Forbici per tutte! Testi sulla violenza machista nei movimenti sociali

La volontà di tradurre “Tijeras para todas” nasce dall’esigenza che abbiamo come compagne femministe, queer e antisessiste, di contribuire allo sviluppo di un ragionamento condiviso sul tema della violenza di genere negli spazi occupati, negli squat e in tutti quei luoghi che attraversiamo e che desideriamo vivere come spazi safe. ”Tijeras para todas” è una raccolta di testi elaborata dalle compagne di Barcellona: anche se le parole che vi troverete sono riferite ad altri luoghi e ad altre persone, ci riguardano da vicino e ci toccano nel profondo delle nostre esperienze quotidiane. Diffondiamo questa fanzine con la voglia di non partire sempre da zero nella riflessione e fare tesoro dell’elaborazione di altre compagne e di altri collettivi.

Scarica, stampa e diffondi!

About this section

We have choose to add a section on our website to re-post some article or news about repression and direct action of the anarchist “movement” and to spread some news about the struggles around the world. The article you will find here is taken from other website. This is just a way to try to keep up the anarchist comrades we feel near and to spread the voice of the voiceless.

Love punx hate capitalism

 

About repression.

Letters from comrades in jail. (not all of this are still in jail. Please check the address list if you want write them.)

Update about Lisa

ENG:
Tuesday 20 February, the comrade Lisa, has been transferred from the jail of Colony to that for definitive sentences of Willich.
We remember that the comrade must serve seven years and a half of jail because held guilty of a robbery to a bank of Aachen.
To brief she should be extradited in spain where she has asked to be, more neighbor to her dear people and comrades.
To write her to the new address:
Lisa Dorfer
JVA Willich II
Gartenstrasse 2
47877 Willich
Germany

ITA:

Martedí 20 febbraio é stata trasferita la compagna Lisa dalla carcere di
Colonia a quella per condanne definitive di Willich.
Ricordiamo che la compagna dovrá scontare sette anni e mezzo di carcere
perché ritenuta colpevole di una rapina ad un banca di Aachen.
A breve dovrebbe essere estradata in spagna dove ha chiesto di stare,
piú vicina alle sue persone care e compagne.
Per scriverle al nuovo indirizzo:

Lisa Dorfer
JVA Willich II
Gartenstrasse 2
47877 Willich
Germany

Repression in Turin

The comrades arrested in May (anto, kam, fran, giada, greg, anto, fabi) have to sign every day at police station.

 

The comrades arrested in August (beppe[me], larry, anto, fran, kam) is all free (anto, fran and kam have to sign every day for the operation of May). The two comrades with the ban from Turin still have it (one of this is still unnotified).

 

In this last days there is another police operation in Turin. This time about the demo in front of the prison the last day of 2017. In that occasion a cop from forensic department was injuried by a bottle. After one month a comrades from Saronno was arrested (with the charges of aggravated injuries and resistance) and five others comrades from Turin have to sign everyday and have ban from Turin (so they have to sign in other cities).

To write at the comrade in prison:
Marcello Ruvidotti
Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”
Via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino – Italia

 

Solidarity to all the comrades arrested in all the actions in Italy and not.
Burn to all the prisons. Keep up the struggle!

address of arrested comrades

Here is a short and partial list of anarchist comrades arrested. We made this list because we think is really important keep substain the comrades taken by the repression. Keep attention first to send any materials at the comrade than the prison where they stay don’t have particular restrictions for the inmates.

This post will be periodically updated, if you find some error on the address or have some news to add/modify or want help us. please write by email!

 


GERMANY
Arrested for robbery in Aachen

Lisa Dorfer
JVA Willich II
Gartenstrasse 2
47877 Willich
Germany

 


ITALY
Procedimento Adinolfi/Op. “Scripta Manent”

NICOLA GAI: Casa Circondariale di Ferrara – Via Arginone, 327 – 44122 Ferrara

ALFREDO COSPITO: Casa Circondariale di Ferrara – Via Arginone, 327 – 44122 Ferrara

BISESTI MARCO: Casa Circondariale – Strada Statale per casale, 50/A – 15121  Alessandria (AL)

MERCOGLIANO ALESSANDRO: Casa Circondariale di Ferrara
Via Arginone, 327 – 44122 Ferrara

BENIAMINO ANNA: c.c. Rebibbia Femminile – via Bartolo Longo 92 – 00156 – Roma

CREMONESE DANILO EMILIANO:  Casa Circondariale di Ferrara
Via Arginone, 327 – 44122 Ferrara

SPEZIALE VALENTINA: c.c. Rebibbia Femminile – via Bartolo Longo 92 – 00156 – Roma

 


Arrested for “G8” in Genova, 2001

FRANCESCO “JIMMY” PUGLISI: Casa Circondariale Roma Rebibbia, Nuovo Complesso – Via Raffaele Majetti, 70 – 00156 Roma

 


Arrested for the demo of 15th October 2011

CARLO SEPPIA: Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa – Via Don Bosco, 43 – 56127 Pisa

 


Arrested with charge about robbery and attempted murder, still waiting process for attempted escape from the prison of “Buoncammino”

DAVIDE DELOGU
CONTRADA PIANO IPPOLITO 1 – 96011 Augusta (SR)

 


“Op. Panico”

Giovanni Ghezzi
Salvatore Vespertino
N.C.P. Sollicciano, Via G. Minervini 2/R, 50142 Firenze (FI)

Pierloreto Fallanca (paska)
C.C. Castrogno, Contrada Ceppata 1, 64100 Teramo (TE)

Contrasto “Politico Personale”

Dalla vecchia scuola punk hardcore tornano i Contrasto con il loro nuovo LP “Politico personale”, 16 pezzi inediti e 2 cover per un disco che va a completare quel che abbiamo sentito con Tornare ai resti e Come il soffitto di una chiesa bombardata.

Presto disponibile su Distrozione e nelle peggiori distro diy!

FORMATO: LP
RELEASE: Aprile/Maggio 2018
COSTO: 10€

Per info e prenotazioni: distrozione@autoproduzioni.net

Return to spread noise

Cannibe / Ebola Split album (3″, Minicd)
Out Now!

Finally sees the light, to dig in your gloomy existences, the new split with our Sardinian olddated friends as well as underground heroes Ivan&Nicola. This is a benefit co-pro with 16 italians and not labels to Camunian Antipsychiatry Collective involved for the abolition of the coercion and repressive psychiatric system and support victims of this pseudo-science.

 

Tracklist:

CANNIBE 1-4 : The Shit Comes Out, Agitòriu, His Name Is Nebbia, Brothers In Ebola;
EBOLA 5-12: Radicalizzata, L’innovativa Inquisizione, Quando Non Riesco Ad Essere Veicolato, Comportamentalmente, La Descrizione Di Un Attimo, La Presa Di Coscienza Del Talento, La Guardia E La Mano, Mi Relaziono Con Te, Someday,After The End, Bullshit Tradition (Dropdead), L’Amore Segue I Passi Di Un Cane Vagabondo (Diaframma), Il Vero Degrado E’ L’Abitudine Al Vivere, Lucretz, Proud On Your Pride (Fear Of God), Sostegno E’ L’Immagine, Rinnovamento Della Propria Persecuzione, Live Your Life!, Protrarsi Di Un’Immagine, The Day After The Past, Non Ho Alcun Cuscino Per La Mia Urna, Segni Evidenti Della Crisi, Assassino O Parassita, Disambiguazione Dell’Identità, Ivan E Nicola.

