Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Voci sorvegliate

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A circa due mesi dall’applicazione della Sorveglianza Speciale a un compagno da parte del Tribunale torinese, vi proponiamo una sua intervista fatta durante la trasmissione “Bello come una prigione che brucia” andata in onda su Radio Blackout.

Alcune riflessioni sul concetto di pericolosità sociale, qualche aneddoto che emerge dalle scartoffie tribunalizie e il racconto della sua vita sorvegliata.

Approfittiamo dell’occasione per ricordare che in autunno, in data da definire, ci sarà l’appello richiesto dagli avvocati per ridiscutere la misura. Sarà questa l’unica udienza prevista per modificare, in senso più o meno afflittivo, o togliere la Sorveglianza Speciale applicata quest’estate.

Qui sotto i link  all’intervista divisa in tre parti:

Sulla cattiva strada

Prescrivere è prevenire

Una vita tutta Speciale

Notti di rabbia a Toulouse

 

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Il 14 di aprile nel carcere cittadino di Toulouse, a sud della Francia, muoiono due persone, una delle quali è Jawad, ragazzo molto conosciuto e ben voluto dagli abitanti del suo quartiere di nascita. La reazione è forte e non tarda ad arrivare: per le strade di diversi quartieri si scatenano gli scontri con la polizia, nel carcere circa duecento persone si rifiutano di rientrare dall’aria. Il tutto mentre la città è attraversata da quelle stesse tensioni sociali che stanno scombussolando l’intero paese, e che lì hanno portato all’occupazione dell’università, limitrofa alla zona degli scontri.

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Food delivery … nudo e crudo

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Tanto l’esito del processo intentato da alcuni fattorini contro Foodora quanto la cacciata dei riders dagli uffici di Deliveroo a Milano hanno sancito, più di tutti i silenzi raccolti davanti alle richieste dei lavoratori, lo stato attuale dei rapporti di forza. Da un lato dei colossi della gig economy che non sono disposti a trattare, dall’altro gruppi ancora sparuti di fattorini che stanno provando ad alzare la testa e solcare una via, tutta in salita, che altri potrebbero intraprendere nel prossimo futuro.

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Lavapiés in rivolta

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Giovedì 15 marzo muore Mame Mbaye Ndiaye, un ambulante senegalese di 35 anni, in seguito a una retata della polizia nel quartiere di Lavapiés, a Madrid. Una delle tante retate realizzate nella capitale spagnola così come in tante altre città d’Europa. Questa volta però la reazione rabbiosa di chi non ne può più dell’asfissiante controllo poliziesco non si fa attendere; le strade del quartiere madrileno, da tempo oggetto di processi di gentrificazione, diventano per ore un campo di battaglia.

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Occupando case ATC

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Questa è una storia come tante. La storia di chi ha perso il lavoro per un taglio del personale, con dei figli da mantenere, che non è più riuscita a pagare un’affitto e si è ritrovata con la minaccia di uno sfratto. Una storia condivisa da molti, che oltrepassa confini, nazionalità, colore della pelle, che attinge a piene mani in quel mare di persone che da questo mondo non hanno ricevuto altro che sfruttamento.

[…]

Come una forbice

 

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Le politiche di gestione e riorganizzazione del Welfare sono oggetto di profonde trasformazioni. Se dopo la metà del ‘900 lo Stato aveva necessità di garantire un sistema di riproduzione sociale, ora le decurtazioni e i tagli all’apparato dei servizi erogati dagli enti dello Stato sono sempre maggiori, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a una grossa fetta di popolazione.

[…]

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

I veri nemici

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6 ottobre. Nella mattinata, alcuni striscioni vengono appesi agli alberi dei giardini di via Montanaro per ribadire il ruolo svolto da Casa Pound, e dal suo comitato di quartiere Noi di Barriera, nel fomentare una guerra tra poveri contro gli immigrati. Poche ore dopo si svolge il presidio preannunciato e una trentina di militanti di Casa Pound, con gran sventolio di bandiere, occupano i giardinetti circondati da  camionette della Celere e agenti in borghese.

Caccia agli abusivi

29 settembre. La Polizia Municipale si mostra particolarmente indaffarata nello scovare ambulanti privi di permesso e che tentano di vendere articoli non consentiti dai nuovi regolamenti del Balon. I primi a farne le spese tre uomini nigeriani e un romeno che vengoano portati al comando di via Bologna dopo il sequestro di una ventina di smartphone e tablet; la caccia dei vigili si sposta quindi verso il centro e in via Mameli sono sequestrati un’ottantina di borse e capi d’abbigliamento griffati, mentre gli ambulanti riescono a fuggire evitando la denuncia.

Morti sul lavoro

27 settembre. Alla ditta Metaleur di Collegno muore un operaio di 58 anni, colpito da un blocco di metallo caduto dall’alto.

A martellate

26 settembre. Un uomo di ottant’anni richiede un prestito, in cambio della cessione del quinto della pensione, alla Consel spa di via Bellini 2. Accortosi che il tasso d’interesse applicato dall’agenzia è troppo alto, prima minaccia l’impiegato quindi estrae  un martello e manda in frantumi tre vetrine.

