Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Notti di rabbia a Toulouse

 

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Il 14 di aprile nel carcere cittadino di Toulouse, a sud della Francia, muoiono due persone, una delle quali è Jawad, ragazzo molto conosciuto e ben voluto dagli abitanti del suo quartiere di nascita. La reazione è forte e non tarda ad arrivare: per le strade di diversi quartieri si scatenano gli scontri con la polizia, nel carcere circa duecento persone si rifiutano di rientrare dall’aria. Il tutto mentre la città è attraversata da quelle stesse tensioni sociali che stanno scombussolando l’intero paese, e che lì hanno portato all’occupazione dell’università, limitrofa alla zona degli scontri.

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Food delivery … nudo e crudo

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Tanto l’esito del processo intentato da alcuni fattorini contro Foodora quanto la cacciata dei riders dagli uffici di Deliveroo a Milano hanno sancito, più di tutti i silenzi raccolti davanti alle richieste dei lavoratori, lo stato attuale dei rapporti di forza. Da un lato dei colossi della gig economy che non sono disposti a trattare, dall’altro gruppi ancora sparuti di fattorini che stanno provando ad alzare la testa e solcare una via, tutta in salita, che altri potrebbero intraprendere nel prossimo futuro.

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Lavapiés in rivolta

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Giovedì 15 marzo muore Mame Mbaye Ndiaye, un ambulante senegalese di 35 anni, in seguito a una retata della polizia nel quartiere di Lavapiés, a Madrid. Una delle tante retate realizzate nella capitale spagnola così come in tante altre città d’Europa. Questa volta però la reazione rabbiosa di chi non ne può più dell’asfissiante controllo poliziesco non si fa attendere; le strade del quartiere madrileno, da tempo oggetto di processi di gentrificazione, diventano per ore un campo di battaglia.

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Occupando case ATC

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Questa è una storia come tante. La storia di chi ha perso il lavoro per un taglio del personale, con dei figli da mantenere, che non è più riuscita a pagare un’affitto e si è ritrovata con la minaccia di uno sfratto. Una storia condivisa da molti, che oltrepassa confini, nazionalità, colore della pelle, che attinge a piene mani in quel mare di persone che da questo mondo non hanno ricevuto altro che sfruttamento.

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Come una forbice

 

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Le politiche di gestione e riorganizzazione del Welfare sono oggetto di profonde trasformazioni. Se dopo la metà del ‘900 lo Stato aveva necessità di garantire un sistema di riproduzione sociale, ora le decurtazioni e i tagli all’apparato dei servizi erogati dagli enti dello Stato sono sempre maggiori, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a una grossa fetta di popolazione.

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Voglia di gelato?

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Chi ci si può trovare davanti alla porta quando si ordina attraverso le piattaforme del food delivery? Quali rischi si corre a pedalare tutto il giorno per misere paghe? Quanti chilometri percorre un rider durante un turno di lavoro? Che rapporto ha con i dispatcher e quali contraddizioni si portano dietro queste nuovo figure lavorative, nell’organigramma delle tech startup?

Abbiamo ripercorso inseme ad Effe, lavoratore di Deliveroo fin dai suoi esordi a Torino, le varie tappe che hanno portato allo sciopero di maggio e a quello più recente di mercoledì 27 settembre. Soffermandoci sui particolari che spesso non emergono a una prima occhiata distratta sullo sciamare colorato dei fattorini in giro per la città.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Quale orgoglio?

 16 giugno 2018. Riceviamo e pubblichiamo un contributo di critica radicale al Pride.

LOTTA FROCIA CONTRO FASCI, SBIRRI E I LORO ALLEATI

L’estate sta arrivando, e con essa, anche quest’anno la parata dei diritti LGBTTIQ, anche chiamata Piemonte Pride. Questo allegro e colorato “carnevale” (così come rivendicato nel manifesto del Pride 2018) vedrà sfilare un’accozzaglia variegata di soggetti: sbirri, elite della giunta pentastellata, promoter di saune gay e feste commerciali nonché sponsor di ogni tipo. […]

Non chiudere la Salvo D’Acquisto

14 giugno. Non bastano i milioni di euro dell’ UE ottenuti dalla sindaca Appendino per il progetto AxTO a far rientrare la scuola elementare Salvo D’Acquisto nel piano di ristrutturazione delle strutture scolastiche. L’annuncio a tutti i bambini e genitori della imminente chiususra dell’istituto è arrivata pochi giorni fa, esattamente alla chiusura dell’anno scolastico, come a voler evitare con la dispersione estiva che il malcontento potesse trovare un qualche sfogo…ma non è stato così. Alcuni genitori infatti hanno deciso di organizzarsi, senza appoggiarsi per il momento ad alcun sindacato, partito o struttura politica, per manifestare la propria contraddittorietà alla chiusura della scuola, premendo piuttosto per velocizzare la reale ristrutturazione ed evitare di finire in un altro istituto privo di quei minimi benefici di cui dovrebbero godere dei bambini, come ad esempio un’area verde per giocare.

