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Croce Rossa nel mondo

Diario

Una settimana movimentata, quello scorsa, per i compagni che a Parigi si battono contro le espulsioni. Denunce, fermi di polizia, perquisizioni… ora tutti i fermati sono liberi, ma vale la pena raccontare queste vicende anche qua da noi: un po’ per far emergere le pratiche che, in giro per l’Europa, provano ad inceppare la macchina delle deportazioni, un po’ per guardare da vicino i meccanismi repressivi che tentano di ostacolarne la diffusione. Cominciamo col proporvi questo comunicato che racconta quasi 24 ore di commissariato di quattro compagni e che punta il dito su di una nostra vecchia conoscenza: la Croce Rossa. Nei prossimi giorni vi parleremo di tutto il resto.

 

Sabato 5 giugno è iniziata in Francia la settimana della “colletta in favore della Croce Rossa”. La Croce Rossa, al di là della sua immagine umanitaria, è anche un’impresa che partecipa alla detenzione e all’espulsione dei senza-documenti.

Domenica 6 giugno, con parecchie altre persone, eravamo andati ad informare i potenziali benefattori di questo organismo umanitario di quelle sue attività che sono meno conosciute, distribuendo volantini, affiggendo manifesti e incollando adesivi. Qualcuno di noi si ferma nei pressi della fermata “Jacques Bonsergent” della Metropolitana, a due passi dalla boutique della Croce Rossa in via Albert Thomas, per informare gli automobilisti di passaggio che intanto erano tampinati da una crocerossina alla ricerca di contanti. Di fronte al successo che riscuotevamo, la questuante, furiosa ed indignata («Siete ignobili! Ignobili! La Croce Rossa ha inviato due container ad Haiti!»), corre ad avvertire i suoi compari che se ne stavano ancora chiusi all’interno della boutique.

Noi intanto proseguiamo sulla nostra strada e conversiamo con parecchi passanti ai bordi del canale Saint-Martin, ed è a quel punto che due crocerossini, un uomo e una donna, ci si precipitano addosso brandendo un volantino e ci accusano urlando di aver danneggiato la boutique e di averli trattati alla stregua di nazisti: evidentemente arrivavano da rue Albert Thomas e da un po’ ci stavano cercando in giro per il quartiere, isterici. La donna estrae il suo cellulare e inizia a filmarci e a fotografarci diventando molto aggressiva alla nostra richiesta di piantarla. Da parte nostra decidiamo di interrompere la “conversazione” e di continuare il nostro giro lungo il canale tranquillamente, distribuendo volantini e discutendo con i passanti.
A quel punto, però, una macchina della polizia raggiunge i due crocerossini che continuavano a tampinarci e poi, mentre proviamo a dirigerci verso il Faubourg Saint-Martin, improvvisamente, un’altra macchina della polizia si fermata alla nostra altezza, seguita da un’auto della Croce Rossa e da altri due veicoli polizieschi. Oramai siamo circondati e un impiegato della Croce Rossa grida: «Ce n’erano altri! Ce n’erano altri!». Degli sbirri in borghese proseguono la loro caccia in giro per il quartiere mentre a noi ci portano nel commissariato di rue de Nancy, scortati dalla macchina della Croce Rossa.
Dopo tre ore di attesa in commissariato, durante le quali abbiamo l’occasione di origliare frammenti della deposizione dei crocerossini che, apparentemente senza successo, denunciavano danni immaginari alla loro sede, arriva il nostro turno. I poliziotti ci fanno intravvedere una liberazione prossima, visto che «questo non è proprio l’affare del secolo». Però noi ci rifiutiamo di rispondere alle loro domande, il che li innervosisce: «Ma allora non vi assumete le vostre azioni», «Bisogna avere il coraggio delle proprie opinioni», «Bah, ora avrete una multa e con questa sarete voi a finanziare i Centri di detenzione».
Quando sembra che tutto sia finito decidono invece di metterci in stato di fermo, accusati di esserci rifiutati di fornire impronte e foto. Poi, la mattina successiva, una visita a sorpresa: l’antiterrorismo! Ci fanno tutta una serie di domande riguardo a varie azioni contro la Croce Rossa avvenute da un po’ di mesi a questa parte: dal sabotaggio di serrature ai pneumatici bucati, passando per delle vetrine spaccate, degli attacchinaggi e delle scritte.
Veniamo finalmente rilasciati nel primo pomeriggio, con in mano una citazione a giudizio di fronte al Tribunale per il prossimo 3 di settembre accusati di esserci rifiutati di farci prendere le impronte e di farci fare la foto segnaletica.
Una volta in più la Croce Rossa si è distinta per il suo talento da ausiliaria di polizia: facendoci la posta, filmandoci, denunciandoci e poi accanendosi con false accuse di danneggiamenti.
Ringraziamo le molte persone che hanno manifestato la loro solidarietà telefonando al commissariato e alla Croce Rossa del decimo arrondissement parigino e che si sono radunate davanti al commissariato.
Non esitiamo a denunciare l’operato di questo organismo umanitario e ricordiamoci sempre: «Non un soldo per i collaborazionisti, non un soldo per la Croce Rossa!»

