e dell’ufficiale giudiziario si nasconde e borbotta, si augura che venga concesso un rinvio.

Ma è la voce, la mole e la determinazione dello sfrattando a far sì che un rinvio riesca a essere strappato fino ai primi di febbraio. Le stesse che pretendono indietro 1500 euro della consulenza naufragata.

Non dovrebbe capitare che questi personaggi si ritrovino in strada, davanti a un portone, a fianco delle persone che hanno deciso di resistere per tenersi la casa. Nel picchetto è mancata la prontezza per capire precisamente quale fosse il suo ruolo e, fatto ciò, cacciarlo. È stato “solamente” messo all’angolo da tante parole, talune giustamente aggressive e intimidatorie.

macerie @ Novembre 24, 2016

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