Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di San Paolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

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Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

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La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

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Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

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Corrispondenze veneziane

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Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

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A quarant’anni da una rivolta per la casa

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Roma, settembre 1974. Qui si racconta di come il tentativo di sgombero di alcune famiglie da alcune palazzine occupate in un quartiere di periferia diede vita a giornate, e nottate, di scontri con le forze dell’ordine. Scontri che coinvolsero uomini e donne di un po’ tutto il quartiere e anche di altre zone della città. Qui si racconta di come morì Fabrizio Ceruso, un compagno ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati dalla sbirraglia e di come quest’ultima, una volta tanto, non fu però l’unica a sparare.
Qui si racconta della battaglia di San Basilio.

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Da Ferguson a Dallas, e oltre: nuovi fuochi di protesta negli Stati Uniti

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Gli ennesimi omicidi di afroamericani per mano della polizia, il riaffiorare delle proteste di massa nelle strade statunitensi, l’attacco di Dallas contro poliziotti bianchi, riportano alla luce ancora una volta i nodi razziali e di classe su cui si fonda la struttura sociale americana.

Uno sguardo sugli ultimi due anni di lotte negli USA, fra forme inedite di protesta e vecchie suggestioni.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Senza mezzi

23 gennaio.  I lavoratori Gtt incrociano le braccia per ventiquattro ore per protestare contro la mancata assunzione di cento autisti e trentacinque operai prevista da un accordo pregresso con l’azienda che si è invece poi appellata alla legge Madia riuscendo a bloccarne l’iter.

Mentre pochi mezzi pubblici circolano per la città, pur nel rispetto delle prescrizioni sulle fasce orarie garantite, sotto Palazzo Civico i lavoratori assieme alle sigle autonome Faisa, Fast e l’Ug danno vita a un presidio di protesta per chiedere all’amministrazione il rispetto degli accordi. Durante il presidio alcuni pullman che ancora circolano per la via vengono bloccati e gli autisti sono invitati ad unirsi allo sciopero.

[…]

Comitati versus Suk

22 gennaio. Qualche decina di persone, per lo più facenti parte di comitati di quartiere come “Quadrilatero Aurora” e “Aurora e Legalità”, si ritrovano all’angolo tra via Aosta e Lungo Dora Firenze per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale di insediare il cosiddetto Suk nel terreno lì dietro, proprietà della Città Metropolitana. Adriana Romeo, rappresentante del gruppo si associazioni e commercianti, dice che sono pronti alla monitorazione continua contro situazioni di illegalità o abusivismo. […]

Blitz al campo rom

14 gennaio. I poliziotti del commissariato di Madonna di Campagna assieme alla Polizia Municipale hanno fatto incursione nel campo rom di via Germagnano. Hanno sequestrato 5 abitazioni dismesse, espulso due uomini, arrestato una ragazza rivelatasi destinataria di un ordine di carcerazione, spedito un ragazzino in comunità poichè individuato come autore di lanci di pietre in tangenziale e furti d’automobili.

Il bobby

14 gennaio. La giunta Appendino fa scendere in piazza i vigili per un servizio di sicurezza e di prossimità. La funzione della presenza capillare nelle piazze e nei luoghi d’aggregazione di unità speciali di civich dovrebbe elevare i livelli di vigilanza e controllo. Per svolgere questa mansione i vigili sono stati individuati su base volontaria, selezionati per motivazione e capacità comunicative.

Mc Fit

14 gennaio. Viene inaugurata una palestra di 1900 metri quadri, su tre piani negli spazi dell’ex Gft, all’angolo tra corso Giulio Cesare e corso Brescia, aperta e gestita da una multinazionale tedesca. Con un investimento di 2 milioni di euro la palestra è stata arredata in maniera eccentrica, con dettagli orientaleggianti e graffiti di writers torinesi, ed è stata dotata di attrezzature fitness all’avanguardia. La palestra in Aurora è già la seconda in funzione in città e ne apriranno altre due, entrambe in aree periferiche: “scegliere le zone meno facili della città” è il marchio di fabbrica della Mc Fit. La scelta è piaciuta all’assessore allo sport Roberto Finardi, mentre Patrizia Alessi è soddisfatta poichè i clochard e i tossici sono stati allontanati dal porticato.

