banner.jpg

La pacchia è finita

La resistenza contro lo sgombero dell'Asilo e contro gli arresti per associazione sovversiva si è propagata dal tetto di via Alessandria 12 alle strade di Torino. E da qui ha raggiunto altre città oltrepassando anche i confini nazionali, alimentata dai nuovi arresti durante i cortei. Quello che segue è una raccolta di tutte le azioni di solidarietà che è appena cominciata.

Leggi tutti

Ambasciata pt.2

16 Marzo. Atene. Un presidio in solidarietà con i compagni arrestati a Torino e Trento indetto davanti all’ambasciata italiana si trasforma in un corteo che percorre le strade del centro fino ad arrivare ad Exarchia.

atenecorteo.jpg

Scuola Italiana

7 Marzo. Atene. Lasciate scritte e lanciati trikakia nei pressi della Scuola Italiana in solidarietà con i compagni arrestati a Trento e Torino e contro lo sgombero dell’Asilo.

atenescuolaitaliano.png

In banca

7 Marzo. Roma. Nella notte colpita vetrina e sportello bancomat di una filiale Intesa SanPaolo in solidarietà con i compagni arrestati a Torino. Qui il comunicato.

Sodexo

6 Marzo. Graz (Austria). Incendiato un veicolo della Sodexo in solidarietà con i compagni arrestati a Trento e a Torino. La ditta francese è stata scelta come bersaglio per il suo ruolo di collaboratrice all’interno del sistema delle deportazioni.

Archeologia

6 Marzo. Atene. Bruciato un camion dell’Associazione Italiana di Archeologia e lasciate scritte sull’entrata del palazzo. I Carabinieri in questi giorni sono ad Atene per tenere corsi di aggiornamento alla polizia greca sulla sicurezza dei beni archeologici. Azione in solidarietà ai compagni arrestati in Italia e contro lo sgombero dell’Asilo; nel comunicato di rivendicazione si fa una breve storia della repressione contro gli anarchici nel nostro paese.

A Torpignattara

2 Marzo. Roma. Un corteo di circa 500 persone ha percorso le strade dei quartieri Prenestino e Torpignattara, gridando la rabbia contro padroni, politici e controllo sociale. Scritte, manifesti, volantini e interventi hanno espresso la solidarietà ai compagni e alle compagne arrestati a Torino e Trento, ricordando anche quelli detenuti per precedenti operazioni repressive.

striscioneroma.jpg

Corteino zeneize

1 Marzo. Genova. Un presidio indetto contro il razzismo di stato e il DDL Sicurezza si trasforma in un corteino di un centinaio di persone che percorre le vie del centro storico tra cori ed interventi, in solidarietà agli arrestati dell’operazione “Scintilla” e “Renata”.

corteinogenova.jpg

Pausa caffè

1 Marzo. Milano. Blitz pomeridiano nel centralissimo store della Lavazza in Piazza San Fedele. Lanciati volantini dentro al locale, esposti striscioni, lasciate scritte sulle vetrate e fatto un intervento per ricordare il ruolo della Lavazza nella riqualificazione di Aurora e nel conseguente sgombero dell’Asilo. Un esagitato responsabile per tutta risposta chiude le serrande con i clienti dentro.

lavazzamilano.JPG

[…]

La sede della Lega

1 Marzo. Fagnano Olona (VA). Vetrine rotte, un estintore aperto all’interno, l’immancabile scritta “la pacchia è finita” e pure una bandiera rubata: questo è il bilancio che hanno dovuto constatare questa mattina i militanti della Lega del piccolo paese del varesotto dopo che qualcuno ha deciso di andare a visitare la sede del partito ieri notte.

sedelega.jpg

Siemens

1 Marzo. Monaco di Baviera. Bruciate due auto della Siemens; azione rivendicata contro la guerra e il controllo sociale e in solidarietà ai compagni arrestati a Toirino e Zurigo

Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Fiamme e sabbia

vvf-incendio-ruspa-2-150x150.jpg

17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

dscf2085.jpg

22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

 sasass.jpg

18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Più che spingi spingi

8 marzo. Il corteo “Lotto marzo” riesce a sfondare il cordone di polizia che ne voleva bloccare il passaggio in via Garibaldi.

Pubbliche affissioni

21 febbraio. Sui muri di Aurora compaiono alcuni fogli murari con rime, illustrazioni e filastrocche.

081540382-1dc00331-c08c-4d78-8133-bc313f27d9bd.jpg

Corteo cabaret selvaggio

21 febbraio. Non si fermano le iniziative in Aurora contro lo sgombero dell’Asilo e l’assedio blu delle forze dell’ordine: nel tardo pomeriggio un corteo selvaggio di duecento persone con in testa un gruppo di maschere senza palcoscenico ha attraversato le vie del borgo intramezzando slogan inneggianti alla libertà a spettacolini caustici contro polizia e politici. Per tutta risposta il dispositivo securitario ha tenuto chiusi per ore i principali corsi del quartiere.

