Date: Wed, 15 Nov 2000 18:37:51 +0100 To: istituto (at) cavazza.it From: beduschi@micronet.it (beduschi paolo guido) Subject: illecite riproduzioni FONDAZIONE EZIO GALIANO Via A.Daniele, 38 88100 Catanzaro Via telefax 0961 723571 eg@galiano.it ISTITUTO CAVAZZA Via Castiglione, 71 40124 Bologna Via telefax 051 332609 istituto (at) cavazza.it Milano, 15 novembre 2000 Vi scrivo per conto delle Case Editrici Longanesi, Corbaccio, Ugo Guanda, Ponte alle Grazie, Salani e Tea. Le mie Clienti sono venute a conoscenza che dai Vostri siti web sono scaricabili in formato ASCII text files numerose opere i cui diritti di utilizzazione economica le appartengono; opere di grande successo e notorietà, come quelle di Durrel, Forrester V., Sepulveda, Wharton, Wilbur Smith, ecc.. La riproduzione dei testi nella memoria (hard disk) dei Vostri servers e la successiva messa a disposizione di chiunque sia interessato a prelevarli e a copiarli nella memoria fissa del proprio computer, anche a fini di lucro, costituisce grave ed evidente violazione dei diritti esclusivi di utilizzazione economica, previsti dalle norme contenute nel Capo III della legge 22 aprile 1941 n. 633, spettanti agli autori e ai loro aventi causa. L'illecito è anche espressamente considerato dall'art. 171-ter, lett. c, come modificato dalla legge 18 agosto 2000 n. 248, che prevede sanzioni penali per chi "abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati". Non credo che un'attività senz'altro illecita di riproduzione e di diffusione indiscriminata di opere protette dalla legge sul diritto d'autore possa essere ricondotta alla Vostra attività istituzionale. Oggi la presenza sul mercato, con diffusione sempre più ampia, di opere in formato elettronico, legittimamente pubblicate, con possibilità di ascolto tramite sintesi vocale, esclude ogni giustificazione, se mai possa esserci, della riproduzione non autorizzata in formato elettronico di opere protette. Considerando i Vostri scopi istituzionali e atteso che l'illecita attività di riproduzione e distribuzione, potrebbe essere stata, in ipotesi, da Voi posta in essere in buona fede e senza valutare l'illecito che si andava a commettere, le mie Clienti sono disponibili a rinunciare allo stato ad ogni richiesta risarcitoria a condizione che provvediate immediatamente a cancellare dalle memorie dei Vostri computers le opere abusivamente riprodotte, impegnandoVi altresì, per il futuro, a non più riprodurle e distribuirle in ogni modo e forma senza le preventive necessarie autorizzazioni. Vorrete comunicarmi entro tre giorni da oggi l'avvenuta cancellazione e l'impegno così come richiesto. Distinti saluti. Avv. Paolo Guido Beduschi Via Osti, 10 20122 Milano Tel. 02 86452222 FAx. 02 86983442 ================================================================ Egregio avvocato, preso atto della Sua diffida a distribuire testi in formato digitale, comunque riservati ad uso esclusivo dei non vedenti, senz'altro acconsentiamo alla richiesta da Lei avanzata per conto delle Sue clienti, di eliminare dal server i testi di cui sopra. Teniamo tuttavia a precisare che la maggior parte delle opere poste oggi sul mercato in formato elettronico risultano del tutto inaccessibili ai non vedenti, in quanto utilizzano software di lettura non compatibili con i programmi per la sintesi vocale e per i display Braille. Valga per tutti l'esempio della letteratura italiana in CD Rom pubblicata unitamente al periodico Panorama, che rimane per i non vedenti totalmente inutilizzabile, in quanto le sue funzioni sono gestite solo con il mouse e la visualizzazione del testo viene effettuata tramite software proprietario inaccessibile. Si potrebbe compilare un elenco chilometrico di singoli testi e di opere complesse, in formato digitale, del tutto inutilizzabili per i non vedenti. Quanto sopra dichiarato ci induce a riservarci il diritto di meglio approfondire in sede civile e penale l'intera problematica, in presenza di una aperta violazione del diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini sancito dalla Costituzione repubblicana. Nell'ipotesi di adottare nuove iniziative da parte nostra, resta comunque inteso che sarà nostra premura informare preventivamente Lei e le Sue clienti. Grazie per aver voluto considerare la nostra attività svolta in "buona fede", per concludere, ci pregiamo sottolineare che tra i nostri scopi istituzionali Vi è la diffusione della cultura e della informazione tra i non vedenti italiani. Distinti saluti Dr. Mario Barbuto