Vasi comunicanti

11 gennaio. L’anno 2016 si è concluso con tre settimane di cassa integrazione per i lavoratori della Maserati di Grugliasco, e così inizia anche quello nuovo: a partire dal 6 Febbraio gli operai saranno di nuovo a casa. Si aggiungono a 600 lavoratori del reparto presse di Mirafiori per cui la cassa integrazione scadrà a fine febbraio, e ai 214 del settore costruzione stampi per i quali durerà fino al 5 marzo. Il volume delle produzioni è da tempo ridotto, nello stabilimento di Grugliasco è passato da 36 mila vetture a poco più di 23 mila nel periodo dal 2014 al 2016. I sindacalisti puntano il dito verso gli ultimi investimenti Fiat-Chrysler diretti oltre oceano, verso le città dell’automobile statunitensi, dove il mercato è più importante e remunerativo.

Bambini tutelati, stipendi pignorati

11 gennaio. Aumentano di mille le famiglie che non pagano più la retta della mensa nelle scuole della città. Nell’anno 2014-2015 i casi di morosità erano 10.258, durante l’anno appena passato se ne contano invece 11.151. A preoccupare Federica Patti, assessore ai Servizi educativi, è come recuperare il denaro non versato dai morosi che nel 2015-16 hanno creato un buco di 6,5 milioni di euro. Il sistema di recupero del comune è rigoroso: attraverso il borsellino elettronico introdotto nel 2013 i morosi ricevono un avviso a inizio anno scolastico che, se rimane inascoltato, diventa un’ingiunzione di pagamento. Il servizio di riscossione è affidato alla società Soris, che provvede a fermi amministrativi delle auto, al pignoramento del quinto dello stipendio se il pagamento del debito ritarda. La Patti non esclude modifiche sul sistema di recupero crediti in futuro, però tranquillizza dichiarando che gli scolari saranno tutelati e non saranno esclusi dal servizio, come invece succede a Novara e a Trofarello.

Il freddo

10 gennaio. È divampato un rogo a partire da un bracere acceso per resistere alle rigide temperature di questi giorni da chi bivacca tra le masserizie delle Officine Grandi Motori, su corso Vercelli. Il presidente del Comitato Spontaneo Aurora spiega: “Le Ogm sono diventate un hotel per clochard e personaggi di cui ignoriamo la provenienza. Ci sono accampamenti ovunque e gli incendi rischiano di causare ancora più problemi di quelli con cui conviviamo da anni

I panni sporchi

9 gennaio. Oggi i dipendenti della cooperativa Serenissima, che gestisce il servizio mensa al BiT, agenzia dell’Onu che si occupa di giustizia sociale e diritti nel mondo del lavoro, hanno deciso di non lavorare. Lo sciopero è stato messo in pratica dopo la comunicazione di trasferimenti non graditi e arbitrari cambi e riduzioni degli orari di lavoro. Alcuni borsisti del Bureau International du Travail (BiT) hanno espresso solidarietà esponendo dei cartelli e invitato coloro che lavorano all’interno della struttura di corso Unità d’Italia a non usufruire del servizio mensa, un invito raccolto dal novanta per cento degli utenti.

L’anti-Epifania

6 gennaio. Il giorno dell’Epifania, poco dopo i festeggiamenti del milionesimo visitatore della Reggia di Venaria, i dipendenti della Coop Culture che lavorano all’interno della struttura sabauda hanno incrociato le braccia. Hanno deciso di non aspettare in pace la risposta e le promesse da parte del Consorzio della Reggia, della cooperativa e della Regione rispetto alle loro richieste sulle condizioni contrattuali e a proposito delle ore di servizio da svolgere e guastare le previsioni sul flusso di turisti in arrivo per quest’ultimo week-end lungo della tranche delle feste natalizie. Ma la Coop Culture ha precettato ventitrè adetti sotto contratto e chiamato una dozzina di lavoratori esterni alla cooperativa riuscendo così a garantire l’apertura delle mostre e l’accoglienza dei visitatori.

Un altro sfratto a sorpresa

5 gennaio. Mentre la famiglia minacciata dallo sfratto era fuori casa la polizia e i subordinati del padrone di casa, Giorgio Molino, sono entrati nell’appartamento in via Rovigo 22 e l’hanno svuotato dai mobili e dagli effetti personali degli inquilini. Durante l’operazione la signora sotto sfratto è ritornata verso casa, ma non ha potuto avvisare nessuno dello sgombero in corso poichè il suo cellulare è stato requisito al volo dalla polizia.