Co-released by:

 

VISCERA RECORDS: facebook.com/viscera-records
DISTROZIONE: www.autistici.org/distrozione distrozione@autoproduzioni.net
HERESIA RECORDS: heresiarec@hotmail.it
SCIMMIA BASTARDA: scimmiabastarda.noblogs.org
ZAS AUTOPRODUZIONI REC.: zasrec.blogspot.it zasrec@libero.it
SCAGLIE DI RUMORE: scagliedirumore@gmail.com scagliedirumore.wordpress.com
CALIMOCHO AUTOPRODUZIONI: calimochodiy@gmail.com calimochodiy.altervista.org
FRA IL DI E IL FA: fraildieilfa@gmail.com
BUNCH GREENADE: facebook.com/bunchgreenade bye-bye-brain@libero.it BGR#014
PERETTA CORE: whocaredoyou@gmail.com
LUNG SHIT RECORDS: lungshit.blogspot.com
GUSTOSISSIMO RECORDZ: gustosissimorec.blogspot.it gustosissimo@hotmail.it
SFA RECORDS: sfarecords@libero.it facebook.com/sfadiyrecords/
SCATOLINO DIY: ruggine86@gmail.com
RATTO PRODUCTION: rattoproduction@gmail.com
ECCLESIA INFERI RECORDS: sexterminator69@hotmail.it

Non un sasso indietro Vol.II

“Non un sasso indietro” nasce dal desiderio di lasciare una traccia dell’unione tra le lotte ed i benefit, i momenti d’aggregazione, i concerti e le autoproduzioni. Un’altro piccolo contributo, non solo musicale, dedicato a chi ogni giorno lotta contro le frontiere e brucia i Centri di reclusione. Dopo il primo volume a sostegno della lotta NoTav torniamo dopo 3 anni a sostegno della lotta contro i CPR e le frontiere in Italia.
Oltre il disco, nel libretto troverete i testi ed i contatti di tutte le bands che hanno partecipato al progetto ed i contatti di chi ha contribuito alla coproduzione del disco.
Facciamo questo perché l’hardcore torni ad essere una minaccia. Perché non sia solo un urlare sotto palco ma un coltello alla gola di chi ci opprime e reprime.

Distrozione

500 copie numerate a mano. Grafiche inedite create appositamente per il progetto, 19 tracce inedite, 32 gruppi in totale nel disco. Più di 40 realtà hanno contribuito all’uscita di questo secondo volume. Distribuito in Finlandia, Francia, Germania, Israele, Italia, Lituania, Malesia Messico e Spagna.

  • Uscita prevista: Maggio 2018
  • Formato: Vinile + doppio cd
  • Prezzo: 10€

Notizie da Regina Coeli

Lettera scritta il 4 ottobre ricevuta il 9

Ciao a tutte e tutti.
Sono stato arrestato il 4 agosto con la misura cautelare di custodia nel carcere “Lorusso e Cotugno” di Torino insieme ad altr* 4 compagn* e due compagne con la misura cautelare di divieto di dimora dal comune di Torino e provincia per esserci frapposte all’ennesima retata nel nostro quartiere, ma già molto abbiamo detto al riguardo e non mi dilungherò oltre.
Dopo due settimane in carcere, il Tribunale della Libertà ha modificato la misura cautelare per i/le cinque arrestate alla custodia cautelare presso i domicili da noi presentati. Per quel che mi riguarda ho deciso di andare da una compagna presso il comune di Roma. Li i controlli si sono susseguiti di giorno in giorno fino al 22 settembre; giornata nella quale, alle sette del mattino circa si sono presentati alla mia porta vari poliziotti in borghese e due volanti per notificarmi un aggravamento di pena, richiesto dai carabinieri preposti al mio controllo della caserma di La Storta per una presunta evasione effettuata in daa 31 agosto. Da quel momento (22/9) sono quindi stato tradotto al carcere di Regina Coeli.
Non cercherò certo qui, tra queste righe, di difendermi da tale accusa, ma quanomento e approfitterò per salutare e abbracciare col cuore le mie sorelle e i miei fratelli, compagne e compagni. Ripetendo a me stesso che, nonostante la repressione, le angherie e i soprusi ci saremo sempre l’un per l’altra. Che non smetteremo di lottare. Che ci ritroveremo ancora sulle barricate, sorridenti, determinate e a testa alta. Che per quanto possano temporaneamente o meno togliere di mezzo una/o di noi, altre ed altri saranno li a colmare il vuoto. Che non ci sarà pace ne tregua per chi ci opprime e reprime.

Con rabbia e amore, vostro compagno
Beppe

Giuseppe De Salvatore
c/o C.C. Regina Coeli
via della lungara 29
00165 Roma

Lettera del compagno Greg dal carcere

Da qualche giorno nel carcere di Gorizia tutta la posta in entrata e in uscita, prima di arrivare nelle mani di Greg e dei suoi destinatari, è letta da un secondino. La Procura ha infatti richiesto un provvedimento di censura convalidato dal Gip dell’inchiesta il quale, non sazio di firmare, gli ha nuovamente negato negli scorsi giorni gli arresti domiciliari sostenendo che i possibili ospitanti non erano idonei perché genitori di una compagna.

Nonostante la censura una lettera giunta da poco è riuscita a serpeggiare tra le maglie della burocrazia penitenziaria anticipando l’emissione del provvedimento. Oltre a un modo di pensarsi e muoversi davanti alla repressione, Greg ci descrive una serie di accadimenti che in qualche modo si inseriscono sull’onda lunga delle proteste, seppur in buona parte svincolate tra di loro, che questa estate hanno coinvolto, da Pisa a Sassari, le carceri della penisola.

Riportiamo qui di seguito il testo

Cella 1.2 della c.c. Gorizia, 27 agosto 2017

“Voglio fare di più. Non si tratta solo di resistere. Voglio tornare ad immaginare mondi nuovi. Voglio riappropriarmi di un’originalità viva, radicalmente altra. Voglio capire che sottrarmi alla cattura non significa solo non farmi arrestare ma anche non farmi prendere, in tutti i sensi. Non farmi concentrare nei campi del discorso nemico, non lasciare che siano altri a decidere il pugno di parole che mi serve per descrivere ciò che sono e ciò che voglio.”

 Ispirato dal dialogo II dell’opuscolo “Dialogo sui minimi sistemi”
Grazie agli esploratori e alle esploratrici disperse e coatte del regno di Ade

“Fra ciò che vorrei essere e ciò che sono adesso, c’è il mio percorso”

“Raccontami una storia con una bella fine!
– Non esiste!
– Una bella fine?
– Una fine” 

… a chi ha vissuto andarsene un essere amato raggiungere, su quattro zampe o su due gambe, le stelle.

