Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Dirty boulevard

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Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

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Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

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Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

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La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

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Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

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Corrispondenze veneziane

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Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Una città costosa

24 aprile. Secondo un’indagine effettuata da Federconsumatori e Abusdef sui costi della vita nelle quattordici città metropolitane italiane Torino è la seconda più cara d’Italia. L’indice misurato è quello delle spese sostenute dalle famiglie per usufruire dei servizi essenziali, ossia trasporti locali, assistenza sanitaria, asili nido, raccolta rifiuti, fornitura gas, elettricità, acqua e tributi locali. La spesa media di una famiglia torinese tocca quasi i 3mila euro annui. I costi più importanti che deve affrontare sono dovuti all’istruzione, ai trasporti e al servizio idrico; in città la retta media dell’asilo nido è di 356 euro al mese, ben al di sopra dei 232 euro che la stessa famiglia pagherebbe a Milano.

In un altro angolo

23 aprile. È il primo giorno in cui i venditori del suq distendono i loro teli ed espongono merce e chincanglierie in via Carcano, a ridosso del parco della Colletta. Sul perimetro dell’area mercatale oltre al camper dell’associazione Vivi Balon e i suoi uomini in pettorina gialla, si concentrano vigili, parecchi poliziotti in borghese e un gruppo di alcune decine di abitanti del quartiere decisi a continuare la polemica sullo spostamento del mercato domenicale nella loro zona. Nella via attigua sono disposte due camionette di celere, nella restante zona limitrofa una fiumana di gente arriva sul posto. Nel gran via vai degli affluenti all’area Patrizia Alessi con altre tre persone si aggira a fotografare la merce di dubbia provenienza, mentre un venditore ambulante di cibo rimane a lato discutendo con un uomo della pubblica amministrazione. Oggi non potrà lavorare poichè risulta senza l’adeguata licenza.

Sciopero made in Italy

19 aprile. I lavoratori della Giorgio Armani Operations di Settimo Torinese hanno scioperato per due ore contro l’annuncio di 110 esuberi su 184 operai proclamato dall’azienda. Per giovedì 20 aprile è prevista l’uscita anticipata dei lavoratori dallo stabilimento.

Alta Sicurezza

19 aprile. Il Cpr di corso Brunelleschi si specializzerà nella reclusione di quegli immigrati “irregolari” ritenuti più pericolosi. Uomini e donne già colpiti da lunghe pene detentive o sospettati di avere legami con il terrorismo islamico. Secondo il Prefetto Renato Saccone, il Cpr torinese inizierà a svolgere a pieno questa funzione solo quando apriranno tutti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio previsti dalla legge Minniti.

Contro i tagli

19 aprile. Non si ferma la lotta delle lavoratrici del servizio di pulizia delle Molinette che dopo aver accusato il colpo delle lettere di trasferimento inviate dalla Dussmann a diverse di loro, tornano a protestare. Dopo il rapido blocco del traffico su corso Bramante di venerdì, martedì alcune lavoratrici si sono incatenate ad una panchina del cortile delle Molinette mentre l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta interveniva ad un convegno sulla salute mentale nell’ospedale torinese, mentre mercoledì sono andate sotto gli uffici della Regione assieme alle dipendenti della società “La lucentezza srl” che protestano anche loro per un pesante taglio sul monte orario. La società, che ha ridefinito i tempi di lavoro riducendoli del 46%, ha l’appalto anche per tenere puliti gli uffici del consiglio regionale. 

Big brother is watching better

18 aprile. La sindaca Chiara Appendino, che ha le deleghe alla polizia municipale e alla sicurezza, ha annunciato l’istallazione di undici impianti di videosorveglianza di ultima generazione nei punti sensibili della città, ossia a Porta Palazzo, San Salvario, Mirafiori e Vallette. La spesa è di 500mila euro e fa parte del progetto “AxTo”, l’azione sulle periferie messa in piedi dalla giunta pentastellata. Le telecamere saranno digitali ad alta definizione adatte a luoghi scarsamente illuminati, dotate di sistemi di “intelligent video” in grado di dare allarme in maniera diretta alle stazioni di polizia nel caso di comportamenti anomali delle persone riprese. Il fronte del controllo e della sicurezza è in sperimentazione continua, esiste una piattaforma virtuale condivisa di interscambio di dati e conoscenze tra Lione e Torino e la volontà è di arrivare a una sorveglianza dinamica con sistemi a connessione avanzata con fibra 4 o 5G. Inoltre, nel progetto, sarà stimolata la sicurezza partecipata: chiunque potrà inviare i filmati ripresi per mezzo smartphone, tablet e telecamere private istallate nel proprio condominio o negozio attraverso canali già esistenti.