Studio di fattibilità

25 settembre. Per far fronte alle proteste degli utenti e alle minacce di sciopero dei lavoratori delle Anagrafi, il Comune decide di affidarsi a uno studio di fattibilità così da avere un quadro preciso delle varie sedi cittadine: dal numero complessivo di utenti ai servizi più richiesti, fino ad arrivare poi alle prestazioni garantite con maggior difficoltà. Uno studio che secondo l’assessore all’Innovazione Pisano preclude a una riorganizzazione complessiva dei servizi anagrafici, dietro l’angolo si prospetta insomma la chiusura o apertura ridotta delle sedi meno frequentate e la riduzione dei servizi meno richiesti.

Abuso edilizio in viale Corsica

24 settembre. Operazione di polizia contro alcune famiglie rom che da alcune settimane vivevano in un’area compresa tra corso Cosenza e viale Corsica. Sequestrati cinque camper utilizzati a scopo abitativo, lasciati però in custodia giudiziale ai proprietari per la presenza dei figli minorenni, altri due furgoni sono stati invece portati via. 40 le persone identificate complessivamente di cui cinque denunciate per abuso edilizio e due portate all’Ufficio Immigrazione.

Soluzione soft

22 settembre. Viste le difficoltà di risolvere il problema dei lavavetri attraverso ordinanze, multe e minacce d’arresto, l’amministrazione pentastellata torinese ha deciso di adottare strategie più spicce: il sequestro degli attrezzi e dei proventi di chi viene sorpreso a svolgere quest’attività. Una scelta che ha permesso alla Polizia Municipale di accumulare, da gennaio ad oggi, un bottino di oltre 500 spazzole confiscate a circa un centinaio di lavavetri, cui vanno aggiunti una trentina di euro confiscati mediamente a ognuno di loro.

A volte si reagisce

10 settembre. Due agenti del Commissariato di Barriera di Milano sono intervenuti in corso Palermo per eseguire una procedura di sfratto. All’interno dell’alloggio i poliziotti avrebbero riconosciuto due ragazzi, di cui uno gabonese, già noti per precedenti di spaccio, decidendo così di perquisire l’alloggio. Durante l’operazione il ragazzo africano ha tentato la fuga per evitare un possibile arresto dirigendosi verso i giardini di via Alimonda dove è stato raggiunto e fermato. È proprio in questo frangente che la storia però si discosta dalla normale narrazione a cui siamo abituati, fatta di solitudine e di quartieri che plaudono alle forze di polizia: infatti un uomo italiano ha iniziato a inveire dal balcone contro i poliziotti, dandogli dei “fascisti”, ed è sceso nel tentativo di opporsi al fermo. Altre persone presenti nei giardini si sono aggiunte provando ad allontanare la polizia senza però esito positivo, dato l’arrivo di un’altra volante. Putroppo è sempre una smorfia a sigillare il finale, per ora, di questa storia, con il ragazzo gabonese arrestato e l’italiano accorso processato per direttissima e sottoposto all’obbligo di firma. Fatto sta che Aurora sembra essere lontana, a dispetto di tanti controlli eccezionali e ordinari, dalla pacificazione.

480 obiettivi

9 settembre. Non bastavno le 50 telecamere previste dal progetto AxTo della sindaca Appendino, all’orizzonte del capoluogo piemontese si staglia nitido e incombente Argo: 480 obiettivi di ultima generazione puntati su tutti i ‘malintenzionati’ della città. Le telecamere, finanziate con 2 milioni di fondi ministeriali emanati dal “decreto sicurezza” Minniti, saranno collegate direttamente con questura, carabinieri e polizia locale. A quanto pare sembra che il luogo più gettonato da cui partire sia, ancora una volta agli onori delle cronache, il parco del Valentino.

Taser

7 settembre. Subito messa alla prova la nuova arma in dotazione alle forze di polizia sul territorio italiano. A Torino alcuni carabinieri avrebbero sedato una rissa in via Lauro Rossi solo mostrando il taser. Insomma questa volta è bastata la minaccia ma chissà quanto si moltiplicheranno gli episodi in cui invece qualche malcapitato verrà fritto dalle scosse elettriche e chissà quali svariati e nefandi utilizzi potrà avere anche nelle più piccole manifestazioni di conflittualità di strada o nelle lotte a venire.

Frequentazioni pericolose

5 settembre. Continua imperterrito l’utilizzo degli strapoteri conferiti dalla legge Minniti ai vari questori della penisola. Il sig. Messina non va in ferie, o almeno non ci va il suo controllo eccezionale del territorio che attraverso tutto il mese di agosto ha mappato le frequentazioni di ben sette bar torinesi portando alla loro successiva chiusura temporanea, poiché frequentati da pregiudicati. Tra le fila degli esercizi colpiti dalle misure di prevenzione ci sono il “Cafè Noir” di largo Brescia (Aurora), il “Bar Plaza” di via Ivrea (Pietra Alta), e la “Caffetteria via Chiesa” (Borgo Vittoria).

Ancora sgomberi all’ex-MOI

6 agosto. Parte all’alba, sotto l’egida di Comune, Governo e Compagnia di San Paolo lo sgombero della palazzina marrone nel comprensorio occupato dell’ex-Moi. Sono seicento gli operatori di Stato interessati nell’operazione tra poliziotti, mediatori culturali e rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, mentre un centinaio sono persone obbligate ad abbandonare l’edificio.

