Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Lavapiés in rivolta

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Giovedì 15 marzo muore Mame Mbaye Ndiaye, un ambulante senegalese di 35 anni, in seguito a una retata della polizia nel quartiere di Lavapiés, a Madrid. Una delle tante retate realizzate nella capitale spagnola così come in tante altre città d’Europa. Questa volta però la reazione rabbiosa di chi non ne può più dell’asfissiante controllo poliziesco non si fa attendere; le strade del quartiere madrileno, da tempo oggetto di processi di gentrificazione, diventano per ore un campo di battaglia.

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Occupando case ATC

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Questa è una storia come tante. La storia di chi ha perso il lavoro per un taglio del personale, con dei figli da mantenere, che non è più riuscita a pagare un’affitto e si è ritrovata con la minaccia di uno sfratto. Una storia condivisa da molti, che oltrepassa confini, nazionalità, colore della pelle, che attinge a piene mani in quel mare di persone che da questo mondo non hanno ricevuto altro che sfruttamento.

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Come una forbice

 

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Le politiche di gestione e riorganizzazione del Welfare sono oggetto di profonde trasformazioni. Se dopo la metà del ‘900 lo Stato aveva necessità di garantire un sistema di riproduzione sociale, ora le decurtazioni e i tagli all’apparato dei servizi erogati dagli enti dello Stato sono sempre maggiori, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a una grossa fetta di popolazione.

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Voglia di gelato?

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Chi ci si può trovare davanti alla porta quando si ordina attraverso le piattaforme del food delivery? Quali rischi si corre a pedalare tutto il giorno per misere paghe? Quanti chilometri percorre un rider durante un turno di lavoro? Che rapporto ha con i dispatcher e quali contraddizioni si portano dietro queste nuovo figure lavorative, nell’organigramma delle tech startup?

Abbiamo ripercorso inseme ad Effe, lavoratore di Deliveroo fin dai suoi esordi a Torino, le varie tappe che hanno portato allo sciopero di maggio e a quello più recente di mercoledì 27 settembre. Soffermandoci sui particolari che spesso non emergono a una prima occhiata distratta sullo sciamare colorato dei fattorini in giro per la città.

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Dirty boulevard

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Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

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Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Starnazzando di case Atc

18 aprile. Sarebbero 173 gli appartamenti illecitamente occupati tra i blocchi di case Atc, contando sia le occupazioni tout court sia chi ha perso il diritto ma continua a rimanere, con procedure di sfratto in corso. Davanti a questo dato le oche della politica e dell’informazione starnazzano le loro paure: da un lato ricamando l’iperbole di una situazione degenerata, “quasi ai livelli di Milano e Roma”, che purtroppo non rispecchia una realtà di fatto non così diffusa. Dall’altro infangando la portata conflittuale delle esperienze di occupazione di case Atc ipotizzando, in certi quartieri come Aurora, “racket di alloggi” e denunciando, nelle parole di Luca Deri presidente della Circoscrizione 7, la presenza di “migranti non censiti” e la mancanza di controlli nelle case Atc.

Cento controlli

16 aprile. Cento persone controllate durante una retata al parco del Valentino e per le vie di San Salvario, 40 portate in questura per ulteriori accertamenti ed infine 11 espulse. Un ragazzo del Gambia di 21 anni è stato denunciato per possesso di stupefacenti, mentre 10.000 euro di multa sonon stati spiccati contro un cittadino del Bangladesh proprietario di un supermarket in via Nizza.

Dialogo competitivo

13 aprile. L’azienda Città della Salute ha affidato uffialmente a Ernst & Young l’incarico di predisporre tutta la documentazione relativa alla gara per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e Novara. Un “dialogo competitivo”, così viene chiamata la gara, che si protrarrà per circa 10-12 mesi nel tentativo di trovare chi progetterà e costruirà le opere. Una competizione quasi integralmente nelle mani di grossi investitori internazionali, dato che dei 456 milioni indispensabili per la realizzazione solo 149,9 milioni verranno elargiti dal cosiddetto pubblico, tra Comune e Regione, mentre il resto è interamente nelle mani dei privati. A fronte dei tanti proclami sulla futura ottimizzazione delle varie funzioni ospadeliere, compresa la degenza, resta invariato il dato di un imminente drastico calo dei posti letto per ricoveri disponibili nel sistema ospedaliero cittadino.

Non è un lavoro subordinato

11 aprile. Rigettate in blocco le richieste avanzate al giudice nell’ambito del processo civile intentato da alcuni lavoratori Foodora contro l’azienda, per la maggior parte riguardanti il riconoscimento della mansione di lavoro come “subordinata” e non “autonoma”. La causa di lavoro era stata intentata dopo le proteste di due autunni fa, contro i sistemi di controllo dell’azienda e il passaggio dal contratto con pagamento orario a quello a cottimo. Proteste a cui era seguito da un lato un aumento del pagamento a consegna da 2,60 a 3,60 euro, dall’altro il licenziamento (mancato rinnovo contrattuale) della maggior parte dei lavoratori coinvolti nella protesta.