Da Finale a Torino

17 aprile. Un gruppo di sessanta teenager ritornando da una gita fuori porta in Liguria a bordo del regionale Ventimiglia-Torino ha seminato il panico tra gli altri passeggeri. La nutrita comitiva tentava di sfuggire al controllo del bigliettaio, ha disturbato e preso in giro gli altri passeggeri e danneggiato i suppelletili del treno. Dopo una fermata forzata a Cengio, dove qualcuno dei ragazzi viene controllato e fermato dai carabinieri, la maggior parte è risalita sul mezzo alla volta della città. Il disturbo impertinente è continuato fino allo sbarco nella stazione di Porta Nuova dove i ragazzi sono stati costretti a scappare a gambe levate poichè erano presenti cordoni di polizia ad attenderli. La stazione è rimasta inoperosa per venti minuti. Le linee che collegano la città a località di mare, in primavera ed estate, sono spesso attraversate da gruppi di persone che tentano di superare ogni controllo durante il viaggio. La polizia ferroviaria ha deciso di rispondere a questa emergenza disponendo agenti a presidio di tutte le stazioni a rischio lungo la tratta Torino-Ventimiglia.

Trasferimenti

13 aprile.  La Dussmann, società appaltatrice del servizio di pulizie presso l’ospedale delle Molinette e all’ Asl To 1, ha deciso di inviare numerose lettere di trasferimento alle dipendenti che hanno recente partecipato allo sciopero e alle proteste contro il taglio del 33 per cento delle ore di lavoro imposto dalla dirigenza. Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha espresso disappunto, auspicando che “la società riveda la sua decisione”.

Un po’ più in là

9 aprile. Sfrattati dall’area attorno via Monteverdi, decine di ambulanti del Suk si spostano di un centinaio di metri e occupano l’area di largo Bologna per esporre le loro mercanzie. Banchi, teli e gazebo ricoprono i marciapiedi e il prato antistante sotto gli occhi degli agenti della Polizia Municipale. Il mercato della domenica dovrebbe restare senza una sede ufficiale anche per la prossima domenica prima di spostarsi, stando alle indicazioni del Comune, in via Carcano.

Risciò

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9 aprile. Il nuovo mezzo per il trasporto dei turisti è stato presentato in piazza Palazzo di Città. Si tratta di un risciò a tre ruote condotto da un pedalatore, trasporterà due passeggeri in un tour della città per 15, 30 o 60 minuti. È il frutto di una start up ideata da un gruppo di attivisti della ciclabilità, selezionata dal bando FaciliTO Giovani di Torino Social Innovation.

Non è Street Art

 

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5 aprile. Nel quartiere Aurora qualcuno approfitta della notte per imbrattare alcuni punti della riqualificazione del quartiere. Sui muri di quella che sarà “La scuola possibile”, sulle vetrate di un ufficio della SanPaolo, sui portoni dei nuovi palazzi residenziali di lusso, sulla facciata della Nuvola Lavazza e sullo IAAD, la vernice sporca e ricorda il ruolo di certi luoghi nella guerra ai poveri della zona.

[…]

8 anni

5 aprile. Un Daspo della durata di otto anni è stato disposto contro un ultrà della Juventus appartenente al gruppo Viking. Il provvedimento è legato a una denuncia per istigazione a delinquere presentata dalla Digos. L’ultrà sarebbe l’autore di numerosi post apparsi su Facebook con offese e insulti verso le forze dell’ordine, i cui agenti vengono a volte indicati con fotografie e generalità complete.

Elettrodomestici probatori

4 aprile. In seguito a ripetute segnalazioni dell’Enel su anomali consumi di corrente nella zona di Gerbole, tra Rivalta e Orbassano, i carabinieri della locale stazione hanno rilevato degli allacci abusivi in una villetta. Oltre a rimuoverli e denunciare il proprietario, gli uomini dell’Arma hanno sequestrato 34 elettrodomestici tra frigoriferi, asciugacapelli, frullatori, computer etc. A richiederlo espressamente il pm Antonio Rinaudo, titolare dell’indagine, che ritiene questi oggetti “pertinenti al reato” e di importante “valore probatorio”.

Da settembre

2 aprile. Con l’inizio del nuovo anno scolastico verranno aperte a Torino due nuove scuole private per ricchi. La “Scuola Possibile” con una retta di 8.000 euro l’anno avrà sede nel Basic Village in Aurora, mentre la “World international school” che può costare dai 10.090 a 13.640 euro aprirà all’interno del villaggio Juventus alla Continassa.

Entrambe si propongono di scompaginare il tradizionale metodo di insegnamento e i programmi della didattica in uso nelle scuole pubbliche a colpi di nuove tecnologie e approcci “creativi”, ed entrambe hanno tra gli obiettivi quello ambizioso di formare i figli di imprenditori, dirigenti e manager per essere “i nuovi leader etici del ventunesimo secolo”.

