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Torino non chiude. Torino brucia.

Diario

Tra la mezzanotte e l’una di giovedì 16 gennaio, i reclusi dell’aree gialla e viola hanno dato alle fiamme alle loro sezioni, usando materassi, coperte e altro materiale. Una volta appiccato l’incendio ed essersi assicurati che fosse abbastanza per danneggiare le intere aree, i ragazzi sono usciti in cortile e sono rimasti lì ad osservare gli inutili sforzi di polizia e vigili del fuoco che tentavano invano di arginarne i danni… Una volta terminato quello che è sempre un bello spettacolo, i reclusi vengono sistemati nella mensa.

Verso le tre di notte, la polizia fa irruzione nelle area rossa, verde e nella mensa per prelevare una trentina di uomini e donne di nazionalità nigeriana per espellerli. Chi ha tentato di opporsi, magari anche solo a parole, viene trascinato via in malo modo.

Ascolta il racconto di un recluso al telefono con Radio Blackout, oppure scarica il file mp3.

Aggiornamento ore 18.00. Tutto oggi, i reclusi delle due aree rese inagibili dagli incendi sono rimasti stipati nelle salette delle mense, e non si sa dove dormiranno stanotte. Certo non sarà semplicissimo per gli addetti alla logistica dell’Ufficio immigrazione trovar loro posto in qualche altra gabbia in giro per l’Italia, visto che di gabbie ben funzionanti in Italia ne rimangono ben poche. Da parte sua, il recluso che l’altroieri è stato pestato dopo una crisi epilettica ha ancora la bocca cucita.

Aggiornamento ore 20.00. Intanto una buona notizia: il ragazzo dalla bocca cucita - che era nell’area rossa, non toccata dalla rivolta - è stato liberato. Le aree gialla e viola invece sono state chiuse e i reclusi sono stati smistati nella blu e nella rossa, che ora sono ovviamente sovraffollate. Nell’area rossa, per esempio, ogni stanza è pensata per sei persone ma ora ci sono sette letti e ci debbono dormire… in nove.

macerie @ Gennaio 16, 2014

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