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OCCUPAZIONE dellABI
di Roma. Il blitz pacifico è scattato sotto gli occhi increduli dei
funzionari Digos che pensavano a un semplice volantinaggio davanti alla
libreria Feltrinelli di largo Argentina. Alcuni volti
noti della questura avevano provato a strappare informazioni utili agli
attivisti del Comitato romano contro il G14 che si erano dati appuntamento nel
cuore del centro storico di Roma.
Alle 12 puntuali, tra turisti
accaldati e un traffico già impazzito, un gruppo di circa duecento
persone si è mosso velocemente verso piazza del Gesù bloccando il
traffico ed esponendo due grandi striscioni: «Mutui distrutti diritti per
tutti» e «No al protocollo, libertà di movimento».
«Mentre si colpiscono i
diritti del lavoro e si tagliano le risorse per la formazione pubblica –
si leggeva sul volantino distribuito ai passanti – la rendita continua a
saccheggiare le città, negando il diritto alla casa a milioni di persone
attraverso affitti impossibili e mutui che valgono uno stipendio».
Nel frattempo, un altro gruppo di
circa 50 persone, fra studenti, famiglie sfrattate e inquilini di enti in
dismissione, è salito negli uffici della sede nazionale dell’Abi,
Associazione bancaria italiana.
Obiettivo dell’azione, un
incontro con la direzione per discutere di «moratoria dei mutui e reddito
sociale». Dopo un lungo tira e molla, con alcuni momenti di tensione
provocati dall’arrivo improvviso di decine di agenti di polizia e
carabinieri, la direzione dell’Abi e il responsabile alle relazioni
esterne hanno deciso di ricevere una delegazione dei manifestanti.
Nell’incontro, andato avanti durato quasi un’ora, sono stati
affrontati i nodi della crisi economica e le responsabilità delle
banche, a partire da alcune storie esemplari.
Bruna, 78 anni, ha illustrato la
vicenda della sua casa, «cartolarizzata»
e messa in vendita dalla banca. Una famiglia sfrattata ha raccontato la
difficoltà di accedere a un mutuo per chi ha un lavoro precario,
«mentre in tutta la città restano vuoti migliaia
di appartamenti che nessuno riesce più ad acquistare».
Ma oltre alla questione dei mutui,
si è parlato di pignoramenti e dei cosiddetti «fondi
dormienti», quei conti correnti [diversi miliardi di euro] abbandonati e
inutilizzati, che una legge dello stato intendeva destinare a progetti di
utilità sociale o per la stabilizzazione di alcuni settori di lavoro
precario. Ancora oggi, però, questa montagna di soldi resta in mano alle
banche.
La direzione dell’Abi si
è detta disponibile ad avviare un tavolo di confronto cittadino insieme
alla prefettura, al Comune e alla Regione Lazio.
Il primo incontro è fissato
per lunedì 30 marzo alle 17,30, alla sede di piazza del Gesù e
sarà coordinato dal responsabile regionale dei «mutui reatil» [i mutui familiari], Antonio Messina. Il
confronto partirà dalle proposte presentate dai movimenti: moratoria dei
mutui per la casa, blocco dei pignoramenti, utilizzo dei «fondi
dormienti», istituzione di un «fondo sociale», in convenzione
con
«Il tavolo dovrà
trovare soluzioni concrete – ha commentato una esponente
del Comitato romano contro il G14 – Non sarebbe male un intervento delle
banche per il sostegno dell’affitto o al mutuo per chi ha un reddito
precario. Qualcuno questa crisi dovrà pur pagarla».
In vista della manifestazione di
sabato prossimo, i movimenti hanno lanciato quattro concentramenti che
raggiungeranno il corteo promosso dal Patto di base. Alle 13,30, piazzale Aldo
Moro, stazione Tiburtina, Porta Pia, via Cesare de Lollis.
I NUOVI CACCIA F-35 COSTERANNO 13
MILIARDI. Entro il 16 aprile le commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno
esprimersi sul programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa
Ignazio
Velivoli 'stealth'
di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta
la flotta aerea d'attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell'Aeronautica e dagli Harrier-II
della Marina.
Sessantanove F-35A a decollo
convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre sessantadue F-35B a
decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei 'Garbaldi' e 'Cavour'.
Per le missioni all'estero.
Nei mesi scorsi il capo di Stato
Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini,
aveva definito l'acquisizione degli F-35
"assolutamente vitale per la difesa" del nostro Paese.
In realtà, per la 'difesa'
propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi
oltre 7 miliardi di euro per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter
in sostituzione dei vecchi F-104.
Pur definendo il programma come
"destinato alla difesa nazionale", il testo che il ministro
Un affare per Finmeccanica.
I caccia F-35 sono il frutto del
programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf)
lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni '90, al
quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l'Italia nel 1996 con
il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D'Alema e nel
2002 dal secondo governo Prodi).
Il nostro Paese partecipa al
consorzio industriale Jsf - guidato dalla
statunitense Lockheed Martin - tramite l'Alenia,
l'azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica. Lo stabilimento piemontese di Cameri (Novara) è già stato attrezzato per
diventare l'unica linea di montaggio finale del velivolo al di fuori fuori dagli Stati Uniti,
dove verranno assemblati tutti gli F-35 destinati alle forze aeree del Vecchio
Continente (per ora è certa l'Olanda). Secondo i piani, l'Alenia di Cameri si occuperà anche delle successive revisioni
e aggiornamenti per tutta la vita operativa degli
F-35, vale a dire per altri trentacinque anni circa.