Slogan, discorsi ripetuti al megafono e una passeggiata che da via Tollegno 83 si è diretta verso i giardini di via Alimonda, bloccando il traffico su via Bologna al proprio passggio. La manifestazione è finita davanti all’Istituto “Benedetto Croce” dove, secondo i piani del Comune, dovrebbero essere spostati i bambini della Salvo D’Acquisto.

Petardo a Pivert

12 giugno. Ritrovato un petardo inesploso collegato a un innesco, attaccato alla vetrina del noto negozio Pivert in via Buozzi 4. Il marchio Pivert è stato fondato nel 2015 da Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco studentesco e tra i gestori della filiale torinese c’è l’avvocato Gino Domenico Arnone, candidato di Casapound alle ultime elezioni.

Ruspe pentastellate

5 giugno. Sgomberato dopo tredici anni il campo rom di corso Tazzoli senza alcuna resistenza da parte delle famiglie che vi abitavano. Gran parte degli abitanti aveva abbandonato il campo la sera prima, una volta venuta a conoscenza dell’ordinanza di sgombero firmata dalla sindaca Appendino. Alle prime ore del mattino le ruspe erano già al lavoro per demolire le baracche.

Trasferito da Eurospin

4 giugno. Un altro trasferimento punitivo messo in atto dalla catena di supermercati Eurospin: dopo la commessa di Susa che la notte di San Silvestro si era rifiutata di lavorare pur non essendo obbligata dal contratto, ora è toccato a un giovane ragazzo musulmano in quel di Orbassano, che avrebbe chiesto di non lavorare la notte a causa del Ramadan.

Mense al ribasso

31 maggio. Per la prima volta dopo 23 anni rimane fuori dalla gestione delle mense scolastiche la Camst. Nelle Circoscrizioni 1,2,4,5,7,8 l’appalto è stato aggiudicato da Eutourist, nella 3 e la 6 da Ristorart Toscana con sede a Prato. I costi per pasto si aggirano per entrambe le ditte intorno ai 4 euro. La gara precedente, nel 2012, era stata vinta per 4,88 euro

Sbirri all’Asso di Bastoni

29 maggio. È di un arresto e sei denunce a piede libero il bilancio dell’operazione condotta dalla Digos contro alcuni esponenti di Casa Pound. La perquisizione delle abitazioni degli indagati e della sede di via Cellini ha portato al sequestro di manganelli, coltelli, taser, una bomboletta di spray urticante e un rilevatore di microspie. Le indagini nascono da uno scontro tra militanti di Casa Pound, verificatosi lo scorso aprile nei pressi dell’ex Moi.

W la noia

26 maggio. Identificati i responsabili dei danneggiamenti alle auto della Polizia Municipale compiuti in via Bologna la notte di Capodanno. Durante l’indagine, durata alcuni mesi, sono stati analizzati i filmati di molte telecamere della zona e, dopo aver dato un volto ai quattro ragazzi, gli agenti sono riusciti a risalire alla loro identità tramite facebook. Portati al comando, i quattro hanno ammesso di averlo fatto per vincere la noia.

Controlli ai giardini del Toro

30 maggio. Retata ai giardini di via Alimonda: 50 grammi di cannabinoidi sequestrati, 30 persone identificate, 5 colpite da un decreto di espulsione. Per un cittadino egiziano finito nella maglia della polizia e con numerosi precedenti il questore ha emesso l’immediato rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno.

Caccia all’abusivo

30 maggio. Non bastano i vigili urbani presenti fino alle sette di sera a presidiare la zona di Porta Palazzo dove, in occasione del Ramadan, vorrebbero piazzarsi alcuni venditori di vettovaglie per svoltare il lunario e condividere questo momento di raccolta serale. La Polizia Municipale ha infatti messo in fuga alcuni venditori abusivi di scarpe che avevano piazzato la loro merce su via Mameli. La merce abbandonata sul posto, mentre i venditori si davano alla fuga, è stata sequestrata. Anche un’attività commerciale in gestione a dei cinesi, su corso Regina Margherita, è stata investita dei controlli: alcuni articoli di bigiotteria non a norma sequestarti e una multa di più di 1000 euro.

Collabora o chiudi

29 maggio. Dietro alla retorica della sicurezza la capillarità dei controlli e della repressione quotidiana avanza. Una gastronomia gestita da una signora senegalese in via Belfiore è stata chiusa per trenta giorni perchè alcuni residenti avrebbero più volte segnalato alle forze dell’ordine la presenza di spacciatori in quel locale. Il provvedimento di sospensione è stato firmato direttamente dal questore Messina, come vogliono le misure di sicurezza e prevenzione ribadite e rilanciate dal decreto Minniti. A quanto pare il messaggio è chiaro: il non-essere-complici dello Stato e del suo controllo del territorio sta diventando di per sè passibile di punizione… forse vorrebbero che fosse direttamente la signora senegalese della gastronomia a controllare i documenti dei suoi frequentatori? Per fortuna l’infamia diffusa in questa società civile non è ancora arrivata fin lì, a differenza del bastone che picchia sulle vite di chi cerca di barcamenarsela.