Ciao a tutt*!
Dal regno delle galere che prima o poi faremo cadere scrivo per salutarvi e raccontarvi due cosine. Qua continuo a camminare, a viaggiare e a correre assieme a voi, dentro e fuori, scrivendoci o pensandoci, e dopo questo primo mese di carcerazione sto accelerando: cresce la concentrazione e la forza che ne deriva. Spero di non essere di lunghi pipponi (ma è già troppo tardi) perché piacciono di più guardandoci. Solo che voglio accennarvi due o tre cose sulle quali mi appoggio in questo periodo per rinforzarmi.
Sono stato per tre mesi sotto mandato di cattura e come sapete sono stato arrestato in Italia. 
Sento la repressione come qualsiasi atto che mi impedisce di decidere, essere, fare, desiderare, consentire, agire. In questi mesi mi sento dunque concentrato sul non scivolare troppo verso l’autorepressione, che per me è l’ultimazione del progetto repressivo, essenza del potere. Concentrarsi quindi ad interrogare e valutare, fra precauzioni e rischi, desideri e paranoie, vita e autorepressione. Questo periodo è stato di grande intensità per cercare di trasformare una situazione di merda in occasioni, belle e forti, di continuare.

“Cospirare è essere, respirare insieme”. Ho continuato a nutrirmi della solidarietà degli incontri e della forza dei pensieri, di un libro come “in incognito, esperienze che sfidano l’identificazione” o delle parole di quell’altro companero che “ha scelto” di prendere i sentieri della latitanza e le strade dell’autostop…verrà l’ora di scambiarsi le nostre esperienze intorno a carriole di birrette!
Insomma mo’ continuo a lavorare sulla mia “fortuna nella sfiga” (tanta solidarietà dentro e fuori), sul mettere da parte la speranza (si sa quando si entra non si sa quando si esce), sul cercare di non preoccuparmi in quanto inutile (mi prendo male due volte se la cosa per la quale mi preoccupo accade e una volta sola se non succede).

Odio l’espressione “finire dentro”. E’ un passaggio che può durare tanto tantissimo (per alcun* una vita…) e anche se un giorno è già troppo, qua non finisce la mia voglia di esserci. Cercare poi di “smaterializzare” la maggior parte delle cose e delle relazioni con il fuori (rifiuto dei colloqui, delle telefonate, sfasamento o assenza della posta), ma nutrire lo stesso la testa, il corpo…il cuore. Il cuore che batte, senza fermarsi mai, pompando l’amore e la rabbia che continuiamo a costruire, ad affinare ed affilare, che in me in questo periodo sento indistruttibili.

Zittire un secondino prepotente, fare scappare gli sbirri, vedere andare in fumo strutture di potere e col sorriso a tutta velocità mettersi in mezzo, mandarli a cagare, tirare lo sciacquone o compostare per bene. Anche prendersi il tempo, attent* a se stess* e agli/alle altr*, curarsi, divertirsi, gioire, astrarsi per capire meglio, imparare, parlarsi, guardarsi. Dentro come fuori.
La situazione qua dentro impedisce spesso di alzare la testa e di esplodere come vorremmo. La pazienza aiuta la concentrazione ma frena la passione, quest’ultima però non sparisce, si sposta solo verso la determinazione di volerla vivere ancora più intensamente. Anche se ogni tanto ci presentano il conto che siamo costretti a pagare, loro fanno una vita, povera e senza sapori, da spie e da servi dei servi.
Passato dunque questo primo periodo di richieste rigettate, bisogna pure raccontare qualcosa di interessante quando si scrive, come diceva quel caro guaglione unto d’olio dalla testa ai piedi. Per dieci giorni dal sedici al ventisei di agosto in questo carcere c’è stata una protesta dei detenuti che hanno aderito all’appello chiamato “La Satyagraha”, organizzato dai Radicali. Riunioni fra detenuti e ricerca di organizzazione collettiva hanno creato stimoli, confronti e agitazione rompendo un po’ la “pace sotto ricatto” caratterizzante questi luoghi. Ci sono stati dieci giorni di sciopero del carrello da parte di tutti i cinquantacinque detenuti (chi non poteva fare la spesa come me era aiutato dagli altri), fra i quali una quindicina sono stati in sciopero della fame per cinque giorni, da tre a cinque battiture di dieci minuti ciascuna al giorno. Momenti di presa bene si sono scontrati poi a sconforto e presa male quando, volendo far diventare più dura la protesta (accenno di sciopero totale e di sciopero dei lavoranti) da parte di alcuni l’unità si è rotta. Anche quando si è saputo che “solo” quattromila o cinquemila detenuti sui cinquantasettemila in Italia hanno aderito allo sciopero. C’era un po’ di speranza di strappare qualcosa al Ministro Orlando anche se non c’erano grosse attese. Neanche il Garante dei detenuti è venuto qua con il “suo obbligo” in caso di sciopero della fame collettiva. Aldilà del fatto che non voglio costruire dei percorsi di lotta legati alle istituzioni politiche, questa protesta (alla quale ho partecipato in solidarietà a* detenut*) dimostrava quanto siano necessarie delle basi solidissime di strumenti e rapporti per rompere l’isolamento e il distacco fra fuori e dentro. Noi da qui non abbiamo avuto nessun eco di questi dieci giorni tranne i pipponi su radio Radicale. Mi sono/ci siamo ritrovati impreparati e senza aver prima preparato gli strumenti che potevano, in tanti modi diversi, velocizzare e agevolare le comunicazioni. Ho fatto dei begli incontri, che potranno servire per le eventuali prossime volte, per pensare, creare, rinforzare gli strumenti, gli accordi e le idee per sostenere le proteste che una o più persone porteranno avanti.
Da qui io voglio continuare, a livelli diversi di questa protesta specifica, a creare curiosità e complicità reciproca con chi mi sta intorno, punto principale “dell’esserci”. Lotta e solidarietà esistono qui dentro anche se i margini di manovra sono molto ristretti dai ricatti e dai trasferimenti che sono molto usati qui.
Penso che le lotte contro l’esistente abbiano a che fare con il carcere che non è da interpretare mai come “più ci reprimono più siamo nel giusto”, ma come il fatto che il carcere e la repressione colpiscono i nostri sogni di libertà.
E i sogni sono fatti per essere realizzati.
Il viaggio è lungo, le strade esistono. Ci si vede domani.

Un abbraccio caloroso, anzi due, per te Paska e te Vespe, per i miei complic* torines* e per tutt* quell* che, a proprio modo, distruggono quest’esistente.

Lettera da Greg dal carcere di Gorizia

Fonte: Macerie

Arrivano con lentezza le lettere che Greg ha spedito dal carcere di Gorizia. Nelle poche arrivate fino a ora racconta della vita ristretta in una struttura detentiva piccola quale è quella friulana in cui i reclusi sono attualmente 36. “Le celle sono aperte dalle 9 alle 18. La sezione è composta da due celle da sei, abbiamo un calcetto in corridoio, facciamo l’aria dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15. In cella ci sono cucina inox, due camping gas, bagno con bidet e doccia grande, acqua fredda e calda immediata.” Un carcere talmente piccolo che “le cose che non si possono prendere attraverso la spesa le si può avere, via domandina, in un paio di giorni; in pratica i due lavoranti vanno al supermercato vicino al carcere!”.