Otto misure cautelari

3 gennaio. Cinque obblighi di firma quotidiana, un arresto domiciliare e due custodie in carcere (una delle quali ancora una volta per Stefano), sono le misure notificate dalla polizia a chi ha partecipato a una resistenza molto vivace dello scorso ottobre a uno sfratto in corso Regina. Il Pm dell’inchiesta è Manuela Pedrotta, mentre la firma del Gip che l’ha ratificata è di Stefano Vitelli.

Condizioni (di lavoro)

3 gennaio. Il Comune lancia un bando per scegliere cinquanta giovani che collaboreranno con i mediatori culturali di Torino tra l’ufficio immigrazione della Questura e gli sportelli comunali della città. Il progetto chiamato “Giovani per l’Integrazione” prevede un impiego di quattro ore giornaliere fino a raggiungere il tetto massimo di cinquecento in ambienti di lavoro “di conflittualità medio alta”. Il bando però rassicura, “comunque in condizioni di sicurezza garantita”. Il pagamento avverrà in voucher, condizione a cui il Comune di Torino, nonostante le polemiche, non ha potuto rinunciare dato che la Compagnia di San Paolo ha già stanziato solo per il 2017 ben 18 mila euro per finanziarlo.

Attentatofobia

1 gennaio. Al cinema Space di via Livorno inizia la proiezione del film “Passengers”. In sala una famiglia sordomuta di marocchini si scambia occhiate e messaggini per commentare il film. Alcuni spettatori a loro vicini notano i movimenti, si allarmano, si alzano e se ne vanno. Piano piano la sala si svuota; qualcuno chiama persino i carabinieri che una volta arrivati sul posto non possono che constatare l’inesistenza del pericolo.

Perché ce l’hai con me?

28 dicembre. Un operatore della Croce Rossa di ritorno dal centro per senza fissa dimora di piazza Massaua viene circondato da un gruppo di circa dieci persone in zona Porta Palazzo. I dieci, a detta dell’operatore visibilmente ubriachi, bloccano l’auto di servizio sul quale sta viaggiando e la danneggiano scagliandole addosso persino una bicicletta. Il comitato torinese della Croce Rossa afferma che si tratta di un vero e proprio agguato anche se non riesce a immaginare il motivo di tale aggressione. La squadra mobile della polizia di Torino, intanto, svolge accertamenti.

Finanziamenti

27 dicembre. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano per le periferie della giunta Appendino stanziando 18 milioni di euro per gli interventi previsti dal progetto AxTO.  Questi milioni sono solo una parte dei 41 che verranno investiti, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato, nelle zone marginali della città compiendo quella che, con vanto, viene declamata un’operazione di agopuntura urbana.

Senza casa non ci sto

23 dicembre. Diverse famiglie che negli scorsi mesi avevano occupato alcuni appartamenti Atc tra Falchera e Barriera di Milano, bloccano per qualche minuto la rotonda con la sfinge, all’ingresso dell’autostrada di Torino nord. Striscioni, cori, fumogeni e petardi per protestare contro gli sgomberi che da gennaio dovrebbero interessare le case Atc occupate. Lunedì le famiglie assieme al sindacato Asia-Usb si erano sedute al tavolo con Comune e Atc per capire se ci fosse qualche soluzione per risolvere il problema abitativo; alla richiesta di lasciare gli alloggi in attesa di avere le risposte per l’emergenza abitativa gli occupanti avevano ribattuto con un corteo che aveva bloccato per circa due ore i tram alla Falchera.

Lì sì, qui no

22 dicembre. La Città Metropolitana riunita in consiglio ha deciso che il suq, il cosiddetto mercato del libero scambio della domenica, non potrà essere traslocato nell’area del ponte Mosca. L’assemblea ha approvato la mozione presentata da alcuni consiglieri del Pd che nega il comodato d’uso sui terreni dell’ex Provincia dove da inizio gennaio il Comune di Torino avrebbe voluto spostare il mercato.