Resistenza e arresti in via Montanaro

9 luglio. Ai giardini di via Montanaro alcuni ragazzi stranieri hanno cercato di opporsi all’arresto di un senegalese sospetto di vendere stupefacenti. I poliziotti ne sono usciti contusi pur riuscendo, con l’aiuto di altre volanti accorse, ad arrestare tre persone con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale.

Riders on the storm

29 giugno. Una manifestazione in bicicletta di una sessantina tra riders e solidali ha bloccato il traffico nel centro di Torino per ribadire che i fattorini in bicicletta non sono disposti ad aspettare le eterne promesse del Governo e a cedere a tavoli di trattativa al ribasso, riferendosi a quanto accadrà a Roma il prossimo 2 luglio. Alcuni ristoranti sono stati presi di mira dagli interventi, come McDonald e la sua convenzione con Glovo oppure Rizzelli, il cui proprietario ha tempo fa denunciato a Foodora un rider che stava distribuendo volantini di propaganda con le richieste da fare all’azienda. La manifestazione infine è passata davanti alla sede di Foodora in via Giacosa lasciando dietro di sè una scritta lapidaria: “Contratti subito”.

Comdata in sciopero

29 giugno. Sciopero di un centinaio di lavoratori e lavoratrici della Comdata, dipendenti del call center di via Carlo Alberto. Hanno protestato davanti alla sede della Rai, via Verdi, contro la chiusura dei siti di Padova e Pozzuoli e relativi licenziamenti, oltre che per la paura che questi tagli arrivino a coinvolgere anche la sede di Torino.

Quale orgoglio?

 16 giugno 2018. Riceviamo e pubblichiamo un contributo di critica radicale al Pride.

LOTTA FROCIA CONTRO FASCI, SBIRRI E I LORO ALLEATI

L’estate sta arrivando, e con essa, anche quest’anno la parata dei diritti LGBTTIQ, anche chiamata Piemonte Pride. Questo allegro e colorato “carnevale” (così come rivendicato nel manifesto del Pride 2018) vedrà sfilare un’accozzaglia variegata di soggetti: sbirri, elite della giunta pentastellata, promoter di saune gay e feste commerciali nonché sponsor di ogni tipo. […]

Non chiudere la Salvo D’Acquisto

14 giugno. Non bastano i milioni di euro dell’ UE ottenuti dalla sindaca Appendino per il progetto AxTO a far rientrare la scuola elementare Salvo D’Acquisto nel piano di ristrutturazione delle strutture scolastiche. L’annuncio a tutti i bambini e genitori della imminente chiususra dell’istituto è arrivata pochi giorni fa, esattamente alla chiusura dell’anno scolastico, come a voler evitare con la dispersione estiva che il malcontento potesse trovare un qualche sfogo…ma non è stato così. Alcuni genitori infatti hanno deciso di organizzarsi, senza appoggiarsi per il momento ad alcun sindacato, partito o struttura politica, per manifestare la propria contraddittorietà alla chiusura della scuola, premendo piuttosto per velocizzare la reale ristrutturazione ed evitare di finire in un altro istituto privo di quei minimi benefici di cui dovrebbero godere dei bambini, come ad esempio un’area verde per giocare.

Slogan, discorsi ripetuti al megafono e una passeggiata che da via Tollegno 83 si è diretta verso i giardini di via Alimonda, bloccando il traffico su via Bologna al proprio passggio. La manifestazione è finita davanti all’Istituto “Benedetto Croce” dove, secondo i piani del Comune, dovrebbero essere spostati i bambini della Salvo D’Acquisto.

Petardo a Pivert

12 giugno. Ritrovato un petardo inesploso collegato a un innesco, attaccato alla vetrina del noto negozio Pivert in via Buozzi 4. Il marchio Pivert è stato fondato nel 2015 da Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco studentesco e tra i gestori della filiale torinese c’è l’avvocato Gino Domenico Arnone, candidato di Casapound alle ultime elezioni.

Ruspe pentastellate

5 giugno. Sgomberato dopo tredici anni il campo rom di corso Tazzoli senza alcuna resistenza da parte delle famiglie che vi abitavano. Gran parte degli abitanti aveva abbandonato il campo la sera prima, una volta venuta a conoscenza dell’ordinanza di sgombero firmata dalla sindaca Appendino. Alle prime ore del mattino le ruspe erano già al lavoro per demolire le baracche.

Trasferito da Eurospin

4 giugno. Un altro trasferimento punitivo messo in atto dalla catena di supermercati Eurospin: dopo la commessa di Susa che la notte di San Silvestro si era rifiutata di lavorare pur non essendo obbligata dal contratto, ora è toccato a un giovane ragazzo musulmano in quel di Orbassano, che avrebbe chiesto di non lavorare la notte a causa del Ramadan.

Mense al ribasso

31 maggio. Per la prima volta dopo 23 anni rimane fuori dalla gestione delle mense scolastiche la Camst. Nelle Circoscrizioni 1,2,4,5,7,8 l’appalto è stato aggiudicato da Eutourist, nella 3 e la 6 da Ristorart Toscana con sede a Prato. I costi per pasto si aggirano per entrambe le ditte intorno ai 4 euro. La gara precedente, nel 2012, era stata vinta per 4,88 euro

Sbirri all’Asso di Bastoni

29 maggio. È di un arresto e sei denunce a piede libero il bilancio dell’operazione condotta dalla Digos contro alcuni esponenti di Casa Pound. La perquisizione delle abitazioni degli indagati e della sede di via Cellini ha portato al sequestro di manganelli, coltelli, taser, una bomboletta di spray urticante e un rilevatore di microspie. Le indagini nascono da uno scontro tra militanti di Casa Pound, verificatosi lo scorso aprile nei pressi dell’ex Moi.

