la domanda si fa' d'obbligo da quando i recenti fatti d'attualita' classificabili come dos (denial of service) occorsi a svariati importanti server d'oltreoceano (yahoo, cnn, ecc.) sono saliti alla ribalta nelle cronache di giornali e tv
su questa gestione mediatica fasulla, e' necessario riflettere non solo per fare contro-informazione nel senso di cercare di comunicare in maniera un attimino piu' lucida e obiettiva dei cosiddetti meda ufficiali ma anche e soprattutto perche' ne va della nostra liberta' d'espressione e della nostra agibilita' politica
per una base di CONOSCENZA TECNICA su quanto successo si puo' fare riferimento a http://www.ecn.org/loa
per aggiornamenti e' utile seguire la mailing-list cyber-rights http://www.ecn.org/lists/cyber-rights/
per ora ci basti sapere che una serie di spippoloni della rete sono riusciti nel bloccare per qualche ora alcuni importanti siti internet
possibili MOTIVI di questi gesti possono essere (in ordine di probabilita'):
la maggior parte dei media ufficiali (per media ufficiali si intende quelli per cui e' impossibile o e' comunemente manipolata l'interazione con l'utente finale ovvero radio, giornali, tv ecc.) hanno vomitato una serie di BUGIE un po' per mancanza di professionalita' un po' per mancanza di buona fede
sono rimasti inaccessibili per alcune ore dei server importanti e malgrado le cifre astronomiche in dollari e lire che illustravano le perdite economiche dovute a questi incidenti la cosa non e' stata particolarmente scandalosa ne' eccitante visto che a tutti i server del mondo capita di essere "guasti" svariate volte l'anno per svariati motivi occasionali
questi "guasti" non sono stati pero' occasionali ma indotti da anonimi in rete in maniera dolosa e questo ha portato i media ufficiali a inorridire di paura perche' un'internet insicura e' un pericolo per il nascente commercio elettronico!?!
non ci puo' essere considerazione piu' falsata
internet non potra' mai essere sicura
consta di computer in rete ovvero di macchine che fanno girare programmi che non potranno mai essere infallibili e chiunque abbia una buona conoscenza di telematica potra' sfruttare gli errori dei programmi per poter attaccare un computer in rete
d'altro canto la rete tcp-ip di internet ha avuto successo proprio perche' per sua natura aperta e quindi per certi versi intrinsecamente insicura
non solo, ma la grande finanza (banche, borse e affini) hanno circuiti di scambio su reti fisicamente staccate da internet e pressocche' inattaccabili (interessante notare inoltre che all'interno dei bollettini d'informazione internazionali delle banche giravano gia' da tempo avvisi che stava per succedere qualcosa del genere)
in internet si trovano le interfacce per dialogare con il grande pubblico detti appunto portali dove poter realizzare la grande illusione elettronica di co-partecipare al grande capitale per cui avendo la pensione privata o qualche lira investita su un pezzo di mercato privato si drizza le orecchie quando ci sono le notizie di borsa sui telegiornali al pari delle trecentocinquanta (350) persone al mondo che realizzano l'introito del settantacinque per cento (75%) dell'intera umanita'
allora, chi ha messo in bocca a Clinton "io personalmente sarei per incrementare i contenuti pronografici in internet" non e' un atto ironico di un simpaticone che de-strutturalizza l'identita' di un potente ma diventa un pericoloso crimine da condannare magari con dieci anni di galera mentre chi fomenta e attua le guerre, chi inquina i fiumi, chi sfrutta i bambini per cucire i palloni, chi sfrutta il proprio prossimo ecc. ecc. (sono sicuro che conoscete ormai bene i vari ecc. ecc.) obbedendo comunque ai sacri principi del businees continua ad agire indisturbato
mi soffermo quindi su questa interpretazione mediatica fasulla dei fatti d'attualita' non solo perche' oscena ma perche' potrebbe preludere a RESTRIZIONI di liberta' e agibilita' politica personale e collettiva
la legislazione vigente (vedi anche http://www.ecn.org/crypto/law) e' gia' molto severa e anche se non molto specifica (d'altro canto tutto il diritto italiano anche perche' immenso viene interpretato alla bisogna nelle maniere piu' differenti) e' gia' ricca di capitoli contro reati informatici, violazione del copyright ecc.
