Casella di testo: 11 febbraio 2009																	informazioni sparite dai media
LA NOTIZIA CHE NON C’È

 

 

 


La corte di giustizia de L’Aia contro un altro “tiranno”

Acqua in bocca

Putin e la pensione alle donne                                                                                    

I vertici vaticani contro la pedofilia

La Cina e la crisi                                                                                                              

Caccia libera !

Ancora violenze contro gli studenti

 

MANDATO DI ARRESTO CONTRO IL PRESIDENTE SUDANESE. Il mandato d'arresto emesso dal Tribunale penale internazionale per il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir per crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur è già diventato un caso diplomatico di vasta portata

Secondo l’Onu dal 2003 nel Darfur ci sono stati circa 300mila morti e 2,7 milioni di profughi, soprattutto civili.

Alcune delle forze ribelli della regione che combattono da anni contro il governo sudanese sono apertamente e militarmente armate e sostenute dagli Stati Uniti, da alcuni governi dell’Unione europea e , intensamente, da Israele, che le addestra militarmente.

La Corte dell'Aia non dispone di una propria forza di polizia e la responsabilità di arrestare e trasferire il presidente spetterebbe agli Stati (e qui evidentemente qualcuno si prepara ad una qualche “guerra umanitaria”, come già nella ex Jugoslavia). La Corte dovrà trasmettere «immediatamente» la richiesta di arresto al Sudan e agli Stati membri della Corte e ai membri del consiglio di sicurezza dell'Onu. Il vice ministro della Giustizia sudanese ha immediatamente fatto sapere che «il Sudan non consegnerà nessuno».

Cina, Russia, Egitto, Unione africana, Conferenza islamica e Lega araba hanno manifestato contrarietà e preoccupazione che in questo modo si possa mettere a repentaglio il delicato processo di pace nel paese del Sudan occidentale, destabilizzare ulteriormente la regione e provocare una recrudescenza del conflitto.

Il governo di Pechino, uno dei maggiori partner commerciali del Sudan, si è dichiarato «dispiaciuto e preoccupato» per il provvedimento della Cpi e ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di sospendere il processo contro il capo di Stato sudanese. Analoga richiesta è stata espressa dalla Russia e dal ministro degli Esteri egiziano Abul Gheit, che ha chiesto una riunione urgente dell'organo dell'Onu per ottenere l'applicazione dell'articolo 16 dello statuto della Cpi, secondo il quale il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite può congelare un mandato di arresto del Tribunale per un periodo di 12 mesi rinnovabili.

Intanto a Khartoum, subito dopo la notizia del mandato d'arresto, migliaia di persone si sono radunate in piazza dei Martiri per esprimere il sostegno a Bashir che si è unito alla folla e ha lanciato accuse pesanti contro «i veri criminali» ovvero «i leader di Stati Uniti e dei Paesi europei» e accusato le organizzazioni internazionali di «neocolonialismo» per aver sfruttato la guerra del Darfur.

Cina e Russia sono tra i principali partner economici del Sudan, paese ricco di petrolio. Proprio tale cooperazione è all’origine delle inquietudini e della ostilità degli Stati Uniti, dell’Unione europea e della NATO nei confronti del governo islamico sudanese e del presidente Bashir: ma la religione non c’entra…. Intorno alla vicenda del Sudan si combatte una guerra e una competizione globale tra le grandi potenze imperialiste e neo-coloniali, da un lato, ed una schieramento composito e articolato di forze che svolgono oggi una funzione obbiettivamente antimperialista.

 

ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini. Mentre nel paese imperversano discussioni sull' eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi

senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).

Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.

L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.... Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.                                                              

Acqua in bocca.

Putin: pensioni donne, no aumento età Premier russo ha risposto alla domanda di una disoccupata

Il premier russo Vladimir Putin ha assicurato che in Russia, contrariamente all'Italia, non aumentera' l'eta' pensionabile delle donne. In Russia l'eta' pensionabile e' di 55 anni (60 per gli uomini). Rispondendo a una donna disoccupata sulla possibilita' di aumentare per le donne l'eta' della pensione, Putin ha detto: 'No, non credo, anche se voglio attirare la vostra attenzione sul fatto che in Italia alle donne hanno aumentato l'eta' pensionabile a 65 anni'