Un carcere appiccicato al Tribunale, costruito all’inizio del secolo scorso, proprio quando un giro di riforme aboliva la catena al piede per i lavoratori forzati, le punizioni in detenzione con l’utilizzo della camicia di forza, i ferri. In diverse città le strutture atte a rinchiudere e raddrizzare venivano accorpate e poste al centro della città, molte volte affiancate al Tribunale, per motivi funzionali e soprattutto per vigere da monito sulla popolazione.

Greg continua a rimanere rinchiuso poiché le istanze che richiedono che sia messo agli arresti domiciliari come i suoi coimputati sono state ripetutamente rifiutate, con le solite motivazioni, ossia l’assenza di qualsiasi argomentazione. Gli accertamenti da parte della polizia sull’idoneità della casa non giungono al giudice che decide così di rifiutare.

Inoltre Greg nota di non ricevere la posta con regolarità e sospetta che le missive a lui destinate vengano trattenute. La corrispondenza è spesso l’unico modo per tenere contatti, scambiarsi informazioni e darsi manforte; il fatto che venga trattenuta a lungo, in maniera ripetuta potrebbe creare fastidio e sopratutto potrebbe fare perdere la pazienza.

Intanto intensifichiamo lo sforzo per farci sentire.

Gregoire Yves Robert Poupine
Casa Circondariale
via G.Barzellini 8
34170 Gorizia

LETTERA DEL COMPAGNO RICCARDO DAL CARCERE DI BILLWERDER, AMBURGO

“La guardia Gohlosh personifica la cattiveria più detestabile: la cattiveria messa al servizio dei grandi della Terra. Una cattiveria monetizzabile. Essa non gli apparteneva più. L’aveva venduta ad individui più competenti che ne facevano uso per asservire e mortificare tutto un popolo miserabile. Non era più padrone della propria cattiveria. Doveva guidarla e dirigerla secondo certi regolamenti la cui atrocità non variava granché.”
(Albert Cossery – Gli Uomini dimenticati da Dio – 1994)

In questo momento mi trovo detenuto nel carcere Billwerder di Amburgo.
Sono stato arrestato venerdì 7 Luglio alle ore 19.30 nei pressi del Rote Flora.
Sono accusato di oltraggio allo Stato, di aver messo in pericolo la pubblica sicurezza, di aver svolto un ruolo attivo all’interno di un gruppo di quindici persone che ha fronteggiato la polizia, in particolare di aver tentato di ferire un poliziotto della Sezione Speciale di Bloomberg adibita ad effettuare arresti e recuperare reperti.
Non riconosco il dualismo “colpevole – innocente” proposto dagli apparati giuridici dello Stato.
Ciò che voglio dire a riguardo è di essere orgoglioso e felice di essere stato presente durante la sommossa di Amburgo contro il G20.
La gioia di vivere in prima persona la determinazione di persone di ogni età e da tutto il mondo che ancora non hanno ceduto alla tentazione di sottomettersi alla logica del denaro e del mondo capitalista non potrà mai essere sopita da nessuna misura cautelare. In un epoca storica in cui il capitalismo cerca di affondare il colpo definitivo e necessario al suo assestamento, in una continua oscillazione fra guerra interna (leggi speciali, chiusura delle frontiere, deportazioni) e guerra interna (massacri indiscriminati, distruzione e avvelenamento del Pianeta Terra); la rivolta di Amburgo contro il G20 ha dimostrato ciò che è più importante per chi ha ancora a cuore la libertà: la possibilità della sua realizzazione.
L’ efficienza tecnologica, fisica e tattica della polizia tedesca è stata tanto impressionante e spaventosa, quanto, di fatto, inutile a disinnescare prima e reprimere successivamente l’esigenza di svolgere contro la società mondiale, assurda e catastrofica, che i venti patetici Capi di Stato stavano lì a sfoggiare con meschinità, blindati nel cuore della città. I rassegnati e i riformisti potranno dire che, visto i rapporti di forza sviluppatisi negli ultimi decenni tra il potere e i suoi sudditi, quello di Amburgo sia stato un ennesimo esperimento di massa per verificare la tenuta degli apparati di sicurezza internazionale. Del resto è quello che veniva detto anche dopo il G8 di Genova nel 2001.
I ribelli e i rivoluzionari, però, non fanno i conti con le dietrologie della politica, ma con i propri sentimenti e i propri progetti. In ogni caso, mi pare di poter ribadire che, se anche così fosse, questo esperimento sia fallito del tutto. Nelle strade di Amburgo ho respirato la libertà incontrollata, la solidarietà attiva, la fermezza di rifiutare un’ ordine mortifero imposto da pochi ricchi e altrettanti potenti sul resto dell’umanità. Non più infinite file di automobili e composte processioni che ogni giorno santificano la liturgia oppressiva ed assassina del sistema capitalista.
Non più masse indistinte costrette a piegarsi e sudare per un’anonima sopravvivenza in favore dell’arricchimento di qualche ingordo padrone. Non più migliaia di sguardi assenti diretti verso qualche asettico display che aliena e deforma le nostre esperienze di vita.
Ho visto individui alzare gli occhi al cielo per cercare di agguantarlo.
Ho visto donne e uomini dare corpo alla loro creatività e alle loro fantasie più represse.
Ho visto le energie di ciascuno impegnate a tendere una mano ad altre che non si ergono al di sopra di nessuno.
Ho visto il sudore gocciolare dalle fronti per soddisfare i propri desideri invece di quelli di qualche aguzzino. Nell’ora della rivolta nessuno resta mai veramente solo.
Un forte abbraccio a tutti i compagni e le compagne, a tutti/e i/le ribelli prigionieri/e dello Stato tedesco. Un saluto appassionato ad Anna, Marco, Valentina, Sandrone, Danilo, Nicola, Alfredo, icompagni e le compagne sotto processo per l’ Operazione “Scripta Manent” in Italia. Ai/alle rivoluzionari/e e ai/alle ribelli prigionieri/e nelle galere di tutto il mondo. Un bacio a Juan. Dove sei … dove sei … sei sempre con noi!
Finché esisto: sempre contro l’autorità! Sempre a testa alta! Viva l’internazionale anticapitalista! Per Carlo! per Alexis! Per Remi! Per la libertà!

Riccardo
Prigione di Billwerder, Amburgo – 20 Luglio 2017

Scritto della compagna Lisa e indirizzo per scriverle in carcere

Riceviamo e pubblichiamo.