W la noia

26 maggio. Identificati i responsabili dei danneggiamenti alle auto della Polizia Municipale compiuti in via Bologna la notte di Capodanno. Durante l’indagine, durata alcuni mesi, sono stati analizzati i filmati di molte telecamere della zona e, dopo aver dato un volto ai quattro ragazzi, gli agenti sono riusciti a risalire alla loro identità tramite facebook. Portati al comando, i quattro hanno ammesso di averlo fatto per vincere la noia.

Controlli ai giardini del Toro

30 maggio. Retata ai giardini di via Alimonda: 50 grammi di cannabinoidi sequestrati, 30 persone identificate, 5 colpite da un decreto di espulsione. Per un cittadino egiziano finito nella maglia della polizia e con numerosi precedenti il questore ha emesso l’immediato rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno.

Caccia all’abusivo

30 maggio. Non bastano i vigili urbani presenti fino alle sette di sera a presidiare la zona di Porta Palazzo dove, in occasione del Ramadan, vorrebbero piazzarsi alcuni venditori di vettovaglie per svoltare il lunario e condividere questo momento di raccolta serale. La Polizia Municipale ha infatti messo in fuga alcuni venditori abusivi di scarpe che avevano piazzato la loro merce su via Mameli. La merce abbandonata sul posto, mentre i venditori si davano alla fuga, è stata sequestrata. Anche un’attività commerciale in gestione a dei cinesi, su corso Regina Margherita, è stata investita dei controlli: alcuni articoli di bigiotteria non a norma sequestarti e una multa di più di 1000 euro.

Collabora o chiudi

29 maggio. Dietro alla retorica della sicurezza la capillarità dei controlli e della repressione quotidiana avanza. Una gastronomia gestita da una signora senegalese in via Belfiore è stata chiusa per trenta giorni perchè alcuni residenti avrebbero più volte segnalato alle forze dell’ordine la presenza di spacciatori in quel locale. Il provvedimento di sospensione è stato firmato direttamente dal questore Messina, come vogliono le misure di sicurezza e prevenzione ribadite e rilanciate dal decreto Minniti. A quanto pare il messaggio è chiaro: il non-essere-complici dello Stato e del suo controllo del territorio sta diventando di per sè passibile di punizione… forse vorrebbero che fosse direttamente la signora senegalese della gastronomia a controllare i documenti dei suoi frequentatori? Per fortuna l’infamia diffusa in questa società civile non è ancora arrivata fin lì, a differenza del bastone che picchia sulle vite di chi cerca di barcamenarsela.

Troppo pericolosi

26 maggio. Chiuso per sette giorni il “Bar Marco” di corso Palermo 119 perchè frequentato da pregiudicati e soggetti pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Il provvedimento era già stato emanato nell’ottobre 2016 e nel maggio scorso il bar era stato coinvolto in una retata che aveva portato all’identificazione di tutti i presenti e all’arresto di un ragazzo per spaccio.

35.000 a San Salvario

26 maggio. Controlli a tappeto tra vari esercizi commerciali in San Salvario, capitanati dal commissariato di Barriera Nizza con l’aiuto di Asl, Polizia Municipale e Ispettorato del lavoro. Nel complesso sono stati comminati oltre 35.000 euro di multe per varie irregolaità riscontrate nelle operazioni.

Terzo morto di frontiera

25 maggio.  Sale a tre il bilancio delle persone migranti che ci hanno rimesso la vita nel tentativo di superare la frontiera tra Italia e Francia, sul confine piemontese. Questa volta il corpo è stato ritrovato da un escursionista sul fronte nostrano, nei pressi dell’orrido del Frejus.

Troppi soggetti pericolosi

26 maggio.Chiuso per sette giorni il “Bar Marco” di corso Palermo 119 perchè frequentato da pregiudicati e soggetti considerati socialmente pericolosi. Il provvedimento aveva già colpito l’attività commerciale nel 2016 e nel maggio 2017 era stato coinvolto in una retata che aveva portato all’identificazione di tutte le persone presenti nei locali e all’arresto di un ragazzo per spaccio.

Scompiglio e disordine

22 maggio. Camionette schierate coi lampeggianti davanti al sacro ingresso del cortile Lavazza, su via Bologna, come a proteggerla da alcuni incappuccitati avvistati nella zona tuttavia già spariti. Le testate locali riportano di alcuni cassonetti rovesciati e dati alle fiamme e di alcuni scoppi, avvenuti nelle vie attorno all’Asilo Occupato di via Alessandria 12 ad appena un giorno di distanza dall’ultima inchiesta che ha spiccato sei divieti di dimora per altrettanti compagni. A quanto pare c’è chi ha pensato di esprimere un assaggio di rabbia in Aurora. Forse in risposta all’ultima inchiesta repressiva? Forse perchè stanco di subire le espulsioni ingaggiate dalla riqualificazione incalzante? Forse per tutti questi motivi e ancor di più. Non è dato saperlo, non resta che sorridere davanti alla normalità interrotta anche solo per pochi minuti tra le strade di questa città.

