Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Occupando case ATC

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Questa è una storia come tante. La storia di chi ha perso il lavoro per un taglio del personale, con dei figli da mantenere, che non è più riuscita a pagare un’affitto e si è ritrovata con la minaccia di uno sfratto. Una storia condivisa da molti, che oltrepassa confini, nazionalità, colore della pelle, che attinge a piene mani in quel mare di persone che da questo mondo non hanno ricevuto altro che sfruttamento.

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Come una forbice

 

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Le politiche di gestione e riorganizzazione del Welfare sono oggetto di profonde trasformazioni. Se dopo la metà del ‘900 lo Stato aveva necessità di garantire un sistema di riproduzione sociale, ora le decurtazioni e i tagli all’apparato dei servizi erogati dagli enti dello Stato sono sempre maggiori, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a una grossa fetta di popolazione.

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Voglia di gelato?

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Chi ci si può trovare davanti alla porta quando si ordina attraverso le piattaforme del food delivery? Quali rischi si corre a pedalare tutto il giorno per misere paghe? Quanti chilometri percorre un rider durante un turno di lavoro? Che rapporto ha con i dispatcher e quali contraddizioni si portano dietro queste nuovo figure lavorative, nell’organigramma delle tech startup?

Abbiamo ripercorso inseme ad Effe, lavoratore di Deliveroo fin dai suoi esordi a Torino, le varie tappe che hanno portato allo sciopero di maggio e a quello più recente di mercoledì 27 settembre. Soffermandoci sui particolari che spesso non emergono a una prima occhiata distratta sullo sciamare colorato dei fattorini in giro per la città.

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Dirty boulevard

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Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

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Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Quando il soffitto frana

18 febbraio. Crolla il controsoffitto del CUP (Centro Ufficio Prenotazioni) all’interno dell’Ospedale Molinette, a causa di un tubo rotto. Hanno riportato danni anche il Pronto Soccorso, l’ufficio autisti, il reparto di Radiologia e la Direzione Sanitaria. Non mancano le incalzanti parole di una rinomata testata torinese nel ricordare la necessità di sostituire la struttura col nuovo Parco della Salute.

Ancora controlli “speciali”

17 febbraio. Non si ferma il bilancio di persone identificate e arrestate (rispettivamente 170 e 31, solo nell’ultimo mese) all’interno del piano di controlli straordinari “ad alto impatto” voluto dal questore Francesco Messina. Una serie di operazioni interforze che questa mattina hanno visto l’ennesimo capitolo tra le strade di Aurora e nel campo Rom di via Germagnano, per un totale di 80 operatori coinvolti. Gli agenti del Commissariato “Madonna di Campagna” hanno provveduto al sequestro e alla demolizione di una baracca nel campo di Torino nord, mentre dal Commissariato “Dora Vanchiglia” è partito il setacciamento tra corso Principe Oddone, via Cecchi, via Brindisi e via Sassari, dove è stato arrestato unn ragazzo gambiano per possesso e spaccio di stupefacenti. I controlli sono poi proseguiti tra i giardini Madre Teresa di Calcutta, via Alimonda e corso Vigevano, dove sono state fermate 21 persone vicino a un locale. Infine qui, poichè non era esposto il prezziario, è stata spiccata anche una multa di 900 euro.

Colore selettivo

14 febbraio. Per ripulire il quartiere Aurora da tutte le scritte, a partire da quelle contro polizia, sfratti, occupazioni e riqualificazione, i comitati di zona hanno indetto un’iniziativa per il 19 maggio, provando a coinvolgere il maggior numero di amministratori di condominio possibili. Nel frattempo in via Cuneo 5 bis, la signora Appendino e gli assessori Giusta e Unia hanno inaugurato una nuova opera del progetto ArteinStabile, promosso dalla Compagnia di San Paolo: ritinteggiare l’androne grazie alle pennellate di un noto artista marchigiano, e allo sponsor di Bricocenter e della scuola FSC. Un progetto che si inserisce direttamente nel tentativo di risollevare l’offerta e la qualità immobiliare della zona, con siringate di colore per incentivare la riqualificazione di scale, interni cortile, ringhiere, ecc… Proprio dirimpetto al Revenge Pub, luogo di ritrovo del Comitato per la Riqualificazione di Aurora. Una bella ventata di freschezza, forse la giusta coda lasciata da quella bufera che, poco tempo fa, è passata appena un isolato più in là, in via Bra, lasciando un intero palazzo setacciato da cima a fondo, dalla polizia.

Vallette antifa

10 febbraio. Numerose camionette della celere e contingenti di poliziotti in borghese hanno messo sotto assedio la zona del mercato di piazza Cincinnato alle Vallette. Da una parte, vicino ai blocchi di case, in origine assegnate a chi è stato esodato dall’Istria e alla targa che commemora le vittime delle Foibe, militanti di estrema destra si sono dati appuntamento, prima quelli di Casa Pound poi quelli di Forza Nuova. Dall’altra parte, si sono radunate un paio di centinaia di persone decise a togliere spazio alla presenza fascista. Il presidio di persone si è trasformato in corteo, la testa, ad un tratto, ha cercato di oltrepassare i poliziotti per avvicinarsi al sordido raduno sul lato opposto di corso Toscana. La celere ha bloccato l’intento, sequestrando lo striscione e arrestando Fabrizio, uno dei ragazzi che lo sorreggeva. Il corteo ha continuato a sfilare nelle vie limitrofe, sciogliendosi davanti all’Edera squat.

