
L'Hacklab Firenze aderisce alla giornata internazionale di mobilitazione per Mumia Abu-Jamal con una propria iniziativa locale che si terrà sabato 13 maggio alle ore 21.00 al CPA Firenze Sud, dopo il presidio davanti al consolato americano previsto per le 17.00 dello stesso giorno. Nel corso di questa iniziativa verranno anche discusse, attuate in via sperimentale attraverso le nostre installazioni e valutate nuove forme tecniche di protesta di rete in supporto a questa giornata.
Oltre a far circolare informazione e adesioni alla campagna, è infatti obiettivo di questa iniziativa pubblicizzare la proposta di un possibile netstrike internazionale a sostegno di Mumia, da tenersi in data da definire dopo una discussione con tutte le realtà coinvolte in questa campagna, per il quale diamo sin da ora la nostra piena disponibilità. Migliorare l'efficacia tecnica ormai bassa del "nestrike" classico nelle mutate condizioni della rete -- senza ricorrere a tecniche che presterebbero il fianco a possibili pesanti criminalizzazioni quali D.o.S. eccetera -- potrebbe rivelarsi un contributo importante a questa proposta, in supporto alla quale verrà allestito nei prossimi giorni anche un sito web.
L'iniziativa si articolerà quindi su tre punti:
Non si tratta di una generica richiesta umanitaria: questa lotta per Mumia riguarda tutti\e noi, percheé è una lotta contro l'omicidio di stato legalizzato, contro il carcere e contro quella stessa repressione che in ogni paese colpisce chi si oppone all'oppressione, alla brutalità e allo sfruttamento: sono trascorsi quasi 20 anni da quando Mumia Abu-Jamal -- giornalista nero e militante rivoluzionario USA, che si era meritato l'appellativo di "voce dei senza voce" per il suo impegno politico e sociale in difesa degli oppressi -- veniva condannato a morte dopo un processo farsa viziato da numerosissime illegalità.
Il processo era presieduto da un giudice fanaticamente ostile e razzista, celebre per essere il detentore del massimo numero di condanne a morte tra tutti i giudici americani (31 condanne a morte su 35 processi) ed appositamente richiamato dalla pensione per quel processo. I pochi giurati neri vennero sostituiti da bianchi in una giuria pesantemente composta da ex poliziotti ed amici e parenti di poliziotti di Filadelfia. L'accusa di aver ucciso un poliziotto *dopo* che quest'ultimo gli aveva sparato a freddo nell'addome è sempre stata respinta da Mumia, e venne suffragata da una prostituta che cambiò sua versione iniziale che scagionava Mumia dopo ripetuti interrogatori da parte della polizia. I testimoni a favore di Mumia vennero intimiditi o dichiarati "irreperibili", malgrado la polizia di Filadelfia compiesse 125 interrogatori alla ricerca di testimoni d'accusa, e quei pochi presentatisi non furono ascoltati. Non venne concesso a Mumia un avvocato di sua scelta.
Da allora, una fortissima campagna internazionale di sostegno e mobilitazione è riuscita ad impedire che Mumia -- il quale continua il suo lavoro di giornalista e scrittore dal braccio della morte -- venisse ucciso, toccando punte particolarmente intense nel 1995, quando riuscìospendere l'ultima e più grave minaccia di esecuzione già firmata dal governatore della Pennsylvania. Questa campagna è divenuta il simbolo di una lotta internazionale per la salvezzza di Mumia, contro la pena di morte e contro la repressione e la brutalità del sistema carcerario che ci coinvolge tutti. Ed è oggi arrivata ad un nuovo punto cruciale: nelle prossime settimane un nuovo giudice dovrà decidere se decretare un nuovo processo oppure dare al governatore delle Pennsylvania la possibilità di fissare nuovamente la data dell'esecuzione.
Il suo destino, e il destino di innumerevoli condannati e prigionieri dipendono anche da te.
Per ulteriori informazioni sulla vicenda di Mumia e sulla campagna
internazionale:
Pagina aggiornata il 13 Maggio 2000