lunedì, dicembre 18, 2017
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Cultura NO TAV

Libri e pubblicazioni NO TAV

Nemico PubblicoNemico Pubblico
Pecorelle, lupi, sciacalli

Oltre il tunnel dei media: una storia no tav
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a cura del Comitato NO TAV Spinta dal Bass e Spazio sociale VisRabbia

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Edizioni Centro di documentazione sulle Resistenze
Valle di Susa
2013
Prezzo di copertina a offerta
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Questo libro nasce dalla volontà di divulgare l’analisi e le riflessioni su quello che riteniamo essere un grave sopruso che ha coinvolto un gruppo di amici, colpendone uno solo. Vorremmo provare a mettere a nudo alcuni dei meccanismi “perversi” che regolano il mondo dell’informazione e di quello, a esso strettamente connesso, del PotereLa nostra analisi dei fatti rivela un attacco mediatico in piena regola capace di creare ad arte il “mostro” per colpirlo e distruggerlo, distogliendo l’attenzione dalla lotta al TAV che in quei giorni stava riscuotendo simpatie e solidarietà in tutta Italia. Una manovra subdola e purtroppo perfettamente riuscita, che ha saputo smuovere gli istinti più bassi e beceri della popolazione, annebbiando le sue scarse e residue capacità di analisi e di critica sui movimenti sociali e sui meccanismi di manipolazione dell’opinione pubblica.Una spirale di “informazione” che sacrifica intenzionalmente l’obiettività alla soggettività, che mostra la parte (decontestualizzata) anziché il tutto. Un vortice gelatinoso che fagocita tutti tanto da riuscire ad imporre senza coercizione quello che alla fine si è configurato come un pericoloso “pensiero unico”. Nel vortice sono tristemente caduti anche la maggioranza degli operatori dell’informazione che con differente livello di intenzionalità e di consapevolezza, hanno scelto di amplificare l’eco di una non-notizia, a scapito della verità.