Ciao ciao Gobee

9 febbraio. Gobee Bike, il servizio di byke sharing tinteggiato di verde, dopo l’abbandono in Francia ha deciso di ritirarsi anche dalla città di Torino. Non sono ancora state diramate spiegazioni, quel che è certo è che i lavoratori con contratto trimestarle o assunti tramite co.co.co rimarranno tutti a casa.

Oltre Dora in Principe Oddone

9 febbraio. Questa volta sono i carabinieri della Compagnia Oltre Dora ad assicurarsi un bottino di 30 persone fermate, 2 esercizi commerciali controllati, 4 arresti e 1 denuncia per spaccio e possesso di droga. Il tutto è avvenuto nella zona tra corso Principe Oddone e via Ravenna.

Controllo straordinario

8 febbraio. Tre persone arrestate in Barriera di Milano durante un controllo straordinario disposto dal Questore di Torino, con l’aiuto del reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile.

Un euro e settanta

7 febbraio. Troppo facile dimenticare la tessera in tasca ed evitare di bipparla, questa la motivazione addotta dai “riformatori” della Gtt con la quale si è deciso di eliminare il carnet da 15 biglietti. Tra le tante novità pronte a passare al vaglio della giunta, che sembrano voler mettere insieme convenienza di azienda e cliente, spicca l’aumento del prezzo base del biglietto: 1,70 euro, sia per l’urbano che per il suburbano. Inoltre le vecchie obliteratrici verranno definitivamente archiviate per lasciare il posto al dominio del BIP.

Opere condivise

7 febbraio. Contestato da un gruppo di studenti e NoTav il convegno “Dibattito pubblico sulle opere condivise”, tenutosi questa mattina nell’aula magna della Cavllerizza Reale. A impedire l’accesso nella struttura un ingente spiegamento di forze dell’ordine. Un ragazzo fermato a inizio manifestazione è stato poi rilasciato.

Dove meno te l’aspetti

6 febbraio. Sette misure cautelari, oltre alle 41 già spiccate tempo fa all’interno della medesima indagine, per un gruppo di persone senegalesi accusate di vari reati tra cui spaccio e detenzione di stupefacenti. I carabinieri della compagnia San Carlo sono riusciti a ricostruire le attività illecite grazie a una telecamera nascosta all’interno del televisore.

Fumogeno? Daspo

5 febbraio. Identificata e denunicata, grazie alle telecamere di sorveglianza dello Stadio Olimpico, una tifosa del Torino che lo scorso 28 gennaio avrebbe acceso un fumogeno ad inizio partita. L’accusa è di “violazione del regolamento d’uso dello stadio” ed in serbo per lei sembra essere già pronto l’ormai consueto Daspo.

Messa interrotta

4 febbraio. Interrotta la messa nella chiesa di San Tommaso, via Monte di Pietà. Circa quindici persone hanno esposto uno striscione contro il presidente turco Erdogan, in visita istituzionale a Roma per incontrare, tra gli altri, anche il Papa. L’azione era in solidarietà al popolo kurdo e in particolare alla resistenza contro l’attaco turco ad Afrin.

Il posto più sicuro al mondo

3 febbraio. Rubata la cassaforte negli uffici di LiberaMensa, all’interno della Casa Circondariale ‘Lorusso e Cutugno’. La cooperativa gestisce il servizio bar interno alla struttura, e un servizio di catering esterno. Mentre la polizia penitenziaria conduce le indagini, il segratario Osapp afferma: “[…] una politica svolta solo all’assoluta tutela dei detenuti, chiunque siano e qualsiasi reato abbiano commesso, induce logicamente a non migliorare e semmai addirittura a peggiorare le attitudini al crimine dell’utenza detentiva”.

Ripulire Aurora

3 febbraio. Tornano in pista i cavalieri dell’Associazione per la Riqualificazione di Aurora, questa volta armati di scopa e paletta. Un presidio pomeridiano con l’obiettivo di ripulire la zona delle ex-Ogm, proprio a due passi da quei giardinetti così spesso malfrequentati da loschi figuri in divisa. Il presidente dell’associazione si recherà in Comune per verificare lo stato dei progetti che incombono sulla zona, in primis il nuovo polo di e-commerce taggato Esselunga. Infine, a proposito delle scritte contro la riqualificazione apparse sull’appena ritinteggiato Ponte Mosca, non manca a farsi sentire il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, auspicando che venga messa fine al più presto a questi atti di vandalismo.

Scritte sul PD di Pinerolo

2 febbraio. Scritte comparse sulla sede Pd di Pinerolo, recitano: “Pd razzista e complice dei potenti”, e il classico ever green “MERDE”.

