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I dati di De Corato

Diario, Rassegna Stampa

Roma, 2 febbraio 2011 - ”Due trans brasiliani clandestini risultano indagati dalla Polizia Locale dopo essere stati sorpresi in due appartamenti di via Ferrante Aporti, zona Centrale, a prostituirsi. Entrambi, che risultano sieropositivi e in cura presso un ospedale cittadino, ricevevano nei due locali, di circa 45 mq, circa 300 clienti ciascuno al mese per un giro di affari complessivo di 250 mila euro annui. Sono in corso accertamenti sul proprietario, un italiano di 45 anni incensurato, denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e che potrebbe essere indagato anche per induzione e favoreggiamento della prostituzione. I due trans hanno dichiarato di pagare per l’affitto, in nero, l’uno 500 e l’altro 800 euro, escluse le spese per i servizi (luce, gas ecc.). Il piu’ giovane, di 26 anni, era gia’ stato espulso ed e’ rientrato prima dei dieci anni in Italia. L’altro, di 38 anni, aveva un ordine di espulsione della Questura di Rimini. Ma il pm ha negato l’arresto”.
Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
”Mi domando pero’ - aggiunge - come sia possibile che il magistrato abbia negato l’arresto di almeno uno dei due, visto che la legge Bossi-Fini dice che chi non rispetta un ordine di espulsione va arrestato e rischia fino a 4 anni di reclusione.
Appellarsi alla direttiva Ue entrata in vigore a Natale, ma mai recepita dallo Stato italiano, e’ un errore. Perche’ in questo modo il contrasto alla clandestinita’, in particolare di chi e’ recidivo e non rispetta gli ordini di allontanamento disposti dalla Questura, risultera’ sempre piu’ virtuale. E’ presumibile che i soggetti rimarrano in circolazione, creando problemi di sicurezza ma anche rischi per la salute pubblica vista la condizione di sieropositivita’ della quale dubito informassero i clienti”.
”I dati pubblicati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario - aggiunge De Corato - dicono che sono 1.454 i procedimenti aperti nell’ultimo anno per tutto il distretto di Milano, che pero’ comprende Procure di altre province. Un dato che e’ inferiore agli irregolari fotosegnalati solo dalla Polizia Locale di Milano che nello scorso anno sono stati 1.507. Una recente sentenza del Tribunale di Milano vorrebbe pure far diventare retroattiva la decisione della Consulta che ha bocciato l’aggravante clandestinita’. Cio’ significherebbe rimettere in liberta’ degli irregolari che hanno commesso reati di allarme sociale.
Senza dimenticare che per la Consulta, la detenzione o il trattenimento nei Cie e’ solo l’extrema ratio e non sono punibili gli irregolari indigenti inottemperanti a decreti di espulsione”.

 (Asca)

macerie @ Febbraio 2, 2011

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