Carx compagnx,
vorrei ringraziarvi nuovamente per la vostra solidarietà e appoggio espresso in tante e diverse forme, fin dall’inizio e specialmente durante il processo, sia dentro l’aula del tribunale che dalla lontananza.
In tanti momenti quei gesti mi hanno regalato energia e calore e, evidentemente, rafforzato la mia convinzione che la lotta continua, quale che sia la condizione e indipendentemente dagli ostacoli che si frappongono al nostro cammino.
Proprio perché so esattamente come funziona la giustizia e la smania persecutrice dello Stato, e vista la necessità che in questo processo il tribunale, la PM, gli sbirri e i mass media, avevano di un colpevole, provo un sacco di rabbia.
Rabbia verso questo mondo miserabile e totalmente disuguale dove ci viene imposto il diritto dei potenti.
Rabbia verso questo sistema di castigo, oppressione e confinamento di tuttx quellx che non entrano nei suoi limiti.
Rabbia per la manipolazione, la farsa e la menzogna con cui si alimenta l’opinione pubblica…e ovviamente, ancora più rabbia per molte altre cose.

Questa volta è toccato a me, ma in altri momenti toccherà ad altrx e chissà semplicemente a ognunx di noi, specialmente a coloro che continuano il proprio cammino con dignità e forza.
Ma non ci lasceremo spezzare dallo Stato e dai suoi seguaci.
La galera non è mai una fine; queste condizione aggravate ci animano invece a continuare ancora a difendere la vita e i valori che rappresentiamo.
La lotta continua, qui dentro e lì fuori, finché non si abbatteranno tutte le prigioni e tutte le forme di dominazione e finché ogni autorità non verrà distrutta.

Moltissima forza e solidarietà a tuttx gl/le compagnx detenutx e perseguitatx in ogni parte!

Libertà per tuttx.

 

Lisa

Giugno 2017


Ricordiamo che questo è l’indirizzo per scrivere alla compagna:Lisa, nº 2893/16/7
Justizvollzuganstanlt (JVA) Köln
Rochusstrasse 350
50827 Köln (Germany)

Violenza sessuale negli ambienti anarchici – critiche e suggerimenti sui modi di affrontarla

A quelle persone anarchiche che passeranno davanti a questo opuscolo non degnandolo neanche di uno sguardo, che ne leggeranno il titolo distrattamente per passare subito ad altro, che penseranno che non le riguarda perché su queste cose hanno già capito tutto o se ne parla fin troppo togliendo spazio ad altre priorità… vorrei dire che invece riguarda proprio loro. Che è anche l’indifferenza e la superficialità con cui viene affrontata (o non affrontata) in ambito anarchico la questione delle violenze sessuali che avvengono tra di noi che permette che queste continuino ad esistere. Il modo in cui reagiamo a queste violenze è determinante, e demarca nette linee di confine tra chi sceglie di supportare il patriarcato e le gerarchie di potere esistenti, e chi decide di solidarizzare con chi ha vissuto le violenze e contrastare con ogni mezzo la cultura dello stupro. Rapporti anche longevi tra anarchici/e si sono rotti proprio nella divergenza tra queste due strade…

Scarica, stampa e diffondi.

Books & Zines List (Updated:03/17)

LIBRI TITOLO quantità
Anonimo A couteaux tirès 4
Anonimo Agitazione armata in spagna 3
Anonimo Al cuor non si comanda 2
S. Deneuve – C. Reeve Al di là dei passamontagna del sud est messicano 2
F. Della Valle Ambiente e guerra 2
R. De Jong Anarchismo e trasformazione sociale 1
A. M. Bonanno Anarchismo insurrezionalista 1
AA.VV. Autodromo di marzaglia: il furto dei ds ai danni della città 1
Anonimo Comontismo. Contratti o sabotaggio 1
A. Roy Con gli insorti naxaliti nel cuore della foresta indiana 1
Anonimo Con ogni mezzo necessario 1
A. M. Bonanno Critica del sindacalismo 1
C. Armati Cuori rossi 1
Anonimo Dai monti del kurdistan 6
Anonimo Dentro hls 1
P. Persichetti Disobbedire non basta 1
A. M. Bonanno Dissonanze V 1
A. M. Bonanno Dissonanze VI 1
Anonimo Fuoco alle polveri 2
AA. VV. Guerra civile globale 1
F. Argenti I giorni del rifiuto 1
AA. VV. Ibm e la società della costruzione 1
D. Campbell Il mondo sotto sorveglianza 1
Anonimo Il Ros è nudo 1
Encyclopedie des Nuisances Indirizzo. A tutti coloro che non vogliono gestire le nocività ma sopprimerle 1
AA.VV. L’altra campagna e la lotta di classe delle lavoratrici sessuali in messico 8
Los amigos de Ludd L’età del petrolio 2
W. De Cesaris La Borgata ribelle 1
Anonimo La canaglia a golfech 1
Anonimo La destra e gli altri 1
OLGa La libertà è possibile solo nella lotta per la liberazione 3
La Guerre Sociale La questione dello stato 1
AA.VV. Le armi rafforzano la “ragione” 1
L. Azzolini – L. T. Paroli Oltre quel muro di cinta 1
J. Agirre Operazione Ogro 1
Anonimo Resistenze alla civilizzazione o.p.m. Lotte per la libertà a papua 1
AA.VV. Sans papiers 3
Anonimo Solidarietà e complicità con i ribelli della terra 1
W. Benjamin Sul concetto di storia 2
Anonimo Sull’operazione outlaw 2
Anonimo Tra virus di rivolta e disinfestazione sociale 2
J. Camatte Transizione 2
Os Cangaceiros Un crimine chiamato libertà 2
AA.VV. Una volta per tutte 1

Tape List (Updated:03/17)

TAPE TITOLO Quantità
A new scar / Warfare S/T 1
A.K. x T.A. / exenteration / A.S.I. S/T 1
AA.VV. no more music-comp.tape 1
AA.VV. Cabonized 4way split 1
AA.VV. muori male 1
AA.VV. 32 ways of extreme ignorance 1
AA.VV. inner fear of mankind discharged 1
Academy 23 the vinyl documents 1
AcxDC / Implore European our 2016 1
Agamenon project / sposa in alto mare S/T 1
Agathocles / U S/T 1
Arroyo deathmatch Throught the fear of it 1
Asesinato en masa / D.L.50 S/T 1
Atrocity master atrocious doomy noise 1
Atrocity master noizz 1
Atrocity master / Mad Recital Yokozuna 1
Bio korrosion S/T 1
deche charge / extreme hair strench S/T 1
EddieXmurphy saturday night live 1
Eternal noire doom / negro S/T 1
extreme hair stench nothing to hear, nothing to see and nothing to say 1
Funeral art la belleza oculta 1
Graves Fides ad nauseam 1
Hated principles Live, club 88-february 1985 1
Hippycrack / Dust cult S/T 1
incubi post traumatici S/T 1
insomnia isterica alcoholarchy 1
No choice / Futuro incierto S/T 1
psychological regurgitation the regurgitation 1
PxMxSxZx S/T 1
tentacles ambivalence 1
Traci lords savannah 1
XmysseriX demo 1
Zombie X incest the first violent step 1

10″ List (Updated:03/17)