Troppo pericolosi

26 maggio. Chiuso per sette giorni il “Bar Marco” di corso Palermo 119 perchè frequentato da pregiudicati e soggetti pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Il provvedimento era già stato emanato nell’ottobre 2016 e nel maggio scorso il bar era stato coinvolto in una retata che aveva portato all’identificazione di tutti i presenti e all’arresto di un ragazzo per spaccio.

35.000 a San Salvario

26 maggio. Controlli a tappeto tra vari esercizi commerciali in San Salvario, capitanati dal commissariato di Barriera Nizza con l’aiuto di Asl, Polizia Municipale e Ispettorato del lavoro. Nel complesso sono stati comminati oltre 35.000 euro di multe per varie irregolaità riscontrate nelle operazioni.

Terzo morto di frontiera

25 maggio.  Sale a tre il bilancio delle persone migranti che ci hanno rimesso la vita nel tentativo di superare la frontiera tra Italia e Francia, sul confine piemontese. Questa volta il corpo è stato ritrovato da un escursionista sul fronte nostrano, nei pressi dell’orrido del Frejus.

Troppi soggetti pericolosi

26 maggio.Chiuso per sette giorni il “Bar Marco” di corso Palermo 119 perchè frequentato da pregiudicati e soggetti considerati socialmente pericolosi. Il provvedimento aveva già colpito l’attività commerciale nel 2016 e nel maggio 2017 era stato coinvolto in una retata che aveva portato all’identificazione di tutte le persone presenti nei locali e all’arresto di un ragazzo per spaccio.

Scompiglio e disordine

22 maggio. Camionette schierate coi lampeggianti davanti al sacro ingresso del cortile Lavazza, su via Bologna, come a proteggerla da alcuni incappuccitati avvistati nella zona tuttavia già spariti. Le testate locali riportano di alcuni cassonetti rovesciati e dati alle fiamme e di alcuni scoppi, avvenuti nelle vie attorno all’Asilo Occupato di via Alessandria 12 ad appena un giorno di distanza dall’ultima inchiesta che ha spiccato sei divieti di dimora per altrettanti compagni. A quanto pare c’è chi ha pensato di esprimere un assaggio di rabbia in Aurora. Forse in risposta all’ultima inchiesta repressiva? Forse perchè stanco di subire le espulsioni ingaggiate dalla riqualificazione incalzante? Forse per tutti questi motivi e ancor di più. Non è dato saperlo, non resta che sorridere davanti alla normalità interrotta anche solo per pochi minuti tra le strade di questa città.

Morti di confine

18 maggio. Dopo il ritrovamento del corpo di Blessing un altro ragazzo probabilmente di orgini africane è stato trovato morto ad Alberts, frazione di Monginevro, a ridosso della frontiera con la Francia. Nel pomeriggio un presidio itinerante già in programma è sfilato per le vie di San Salvario, a Torino, bloccando anche corso Vittorio Emanuele II. Per ribadire la solidrietà con Theò, Eleonora e Bastien e gridare vendetta per la morte di Blessing.

Pietre sul mediatore

11 maggio. Un ragazzo senegalese di vent’anni, ospite dell’hotel Europa di Rivarolo adibito a struttura di accoglienza per migranti, ha aggredito a colpi di pietra un mediatore culturale della Costa d’Avorio. Il motivo scatenante sarebbe stato il rifiuto di venire trasferito in un’altra struttura d’accoglienza del territorio.

Controlli e pugni

9 maggio. Un ragazzo senegalese di 19 anni, clandestino, è stato arrestato in Lungo Dora Napoli con le accuse di resistenza, detenzione di stupefacenti e false generalità. Un altro ragazzo del Gabon di 31 anni è stato arrestato invece in via Cherubini angolo via Monte Rosa sempre per possesso di stupefacenti. Inoltre avrebbe preso a pugni un agente della Polizia nel tentativo di fuggire.

Blocco dei richiedenti asilo

9 maggio. A Rivalta, una decina di immigrati bloccano la strada per protestare contro i tempi lunghissimi delle risposte alla richiesta d’asilo politico e per le pessime condizioni della struttura in cui vengono ospitati. Il blocco viene interrotto non appena sul posto arrivano le forze dell’ordine.

Ecomori in Vanchiglia

9 maggio. Alcuni profughi aiutano come volontari i genitori e i bambini della scuola Fontana, in Vanchiglia, ad attraversare la strada. Un’iniziativa organizzata attraverso l’associazione Eco dalle Città, già da tempo attiva nell’ambito dei percorsi dell’accoglienza. Tra le attività coordinate da quest’associazione, il controllo della piscina Colletta dopo alcuni raid vandalici e l’aiuto alla raccolta differenziata nel mercato di Porta Palazzo.

I numeri della Sanità

8 maggio. Approvato in Regione il nuovo piano di edilizia per gli ospedali piemontesi, gli investimenti complessivi previsti ammontano a un miliardo e mezzo di euro. I progetti relativi alla città di Torino riguardano la realizzazione del nuovo Parco della Salute e del nuovo ospedale unico dell’Asl To5, entrambi attraverso un partenariato pubblico-privato. Il Parco della Salute, che dovrebbe avere una capienza di oltre mille posti, costerà più di mezzo miliardo di euro tra lavori di costruzione, tecnologie e arredi, e ben oltre la metà della somma arriverà da investitori privati; la struttura dell’Asl To5, con una capienza di quasi cinquecento posti, costerà invece 225 milioni di cui poco più di 50 arriveranno da risorse pubbliche.