Partnership

22 dicembre. Le istituzioni della Città Metropolitana hanno intenzione di elaborare un “patto di inclusione” rivolto agli abitanti dell’Ex Moi, con l’obiettivo di ospitare le persone che attualmente ci vivono in delle strutture più piccole e diffuse, proposte dalla Diocesi e dalla Compagnia di San Paolo.  Il progetto prevede in primis il censimento totale degli abitanti, mentre la gestione verrà affidata a un gruppo di Project Management nel quale verranno coinvolti anche dei rappresentanti dei rifugiati dell’Ex Moi.

Le possibilità di una retta

22 dicembre. All’interno del Basic Village di via Foggia, su idea della direttrice dello IAAD Laura Milani, nascerà “La scuola possibile”. Si tratta di un istituto elementare privato dove, in linea con le tendenze avanguardiste della social innovation, i bambini sperimenteranno tempi, moduli didattici, compiti e rapporti con gli insegnanti differenti rispetto al norma scolastica. La retta annuale per iscriversi ammonterà a circa settemila euro.

Sulle bacheche del Palagiustizia

14 dicembre. Nelle bacheche, all’ingresso di svariate aule, nelle scale e nel parcheggio del Palagiustizia sono comparsi diversi manifesti che prendevano di mira il lavoro del Pm Andrea Padalino e del Gip Loretta Bianco, ricordando come “Alcuni pubblici ministeri insieme ad alcuni gip hanno fatto dell’utilizzo di misure cautelari basate su inchieste inconsistenti lo strumento per reprimere qualunque forma di conflitto sociale”.

Tazzine sporche

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12 dicembre. Nella notte anonimi hanno preso di mira la Lavazza S.p.A. in tre punti della città metropolitana. Gli uffici direzionali di corso Novara, il Coffee Corner di via San Tommaso e l’Innovation Center di strada Settimo sono stati ricoperti di vernice.

Tentata fuga

10 dicembre. Ieri sera nove persone hanno tentato la fuga dal Cie di Corso Brunelleschi tagliando la recizione della sezione e provando a scavalcare il muro che dà verso l’esterno.  La polizia è riuscita ad agguantarli per poi rinchiuderli in isolamento.

Un saluto al femminile

10 dicembre. In serata un nutrito gruppo di persone si è avvicinato all’ingresso del carcere delle Vallette per portare un saluto a Silvia e alle altre detenute del blocco femminile. Cori, lo scoppio di petardi e fuochi d’artificio, una battitura contro le sbarre esterne hanno tentato di sorpassare le mura e raggiungere le orecchie delle recluse.

Interruzione

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6 dicembre. Questa mattina gli uffici della Circoscrizione sette, al numero 15 di corso Vercelli, hanno aperto al pubblico in ritardo poichè l’entrata principale era chiusa da un cavo di metallo e un lucchetto. Sono stati trovati dei cartelli che annunciavano l’interruzione dei servizi e avvisavano che dentro gli spazi della circoscrizione “si ritrova un gruppo di persone deciso a fare la guerra ai poveri, cacciandoli dalle strade, dai mercati e dalle case in cui abitano”, tra i quali ” c’è un buon numero di fascisti vecchi e nuovi a cui è arrivata l’ora di chiudere la bocca”. Condannano il gesto alcuni politici cittadini.

Un altro tragico evento?

6 dicembre. Oggi hanno scioperato gli operai dell’azienda Ok Gol, che si occupano della manutenzione dell’autostrada del Frejus, dopo aver visto un loro collega essere travolto e ucciso da un’auto durante un intervento all’interno della galleria di Cels. Gli operai dell’azienda hanno presidiato la sede di Sitaf, società che controlla Ok Gol, chiedendo maggior sicurezza durante il lavoro, un miglioramento delle condizione generiche e il rinnovo del contratto di filiera.

Il lavoro d’emergenza

6 dicembre. Dopo l’arresto per una manciata di rapine un uomo di mezz’età ha raccontato di aver scelto di recuperare denaro minacciando commessi o passanti poichè costretto dal licenziamento subito. Era solito calmare le persone dicendo «Non vi farò del male, ma ho bisogno di soldi». Ritrovata un’attività lavorativa regolare aveva abbandonato il temporaneo mestiere di rapinatore.

L’inverno dei poveri

4 dicembre. In via Malone due ragazzini hanno perso conoscenza mentre facevano la doccia per colpa delle esalazioni di un bracere alimentato a carbonella utilizzato per riscaldare il bagno.

Sciagura?