Presa all’asta e occupata

8 aprile. Dopo aver comprato una casa all’asta in via Salassa, Barriera di Milano, ha sorpreso al suo interno una coppia di nigeriani che stava vivendo nell’appartamento vuoto sotto sigilli. La coppia presa alla sprovvista è dovuta scappare lasciando lì ogni effetto personale, salvo poi ritornare per recuperare il tutto. Essendo nel frattempo sopraggiunta la polizia l’uomo occupante è stato identificato e arrestato per via di una condanna definitiva in via di esecuzione.

Dare i numeri

8 aprile. Ecco il primo bilancio dopo tre mesi di controlli ad alto impatto disposti dal questore Messina nei quartieri della città considerati più critici: 62 arresti, 65 espulsioni, 90 kg di stupefacenti sequestrati e 220.000 euro di multe comminate a minimarket, sale slot e bar. Molti di questi ultimi vengono considerati basi di spaccio, con sotterranei per far scappare chi vende in caso di retate, come sostengono di aver rinvenuto gli agenti in un locale su Lungo Dora Napoli. Rispetto ai primi tre mesi dell’anno passato gli arresti sono aumentati del 40% e le denunce del 19%, a fronte di un aumento dell’8% dei controlli ad alto impatto. Merito di questi primi dati anche l’aumento del 25% del numero di volanti per presidiare i quartieri.

La Contessa e ‘l so sèguit

8 aprile. Sei arresti nel quartiere Aurora solo nelle ultime 48 ore, di cui due negli ormai famigerati e noti giardinetti di zona. Si alza così il sipario su quella che dovrebbe essere una semplice festa di quartiere ai giardini Alimonda, con l’esibizione del gruppo storico piemontese “La Contessa ’d Mirafiur e ’l so séguit”. A dire il vero per chi si avvicina da una delle tante vie laterali più che una festa sembra una parata militare: quattro camionette della polizia e decine di agenti antisommossa presidiano gli angoli di quel lembo di terra. Neanche a dirlo il solito mantra ripetuto da organizzatori e dirigenti delle forze dell’ordine è il contrasto al degrado, allo spaccio e sopratutto riempire le strade di “blu” per aumentare la percezione di sicurezza. A prendere parola anche Vittoriano Taus, che con il suo Revenge Pub di via Cuneo ospita l’associazione Arqa per la riqualificazione di Aurora. Infine il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri conclude sottolineando come per sradicare lo spacio in zona ed evitare che si sposti in altre parti occorre portare avanti il progetto di ristrutturazione delle ex OGM: “Da lì è iniziata la lenta fine ed è da lì che bisogna costruire la rinascita”.

Controlli a go go

6 aprile. Controllati 4 bar e 40 persone, durante la sessione “ad alto impatto” portata a termine dal Comando Carabinieri Oltre Dora. Un’operazione che si è svolta tra il Ponte Mosca, su corso Giulio Cesare, c.so Emilia, via Lega e i giardini Madre Teresa di Calcutta, e che ha portato all’arresto di sei persone per spaccio di droga, una per rapina e altri due denunciati per possesso di stupefacenti.

Colonscopia e non solo

5 aprile. Mentre la Regione studia il venturo sistema unico di prenotazione visite (CUP), fatto di call center, prenotazioni online e pure una applicazione per smartphone, continuano le liste di attesa infinite ed estenuanti. Sei mesi al Giovanni Bosco per una colonscopia e un pap test fissato ad ottobre 2019 al Sant’anna, sono due casi riportati in un articolo de La Stampa che fanno sembrare un lusso quel 28 agosto sempre per una colonscopia, al Maria Vittoria, ottenuto da un’altra signora intervistata. Alla faccia dei tempi medi di attesa per il medesimo esame registrati dall’Asl di Torino a tutto il 2017, che si attesterebbero a 62 giorni. Tuttavia per chi può permetterselo si può sempre prenotare una visita inframuraria: ad esempio, al Gradenigo, pagando 250 euro la colonscopia viene magicamente anticipata a pochi giorni di distanza.

Sciopero a Favria

4 aprile. Sono passati appena sei mesi dal rientro sul posto di lavoro dopo la pausa per maternità, che una collega le comunica l’imminente licenziamento. È il caso di una donna di 31 anni dipendente della A.Constantino & C di Favria, azienda specializzata nella lavorazione di proteine per la farmaceutica e la cosmesi. Già al suo rientro la donna non aveva più svolto le vecchie mansioni e non ha mai ricevuto alcun segnale che aprisse a un possibile ricollocamento all’interno dell’azienda, che di contro giustifica il singolo taglio di personale appellandosi al “calo del fatturato”. I colleghi in mattinata hanno deciso di scioperare come gesto di solidarietà, già avvezzi alle proteste visto che l’estate scorsa, dopo la comunicazine di possibili esuberi, una quarantina di dipendenti aveva improvvisato un presidio davanti ai cancelli della ditta.

I conti del Salone

4 aprile. È un gioco di scatole cinesi quello che caratterizza la gestione dei grandi eventi su cui si basa una buona fetta dell’industria culturale della città di Torino, di sicuro però se c’è da rimetterci in primis sono sempre i lavoratori. È il caso della Fondazione del Libro che, dopo la mancata ricapitalizzazione e la pietra tombale sulla gestione dell’omonimo Salone Internazionale, si ritrova con 3 milioni di debiti da coprire. Tra questi non solo sei mesi di stipendio per i 12 dipendenti diretti della Fondazione, ma anche i compensi per i sevizi offerti dalle società in subappalto (tra cui Gl Events e Ventana Group) che, sarebbe interessante capirlo, nell’attesa potrebebro anche aver lasciato a stecchetto i corrispettivi lavoratori che hanno operato all’ultimo Salone del Libro.

