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Fuoco e pestaggi in via Corelli

Diario

Questa settimana dentro al Cie di via Corelli è scoppiata un’epidemia di influenza, ovviamente aggravata dalla pietosa condizione igienica e sanitaria nella quale sono costretti a vivere i prigionieri. Alcuni di loro, costretti a letto dalla febbre alta, hanno dovuto essere trasportati in infermeria a braccio dai propri compagni visto il rifiuto netto dei medici della Croce Rossa di entrare nelle gabbie. Le cure, come al solito, sono superficiali e per protestare già da venerdì 28 prigionieri hanno indetto uno sciopero della fame. Sei di loro, che evidentemente rompevano troppo le scatole, sono stati picchiati dalla polizia mentre la Croce Rossa ha continuato a minimizzare, somministrando un po’ di tachipirina, un po’ bicarbonato per fare gargarismi e molti psicofarmaci.

Il nervosismo dentro alle gabbie è salito ulteriormente sabato mattina quando è arrivata la notizia che tre dei prigionieri del Centro - un marocchino e due tunisini - erano stati deportati in… Algeria! E così ieri sera la disperazione ha preso il sopravvento. Prima solo uno, poi anche altri quattro prigionieri della sezione hanno cominciato a tagliarsi, nella speranza di essere portati al Pronto soccorso per ricevere le cure necessarie; si sono tagliati il petto, le braccia, uno è arrivato a incidersi un taglio sul collo… I crocerossini, però, non hanno mosso un dito fino al pomeriggio di oggi quando, dopo essersi accorti che i reclusi sono in contatto costante con l’esterno, hanno mandano un infermiere dentro alle gabbie per medicare le ferite più profonde. Poco dopo alcuni poliziotti entrano nelle camerate consigliando ai presenti di smetterla di lamentarsi e minacciando ritorsioni: i prigionieri a questo punto scoppiano davvero e in due sezioni portano fuori dalle celle i materassi e li incendiano. La polizia entra nelle gabbie con i manganelli e spegne i fuochi, tre reclusi vengono portati dall’ispettore capo del Centro ed uno torna nelle camerate con sul viso i segni degli schiaffi e delle percosse.

In serata sono solo in tre a proseguire lo sciopero della fame e la polizia presidia i corridoi. In più è tutto il giorno che i riscaldamenti sono spenti. Questo è il numero del centralino di Corelli 02 70001950. Telefonate per fare pressione perché i reclusi feriti e malati vengano portati in ospedale e perché il riscaldamento venga immediatamente riacceso.

Ascolta il collegamento registrato da Radiocane nel pomeriggio, che bene rende l’idea di che aria si respira quotidianamente dentro ai Centri.
Ascolta anche il collegamento di Radio Blackout con i reclusi di Milano, trasmesso in diretta anche durante il presidio che in quel momento si stava tenendo di fronte al Centro di Torino:

Aggiornamento 26 ottobre. Al risveglio i tre reclusi ancora in sciopero vengono convocati dall’Ufficio immigrazione del Centro e viene garantito loro che saranno curati e che i sanitari ricominceranno a dar loro i farmaci non appena riprenderanno a mangiare. Intorno a mezzogiorno, però, ritorna il fuoco nel Centro: è un prigioniero che, dopo aver parlato con il proprio Console, brucia dei materassi per protesta.

macerie @ Ottobre 25, 2009

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