3 dicembre. Nei laboratori de La Torinese, storica ditta di panettoni sita in via Avellino, durante il turno notturno un ragazzo di 23 anni è stato agganciato da una pinza adibita al sollevamento dei prodotti, rimanendo incastrato con la parte superiore del corpo e morendo sul colpo. Il ragazzo aveva iniziato a lavorare nell’azienda da ottobre con un contratto stagionale che sarebbe scaduto tra due settimane.

Da Lu100 e Vallette

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2 dicembre. Nei quartieri di Lucento e Vallette sono comparse nella notte alcune scritte e uno striscione appeso a un cavalcavia in solidarietà con i compagni colpiti dalle ultime misure repressive.

Una palazzina sottosopra

1 dicembre. I poliziotti del commissaVia Checci, in uno stabile rilevati furti di energia e carenze all’impianto del gasrairiato di Porta Palazzo Dora Vanchiglia, aiutati da contingenti di rinforzo, personale della Polizia Municipale, dell’A.S.L. TO 1, dell’Ufficio Tecnico del Comune Settore vigilanza edilizia, Sicurezza Pronto intervento, impiantistica e dei Tecnici dell’AES e IREN hanno effettuato controlli a tappeto in una palazzina su via Cecchi, all’angolo con piazza Baldissera. Sono stati chiusi Via Checci, in uno stabile rilevati furti di energia e carenze all’impianto del gas3 contatori del gas irregolari, rilevati 4 furti di energia elettrica, rimossi dei contatori e 6 bombole del gas GPL ed è stato diffidato l’uso del gas in 7 appartamenti per carenze impiantistiche. Sono state controllate e identificate 80 persone , di cui 16 sprovviste di documenti sono state portate all’ Ufficio Immigrazione. Un ragazzo è stato arrestato perchè in possesso di stupefacenti.

Ancora alle poste

28 novembre. Un thermos, contenente 300 grammi di polvere nera, viene lasciato davanti al bancomat delle Poste di piazza Montale, alle Vallette. L’ordigno non esplode, a quanto pare, per un malfunzionamento del timer cui era collegato.

All’unisono

20 novembre.  Nel pomeriggio domenicale scandito da uno dei tanti eventi d’attrazione urbana, il TFF, fiumane di persone attraversano il centro e tra loro una cinquantina di carabinieri in alta uniforme, probabilmente appena usciti dall’accademia, s’apprestano a entrare in Piazza Castello. All’improvviso da qualche gruppetto sparuto all’interno della piazza e dalla fermata del tram là vicino si alza contro di loro una voce corale : “tout le monde déteste la police!”.

Un balòn più lindo

19 novembre. Ben dodici investigatori del Nucleo di polizia giudiziaria della municipale hanno indagato sulla presenza di materiale rubato sui teli del mercato del sabato tra Canale Molassi, piazza San Pietro in Vincoli e strada del Fortino. Hanno ritrovato 500 oggetti che risultano taccheggiati, tra questi anche una sedia a rotelle di proprietà dell’Asl di Alba. L’operazione, coordinata dal pm Padalino, ha previsto il sequestro degli oggetti e l’arresto di sei ricettatori.

Letame in centro

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17 novembre. Gli studenti delle superiori hanno sfilato in corteo per le vie del centro della città. Si lamentano delle riforme nel mondo della scuola operate dal governo Renzi, soprattutto dell’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro. Prima di terminare davanti agli uffici del Miur, in Piazza Castello sono stati gettati contro Mcdonald’s sacchi di letame. Il gesto fa riferimento all’accordo siglato dal ministero con la multinazionale americana che ha dichiarato di poter far lavorare diecimila studenti all’anno.

Qualcuno degno di nota

Diario

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Nonostante il freddo pungente gli sfratti non si fermano e così anche i picchetti che si organizzano per resistervi, provando a tener testa alle rigidità invernali. Tra quelli avvenuti nelle prime settimane di gennaio vorremmo raccontarvene uno nello specifico, non perché sia stato particolarmente significativo rispetto ad altri nel suo svolgersi ma piuttosto perché ci siamo imbattuti in un proprietario degno di menzione: il signor Remo Ghirardi.