Per Théo, Bastien e Eleonora

3 maggio. L’appuntamento è a ora di pranzo davanti alla stazione di Porta Nuova, in contemporanea con un’udienza a Gap in cui si decide della scarcerazione dei tre compagni arrestati per la passeggiata da Claviere a Briançon del 22 aprile. Una cinquantina di solidali entrano in stazione, sotto lo sguardo di una decina di uomini della digos, per ricordare con megafono, striscione e volantini che da qui passano molti degli uomini e delle donne che poi tentano di oltrepassare la frontiera tra Francia e Italia e che è anche per questo che sono aumentati i controlli e gli uomini delle forze dell’ordine costantemente presenti in stazione. I solidali si spostano quindi nell’adiacente quartiere di San Salvario  dove il corteo attraversa la piazza del mercato e alcune strade prima di concludersi nuovamente a Porta Nuova.

Ombrellate e peperoncino antimulte

27 aprile. Per evitare una multa per divieto di sosta, una coppia ha accolto la polizia municipale a colpi d’ombrello - lui - e di spray urticante - lei -. Il tutto è avvenuto nei pressi del mercato di piazza Bottesini. I due si trovano ora agli arresti domiciliari, accusati di violenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie.

Da Porta Palazzo a Palazzo di Città

26 aprile. Preoccupati dalle modifiche previste per il PalaFuksas e per l’area adiacente in cui sono posizionati i loro banchi, gli ambulanti del “reparto” calzature del mercato di Porta Palazzo si sono diretti in corteo dalla piazza al Comune, dove sono stati ricevuti da due dirigenti dell’assessorato al Commercio. I burocrati della giunta pentastellata hanno spiegato che non c’è ancora nulla di deciso sul futuro assetto della piazza e che sarà necessario un confronto tra le parti in causa. Il primo appuntamento è previsto per il 7 maggio a Palazzo di Città.

Per Ziad

26 aprile. Davanti al Comune si svolge un presidio di qualche decina di famiglie egiziane che protestano contro l’allontanamento coatto, avvenuto ormai tre anni fa, di Ziad dalla propria famiglia. In questi giorni il tribunale dei minori ha poi decretato l’adottabilità del bambino. I manifestanti dichiarano di subire un trattamento discriminatorio da parte delle autorità cittadine che non si preoccupano di informare chi viene da altri paesi su come funzioni il diritto di famiglia italiano.

Da Claviere a Briançon

22 aprile. Trecento manifestanti, tra cui una cinquantina di immigrati, partono dal rifugio autogestito Chez Jesus e dopo diciannove chilometri di strada e sentieri arrivano a Briançon, dopo aver contrastato i tentativi della polizia francese di interrompere il corteo e bloccarli. Nella cittadina francese la polizia si vendica per la figuraccia fatta e si attiva per fermare i piccoli gruppi di manifestanti allontanatisi dal resto del corteo. Il bilancio è di nove persone fermate di cui quattro verranno rilasciate l’indomani mattina.

Il sito del lovers

20 aprile. In serata viene “bucato” il sito del Lovers Film Festival e l’interfaccia ha mostrato il comunicato a firma Frocie Incivili (vedi qui) invece che i frizzi e i lazzi arcobaleno dell’evento.

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CasaPound in Barriera

20 aprile. Continuano le passeggiate, sempre più simili a delle ronde, organizzate da CasaPound e dal comitato Noi di Barriera attorno all’isolato compreso tra corso Giulio Cesare e i giardini di via Montanaro. Sulla questione del degrado, della criminalità e dello spaccio in quartiere continua a giorcarsi la diatriba del teatrino politico tra il gruppo di estrema destra, già candidato alle elezioni, e l’amministrazione a 5 stelle. Colmo dei colmi Alberto Barona, portavoce del comitato, avrebbe dichiarato che “il quartiere è una polveriera pronta ad esplodere e solo noi siamo sempre attivi per cercare di risolvere la situazione” - ci pare che il ruolo di questi figuri sia piuttosto quello di soffiare e attizzare il bracere della guerra tra poveri, sperando che divampi per poter cavalcare politicamente l’onda.

Starnazzando di case Atc

18 aprile. Sarebbero 173 gli appartamenti illecitamente occupati tra i blocchi di case Atc, contando sia le occupazioni tout court sia chi ha perso il diritto ma continua a rimanere, con procedure di sfratto in corso. Davanti a questo dato le oche della politica e dell’informazione starnazzano le loro paure: da un lato ricamando l’iperbole di una situazione degenerata, “quasi ai livelli di Milano e Roma”, che purtroppo non rispecchia una realtà di fatto non così diffusa. Dall’altro infangando la portata conflittuale delle esperienze di occupazione di case Atc ipotizzando, in certi quartieri come Aurora, “racket di alloggi” e denunciando, nelle parole di Luca Deri presidente della Circoscrizione 7, la presenza di “migranti non censiti” e la mancanza di controlli nelle case Atc.