Controlli in Barriera

31 marzo. Controlli a tappeto attorno a via Montanaro da parte degli agenti del commissariato Barriera Milano, insieme ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine, dell’Immigrazione, delle Unità Cinofile e della Polizia Amministrativa. Controllati 2 locali commerciali cui sono state elevate multe di 30mila e 3mila euro. Identificate 30 persone di cui 4, immigrati, sono stati portati preso gli Uffici Immigrazione della Questura perchè privi di documenti, dopo gli accertamenti 2 sono stati rilasciati e gli altri colpiti invece da un provvedimento di espulsione. I controlli delle forze dell’ordine si sono poi diretti verso uno stabile in cui sono stati sgomberati due appartamenti occupati e denunciate due persone per invasione di terreni o edifici. Fermati infine due marocchini trovati in possesso di hashish e cocaina, uno è stato denunciato a piede libero mentre l’altro è stato arrestato.

Molinette in tilt

30 marzo. Dopo il presidio davanti all’assessorato del lavoro in concomitanza con il tavolo tra la ditta tedesca, i rappresentanti dell’azienda sanitaria pubblica e i sindacati, le addette alle pulizie hanno deciso di scioperare. La posizione della Dussmann è incontrovertibile; la protesta contro i tagli degli orari di lavoro e degli stipendi interessa tutti i lavoratori degli ospedali della Città della Salute e dell’Asl To1, per ora solo alle Molinette hanno incrociato le braccia. Lo sciopero delle 380 addette alle pulizie ha mandato in tilt il servizio di nettezza, la consegna dei farmaci e della biancheria. Il personale ospedaliero ha cercato di tamponare i disguidi creati dalla protesta, mentre l’azienda ha spedito personale sostitutivo per ripristinare il servizio.

Incidente di percorso

30 marzo. In mattinata, su un tram della linea 9, un ragazzo sprovvisto di biglietto ha mandato il controllore all’ospedale. Rivelatosi senza valido titolo di viaggio il passegero ha fornito false generalità, risultate incongrue al controllo, allora, ha aggredito l’uomo della Gtt. Il ragazzo è riuscito a scendere dal mezzo e ad allontanarsi velocemente, rendendo vano l’intervento dei colleghi del controllore. Il bigliettaio, invece, è stato portato all’ospedale Maria Vittoria.

Cassonetti contro i tagli

29 marzo. All’interno della sede dell’assessorato al Lavoro della Regione si svolge un incontro tra i vertici dell’AslTo1 e della Città della Salute, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e dell’azienda tedesca Dussman, che ha preso in appalto il servizio delle pulizie delle Molinette annunciando un taglio delle ore e degli stipendi del 33 per cento. Fuori dalla sede si svolge invece un presidio indetto dalle lavoratrici delle pulizie che decidono di bloccare l’ingresso dell’assessorato con cassonetti dell’immondizia, quando si accorgono che l’incontro si sta concludendo con un nulla di fatto. I dirigenti della Dussman, scortati dalla polizia, vengono allora fatti uscire da una porta secondaria.

Parcheggi e fogli di via

28 marzo. Dopo aver identificato in nemmeno tre mesi tanti parcheggiatori abusivi quanti in tutto il 2016, i Carabinieri hanno deciso di contrastare il fenomeno a colpi di fogli di via. L’allontanamento coatto sarebbe l’unica misura deterrente efficace, dato che le denunce non hanno mai sortito alcun effetto e le multe non sono mai state pagate. Per poter applicare il foglio di via occorre che il parcheggiatore non sia residente a Torino, abbia già dimostrato di vivere dei proventi della propria attività delittuosa e sia riconosciuto come “soggetto pericoloso”. Il tutto anche in assenza di un reato specifico contestato al momento dell’emanazione del provvedimento.

Solo “basta”

27 marzo. “Il giudice Minucci protegge chi stupra” questa la scritta comparsa nella notte davanti al Tribunale di Torino. Minucci è quel giudice che un mese fa ha assolto un volontario della Croce Rossa dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una collega perchè, secondo la valutazione del togato, la donna avrebbe detto solo “basta” senza gridare o chiedere aiuto.

Falò a zero emissioni

15 marzo. I carabinieri hanno arrestato una persona sospettata di essere l’autore dell’incendio che nella notte di sabato scorso, in piazza Derna, ha danneggiato tre veicoli elettrici della BlueTorino, una delle aziende che si occupano di car sharing a zero emissioni. Il comandante che ha diretto le azioni ha elogiato i cittadini della zona per la loro collaborazione, invitando a segnalare in futuro ogni situazione “sospetta”. Inoltre ha collaborato alle indagini anche il Niat (Nucleo Investigativo Antincendi Territoriale) dei Vigili del Fuoco, nell’esecuzione dei rilievi e recupero dei filmati utilizzati per l’identificazione dell’autore.