Ecco il testo del volantino distribuito dai teatranti per le strade:

[…]

“In Aurora non vi passa più”

13 febbraio. Un’assemblea con più di duecento persone si è riunita al Cortile del Maglio per parlare di come andare avanti nella lotta, con un’agenda di iniziative che aumentano giorno dopo giorno e soprattutto con la voglia, dopo anni di torpore, di far diventare questi giorni una scintilla per davvero, alla faccia di amministrazione, del governo, della questura e dell’esercito che circonda Aurora. L’assemblea si è poi naturalmente trasformata in un corteo verso l’Asilo, intonando slogan contro il M5s e la polizia, girando intorno ai cordoni di celere già posizionati insieme a all’idrante. Per l’ennesima volta c.so Giulio Cesare è stato bloccato per alcune ore.

Fuoco alle galere, letteralmente

13 febbraio. Il corteo annuale antifascista contro la commemorazione della giornata del ricordo nel quartiere delle Vallette finisce davanti al carcere. Un saluto caloroso a tutti i detenuti e in special modo a compagni e amici rinchiusi da qualche giorno. Un capannone della struttura penitenziaria adibito a laboratorio grazie a un bacio della sorte prende fuoco e crolla.

Rom vs sindaco

19 gennaio. Nel centro di Moncalieri l’auto del sindaco viene circondata da un gruppo di rom. Dopo aver riconosciuto il primo cittadino, il gruppo di blocca l’auto e incomincia a prenderla a calci, inveendo contro il sindaco. Le ragioni della rabbia sembra siano da ricercare nello smantellamento del campo di Freylia Mezzi deciso dall’amministrazione comunale all’interno del «patto per la legalità» stretto con alcune delle famiglie che vi vivevano.

Raccolta differenziata

19 gennaio. Licenziato dopo 10 anni di servizio un custode del centro Amiat di via Arbe dopo un fermo dei carabinieri di Lingotto che lo hanno trovato in possesso di alcuni lampadari, tre stelle alpine, sei bicchieri in vetro, un vecchio orologio a muro, un trapano guasto e della rubinetteria, tutti oggetti recuperati nei cassonetti dell’immondizia. Una perquisizione a casa ha poi permesso ai militari dell’Arma di sequestrare alcuni orologi a muro, una sedia pieghevole in tela, due radioline, un mulinello da pesca, delle serrature, un ombrello, una lampada, uno sparagraffette, tre pompe per gonfiare le ruote delle biciclette e degli appendiabiti. Assolto dalla denuncia per appropriazione indebita «per tenuità del fatto», l’uomo è stato comunque licenziato dall’Amiat.

Balonari in Comune

11 gennaio. Un’ottantina di persone manifestano sotto Palazzo di Città, bloccando la circolazione di via Milano, contro lo spostamento di una parte del mercato del Balon in via Carcano previsto a partire da sabato 19 gennaio.

Resistenza a Caselle

8 gennaio. Un marocchino, proveniente dal Cpr di corso Brunelleschi, viene portato all’aeroporto di Caselle per essere imbarcato sul volo per Casablanca. In attesa dell’aereo riesce a fuggire ai controlli, attraversare la pista di decollo e arrampicarsi su una torretta mete da cui, toltosi i vestiti minaccia di non scendere se non verrà annullata l’espulsione. La normale attività dell’aeroporto è bloccatta per un’ora e due voli in arrivo da Budapest e Monaco di Baviera vengono dirottati a Genova e Linate. Una volta ottenute le rassicurazioni che pretendeva l’uomo è sceso dalla torretta e portato in questura.

In via Cilea

8 gennaio. Una pattuglia del Reparto Polizia Abitativa interviene in una palazzina Atc di via Cilea dove è stata segnalata l’occupazione di un appartamento vuoto. Mentre gli agenti attendono il fabbro per il cambio della serratura, sopraggiunge la coppia che ora vive nell’appartamento che, litigando con i poliziotti, riesce a rientrare nell’alloggio provando a barricarsi dentro e resistere. La resistenza però non riesce e in poco tempo gli agenti hanno la meglio. Dopo un primo passaggio al pronto soccorso del vicino Giovanni Bosco, i due occupanti vengono quindi accompagnati nelle celle di sicurezza in attesa del processo per direttissima.

Assemblea al Balon

7 gennaio. Un’ottantina tra mercatari, responsabili delle associazioni che gestiscono il mercato e semplici frequentatori del Balon si ritrovano nel cortile del maglio guardati a vista da una decina di agenti in borghese. Uno dopo l’altro, tutti gli interventi al microfono ribadiscono una decisa contrarietà al trasferimento di buona parte del mercato del sabato in via Carcano, previsto per il 19 gennaio. In vista del 19, il primo appuntamento è per venerdì 11 davanti a Palazzo di Città, dove si discuterà del futuro del Balon.