Cento controlli

16 aprile. Cento persone controllate durante una retata al parco del Valentino e per le vie di San Salvario, 40 portate in questura per ulteriori accertamenti ed infine 11 espulse. Un ragazzo del Gambia di 21 anni è stato denunciato per possesso di stupefacenti, mentre 10.000 euro di multa sonon stati spiccati contro un cittadino del Bangladesh proprietario di un supermarket in via Nizza.

Dialogo competitivo

13 aprile. L’azienda Città della Salute ha affidato uffialmente a Ernst & Young l’incarico di predisporre tutta la documentazione relativa alla gara per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e Novara. Un “dialogo competitivo”, così viene chiamata la gara, che si protrarrà per circa 10-12 mesi nel tentativo di trovare chi progetterà e costruirà le opere. Una competizione quasi integralmente nelle mani di grossi investitori internazionali, dato che dei 456 milioni indispensabili per la realizzazione solo 149,9 milioni verranno elargiti dal cosiddetto pubblico, tra Comune e Regione, mentre il resto è interamente nelle mani dei privati. A fronte dei tanti proclami sulla futura ottimizzazione delle varie funzioni ospadeliere, compresa la degenza, resta invariato il dato di un imminente drastico calo dei posti letto per ricoveri disponibili nel sistema ospedaliero cittadino.

Non è un lavoro subordinato

11 aprile. Rigettate in blocco le richieste avanzate al giudice nell’ambito del processo civile intentato da alcuni lavoratori Foodora contro l’azienda, per la maggior parte riguardanti il riconoscimento della mansione di lavoro come “subordinata” e non “autonoma”. La causa di lavoro era stata intentata dopo le proteste di due autunni fa, contro i sistemi di controllo dell’azienda e il passaggio dal contratto con pagamento orario a quello a cottimo. Proteste a cui era seguito da un lato un aumento del pagamento a consegna da 2,60 a 3,60 euro, dall’altro il licenziamento (mancato rinnovo contrattuale) della maggior parte dei lavoratori coinvolti nella protesta.

Presa all’asta e occupata

8 aprile. Dopo aver comprato una casa all’asta in via Salassa, Barriera di Milano, ha sorpreso al suo interno una coppia di nigeriani che stava vivendo nell’appartamento vuoto sotto sigilli. La coppia presa alla sprovvista è dovuta scappare lasciando lì ogni effetto personale, salvo poi ritornare per recuperare il tutto. Essendo nel frattempo sopraggiunta la polizia l’uomo occupante è stato identificato e arrestato per via di una condanna definitiva in via di esecuzione.

Dare i numeri

8 aprile. Ecco il primo bilancio dopo tre mesi di controlli ad alto impatto disposti dal questore Messina nei quartieri della città considerati più critici: 62 arresti, 65 espulsioni, 90 kg di stupefacenti sequestrati e 220.000 euro di multe comminate a minimarket, sale slot e bar. Molti di questi ultimi vengono considerati basi di spaccio, con sotterranei per far scappare chi vende in caso di retate, come sostengono di aver rinvenuto gli agenti in un locale su Lungo Dora Napoli. Rispetto ai primi tre mesi dell’anno passato gli arresti sono aumentati del 40% e le denunce del 19%, a fronte di un aumento dell’8% dei controlli ad alto impatto. Merito di questi primi dati anche l’aumento del 25% del numero di volanti per presidiare i quartieri.

Sfratto a sorpresa.

Diario

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In quel di corso Giulio Cesare 166, a pochi passi dal trincerone di via Sempione e a poche centinaia di metri da piazza Derna, intorno alle 10 e 30 di ieri mattina una famiglia è stata buttata fuori di casa senza preavviso. Da ormai un anno il custode giudiziario che rappresentava la proprietà, trattandosi di un immobile venduto all’asta in seguito a un mutuo non saldato, aveva decretato la sospensione della normale procedura di sfratto e rinviato a Tribunale e Questura la decisione su tempi e modi per risolvere il problema. In via Grattoni hanno pensato bene di cogliere l’occasione per mostrare per l’ennesima volta i muscoli in Barriera di Milano in continuità con le massicce e frequenti retate degli ultimi mesi. A giungere sul posto all’improvviso sono state quindi tre camionette di celerini e alcune auto di agenti in borghese; a casa c’erano solo i due adulti, perché i tre figli erano a scuola, e il caso ha voluto che stessero uscendo proprio quando sono arrivate le forze dell’ordine che non hanno incontrato quindi particolare resistenza. In quattro e quattr’otto l’appartamento è stato riconsegnato al custode giudiziario che, dopo aver fatto prendere in tutta fretta un po’ delle loro cose agli sfrattati, ha fatto cambiare la serratura al fabbro. Ultimo step per chiudere definitivamente l’uscio alle loro spalle.

Una mattina apparentemente normale si è trasformata in poche ore in un incubo per una famiglia che, come molte altre, ha speso tutti i propri risparmi per un mutuo per ritrovarsi dopo pochi anni senza casa.