I quattro fermati

Leggimi in francese.

 Quand les croisés voient rouge, ils balancent : de la Croix Rouge à la garde à vue

Le samedi 5 juin la semaine nationale de quête de la Croix Rouge a commencé. La Croix Rouge, au-delà de son image humanitaire, est aussi une entreprise qui participe à l’enfermement et à l’expulsion des sans-papiers.

Le dimanche 6 juin, avec plusieurs personnes, nous sommes allé/es informer les potentiels donateurs des activité moins connues de l’organisme humanitaire en distribuant des tracts et des affiches et en posant quelques pochoirs.

Quelques-un/es d’entre nous s’arrêtent vers Jacques-Bonsergent, à deux pas de la boutique de la Croix Rouge de la rue Albert-Thomas pour informer les automobilistes qui étaient rackettés par une quêteuse.

Devant le succès que nous rencontrons, ladite quêteuse, furieuse et indignée (« Vous êtes ignobles ! Ignobles ! La Croix Rouge a envoyé deux containers à Haïti ! »), file prévenir ses collègues qui se trouvaient dans la boutique.

Nous continuons notre chemin et engageons la conversation avec plusieurs passants au bord du canal Saint-Martin. C’est alors que deux croisés, un homme et une femme, se précipitent sur nous, brandissant un tract et hurlant qu’on avait dégradé leurs locaux et qu’on les traitait de nazis. Visiblement ils venaient de la boutique de la rue Albert-Thomas et nous pourchassaient, hystériques, dans le quartier.

La femme sort alors son portable et commence à nous filmer et nous photographier. Quand nous lui avons demandé d’arrêter, elle est devenue très agressive.

Nous décidons de rompre la « conversation » et de continuer tranquillement le long du canal, diffusant les tracts et discutant avec les promeneurs.

Une voiture de police est alors arrivée et s’est dirigée vers les deux croisés, toujours à nos trousses.

Nous avancions vers la rue du faubourg Saint-Martin quand tout à coup une voiture de flics s’arrête à notre hauteur, suivie par une autre de la Croix Rouge et deux véhicules de police. Alors que nous sommes entouré/es par des policiers, un des employés de la Croix Rouge leur crie : « Il y en avait d’autres ! Il y en avait d’autres ! » Des flics en civil continuent alors leur traque dans le quartier tandis que nous sommes emmené/es au commissariat de la rue de Nancy, escorté/es par la voiture de la Croix Rouge.

Après trois heures d’attente pendant lesquelles nous avons saisi des bribes de la déposition de la Croix Rouge qui tenait absolument à porter plainte, apparemment sans succès, contre d’imaginaires dégradations, nous sommes auditionné/es. Les flics nous laissent miroiter une sortie prochaine parce que « vraiment c’est pas l’affaire du siècle ».

Nous refusons de répondre à leurs questions, ce qui les énerve : « Bah alors vous assumez pas vos actes » ; « Il faut avoir le courage de vos opinions » ; « Bah maintenant vous allez avoir une amende et avec ça c’est vous qui financerez les centres de rétention ».

Alors que tout semble fini, ils décident de nous mettre en garde à vue au prétexte de refus d’empreintes et de photos.

Le lendemain matin, visite surprise : c’est la brigade criminelle ! Ils nous posent toute une série de questions à propos de diverses actions menées contre la Croix Rouge depuis plusieurs mois, des actions allant de l’engluage de serrure au pneu crevé en passant par des bris de vitrines, des collages d’affiches et des tags.

Nous sommes finalement libéré/es en début d’après-midi avec une citation à comparaître au TGI de Paris le 3 septembre pour refus d’empreintes et de signalisation.

Une fois de plus la Croix Rouge s’est illustrée par ses talents d’auxiliaires de police en nous traquant, nous filmant, nous dénonçant et en s’acharnant pour porter plainte contre des dégradations imaginaires.

Nous remercions les nombreuses personnes qui ont manifesté leur solidarité en téléphonant au commissariat et à la Croix Rouge du 10e arrondissement et qui se sont rassemblées devant le commissariat.

N’hésitons pas à faire connaître les agissements de cet organisme autour de nous et n’oublions pas, pas de fric pour les collabos, pas de fric pour la Croix Rouge !

Les 4

Liste de diffusion RESF, 11 juin 2010.

macerie @ Giugno 14, 2010

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