Mediatori culturali a Oulx

28 marzo. Prevista l’apertura di un nuovo presidio mobile a Oulx, sul modello di quello già esistente a Bardonecchia, concordato tra Prefettura e Sindaco. L’idea è quella di accolgiere i migranti diretti verso la frontiera e, tramite l’aiuto di mediatori culturali, dissuaderli dall’intraprendere la via dei sentieri verso la Francia.

Arca Technologies: - 103

27 marzo. Bloccata per un’ora la statale 228, tra gli stabilimenti di Ivrea e Bollengo, da parte dei lavoratori dell’Arca Technologies di proprietà statunitense, in segno di protesta contro i 103 licenziamenti previsti (su 289 assunti). I lavoratori hanno anche deciso di scioperare fino alle 12.30. Entro 76 giorni si sapranno i nomi dei malcapitatai.

Partenza Porta Nuova

27 marzo. Cosa ci fanno una dozzina di volanti ferme all’ora di pranzo davanti a Porta Nuova? Si preparano per l’ennesima retata in grande stile. Circa 90 agenti ingaggiati dal Commissariato Centro e dalla Polfer per controllare i negozi sotto i portici di San Salvario, l’atrio della stazione, giù giù fino ai binari, con tanto di unità cinofile. Nel pomeriggio si sono poi spostati su via Sacchi e corso Stati Uniti, fino alle porte di Crocetta. Con l’imbrunire, infine, i controlli sono giunti anche a nord, nell’ormai plurigettonato giardino di via Alimonda, in Aurora. Il bottino è di decine di fermi e 60.000 euro di multe spiccatte nel quadrilatero attorno alla stazione.

Occupata chiesa a Claviere

24 marzo. Occupata la chiesa di Claviere dai partecipanti alla rete Briser le Frontièrs  con l’obiettivo di “provare ad organizzarci insieme a chi le frontiere le subisce sulla propria pelle.”

Destinity

23 marzo. Resa pubblica la notizia della morte di Destinity, ricoverata da più di un mese all’ospedale Sant’Anna, dopo che nel tentativo di oltrepassare la forntiera per raggiungere sua sorella in Francia era stata rispedita indietro dalla gendarmeria, depositata col marito davanti alla stazione di Bardonecchia. Entrambi nigeriani e richiedenti asilo, avevano deciso di spostarsi dopo che lui aveva perso il lavoro trovato in Italia. In quella giornata al Colle della Scala a nulla era valso il fatto di essere incinta e di essere gravemente malata a causa di un linfoma al petto. È deceduta giovedì scorso, subito dopo essere riuscita a mettere al mondo il bambino che aveva in pancia.

Maestre in strada

23 marzo. Tornano a manifestare le maestre della scuola primaria, diplomate alle Magistrali, colpite dalla sentenza del Consiglio di Stato che le estromette dalle graduatorie, inabilitandole all’insegnamento. In cento si sono mosse da via Verdi, dove aspettavano il parere definitivo dell’Avvocatura di Stato, poi rinviato, terminando il corteo all’ingresso di Palazzo Nuovo.

Come si crea una impresa

22 marzo. School of Entrepreneurship and Innovation, questo il nome del progetto promosso dalla Fondazione Agnelli, insieme ad altri sei prtner pubblici e privati, che coinvolgerà 220 studenti (1.600 entro il 2021) dell’Università e del Politecnico di Torino e Milano, con l’obiettivo di sviluppare capacità imprenditoriali. La scuola è realizzata dal Collège des Ingénieurs, con Unicredit, Club degli investitori, Camera di Commercio, Gruppo giovani imprenditori dell’Unione industriale, Politecnico e Università del capoluogo sabaudo. Intelligenza artificiale, internet delle cose, robotica, mobilità, sono alcuni dei temi trattati in uno dei moduli del percorso di formazione. Il tutto confrontandosi con alcuni “big” della nuova imprenditoria quali Peter Thiel (co-fondatore di PayPal) e Reid Hoffmann (co-fondatore di LinkedIn).

Fuga in consolato

21 marzo.  Durante un controllo nei pressi di via Belfiore, San Salvario, un uomo sarebbe scappato dagli agenti di polizia per rifugiarsi nell’androne del palazzo che ospita il consolato marocchino. Dopo aver bloccato le strade, dispiegando decine di agenti, l’uomo è stato scovato e portato via “correttamente”… stando alle gelide e diplomatiche parole del console in persona accorso per verificare la situazione.

