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Il ritorno

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Sono ritornati nel Centro tre degli arrestati per la rivolta del 14 luglio, dopo l’udienza di questa settimana. Condannati a delle pene pesanti - vi daremo i dettagli non appena ne avremo di più precisi - sono stati “liberati” con la condizionale, mentre gli altri sono ancora in carcere. Come sapete, però, essere “liberati” vuole dire, tranne qualche rara eccezione, essere caricati su di una macchina della polizia giusto fuori dall’ufficio matricola del carcere, portati in Questura e poi di nuovo in corso Brunelleschi. Lì sono stati rinchiusi in una stanza tutta per loro, lontano dagli altri reclusi, e per di più al freddo.

Così ieri hanno protestato e uno di loro è stato portato fuori dalla stanza a forza di botte: ora non si hanno sue notizie precise, ma potrebbe essere in isolamento, se non arrestato nuovamente. Gli altri, per reazione, sono in sciopero della fame, e lasciano il cibo vicino alla porta. Le guardie continuano a non dare loro spiegazioni sul perché li tengano separati dagli altri, sul perché faccia tanto freddo, e su dove sia finito il loro compagno. Di più: continuano a provocarli, costringendoli a perquisizioni corporali “in pubblico”.

Ascolta il racconto di uno dei tre:

Per questa sera, alle 19,00, è stato indetto un saluto, per essere vicini ai rivoltosi di luglio e alla loro rabbia.

Aggiornamenti ore 21.00. Notizie, e non buone, del recluso pestato ieri: è già stato deportato. I suoi due compagni, intanto, proseguono lo sciopero della fame mentre oggi, in un’altra sezione, un altro prigioniero ha mangiato dei vetri ed è stato portato al Pronto Soccorso.

Aggiornamenti 6 dicembre. Per dare più forza alle proprie richieste Hassan, uno dei due reduci della rivolta di luglio ancora in “isolamento” in corso Brunelleschi, questa mattina ha ingerito dei pezzi di ferro. Oramai è al terzo giorno di sciopero della fame. Ascolta il suo intervento di questa mattina a Radio Blackout:

Intorno alle due della notte scorsa, poi, una trentina di reclusi algerini sono stati spostati all’improvviso dalle proprie stanze verso l’isolamento. Da lì, qualche ora dopo, sono stati ripresi, fatti uscire dal Centro e imbarcati a Caselle su uno dei voli che di prima mattina collegano Torino con Roma. Da lì, l’aereo per l’Algeria. Tra gli espulsi parecchi ragazzi presi appena sbarcati in Sardegna che dell’Italia conoscono solo i Centri di detenzione, e pure il recluso che l’altro giorno aveva inghiottito dei vetri per protesta.

macerie @ Dicembre 4, 2010

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