Telecamere alert

2 febbraio.  Già dallo scorso novembre a Nichelino sono state installate telecamere in varie zone della città per contrastare l’abbandono di rifiuti. Piccolo traguardo dell’ingegneria del controllo, le telecamere sono collegate direttamente alla Centrale Operativa delle Municipale, inviando le immagini abbinate ad un alert sonoro ogni qualvolta si registra il passaggio di un mezzo. Nei soli mesi di gennaio e febbraio sono state 8 le persone identificate.

Blitz ai giardini ex-Gft

2 febbraio. Blitz dei carabinieri della Compagnia Oltre Dora e dell’unità cinofila di Volpiano, ormai una ricorrenza ai giardini Madre Teresa di Calcutta, tra corso Giulio Cesare e corso Vercelli. Imboccando da entrambe gli ingressi gli agenti hanno controllato 40 persone, di cui due portate in caserma per ulteriori accertamenti, e sequestrato 500 grammi di cannabinoidi.

Parole, parole, parole

31 gennaio. Dopo la recente occupazione di un appartamento popolare in sostegno a una famiglia, il Comitato Popolare Vallette Lucento riprende la sua consueta dialettica con chi govena questa città e ha deciso di andare a contestare la signora Appendino al Circolo dei Lettori. Che avvenga con grida, striscioni e qualche spintone con la Digos, sempre di dialogo si tratta, seppur nella forma più petulante della lamentela: “Sono infatti settimane che cerchiamo di incontrare la Sindaca per discutere di questi temi, e ricordarle che mesi fa aveva promesso un tavolo di confronto alle famiglie in emergenza abitativa del quartiere Vallette Lucento.” Infine tornano a casa con una “lettere d’impegno a non sgomberare le famiglie in occupazione di casa ATC finché non venga trovata una soluzione dignitosa e giusta”.

Angela e i suoi tre figli

31 gennaio. Angela, madre di tre figli, si è presentata questa mattina con alcuni sfrattandi solidali e con lo sportello Prendocasa presso gli assistenti sociali di via De Sanctis. Dopo alcune ore di occupazione e un incontro con la persona responsabile del suo caso ha ottenuto che l’assessorato alle politiche abitative sottoponga la sua pratica alla Commissione Emergenza Abitativa, cui partecipa anche la Questura, con la richiesta di eseguire lo sfratto solo dopo che le sia stata trovata una soluzione.

Controlli in Barriera

30 gennaio. Durante un’operazione di polizia in Barriera di Milano, tra via Baltea, via Scarlatti e via Montanaro, sono state identificate 30 persone. Dieci sono stati portati in Questura per accertamenti sull’identità e tre di questi sono stati espulsi poichè clandestini. All’interno dell’In’s di corso Giulio Cesare 128 un ragazzo ghabonese è stato seguito dalla polizia e arrestato in flagranza per una cessione di stupefacenti. A suo carico pendeva anche una misura di divieto di dimora dal Comune di Torino. In via Sesia un trentenne senegalese è stato arrestato per possesso di cocaina, riscontrando anche a suo carico un definitivo di 9 mesi da scontare per false generalità. In un market africano due persone sono state portate via per “comportamenti anomali”, successivi accertamenti avrebbero verificato “l’ingestione di corpi estranei”, portandoli così all’arresto. Infine in seguito ad un controllo nella Barriera più a nord, in via Ghedini, un italiano di 53 anni è stato portato via perchè destinatario di un definitivo di 4 anni da scontare.

Sciopero contro la Preside

30 gennaio. Sciopero al Liceo Regina Margherita e presidio in duecento (tra studenti, professori, genitori e personale Ata) davanti all’Ufficio Scolastico Regionale. Una struttura scolastica fatta di tre sedi e con 1500 studenti, che negli ultimi anni ha affrontato serie lacune organizzative di cui sarebbe responsabile la governance dell’attuale Preside. Responsabili di dipartimento mancanti, nessun percorso di orientamento per l’Università, gite scolastiche a rischio, sono alcune delle lamentele portate avanti da chi oggi ha deciso di manifestare in corso Vittorio Emanuele II 70.

497 … e via

29 gennaio. Dall’incontro concluso nel pomeriggio tra sindacati e azienda, all’Unione Industriale di Torino, continua a comparire quel numero, inesorabile come una sentenza: 497 (su 537) sono i lavoratori che l’Embraco, stabilimento di Riva presso Chieri, ha intenzione di licenziare in tronco entro 56 giorni da oggi. Trecento lavoratori hanno manifestato per le vie della città e sono rimasti in  presidio ad attendere l’esito dell’incontro. Intanto rimangono le stiracchiate speranze nei confronti di un possibile intervento riparatore del Governo, che rieccheggia nelle parole trite e ritrite del Presidente Mattarella: “Una multinazionale non può cancellare i diritti di 497 cittadine e cittadini in questa maniera, dopo aver sfruttato tutto quello che poteva”.