Ogni fottutissimo giorno

21 marzo. Nella minaccia dilagante della guerra tra poveri, soprattutto in certe zone di questa città, non manca chi già si schiera spalleggiando l’operato delle forze dell’ordine. È il caso di alcuni residenti di piazza Montanaro che, secondo una rinomata testata piemontese, avrebbero più volte segnalato la presenza di allacciamenti abusivi alla corrente elettrica. Così durante una serie di controlli per le vie di Barriera di Milano due persone, di nazionalità straniera, sono state denunciate a piede libero per aver manomesso dei contatori. Nel frattempo due cittadini senegalesi e un nigeriano, finiti nella maglia degli agenti di polizia, sono stati investiti da un provvedimento di espulsione, mentre una terza persona è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e detenzione di stupefacenti. Il tutto messo a puntino dal commissariato di zona, dal Reparto prevenzione crimine Piemonte, dal V Reparto mobile, due unità cinofile e due pattuglie della polizia municipale.

Assatanati

20 marzo. Maxi retata tra le vie di San Salvario e nel parco Valentino, voluto direttamente dalla Prefettura, che ha coinvolto 200 agenti tra Polizia, Carabinieri, Municipale e Guardia di Finanza. I controlli sono partiti da corso Bramante per risalire tutto il quartiere e coinvolgere anche numerose attività commerciali su via Nizza. Decine le persone fermate.

Caramba tutto il giorno

19 marzo. Un’altra sessione di controlli speciali, voluti dal comandante dei carabinieri De Sanctis, si è svolta ai giardini Madre Teresa di Calcutta nel quartiere Aurora. Dieci persone controllate e tre portate via per ulteriori accertamenti. Controllato anche un kebabbaro in via Montanaro.

Arresti e misure

19 marzo. La polizia ha spiccato sette misure cautelari in risposta alla manifestazione del 22 febbraio che, scontrandosi contro i reparti di celere, aveva tentato di avvicinare e interrompere il comizio del candidato di Casapound Di Stefano. Il bilancio è di due persone trattenute in carere, una agli arresti domiciliari e obbligo di firma per le restatanti.

De Sanctis come Messina

16 marzo. Dopo il questore di Torino anche il comandante provinciale dell’Arma, Emanuele De Sanctis, ha deciso di lanciarsi nei tanto gettonati “controlli straordinari del territorio”, dispiegando una cinquantina di agenti tra Barriera di Milano, Aurora e Campidoglio. Le compagnie Oltredora e Mirafiori, supportate da un elicottero del nucleo di Volpiano, hanno identificato 56 persone, controllato 27 auto e anche alcuni esercizi commerciali. Un uomo di Rivoli e un torinese sono stati arrestati per dei definitivi da scontare , rispettivamente per furto e rapina. Quattro persone sono state arrestate per reati contro il patrimonio, un ragazzo senegalese è stato arrestato per spaccio. Sei tossicodipendenti segnalati alla Prefettura e due persone denunciate per guida in stato di ebbrezza e possesso di arnesi da scasso.

Riconoscimento facciale

16 marzo. Il Comune di Torino ha deciso di installare dieci telecamere a riconoscimento facciale tra i giardini Madre Teresa di Calcutta e la Circoscrizione 7 di corso Vercelli. Un’interevento da tempo sbandierato, assieme alla volontà di chiudere i giardini con grosse inferriate per controllarne meglio gli accessi, che inizia a prendere forma.

Spina … nel fianco

15 marzo. Continua a cambiare la Torino post-industriale: dove una volta la Fiat Ferriere si inglobava un intero pezzo di quartiere tra via Ceva e corso Mortara, riemerge oggi la Dora Riparia, abbattuta definitivamente la soletta di cemento che aveva permesso l’estensione di suolo su cui edificare la vecchia fabbrica. All’interno di questo progetto per rendere il quartiere “più allegro e moderno”, mentre a due passi su corso Pincipe Oddone impazzano le retate straordinarie del questore Messina, la Spina Centrale si sta aprendo a nuovi orizzonti: entro l’estate si completerà infatti anche il tratto compreso tra piazza Baldissera e via Breglio.

Torino a Messina

15 marzo. Continuano i “controlli ad alto impatto” voluti dal questore di Torino Francesco Messina. In serata cinquanta poliziotti sono piombati all’incrocio tra via Montanaro e via Scarlatti, già teatro di numerose retate, bloccando gli accessi alle strade con le camionette. Un ragazzo senegalese è stato rincorso in via Calvi e arrestato per spaccio. Cinquanta le persone controllate, 16 delle quali trasportate all’Ufficio Immigrazione per accertamenti. Dieci, infine, sono state espulse. Anche alcuni locali sono stati controllati, spiccando multe fno a 12.000 euro e, per un locale in via Palestrina, la sospensione della licenza per due settimane.

Presidio alla PAF

14 marzo. Un’ottantina di persone si sono radunate alla frontiera tra Italia e Francia, davanti alla PAF (polizia di frontiera francese), per protestare contro il fermo di Benoit e l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina affibiatagli. Appena pochi giorni prima, infatti, Benoit era stato sorpreso da un posto di blocco francese a poche centinaia di metri dall’ospedale di Briancon mentre trasportava una donna incinta in pieno travaglio, suo marito e i due bambini. La donna è stata accompagnata all’ospedale ma Benoit è stato fermato e il resto della famiglia rispedito indietro a Bardonecchia.Durante il presidio si è deciso di bloccare a intermittenza la strada, creando fastidio alla mobilità di forntiera, sotto gli occhi di Gendarmerie oltralpe e Digos nostrana.

