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Tempo corrente: 1656472685 - 29/06/2022
UnixTimeInfo e conversione alla falsa cronologia

Filosofiamo

Come non far soldi con Linux ed il Free Software e vivere felici
Sprazzi di realtà secondo l'hacklab-fi

Dalle pubblicità targate IBM, alla Novell, alla Sun, tutti si sono accorti di Linux e del Free Software. Perfino gli studenti di Economia della Bocconi si sono accorti che:
» software di media/alta qualità
» nessun costo per le licenze
» uno stuolo di sviluppatori che per la maggior parte lavorano gratis, o per pochi soldi
costituiscono senz'altro un ottimo affare.

Il mondo dell'informatica (e non solo quello), è pieno di business plan che prevedono l'utilizzo del Free Software. Non per qualche motivazione pseudo etica, o per darsi una veste politically correct, ma più banalmente per l'abbattimento dei costi.
Dal che possiamo dedurre che, in generale, Linux conviene: dovrebbero venderlo alla Coop!...
Tutto questo non sarà sbagliato, ma senza dubbio è davvero riduttivo. Noi crediamo che la parte più interessante di tutto il carrozzone Linux e Free Software sia l'idea di uno sviluppo collaborativo e partecipato. L'idea di poter contribuire alla creazione di una comunità che sia effettivamente in grado di emanciparsi dalla dipendenza forzata, ad esempio, dalla multinazionale o dalla casa produttrice di turno. Tutto questo costituisce per noi un punto nodale...
Insomma, anche se Linux non fosse il miglior sistema operativo di questo mondo e il Free Software il codice migliore mai scritto - ipotesi, queste, per altro molto plausibili! -, noi continueremmo comunque a utilizzarli ed a interessarci appassionatamente a tutto quanto questa comunità sarà in grado di produrre.

Non riteniamo comunque che la nostra visione del Free Software sia la migliore o l'unica possibile, poiché i fatti dimostrano il contrario. E neppure pensiamo che il nostro pensiero corrisponda ad un fantomatico spirito originario e puro dei pionieri di queste idee, perché, di nuovo, la realtà ci smentisce.
Semplicemente ci sentiamo spesso a disagio, quando parliamo con chi è entusiasta di Linux "perché è gratis e conviene", "perché puoi scaricarti di tutto senza prenderti nessun virus", "perché windows fa veramente schifo", "perché molte grandi aziende ormai investono su Linux", etc... Ci sentiamo a disagio, in primis perché nessuna di queste affermazioni è necessariamente sempre vera, ma sopratutto perché nessuna di esse coglie ciò che a noi interessa maggiormente di tutta la faccenda: il collaborare per creare uno strumento e un sapere comuni, accessibili a tutti senza alcuna restrizione, se non quella che impedisce di espropriare la comunità di quanto essa produce: il software deve essere libero!

Non viviamo su Marte, sappiamo che per campare servono i soldi. Non critichiamo affatto l'idea di utilizzare Linux ed il Free Software come strumenti del proprio lavoro, cosa che per altro facciamo tutti e che probabilmente rende possibile lo sviluppo di software di buona qualità. Avvertiamo però che l'ago della bilancia è sempre meno regolato dalla comunità degli utenti e degli sviluppatori, e sempre più legato al doppio filo delle aziende e delle grandi corporazioni che investono nel campo. E nel momento in cui il soggetto di riferimento smette di essere la comunità e diviene il business, inevitabilmente qualcosa di profondo cambia significato, ed ai nostri occhi la faccenda si fa più arida e priva di interesse.
Per questo abbiamo titolato "Come non fare soldi"; non perché all'hacklab li raccogliamo sugli alberi o li troviamo per terra - è vero semmai il contrario -, ma perché nonostante tutto ci piace guardare alle cose da un'altra prospettiva, e vogliamo continuare a farlo.