10” Titolo Quantità
APE UNIT Turd 40
DISSIPED Viva la crapula 2
HEADCRASH / LYMPHATIC PHLEGM Cyanosis 1
KALASHNIKOV / CONTRASTO Come il soffitto di una chiesa bombardata 1
RAW HATE / LIVET SOM INSATS Mental world war / …Till Vilket Pris? 2
Arturo Riflessioni 2

LP List (Updated:03/17)

LP Titolo Quantità
AA.VV. Non un sasso indietro 2
AA.VV. Kanivo Kaos 1
AA.VV. Italia violenta 1
AA.VV. dimmorna skingras vol.3 4
AA.VV. Inerzia della catastrofe 2
AFFLUENTE / FECCIA TRICOLORE hardcore 2
ANES ET BETEAUX / JOHNNY BOY ST 1
ARRACH / Suppose it’s war S/T 4
ASEDIO S/T 1
ASSHAMMER / SUFFERING MIND S/T 2
BARBARELLA You can’t keep a good girl down 1
BASTINADOS / BOSONOGO DJETINJSTVO S/T 1
BLACKCODE / UNREST S/T 1
BLEEDING Buio nelle vene 1
BREAKOUT Nothing in sight 1
BRUTAL BLUES S/T 1
CALL THE COPS Bastards 45
CARA NEIR / FLESH BORN S/T 1
CIORAN S/T 2
COLLIDE AND DISCORD Poligraphy 8
CONSPIRACY OF DENIAL S/T 2
CONTRASTO Tornare ai resti 1
CONTRASTO / NAGASAKI NIGHTMARE Rabbia trafigge immobile resa 1
COS / CORPORATION OF COSUMPTION Eat my tail 1
CRAVING FOR CHANGE The boring 1
DETERMINATION Leave it all behind 1
DISORDER / VIVERE MERDA Dawn of the miserable 1
DISTEMPER Sed Ron Satiata 2
ENTROPIAH Hundida existencia 1
EXILENT Signs of devastation 1
FAMINE razzin’ 1
FATHER MURPHY Live at Brigadisco’s Cave 1
FUOCO FATUO / BLACK TEMPLE BELOW 2
GAB DE LA VEGA Song of existence 1
GODSTOMPER / TERLARANG S/T 2
HUMAN COMPOST S/T 1
HUMAN CULL Stillborn nation 1
HUMUS Eterna Condanna 23
JACK neurosis 2
JHONNY MOX Ostinate Sermons 1
JILTED venti di guerra 2
KALASHNIKOV L’algebra morente del cielo 2
KALASHNIKOV L’algebra morente del cielo 1
Kataxnia 4
KOMATOZ Two hands 2
KOMPLOTT Sei vivo o sei morto a nessuno importa 1
KROIA / INU S/T 1
LA PIRAMIDE DI SANGUE Tebe 1
LE TORMENTA L’unico elemento 1
LOU QUINSE Reissue 1
LUDD RISING Fiume in piena 2
MANNAIA / MEATBALL EXPLOSION S/T 2
MEMENTO MORI / MILKADD S/T 1
MISERIA Niente da perdere 2
MONOZID A splinter for the pure 1
MURDERS CALLING All you need is violence 2
NEGOT Cicatrici 1
NO CONFIDENCE Keep going no where 1
NO SLOGAN Aversion therapy 1
NOWHITERAG Silence is violence 1
NOWHITERAG Nothing left 1
NOWHITERAG Daghdèinter 2
PIOGGIA NERA Danza dei miserabili 3
PLAKKAGGIO HC Fronte del sacco 1
RAW / MUCOPUS Fine delle trasmissioni 3
RAW HATE S/T 1
REPULSIONE Sunrip 1
SENSA YUMA Kickin & Screamin 1
Skeleton of god Primordial dominion 1
STORMO Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso 2
Sud disorder S/T 1
THE FAREWELL REASON / OUTRE’ S/T 1
THE SMASHROOMS Wildfire 1
TRIBE/RUIN Nation, state and liberty 1
TROUBLE VS GLUE / Trauerweide S/T 1
USURA Legado 4
WARFUCK The weak and the wicked 1
WARFUCK Neantification 1
Warpath L’oblio 10

7″ list (updated:03/17)