Rioccupato il Manituana

7 gennaio. A distanza di otto mesi dallo sgombero in via Cagliari, una sessantina di ragazzi occupano l’ex deposito Amiat in Largo Vitale.

Fu la Gondrand

22 dicembre. La celebre Gondrand, azienda di traslochi situata alla fine di via Cigna e da tempo in disuso, pare stia per affrontare grandi trasformazioni. Gli impresari edili Francesco e Gianluca Rocco hanno presentato al Comune un progetto da 20 milioni di euro per rinnovare l’intera area. Una profumeria, un fai date, un mobilificio e poi ancora un’intera zona ristorativa, un parco pubblico ma gestito dai privati e uno spazio per eventi e spettacoli. La consigliera Ferreo è convinta che lo strumento della legge 106 sia il più adatto per questo progetto, una normativa che consente di riqualificare immobili dismessi con premi di volumetria e procedure urbanistiche semplificate. Le testate locali sottolineano come in questo progetto di riqualificazione si giochi una partita molto importante contro l’illegalità, diffusa in questa parte della città.

Fermo a porta nuova

21 dicembre. Appena un’ora fa un ragazzo africano è stato braccato in malo modo all’interno della stazione di Porta Nuova da tre poliziotti e due militari, assistiti anche dai guardioni della security. Non sono ancora chiari i motivi del fermo, ma a giudicare da una ricostruzione di una passante presente sul posto non pare che il fatto sia legato a qualche “episodio criminoso” in particolare. In attesa di aggiornamenti riportiamo il link del video girato dal telefonino della passante. Il fermo è avvenuto tra le lamentele dei passanti contro la violenza usata dalle forze dell’ordine.

Controlli straordinari

27 novembre. Dalle 7 alle 19, a dare la caccia a chi viaggia senza biglietto o abbonamento sui mezzi Gtt, ci sono 80 controllori in più rispetto ai 120 ordinari. Ai controlli straordinari partecipano anche l’assessore ai trasporti Maria Lapietra e l’Ad di Gtt Giovanni Foti.

Palazzo Nuovo occupato

16 novembre. Occupato il palazzo dell’Università torinese per protestare contro il decreto Salvini. Durante l’occupazione si terrà una due giorni di dibattiti e sono stati lanciati i prossimi appuntamenti previsti per il 30 novembre e il 15 dicembre.

Tornelli

17 novembre. Da gennaio verranno installati dei tornelli per poter salire sui mezzi Gtt. La sperimentazione inizierà sugli autobus delle linee 6 e 19. I varchi, che consentiranno l’ingresso solo alle persone munite di biglietto, saranno installati nelle porte anteriori, le uniche da cui sarà possibile salire, le porte centrali e posteriori serviranno invece solo per scendere. Con i tornelli cesseranno i controlli da parte del personale Gtt che potrà così intensificarli sulle altre linee. Se la sperimentazione dovesse risultare soddisfacente i tornelli verranno estesi pian piano anche ad altri mezzi. Bocciata per il momento la proposta del capogruppo leghista Fabrizio Ricca di dotare i controllori di spray urticante.

Che piacere è?

 

nino-manfredi-solecarta_20180905205306769-kne-835x437ilsole24ore-web.jpg

13 novembre. In piena notte alcuni incappucciati arrivano in bici davanti alla Lavazza di San Mauro Torinese e infliggono svariate martellate alle vetrine dello stabilimento. Per terra sono stati trovati dei volantini che recitavano: “Lavazza caccia i poveri da Aurora” e “No alla Sorveglianza Speciale”.

11 bar in 30 giorni

4 novembre. L’ultimo in ordine di tempo è il bar Italia in via Pietro Cossa, chiuso per 15 giorni perché frequentato da avventori con precedenti di polizia. Altri 10 esercizi commerciali, per lo più bar e minimarket, sono stati chiusi per ragioni simili nell’ultimo mese. I quartieri più colpiti Barriera di Milano e San Salvario.

Sciopero generale

26 ottobre. 500 circa i manifestanti scesi in piazza in occasione dello sciopero generale dei lavoratori dei trasporti, della scuola e della sanità indetto dai sindacati di base. Il corteo partito dalla stazione di Porta Nuova si è concluso in piazza Castello

Riders on the road

26 ottobre. Un centinaio di manifestanti in bicicletta, tra lavoratori e solidali, partecipano alla critical mass promossa dai riders del food delivery. Il centro della città è attraversato in lungo e largo e in numerosi interventi al microfono vengono spiegate le condizioni lavorative cui i riders sono sottoposti, i numerosi e a volte tragici incidenti di cui sono vittime, e vengono elencati i responsabili di questa situazione. E contro alcuni di questi la biciclettata lascerà il segno del proprio passaggio: scritte e uova di vernice danneggiano infatti le sedi di Glovo, Foodora e dell’Ispettorato del Lavoro.

