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Seconda udienza del processo contro Adel, Mustafà e Amin per i fatti del 27 settembre. I tre,  lo ricorderete, erano stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale in seguito ad un tentativo fallito di evasione dal Cie di corso Brunelleschi. Quella sera solo uno era riuscito a scavalcare il muro mentre i processati di oggi erano stati bloccati ancora dentro la struttura, due a pochi metri dalle gabbie ed un altro nascosto dentro al cantiere dove si lavora al raddoppio del Cie.

Processo a porte chiuse, quello di questa mattina, senza imputati e con un redattore di Radio Blackout che prendeva appunti sorvegliato da un nugolo di agenti della Digos, carabinieri in divisa ed alpini in borghese. Il resto del pubblico era altrove, in mezzo alle strade di San Salvario e al riparo da sguardi tanto indiscreti. Durante l’udienza sono stati interrogati tre testimoni dell’accusa, tre dei soldati che quella sera erano riusciti a placcare al volo i ribelli, a malmenarli un po’ per poi consegnarli alla polizia perché li portasse alle Vallette. Nei loro racconti non sono emersi molti elementi contro i tre, a parte il fatto che abbiano provato a scappare: ad occhio e croce, dunque, se le prossime testimonianze saranno dello stesso tenore di quelle di oggi il giudice non avrà tanto spazio per condannare gli imputati - e neanche per una semplice resistenza. Ci si dovrà domandare, allora, in base a quale ragionamento i tre siano stati arrestati, perché avessero tutti quei lividi addosso e chi glieli abbia procurati. La prossima udienza sarà il prossimo primo di marzo, ve la ricorderemo per tempo.

Ascolta la diretta trasmessa da Radio Blackout mentre iniziava il processo:

macerie @ Novembre 20, 2009

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