Continua a pag. 32413

macerie @ Gennaio 15, 2017

Tra il proclamato, il realistico e l’effettivo

Diario

 

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L’anno nuovo è iniziato con un gran vociare da parte del governo sui Cie e il rinnovamento complessivo della macchina delle espulsioni. Notevole la mole di notizie che nei primi giorni di gennaio ha occupato le pagine dei giornali; dalle dichiarazioni del ministro dell’interno Minniti sull’apertura di nuovi Cie con il seguito di dichiarazioni critiche e lamentele politiche, alla circolare inviata dal capo della Polizia Gabrielli ai prefetti d’Italia sulle direttive per un controllo capillare del territorio alla ricerca degli irregolari, il tema è al centro del dibattito pubblico.

Tante le cose dette e scritte, ma per capire sul serio cosa c’è dietro i proclami e gli slogan è necessaria un’azione lucida di discernimento tra ciò che è propaganda e ciò che non lo è. Un lavoro non facile da fare tanto siamo abituati a prendere tutto quel che esce dalla bocca dei politici come merda placcata princisbecco.

Continua a pag. 32399

macerie @ Gennaio 9, 2017

Aurora quartiere smart vol.3 - nuvole tetre

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I luoghi di produzione costituiscono la città, il loro profitto è ciò che determina l’andamento dei flussi, e al giorno d’oggi, in maniera sempre più pervasiva, impongono forme di razionalizzazione delle relazioni sociali in cui l’immagine e il marketing del paesaggio della città risultano fondamentali per la sua stessa messa a valore. Nell’odierno panorama torinese due sono gli edifici particolarmente pregni di significato in questo senso: il grattacielo di Intesa Sanpaolo e la Nuvola Lavazza, luoghi che plasmano la materia urbana contemporanea così come la fabbrica forgiò quella del XIX secolo.

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macerie @ Gennaio 5, 2017

Saluti, fuochi e lacrimogeni di mezzanotte

Diario

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Una notte di San Silvestro diversa non si trova certo tra gli eventi del natale taurino: non la canonica Piazza Castello e spumantino, non un calice dentro al tram ristorante, con il brivido sfiorato di un po’ di nausea tra via Pietro Micca e l’antipasto di salmone Km0. Noi che siamo gente semplice veniamo irritati dal fermento del 31 dicembre, non che non ci siano tutti gli ingredienti per pensare che anche il piatto del 2016 sia da lanciare furentemente dalla finestra.

Proprio per questo l’ultimo dell’anno ci piace andare con un po’ di compagni e conoscenti a fare un saluto rumoroso al Cie e al carcere cittadino, perché c’è chi, rinchiuso in quelle prigioni, di piatti (e non solo) dalla finestra (e non solo) ne lancerebbe parecchi.

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macerie @ Gennaio 1, 2017

Non dimentichiamo nessun attacco

Diario

Intorno alle 15:00 è arrivata la notizia che il Tribunale del Riesame ha annullato seduta stante l’ordinanza del 29 novembre e i conseguenti aggravamenti di misura cautelare.

I compagni stanno uscendo dagli arresti domiciliari e a breve anche gli incarcerati saranno fuori dalle Vallette.

Non vediamo l’ora di riabbracciarli tutti ma non dimentichiamo niente.

Presto daremo aggiornamento più corposo della vicenda.

macerie @ Dicembre 16, 2016

Padalino e compagnia cantante

Diario

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L’udienza del Riesame dell’operazione del 29 novembre si è svolta stamane mentre fuori si teneva un presidio solidale. Sul marciapiede di fronte al tribunale si è accalcato un folto gruppo di persone: qualche occupante della casa dove vivono alcuni degli arrestati, solidali ancora più motivati dal fresco aggravamento delle misure, qualche partecipante dell’assemblea contro gli sfratti e alcuni compagni da fuori città. Attendendo la fine dell’udienza, non solo per scaldare i piedi intirizziti, i presidianti si sono mossi in un piccolo corteo attorno all’isolato del Palagiustizia. Srotolato uno striscione che recitava “Meglio senza salario che Ufficiale Giudiziario”, il gruppo si è fermato davanti all’Ufficio Notifiche Esecuzione e Protesti, il luogo da cui partono gli ordini di sfratto e i funzionari addetti all’esecuzione. Come se non bastasse gli ufficiali giudiziari sono anche responsabili di vari riconoscimenti all’interno delle indagini che stanno colpendo chi resiste agli sfratti, è il caso delle identificazioni dell’ufficiale Giuseppe D’Angella in occasione degli ultimi arresti.