Anti-abusivi

27 gennaio. Questa mattina è stata effettuata un’operazione anti-abusivismo commerciale, ad opera della Polizia Municipale, in quel di Porta Palazzo. Un nigeriano, un marocchino e una donna ghanese sono stati sorpresi con numerosi capi contraffatti. Un altro venitore abusivo è stato sorpreso con cappellini e scaldacollo e, infine, quattro donne sono riuscite a scampare l’identificazione lasciando però in mano agli agenti cibo, pomate medicinali e cosmetici che stavano cercando di vendere in Piazza della Repubblica sud.ovest.

Prima gli italiani

 

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24 gennaio. Campagna elettorale aggressiva per la Lega Nord in quel di Barriera di Milano, uno dei quartieri a più alto tasso di abitanti immigrati. Ecco qui un maxi manifesto ritrovato in piazza Bottesini.

Scritte in Aurora

24 gennaio. Comparse alcune scritte per le vie di Aurora contro: la riqualificazione del quartirere a cui “rispondere con le lotte”, le minacce di sgombero dell’Asilo Occupato, e contro sfratti e polizia. L’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha colto l’occasione per ribadire l’urgenza di liberare i locali occupati di via Alessandria, mentre la scritta che ha suscitato più scalpore è stata ritrovata all’angolo tra via Aosta e via Pavia: “ALESSI CAMBIA CASA”.

Fuori dal Gobetti

22 gennaio. Intonaco delle scale che cade, trenta euro di contributo spese “facoltativi” ma che vengono chiesti alle famiglie come se fossero obbligatori: queste sono alcuni dei motivi che oggi hanno spinto 200 studenti del liceo Gobetti, via Maria Vittoria, a rifiutarsi di entrare e rimanere in presidio davanti all’ingresso. Si sono poi radunati in palestra per redigere un documento con le varie richieste.

Maestre con la fiaccola

20 gennaio. Tornano in strada per una fiaccolata notturna organizzata dalla CUB - Scuola, le maestre radiate dalle liste a esaurimento a causa di una sentenza del Consiglio di Stato. Un’altra iniziativa dopo i recenti scioperi che erano stati messi in campo per protestare.

Spina Reale

18 gennaio. Sono scesi in strada alcuni residenti della Spina Reale, quella striscia di città che parte da largo Giachino per arrivare fino a via Lucento, in un corteo notturno organizato dal gruppo facebook “Quelli della Spina di via Stradella“. Anche loro hanno deciso di infilarsi nella battaglia a questo (costantemente) riscoperto nemico comune della tranquillità di quartiere: lo spacciatore. È già la seconda iniziativa in questa direzione, partecipata da qualche centinaia di persone (a dire dai giornali), e contano di fare un’altra manifestazione il 16 febbraio, scortati come sempre dalla polizia.

Pedalare … in corso Ciriè

17 gennaio. È Giovanni Gola, fu professore dell’ex Istituto Baldracco di corso Ciriè 7, ad aver proposto al Comune un proficuo e compiacente modo per riportare alla normalità la vecchia scuola ad oggi occupata. Da anni ci vivono persone e famiglie sfrattate e senza casa, che il professor J. Megele vorrebbe sottoporre a un diabolico esperimento sociale: un percorso di professionalizzazione per rendere finalmente queste famiglie “autonome”. Il tutto avverrebbe tramite un’associazione di ex-allievi e professori, con lo sperato beneplacido dell’ assessore al welfare Sonia Schellino, che intanto valuta “un recupero del fabbricato e un reinserimento sociale”. Come a dire: “Donne e uomini di corso Ciriè, volete una casa? Pedalare !”

Operazione rientro

16 gennaio. Cento controllori della Gtt sono piombati dalla mattina nei bus e nei tram delle linee 18 e 4. Durante tutta l’operazione speciale a caccia di portoghesi sono state controllate 15.000 persone, di cui 500 beccate senza biglietto. Di sicuro non ci voleva la “rivoluzione” informatica del BIP, a palesare il tasso di ‘autoriduzioni’ sulle linee che collegano alcune delle zone più povere di Torino. Un’operazione che emana dritta dritta dal piano di rientro dell’azienda, tanto vociferato negli ultimi mesi. Risanare una parte del bilancio sulla pelle, e le tasche, dei più poveri.

Groviera

16 gennaio.  Sono 60.000 le case sfitte e vuote in tutta Torino, ancora in aumento rispetto agli anni precedenti soprattutto se rappoprtate al generale decremento demografico. Ce lo rivela l’Osservatorio sulla Condizione Abitativa, che però non manca di ricordare che, a fronte dei tanti sfratti e della generale diminuzione di investimenti nelle politiche sociali legate alla casa, le compravendite immobiliari sono comunque aumentate.

0,000… x 100

15 gennaio. Presentata ufficilamente questa mattina al Cecchi Point “Potere al Popolo”, la lista più fresca dell’inverno che vola dritta dritta verso le elezioni, di cui tanto si sentiva bisogno. “Noi siamo per la difesa dei principi progressisti della Costituzione Italiana”, dichiarano, candidando tra i vari nomi anche l’immancabile Nicoletta Dosio, che tanto aveva fatto per sostenere quell’ennesimo strozzino illuminato e populista di nome Tsipras. Chissà che le speranze tradite dalla signora Appendino possano rinascere in questa “sinistra vera” e impassibile, che ha già dichiarato di non voler allearsi con nessuno.

