Message-ID: <39E37438.FD49F1B0@ecn.org> Date: Tue, 10 Oct 2000 20:55:38 +0100 To: net institute Subject: [cyber~rights] "Me ne vado da questa Roma..." [ci scusiamo per eventuali cross-posting] Nel pomeriggio di Lunedi' 9 Ottobre, The Thing Roma ha ricevuto una lettera di contestazione formale da parte del Comune di Roma, relativa all'oscuramento della pagina contenente un'intervista a Francesca Da Rimini (contestazione pervenuta solo dopo che l'associazione aveva fatto notare *pubblicamente* l'inadempienza del regolamento comunale da parte del Comune stesso) e delle pagine relative al libro "Lasciate che i Bimbi", ripubblicato da The Thing il 9 Ottobre in solidarieta' con AvANa Net e prontamente oscurato nell'arco di 10 ore. La stessa lettera, firmata in calce dal Vice Direttore Generale del Comune di Roma, Mariella Gramaglia, recita tra l'altro: "...l'amministrazione comunale ritiene che cio' che e' stato messo in rete sia lesivo e possa considerarsi offensivo per il pudore, la morale comune ed il buon costume". Roba da codice Rocco, da indice ecclesiastico degli anni'50... Si rispolvera dunque il fantasma dell'Arte Degenerata e del "veleno corrosivo per la gioventu'"! Prendendo atto della manifesta impossibilita' di continuare a pubblicare materiale "non in linea" con le opinioni insindacabili del Comune di Roma e del Vice Direttore Generale Mariella Gramaglia, la redazione di The Thing Roma ha quindi provveduto a spostare tutti i contenuti del sito su Isole nella Rete (http://www.ecn.org), il cui collettivo di gestione ha gentilmente messo a disposizione i suoi spazi dopo i ripetuti interventi censori del Comune di Roma. Chi volesse rendersi conto del livello di ridicolo che si sta toccando puo' dare un'occhiata all'avviso che da stamattina campeggia nella homepage di www.romacivica.net. Avviso - evidentemente provocato dal crescente numero di proteste indirizzate alla gestione di Romacivica - che di fatto adduce la possibile frequentazione della Rete da parte dei bambini come valida scusante per la "pulizia etica". Curioso che una simile affermazione sia fatta proprio in apertura di una Rete Civica, ovvero un luogo pubblico in cui anche le opinioni contrastanti o apparentemente minoritarie dovrebbero avere pari diritti di cittadinanza. Da parte nostra, non avremo mai piu' nulla a che fare con simili "amministratori della cosa pubblica", anzi, ci auguriamo che la loro incompetenza culturale e politica sia al piu' presto riconosciuta anche da tutte le altre associazioni presenti su Romacivica. Vi invitiamo ancora una volta a sottoscrivere l'appello sotto riportato per la tutela della liberta' di espressione e contro tutte le cacce alle streghe. Cordiali saluti, The Thing Roma http://www.ecn.org/thingnet _________________________________ "[Farsi scudo coi bambini] e' semplicemente il modo piu' rispettabile con cui la legge presenta ed esercita la censura. Censura che chiunque riterrebbe odiosa, opprimente e del tutto ridicola se chi la propone dichiarasse esplicitamente chi e' il vero bersaglio, cioe' gli adulti [...] i poteri che vogliono normare la societa' si stanno crucciando per il fatto che Internet rende possibile a un utente di scaricare via modem immagini non censurate. Imporre qualche divieto a Internet, sabotando quindi il piu' nuovo e "indipendente" mezzo di comunicazione finora inventato, puo' ancora sembrarci del tutto inaccettabile... Ma aspettate che si muovano le lobbies dei "bambini in pericolo"! Hanno fatto molta pratica su quella che gli adulti chiamavano la loro liberta' di vedere." Queste parole, scritte nel 1996, non sono di un estremista anarchico bensi' di Alexander Walker, critico cinematografico del quotidiano londinese Evening Standard. A quattro anni di distanza la sua previsione si e' realizzata *in toto*. La crociata strumentale contro la pedofilia sta toccando il suo apice di maccartismo isterico, umori forcaioli e annebbiamento delle coscienze. Noi affermiamo che col pretesto di "proteggere i bambini" si stanno colpendo le liberta' individuali. Cio' avviene per iniziativa di gruppi di pressione politici e/o confessionali le cui richieste di censura di idee e comportamenti vengono esaudite *senza alcun tentennamento ne' ripensamento* dalle istituzioni di uno Stato che di laico pare conservare ben poco. In particolare Internet e' diventato il capro espiatorio e la palestra in cui burocrati e