Un riarmo contro la crisi.
Secondo
Insomma, il riarmo come via
d'uscita dalla crisi economica, come con
Di certo - questo il documento di
L’INCENERITORE DI ACERRA
PRODURRÀ 600 TONNELLATE DI CENERI E SCORIE AL
GIORNO CHE ANDRANNO SMALTITE IN DISCARICA.
Lo afferma in una nota il Wwf. L’impianto, spiega l’associazione ambientalista,
“produrrà ceneri e scorie pari a circa il 30% in peso di
ciò che vi entrerà. Su duemila
tonnellate in entrata di rifiuti al giorno, produrrà 600 tonnellate al
giorno di ceneri e scorie da smaltire in discarica”.
Inoltre, sottolinea il Wwf,
“emetterà comunque ogni giorno oltre 11,5 milioni di metri cubi di
fumi che con il loro carico di inquinanti contamineranno aria, suolo e
acque”.
“E’ questa la scomoda
verità che viene largamente sottaciuta o dichiarata
controllabile”, spiega Ornella Capezzuto,
presidente del Wwf Campania.
“La tragica esperienza della
gestione dei rifiuti in Campania – prosegue – e i gravi casi di
cattiva conduzione degli inceneritori in altre parti d’Italia (Colleferro) inducono il Wwf, oggi più che mai, a
denunciare tutti i rischi per la salute e l’ambiente che potranno
derivare dalla messa in funzione di questo impianto”.
“Del resto – prosegue
l’associazione – anche un impianto che rispetti i limiti di legge
potrà emettere, a norma, fino a 100 picogrammi
di diossine per metro cubo”. Diossine, furani, Pcb
e metalli pesanti sono particolarmente pericolosi in quanto sono persistenti,
vale a dire che tendono a concentrarsi nell’ambiente e sono bioaccumulabili, tendono cioè a concentrarsi lungo
la catena alimentare.
“Anche se dovesse emettere
– ammonisce il Wwf – meno di 50 picogrammi
di diossine per metro cubo, ossia la metà del limite previsto dalla
normativa, l’impianto di Acerra emetterà
comunque ogni giorno un quantitativo totale di queste sostanze pari a circa 550
milioni di picogrammi. Considerato che la dose
tollerabile giornaliera per un adulto di
Il Wwf, che
“da anni ha proposto in Campania un ciclo dei rifiuti virtuoso”,
esprime “forte preoccupazione circa l’inquinamento che
l’impianto di Acerra produrrà in
un’area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale.
Se dovesse essere pienamente
attuato il piano del Governo, a causa del sovradimensionamento degli impianti
di incenerimento, si annulleranno le politiche più virtuose di
trattamento dei rifiuti che devono passare attraverso la diminuzione della
produzione e il decollo delle raccolte differenziate finalizzate al recupero di
materia. Il Wwf ribadisce ancora l’urgenza di avviare
immediatamente serie e concrete iniziative in tal senso”.
ACERRA (NAPOLI), 26 MAR - La polizia ha bloccato il corteo di
manifestanti diretto all'inceneritore di Acerra a
circa un chilometro dall'impianto. Le forze dell'ordine in assetto antisommossa
hanno fermato il corteo nei pressi del ponte della Strada Statale 162. I
manifestanti stanno cercando una trattativa con i dirigenti della polizia per
poter proseguire il cammino fino al termovalorizzatore.
ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini
Mentre nel paese imperversano
discussioni sull' eutanasia, grembiulino a scuola,
guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza
dire niente a nessuno ha dato il via alla >privatizzazione dell'acqua
pubblica. *_Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto
legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici
deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica_*.
Così il governo Berlusconi
ha sancito che in Italia l'acqua non sarà >più un bene
pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da >multinazionali (le
stesse che possiedono l'acqua minerale).
Già a Latina
La privatizzazione dell'acqua che
sta avvenendo a livello mondiale >provocherà, nei prossimi anni,
milioni di morti per sete nei paesi più poveri.
L'uomo è fatto per il 65%
di acqua, ed è questo che il governo italiano >sta mettendo in
vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una >merce, è un
diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per >trarne
illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le
prossime guerre.... Guerre che saranno dirette
dalle>multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i
grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.
NIENTE TETTI PER LE RETRIBUZIONI DEI
TOP MANAGER DELLE BANCHE ITALIANE.
Mercoledì 25 marzo 2009
Le banche potranno continuare a
chiedere soldi allo stato, andare sull'orlo del fallimento, pretendere ancora
soldi dallo, dare bonus e retribuzioni milionarie ai
loro manager.
Questo non lo ha stabilito un
truffatore qualsiasi, ma il re della truffa ai danni dei poveri cristi.
Il protocollo firmato oggi da
Tremonti e Faissola si occupa anche dei premi legati
alla liquidazione dei banchieri chiedendo che siano trasparenti e ragionevoli:
«Qualora sia previsto a favore di
amministratori o vertici aziendali o traders il
riconoscimento a qualunque titolo, al momento della cessazione dell'incarico,
di benefici economici, essi siano ragionevoli e opportunamente resi pubblici,
fermo restando quanto previsto dal ccnl, se
applicabile».