Contromisure alla “condivisione”

14 gennaio. Mettere fine a questa sequela di malcapitati e vandalici eventi piombati sulle bici del neonato servizio di bike sharing senza postazione. Pare essere l’obiettivo di uno studio avanzato da Go.Bee Bike (il servizio di free floating color verde), per monitorare le zone più a rischio della città, mapparle e trovare contromisure: ad esempio variare i tempi di sosta. Non sembra però molto preoccupato il responsabile torinese Gabriele Vezzani: “Al momento i costi sono sostenibili per il nostro piano economico, ma stiamo monitorando la situazione e presto ci saranno un confronto con l’amministrazione comunale e la polizia municipale per trovare il sistema di protezione migliore”.

Esercito al canile

15 gennaio. Una trentina di volontari del canile di via Germagnano 8, hanno manifestato davanti al comune per lamentarsi dei continui atti vandalici commessi dai residenti del campo rom limitrofo. Tra le richieste anche quella di ristabilire lì un presidio fisso dell’esercito, come esisteva in passato prima che i militari venissero spediti a controllare l’ex Moi.

Parola e azione

13 gennaio. Condannati a un anno e dieci mesi di reclusione i tre ragazzi accusati di aver preso a pugni e rubato il cellulare di quell’impiccione del senatore Airola, nei pressi dei giardini di via Alimonda. La parte offesa avrebbe dichiarato, a processo, che oltre ad essere sceso per gli schiamazzi di quella fatidica notte e aver ripreso con lo smartphone i responsabili di cotanta impertinenza, i quali gli avrebbero giustamente sottratto l’arnese, avrebbe risposto al disappunto manifestato dai ragazzi: “Colpiscimi, colpiscimi!”. Malgrado le conseguenze a cui sono dovuti andare incontro gli arrestati, per fortuna a questo mondo c’è ancora chi tiene a cuore il sacro principio di coerenza tra parola e azione.

Greg in carcere

Diario

Ieri è stato riarrestato Greg. Entrato nella caserma dei carabinieri dove deve firmare tutti i giorni da qualche mese, ne è uscito nella macchina della Digos che lo ha portato al carcere d’Ivrea. L’arresto è stato disposto dal giudice che aveva comminato le firme, perchè in alcune occasioni Greg avrebbe firmato in ritardo rispetto agli orari previsti. Un aggravamento della misura quindi.Già nella serata di ieri alcuni compagni sono andati a salutarlo fuori dalle mura del carcere canavesano.

Per chi volesse scrivergli, questo è l’indirizzo:
Gregoire Yves Robert Poupin
Casa Circondariale Corso Vercelli, 165, 10015 Ivrea TO

Di seguito le coordinate bancarie per chiucnque volesse dare un contributo:

IBAN     IT58A0347501605CC0011061808

BIC        INGBITD1

Intestato a Giulia Merlini

macerie @ Febbraio 20, 2018

Un po’ di confusione

Diario

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Un sabato pomeriggio uggioso in c.so Giulio Cesare, poco distante qualche bancarella del Balon che per la pioggerellina chiude i battenti prima; in piazza la folla invece non manca: se alcuni possono rinunciare alle mercanzie dell’ormai rinomato mercatino torinese, molti altri dei prezzi alla buona degli alimentari di Porta Palazzo non possono fare a meno, o almeno non per un po’ di freddo e due goccioline.

In questa canonica giornata d’inverno torinese non passa inosservato tra le vie di Porta Pila l’ingente dispositivo di polizia: una schiera di agenti della Digos, moto e volanti della municipale, camionette blu. Certo, la loro presenza è ben nota in quartiere, ma bisogna ammettere che per controllare il corteo di compagni e compagne hanno rinforzato militarmente le fila.

Continua a pag. 32994

macerie @ Febbraio 19, 2018

Corteo e presidio

Diario

Per scaricare il manifesto in formato PDF, clicca qui.

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macerie @ Febbraio 13, 2018

Passeggiando per Aurora - vol.I

Diario, Torino domani

Lo sgombero dell’Asilo Occupato, tanto sbandierato nell’ultimo periodo, ci ha dato l’ennesima occasione per continuare a guardarci attorno, magari con uno sguardo un po’ più ampio e preciso. I conflitti che attraversano queste strade sono all’ordine del giorno, troppe volte rimangono latenti o sovrastati dalla forza unidirezionale di chi vuole ripulire queste strade a colpi di repressione.

Tuttavia pensiamo che sia fondamentale conoscere i responsabili di questo profondo meccanismo di trasformazione dello spazio urbano, a partire da Aurora. Non solo i responsabili diretti, portatori di più o meno grossi investimenti nella zona, ma anche coloro che contribuiscono ad oliare il meccanismo e a promuovere il cambiamento, nelle sue varie forme.

Potremmo citare una sfilza infinita di soggetti, allora, ma abbiamo deciso di limitarci a chi anche fisicamente ha deciso di manifestarsi, insediarsi e muoversi per queste strade.