Morti di confine

18 maggio. Dopo il ritrovamento del corpo di Blessing un altro ragazzo probabilmente di orgini africane è stato trovato morto ad Alberts, frazione di Monginevro, a ridosso della frontiera con la Francia. Nel pomeriggio un presidio itinerante già in programma è sfilato per le vie di San Salvario, a Torino, bloccando anche corso Vittorio Emanuele II. Per ribadire la solidrietà con Theò, Eleonora e Bastien e gridare vendetta per la morte di Blessing.

Pietre sul mediatore

11 maggio. Un ragazzo senegalese di vent’anni, ospite dell’hotel Europa di Rivarolo adibito a struttura di accoglienza per migranti, ha aggredito a colpi di pietra un mediatore culturale della Costa d’Avorio. Il motivo scatenante sarebbe stato il rifiuto di venire trasferito in un’altra struttura d’accoglienza del territorio.

Controlli e pugni

9 maggio. Un ragazzo senegalese di 19 anni, clandestino, è stato arrestato in Lungo Dora Napoli con le accuse di resistenza, detenzione di stupefacenti e false generalità. Un altro ragazzo del Gabon di 31 anni è stato arrestato invece in via Cherubini angolo via Monte Rosa sempre per possesso di stupefacenti. Inoltre avrebbe preso a pugni un agente della Polizia nel tentativo di fuggire.

Blocco dei richiedenti asilo

9 maggio. A Rivalta, una decina di immigrati bloccano la strada per protestare contro i tempi lunghissimi delle risposte alla richiesta d’asilo politico e per le pessime condizioni della struttura in cui vengono ospitati. Il blocco viene interrotto non appena sul posto arrivano le forze dell’ordine.

Domenica contro questo mondo di filo spinato

Diario

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macerie @ Ottobre 11, 2018

Passo dopo passo

Diario, Torino domani

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La scena di un camion con ragno meccanico, cui due poliziotti municipali in motocicletta aprono la strada a sirene spiegate, è di quelle che non passano inosservate. In tanti l’avranno notato, ieri mattina, attraversare in tutta fretta le strade di Barriera di Milano e Aurora e fermarsi nei pressi di Porta Palazzo, davanti all’ex caserma dei Vigili del Fuoco su corso Regina Margherita.

Una sosta durata qualche ora, giusto il tempo di arpionare, distruggere e caricare su altri camion una cinquantina di quei carretti utilizzati tutti i giorni per trasportare le bancarelle del mercato. Vecchi e brutti come sono, mal si adattano ai progetti di rinnovamento che le autorità cittadine e alcuni grossi investitori hanno in serbo per Porta Palazzo, e infatti a pagarne lo smaltimento sembra sia stata proprio la nuova proprietà dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco.

La distruzione dei carretti non ha comunque stravolto, nella giornata di ieri, il normale andamento del mercato: nel pomeriggio sui carretti rimasti sono stati caricati i banchi di frutta e verdura smontati, che riappariranno in Piazza nella notte pronti ad essere rimontati per un altra giornata di mercato. Una normalità destinata però a non durare a lungo, la gran parte dei banchi ortofrutticoli sono altrettanto vecchi e malmessi e il loro prossimo rinnovamento sarà, con ogni probabilità, l’occasione per selezionare i mercatari in grado di stare al passo con la trasformazione di Piazza della Repubblica in un enorme distretto alimentare street food. E anche nel quadrante opposto della piazza, a quanto pare, il rinnovamento dei banchi servirà a selezionare chi potrà continuare a vendere le scarpe a fianco del rinnovato Palafuksas.

Per il momento questa strategia sembra funzionare senza produrre particolari resistenze, forte come spesso accade della gradualità della trasformazione e della differenziazione degli interessi di chi è coinvolto in questo processo. Nei prossimi mesi tuttavia i nuovi padroni premeranno il piede sull’acceleratore del cambiamento e viene proprio difficile pensare che andrà loro tutto liscio.

Qui alcuni passati racconti sui carretti e su Porta Palazzo:

https://www.autistici.org/macerie/?p=33225

https://www.autistici.org/macerie/?p=33120  

https://www.autistici.org/macerie/?p=31921 

https://www.autistici.org/macerie/?p=31982 

macerie @ Ottobre 5, 2018

Le mani sulla piazza - in diretta

Diario

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“Ce l’hanno quasi fatta !” - potrebbe essere il motto di stupore e sconforto nell’osservare una piazza che si pensava immortale, con i suoi banchi di frutta a prezzi stracciati, i suoi strilloni molesti che ti offrono cozze e orate, le sue sacche anche brutali e tragiche di povertà e marginalità che in quel luogo si accasciavano o dimenavano, nel tentativo di sfangare o svoltare la giornata. Una piazza dove chi era povero poteva ancora riuscire a vivere, mentre ora viene cacciato perché impossibilitato a sostenere economicamente il nuovo target di consumi o perchè reputato impresentabile agli occhi di turisti e avventori e quindi va spazzato via.

“Ce l’hanno quasi fatta !” - si potrebbe esclamare nello scorgere gli impiegati bellamente impomatati, attraverso i vetri di quel dehors già passato agli onori delle cronache come modello Gallina, una pescheria/bottega perfettamente in linea con i prezzi e col trend in salsa gourmet della Porta Palazzo che sarà.