politici intenti a brandire a mo' di clava elettorale un tema che richiederebbe ben altri livelli di riflessione - danno prova di incompetenza tecnica e arretratezza culturale. Nella *disinformazja* dominante, testi e immagini che da sempre hanno pieno "diritto di cittadinanza" nelle edicole e librerie italiane, una volte immesse sul Web appaiono come circonfuse da un alone maligno, divengono istantaneamente una "minaccia" alla morale, all’incolumita' dei bambini, alla convivenza civile. Gli ultimi due episodi, verificatisi a Roma, dovrebbero suonare come campanelli d’allarme all’orecchio di chi non giudica auspicabile ritornare all’Ancien Regime. In due giorni due casi di censura si sono abbattuti sulla Rete Civica Romana, colpendo due gruppi, AvaNa Net e The Thing Roma, fortemente attivi in questi anni in campo telematico, culturale e sociale. A determinare la scelta del Comune di oscurare le pagine dei due gruppi e' stata proprio l'isteria anti-pedofilia, alimentata da diversi organi di informazione e da una classe politica non piu' in grado di distinguere la pedofilia da una riflessione critica sul fenomeno stesso, immagini morbose da normali stampe del 1700 (secolo di cui molti vorrebbero cancellare la memoria). In seguito all'ennesima segnalazione di Don Fortunato di Noto - il prete Presidente dell'Associazione Arcobaleno, il cui passatempo sembra essere, ormai da diversi anni, cercare e visitare siti pedofili su Internet - il vicedirettore generale del Comune di Roma, Mariella Gramaglia, ha deciso di oscurare, in data lunedi' 2 ottobre, le pagine di AvanaNet, gruppo storico della telematica romana. Il 3 ottobre scorso diversi giornali hanno riportato estratti dal sito, contenenti alcuni messaggi sul presunto piacere sessuale che i minori proverebbero nei rapporti erotici con gli adulti. Quanto basta per far scattare la denuncia del prete-coraggio (noto anche per le battaglie contro cartoni animati come "Sailormoon" e "I Simpsons") e le dichiarazioni al fulmicotone della Gramaglia, che dopo averne sospeso gli spazi, ha minacciato di denunciare l'associazione AvaNa "in sede civile e penale per aver leso l'onorabilita' sua e del Comune di Roma". Cio' che pero' si e' omesso di dire e' che il libro - pubblicato integralmente sul sito cui erano estrapolate tali frasi non era il diario di uno stupratore di bambini bensi' "Lasciate che i bimbi" di Luther Blissett, libro-inchiesta sul fenomeno pedofilia e sugli errori/orrori giudiziari che possono derivare da un approccio superficiale e sensazionalistico. Gia' nel 1997 questo libro - favorevolmente recensito da La Repubblica ("un salutare antidoto all’isteria collettiva") e dall’inserto culturale de Il Sole 24 Ore ("un invito al buon senso e alla cautela, e una messa al bando della logica perversa del capro espiatorio") cercava di fare un po' di chiarezza e individuava il rischio di una sospensione delle liberta' civili. Nel testo non e'presente alcuna esaltazione della violenza sui minori ma, trattandosi di un'inchiesta seria, il volume contiene molte citazioni tratte da studi clinici che prendono in considerazione esperienze sessuali fra adulti e minori. In particolare le citazioni segnalate da Don Fortunato Di Noto sono estratte dal volume di psicologia "Child and Sex" edito dalla Little Brown & Company, casa editrice che fa capo al gruppo multinazionale Time Warner. Il libro "Lasciate che i Bimbi" e' facilmente reperibile nelle migliori librerie, nonche'disponibile su decine di siti web in Italia e nel mondo. Curioso anche il motivo per cui l'associazione AvANa aveva deciso di riprodurlo integralmente sullo spazio telematico messo a disposizione dal Comune. Nel 1998 Lucia Musti, Pubblico Ministero nel processo bolognese contro i Bambini di Satana - risoltosi con l'assoluzione di tutti gli imputati, confermata in appello il sequestro del libro per un presunto contenuto diffamatorio, e citava in giudizio l’editore Castelvecchi e alcuni siti che gia' ospitavano il testo. Per solidarieta' ai providers presi di mira AvANa decideva di dare spazio al libro sul proprio spazio web. Il reato contestato dalla Musti ad autori ed editori non era quello di apologia di reato o istigazione a delinquere, bensi' quello di diffamazione a mezzo stampa e abuso di critica verso il suo operato nel suddetto processo. Strano che un P.M. molto attento a questioni legate alla pedofilia, non abbia