7pollici Titolo Quantità NOTE
AG FREIZEIT Der name ist programm 1
ANTICHRIST DEMONCORE / DISPARO S/T 2
ANTIMONITOR / NOFU S/T 1
ARKAZH / GORE Y GANG S/T 1
ASFIXIA S/T 1 verde e nero
BEARTRAP Stoughton forever 2
BESTIAL VOMIT / ARCHAGATHUS Sole malato 2
BIZZARE X / ULCERRHOREA S/T 1
BOOT DOWN THE DOOR Amigos 1
BOOT DOWN THE DOOR S/T 1
BOOTER S/T 2
CANCER SPREADING / CRUEL STORM S/T 1
Carlos Dunga / Eat You Alive s/t 1
CHOREA / ASMODINAS LEICHENHOUSE 1
COMMON ENEMY / EAT YOU ALIVE S/T 1
CONFUSIONE S/T 1
CONTINGENT ANONYME / TORQUEMADA S/T 4
CORNFLAKES FREAKS Suck my worm 1
COSPIRAZIONE / RAUCHERS Distruggere ogni muro 31
CULTO DEL CARGO Nel nome dell’uomo la tecnica macina carne 2
DAY OF THE DEAD S/T 1
DAY OF THE DEAD / THE DAMAGE DONE S/T 1
DETERMINATION If all else files 1
DETERMINATION They you step on the tiger’s style 1
DEVASTATION OF LIFE S/T 1
DEVIATE / FORGARDUR HELVITIS Battery of innocence 1
DILUTION Dilution 1
DINT S/T 1
DIRTY WOMBS / UNFIT EARTH S/T 3
DISLEKSICK / DECHE-CHARGE S/T 2
DOUBLE ME / LIFES S/T 2
DROP THE I/GONZALES S/T 1
DRUNKARDS / NIKOTINA Sperduti senza un nome cresciuti in uniforme / Nato per essere sfruttato 1 numbered
DYSMORFIC Born to be fucked 1
EASYGIRLS Goodnight sodoma 1
ELEVATE / PEDESTRIAN CROSSING The flight from feelings 3
ENGAGE When will this end 1
FAREWELL TO AMS A wathered down version of everything 1
FATMA / DETRITI / D.N.E. / TEATRO QUOTIDIANO Luna nera 1
FCT/MR.MURRUNGIO Infamidade e tirannia 1
FULL OF HATRED / CROSSING CHAOS S/T 1
FULL OF HATRED / DISKONTROLL S/T 1
GANG WAY, MAN! S/T 2
GRUMO / EBOLA S/T 1
HATE NO.3 Crucified ep 2
HERODISHONEST / REBOUND S/T 1
HOMOCONSUMENS / KUDY KAM Vocad Pocat 1
INDOCTRINATE And all hail to progress and efficiency 2
INEBRIOUS BASTARD / TERRORIST S/T 3
INFAMY S/T 1
ISOBEL S/T 3
KRIMTANK Avbrott EP 4
LA PROSPETTIVA / TUMULTO S/T 2
LOS REZIOS / TODSCHICKER Nuestro odio es vital/Gedanken eines rebellen 1
MANNAIA Ricordi di un estate 1
MASS GENOCIDE PROCESS / ORESCHFLEGEL S/T 1
MASS GENOCIDE PROCESS / SEE YOU IN HELL S/T 1
MEMENTO MORI S/T 2
MENTAL PARASITES / THE PUBLIC It’s time to act! 1
NEID / AGATHOCLES More Gain More Pain / Commitment Is Emprisonment 1
NEMESIS Dou-Koku 1
NUCLEAR CULT Cruel routine 1
OLIM PALUS / QUARTO POTERE 1184-2010 1
ONE MAN 100% BLUEZ S/T 2
OPUS DEAD / TROPIEZO Chicas de hoy/Cuerdas nuevas para vieja marionetas 2
PIGER / APPERCUT / CYBERTOOT / ZOMBIE S/T 1 vinile sfumato viola/grigio
RAINHOLD / THRESHOLD S/T 1
RAUCHERS / AB-HORIGENI Split of mind 2
RAUCHERS / DISTEMPER S/T 1
RED WITH ANGER / METASYSTOX Zuvielbevoelkerung 2
ROID S/T 1
RUGGINE Progressivo regresso 1
SANGRE DE LOS PUERCOS The lie, we die 2
SBS Grinding under the influence 2 Red
SCRAPS / ATTENTAT SONORE Dismantle the machine one country at a time/ Hymne a la joie 1
SELF JUSTICE La tempesta 1
SENSA YUMA Every day’s your last day 1
SHAMELESS Fourth floor
SHEEVAYOGA / STERBEHLIFE Spiel schnell oder sterbe/Human?definitions? 1
SLAPENDEHONDEN / WITNESS All blood lead southeast 1 vinile azzurro/grigio
SLAUGHTER IN THE VATICAN / COLLATERAL DAMAGE S/T 2
SOCIAL CHAOS / TERROR FIRMER Veleno che dà dipendenza 1
SPERRZONE Nicht mehr als 5 dm 1
SPOSA IN ALTO MARE / PSYCHOCHOTIC SUFFERANCE 2
SUBURBAN NOISE Sunward 1
SUBURBAN NOISE / ROOM 104 El sonido de la ciento y cuatro 1
SUFFERING MIND Destroy Mankind 1
TEETHING Ralph 1 silkscreened vinyl
TERRORAZOR / SLAPENDEHONDEN S/T 1
THE BREED S/T 2
THE SHINING / CRIPPLED FOX S/T 1
THE STOICKS / DEVICE S/T 2
THE TWINKLES Dancing with the pogo kids 1
THE VULTURES / STHLMS BLOODBAD High On Terror / Untitled 1 BLU
TUHKAUS S/T 1
TV KILLERS Splosh you up 2
TYRANNIZER ORDER / NOKTURNET Ultimate legacy ov hate 1
UNLEARN / KRUEL S/T 1
VALS / MISTAKE Toen niet, nu niet! 1 Rosso
VERONIKA VOSS Frantic b/w so what! 1
VIOLENT AFRAY Lets au it 2
VIOLENT HEADACHE / REPULSIONE Fast communism 1
WARPATH / NIS Nel dilagare della follia / origini d’odio 2
WEAVING THE DEATHBAG The devils puncline 1
WORLD DOWNFALL / NASHGUL S/T 1
X-MEN We won’t take part 1
XCENEREX Fast youth anathema 43
XkateXmosh / Fatal Nunchaku s/t 1
XKATEXMOSHX / SETA STAR SEPT S/T 1

Con i giusti occhi

«…Crediamo che sia importante identificare i collaboratori della macchina delle espulsioni. Chi, dalle espulsioni, dai pestaggi ed anche, a volte, dalle rivolte ci guadagna. Che sia importante portare la lotta contro i Centri anche al di fuori di quelle mura, che la lotta è ovunque per chi sa guardare con i giusti occhi. L’elenco che segue e che compone buona parte di questo opuscolo è solo una minima parte di quel lungo elenco che sarebbe l’intera macchna delle espulsioni ma è un buon inizio per capirne il funzionamento.»

Scarica, stampa e diffondi l’opuscolo (e fanne buon uso).

Considerazioni sulla detenzione amministrativa in Italia

Allo scopo di trovare una soluzione alla loro ingestibilità, per affrontare preventivamente un aumento delle problematicità legate alla tipologia e quantità dei futuri flussi migratori, i Cie, lungi dall’aver mai avuto una funzione altra rispetto a quella di deterrente collettivo, stanno subendo delle modifiche parziali, sia strutturali che gestionali. La direzione seguita è quella di un processo ipotetico di maggiore razionalizzazione, funzionalità, economicità gestionale e controllo interno. Lo scopo per cui è nata la detenzione amministrativa degli immigrati si può dire raggiunto? La risposta a tale quesito è estremamente difficile. Ciò che possiamo fare è cercare di fotografare la situazione attuale, cercare di mettere insieme i diversi accadimenti relativi alla detenzione amministrativa in Italia e comprendere quale direzione i Cie stiano intraprendendo. Lo scopo di una ricerca come questa, è inutile dirlo, resta sempre e comunque quello di conoscere meglio il nostro obiettivo, capirne meglio le caratteristiche per comprenderne meglio i punti deboli. Di Cie tanti ne parlano, ne versano lacrime e ne denunciano le angherie, tanti, davvero tanti, anche i più improbabili ne chiedono la chiusura. Questo sembrerebbe giusto e animato da buoni propositi, ma non è proprio tutto oro quel che luccica. Le richieste di chiusura, senza considerare l’assurdità del fatto che sono indirizzate alle stesse istituzioni che i Cpt/Cie hanno istituito, non fanno che proporre un diverso modo di gestione dell’immigrazione, una riforma che renda forse più umani i Centri o che ne proponga altre versioni. L’esperienza della riforma degli Opg dovrebbe aver insegnato molto in merito. Una prigione non può essere resa più umana, non esiste un modo più giusto per identificare e controllare. Le frontiere dovrebbero solo scomparire, tutte le carceri essere abbattute. Per questo i Cie non dovrebbero essere chiusi, ma distrutti, incendiati, danneggiati. “Fuoco ai Cie” al posto di “chiudere i Cie”, come tanti reclusi in rivolta ci hanno insegnato, ci sembra il modo migliore per affrontare la questione.

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Versione stampa

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Frontiere e lavoro. Gli schiavi della filiera agroalimentare

Riceviamo e pubblichiamo. Per contributi, scrivere a distrozione (at) autoproduzioni.net

Il sistema della detenzione amministrativa ed i tanti dispositivi della cosiddetta “accoglienza secondaria” sono certo funzionali al controllo e alla segregazione degli immigrati che giungono nella fortezza Europa ma, con uno sguardo più complessivo, funzionano anche da grandi bacini di erogazione controllata di forza lavoro sottopagata e iper sfruttata a tutto vantaggio dei grandi produttori. Infatti, la legislazione sull’immigrazione in Italia, subordinando la possibilità di permanenza sul territorio nazionale al possesso di un contratto di lavoro, offre ai padroni un’enorme disponibilità di manodopera servile come diretta conseguenza della condizione di clandestinità. Un detenuto in un CIE, un richiedente asilo semi detenuto in un CARA, un minore “affidato” alle strutture del sistema SPRAR, sono accomunati da un’esistenza precaria determinata dal possesso o meno di un foglio di carta. Su questa precarietà si fonda il ricatto del lavoro sottopagato che può raggiungere condizioni di vera e propria schiavitù.

