Chi siamo?

Che cos’é il TerzoPiano Autogestito?

Il TerzoPiano Autogestito è uno spazio all’interno della facoltà di Architettura di Napoli okkupato nel 1995 da un gruppo di studenti per realizzarvi in piena autonomia inziative politiche e culturali. Il TPA non è un’associazione di studenti con fini corporativi; esso nasce dal rifiuto di delegare ad altri soggetti la determinazione del proprio percorso culturale e politico. Si riconosce nella pratica politica dell’ Autogestione ed Autorganizzazione sociale, dove i soggetti portatori di bisogni ( studenti, lavoratori, disoccupati… ) costituiscono, in autonomia dalle istituzioni e dallo stato, le proprie forme di aggregazione e maturano le proprie riflessioni e rivendicazioni sociali.

 

La Storia

Dieci anni or sono un gruppo di studenti di architettura, stanchi della routine universitaria, decise di realizzare uno spazi dove incontrarsi, studiare e confrontarsi in autonomia dal percorso di studi ufficiale. I locali dell’ex Dipartimento di Tecnologia, al terzo piano di palazzo Gravina, erano da anni abbandonati e ridotti ad una discarica di materiali edili: li ripulimmo ed attrezzammo progressivamente a nuove funzioni. Nacquero così, accanto ad un’aula per lo studio e le riunioni, una sala per proiezioni con cineteca, una piccola biblioteca, un archivio di file musicali, un laboratorio informatico, uno per la produzione di plasitici, un altro per lo sviluppo fotografico. Da allora decine di studenti hanno frequentato il TerzoPiano, collaborando alla realizzazione di cineforum, workshop, mostre, dibattiti, manifestazioni, assemblee; per molti è stata un’esperienza di libertà nell’arco dell’esperienza di studi, per altri l’inizio di un lavoro politico e culturale che è continuato anche dopo la laurea. Non un soldo è stato chiesto all’Università, che paga solo acqua e corrente elettrica; tutte le spese per le attrezzature e le iniziative del TerzoPiano provengono dalle sottoscrizioni delle feste che organizziamo periodicamente a palazzo Gravina.

Sindacato, associazione, rappresentanza studentesca? Non siamo nulla di questo, per frequentare il TerzoPiano non servono tessere o prove di ammissione ma spirito critico e voglia di confrontarsi e lavorare insieme.

Facciamo politica? Certamente. “Solo gli studenti poco seri pensano solo a studiare, e solo gli architetti irresponsabili si preoccupano solo dell’architettura”, ricordava anni or sono Leonardo Benevolo. Rifiutiamo l’ideologia di chi vuole l’Università “aperta al territorio” ma distaccata dai conflitti sociali, che ne espelle i disoccupati in lotta mentre fa ponti d’oro agli imprenditori; per questo collaboriamo con centri sociali, collettivi, movimenti di lotta per la casa e l’ambiente, organi di informazione indipendente.

Siamo comunisti, autonomi, anarchici, noglobal o che? Ognuno di noi ha le sue idee ma le etichette non ci piacciono. Certamente siamo antifascisti, antimperialisti e di sinistra; ma, prima di tutto, siamo persone che si sforzano di pensare con la propria testa, ricusando l’intruppamento mentale che asfissia l’Università (e non solo l’Università!). Rifiutiamo l’ordinamento di una facoltà che una sequenza nociva di riforme burocratiche ha progressivamente ridotto ad una “scuola di architettura” (non nel senso del Bauhaus ma di un megaliceo di scarsa qualità). Alla proliferazione di corsi di laurea ed insegnamenti utili solo a riprodurre le baronie accademiche e le loro clientele, si è affiancato l’incremento vertiginoso dei costi per lo studio (tasse, spese per gli esami, fitti degli alloggi per fuorisede) e il progressivo restringimento della libertà di scegliere i contenuti e i tempi del nostro percorso di approfondimento. Chi è iscritto da qualche anno, avrà già preso coscienza della pochezza ed arroganza di gran parte dei nostri docenti, incapaci di insegnare alcunché.

Che fare? Molti decidono di turarsi il naso ed intraprendere una corsa fino alla laurea; è comprensibile, ma il mondo lavorativo alla fine del tunnel non è meno frustrante di quello universitario. Non abbiamo fatto un’altra scelta, quella di organizzarci qui e adesso per contestare l’attuale sistema di apprendimento e realizzare iniziative di autoformazione. Siamo convinti che un vero miglioramento delle nostre coscienze e conoscenze possa venire solo da una piena assunzione di responsabilità; per questo rifiutiamo di farci rappresentare da tristi figuri che adoperano gli organi elettivi accademici solo per costruirsi carrierucce politiche e professionali per questo pratichiamo l’autogestione, che significa autonomia dalle istituzioni e responsabilità collettiva nella gestione degli spazi come nella realizzazione delle iniziative. Spazi e attrezzature del TerzoPiano non appartengono a nessuna camarilla, sono frutto del lavoro di tanti ed aperti a tutti coloro che vogliono farne un uso intelligente e creativo.

Chi è arrivato alla fine di questo volantino potrà domandarsi se abbiamo detto cose vere o un mucchio di balle; c’è un solo modo per verificarlo, venire al TerzoPiano e provare a realizzare, insieme ad altri, un’idea.

terzocartellone

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