Anci contro Salvini

25 ottobre. Chiamparino e l’assessore regionale Monica Cerutti si incontrano con alcuni parlamentari piemontesi per illustrare le ragioni della contrarietà al decreto Salvini dei Comuni piemontesi. L’abbandono degli Sprar, gestiti dai Comuni, a favore dei Cas, gestiti invece dalle Prefetture, cancellerebbe 350 posti di lavoro e provocherebbe un aumento di spesa, per i soli comuni piemontesi di 22 milioni di euro. 5 mila sarebbero poi gli immigrati che non potrebbero rinnovare il permesso di soggiorno per la stretta sulla protezione umanitaria.

A costo zero

24 ottobre. Attraverso un protocollo d’intesa con la cooperativa Isola di Ariel, tra i quattro e i sei richiedenti asilo andranno a svolgere attività di volontariato negli uffici della Procura. Si tratterà di «lavori materiali semplici» secondo quanto riporta una nota del procuratore capo Spataro, in linea con il «Piano nazionale di accoglienza del 2016 - secondo cui - è utile porre in essere percorsi finalizzati a superare la condizione di non operosità dei richiedenti ospitati sul territorio, attraverso l’individuazione di attività di volontariato o di servizi utili alla collettività».

Blitz in Aurora e Barriera

23 ottobre. Giornata di lavoro particolarmente intenso per i Carabinieri lungo le strade dei quartieri a nord della città. Controlli iniziati nella mattinata e prolungatisi fino a sera che hanno portato a un arresto, cinque denunce per furto di energia elettrica e alla chiusura di un bar, diventato secondo i militari dell’Arma abituale luogo di ritrovo di soggetti pregiudicati.

I veri nemici

img-20181007-wa0001.jpg

6 ottobre. Nella mattinata, alcuni striscioni vengono appesi agli alberi dei giardini di via Montanaro per ribadire il ruolo svolto da Casa Pound, e dal suo comitato di quartiere Noi di Barriera, nel fomentare una guerra tra poveri contro gli immigrati. Poche ore dopo si svolge il presidio preannunciato e una trentina di militanti di Casa Pound, con gran sventolio di bandiere, occupano i giardinetti circondati da  camionette della Celere e agenti in borghese.

Caccia agli abusivi

29 settembre. La Polizia Municipale si mostra particolarmente indaffarata nello scovare ambulanti privi di permesso e che tentano di vendere articoli non consentiti dai nuovi regolamenti del Balon. I primi a farne le spese tre uomini nigeriani e un romeno che vengoano portati al comando di via Bologna dopo il sequestro di una ventina di smartphone e tablet; la caccia dei vigili si sposta quindi verso il centro e in via Mameli sono sequestrati un’ottantina di borse e capi d’abbigliamento griffati, mentre gli ambulanti riescono a fuggire evitando la denuncia.

Morti sul lavoro

27 settembre. Alla ditta Metaleur di Collegno muore un operaio di 58 anni, colpito da un blocco di metallo caduto dall’alto.

A martellate

26 settembre. Un uomo di ottant’anni richiede un prestito, in cambio della cessione del quinto della pensione, alla Consel spa di via Bellini 2. Accortosi che il tasso d’interesse applicato dall’agenzia è troppo alto, prima minaccia l’impiegato quindi estrae  un martello e manda in frantumi tre vetrine.

Studio di fattibilità

25 settembre. Per far fronte alle proteste degli utenti e alle minacce di sciopero dei lavoratori delle Anagrafi, il Comune decide di affidarsi a uno studio di fattibilità così da avere un quadro preciso delle varie sedi cittadine: dal numero complessivo di utenti ai servizi più richiesti, fino ad arrivare poi alle prestazioni garantite con maggior difficoltà. Uno studio che secondo l’assessore all’Innovazione Pisano preclude a una riorganizzazione complessiva dei servizi anagrafici, dietro l’angolo si prospetta insomma la chiusura o apertura ridotta delle sedi meno frequentate e la riduzione dei servizi meno richiesti.

Abuso edilizio in viale Corsica

24 settembre. Operazione di polizia contro alcune famiglie rom che da alcune settimane vivevano in un’area compresa tra corso Cosenza e viale Corsica. Sequestrati cinque camper utilizzati a scopo abitativo, lasciati però in custodia giudiziale ai proprietari per la presenza dei figli minorenni, altri due furgoni sono stati invece portati via. 40 le persone identificate complessivamente di cui cinque denunciate per abuso edilizio e due portate all’Ufficio Immigrazione.