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Considerazione sugli SPRAR e l’HC

Opponiti a tutte le leggi imposte
opponiti a chi, ti vuole comandare
strappandoti un voto per essere certo
che sarai, cio’ che lui vuole
obbligandoti ad essere un loro prodotto, a fare il suo gioco
apri i tuoi occhi, la tua vita e’ condizionata
tutto cio’ che loro ti fanno credere
semplicemente registrandoti e insegnandoti le verita’ che a loro sono piu’ comode
combatti
non basta vandalizzare una strada da ubriachi
non basta avere una divisa di vestiti firmati
non basta girare i chili di droga per essere piu’ vivi
non basta supportare una scena che e’ fine a se stessa
vivere è avere una logica in tutti i tuoi atti
organizzati, per fottere metodi ed istituzioni
e non per essere fottuto
sei studiato, sei programmato
e quello che sei, l’hanno voluto”

Grandine – Opposizione

Il 29 Marzo 2016, a Massafra nel “misterioso” convento di S.Agostino, si è tenuto il concerto Hardcore punk con: Doom, Inganno, Entact e Cruentus , organizzato dagli Entact con l’arci LABinrinto. Superata la “misteriosità” dello spazio, siamo venuti a sapere la sua identità attraverso l’insegna posta all’entrata. L’ex monastero, nella quotidianità, ospita lo sprar Motvs Animi.

Gli sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono luoghi che si inseriscono nella macchina delle espulsioni. Il tentativo di controllo e speculazione sulle migrazioni è articolato da varie forme detentive, più o meno coercitive. Lo sprar è appunto considerato uno dei luoghi più “umani”. Privi di inferriate e aguzzini, vengono perlopiù visti come strutture di benevola accoglienza, dove all’immigrato viene offerto un letto e un pasto giornaliero.

Ma sopratutto, gli sprar, insieme a Hotspot, CARA e CIE, fungono da strutture dove “smistare” i migranti, in maniera del tutto arbitraria, sulla base della loro provenienza. Chi migra in Italia non è più un individuo, ma si trasforma in un numero per statistiche volte allo smistamento, appunto, di forza lavoro ricattabile per i paesi europei. L’attesa, nella speranza di ottenere un permesso di soggiorno condiziona notevolmente la vita degli “ospiti” di tali strutture.

All’interno di questi luoghi fra i vari progetti è comparso da qualche tempo quello dei lavori”volontari”. Ai migranti vengono assegnati lavori per rimborsi spese ridicoli. Con la scusa di riempire il tempo degli”ospiti” il comune ha forza lavoro sostanzialmente gratuita. Le persone sono costrette a restare nei centri per avere i documenti ma per questo non possono vivere autonomamente. Come contropartita alla loro accoglienza dovranno fornire lavori sociali agli stessi che controllano le loro esistenze. Oltre questo, molti di loro rappresentano un bacino di forza lavoro fruibile dalla logistica all’agricoltura, sostenendo di fatto l’economia dello sfruttamento.

Tra i vari gestori dei centri sprar spesso ritroviamo le candidature di arci.
Gli arci sono luoghi di aggregazione sulla base di contenuti ben definiti ed una linea politica al quanto discutibile. Da sempre abbiamo visto come la posizione degli arci sia lontana dallo spirito di autogestione che anima il punk hardcore.

Per quanto lo svuotamento dei contenuti della scena non ci giunga nuovo, coscienti che questo sia responsabilità di tutti e tutte noi, siamo forse al punto limite. Fino a ritrovarsi ad avere da ridire su tutto questo in pochissime persone e non trovare sponde neanche nei gruppi che suonano o in chi ti sente affrontare la questione. O a sentirsi rispondere dagli organizzatori che capiscono le tue perplessità ma le necessità pratiche di una piccola realtà di provincia giustificano questo genere di scelte. Arrivando per sfinimento a tirar fuori quello che di fatto pensano:

che le persone ricevano vitto e alloggio e non pagano nulla; che il concerto sia un modo per permettere agli ospiti di incontrare persone; che nell’arci si offra aiuto nell’integrarsi attraverso le iniziative.

Giustificazioni che si rifanno da una parte a una visione pietista della categoria del migrante, e dall’altra a un idea mediatizzata e razzista che vede chi migra come detentore di maggiori diritti e servizi rispetto agli italiani.

Crediamo che sia necessario avere una visione maggiormente critica dei luoghi e delle situazioni in cui ci ritroviamo o dove ancor peggio ci organizziamo, che scendere a compromessi per necessità pratiche o altro non possa essere parte di quelle logiche, quali l’autogestione, la lotta contro ogni forma di autorità e il rifiuto di qualsiasi mediazione con essa.

Releases list

Su “La riproduzione artificiale dell’umano”

Abbiamo ricevuto qualche tempo fa questo contributo rispetto il libro di A.Escudero (A cura del collettivo “Resistenze al nano mondo”, Ortica Editrice, 2016).
Una critica ed un’analisi sul libro di Escudero che affronta la questione delle tecniche mediche di procreazione da un punto di vista radicalmente critico rispetto alle tecnologie.
Il suo sguardo è quindi, in parte, anche quello di colei che scrive l’analisi che vi proponiamo.Il sistema tecno-industriale che avvelena le vite e la terra va analizzato, criticato e combattuto.
Il libro di Escudero va in questo senso, condanna la mortifera avanzata della tecnologia, del capitalismo che tutto vuole mercificare e addita i suoi sostenitori e falsi critici. Ma manca qualcosa…

Scarica la versione da stampa o da lettura

Old flyer

Some flyer of what we have made/collaborate/partecipate in past… Just some of all the stuff we have done till now..

 

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Fragile il vetro della clessidra

Riceviamo e diffondiamo il seguente contributo su guerre, esercitazioni, militarizzazione dei territori e delle frontiere: Siamo nemici della guerra. Come tutti vediamo i missili, i bombardamenti degli Stati, le stragi della cronaca, la realtà della guerra di tutti i giorni. Vediamo che reale è la necessità della fuga dalla propria casa, dai propri amici, dai propri amori. Vediamo vite come granelli di sabbia, chiuse in un sistema che torna ad uccidere ogni giorno, ma di cui intravediamo la fragilità. Reale è la strada impercorribile di chi sogna ogni giorno la possibilità di assaporare la vita, reali sono le frontiere, le divise militari in ogni dove, le reclusioni, le espulsioni, il fiato pesante e onnipresente delle polizie e degli Stati. Reale è la nostra voglia di affrontare questo nemico.

Scarica, stampa e diffondi.