“Ce l’hanno quasi fatta !” - potrebbe eccheggiare dentro al Palafuksas dove è in cantiere il nuovo Mercato Centrale di Umberto Montano e a pochi metri di distanza alcune delle ultime famiglie proletarie della zona vengono sbattute fuori dai propri appartamenti per far posto a un ostello di lusso.

Ce l’hanno quasi fatta … ma forse c’è ancora qualcosa da raccontare. Tra i banchi di un Balon anche quello pesantemente bonificato, dove non solo non c’è più posto per gli abusivi in cerca di qualche risicato guadagno ma i prezzi stanno aumentanto per tutti e persino la stringente schedatura della merce esposta, ci sarà l’occasione di raccontare una storia tutt’altro che vintage e colorata, una storia di ordinaria violenza perpetuata dallo Stato e dagli investitori privati di questa città. Una storia che parlerà della riqualificazione della zona e anche dei tentativi di resistenza portati avanti negli anni da compagni e sfruttati. Una storia quotidiana per quanto soffocata a colpi di prevenzione e repressione.

RADIOBLACKOUT ( 105,250 ) trasmette in diretta dal Balon:

PUNTATA SPECIAL “Le mani sulla piazza”

Appuntamento ore 11, piazzetta Borgo Dora

macerie @ Settembre 28, 2018

Le vie infinite dell’Habeas Corpus

Diario

 

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Qualche mese fa, Camille, compagna sottoposta a lungo a firma quotidiana, ha deciso di partire e sottrarsi all’onere di presentarsi tutti i giorni dalla polizia.  Ieri è stata fermata per un controllo, apparentemente “casuale”, a Porta Susa da due agenti della Digos ed è stata arrestata e condotta alle Vallette.

Cosa c’è di strano?

Per la violazione dell’obbligo di firme era stato disposto l’arresto di Cam a giugno, ma quella misura cautelare per lei e per altri compagni era stata tolta a luglio. A questo punto verrebbe da pensare che la polizia non fosse al corrente che la misura originaria fosse caduta e di conseguenza anche l’aggravamento.

Stamattina infatti l’avvocato ha presentato un’istanza di scarcerazione per lei, con la convinzione che la sua liberazione fosse questione di ore.

E invece no. La giudice ha impugnato la scarcerazione e, nonostante quello che dicono gli stessi schifosi manuali di diritto, ha fatto capire di volerla tenerla in carcere perché il carcere se lo merita.

Del Tribunale torinese non c’è più nulla che stupisca, ma il concetto giuridico di meritare il carcere al di là di un fatto illecito scatenante mancava al nostro piccolo armamentario di conoscenze.

Aggiornamento: dopo due giorni di carcere Cam è stata scarcerata con obbligo di presentarsi quotidianamente a firmare.

macerie @ Agosto 21, 2018

Proteste, tentativi di evasione e un presidio

Diario

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Dopo la rivolta di settimana scorsa non si raffreddano gli animi nel Cpr di Torino; la struttura continua a essere stracolma con quasi 200 persone rinchiuse. Nonostante le forti proteste e l’inutile visita dell’ispettore intervenuto successivamente a rassicurare, nulla è cambiato delle condizioni di detenzione: la razione giornaliera di acqua è sempre di un litro a testa, sempre calda, il cibo fa schifo e le richieste di visite mediche vengono costantemente negate. Anche in altri centri i reclusi non stanno con le mani in mano ad attendere la fine dell’estate: a Palazzo San Gervasio (Pz) scioperi della fame e proteste contro le deportazioni sono all’ordine del giorno.

A Torino molti reclusi si tagliano per protesta, altri preferiscono salire sui tetti tra lo sguardo annoiato dei charlie, mentre qualcun altro tenta la via della fuga.

Negli ultimi giorni sono stati due i tentativi di evasione che hanno avuto, purtroppo, esito negativo con uno dei due ragazzi sbattuto in isolamento. Mentre ieri un altro ragazzo si è tagliato costringendo gli operatori a chiamare l’ambulanza per portarlo all’ospedale. Da dentro ci fanno sapere che in giornata la polizia è entrata per prendere la sua roba e di lui al momento non si sa nulla.

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macerie @ Agosto 13, 2018

Cpr, rivolta d’agosto

Diario

Quasi una tradizione la rivolta estiva in c.so Brunelleschi.

Ieri sul fare della sera, appena arrivati sotto al Cpr torinese, alcuni compagni respirano ancora la rabbia che fuoriesce da quelle mura: urla, battiture e grida inneggianti alla libertà ancora si riverberano nell’aria agostina e si uniscono a quelle solidali fuori.

Sono ore che dentro al centro i reclusi hanno deciso di interrompere la generale asfissia della reclusione amministrativa. La scintilla non è solo una e le motivazioni della rabbia non possono essere stilabili  così facilmente in un elenco, ma da quello che raccontano i ragazzi dentro possiamo solo immaginare cosa significhi stare in un recinto per bestie da soma con 40°, l’acqua potabile razionata a un litro al giorno e consegnata immancabilmente calda, pasti avariati e alla mercé di forze dell’ordine e di un’azienda, la multinazionale francese Gepsa, che ricava il suo profitto dalle miserevoli condizioni quotidiane che riesce a imporre.