Soluzione soft

22 settembre. Viste le difficoltà di risolvere il problema dei lavavetri attraverso ordinanze, multe e minacce d’arresto, l’amministrazione pentastellata torinese ha deciso di adottare strategie più spicce: il sequestro degli attrezzi e dei proventi di chi viene sorpreso a svolgere quest’attività. Una scelta che ha permesso alla Polizia Municipale di accumulare, da gennaio ad oggi, un bottino di oltre 500 spazzole confiscate a circa un centinaio di lavavetri, cui vanno aggiunti una trentina di euro confiscati mediamente a ognuno di loro.

A volte si reagisce

10 settembre. Due agenti del Commissariato di Barriera di Milano sono intervenuti in corso Palermo per eseguire una procedura di sfratto. All’interno dell’alloggio i poliziotti avrebbero riconosciuto due ragazzi, di cui uno gabonese, già noti per precedenti di spaccio, decidendo così di perquisire l’alloggio. Durante l’operazione il ragazzo africano ha tentato la fuga per evitare un possibile arresto dirigendosi verso i giardini di via Alimonda dove è stato raggiunto e fermato. È proprio in questo frangente che la storia però si discosta dalla normale narrazione a cui siamo abituati, fatta di solitudine e di quartieri che plaudono alle forze di polizia: infatti un uomo italiano ha iniziato a inveire dal balcone contro i poliziotti, dandogli dei “fascisti”, ed è sceso nel tentativo di opporsi al fermo. Altre persone presenti nei giardini si sono aggiunte provando ad allontanare la polizia senza però esito positivo, dato l’arrivo di un’altra volante. Putroppo è sempre una smorfia a sigillare il finale, per ora, di questa storia, con il ragazzo gabonese arrestato e l’italiano accorso processato per direttissima e sottoposto all’obbligo di firma. Fatto sta che Aurora sembra essere lontana, a dispetto di tanti controlli eccezionali e ordinari, dalla pacificazione.

480 obiettivi

9 settembre. Non bastavno le 50 telecamere previste dal progetto AxTo della sindaca Appendino, all’orizzonte del capoluogo piemontese si staglia nitido e incombente Argo: 480 obiettivi di ultima generazione puntati su tutti i ‘malintenzionati’ della città. Le telecamere, finanziate con 2 milioni di fondi ministeriali emanati dal “decreto sicurezza” Minniti, saranno collegate direttamente con questura, carabinieri e polizia locale. A quanto pare sembra che il luogo più gettonato da cui partire sia, ancora una volta agli onori delle cronache, il parco del Valentino.

Taser

7 settembre. Subito messa alla prova la nuova arma in dotazione alle forze di polizia sul territorio italiano. A Torino alcuni carabinieri avrebbero sedato una rissa in via Lauro Rossi solo mostrando il taser. Insomma questa volta è bastata la minaccia ma chissà quanto si moltiplicheranno gli episodi in cui invece qualche malcapitato verrà fritto dalle scosse elettriche e chissà quali svariati e nefandi utilizzi potrà avere anche nelle più piccole manifestazioni di conflittualità di strada o nelle lotte a venire.

Frequentazioni pericolose

5 settembre. Continua imperterrito l’utilizzo degli strapoteri conferiti dalla legge Minniti ai vari questori della penisola. Il sig. Messina non va in ferie, o almeno non ci va il suo controllo eccezionale del territorio che attraverso tutto il mese di agosto ha mappato le frequentazioni di ben sette bar torinesi portando alla loro successiva chiusura temporanea, poiché frequentati da pregiudicati. Tra le fila degli esercizi colpiti dalle misure di prevenzione ci sono il “Cafè Noir” di largo Brescia (Aurora), il “Bar Plaza” di via Ivrea (Pietra Alta), e la “Caffetteria via Chiesa” (Borgo Vittoria).

Chi comanda a Torino

Diario

Le cariche della polizia contro la critical mass di giovedì sera a Torino segnano un ulteriore passo avanti verso quella normalità per cui presto passerà alla storia l’era Appendino. Che qualcuno – noi compresi, lo confessiamo – pensi che tutto ciò sia scandaloso e inaccettabile è del tutto privo di significato: occorre fare i conti con il fatto che qui a Torino il potere politico è fermamente detenuto nelle mani dalla questura. Il William B. Travis di c.so Vinzaglio, al secolo Francesco Messina, pistolero uscente, ha già rilasciato ai suoi gazzettieri un’intervista in cui giustifica tutto con il fantasma di via Alessandria 12, c’erano anche gli anarchici. E dalle sue dichiarazioni si palesa un clima di caccia alle streghe, questi sovversivi si stanno infiltrando in tutte le manifestazioni, si sono procurati una bicicletta, hanno iniziato a lavorare, in realtà sono ovunque e camuffati da bipedi, è incredibile, contessa!

