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Fatiche di Sisifo

Diario

Guardate un po’ chi è ricomparso, nel variegato panorama italiano dei collaborazionisti delle espulsioni: il consorzio siciliano Sisifo, che ha fregato solo dieci giorni fa la gestione del Cpa di Elmas agli scafatissimi affaristi di Connecting People.

Sisifo lo avevamo giù conosciuto ai tempi della grande rivolta che aveva demolito un bel pezzo del Centro di Lampedusa e ora ce lo ritroviamo di fronte in occasione di un’altra rivolta non da poco: lacrimogeni, manganellate, l’aeroporto di Cagliari bloccato per ore, senza-documenti evasi e altri arrestati, il Centro devastato - «come se ci fosse passato un ciclone», ha commentato un agente di guardia. Aderenti alla rossa Lega delle Cooperative, i padroni di Sisifo sono la dimostrazione vivente che qualsiasi discorso è buono da vendere quando bisogna confondere un po’ le carte e nascondere l’incerta nobiltà del proprio agire: loro, senza faccia, tirano addirittura in ballo gli dèi e il povero Camus. Per fortuna che alla fine gli uomini si rivoltano per davvero, e rivoltandosi sciolgono gli equivoci rimettendo ogni cosa al proprio posto.

 

«È stato riaperto al traffico l’aeroporto “Mario Mameli” di Elmas, in provincia di Cagliari, chiuso per circa tre ore nel pomeriggio in seguito a una rivolta scoppiata nel Centro di prima accoglienza, una palazzina nell’area militare dello scalo. Dieci immigrati sono stati arrestati con l’accusa di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Poco dopo le 14.30 un centinaio di clandestini aveva preso il controllo del Cpa, mentre circa dieci extracomunitari di origine algerina e tunisina erano fuggiti scavalcando le recinzioni. Quattro di loro erano poi stati avvistati sulla pista. Dalla torre di controllo era scattato l’allarme, col blocco immediato di decolli e atterraggi. L’Enac aveva poi avvertito tutte le compagnie aeree e gli aeroporti che il “Mario Mameli” sarebbe rimasto chiuso fino alle 22, salvo annunciarne la riapertura intorno alle 17.,30, dopo la cattura di tutti gli immigrati.
Voli cancellati, l’ira dei passeggeri. Il bilancio parla di una dozzina i voli cancellati. Nel tardo pomeriggio sono riprese le operazioni di check-in e riprotezione dei viaggiatori sui voli. Tra i passeggeri la tensione è altissima, soprattutto dopo la comunicazione della definitiva cancellazione di alcuni voli internazionali. A farne le spese quattro membri dell’associazione “No Border Sardegna” che manifestavano all’interno dell’area partenze dell’aeroporto civile di Cagliari-Elmas: sono stati aggrediti da una ventina di passeggeri infuriati. I quattro mostravano uno striscione con la scritta “Libertà ai migranti, liberi tutti”, distribuivano volantini e scandivano slogan a favore dell’azione di protesta degli immigrati. La polizia li ha portati via evitando loro conseguenze più gravi.
La cattura dei clandestini. Sono stati gli agenti della Polaria, con l’aiuto del personale inviato dalla questura di Cagliari e della Guardia di Finanza, a rastrellare la pista e tutta l’area adiacente all’aeroporto per impedire che i clandestini potessero raggiungere gli aerei in sosta e la zona partenze e arrivi dello scalo cagliaritano. Quattro immigrati sono stati bloccati dalla polizia di frontiera all’interno dell’aeroporto, altri nelle immediate vicinanze. Intorno alle 17.15 la cattura dell’ultimo clandestino del Cpa e il successivo annuncio dell’Enac della riapertura dell’aeroporto.
I lacrimogeni e l’irruzione. Mentre la Polaria bonificava il “Mario Mameli”, la polizia riprendeva il controllo del Cpa. La palazzina, che si trova a circa 150 metri di distanza dalla torre di controllo, è stata dapprima circondata e dopo il lancio di lacrimogeni è scattata l’irruzione. Si segnalano ingenti danni alla struttura. Gli immigrati registrati nel Cpa di Elmas erano 102, sono stati tutti identificati.
Tre rivolte in undici giorni. Si tratta della terza rivolta in 11 giorni al Centro di prima accoglienza di Elmas, struttura dalla capienza di 220 posti. Il primo ottobre scorso alcune decine di extracomunitari avevano appiccato un incendio a materassi, cuscini e arredi al secondo piano dell’edificio, dove si trovavano circa 40 persone, dopo aver manomesso le telecamere di videosorveglianza. Quattro giorni dopo la scena si era ripetuta al primo piano, devastato e reso inagibile dai rivoltosi. All’origine delle due precedenti rivolte, il tentativo di impedire il trasferimento ad altro centro di alcuni ospiti.
Un nuovo gestore. Nei giorni scorsi, dopo nuovi sbarchi dal nord Africa, il numero delle presenze nel Cpa di Elmas è salito a un centinaio di unità. Dal primo ottobre, la struttura ha un nuovo gestore. E’ il Consorzio Sisifo, con sede a Palermo, che si è aggiudicato la gara d’appalto indetta dalla Prefettura di Cagliari. In precedenza, il Centro di Elmas era gestito da Consorzio Solidarietà per conto del Consorzio Connecting People. Il Consorzio Sisifo, aderente alla Lega delle Cooperative, si occupa anche del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Lampedusa.»

da Repubblica

macerie @ Ottobre 12, 2010

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