Scheda I : Centro per l’Internazionalizzazione del Piemonte

(per scaricare il .pdf qui)

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macerie @ Febbraio 12, 2018

Gincana repressiva

Diario

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L’ultima notte dell’anno passato è stata piuttosto movimentata in zona Vallette. Durante il consueto saluto ai detenuti che si tiene fuori dalle mura del carcere torinese, per il secondo anno di fila, la polizia a difesa della recinzione della patria galera è stata bersaglio di diversi lanci di oggetti e un’agente è rimasta ferita.

È passato da allora poco più di un mese e - a quanto pare - le forze dell’ordine guidate dall’ardito Rinaudo hanno scartabellato ancor più velocemente del solito i fascicoli, guardato con attenzione video e scatti di quella nottata, e presentato il fascicolo della vendetta da far firmare al Gip Giacomo Marson.

Un lavoro premuroso quello della procura torinese che nella notte appena passata, dopo aver sbagliato persona da ammanettare a Saronno, ha mandato i suoi scagnozzi borghesi nella metro milanese per arrestare Marcello. Questa mattina invece è partita l’operazione nel capoluogo piemontese dove all’alba sono stati notificati due divieti di dimora sui generis. Tre compagni destinatari della misura non sono stati invece immediatamente trovati, cosa che ha fatto innervosire non poco gli agenti della Digos che hanno fatto partire una gincana di mezzi blu tra via Alessandria 12 e l’occupazione di corso Giulio Cesare 45. Non potevano fare la figuraccia dell’agosto scorso, per cui ancor oggi non sono riusciti a notificare un divieto di dimora. D’altra parte pare che proprio non gli sia andata giù che di questi tempi qualcuno di loro sia rimasto ferito, come avvenuto quella notte di San Silvestro.  Sarà che non sono più abituati a questa possibilità, e di ciò devono ringraziare tutto il dispositivo poliziesco e giuridico che si aziona ogni qualvolta si muove una foglia.

All’Asilo infatti gli agenti della Digos con una platea di decine di celerini hanno sfondato la porta e sono usciti dallo stabile solo quando uno dei compagni che cercavano si è consegnato; poco dopo, invece, in corso Giulio, i caschi blu hanno spintonato con forza i solidali accorsi che stavano davanti all’ingresso e distribuito qualche manganellata prima di riuscire a entrare a cercare gli altri due. L’ennesima invasione militare nelle case di questo quartiere: appartamento per appartamento, famiglia per famiglia, piano per piano, per cercare due persone per una misura cautelare minore.

Continua a pag. 32968

macerie @ Febbraio 9, 2018

Sfratto tentato, occupazione riuscita

Diario

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La giornata inizia davanti al portone di una casa in via Santhià. Da una parte una donna sotto sfratto, in compagnia di alcuni solidali disposti ad aiutarla a resistere; dall’altra due proprietari d’origine cinese che hanno da poco acquistato all’asta per pochi soldi l’appartamento, accompagnati dal loro avvocato, da agenti in borghese e da quelli delle 3 volanti accorse sul posto. Questo gruppo si ritira per parecchio tempo all’interno di un bar di fronte al picchetto dei solidali, evitando di comunicare alla sfrattanda cosa hanno intenzione di fare. Arrivato l’ufficiale giudiziario i proprietari escono dal bar e comunicano finalmente alla donna quello che hanno deciso, in tutta risposta ricevono urla e insulti da lei e dalle amiche che aveva vicino. Una reazione che fa pensare ai solidali più lontani, che non hanno avuto modo di ascoltare la discussione, che si tratti dell’ennesimo sfratto sospeso. Pochi minuti e tutti vengono a sapere che lo sfratto è stato invece rinviato ad aprile. Un rinvio abbastanza lungo per come vanno le cose in questo periodo, ma che giustamente non ha soddisfatto chi dovrà ritrovarsi in questa situazione tra due mesi.

Il picchetto si scioglie per ricomporsi dopo pochi minuti, a qualche centinaio di metri. Questa volta non c’è da difendere un appartamento sotto sfratto, ma da occuparne uno vuoto per chi è stato sfrattato a sorpresa il giorno prima. Da questa mattina c’è un altro appartamento tra le case popolari di via Cuneo abitato da chi non aveva più un tetto sopra la testa, dopo quelli occupati quest’estate.

macerie @ Febbraio 8, 2018

L’importante è partecipare/2

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Cosa ci fanno, seduti nella stessa sala, due sindaci, alcuni giovani alternativi con velleità artistiche e uno degli squatter più in vista della città? Non è una barzelletta, anche se la situazione dev’essere stata di una certa comicità.

Incominciamo dai primi cittadini, Chiara Appendino e Luigi di Magistris, che dopo essere apparsi e scomparsi più volte in pochi giorni dai manifesti d’indizione dell’iniziativa, hanno infine deciso di partecipare al dibattito sull’Uso civico dei Beni Comuni, che si è tenuto lunedì sera nei locali della Cavallerizza Reale. Avranno valutato che l’incontro era comunque un buon palcoscenico in vista delle elezioni che si avvicinano e si saranno convinti, a ragione, che l’incertezza sulla loro presenza avrebbe scompaginato i piani di potenziali contestatori.