Civich a morsi

12 marzo. Una donna di trent’anni sorpresa senza biglietto sulla linea 49, in via Bologna, si è ribellata ai controllori e ai due agenti della Polizia Municipale in servizio sul mezzo all’interno del progetto “Linea sicura”. Nel tentativo di fuggire la ragazza avrebbe preso a morsi i due agenti, senza però riuscire a divincolarsi. Al momento si trova in stato di arresto con le accuse di: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire le generalità.

Da Afrin alla Mole

12 marzo. Dopo la manifestazione di domenica in solidarietà alla resistenza curda contro l’attacco di Erdogan, un gruppo di persone ha nuovamente portato l’attenzione su quanto sta accadendo ad Afrin srotolando uno striscione dalla Mole.

Pugni e calci

12 marzo. Un detenuto del blocco C del carcere delle Vallette ha aggredito quattro secondini, poi ricoverati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria. I motivi non sono ancora chiari

Microtecnica

11 marzo.  Manifestazione in solidarietà ad Afrin e alla resistenza curda contro l’attacco turco. Durante il corteo sono state vergate alcune scritte sulla sede della Microtecnica s.r.l. di piazza Arturo Graf, responsabile della fabbricazione di componenti elettronici per gli elicotteri usati dal presidente Erdogan. Inoltre i vetri dell’ingresso dello stabile sono stati distrutti.

Blocco in rotonda

9 marzo. Terzo giorno di sciopero dei lavoratori di Italiaonline che con un corteo hanno bloccato la rotonda di piazza Baldissera, adiacente alla sede della ditta per protestare contro il piano di ristrutturazione dell’azienda.

L’Asilo non si vende

8 marzo. L’Asilo occupato di via Alessandria 12 non è stato inserito tra gli immobili di proprietà comunale da mettere in vendita. Una decisione motivata dalla giunta pentastellata su delle questioni formali, legate al fatto che l’edificio non è vuoto, ma occupato abusivamente. La scelta di non metterlo in vendita non allontana l’ipotesi dello sgombero dell’edificio: il Comune potrebbe ad esempio volerlo cedere in concessione a qualche investitore privato mantenendone la proprietà.

Numeri di questura

8 marzo. 116 persone arrestate, 210 denunciate, 1.764 identificate e più di 100 immigrati espulsi. 278, inoltre, i chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati, per lo più hashish.Questo il bilancio dell’ultimo mese di controlli a tappeto nelle strade di Torino secondo il neo questore Francesco Messina. Tra i quartieri il primato spetta a Barriera di Milano con un arresto al giorno.

Frocie contro il Lovers Film Festival…

Diario

 

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Riceviamo e pubblichiamo quest’interessante rivendicazione. Si riferisce ad alcune scritte apparse la notte scorsa in via Verdi contro il Lovers Film Festival e l’ideologia che si portano dietro alcuni processi di costruzione di nuove identità sessuali e della loro conseguente mercificazione neoliberale.

Qualcuno ha deciso di opporre la propria “voce” alla miriade di eventicoli, festival cinematografici, workshop e pubblicità che vendono come sovversivi corpi invece sottoposti a nuove norme di esposizione commerciale e disciplinamento.

“Stanotte delle scritte sono apparse sulle pareti del Cinema Massimo di Torino: «Frocie in lotta» - «Frocie contro il Lovers» - «Frocie incivili». D’altronde la primavera è arrivata. Anche quest’anno. E con essa il Lovers Film Festival. E con esso – anche questa volta - le contestazioni. Diciamocelo: siete più criticati del Festival di San Remo. Non a caso per la serata di apertura è proprio da San Remo che avete pescato una delle vostre perle artistiche, supposta icona gay: Francesco Gabbani.

Continua a pag. 33109

macerie @ Aprile 18, 2018

Altre (belle) avventure

Diario

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Osservare le strade e forgiare le scelte. Con il cuore palpitante d’amore e di complicità provata con tante di voi, vi mando un saluto profondo e sorridente. Non senza “ostacoli” affettivi e desideri di progettualità con molte, ho deciso di sottrarmi all’obbligo di firme quotidiane (che avevo dopo un periodo di carcere e domiciliari durato nove mesi).

Il senso di sentirsi compagne, oltre alla rabbia che brucia e si condivide con i nostri corpi, è per me la continuità e la costanza (nonostante la distanza scelta o subita). Allora vi dico… ci vedremo per altre (belle) avventure…

400 baci intensi e 24000 colpi precisi.

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Camille ci ha lasciato questo saluto dopo aver deciso di violare la misura delle firme quotidiane cui era sottoposta da qualche mese, e dopo aver già scontato per lo stesso procedimento 9 mesi tra detenzione carceraria e domiciliare. Ha deciso di andare via e saperla libera di andare dove vuole ci riempie il cuore di gioia. 

macerie @ Aprile 16, 2018

Marcello ai domiciliari

Diario

Ci giunge notizia che Marcello, rinchiuso nel carcere de Le Vallette dal 9 febbraio per gli scontri di Capodanno con le forze dell’ordine nel pratone dietro al carcere, è finalmente uscito. Dopo numerosi dinieghi alle varie richieste il giudice ha infine disposto la misura alternativa degli arresti domiciliari ma con tutte le restrizioni di comunicazione con terzi, oltre i conviventi.

macerie @ Aprile 13, 2018

Inaugurando una Nuvola

Diario

Si presenta così, agli occhi dei passanti, la blindata operazione di inaugurazione del nuovo Centro Direzionale Lavazza che durerà fino a sabato 14 aprile.

