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«E prenci e magistrati / gridaron coi Signori / che siam degli arrabbiati / e rudi malfattori. // Deh t’affretta a sorgere / oh Sol dell’avvenir, / vivere vogliam liberi / non vogliam più servir!»

Con questa citazione del Canto dei Malfattori si è conclusa ieri l’ultima arringa degli avvocati nel processo contro i compagni del circolo Fuoriluogo di Bologna, arrestati nell’aprile del 2011 e tenuti lungamente in carcere e poi ai domiciliari con l’accusa di aver costituito un’associazione a delinquere con finalità di eversione dell’ordine democratico. Ve ne avavamo parlato al tempo e ora vi diciamo come è andata a finire. Terminate le arringhe, dopo alcune ore di riflessione, è arrivato il verdetto dei giudici: tutti assolti perché il fatto non sussiste. Alla notizia, i compagni presenti in P.za Maggiore per un presidio festeggiano con cori e canti contro i digossini presenti in piazza - grandi artefici di quella operazione repressiva - e pian piano alla spicciolata se ne vanno. Si rincontrano tutti dopo poco in via Paglietta 15, dove a colpi di mazza riaprono una storica sede anarchica cittadina, assegnata dal Comune dopo la Resistenza e murata una quindicina di anni fa in seguito a un’inchiesta per associazione sovversiva.

Ascoltatevi il racconto della giornata in un contributo della sempre ottima Radiocane:

macerie @ Aprile 1, 2014

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