La platea degli artisti dev’essere andata in solluchero, una volta saputo che a far pubblicità al loro Bene Comune sarebbero stati direttamente i boss e non qualche loro anonimo portaborse.

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macerie @ Febbraio 8, 2018

All’ombra del cavalcavia

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Oggi, all’ombra del cavalcavia, oltre le reti arancioni dei cantieri sospesi, al 252 di corso Grosseto, si sono parcheggiate 3 volanti della polizia. Avevano un appuntamento con un ufficiale giudiziario, un’avvocatessa e un fabbro. I personaggi adatti per eseguire uno sfratto, per la precisione uno sfratto a sorpresa.

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macerie @ Febbraio 7, 2018

Dopo sei mesi

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Larry, Beppe, Antonio, Fran e Cam sono di

nuovo liberi !

Gli ultimi tre, tuttavia, saranno ancora costretti a firmare tutti i giorni a causa di un altro procedimento in corso.

macerie @ Febbraio 6, 2018

L’importante è partecipare

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Uso civico dei beni comuni. Questo il titolo tutt’altro che accattivante di un dibattito che si terrà lunedì 5 febbraio a Torino in via Verdi 9, e che con ogni probabilità non avrebbe attirato granché la nostra attenzione se la location non fosse quella della Cavallerizza Reale e le guest stars invitate all’evento non fossero la sindaca torinese Chiara Appendino e il suo collega partenopeo Luigi de Magistris. Al centro della discussione le regole da rispettare nell’utilizzo di spazi come quello di via Verdi 9 così che possano essere vissuti come beni comuni e, visti gli ospiti della serata, come un bene per i Comuni. Sotto questo punto di vista l’esperienza sicuramente più significativa è quella napoletana, e non a caso, domenica pomeriggio, è previsto un incontro in cui i cavallerizzi  chiederanno qualche consiglio utile sul che fare? ai loro colleghi partenopei. Il felice connubio tra Giggino ‘a manetta e una parte consistente dei centri sociali napoletani ha fatto scuola: il primo ha fornito garanzie contro lo sgombero e i secondi si sono adoperati per sostenere l’ex magistrato alle elezioni.

Nell’aiutare Giggino a far campagna elettorale, molti centri sociali napoletani hanno contribuito a diffondere l’immagine dell’Anomalia-Napoli città accogliente verso tutti, a dispetto del pugno di ferro mostrato dall’amministrazione partenopea contro venditori abusivi, rom e altre categorie inadatte a comparire in primo piano su una cartolina turistica. Fornire qualche voto e tentar di soffocare qualsiasi critica teorica e pratica è sicuramente un’attività già degna di nota, ma la loro riconoscenza per la Giunta non si è fermata al piano dell’immaginario e hanno quindi tentato di confrontarsi anche con quei problemi materiali che, specie in tempi come questi,  un Comune si trova a dover affrontare. Abbandonando il terreno ormai antiquato del conflitto, il carrozzone pro-de Magistris ha deciso di rinunciare a qualsiasi contrapposizione e lavorare in sinergia con il Comune, destinando una parte degli spazi da questo garantiti, alla fornitura di qualche servizio e prestazione - come l’accoglienza, la formazione linguistica, l’assistenza sanitaria e l’attività culturale - che oggi il pubblico non riesce più a fornire con l’ampiezza di un tempo. Nessuna velleità di farla finita con il capitalismo o per lo meno di contrastarne l’avanzata, ma l’idea di poter partecipare al suo sviluppo, fornendo un’assistenza tout-court ad alcune categorie svantaggiate di persone e contribuendo in questo modo a definire i contorni dell’esclusione sociale. Nessuna lotta, nessuna crepa nell’attività di chi governa. Solo partecipazione.

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macerie @ Febbraio 3, 2018

Domenica in corso Brunelleschi

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macerie @ Febbraio 1, 2018

Aggiornamenti su Tarik e dal Cpr

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Questa mattina è andato in scena il terzo tentativo di espulsione di Tarik: dieci poliziotti lo hanno avvolto nelle coperte e portato a Caselle. Per resistere all’imbarco forzato Tarik ha ingoiato due lamette, che però non hanno fermato gli agenti né hanno impedito che fosse portato immediatamente a Roma. Una volta sceso dall’aereo Tarik è riuscito a fare due telefonate, una alla moglie e una al fratello, ma subito dopo gli è stato tolto nuovamente il telefono. Dovrebbe arrivare intorno alle 18:00 in Egitto e da lì cercheremo di avere notizie riguardo le sue condizioni di salute, visto anche lo sciopero della fame che portava avanti da 25 giorni.

Ieri pomeriggio, invece, nell’area viola un detenuto ha ingoiato un cacciavite di 23 cm davanti a poliziotti e guardia di finanza. Si è poi rifiutato di farsi visitare all’interno del Cpr e nemmeno in ospedale, per paura di ricevere delle terapie troppo pesanti. Nel frattempo sia i compagni di reclusione sia i solidali fuori, hanno chiamato più volte un’ambulanza che non è mai arrivata.