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via Parma angolo via Bologna

Continua a pag. 33099

macerie @ Aprile 13, 2018

Coordinadora de presos en lucha

Diario

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Un coordinamento di prigionieri in lotta durante la transizione dal franchismo al regime democratico, questa è stata la Copel. Una lotta portata avanti con scioperi della fame, occupazione e distruzione di interi bracci delle prigioni, occupazioni collettive dei tetti. e sostenuta fortemente all’esterno da familiari, comitati di quartiere e solidali.

Sabato 14 aprile, all’Asilo occupato di via Alessandria 12, a partire dalle 18 ne ripercorreremo la storia attraverso la proiezione di un documentario e chiacchierandone con chi ha partecipato a quella stagione di lotta nelle carceri spagnole.

Se nel frattempo volete saperne di più, potete dare un’occhiata a quest’articolo pubblicato qualche anno fa sul numero 15 del mensile anarchico Invece.

Per scaricare e diffondere la locandina dell’iniziativa potete invece cliccare qui

macerie @ Aprile 10, 2018

Presidio al Cpr di corso Brunelleschi

Diario

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macerie @ Aprile 9, 2018

I vigili dell’Atc

Diario

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Nonostante il solerte lavoro di Atc e vigili del Nucleo case popolari, c’è ancora qualcuno, tra gli occupanti delle case dell’edilizia residenziale pubblica torinese, che riesce a sfuggire alle maglie dei controlli e a evitare di essere identificato e quindi denunciato.

Ma gli ordini che i civich torinesi ricevono devono essere particolarmente perentori, vista la cocciutaggine con cui da diverse settimane stanno puntando un appartamento tra i palazzi di via Cuneo per capire da chi sia occupato, cercando di strappare informazioni utili persino ai vicini incontrati sulle scale.

La donna che lì vive è particolarmente decisa a non farsi identificare; teme che una denuncia possa creare qualche intoppo nello svolgersi lento della burocrazia amministrativa che deve elargire servizi e documenti. E in effetti almeno fino a ora era riuscita a evitare l’incontro con i tristi burocrati di Atc e i loro poliziotti. Fino a quando, l’altro ieri, non ha prestato troppa attenzione, mentre saliva le scale, a tre tizi che, una volta aperta la porta, le sono sgusciati in casa palesandosi per quello che erano.

Nonostante i tre abbiano messo la donna alle strette, per costringerla a fornire i nominativi degli abitanti dell’alloggio, l’occupante ha trovato la forza di resistere e telefonare a qualche conoscente e solidale per farsi aiutare ad affrontare gli sgraditi ospiti.

Dopo un po’ qualcuno arriva a dar man forte alla donna e dopo una mezz’ora i tre hanno desistito, dando alla signora un appuntamento per il giorno seguente a cui ovviamente lei non si è presentata. Prima di andarsene, furtivamente come sono entrati, i tre hanno pensato bene di mettersi in tasca un mazzo di chiavi che hanno trovato vicino alla porta, pensando bene di poter così rientrare facilmente nell’alloggio.

Per tirare un attimo le fila di questa storia, oltre alla determinazione messa in campo dalla signora, a risaltare è il luogo dell’appuntamento a cui l’occupante è stata invitata per essere identificata e denunciata, via Corte d’Appello 10.

Proprio tra quei corridoi ha sede il nucleo dei vigili addetti a queste mansioni, che tra l’altro neanche una settimana fa si lamentavano in Sala Rossa delle troppe responsabilità affibbiate loro, con l’intento neanche troppo velato di ottenere un aumento dell’organico. E non è certo casuale che al numero 10 di questa via abbia sede l’ufficio sgomberi della Polizia Municipale quello predisposto a organizzare ed eseguire lo svuotamento degli alloggi occupati.

Il posto giusto dove andare a far sentire la propria voce insomma, come è accaduto alcuni giorni fa quando, per rispondere al tentato sgombero di un’altra occupante di un alloggio popolare, alcuni occupanti e solidali hanno deciso di fare un po’ di casino lungo quei corridoi, così da far capire a mandanti ed esecutori che dovranno sempre fare i conti con chi lotta. 

macerie @ Aprile 8, 2018

In via Corte d’Appello 10

Diario

 

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Dopo il tentativo di sgombero low cost di un appartamento Atc qualche giorno fa, oggi gli occupanti delle case popolari di via Cuneo e via Aosta, insieme ad alcuni solidali, hanno deciso di far visita a una delle tante palazzine comunali che ospitano uffici legati all’edilizia pubblica.

Il luogo prescelto è in via Corte d’Appello 10, a pochi passi da Palazzo di Città, un edificio al cui interno lavora il Nucleo Edilizia Abitativa e Assistenza della Polizia Municipale, quella parte cioè dei civich che tra le altre si occupa di controllare i requisiti di chi richiede un alloggio popolare e di identificare chi non attende l’esito delle graduatorie ed entra abusivamente nelle case Atc. Ed è proprio davanti agli uffici della Municipale che si dirige inizialmente il gruppo di contestatori: si srotola uno striscione e si inizia a far rumore con pentole e coperchi portati da casa e urlando slogan contro l’Atc.