Pedofilia, travolto il segretario di tre Papi SEGRETARIO privato di ben tre papi, tra cui Giovanni Paolo II, il vescovo irlandese John Magee è stato costretto ieri a dimettersi, travolto da un' inchiesta su presunti casi di pedofilia. Magee, vescovo dal 1987 di Cloyne, nel sud dell' Irlanda, si è trovato al centro di uno scandalo scoppiato nella sua diocesi su presunti abusi sessuali su minori da parte di preti. Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica irlandese è stata sconvolta da diversi episodi di pedofilia ed accusata di aver coperto alcuni di questi casi. Più volte, le autorità ecclesiastiche si sarebbero limitate a spostare di parrocchia i preti accusati degli abusi dai minori. Lo scorso dicembre, proprio il vescovo Magee fu criticato dal "Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini" per il caso di due preti della diocesi di Cloyne accusati di violenze su minori. Nei confronti di quei religiosi non era stata adottata nessuna sanzione ecclesiastica. Solo nel 2008, ventisei diocesi irlandesi hanno sporto cinquantasei denunce per abuso, una ventina delle quali coinvolgevano preti già deceduti. Un solo prete è stato incriminato. Queste ed altre vicende hanno seriamente intaccato l' autorità morale della Chiesa cattolica irlandese. Lo scorso4 febbraio il vescovo Magee avrebbe chiesto direttamente al papa Benedetto XVI di nominare un amministratore apostolico per gestire la diocesi fino a quando non sarà nominato un nuovo vicario. Per ricoprire questo ruolo, il Vaticano ha scelto l' arcivescovo Dermot Clifford. «La rapidità con cui il Santo padre ha preso questa decisione indica l' importanza che la Chiesa accorda alla salvaguardia dei bambini e quanto abbia a cuore i bisogni delle vittime», ha dichiarato il cardinale Sean Brady, primate d' Irlanda. Un prelato della diocesi di Cloyne ha detto che «questa nomina consentirà al vescovo Magee di cooperare pienamente con la commissione d' inchiesta voluta dal governo irlandese per far luce sugli abusi commessi sui bambini». John Magee è nato nel 1936 in Irlanda ed è stato segretario privato di ben tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Nel 1992 papa Wojtyla lo nominò Maestro di cerimonie pontificie. - PIETRO DEL RE

COME SI MUOVE LA CINA NELLA CRISI. Il Forum economico mondiale di Davos (Svizzera),svoltosi a fine gennaio, ha riunito circa 2.600 uomini politici, economisti e dirigenti d’impresa di 96 paesi. Il tema: cercare un'uscita alla crisi. Sotto i riflettori è stato l’intervento del primo ministro cinese, Wen Jiabao, che ha colpito osservatori dei più diversi orientamenti.

Tra questi, Luc Cortebeeck, presidente del CSC, la Confederazione dei Sindacati Cristiani del Belgio (CSC-Belgique) è a Davos, che ha pubblicato un commento sul quotidiano De Standaard. A proposito del discorso pronunciato dal primo ministro cinese Wen Jiabao, ha sostenuto, tra l’altro:

“Oggi, più che di analisi, abbiamo bisogno di capire come agire contro questa crisi. Sentiamo opinioni di ordine filosofico. Ma nessuno sa realmente in che maniera comportarsi. Il primo ministro cinese è stato franco e preciso. Ed io penso che la Cina diventerà il motore del rilancio economico nel mondo. Wen Jiabao ha presentato un piano cinese in cinque punti:

1.     Sarà stanziata una enorme quantità di denaro per la costruzione di linee ferroviarie e di abitazioni, per la ricostruzione delle regioni toccate dai terremoti, per l'aiuto alle piccole e medie imprese (PMI);

2.     le banche saranno fornite di liquidità, in modo che possano sostenere prestiti alle imprese;

3.     l'industria verrà modernizzata per rispondere alle imprescindibili necessità di uno sviluppo che sia “sostenibile” ed “ecocompatibile”;

4.     la ricerca scientifica, l'insegnamento, la formazione e l'innovazione saranno considerati assolutamente prioritari;

5.     la Cina realizzerà un sistema di sicurezza sociale a largo raggio, con pensioni, indennità di disoccupazione e assicurazione malattia (un’impresa titanica per un paese in via di sviluppo, con quasi un miliardo e mezzo di persone – ndt). Soltanto allora i lavoratori si sentiranno più tranquilli nello spendere i loro soldi e i loro risparmi,perché non dovranno più essi stessi risparmiare per la loro sicurezza sociale primaria.

Registriamo anche che le autorità cinesi non sono ancora sufficientemente favorevoli alla libertà d'organizzazione e ai sindacati liberi. Il sistema continua a essere pensato dall’alto al basso. Anche questo prima o poi dovrà cambiare, ma, ciò nondimeno, non si può negare che esse abbiano un piano di rilancio e di uscita dalla crisi molto chiaro e concreto” (De Standaard, 30 gennaio 2009).