Continua a pag. 32373

macerie @ Dicembre 15, 2016

A Le Vallette

Diario

Abbiamo avuto conferma che i compagni si trovano tutti, perlomeno per ora, nel carcere torinese.

Un’altra notizia è che Silvia, in carcere dal 29 novembre, è in procinto di essere trasferita ai domiciliari, mentre Antonio continua a stare al Lorusso e Cutugno perché dal tribunale fanno storie: la casa in cui dovrebbe andare per la custodia cautelare non sarebbe idonea.

Una bega che dovrebbe però risolversi a breve. Intanto per scrivere a lui e agli altri, ecco come fare:

Antonio Pittalis - Lorenzo Salvato - Giacomo Paolucci - Manuela Mauriello - Gabrio Gallocchio 

 Casa Circondariale Lorusso e Cutugno

 Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10151 Torino

macerie @ Dicembre 14, 2016

Dal divieto alla patria galera

Diario

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Di nuovo una sveglia di soprassalto, ancora la polizia.

Gli agenti della Digos hanno stamane prelevato dalle rispettive abitazioni quasi tutti coloro che da giorni stavano violando il divieto di dimora a Torino per condurli alla questura di via Grattoni, notificare loro l’aggravamento di misura cautelare e prelevare il Dna. Due compagni, invece, non sono stati trovati.

Lo sapevamo già che il Gip Loretta Bianco che di peli sulla lingua pare averne parecchi vista la scarsa argomentazione cartacea nelle ordinanze, ne ha meno sulla firma: per Chiara, Jack, Larry, Damiano, Gabrio e Manuela il carcere; per Francesca e Giulia gli arresti domiciliari. Non è ben chiaro quale sia la discriminante tra i due trattamenti perché, come si diceva sopra, nero su bianco c’è scritto solo che qualcuno risulta aver fatto più violazioni di altri, ovvero più giorni di presenza a Torino. Insomma da come la mette la signora Bianco parrebbe quasi un provvedimento che va a quantità.

Aspettiamo di avere qualche notizia in più, soprattutto sul fatto che il carcere di destinazione sia come è sembrato di capire quello torinese o se i compagni saranno smistati in più patrie galere.

Intanto l’appuntamento rimane quello per l’udienza di Riesame di giovedì 15, con un presidio davanti al tribunale per le 9:30.

macerie @ Dicembre 13, 2016

Il riesame

Diario

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macerie @ Dicembre 12, 2016

Acido desossiribonucleico

Diario

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Il prossimo appuntamento tribunalizio cade nella giornata di giovedì 15, quando tutti i tredici compagni coinvolti nell’ultima inchiesta saranno chiamati a presenziare davanti al Tribunale del Riesame. In quella sede i giudici non solo si esprimeranno in merito alla validità delle misure cautelari dei quattro compagni agli arresti, ma potrebbero anche prendere posizione rispetto alle violazioni portate avanti dai compagni sottoposti al divieto di dimora. Per quel giorno è previsto un presidio per sostenerli e cercare di rompere un po’ il via vai di porta scartoffie del palagiustizia. A breve sarà comunicata l’ora esatta d’inizio.

Intanto oltre i cori che echeggiano in un corteo e i fuochi che brillano ai margini del carcere per Silvia ed Antonio, volgiamo l’attenzione su un dettaglio di quest’ultima vicenda repressiva tutt’altro che trascurabile, che delinea come la norma cambia e prenda forma nella vita di tutti i giorni, sulla pelle delle persone, palesando la propria brutalità.

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macerie @ Dicembre 10, 2016

Dalle strade…

Diario

 

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“Dalle strade, dalle case, dalle lotte non ci caccerete mai!”, questa la scritta sullo striscione in testa al corteo che ha attraversato ieri corso Giulio Cesare.

Poco prima centoventi tra compagni e compagne, complici e solidali, si son trovati al calar della sera ai Giardini di via Montanaro, in piena Barriera di Milano; poco più in là, il palazzo del picchetto per il quale sono stati incriminati Silvia, Daniele, Stefano, Antonio e gli altri nove banditi. In largo anticipo erano già all’appuntamento - indesiderati, per dirla con un eufemismo - celerini e agenti della Digos in schiere rinforzate, scherniti immediatamente dai manifestanti con cori e slogan al vetriolo. Una dimostrazione di ostilità e della volontà di non lasciarsi intimidire nella propria presenza in strada neppure da cotanto schieramento blu. Neppure la routine dei giardinetti urbani, ricavati tra il corso trafficato e i palazzi popolari, è rimasta intimidita: i vecchietti del quartiere come ogni giorno erano alle panchine e qualche signora ballava persino al ritmo della musica in uscita dalle casse, qualcuno piuttosto interessato chiedeva le ragioni del raduno, qualcun altro, con esperienza di problemi con la casa o con la polizia, sapeva bene il perché.