le tecnologie esistenti (anche se presumibilmente sotto-utilizzate) al di la' di qualsiasi politica e policy permettono gia' da ora potenti procedure di monitoraggio della comunicazione in rete che comunque passa necessariamente attraverso nodi commerciali e governativi
allora quello di cui possiamo temere ora e' un maggior uso poliziesco degli strumenti di rete e giuridici gia' esistenti
per rispondere a questo pericoloso ipotetico giro di vite e' necessario aumentare il grado di consapevolezza di chi sta in rete anche se semplicemente come utente (vedi anche http://strano.net/mutante) soprattutto nell'acquisizione di conoscenze in campi particolarmente utili come la crittografia (vedi anche http://www.ecn.org/crypto) o l'anonimato (vedi anche http://www.kyuzz.org/anon/sommario.html) non puo' rimanere un problema solo tecnico
sono passati dei messaggi particolarmente preoccupanti come quello di criminalizzare chi ha scritto programmi poi occasionalmente usati da altr* per attivita' ritenute illecite
in australia sta appunto passando una legge che prevede dieci anni di galera per colpevoli di reati informatici sorvolando sul fatto che spesso sperimentazioni in rete vengono ricondotte al concetto di reato per mera comodita' politico-giudiziaria oppure per profonda ignoranza tecnica
credo fortissimamente che per difendersi efficacemente sia necessario attaccare e in senso politico
abbiamo ben oltre le nostre catene da perdere e quindi non possiamo permetterci di delegare alla PAURA per quanto successo e detto la gestione delle nostre doverose RISPOSTE a questi attacchi
vogliamo continuare ad utilizzare una RETE che permette una comunicazione bi-direzionale, diretta, orizzontale e libera senza paure indotte e a proposito di paure potrebbe ora capitare che molt* siano scoraggiat* dall'utilizzare lo strumento del NESTRIKE (o corteo elettronico) per eventuali future proteste
sarebbe un grosso errore
il netstrike consiste nel connettersi in massa e simultaneamente su uno stesso sito a una stessa ora ed effettuando in massa azioni singolarmente ritenute legittime (ping, reload, download, ricerche ecc.) ma che effettuate in massa hanno una buona probabilita' di inibire o comunque rallentare pesantemente il sito oggetto di attenzioni
bloccare un indirizzo web o di rete per una o piu' ore non vuol dire ammazzare nessuno o fare la rivoluzione ma dimostrare anche per vie virtuali che una grossa moltitudine di persone si esprime all'unisono contro o per qualcosa rimane un atto simbolico di alta espressione politica qualunque sia poi l'effetto finale
se poi (come a volte e' successo) esprimendo la solidarieta' a mumja oppure all'ezln si vede che il sito oggetto di manifestazione politica viene bloccato non puo' che far piacere e basta visto che comunque le ragioni della sopravvivenza fisica di un dissidente politico o di una popolazione indigena dovrebbero comunque travalicare le ragioni tecniche del rintracciamento fisico di una macchina in rete
sarebbe allora importante che a breve si ri-proponesse un netstrike senza paura di essere criminalizzat* chesso' contro la stessa echelon (la tanto chiacchierata rete di intercettazione in rete vedi anche http://www.europarl.eu.int/dg4/stoa/en/publi/166499/execsum.htm) oppure contro la prossima riunione di maggio dei G8 contro il cosiddetto cyber-terrorismo che per come e' stata annunciata fino ad ora puzza tanto di teorizzazioni di censure e giri di vite in rete
magari visto che poi siamo fatti di carne ed ossa e relativamente agli esempi sopracitati potremo anche affiancare iniziative di presidi di protesta politica fisici chesso' proprio davanti alla sede della futura riunione dei G8 oppure davanti al sito di S. Vito dei Normanni attuale e ufficiale centrale italiana che collabora al progetto echelon
intorno all'esperienza di avana (vedi anche http://www.ecn.org/forte) ruotano due importanti iniziative di confronto tecnico-politico sulla difesa della liberta' d'espressione in rete come il nascente osservatorio dei diritti e la terza edizione dell'hack.it che ha gia' un primo appuntamento pre-organizzativo per il 18 marzo
dappertutto in italia stanno nascendo e si stanno sviluppando importanti e vivaci esperienze comunitarie di sperimentazione e condivisione di sapere in rete dett* anche hacklab che stanno riflettendo non a caso anche su questi fatti d'attualita' (vedi anche http://firenze.linux.it/~leandro/hacklab)
in scacchi si dice che contano le forze, la disposizione dei pezzi (ovvero la gestione dello spazio) e l'iniziativa
sulle forze saremo sempre e comunque decisamente perdenti visto che in rete la larghezza di banda e le strutture sono o governative o commerciali
sullo spazio continuano ad avere delle idee molto confuse (ancora non hanno capito che trattasi di c.y.b.e.r-spazio ;-)
sull'iniziativa volendo possiamo dire la nostra... chi muove il prossimo pezzo?
fERRYbYTE