Riforma dell’assistenza sanitaria.

Alcuni giorni prima, il Quotidiano del Popolo (organo del Partito comunista cinese) annunciava il piano tanto atteso. Vi è stato un grande dibattito pubblico nel Paese e con la popolazione, anche tramite Internet. Il quotidiano cinese ha citato in particolare il professore Gu Xin, dell'università di Pechino, che si è pronunciato a favore di un “recupero verso l'economia pianificata”. Dal canto suo, Liao Xinbo, direttore aggiunto dell'ufficio provinciale di sanità della capitale, ha chiesto che si traggono maggiori insegnamenti dall’esperienza di un paese come Cuba, aggiungendo che sulla proposta originale di riforma, le cifre trasmesse non erano sufficientemente dettagliate in relazione al finanziamento da parte delle autorità. Il dibattito sul sito del Quotidiano del Popolo ha registrato oltre 35.000 commenti.

Il piano finale è stato presentato la settimana scorsa e, questa volta, corredato di cifre più precise: nel corso dei prossimi due anni, le autorità cinesi investiranno 123 miliardi di dollari in una rete che garantirà tutte le cure sanitarie di primaria importanza alla totalità degli oltre 1.300 milioni di abitanti del paese (fonte: articoli del Quotidiano del Popolo Giornale del 15 dicembre 2008 e del 25 gennaio 2009).

 

Orrore libero. Il disegno di legge del senatore Franco Orsi. Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi.

Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze.

La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Ecco la lista degli orrori:

- Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!

- Scompare la definizione di specie superprotette. Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

- Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

- Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi. Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

- 700 mila imbalsamatori. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?

- Mortificata la ricerca scientifica. L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.

- Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili. Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette! Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!

- Licenza di caccia a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!

- Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.

- Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!

- Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.

- Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

- Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook.
Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita.

 

Lettera di uno studente pisano a Beppe Grillo

"Caro signor Grillo,

sono Edoardo, ho 22 anni, studio alla facoltà di Scienze Naturali di Pisa e collaboro come free lance con il giornale toscano "il Tirreno". Venerdì pomeriggio io e un amico ci siamo recati alla facoltà di Giurisprudenza per assistere all'incontro con il senatore Marcello Pera, il quale doveva presentare un libro. L'idea era quella di provare a fare qualche domanda, ma purtroppo le cose non sono andate così. Arrivati davanti alla facoltà, ci siamo uniti al sit-in di protesta, poichè la facoltà era stata blindata. I poliziotti in tenuta antisommossa non hanno permesso a noi studenti di entrare nella facoltà e hanno intimato il dietrofront. noi abbiamo fatto un cordone non violento e, a mani alzate, abbiamo continuato a chiedere a gran voce di darci la possibilità di partecipare al dibatittito... non l'avessimo mai fatto... come potrà rendersi conto dai video, è bastato un minuto perchè gli animi dei ragazzi della celere si infiammassero. Abbiamo subito tre cariche e molti ragazzi si sono fatti male. alcune ragazze hanno ricevuto manganellate sugli arti, io ho una mano lussata e molti giovani che non conoscevo si sono ritrovati con la testa rotta... io non la chiamo per chiederle solidarietà (o forse si), ma le persone che sono finite negli scontri non erano "facinorosi", bensì giovani studenti che erano li per caso: a pensi che all'ospedale ho incontrato due ragazzi di 18 anni, due studenti calabresi che vivono a Pisa per fare l'università da nenche sei mesi, apolitici, che volevano solo assitere al dibattito.... il fatto è questo ....oltra al danno la beffa.....è vero che nel video alcuni ragazzi hanno acceso un fumogeno....ma da qui a pensare che otto poliziotti si siano feriti mi viene da ridere....io c'ero...e non sono un violento.....più sono saliti i nostri ferit, più aumentavano quelli dei poliziotti..... il fatto è che dai video si vede che siamo stati aggrediti....eppure stanno incominciando a fioccare le denunce contro di noi (resistenza???) e la stampa nazionale ha riportato solo i feriti della celere ... io sono sconvolto signor Grillo, qui è sempre peggio... se persino una città con un forte animo di sinistra come Pisa incomincia a vedere queste cose vuol dire che qualcosa è definitivamente cambiato....io la prego di rispondermi, anche solo per dirmi "non mi interessa" , la prego davvero... sono tre giorni che non dormo....

Chiedo scusa per al lettera che riporta le notizie senza né capo coda ma mi sento ancora molto scosso....sul sito di Pisa notizie potrà visionare i video..." Edoardo