Macchie rosse sul Pd

3 marzo. Imbrattata la sede del Pd di via Masserano, già in passato più volte presa di mira. I segretari di partito Cuntrò e Gariglio, nell’osservare le macchie rosse sparse sulla facciata, hanno commentato: “Attaccare la sede di un partito significa attaccare l’idea stessa di dialogo, scambio di idee e confronto democratico”.

Dal privato al sociale

28 febbraio. Su proposta dell’assessore ai servizi sociali Sonia Schellino, il Consiglio comunale ha approvato una delibera per l’acquisto di alloggi da destinare all’edilizia sociale. Inoltre un’ulteriore mozione approvata prevede che il 40% degli introiti già accertati, e anche di quelli futuri, provenienti dalla vendita di alloggi di edilizia sociale e dagli accantonamenti sulle locazioni di tali alloggi (previsti dalle norme vigenti) siano destinati alla riqualificazione del patrimonio di edilizia sociale e all’eliminazione di barriere architettoniche, per “consentire la riassegnazione agli assegnatari, a partire dalle unità libere e disponibili entro la fine del 2017”.

Ex - ex Moi

27 febbraio. Entro la fine della primavera, secondo Chiara Appendino, dovrà arrivare lo sgombero della prima palazzina dell’ex Moi, esordendo anche con i primi “percorsi di inclusione abitativa lavorativa ed educativa per un primo gruppo di persone e famiglie”. Verrà individuato a tale scopo un project manager, che si insedierà entro fine marzò, per lavorare con tutte le istituzini coinvolte. E poichè l’obiettivo del progetto è anche quello di eleggere alcune persone tra gli abitanti con cui cooperare per la buona riuscita del progetto di sgombero e ricollocamento, un primo gruppo di rappresentati è già stato incontrato dal sindaco e dal prefetto.

Tentandoci

20 febbraio. Un ragazzo recluso dentro al carcere minorile Ferrante Aporti ha tentato la fuga mentre svolgeva le pulizie nel suo blocco detentivo. Prima ha rubato del denaro dall’uniforme di un agente, poi in velocità ha aperto la porta che conduce al tetto non riuscendo però ad andare oltre prima di venire fermato.

Disinfestazione

16 febbraio. Ancora una volta, nella zona di Aurora, un’intera palazzina è stata svegliata ai primi bagliori del mattino per un controllo interforze. È stato il turno della palazzina al numero 5 di corso Brescia. Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
Numerosi agenti del commissariato Dora Vanchiglia, in borghese e in divisa, coadiuvati dalla polizia municipale, Asl To1, Aes e Iren hanno controllato gli appartamenti e identificato 63 persone che abitano al loro interno. Dodici abitanti sono stati sottoposti allo
stato di fermo, sei senza-documenti sono stati accompagnati agli uffici Immigrazione della Questura, con l’alto rischio di essere a breve scortati fino al Cie di corso Brunelleschi; altri tre sono stati denunciati poiché non hanno abbandonato l’Italia Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
nonostante avessero un ordine di espulsione a loro carico. Infine un altro uomo con la disposizione esecutiva di una pena di 11 mesi e 26 giorni di reclusione è stato portato in carcere. I contingenti delle aziende energetiche si sono occupati di controllare gli impianti irregolari: sono stati chiusi tre contatori del gas per carenze impiantistiche, notificate delle diffide all’uso del gas e della luce in dieci appartamenti per la medesima ragione, sono state portate via nove bombole del gas, rilevati e rimossi tredici furti di energia elettrica. Gli agenti della polizia hanno denunciato coloro che avevano bypassato il contatore, mentre i vigili hanno sequestrato un locale commerciale per le scarse condizione igieniche riscontrate.

I reclutatori della Caritas

16 febbraio. La corte di Cassazione ha confermato la condanna, a due mesi di detenzione e 400 euro di multa, nei confronti di una donna che, due anni fa, aveva tentato di rubare 6 pezzi di formaggio all’Auchan di corso Romania. Inutili le argomentazioni portate avanti dal difensore dell’imputata che sosteneva che il fatto poteva rientrare nelle condizioni dell’articolo 54 che stabilisce che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità”. Per gli ermellini rubare è sempre rubare, anche se lo si fa per fame. Nella medesima sede, un anno fa, i togati attraverso una sentenza rispetto a un furto di cibo al supermercato invitavano l’affamato a “soddisfare i propri bisogni alimentari immediati rivolgendosi ad esempio alla Caritas”.

Davanti all’Atc

16 febbraio. Presidio davanti alla sede dell’Atc di corso Dante 14. Oggetto della protesta i conguagli dell’acqua particolarmente elevati ricevuti da diversi inquilini delle case popolari. Dopo l’uscita di una delegazione di manifestanti dalla sede Atc ci sono stati alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno tentato di spostare il banchetto informativo del gruppo.

