Successivamente si è pensato di svincolare gli indirizzi dal concetto di classe, per due motivi principali:
La subnet mask è una sequenza di 32 bit (la stessa lunghezza degli indirizzi IP) ognuno dei quali indica se considerare i corrispondenti bit dell’indirizzo IP come facenti parte del net id (1) oppure facenti parte dell’host id (0) (v. fig. 17.7). Da quanto illustrato, i bit della subnet mask impostati ad 1 devono essere consecutivi e quelli che compongono la parte più significativa della maschera.
Ad esempio, per specificare il net id e l’host id che costituiscono l’indirizzo IP 192.168.58.147, con subnet mask 255.255.240.0, si può utilizzare la notazione
192.167.58.147/255.255.240.0
Allo stesso modo è possibile utilizzare il net prefix che è un numero che indica il numero
di bit di un indirizzo IP che fanno parte del net id. Rifacendosi al caso precedente si può
scrivere
192.167.58.147/20
Gli indirizzi IP vengono quindi specificati posponendo all’indirizzo vero e proprio la
relativa subnet mask od il relativo net prefix.
In questo modo è possibile, ad esempio, creare una rete con 510 (29 - 2) indirizzi utili, semplicemente scegliendo il prefisso 23. Contemporaneamente si riducono le routing table, perché le reti che prima erano formate da più reti di classe C, possono essere realizzate con un’unica rete con prefisso minore di 24 in modo da utilizzare un solo riferimento (un unico record) nelle routing table.
(esempi)
[da completare ...]