I più dotti osservano come la guerra portata avanti della polizia sia la continuazione della politica con altri mezzi, e ne ripartiscono equamente la responsabilità tra un borioso ministro degli interni che ha reintrodotto il reato di blocco stradale (punito più severamente della resistenza a pubblico ufficiale, per dire) e una sindaca inetta che in astinenza di risultati non perde occasione di rivendicarsi ogni sgombero di profughi, zingari, anarchici, abusivi e qualunque minoranza non qualificata.
Continua a pag. 33516

macerie @ Marzo 23, 2019

In vista del 30…

Diario

punto.jpg

Manca poco più di una settimana al corteo del 30 marzo a Torino.

Mercoledì scorso, in un’affollatissima assemblea nel cortile di radio Blackout si è condiviso l’orario del concentramento: ci incontreremo alle 15.00. Il luogo si è preferito non annunciarlo ancora. Un’informazione da tenere ancora nascosta per qualche giorno.

Non ci sarà infatti una Zona Rossa verso cui dirigersi a ogni costo, come si è fatto con coraggio e ostinazione il 9 febbraio, quando il cuore e la rabbia di tutti hanno spinto il corteo verso via Alessandria 12 e il quartiere militarizzato di Aurora. Il 30 marzo tenteremo piuttosto di dar concretezza a quel «Blocchiamo la città» che è l’obiettivo di questa giornata, e per riuscirvi è sicuramente utile fornire meno tempo e informazioni utili alla Questura per predisporre nel dettaglio il proprio piano di contenimento e contrasto della manifestazione. Così da tentar di muoversi il più liberamente e agilmente possibile lungo le strade di Torino, per evitare di lasciarci dettare il percorso dai celerini e dai blindati, schierati a sbarrare una strada dopo l’altra. Libertà e agilità che non porteranno certo a sottovalutare il problema dell’autodifesa dalle forze dell’ordine. Un’esigenza, se mai ce ne fosse stato bisogno, resa ancor più evidente dalla gestione della piazza di ieri sera durante la Critical Mass

Continua a pag. 33512

macerie @ Marzo 22, 2019

Inizi di primavera…

Diario

demo1.jpg

Continua a pag. 33509

macerie @ Marzo 20, 2019

M5S, ovvero il partito Eichmann

Diario

eich.jpg

Né i medici dell’ospedale Martini, né Sonia Schellino, né Bruno Mellano, né la Prefettura, nessuno nei palazzi torinesi si assume la responsabilità della continuazione della prigionia di Tomi.

Il suo sciopero della fame continua, è arrivato al giorno numero 38 e la sua salute è fortemente a rischio. A Torino le iniziative in sua solidarietà continuano, nonostante per isolarlo l’abbiano trasferito al Cpr di Bari Palese: dopo un presidio fuori dall’ospedale, in cui l’hanno ignorato invece che registrare le sue condizioni allo stremo, e un’incursione nell’ufficio dell’assessora del Welfare in cui un lurido portaborse ha detto letteralmente che “se schiatta” non è colpa loro, oggi un folto gruppo di nemici e nemiche delle espulsioni è tornato a far visita a Sonia Schellino, questa volta con l’intenzione di rimanerci nel suo ufficio e bloccare il lavoro dei burocrati comunali. Alcuni si sono addentrati di fretta sino al piano della signora con urla e slogan, altri sono rimasti fuori a volantinare e a raccontare la storia di Tomi ai passanti.

Continua a pag. 33503

macerie @ Marzo 19, 2019

30 Marzo

Diario

flower.jpg

La normalità di questo mondo pare essere totalizzante, negli ultimi anni i processi economici e politici hanno concluso un’opera terribile iniziata con le navi dei commerci tra continenti e le ciminiere di Manchester.
Ogni sfera dell’esistenza umana e ogni pezzo di questo pianeta sono stati fagocitati e risputati come sostanza putrida, non c’è nessun punto dell’intero globo che non sia stato distrutto dalla bulimia sfrenata del capitalismo; non esiste più un pezzo di terra libero, né la possibilità di una vita dignitosa non piegata dalla schiavitù lavorativa per il profitto di un padrone spesso senza volto.
Non esiste altresì neppure la possibilità di sottrarsi, come qualcuno sostiene, adottando comportamenti virtuosi o di autosufficienza materiale in una vita da eremita: nel mondo devastato i liquami industriali e l’aria sporca arrivano ovunque e  proclamano una promessa di morte a cui lo Stato non accompagna più neppure la possibilità di curarsi poiché dopo aver messo fuori legge ogni conoscenza e pratica sul corpo che prescindesse dalla sua mano medica, ora chiude i rubinetti della sanità, lasciando a chi non può pagare esose visite private il peso di affrontare ogni malattia senza lamentarsi; nel mondo devastato non esiste un altrove al riparo da regolamenti edilizi, controlli di polizia e censimenti; nel mondo devastato non esiste un altrove in cui non arrivino le grida di uomini, donne e bambini che affogano in mare, che scappano dalla povertà, che vengono sfrattati e buttati in mezzo alla strada.