Un incubo continuato nella sede dei Servizi Sociali a cui, una volta recuperati i figli a scuola, la famiglia sfrattata si rivolge per capire quali alternative alla strada hanno da proporre loro. Nessuna proposta arriva dagli assistenti sociali, che consigliano ai cinque di trovare riparo nel loro negozietto alimentare di pochi metri quadri e senza servizi igienici. Un invito rinnovato anche dagli agenti della polizia politica che hanno eseguito lo sfratto e che accorrono prontamente sul posto non appena gli sfrattati manifestano l’intenzione di non uscire dagli uffici senza uno straccio di soluzione alternativa. Alla fine la loro insistenza e cocciutaggine ha la meglio e alla donna e ai tre figli viene offerta una soluzione abitativa temporanea dall’altra parte della città. Il nucleo familiare viene separato e l’uomo deve arrangiarsi come può.

Una soluzione abbastanza comune in casi di sfratto, che fino a poco tempo fa veniva però offerta automaticamente quando erano presenti minorenni e che oggi deve essere invece ottenuta litigando per ore con sbirri e assistenti sociali.

Una dinamica facile da comprendere se tiene conto che in questo momento si stanno assottigliando sia le risorse a disposizione delle autorità locali che la forza di chi lotta. Ed è l’intrecciarsi di questi due elementi, la possibilità e disponibilità a concedere qualcosa e il livello della conflittualità sociale, che contribuiranno a determinare la fisionomia dei tempi che verranno.

macerie @ Giugno 2, 2018

La storia che non c’è

Diario

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RACCONTARLA

Al Campus Einaudi durante la presentazione di una ricerca sociologica sulla rigenerazione urbana uno studente spiega che per lanciare un’attività è necessario aver qualche storia da raccontare: sul posto occupato, sulla tradizione riscoperta. Nel caso non ci fosse… facile, basta inventarla.

“Raccontare una storia per cambiare la vostra Azienda”, così recita la presentazione del corso di Holden Factory dell’omonima scuola di story telling. Raccontarla è un campo di interessi.

L’atmosfera è densa di informazioni che sembrano offrirci la possibilità di conoscere tutto. Le storie che ci raccontano più sono ripetute, dai giornali alla piccola associazione di quartiere, più diventano convincenti e si sostituiscono alla propria esperienza diretta del mondo. Ci si allontana drasticamente dai propri sensi, dalla capacità di trovare i propri strumenti per conoscere. Che succede dunque tra queste vie? É l’avvento del decoro o la cacciata dei più poveri e di chi propone di lottare e non chinare più la testa davanti alle ingiustizie? O meglio qual è la storia meglio propagandata?

Continua a pag. 33181

macerie @ Maggio 29, 2018

Corteo contro i divieti

Diario

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“La rabbia sociale ve la farà pagare”, questo il coro rivolto a padroni e polizia, che rieccheggia tra i palazzi di corso Giulio Cesare durante la manifestazione di ieri sera per le vie del quartiere. Una cinquantina di persone sono scese in strada per parlare di quest’ultima inchiesta repressiva che ha distribuito sei divieti di dimora da Torino, e per ricordare le lotte che i compagni e le compagne che attraversano e si organizzano all’Asilo Occupato hanno sempre portato avanti con gli sfruttati di questo pezzo di città.

Continua a pag. 33177

macerie @ Maggio 26, 2018

Seidivietididimora

Diario

Alcuni compagni sono stati fermati questo pomeriggio per la notifica del divieto di dimora da Torino. Sono sei le misure cautelari indicate nelle carte e riguardano la notte del 13 febbraio in cui, durante la consueta cena del martedì all’Asilo occupato, un uomo era stato allontanato da via Alessandria 12 perché molesto. Le accuse sono di lesioni aggravate nei suoi confronti e resistenza a pubblico ufficiale contro gli agenti appostati poco distante e intervenuti durante l’allontanamento.
Presto aggiornamenti.
Tutti liberi! Tutte libere!
Ai molesti ci pensiamo noi, via gli sbirri dalle strade!

macerie @ Maggio 21, 2018

Richiesta un’altra Sorveglianza Speciale

Diario

 

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I carabinieri di Mirafiori nell’ambito di indagini intorno alla lotta contro al Cpr, attività investigativa che il corpo militare ha iniziato col ritrovamento di una busta con dei petardoni nel maggio 2015 vicino a c.so Brunelleschi, hanno chiesto il 22 luglio 2015 la SS per un compagno. Le carte dicono che sarebbe stato riconosciuto durante il saluto sotto al fu Cie il giorno del ritrovamento della busta, per questo gli viene attribuita la proprietà.