Al terzo tentativo degli agenti di entrare nell’area per portarlo in infermeria, un ragazzo si è parato davanti al compagno per difenderlo, chiedendo spiegazioni ai poliziotti. Questi ultimi non hanno esitato a prenderlo per la bocca e trascinarlo fuori dall’area, dove è stato poi inseguito dagli agenti. Tutti i detenuti dell’area viola per protesta si sono rifiutati di rientrare nelle stanze e hanno rifiutato la cena.

Qui il video dell’inseguimento da dietro le sbarre del centro.

https://www.youtube.com/watch?v=vWY8XNR6bpc

macerie @ Febbraio 1, 2018

La storia di Tarik, come sbarazzarsi di un uomo

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Tarik è al Cpr di Torino e in questi giorni lo deporteranno in Egitto. Un destino segnato per tanti all’interno delle strutture della detenzione amministrativa, eppure il suo caso si iscrive più di altri nella fascia sfumata del diritto che diventa rappresaglia esplicita, soprattutto perché si consuma all’interno di gabbie e nel loro sistema di vasi comunicanti.  

Tarik aveva il permesso di soggiorno familiare, essendo sposato con una ragazza italiana, ma è finito in carcere per una lite sanguinosa. Quando si trovava in carcere a Cuneo, nella stessa prigione hanno portato proprio l’uomo con cui aveva avuto il diverbio e nonostante avesse chiesto formalmente il divieto di incontro, i secondini gli hanno lasciato la cella aperta e hanno permesso tra i due nuovamente lo scontro. A rimetterli a posto sono state però le guardie stesse che sono intervenute pestandoli entrambi.

Dopo questo episodio Tarik è stato trasferito tumefatto al carcere di Vercelli e lì ha chiesto di parlare con il direttore al quale in maniera avveduta ha chiesto se si volesse prendere la responsabilità della sua morte o se volesse immortalare le condizioni delicatissime precedenti al suo arrivo. Il direttore del carcere vercellese, certamente più per togliersi un onere che per magnanimità, l’ha fatto accompagnare in infermeria dove gli effetti delle percosse sono stati fotografati e passati agli atti.

Quelle immagini sono la base di una denuncia che Tarik ha sporto contro i secondini che l’hanno pestato. Caso vuole che poco dopo aver dato via alla procedura, gli sia arrivato il diniego di rinnovo di permesso di soggiorno. La motivazione? Una poco argomentata pericolosità sociale.

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macerie @ Gennaio 31, 2018

Giovedì in Aurora

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Chi, alle prime luci del giorno, si è trovato questa mattina a passare per corso Vercelli, nel tratto compreso tra corso Novara e la sede della Circoscrizione 7, non ha potuto fare a meno di notare il voluminoso contingente delle forze dell’ordine posteggiato lungo la strada. Quattro blindati della Celere, altrettanti gipponi della Polizia, una decina di auto della Municipale oltre ad alcune vetture di agenti in borghese non possono certo passare inosservati, anche in strade, come quelle di Aurora, abituate a una massiccia presenza di forze dell’ordine.  Solo poche ore prima, tanto per citare l’ultimo episodio, a poche decine di metri da dove all’alba sostavano i poliziotti, si era svolta una maxi retata che, chiusi i due ingressi dei giardini ex Gft, ha consentito di identificare decine di persone e fermarne alcune.

Questa mattina, il luogo dove stazionava la polizia non consentiva invece di comprendere immediatamente l’obiettivo dell’operazione. Sicuramente la sensazione di pericolo, alla vista di un tale spiegamento di forze, sarà stata condivisa da molti abitanti di Aurora, che non possono aspettarsi altro che guai dalle forze dell’ordine. Se escludiamo i compagni che vivono all’Asilo di via Alessandria 12 o gli abitanti dell’occupazione di corso Giulio Cesare 45, stabili il cui sgombero richiederebbe ben altri numeri di poliziotti, il blitz avrebbe potuto dirigersi contro gli occupanti delle case popolari di via Aosta e via Cuneo, contro le numerose persone che vivono di attività extralegali in zona o verso uno stabile qualsiasi, anonimo ma abbastanza fatiscente da richiamare l’attenzione delle autorità, specie se non tutti i suoi abitanti hanno i documenti, o le utenze, in regola.

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macerie @ Gennaio 25, 2018

Beppe ai domiciliari

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Ieri è arrivata la risposta positiva del giudice sull’istanza fatta da Beppe per modificare la misura custodiale del carcere con gli arresti domiciliari. E in serata si sono finalmente aperte per lui le porte delle Vallette dove era rinchiuso da settembre. Ora Beppe attenderà ai domiciliari senza restrizioni l’inizio del processo che lo vede imputato insieme a Cam, Fran, Lerry e Antonio per aver tentato di disturbare una retata di polizia. La prima udienza sarà venerdì 26 gennaio presso il tribunale di Torino e sarà anche l’occasione per chiedere una revisione delle misure cautelari che ancora rinchiudono in casa i cinque compagni.

macerie @ Gennaio 25, 2018

Sulla lotta No Tap

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macerie @ Gennaio 21, 2018

Panni Sporchi