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macerie @ Agosto 7, 2018

La mannaia della SS

Diario

Qualche mese fa i carabinieri di Mirafiori, nell’ambito di indagini intorno alla lotta contro al Cpr, hanno chiesto l’ennesima Sorveglianza Speciale per un compagno. Ieri è arrivata la risposta: per due anni dovrà subire questa insidiosa limitazione del proprio spazio esistenziale.

Le scartoffie non aggiungono nessuna novità alla solita argomentazione sulla pericolosità sociale e l’avversione all’autorità.

Ecco le misure imposte:

1 - Darsi alla ricerca di un lavoro entro trenta giorni dalla comunicazione del decreto di Sorveglianza Speciale.

2 - Fissare la propria dimora facendola conoscere all’Autorità di Pubblica Sicurezza.

3 - Non allontanarsi da tale dimora senza preventivo avviso.

4 - Non allontanarsi dal comune di dimora o residenza senza preventiva autorizzazione.

5 - Non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne o sono sottoposte alla medesima misura di prevenzione.

6 - Vivere onestamente, rispettare le leggi.

7 - Non rincasare la sera dopo le ore 21 e non uscire la mattina prima delle ore 7, salvo comprovata necessità e comunque senza averne data tempestiva notizia all’Autorità di Pubblica Sicurezza.

8 - Non detenere e non portare armi, non partecipare a pubbliche riunioni, per le quali deve essere dato avviso all’Autorità.

L’ennesima mannaia contro il suo e il nostro incessante afflato di libertà.

macerie @ Luglio 25, 2018

Presidio estivo

Diario

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macerie @ Luglio 1, 2018

Sfratto a sorpresa.

Diario

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In quel di corso Giulio Cesare 166, a pochi passi dal trincerone di via Sempione e a poche centinaia di metri da piazza Derna, intorno alle 10 e 30 di ieri mattina una famiglia è stata buttata fuori di casa senza preavviso. Da ormai un anno il custode giudiziario che rappresentava la proprietà, trattandosi di un immobile venduto all’asta in seguito a un mutuo non saldato, aveva decretato la sospensione della normale procedura di sfratto e rinviato a Tribunale e Questura la decisione su tempi e modi per risolvere il problema. In via Grattoni hanno pensato bene di cogliere l’occasione per mostrare per l’ennesima volta i muscoli in Barriera di Milano in continuità con le massicce e frequenti retate degli ultimi mesi. A giungere sul posto all’improvviso sono state quindi tre camionette di celerini e alcune auto di agenti in borghese; a casa c’erano solo i due adulti, perché i tre figli erano a scuola, e il caso ha voluto che stessero uscendo proprio quando sono arrivate le forze dell’ordine che non hanno incontrato quindi particolare resistenza. In quattro e quattr’otto l’appartamento è stato riconsegnato al custode giudiziario che, dopo aver fatto prendere in tutta fretta un po’ delle loro cose agli sfrattati, ha fatto cambiare la serratura al fabbro. Ultimo step per chiudere definitivamente l’uscio alle loro spalle.

Una mattina apparentemente normale si è trasformata in poche ore in un incubo per una famiglia che, come molte altre, ha speso tutti i propri risparmi per un mutuo per ritrovarsi dopo pochi anni senza casa.

Un incubo continuato nella sede dei Servizi Sociali a cui, una volta recuperati i figli a scuola, la famiglia sfrattata si rivolge per capire quali alternative alla strada hanno da proporre loro. Nessuna proposta arriva dagli assistenti sociali, che consigliano ai cinque di trovare riparo nel loro negozietto alimentare di pochi metri quadri e senza servizi igienici. Un invito rinnovato anche dagli agenti della polizia politica che hanno eseguito lo sfratto e che accorrono prontamente sul posto non appena gli sfrattati manifestano l’intenzione di non uscire dagli uffici senza uno straccio di soluzione alternativa. Alla fine la loro insistenza e cocciutaggine ha la meglio e alla donna e ai tre figli viene offerta una soluzione abitativa temporanea dall’altra parte della città. Il nucleo familiare viene separato e l’uomo deve arrangiarsi come può.

Una soluzione abbastanza comune in casi di sfratto, che fino a poco tempo fa veniva però offerta automaticamente quando erano presenti minorenni e che oggi deve essere invece ottenuta litigando per ore con sbirri e assistenti sociali.

Una dinamica facile da comprendere se tiene conto che in questo momento si stanno assottigliando sia le risorse a disposizione delle autorità locali che la forza di chi lotta. Ed è l’intrecciarsi di questi due elementi, la possibilità e disponibilità a concedere qualcosa e il livello della conflittualità sociale, che contribuiranno a determinare la fisionomia dei tempi che verranno.

macerie @ Giugno 2, 2018

La storia che non c’è

Diario

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RACCONTARLA

Al Campus Einaudi durante la presentazione di una ricerca sociologica sulla rigenerazione urbana uno studente spiega che per lanciare un’attività è necessario aver qualche storia da raccontare: sul posto occupato, sulla tradizione riscoperta. Nel caso non ci fosse… facile, basta inventarla.

“Raccontare una storia per cambiare la vostra Azienda”, così recita la presentazione del corso di Holden Factory dell’omonima scuola di story telling. Raccontarla è un campo di interessi.