Nessuno aveva considerato la richiesta fino a qualche giorno fa, quando il Pm Riccaboni ha preso in mano l’informativa e rincarato la dose: una richiesta di tre anni di Sorveglianza Speciale accompagnata anche dal divieto di soggiorno, mentre i carabinieri avevano chiesto due  anni con l’obbligo. Sono elencati reati nell’ambito delle lotte contro la Detenzione Amministrativa, contro il carcere e gli sfratti; viene posto l’accento sul non aver rispettato più volte un foglio di via da Torino; naturalmente non manca la descrizione del profilo antisociale e l’appartenenza ideologica all’anarchismo - è un anarchico: una scoperta pari a quella dell’acqua calda! Per non farsi mancare nulla, nelle scartoffie tribunalizie c’è un voyeristico elenco di conoscenze che va a pescare anche tra quelle del liceo. Infine, come ciliegina afflittiva, una delle prescrizioni nel caso in cui dovesse essere confermata questa richiesta consisterebbe nel seguire le udienze in videoconferenza se il compagno dovesse trovarsi in arresto o con misure di allontanamento.

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macerie @ Maggio 18, 2018

Ci vediamo…

Diario

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macerie @ Maggio 17, 2018

Cpr, ancora resistenze

Diario

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Ieri sera dopo un’assemblea per organizzare la solidarietà a Eleonora, Théo e Bastien, arrestati dalle autorità francesi per favoreggiamento dell’immigrazione, un nutrito gruppo di nemici delle frontiere si è diretto verso c.so Brunelleschi per un saluto ai detenuti. Così la notte piovosa torinese si è impregnata delle voci che dentro e fuori dalle mura della prigione per senza-documenti urlavano “Libertà!”.

Del resto cos’è il Cpr se non l’apice detentivo della gestione dei flussi migratori che passa dai confini (aperti o serrati a seconda delle esigenze del capitale e dei patti tra gli Stati), dagli Hotspot, dagli Hub e dal sistema retoricamente edulcorato dell’Accoglienza e delle Borse Lavoro?

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macerie @ Maggio 3, 2018

Fratelli di costa

Diario

Note sul caso somalo e di come sia divenuto modello dell’arsenale giuridico internazionale. 

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La settimana scorsa all’Asilo occupato c’è stata la presentazione di “Freres de la côte. Memoria in difesa dei pirati somali, braccati da tutte le potenze del mondo”, a cura degli autori. Il lavoro è di grosso stimolo non solo per il racconto delle vicende repressive contro della pirateria somala, ma perché le inserisce nell’analisi della costruzione di un apparato giuridico internazionale che potrebbe diventare un modello per le operazioni di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.

Non essendo disponibile l’intera traduzione di  Freres de la côte, vi proponiamo in italiano alcuni stralci particolarmente significativi.

Clicca e scarica il documento qui.

macerie @ Maggio 3, 2018

Resistenze e quotidianità al Cpr - aggiornato

Diario

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I fine settimana dentro al Centro di c.so Brunelleschi non passano mai lisci.

Infatti il sabato e la domenica sono i giorni prediletti per l’irruzione delle forze dell’ordine nelle aree e la successiva deportazione di chi non ha le scartoffie in regola, come è accaduto lo scorso week-end. Negli ultimi mesi, come è stato riportato più volte, le espulsioni sono avvenute perlopiù ai danni dei tunisini, che all’oggi costituiscono la maggioranza nel Cpr torinese.

Il sabato appena trascorso venti poliziotti accompagnati dai lavoranti della ditta di gestione (la multinazionale francese Gepsa, specializzata nel fare profitto con i luoghi detentivi) sono entrati nell’area bianca per prendere tre ragazzi, ma hanno avuto da faticare perché nessuno di loro voleva dargliela vinta tanto facilmente: uno è salito sul tetto con una corda minacciando di impiccarsi, il secondo si è cosparso di merda per non farsi toccare, il terzo ha ingoiato lo shampo. Quello della merda è stato portato in carcere dopo essere stato avvolto con una telo di plastica, gli altri due pestati e portati all’ospedaletto. Gli altri detenuti mentre era in corso l’operazione hanno fatto casino lanciando quello che potevano contro i militari.

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macerie @ Aprile 30, 2018

Passeggiando per Aurora - vol.III

Diario, Torino domani

Il rischio sgombero dell’Asilo Occupato sembra per il momento rimandato, almeno stando alle consultazioni della Sala Rossa che non necessariamente rispecchiano la volontà di Prefettura e Questura. Tuttavia proprio perché l’opposizione allo sgombero non è che un pezzetto dell’opposizione ai processi più ampi e allargati di espulsione dei poveri e degli sfruttati dalle strade attorno, per noi è necessario continuare a solcare le orme dei responsabili della riqualificazione nel quartiere Aurora.

Dopo la scheda sullo Iaad che abbiamo aggiornato aggiungendo una succursale che ci era sfuggita, pubblichiamo qui un approfondimento sul primo progetto di ristrutturazione del vecchio patrimonio industriale dell’area nord-est: il Basic Village. Veicolo per la nuova valorizzazione immobiliare della zona, a partire dai primissimi anni 2000 ha dato il via a un “abitare” di target medio-alto, a cui si sono poi ispirati i complessi residenziali Ex Tobler ed Ex Ceat. Non solo sede di BasicNet S.p.A. proprietaria di alcuni noti brand di abbigliamento come Robe di Kappa, ma un ben più ampio polo multifunzionale di servizi per i nuovi abitanti della zona.