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macerie @ Dicembre 10, 2016

Scovandolo in mezzo alla città

Diario

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Ieri pomeriggio, in via Boggio, la tranquilla lezione del professore del Politecnico nonché vicesindaco Guido Montanari è stata interrotta da una quarantina di persone che hanno fatto irruzione nell’aula al grido di “BASTA SFRATTI, BASTA SGOMBERI”. Persone minacciate dallo sfratto, occupanti di case e solidali, tra cui alcuni compagni che stanno violando il divieto di dimora, hanno ribadito al vicesindaco la propria determinazione a lottare, la voglia di resistere e non farsi cacciare dai palazzi e dalle strade di Aurora e Barriera di Milano, la loro vicinanza ai quattro compagni arrestati per un picchetto.

Ma perché proprio il signor Montanari? I motivi a quanto pare sono molteplici.

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macerie @ Dicembre 8, 2016

Fuori un altro

Diario

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I compagni arrestati vengono messi ai domiciliari alla spicciolata. Dopo la scarcerazione di Daniele, ieri sera è uscito Stefano dalle Vallette. Silvia e Antonio però sono bloccati in cella poiché il giudice continua a chiedere carte e dichiarazioni in aggiunta ai documenti inoltrati rispetto alle case dove dovrebbero fare i domiliari. Richiedere la copia del contratto d’affitto o l’atto di proprietà è la prassi comune all’interno della macchina giudiziaria, ma non è il caso dell’ultima richiesta arrivata ieri pomeriggio agli uffici degli avvocati, a ridosso di un giorno di festa e un week-end lungo. Ciò che la signora Loretta Bianco esige per poter valutare se le case e le persone che hanno deciso di ospitare i compagni sono idonei è lo stato di famiglia e il certificato di residenza. Rispondere a questa richiesta significa dover aspettare almeno l’inizio della settimana prossima per sapere se Silvia e Antonio potranno uscire oppure rimarrano rinchiusi in carcere. Questi temporeggiamenti faziosi fanno ribollire il sangue, pensare che questo ponte dell’Immacolata possa essere una piacevole vacanza per il giudice Bianco fa tendere i nervi ancora un pelo in più.

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macerie @ Dicembre 8, 2016

Una sfida continuamente tentata

Diario

 

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L’operazione della settimana scorsa aveva ancora una volta l’obiettivo dell’allontanamento di compagni e compagne dalle lotte in un contesto urbano specifico, investito dagli effetti delle nuove politiche di riqualificazione. Una violenza specifica che va a inserirsi in un processo generale di guerra di classe dall’alto mossa da pubblici amministratori, manager dalla faccia più o meno liberal, burocrati e tecnici della repressione. Una guerra, questa, che in  maniera sempre più sottile quanto massiccia colpisce chi è l’ultimo anello nella catena di produzione, chi è poco profittevole o chi continua ostinatamente a organizzarsi per una controffensiva.

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macerie @ Dicembre 7, 2016

NON CI CACCERETE MAI

Diario

 

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macerie @ Dicembre 5, 2016

Vernice all’acqua

Diario

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Questa mattina un passante ha notato che la facciata della sede della Smat di corso XI Febbraio, azienda responsabile della fornitura di acqua della città di Torino, era ampiamente ricoperta di macchie di vernice come se qualcuno le avesse volutamente fatto uno scherzetto. Tempo che il passaparola ha diffuso la notizia qualcuno ha deciso di accorrere sul posto per testimoniare con una foto questo divertente quadretto, ma ha trovato l’edificio in gran parte ripulito, intravedendo solo gli aloni lasciati dalle macchie, e la squadra di pulizie ancora sul posto intenta a terminare il lavoro. A quanto pare ci hanno messo un’intera giornata prima di ripristinare la facciata.

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macerie @ Dicembre 5, 2016

Panni Sporchi