Continua a pag. 33498

macerie @ Marzo 18, 2019

Tomi trasferito a Bari

Diario

Nelle ultime settimane abbiamo raccontato della protesta di Tomi, ragazzo di origine algerine che vive da anni in Inghilterra e i cui documenti in Italia non sono validi. La validità o meno di un pezzo di carta, di cellulosa, i cui parametri cambiano di paese in paese, porta alla reclusione, così come è accaduto a lui.

Siamo arrivati al giorno di sciopero della fame numero 36, in città gruppi di solidali si sono mossi per organizzare presidi e proteste, fino ad arrivare dentro all’ufficio dell’assessora factotum Sonia Schellino per sputarle in faccia un po’ di responsabilità.

A quanto pare a certi personaggi che decidono sull’altrui sorte non piace ricevere pressioni da vicino e hanno pensato bene di tranciare i legami di solidarietà intorno a Tomi trasferendolo ieri in un’altra prigione per senza documenti, il Cpr di Bari Palese. Gli hanno tolto il telefono per interrompere anche le comunicazioni telefoniche, peccato che lui ricordasse a memoria il numero di telefono di alcuni compagni e compagne e ha riferito di ciò che stava avvenendo. Da che ha potuto capire, non può essere deportato il Algeria, deportazione che preferirebbe alla reclusione di sei mesi, perché, come spesso accade, le burocrazie dei due paesi non sono sulla stessa lunghezza d’onda. Così a Tomi sembra di essere in un limbo indefinito, la prigionia dovrà forse arrivare fino al termine amministrativo, data lontana e insopportabile solo al pensiero.

Intanto i solidali fuori non si sono fatti scoraggiare e si sono già messi in contatto con alcuni compagni pugliesi.

Chi lotta non è mai solo, neanche se trasferito.  

macerie @ Marzo 17, 2019

Per colpa di chi?

Diario

 percolpadichi.jpg

A oggi sono oramai trentacinque i giorni che Tomi sta passando in sciopero della fame. Il ragazzo recluso dentro il carcere per senza documenti sta protestando contro le condizioni disumane a cui è costretto e per conquistarsi la libertà, vuole uscire da lì. Lo sciopero della fame l’ha ridotto all’osso, ha alterato i parametri vitali e ora non riesce più a deambulare sulle sue gambe, ma è costretto a essere trascinato su una sedia a rotelle, esausto.

Le condizioni di salute sempre più compromesse hanno obbligato, due giorni fa, le guardie a spostarlo nell’area sanitaria del Cpr, la zona meglio nota come”ospedaletto”. Stanze dalle pareti lisce che sono più punitive che sanitarie, celle in cui i reclusi sono abbandonati a loro stessi dopo i purtroppo frequenti atti di autolesionismo, dopo i pestaggi curati alla bell’e meglio per coprire quanto accaduto o che sono il luogo migliore per somministrare sedativi a chi deve essere espulso senza troppe lamentele.

Dopo essere stato infilato dentro una delle cellette lisce, dopo aver rifiutato acqua e zucchero, Tomi è stato preso a calci e pugni dalle guardie, per poi essere abbandonato lì per ore prima di essere tradotto all’ospedale Martini.

Continua a pag. 33485

macerie @ Marzo 15, 2019

Manifesti corteo 30 marzo cap. II: blocchiamo la città

Diario

manifesto30.jpg

macerie @ Marzo 13, 2019

Le orecchie della Pedrotta

Diario

 img-20190311-wa0000.jpg

A furia di sentirci fischiare le orecchie finalmente è stato trovato e rimosso il problema. Le orecchie oblunghe della polizia e della PM Pedrotta sono quelle che hanno ascoltato di nascosto le voci della vita quotidiana e le parole scambiate nella cucina dell’alloggio al quinto piano della casa occupata al 45 di corso Giulio Cesare, per due anni e mezzo. Queste sono le microspie che hanno raccolto registrazioni poi trascritte nelle carte dell’ultima inchiesta a mò di prova che le persone inquisite si conoscevano tra loro, parlavano assiduamente assieme, si preoccupavano della creazione di una banca dati del Dna e dell’impossibilità di resistere al prelievo, discutevano della redazione di un testo da pubblicare o chiacchieravano degli emeriti cazziloro.

A furia di ascoltare e ficcare il naso nelle vite degli altri ci si augura, almeno, che alla signora Pedrotta sia andato qualcosa di traverso o che si sia inciampata in qualche gradino.

macerie @ Marzo 12, 2019

Un’ambulanza ora!