Scheda III: Basic Village

(per scaricare il file qui)

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macerie @ Aprile 27, 2018

Cpr, di scabbia e altre rogne

Diario

 

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La settimana scorsa in c.so Brunelleschi alcuni ragazzi avevano la scabbia, infezione altamente contagiosa e tutt’altro che sopportabile.

All’infermeria del centro? Se ne fregano, e non solo per la scabbia, pure in punto di morte l’unica cosa che fanno è proporre il cocktail di psicofarmaci per far star buoni i detenuti e farli dormire.

Chiamare il 118? Inutile, prima che arrivino al Cpr, i gestori delle ambulanze chiamano le forze dell’ordine al suo interno che negano sistematicamente ci sia un bisogno di cure continuamente eluso.

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macerie @ Aprile 24, 2018

Pirati somali / Rote Zora

Diario

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macerie @ Aprile 24, 2018

Civich di merda e in borghese

Diario

 

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Sabato solito per le vie di Borgo Dora e Porta Palazzo. Un sole cocente regala un anticipo d’estate agli avventori a passeggio, teste sudate e faticacce anticipate a chi ha tirato giù i teli di primo mattino.

La parte di mercato dedicato alla frutta e verdura sembra un formicaio, l’impressione è che mezza città si aggiri per i banchi in cerca del prezzo migliore. Anche alcuni turisti anglofoni che, macchina fotografica alla mano, discutono di quanto il luogo sia “crazy and beautiful”. Constatazioni da safari, tipiche e meste.

Mentre qualche compagno cerca di procurarsi un pranzo alla buona, nota il solito fuggifuggi nella calca. Un ragazzo di corsa ha avvisato i venditori abusivi di menta, prezzemolo e pane: “I vigili! Via!”. E di corsa coloro che erano intenti a tirar sù la giornata, prendono le cassette di plastica nere e scappano. Dopo qualche minuto il pericolo sembra scampato e nessuna divisa sembra essere di ronda, quando all’improvviso due uomini e una donna si buttano sui venditori al semaforo, facendo cadere la menta profumata e costringendoli a scappare e a lasciare le erbe a terra.

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macerie @ Aprile 21, 2018

Piazza della Repubblica 12

Diario, Torino domani

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In piena Porta Palazzo sta avvenendo una storia da manuale, di quelle che i sociologi riportano come avvenimenti caratteristici dei processi di riqualificazione. Anche qui, tra queste pagine pixelate, non si sono risparmiate parole al riguardo, non tanto per creare un sollazzo analitico sul tema, ma per cercare di decodificare cosa in una città come Torino è avvenuto e sta avvenendo, a discapito di coloro che “la riconquista urbana”, “la rivitalizzazione delle vie” e “la rigenerazione dei quartieri” la subiscono violentemente e qualche volta decidono di reagire. 

Continua a pag. 33120

macerie @ Aprile 20, 2018

Frocie contro il Lovers Film Festival…

Diario

 

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Riceviamo e pubblichiamo quest’interessante rivendicazione. Si riferisce ad alcune scritte apparse la notte scorsa in via Verdi contro il Lovers Film Festival e l’ideologia che si portano dietro alcuni processi di costruzione di nuove identità sessuali e della loro conseguente mercificazione neoliberale.

Qualcuno ha deciso di opporre la propria “voce” alla miriade di eventicoli, festival cinematografici, workshop e pubblicità che vendono come sovversivi corpi invece sottoposti a nuove norme di esposizione commerciale e disciplinamento.

“Stanotte delle scritte sono apparse sulle pareti del Cinema Massimo di Torino: «Frocie in lotta» - «Frocie contro il Lovers» - «Frocie incivili». D’altronde la primavera è arrivata. Anche quest’anno. E con essa il Lovers Film Festival. E con esso – anche questa volta - le contestazioni. Diciamocelo: siete più criticati del Festival di San Remo. Non a caso per la serata di apertura è proprio da San Remo che avete pescato una delle vostre perle artistiche, supposta icona gay: Francesco Gabbani.

Continua a pag. 33109

macerie @ Aprile 18, 2018

Altre (belle) avventure

Diario

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Osservare le strade e forgiare le scelte. Con il cuore palpitante d’amore e di complicità provata con tante di voi, vi mando un saluto profondo e sorridente. Non senza “ostacoli” affettivi e desideri di progettualità con molte, ho deciso di sottrarmi all’obbligo di firme quotidiane (che avevo dopo un periodo di carcere e domiciliari durato nove mesi).

Il senso di sentirsi compagne, oltre alla rabbia che brucia e si condivide con i nostri corpi, è per me la continuità e la costanza (nonostante la distanza scelta o subita). Allora vi dico… ci vedremo per altre (belle) avventure…

400 baci intensi e 24000 colpi precisi.

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Camille ci ha lasciato questo saluto dopo aver deciso di violare la misura delle firme quotidiane cui era sottoposta da qualche mese, e dopo aver già scontato per lo stesso procedimento 9 mesi tra detenzione carceraria e domiciliare. Ha deciso di andare via e saperla libera di andare dove vuole ci riempie il cuore di gioia. 

macerie @ Aprile 16, 2018

Panni Sporchi