HACK~LAB

Inaugurato a Legnaia il primo HackLab italiano. Si chiama "banca degli organi": vi si scambiano microprocessori, schede audio e video

Computer Frankenstein col baratto dell'hardware

Si chiama "Banca degli Organi" ma non ha niente a che fare con il corpo umano né con qualche commercio illegale e sotterraneo. È invece una delle iniziative più originali del primo HackLab italiano è un laboratorio-palestra per conoscere l'informatica e navigare in Internet, che è stato inaugurato sabato sera con musica, cibo, chiacchiere e "chat", nella Biblioteca Popolare del Quartiere 4 (in Via dell'Olivuzzo 174, zona Legnaia). La "Banca degli Organi" è una raccolta di hardware, ossia di "pezzi" di computer, microprocessori, schede audio e video per Pc, donati o recuperati letteralmente dai cassonetti, gettati da chi pensa che "un computer appena acquistato è già vecchio". Da sabato questa curiosa banca a disposizione di tutti e funziona nel modo più semplice e antico: il baratto. Per prendere un "pezzo" da montare sul proprio pc basta portarne un altro e possibilmente fare una donazione simbolica. Ma l'iniziativa del baratto elettronico è solo una parte del progetto HackLab, ideato e realizzato da un gruppo di "spippolatori" autodidatti, ossia di appassionati di informatica che, dopo il secondo Hack Meeting italiano del giugno scorso, hanno deciso di condividere la loro conoscenza della Rete e della programmazione. Raccogliendo le esperienze dell'associazione culturale fiorentina Strano Network e del Flug (Firenze Linux user Group, gli utenti del più popolare sistema operativo gratuito e amato dagli hacker) l'HackLab è così diventato un laboratorio aperto a tutti: tre computer "riciclati" ma perfettamente funzionanti e adatti alla "navigazione" e un magazzino pieno di pezzi di hardware, il tutto ospitato nella Biblioteca autogestita dell'Isolotto. All'HackLab si potrà conoscere e sperimentare l'informatica direttamente e quindi praticare un "hacking" qui inteso come diritto e arte di "mettere le mani" sulla tecnologia e sui suoi prodotti in piena libertà. Per Leandro Noferini, uno degli organizzatori del progetto, hacker è infatti "chi prende una radio e la smonta per capire come funziona e quindi, nell'informatica, chi vuole capire come è fatto un programma, come funziona Internet o la posta elettronica". Per diffondere questo tipo di approccio pratico, diretto e cosciente alle nuove tecnologie l'HackLab tenterà un duplice percorso, sia teorico che pratico. Nella Biblioteca Popolare del Quartiere 4, dalle 19 fino a tarda notte di ogni primo lunedì del mese, sarà possibile accedere gratuitamente ai tre computer per navigare in Rete, oppure seguire corsi di informatica e di Internet per iniziati e non. Contemporaneamente, sempre con scadenza mensile, verranno organizzati dibattiti su argomenti di attualità informatica (dalla privacy, all'e-commerce alla net art) con ospiti di primo piano. Per iniziare è toccato a Raf Valvola, direttore della rivista milanese cyberunderground "Decoder" e autore del libro No Copyright : ha introdotto un dibattito sui brevetti software.

Beatrice Montini