Diario

urlacie.jpg

In sciopero della fame da 31 giorni, ridotto allo stremo della vita, ecco la condizione di un ragazzo recluso all’interno del Cpr torinese. Perde un kg al giorno, ma per i medici schifosi là dentro, coloro che hanno il potere di decidere se le condizioni fisiche rendono pericolosa la detenzione amministrativa, non è ancora arrivato il momento di farlo uscire.
Chiamiamo tutti il 118, costringiamo un’ambulanza ad andare all’ingresso del Cpr in via Santa Maria Mazzarello 31, affinché le autorità mediche cittadine si prendano la giusta responsabilità se dovesse accadergli qualcosa. Spesso è capitato che dei reclusi avessero urgente bisogno di cure ma che alle ambulanze non fosse permesso l’ingresso, per le forze dell’ordine era tutto a posto e si giustificavano con la presenza di un’infermieria all’interno. Gli operatori dell’ambulanza? Il più delle volte hanno fatto spallucce e sono tornati alla centrale.
Lui ha smesso di mangiare perché da lì vuole uscire, vorrebbe essere ovunque ma non rinchiuso, piuttosto deportato. Ora però sta rischiando troppo e nessuno può girarsi dall’altra parte o fare spallucce, bisogna mettere costoro davanti al fatto che stanno negando un intervento salva-vita.
Le sue toccanti parole di qualche settimana fa, all’inizio della sua protesta, potete ascoltarle qui.

macerie @ Marzo 12, 2019

Niente siete e niente tornerete

Diario

 dead_cat_bowel.jpg

Alla fine, le proteste contro lo sgombero dell’Asilo hanno spinto il Movimento 5 Stelle a uscire allo scoperto in tutta la sua spensierata nullità, quantitativa e qualitativa. Il presidio in solidarietà alla sindaca Chiara Appendino (sotto attacco da un mese per le sue prese di posizione in favore dello sgombero e i complimenti alle forze dell’ordine) definito dai più gentili un flop totale, sembrava più che altro il funerale del suo gatto schiacciato per sbaglio dagli agenti della scorta. 

Continua a pag. 33474

macerie @ Marzo 10, 2019

La coalizione della bottega aperta

Diario

piazza-delle-erbe-ora-palazzo-di-citta-mercato-ante-porta-palazzo.jpg
A quanto pare, il detto “a carnevale ogni scherzo vale” deve essere stato abrogato, e pure a larga maggioranza. Non c’è altra spiegazione per comprendere l’ondata di isteria provocata dalla sfilata di martedì grasso sotto casa Appendino & Lavatelli associati. Dal guardiano più ortodosso della rivoluzione grillista fino all’ex senatore PD ultras del TAV, passando per la salma di un Procuratore in pensione, negli alti ranghi non c’è chi non abbia deciso di sfidare il comune senso del ridicolo per indignarsi, condannare, esecrare, stigmatizzare, e soprattutto dissociarsi: ma dissociarsi da cosa?! Ma chi vi conosce?!

Continua a pag. 33463

macerie @ Marzo 9, 2019

Manifesti corteo 30 marzo, cap.I: il partito della polizia

Diario

trovatosufb6marz.jpg

macerie @ Marzo 7, 2019

Nicco

Diario

Aggiornamenti dai tribunali. Niccolò, su cui pendeva una doppia carcerazione, una per 270, l’altra per l’esito positivo della perquisizione avvenuta in casa sua il giorno dell’arresto, rimane in carcere. I giudici del riesame hanno deciso che per i petardi rinvenuti nell’alloggio rimane dentro.
Per continuare a scrivere a lui, ad Antonio e Beppe indirizziamo le missive al carcere di Ferrara, Via Arginone, 327, 44122 Ferrara… per scrivere a Silvia, invece, al carcere di Rebibbia, Via Bartolo Longo, 72, 00156 Roma.

macerie @ Marzo 4, 2019

Appendino giù la maschera

Diario

«Tanti affari ha l’Appendino, ha persino una boutique.

Un negozio qui a Torino per bambini molto chic.

Due vetrine nuove nuove in via Cibrario 19,

il suo nome è Momonittu, facci un salto pure tu!»

img-20190301-wa0001.jpg

macerie @ Marzo 2, 2019

Due liberanti

Diario

Notizie dal riesame: è caduta l’associazione sovversiva legata all’art. 270, Giada e Larry sono in via di scarcerazione ora, Nicco aspetta la risposta di un altro riesame di cui sapremo a breve perché ha una doppia carcerazione, per tutti gli altri sussistono le accuse per alcuni reati specifici e rimangono in carcere.
Non possiamo gioire, dei compagni rimangono dentro, ma aspettiamo insieme trepidanti che da Ferrara e Roma arrivino Larry e Giada.

macerie @ Marzo 2, 2019

Panni Sporchi