Sfratto a sorpresa

15 febbraio. Dopo più di un anno e mezzo dalla sospensione della normale procedura, una famiglia viene sfrattata a sorpresa in via Cigna. Per eseguire il provvedimento vengono utilizzate quattro camionette di poliziotti antisommossa e una macchina di agenti in borghese.

Davanti al comune

13 febbraio. Presidio davanti al Comune indetto dall’Assemblea 21 gennaio. I manifestanti chiedono un incontro con la giunta Appendino per discutere dell’emergenza abitativa in città e più in generale per avere voce in capitolo sul bilancio comunale.

Dai balconi

12 febbraio. I comitati di Aurora rilanciano la protesta contro lo spostamento del suq nell’area Ponte Mosca promuovendo l’esposizione di striscioni dai balconi. “Partecipazione = zero” , “Basta degrado” e “No all’abusivismo” sono alcuni degli slogan che si possono leggere sulle lenzuola appese alle finestre. Lo spostamento del suq è già stato rinviato di trenta giorni dopo che l’associazione che gestisce il mercato ha presentato un documento tecnico nel quale si evidenziano le criticità dell’area, una su tutte la ridotta disponibilità di spazio che non permette di accogliere tutti i venditori.

Oscure cooperazioni

12 febbraio. Il Politecnico di Torino ha stipulato un accordo con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, l’organo che coordina i servizi segreti italiani. Una prima intesa era già stato sottoscritta tre anni fa ma ora si fa qualche passo in più. Nonostante gran parte dell’accordo sia tenuto segreto, la cooperazione dovrebbe vertere sulla formazione professionale dei tecnici del “Dis” da parte di docenti e ricercatori dell’università e sulla sperimentazione sul campo delle innovazioni realizzate al Politecnico; coinvolgerà il gruppo di ricerca sulla cybersecurity guidato da Antonio Lioy, quello sull’analisi del traffico della rete tenuto da Marco Mellia e quello sui “big data di Elena Baralis.

CasaPound al Carrefour

2 febbraio. Sono apparsi centinaia di manifesti di CasaPound che portano solidarietà ai dipendenti Carrefour a rischio licenziamento. Il più grande gruppo di vendita al dettaglio a livello europeo ha annunciato 500 esuberi nel torinese. CasaPound offre consulenza legale gratuita ai lavoratori e Marco Racca, responsabile regionale del partito, spiega “Rischio chiusure Carrefour: CasaPound Italia offre consulenza legale gratuita
Il lavoro degli italiani deve essere difeso, se necessario anche mediante carte bollate e ricorsi in Tribunale”.

Cassa ordinaria

1 febbraio. I 1792 lavoratori della Maserati di Grugliasco saranno di nuovo in cassa integrazione dal 27 febbraio al 10 marzo. Il ricorso alla cassa va ormai avanti da dicembre al ritmo di una o due settimane al mese. “La situazione è preoccupante perché la cassa in crescita non può essere coperta dai buoni risultati del suv Levante a Mirafioridichiarano i responsabili del sindacato.

Dalle strade ai minimarket

1 febbraio. A San Salvario dalle 11 del mattino la polizia ha effettuato controlli per le strade e dentro i market della zona. Con l’impiego di sei pattuglie e un mezzo dei vigili del fuoco l’operazione aveva l’obiettivo di scovare detentori di stupefacenti e, nei locali, bombole del gas non a norma.

Requiem for a dream

Diario, Torino domani

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LE SIRENE DEL MERCATO

E se l’Atc divorziasse definitivamente, o quasi, con la Regione? Se il suo statuto giuridico non fosse più vincolato alla Pubblica Amministrazione? Questo lo scenario paventato appena pochi giorni fa dal presidente Marcello Mazzù, che vorrebbe imprimere una transizione storica all’agenzia: da ente pubblico a ente pubblico economico. Ciò comporterebbe una maggiore autonomia degli amministratori nella gestione del personale, non più dipendente della PA ma soggetto a contratti privati, nel decidere così le condizioni di lavoro e soprattutto chi lasciare a casa a seconda delle esigenze. Questa “flessibilità” avrebbe una ricaduta positiva sulla gestione dei costi e quindi sulla parità di bilancio, alla quale Atc sarebbe maggiormente vincolata, senza contare a tal fine l’impegno che ci metterebbe a rientrare di tutti i debiti non riscossi per le morosità accumulate dagli inquilini delle case popolari.

Sarebbero tanti i garbugli tecnici tra i quali districarsi in questo ipotetico scenario e che ci vedono al momento impreparati, non essendo degli esperti in materia, ma che non oscurano la palese rivelazione tra le parole di Mazzù: occorre che Atc inizi a giocare a pieno titolo con le regole del mercato economico, diventando un attore senza vincoli. Non è un caso che il presidente abbia avanzato anche l’ipotesi di costituire una fondazione legata ad Atc in grado di “coinvolgere il mondo dell’imprenditoria privata in progetti finalizzati alla rigenerazione urbana e sociale e generare nuovi servizi per gli utenti, come il microcredito“. Insomma, un programmino alquanto di moda.