L’atmosfera è densa di informazioni che sembrano offrirci la possibilità di conoscere tutto. Le storie che ci raccontano più sono ripetute, dai giornali alla piccola associazione di quartiere, più diventano convincenti e si sostituiscono alla propria esperienza diretta del mondo. Ci si allontana drasticamente dai propri sensi, dalla capacità di trovare i propri strumenti per conoscere. Che succede dunque tra queste vie? É l’avvento del decoro o la cacciata dei più poveri e di chi propone di lottare e non chinare più la testa davanti alle ingiustizie? O meglio qual è la storia meglio propagandata?

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macerie @ Maggio 29, 2018

Corteo contro i divieti

Diario

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“La rabbia sociale ve la farà pagare”, questo il coro rivolto a padroni e polizia, che rieccheggia tra i palazzi di corso Giulio Cesare durante la manifestazione di ieri sera per le vie del quartiere. Una cinquantina di persone sono scese in strada per parlare di quest’ultima inchiesta repressiva che ha distribuito sei divieti di dimora da Torino, e per ricordare le lotte che i compagni e le compagne che attraversano e si organizzano all’Asilo Occupato hanno sempre portato avanti con gli sfruttati di questo pezzo di città.

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macerie @ Maggio 26, 2018

Seidivietididimora

Diario

Alcuni compagni sono stati fermati questo pomeriggio per la notifica del divieto di dimora da Torino. Sono sei le misure cautelari indicate nelle carte e riguardano la notte del 13 febbraio in cui, durante la consueta cena del martedì all’Asilo occupato, un uomo era stato allontanato da via Alessandria 12 perché molesto. Le accuse sono di lesioni aggravate nei suoi confronti e resistenza a pubblico ufficiale contro gli agenti appostati poco distante e intervenuti durante l’allontanamento.
Presto aggiornamenti.
Tutti liberi! Tutte libere!
Ai molesti ci pensiamo noi, via gli sbirri dalle strade!

macerie @ Maggio 21, 2018

Richiesta un’altra Sorveglianza Speciale

Diario

 

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I carabinieri di Mirafiori nell’ambito di indagini intorno alla lotta contro al Cpr, attività investigativa che il corpo militare ha iniziato col ritrovamento di una busta con dei petardoni nel maggio 2015 vicino a c.so Brunelleschi, hanno chiesto il 22 luglio 2015 la SS per un compagno. Le carte dicono che sarebbe stato riconosciuto durante il saluto sotto al fu Cie il giorno del ritrovamento della busta, per questo gli viene attribuita la proprietà.

Nessuno aveva considerato la richiesta fino a qualche giorno fa, quando il Pm Riccaboni ha preso in mano l’informativa e rincarato la dose: una richiesta di tre anni di Sorveglianza Speciale accompagnata anche dal divieto di soggiorno, mentre i carabinieri avevano chiesto due  anni con l’obbligo. Sono elencati reati nell’ambito delle lotte contro la Detenzione Amministrativa, contro il carcere e gli sfratti; viene posto l’accento sul non aver rispettato più volte un foglio di via da Torino; naturalmente non manca la descrizione del profilo antisociale e l’appartenenza ideologica all’anarchismo - è un anarchico: una scoperta pari a quella dell’acqua calda! Per non farsi mancare nulla, nelle scartoffie tribunalizie c’è un voyeristico elenco di conoscenze che va a pescare anche tra quelle del liceo. Infine, come ciliegina afflittiva, una delle prescrizioni nel caso in cui dovesse essere confermata questa richiesta consisterebbe nel seguire le udienze in videoconferenza se il compagno dovesse trovarsi in arresto o con misure di allontanamento.

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macerie @ Maggio 18, 2018

Ci vediamo…

Diario

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macerie @ Maggio 17, 2018

Cpr, ancora resistenze

Diario

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Ieri sera dopo un’assemblea per organizzare la solidarietà a Eleonora, Théo e Bastien, arrestati dalle autorità francesi per favoreggiamento dell’immigrazione, un nutrito gruppo di nemici delle frontiere si è diretto verso c.so Brunelleschi per un saluto ai detenuti. Così la notte piovosa torinese si è impregnata delle voci che dentro e fuori dalle mura della prigione per senza-documenti urlavano “Libertà!”.

Del resto cos’è il Cpr se non l’apice detentivo della gestione dei flussi migratori che passa dai confini (aperti o serrati a seconda delle esigenze del capitale e dei patti tra gli Stati), dagli Hotspot, dagli Hub e dal sistema retoricamente edulcorato dell’Accoglienza e delle Borse Lavoro?

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macerie @ Maggio 3, 2018

Fratelli di costa

Diario

Note sul caso somalo e di come sia divenuto modello dell’arsenale giuridico internazionale. 

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La settimana scorsa all’Asilo occupato c’è stata la presentazione di “Freres de la côte. Memoria in difesa dei pirati somali, braccati da tutte le potenze del mondo”, a cura degli autori. Il lavoro è di grosso stimolo non solo per il racconto delle vicende repressive contro della pirateria somala, ma perché le inserisce nell’analisi della costruzione di un apparato giuridico internazionale che potrebbe diventare un modello per le operazioni di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.

Non essendo disponibile l’intera traduzione di  Freres de la côte, vi proponiamo in italiano alcuni stralci particolarmente significativi.

Clicca e scarica il documento qui.

macerie @ Maggio 3, 2018

Panni Sporchi