No Copyright

Leandro Noferini, lnoferin (at) cybervalley.org

19 Settembre 2000


Trascrizione di alcuni appunti presi durante l'assemblea degli HackLab tenutasi al CPA di Firenze Sabato 13 Settembre 2000.

1. Interventi

1.1 Primo intervento

Da due anni alla fine di ogni Hack-It si parla di cominciare un discorso sulle limitazioni dei diritti digitali però non è mai stato fatto niente.

Proviamo a fissare una qualche data o appuntamento.

Gli HackLab come soggetti strutturati per poter portare avanti qualche campagna.

Quagliare come parola d'ordine.

Comunità hacker politicamente muta fin'ora.

Quest'assemblea non vuole mettere alcun cappello politico a questa comunità.

1.2 Secondo intervento

Usare il metodo della responsabilizzazione individuale e di gruppo per portare avanti i progetti, così com'è stato fatto fin'ora per l'organizzazione degli Hack-It.

1.3 Terzo intervento

La legge sul copyright segue le leggi del nostro stato e le leggi di mercato.

Gli hackers devono lottare contro le limitazioni nella diffusione del sapere.

Le norme della nuova legge peggiorano la vecchia legge, emanata ai tempi del fascismo, che conteneva norme già assai cattive.

Questa vecchia legge aveva già norme molto pericolose per il free-software, norme però mai applicate per cui dobbiamo stare attenti a non farci porre l'attenzione dei guardiani della legge, come la SIAE, sottolineandole.

Via via che sta diventando sempre più facile copiare, via via che le norme diventano più restrittive, producendo una specie di forbice che tende ad allargarsi.

Dobbiamo cercare perciò di richiudere il più possibile questa forbice, lottando per una depenalizzazione dei reati.

Azioni prospettate:

1.4 Quarto intervento

La Sony, ai tempi del lancio del walkman, si difese dall'accusa delle altre multinazionali di favorire la pirateria favorendo la diffusione delle cassette con un'arringa in cui venivano enunciate molte delle cose che stiamo dicendo qui adesso. Cercare questa arringa.

1.5 Quinto intervento

La copia del software è sempre stata favorita per favorire la diffusione dei propri sistemi proprietari.

Dobbiamo cercare maggiormente di localizzare le iniziative per riuscire a produrre dei pacchetti di ciò che verifichiamo utile alle iniziative stesse (documenti, volantini, modi di fare) per poter permettere di replicare le iniziative anche ad altri interessati. Questi pacchetti devono essere il più possibile agili e facili da realizzare.

1.6 Sesto intervento

Le multinazionali hanno messo in conto già da tempo la distribuzione in rete dei prodotti di intrattenimento vincolandolo però all'uso di apparecchiature per la diffusione complesse e costose per poterla controllare.

L'MP3 ha rotto questa cosa perché è semplice da diffondere e da produrre.

Lo stesso succederà con DivX.

Perciò non possiamo fare di questi mezzi tecnici la nostra bandiera perché prima o poi verranno assorbiti dalla logica di mercato.

Dobbiamo delegittimare la legge su copyright perché è una stronzata, partendo dalla SIAE perché questa è la polizia del copyright e perché p facile da delegittimare perché è un carrozzone e poiché non funziona per i piccoli autori.

La prima legge proviene dal fascismo e tutte quelle seguenti sono state verifiche che l'hanno peggiorata.

Brevetti completamente snaturati perché sono nati per favorire la diffusione delle conoscenze e scoperte tecniche e invece adesso vengono usati esattamente all'opposto per limitarla.

1.7 Settimo intervento

Gli HackLab cominciano adesso a lavorare perché sono nati da poco.

Dobbiamo uscire dalla limitatezza della questione solo del software perché altrimenti richiamo di rimanere la minoranza che siamo attualmente, ed andare invece in altri campi come la musica, le fotocopie scolastiche e altri campi.

1.8 Ottavo intervento

Coinvolgere la comunità Linux sulla questione dei brevetti software.

1.9 Nono intervento

La licenza GPL viene difesa dalla legge sul copyright.

1.10 Decimo intervento

Lottare per il diritto alla diffusione dell'informazione e non tanto per l'abolizione del copyright.

1.11 Undicesimo intervento

La pratica illegale di copiare non si traduce normalmente in una coscienza contro il copyright o meglio per una maggiore libertà nella circolazione del sapere.

Mettere masterizzatori e fotocopiatrici (queste però sono più difficili perché costano troppo care) negli HackLab e fare un'azione emblematica come scannerizzare un testo universitario, metterlo in rete e pubblicizzarne l'indirizzo.

1.12 Dodicesimo intervento

Stare molto attenti a cercare la depenalizzazione perché spesso porta solo a multe pecuniarie che sono anche più pericolose del carcere. Puntare invece maggiormente sulla delegittimazione.

Sovrapporre i lati tecnico e quello politico.

1.13 Tredicesimo intervento

Non siamo omogenei e perciò dobbiamo partire dalle pratiche quotidiane per far prendere coscienza delle conseguenze delle azioni come copiare e masterizzare.

Per contrastare la legge sul copyright non dobbiamo fare azioni globali ma dobbiamo partire dei propri soggetti per farli diventare un soggetto politico nazionale.

1.14 Quattordicesimo intervento

Preparare un kit di testo in cui rendere chiari i rapporti far copyright e legge. Spiegare anche le forme alternative alla SIAE.

2. Conclusioni

Preparare il pacchetto coordinando gli interessati con la lista toolkit (at) hacklab.it, senza pubblicazione sul web.

Prepararsi per una data per la metà dicembre.