Continua a pag. 32583

macerie @ Aprile 26, 2017

Minacce, espulsioni e rastrellamenti

Diario

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Vi avevamo già raccontato dello sciopero della fame, accompagnato da una battitura notturna, iniziato da alcuni reclusi del Cpr di corso Brunelleschi. Già all’indomani dell’inizio di questa protesta, l’ispettore capo del Centro fa il giro di tutte le aree, accompagnato da una squadretta di celerini muniti di idranti, intimando ai reclusi di terminare lo sciopero della fame, altrimenti ci avrebbero pensato i suoi uomini a risolvere il problema, “a modo loro”. Le minacce in alcuni casi funzionano e diversi reclusi interrompono lo sciopero della fame.

Nell’area gialla molti reclusi decidono invece di continuare lo sciopero della fame e la polizia, tenendo fede alle sue promesse, vi si presenta il giorno dopo, giovedì, per portare via con la forza tre reclusi accusandoli di essere i promotori della rivolta. I tre sono rinchiusi in isolamento con la promessa, questa volta, che lunedì saranno riportati tra i loro compagni.

Continua a pag. 32568

macerie @ Aprile 13, 2017

Serate di ordinaria amministrazione poliziesca

Diario

Nove di sera, giardini ex-Gft tra corso Giulio Cesare e corso Vercelli, retata della polizia.

Succede spesso ma rispetto alle poche volanti delle ultime volte ieri lo schieramento era rinforzato, in prima fila i borghesi. Arriva alla spicciolata qualche nemico delle espulsioni e in qualche minuto sul marciapiede dirimpetto si forma un capannello di voci che si alzano contro le forze dell’ordine. Il tempo di due o tre cori e spuntano da dietro l’angolo due camionette, parte la carica contro il gruppo, gli agenti in borghese sollevano il cappuccio e, con il chiaro intento di fermare qualcuno, iniziano la caccia per le vie retrostanti.

Continua a pag. 32563

macerie @ Aprile 7, 2017

Gamonal: quartiere vivo, quartiere combattivo

Diario

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Burgos, gennaio 2014: nel quartiere di Gamonal gli abitanti si ribellano alla costruzione di un nuovo boulevard che avrebbe trasformato la vita del quartiere, bloccano il cantiere e quando la polizia interviene seguono quattro giorni di scontri.

Parleremo con un compagno di Gamonal delle giornate di organizzazione assembleare e delle nottate a costruire barricate fintantoché l’amministrazione non ha dovuto abbandonare i lavori.

Lunedì 10 aprile alle ore 21

Presentazione della versione italiana dell’opuscolo “Gamonal: quartiere vivo,

quartiere combattivo” all’Asilo occupato di via Alessandria 12

 

Qui il manifesto da scaricare

macerie @ Aprile 7, 2017

Gli ultimi giorni al Cpr

Diario

 

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L’insofferenza sommersa contro la reclusione si fa strisciante e ogni tanto prova a venir fuori tra i reclusi di corso Brunelleschi, a volte  canalizzandosi verso l’autolesionismo personale, a volte trovando sfogo in modalità ragionate collettivamente.

Lunedì sera un ragazzo dell’area gialla, allo stremo della sopportazione per la prigionia, ha provato a impiccarsi ma i compagni di camera lo hanno tirato giù impedendogli di togliersi la vita. Un’altra goccia in un vaso già sufficientemente pieno che ha fatto prendere la decisione a tutti i ragazzi detenuti nel Centro torinese di iniziare lo sciopero della fame. Così martedi c’è stato il rifiuto totale della sbobba solitamente servita e a mezzanotte tutti i reclusi sono usciti dalle aree minacciando i lavoranti della struttura di bruciare i materassi.

Una volta nel cortile per due ore hanno tenuto una battitura contro le inferriate all’urlo di libertà e la polizia non si è fatta vedere.

Uno degli obiettivi era quello di farsi sentire da chi abita nei palazzi vicini, che qualcuno si rendesse conto di vivere fianco a fianco a una prigione come quella. L’effetto sortito tra i “vicini di casa” non è stato però quello immaginato: qualche residente si è lamentato con le forze dell’ordine della situazione di disagio per il quartiere, qualcun altro ha chiamato i giornalisti per esprimere il suo stupore rispetto a questa protesta notturna.