Gli uscieri chiudono le porte dell’edificio impedendo così al pubblico di accedervi, e dopo un po’ non sembra quindi avere più molto senso far casino in un atrio ormai vuoto con i soli impiegati degli uffici presenti. La protesta si sposta quindi ai piani alti con occupanti e solidali che si danno una mano per portare i passeggini lungo le rampe di scale. Al primo piano si ripete quanto accaduto al pianterreno, pentole, coperchi e urla fanno da rumoroso sottofondo ai blandi tentativi degli impiegati di convincere gli occupanti che loro non centrano nulla con quanto accaduto, invitandoli al contempo a rivolgersi agli assistenti sociali. Nel frattempo, chi è rimasto fuori dall’edificio a volantinare ha modo di incontrare diverse persone recatesi al numero 10 perché assillate dal problema della casa. Persone diverse ma con storie molto simili in cui la minaccia di uno sfratto si intreccia alla snervante attesa di salire nella graduatoria per ottenere un alloggio Atc. A tutti si parla della resistenza contro gli sfratti e delle occupazioni degli alloggi popolari e ci si dà appuntamento ai picchetti e alle assemblee dei prossimi giorni.

L’iniziativa termina con la promessa di tornare a disturbare la tranquillità di questi uffici ogni qualvolta l’Atc deciderà di disturbare la tranquillità abitativa degli occupanti.

Chi vuole, può leggere qui il testo del volantino distribuito in mattinata.

macerie @ Marzo 29, 2018

Da zero a cento

Diario

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Il blocco del servizio di martedì scorso dei riders Deliveroo sembra aver ricalcato le mosse degli scioperi precedenti seppur, stando alle parole di alcuni fattorini, con una partecipazione di colleghi e solidali leggermente più allargata.

Circa una decina di lavoratori, quasi la totalità dei fattorini in turno per quella sera, e altrettanti supporters si sono riversati a piccoli gruppi per le vie del centro città, pedalando al ritmo della pioggia battente. Obiettivo non solo rifiutare gli ordini in arrivo ma recarsi nei vari ristoranti per intercettare altri colleghi, ignari dell’iniziativa o semplicemente crumiri, nel tentativo di convincerli ad aderire o quantomeno impedirgli di nuocere.

Continua a pag. 33065

macerie @ Marzo 28, 2018

A proposito di Stato, Insurrezione, Comunismo anarchico…

Diario

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macerie @ Marzo 23, 2018

Greg ai domiciliari e nuovamente arrestato

Diario

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Nella giornata di ieri, in poche ore, ci sono state diverse novità riguardanti Greg, rinchiuso nel carcere di Ivrea da un mese.

Nel pomeriggio arriva la notizia che gli sono stati finalmente concessi gli arresti domiciliari. Dopo due rifiuti, perché le case indicate non erano di suo gradimento, il giudice dispone che Greg possa essere rinchiuso in un’abitazione in provincia di Cesena, a qualche centinaio di chilometri da Torino. Neanche il tempo di dar conto di questa buona nuova, che ne arriva subito un’altra, questa volta di segno opposto. Qualche ora dopo la sua scarcerazione, verso le 23, Greg sarebbe stato fermato in macchina con altri da una pattuglia della Stradale nei pressi di Assago, e portato al locale commissariato con l’accusa di evasione, perché non avrebbe raggiunto la casa prescelta per i domiciliari nel minor tempo possibile.

Nel corso della giornata o al massimo domani dovrebbe svolgersi il processo per direttissima che stabilirà, tra le altre cose, a quale detenzione Greg debba essere sottoposto, se in una casa o in carcere.

Approfittiamo, nostro malgrado, di queste novità per ricordare che sabato 24 marzo alle 15.30 si svolgerà un presidio davanti al carcere di Ivrea.

Aggiornamento: l’udienza è stata fissata il 3 aprile, nel frattempo a Greg sono stati confermati gli arresti domiciliari.

macerie @ Marzo 22, 2018

Striscianti

Diario

 

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Le spinte verso l’uscio che l’Atc sta cercando di dare a chi si è introdotto in maniera abusiva in parecchi alloggi, lasciati vuoti nelle sue palazzine a nord di Torino, parevano blande. Dapprima sono arrivate le minacce dei vigili urbani del contingente di via Corte d’Appello, l’identificazione di alcuni degli occupanti, l’inoltro della denuncia per occupazione abusiva e poi le lettere dell’Agenzia Territoriale per la Casa che richiedono di pagare i danni e le spese di gestione del condominio.

Al che è stato piuttosto semplice mostrarsi al di sopra dell’unità e non farsi spaventare quando i vigili bussavano alla porta, un pò più elaborato slanciarsi oltre il quartiere, scovando qualche ufficio competente, per ribadire l’irremovibile volontà di tenersi l’alloggio occupato.

