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Alcuni commenti sulla nuova legge italiana sul copyright

Nuove norme di tutela del diritto d'autore

Legge 18 agosto 2000, n° 206 "Nuove norme di tutela del diritto d'autore" in Gazzetta Ufficiale n° 206 del 4 settembre 2000 (Approvata definitivamente il 25 luglio u.s.).

Nella seduta notturna del 25 luglio, la commissione Giustizia del Senato ha approvato in sede deliberante e senza modifiche il disegno di legge già varato dalla Camera lo scorso 21 giugno.

Il Senato è riuscito ad approvare in via definitiva - e senza passare in aula - la riforma del diritto d'autore.

Si tratta di un provvedimento che gli stessi parlamentari giudicano migliorabile in diversi punti.

Il relatore Ettore Bucchero (An) non ha nascosto la "sua soddisfazione" per essere riusciti a terminare l'esame prima della pausa estiva. Ma ammette che, nella fretta di concludere, si è forse sorvolato su qualche punto: "Credo che sia meglio avere una legge perfettibile ora - spiega - piuttosto che una legge perfetta chissà quando".

Il provvedimento (riportato qui di seguito) prevede pene molto più severe di quelle attuali e allarga il campo di applicazione del diritto d'autore alle nuove tecnologie.

Le sanzioni non sono solo amministrative, con multe fino a 30 milioni di lire, ma anche penali, con il rischio di arrivare fino a 4 anni di carcere. Sarà colpito duramente anche chi acquista una copia non in regola.

Elemento centrale del provvedimento è il bollino Siae, che dovrà essere applicato su tutte le copie autentiche di libri, dischi, cassette video, programmi per computer e altri prodotti dell'ingegno. Chi acquista le copie contraffatte non rischia solo la confisca del materiale. Ma anche una multa di trecentomila lire e la pubblicazione del provvedimento sui giornali a diffusione nazionale.

Attenzione particolare viene riservata ai recidivi: alla seconda volta, infatti, la sanzione sale a due milioni.

Rischia ancora di più chi le copie contraffatte le produce e le mette in vendita ma anche chi cerca di rimuovere le protezioni ai programmi per computer oppure distribuisce decoder truccati per ricevere irregolarmente programmi criptati: la pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni.

Via libera del Senato anche ai diritti d'autore per le fotocopie, introdotti in extremis alla Camera, dopo che la stessa norma era stata più volte accantonata. Le biblioteche pagheranno una somma forfettizzata. I centri copia, invece, dovranno pagare per ogni foglio, tenendo presente che non è possibile fotocopiare più del 15 per cento di un fascicolo o di un libro. Restano invece fuori le rassegne stampa, con una scelta che aveva già provocato al momento dell'approvazione alla Camera le proteste degli editori.

Durante tutto l'iter del provvedimento non sono mancate polemiche. Il fronte del no ha sottolineato in più di un'occasione che, in un momento in cui si va verso la depenalizzazione, questo è un provvedimento di natura esattamente opposta. Anche al Senato erano stati presentati degli emendamenti che cercavano di smussare il sistema sanzionatorio.

Ma non sono passati. Il vero problema, secondo Bucchero, è un altro: "In Italia siamo bravi a fare delle bellissime leggi - spiega - ma poi le lasciamo inapplicate. Quello che bisogna fare ora è sensibilizzare le forze dell'ordine e la magistratura perché usi la massima severità possibile su questo fronte. Altrimenti tutto sarà stato inutile".

Pagina aggiornata il 10 Settembre 2000