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macerie @ Aprile 6, 2017

Novelle in corso Brunelleschi

Diario

I reclusi di tutte le aree del Cpr di Torino hanno cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la reclusione e le pessime condizioni della struttura.

macerie @ Aprile 4, 2017

Ben poco di straordinario

Diario

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Un articolista de La Stampa Torino, dal cuore più sensibile rispetto agli standard dei suoi coredattori, ha pensato di scrivere un pezzo sul Cpr torinese, di quelli dal sapore un po’ acidulo dell’inchiesta che di tanto in tanto spuntano fuori sulla carta stampata o pixelata. Non ci interessa granché quale sia stato il moto d’animo di questo tale che solo ora, come il fanciullino di Pascoli, scopre la bellezza del mandorlo in marzo e che nei Centri vengono somministrati psicofarmaci. Vaglielo a dire che l’acqua calda l’hanno scoperta da un pezzo, che tre caravelle sono approdate in America e che nelle prigioni, che siano per senza documenti o per chi delinque, una delle maniere per sedare chi sta in cattività è quella della distribuzione di pilloline, talvolta offerte, talaltra usate come condimento del pasto.

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macerie @ Marzo 31, 2017

Con la primavera

Diario

 

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Sole caldo del pomeriggio, la giornata in corso Brunelleschi sembra passare placida come solo la prima domenica di primavera sa essere. Mentre i palazzi grigi sembrano ancora intorpiditi dalla pausa del pranzo, le mura del rinominato Cpr vengono velocemente affiancate dalle camionette della polizia antisommossa e da alcune auto dei soliti borghesi.

Di lì a poco, alla spicciolata, arrivano gruppetti di nemici delle espulsioni e si radunano all’angolo con via Monginevro. In quattro e quattr’otto un impianto per la musica è montato, il gruppo si fa più numeroso e le prime urla solidali con i reclusi si alzano in direzione della prigione per senza documenti.

Tre ore di presidio smuovono l’aria quieta e uniscono chi è costretto dentro a quella sordida struttura al gruppo fuori nella voglia di libertà. I solidali si allontanano poi con un piccolo corteo lungo via Monginevro.

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macerie @ Marzo 27, 2017

Sorveglianze terminate

Diario

Sono terminate  le Sorveglianze Speciali comminate a Fabio, Toshi, Andrea e Paolo. Se per i primi due la Sorveglianza è durata un anno ed è quindi terminata ormai da un paio di mesi, gli altri sono stati sottoposti a questa misura per quattordici mesi scaduti proprio in questi giorni.

macerie @ Marzo 26, 2017

In agenda

Diario

 

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Mercoledì 22 marzo ore 18,30: discussione sul nuovo decreto legislativo in materia di immigrazione, a seguire aperitivo e chiacchierata organizzativa in vista del presidio.

Domenica 26 marzo ore 15,30: PRESIDIO fuori dalle mura del Cie/Cpr, via Monginevro all’angolo con corso Brunelleschi.

Qualunque sia il loro nome, fuoco a queste prigioni!

macerie @ Marzo 20, 2017

Due o tre cose che sappiamo di lei - contributi per la discussione 1

Diario, Torino domani

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A partire da questo giovedì, all’Asilo occupato, si terrano alcune proiezioni di documentari sulla violenza dell’architettura e dell’urbanistica con l’obiettivo di innescare una discussione sui nuovi regimi di governo della città e approfondire delle piccole ma basilari conoscenze pratiche per contrastare la messa a valore che da sempre lo spazio urbano porta in seno.

Vi proponiamo qui alcuni contributi, e continueremo a farlo nelle prossime settimane, che potrebbero offrire spunti di discussione sui processi di produzione delle città contemporanee, tra i quali anche quelli inerenti alla soggettivazione di chi ci abita: alcune sono parole critiche o in lotta contro i dispositivi di sfruttamento che il capitalismo avanzato costruisce, altre sono direttamente tratte da programmi articolati di padroni e governanti; alcuni articoli riguardano i cambiamenti di Torino degli ultimi anni, gli altri hanno una lente più ampia e funzionale a riconoscere i topoi che la metropolizzazione materiale e dell’immaginario impone a livello globale.

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macerie @ Marzo 14, 2017

Due o tre cose che sappiamo di lei

Diario, Torino domani

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All’Asilo occupato per tre giovedì, 16-23-30 marzo, verranno proiettati tre documentari che rendono palese la violenza che l’architettura e l’urbanistica portano con loro. Lo scopo è anche quello di innescare una discussione sui vari regimi di governo che oggi dirigono la vita a partire proprio dalla configurazione spaziale del contesto urbano. Per questo a breve pubblicheremo alcune analisi e contributi che ci sono sembrati interessanti e che vorremmo condividere.