Ormai pareva che i vigili giocassero a rimpiattino, alla ricerca di chi non si vuole far identificare e denunciare. Ma come spesso gli eventi ci insegnano, l’attenzione non deve mai calare…

Continua a pag. 33051

macerie @ Marzo 22, 2018

Da Lampedusa a Torino

Diario

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Incendio dopo incendio, danneggiamento dopo danneggiamento, e l’Hotspot di Lampedusa è di nuovo chiuso grazie alla rabbia di chi ci è stato imprigionato. Un veloce svuotamento per ristrutturarlo, hanno asserito dal Viminale il Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, il Direttore Centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ed il Sindaco di Lampedusa. Si vedrà se riusciranno a essere realmente così celeri.

Ciò che è arrivata in fretta dopo l’annuncio ufficiale della chiusura del centro ai confini dell’Europa è stata la autocelebrazione delle associazioni umanitarie e dei sindacati di base che, togliendo il merito ai rivoltosi, hanno propagandato di aver avuto un ruolo fondamentale, fino al punto più alto raggiunto da un certo titoletto di un gionale online che ha recitato: “Migranti, USB costringe Minniti a chiudere l’infernale lager di Lampedusa”. 

Miserie del mondo, quasi un cliché.

Intanto continuano ad arrivare ragazzi tunisini al Cpr di Torino provenienti proprio da Lampedusa: venerdì scorso dall’isola sicula sono partiti in ventiquattro, alcuni però sono stati tradotti direttamente al carcere di Agrigento, forse perché le autorità hanno riconosciuto loro un ruolo nelle rivolte degli ultimi tempi, mentre gli altri sono finiti in c.so Brunelleschi. Dei venti arrivati a Torino, il giorno dopo, dieci sono stati espulsi. Una repressione logistica e immediata, per loro, altro che titoli e medaglie! Anche ieri altri venticinque provenienti da Lampedusa sono arrivati nel Centro e vedremo nei prossimi giorni se deporteranno anche loro.

Il Cpr torinese è pieno, dopo le rivolte di novembre che hanno reso inagibili più stanze sembra essere tornato a pieno regime detentivo.

Colmo come è colma la misura della sopportazione.

macerie @ Marzo 21, 2018

Disciplina App.licata

Diario

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Fiumi di parole sono già stati spesi riguardo le nuove forme di lavoro basate sull’utilizzo delle digital platform. Le famigerate App stanno sostituendo e anzi integrando la vecchia organizzazione del lavoro, per atomizzare e gestire al meglio chi ogni giorno suda tra gli scaffali dei magazzini Amazon o tra le strade delle città a misura di delivery. Proveremo ora a dar conto di queste trasformazioni a partire dai cambiamenti introdotti ultimamente da una specifica azienda, già ampiamente chiacchierata nelle pagine di questo blog e non solo: Deliveroo Italia. Avendo sullo sfondo la piccola esperienza di lotta accumulata fino ad ora, degli scioperi torinesi di maggio e settembre scorsi e di altre iniziative in giro per la penisola, cercheremo di capire la portata delle contromisure prese dai padroni (o manager, che dir si voglia) e l’impatto che queste potranno avere sulle possibilità organizzative di future lotte dei rider. A partire dall’attacco diretto al sacrosanto principio del lavorare con lentezza che, almeno in quel di Torino, una buona parte della flotta ha sempre cercato di osservare con fermezza.

Presentata come una risposta alla richiesta di flessibilità del 92% dei lavoratori di Deliveroo, stando alle arcane fonti degli uffici di Milano, la nuova App Rider consente all’azienda di migliorare  l’efficienza, per massimizzare i guadagni, e la disciplina, per assicurarsi fattorini affidabili e sempre pronti ad eseguire un ordine. Il tutto senza che i dirigenti debbano muovere il sedere dalle loro poltrone, né sguinzagliare cani da guardia nelle strade.

Continua a pag. 33019

macerie @ Marzo 13, 2018

Tutt’attorno 2.0

Diario

 

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Diversi ci hanno contattato per chiederci il pdf dell’opuscolo Tutt’attorno. Ristrutturazione del Welfare e nuove frantiere dell’esclusione e dell’inclusione sociale pubblicizzato su questo blog alcune settimane fa.

Chi vuole può quindi scaricarlo qui.

Chi invece desidera riceverne una o più copie in formato cartaceo può farne richiesta scrivendo a: tuttattorno@autistici.org

macerie @ Marzo 12, 2018

Passegiando per Aurora - vol.II

Diario

La saga della minaccia di sgombero e del cambio d’uso dello stabile di via Alessandria 12 si va infittendo. Tra un paio di giorni si saprà se sarà inserito nelle liste degli stabili comunali vendibili. L’emendamento è stato proposto dal capogruppo Pd, ossia l’ex assessore all’Urbanistica e Pianificazione strategica Stefano Lo Russo.

Quest’uomo del governo cittadino ha molto spesso attraversato le sale dell’Istituto di Arte Applicata e Design di via Pisa, applaudendo l’iniziativa della rampante direttrice Laura Milani oppure pubblicizzando il bisogno di riqualificazione della zona. Come promesso continuiamo a guardarci attorno per osservare chi prende spazio e mette a punto progetti di espansione in questo ritaglio di città.

Questa volta è stato semplice: da tempo ci imbattiamo in nugoli di studenti in tiro per le vie e nelle mura fresche di tinteggiatura della scuola privata dietro l’angolo.

Scheda II: Iaad

( per scaricare il file qui)

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macerie @ Marzo 6, 2018

Panni Sporchi