allora rilevato alcun estremo per procedere penalmente verso gli autori. Senza tener conto minimamente di questo contesto e di questi precedenti, il Comune di Roma ha deciso di oscurare gli spazi assegnati ad AvAna, attribuendole la responsabilita' del testo in questione, come se si trattassero di dichiarazioni volte a istigare la pedofilia. Ha gettato cosi' fango su un pezzo di storia della telematica di base romana. Ma la "storia" appunto non finisce qui. Nell’atto secondo, entrano in scena le stampe del Settecento. In data 4 ottobre il gruppo di The Thing Roma - uno dei sette nodi del network internazionale di The Thing dedicato alla net.art e alla net.culture si accorge che sul suo sito non e' piu' presente un documento html, contenente un'intervista all'artista australiana Francesca da Rimini (alias DollYoko). A schiarirgli subito le idee, e' una lettera di Mauro Biddau, membro della Vice Direzione Generale del Comune di Roma e webmaster della Rete Civica. Nella mail Biddau sostiene di aver rimosso due immagini dal documento (in realta' ha rimosso l'intero documento) perche' "non risultano essere in linea con le norme dell'Accordo tra Comune di Roma e Associazioni non profit per lo sviluppo della Rete Civica a suo tempo sottoscritto". Tale accordo in realta' si limita a sostenere l'impegno da parte delle Associazioni a non usare Internet per diffondere materiale offensivo nei confronti di nessuno. La cosa incredibile e' che le immagini in questione disponibili, insieme al testo integrale dell'intervista all'indirizzo http://www.thing.net/~dollyoko/censored/dollyoko.html - sono tratte da "Doll Space", un famosissimo lavoro di Web Art, finanziato all'artista dall'Australia Council, vincitore di due premi internazionali, e acquistato dall’University of Westminster. Non solo, le gif animate in questione sono state composte dall'artista utilizzando una stampa olandese del 1789 (data ormai impronunciabile), che fu una delle prime illustrazioni dei romanzi del Marchese De Sade (altro noto pervertito, peccato che i suoi testi siano tutti legali e in circolazione). Alcune immagini di questo libro, ancora in grado di suscitare "scandalo" e "offesa" a oltre duecento anni di distanza, sono reperibili all'indirizzo http://www.opkamer.nl/amea/members/sade.htm Dopo aver assistito a tutto cio', non possiamo che sentirci pienamente d'accordo con lo stesso Don Fortunato di Noto nell'affermare che: "Ogni persona, ogni associazione, ogni istituzione [...] dovrebbe riflettere piu' volte su quanto sta accadendo e poi, superato stupore e sconcerto, chiedersi e chiedere come tutto questo sia mai possibile e come un’amministrazione pubblica lo possa aver reso possibile. E aspettare una risposta da chi puo' e deve darla". Noi pensiamo che il tempo dell'attesa sia terminato. E che sia necessario riprendere la parola, contro la censura, contro il discutibile operato di sedicenti protettori dei bambini (che andrebbero semmai protetti da tali propagatori di ignoranza e intolleranza) e contro certi operatori dei media e amministratori pubblici complici di campagne d’opinione il cui unico risultato e' la caccia alle streghe. AvANa Net (Roma) The Thing (Roma) Osservatorio diritti comunicazione Wu Ming (Bologna) SCIATTOproduzie (Roma) Isole nella Rete Foro Romano Digitale (Roma) Topolin Edizioni (Milano) Centro Fumetto Andrea Pazienza (Cremona) Torazine (Roma) Venerea Edizioni (Roma) Candida TV (Roma) Strano Network (Toscana) Tactical Media Crew (Roma) C.S.O.A. Forte Prenestino (Roma) Infoxoa (rivista di quotidiano movimento, Roma) Hacklab Firenze Carlo Lucarelli (scrittore, Bologna) Alberto Abruzzese (docente di Sociologia, Universita' di Roma) Antonio Caronia (saggista, Milano) Lanfranco Caminiti (Carta) Antonio Fumagalli (docente di Economia Politica, Universita' di Pavia) Giacomo Verde (artista) 0100101110101101.ORG (net.artisti) EntarteteKunst.org Loredana Lipperini (giornalista, La Repubblica) Stefania Scateni (giornalista, ex-Unita') Valentina Tanni (giornalista, ExibArt) Francesca D'Antona (giornalista, Internet News) Riccardo Balli / Associazione Astronauti Autonomi (Bologna) Visual City Virus (Bologna) Claudio Giammarini Pierre Edgar Verdier Domenico Baldini (saggista, Roma) Luther Blissett Matthew Fuller (scrittore, Londra) Nathalie Bookchin (net.artist, Los Angeles) Ricardo Dominguez (hacktivista, New York) Linda Dement (artista, Australia)