Continua a pag. 32513

macerie @ Marzo 7, 2017

Sorveglianza rinviata

Diario

L’udienza in cui si doveva decidere se comminare o meno la Sorveglianza Speciale a Chiara, è stata rinviata. Due tra i giudici nominati avevano già avuto a che fare con lei riguardo il sabotaggio contro il cantiere di Chiomonte del maggio 2013 e sarà quindi necessario nominare un altro collegio giudicante. L’udienza si svolgerà il prossimo 12 giugno.

macerie @ Marzo 2, 2017

Sonia, dove sei?

Diario

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Da tempo la sospensione dello sfratto viene applicata per prassi quando l’ufficiale scorge un picchetto di resistenza. L’articolo 610, oramai, non è solo parte del linguaggio di civilisti e funzionari, ma di tutti coloro che decidono di non abbandonare la casa alla minaccia di sfratto e di difenderla assieme ad altri solidali. L’utilizzo di questo articolo ha sguarnito di forza il picchetto, rendendolo utilizzabile una o due volte, per poi prepararsi a uno sgombero a sorpresa. Nonostante la determinazione con cui a volte si riesce a strappare una data di rinvio all’ufficiale, il 610 appare solamente posticipato. Questo è sicuramente l’asso nella manica nella difesa delle proprietà di piccoli e grandi padroni di casa e un serio ostacolo per gli sfruttati che vogliono difendersi.

È appunto a partire dall’esigenza di ostacolare la sospensione dello sfratto e gli sfratti a sorpresa conseguenti che lunedì mattina una trentina di persone, dopo una breve chiacchiera alle serrande della casa occupata di corso Giulio Cesare 45, si è diretta verso gli uffici centrali dell’Assessorato al Welfare per far visita alla dottoressa Sonia Schellino.

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macerie @ Febbraio 28, 2017

Fuori e dentro

Diario

 

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Nel pomeriggio della domenica appena passata circa ottanta persone hanno tenuto un rumoroso presidio fuori dalle mura del Cie torinese, ora rinominato per volontà ministeriale Cpr. A protezione di quelle infauste mura i reparti di celere e una schiera nutrita di agenti in borghese hanno anticipato come al solito i nemici delle deportazioni.

Per evitare che sentissero i solidali fuori a tutti i reclusi è stato impedito di uscire dalle proprie aree, ma alcuni ragazzi hanno ben pensato di “darsi voce” da soli iniziando una protesta che ha coinvolto soprattutto l’area bianca e quella gialla, dove sono stati bruciati alcuni materassi; all’interno dell’isolamento invece qualcuno ha lanciato il pasto per terra. La reazione delle forze dell’ordine non si è fatta attendere troppo e la celere è entrata in entrambe le aree spegnendo l’incendio e circondando con caschi e manganelli i reclusi. Questa situazione di stallo è durata circa un’ora e prima di andare via dall’area bianca le forze dell’ordine hanno portato fuori due persone, un marocchino e un nigeriano. I poliziotti hanno poi abbandonato anche l’area gialla, ma per farvi ritorno dopo quindici minuti e prelevare altri tre ragazzi nigeriani perché sospettati di essere gli autori dell’incendio.

Continua a pag. 32500

macerie @ Febbraio 21, 2017

Carità cristiana

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Giovedì pomeriggio si è tenuto nella sala conferenze regionale di corso Regina un incontro piuttosto interessante: la presentazione del dossier 2017 sui richiedenti asilo della Fondazione Migrantes. Un gruppo sociale così profumato, anzi in odor di santità come solo chi è legato alla Conferenza Episcopale Italiana sa essere.

Non per nulla a barcamenarsi tra statistiche, retoriche dell’accoglienza e preghiere in prosa è proprio il massimo esponente torinese che si potesse tirar fuori dal cilindro, o per meglio dire dalla papalina viola. Ci riferiamo all’arcivescovo Cesare Nosiglia, interrotto nel suo discorso da una decina di nemici delle deportazioni e delle frontiere che, sollevatisi dal pubblico, hanno ricordato a lui e ai presenti in sala il ruolo della Madre Chiesa nella gestione dell’immigrazione in Italia, al netto delle parole edulcorate lì propinate. Il riferimento è soprattutto quello a Le Misericordie Srl che hanno costruito un bel profitto tra la gestione degli Hotspot e dei Cara nel sud Italia.

In questo pomeriggio conferenziale i porporati erano ben accompagnati dai rappresentanti delle istituzioni, non ultima l’assessora regionale all’Immigrazione Monica Cerutti che, mentre le retate per le strade sabaude sono all’ordine del giorno, non smette mai di spremersi le meningi per capire come far sì che siano reclusi solo i senza-documenti che delinquono. Beh, ci viene da dire che in tal contesto abbia potuto ben consultarsi con gli esperti della variazione della pena nei gironi tra purgatorio e inferno; chissà che a breve non abbia l’illuminazione e faccia la sua proposta di detenzione selezionata con sommersi e salvati.

Continua a pag. 32496

macerie @ Febbraio 18, 2017

Panni Sporchi