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A sarà dura!                                                                   
Storie di vita e di militanza no tav
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a cura del Centro Sociale Askatasuna
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Derive Approdi
Febbraio 2013
Prezzo di copertina: 18 €
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Da oltre un decennio, pressoché l’intera comunità della Val di Susa è mobilitata per impedire la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità. In contrapposizione a media, partiti politici, forze dell’ordine e magistratura, un grande movimento di massa non cessa di crescere e, iniziativa dopo iniziativa, consolida la consapevolezza di poter vincere.
I militanti e le militanti del Centro sociale Askatasuna – insieme ad Alberto Perino, Lele Rizzo, Giorgio Rossetto, Nicoletta Dosio, Mario Cavarnia e molti altri protagonisti della lotta no tav – raccontano le ragioni di un movimento che ha saputo costruire una diversa cooperazione sociale, produrre un’altra scienza, un sapere alternativo, una coscienza capace di tradursi in resistenza di massa.
Oggi, il movimento No Tav interpella il senso di alcune parole della politica, declinandole con nuovi significati: cos’è un’«istituzione», quando essa assume il volto della repressione di un’intera comunità? Cos’è la «democrazia», quando il parere del «maggior numero» viene del tutto ignorato? Cos’è lo «sviluppo», quando l’infrastruttura proposta è mera speculazione? Cosa sono le «risorse», quando il Tav appare come un gigantesco e insensato consumo di risorse naturali?
Per le popolazioni della valle di Susa nel conflitto no tav è anzitutto in gioco un diverso modello di società, di economia e di politica. Un modello che già vive dentro le forme di una soggettività radicale e massificata che diventa punto di riferimento e proposta di metodo per un nuovo agire sociale e politico.
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Non solo un treno... La democrazia alla prova della Val SusaNon solo un treno…     a cura di Livio Pepino e Marco Revelli
La democrazia alla prova della Val di Susa
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Edizioni Gruppo Abele
2012
Prezzo di copertina: 12 €
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Tutto è cominciato più di vent’anni fa, in un altro secolo in cui la globalizzazione felice prometteva benessere crescente e illimitato per tutti e per sempre. Allora si pensò di scavare, in una montagna piena di amianto e di uranio, una galleria di oltre 50 Km, per far correre tra Torino e Lione un treno capace di trasportare una quantità crescente di persone e di merci in tempi sempre più ridotti. L’opposizione di una valle, preoccupata della salute propria e dei propri figli, bloccò l’opera e impose rilevanti modifiche del progetto originario. Da allora il mondo è cambiato. Ci si è accorti che la linea ferroviaria storica sarebbe in grado di garantire il flusso ferroviario di merci attraverso il confine con la Francia e di assorbire l’intero traffico su gomma. Poi è arrivata una crisi economica devastante e a molti è parsa scandalosa una spesa di miliardi di euro per un’opera di dubbia utilità. E l’opposizione di una valle è diventata un movimento nazionale unito dalla convinzione che un mondo diverso è possibile. Perché tutto questo è chiaro a qualsiasi anziano di Venaus, a ogni ragazzo accampato al bivacco di Clarea, a ogni casalinga di Bussoleno, ma viene ostinatamente ignorato dai “decisori” centrali, dai politici di lungo corso, dagli addetti all’informazione nazionale? Forse perché sul “caso TAV” convergono e si intrecciano un po’ tutti i sintomi che caratterizzano l’attuale male oscuro delle nostre democrazie, le cause della loro difficilmente curabile anemia.
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Le scarpe dei suicidi                       di Tobia Imperato
Sole, Silvano, Baleno e gli altri
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Autoproduzioni Fenix
Torino
dicembre 2003
Prezzo di copertina: € 10
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Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità. Contemporaneamente vengono attaccate altre due case occupate: l’Asilo è sgomberato mentre all’Alcova l’operazione non riesce.
Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pelissero sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni attentati, avvenuti in Val Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità.
I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti.
Immediatamente nasce un vasto movimento di protesta contro la montatura di giudici Ros e Digos, che si estende anche in altre città. Decine e decine di persone vengono intimidite, pestate, inquisite, denunciate, processate e condannate.
Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, – in servile ossequio al potere – scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare.
Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle Vallette.
L’11 luglio successivo muore nell’identico modo anche Soledad Rosas, lei pure in stato di detenzione.
Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all’inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l’inconsistenza delle prove relative all’associazione eversiva (art. 270 bis).
Ora che gli abitanti della Val Susa sono “avvisati”, decolla il progetto del treno veloce. A contrastare i programmi ultramiliardari e altamente nocivi del potere, sono solo i pazzi ed i sovversivi. E finiscono male.
Seppelliti i morti, gli Assassini – premiati dallo Stato – vorrebbero dimenticare…
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Scaricabile qui.

L’alta velocità marcia                 di Miguel Amoròs

Edizioni Nautilus
Prezzo di copertina: 4 €

Il TAV occupa un posto centrale nella società capitalista, è uno degli elementi essenziali del nuovo ordine mondializzatore. Niente è casuale né gratuito nell’interesse che politica, finanza e imprenditoria nutrono per l’alta velocità. È uno strumento del potere. Per questo la lotta contro il TAV è qualcosa di più della lotta per un altro tipo di infrastrutture; che non deve rivendicare soltanto un altro modello di trasporto, ma un’altra società. È una lotta contro tutte le infrastrutture tipiche di un’economia fuori controllo (autostrade, superporti, tunnel, mega aeroporti, eccetera) ed è anche una lotta contro l’automobile, la proliferazione urbana, l’alimentazione industriale, la vita artificializzata, la distruzione del territorio, lo sfruttamento del lavoro. È una lotta contro lo sviluppo e il consumismo. Deve mettere in moto meccanismi organizzativi autonomi capaci di elaborare punti di vista critici in modo collettivo, assieme a forme di lotta distinte dalla politica e dal sindacalismo, dalle quali deve nascere un soggetto storico, una comunità di oppressi capaci di affrontare le forze del dominio e cambiare il mondo secondo i propri desideri.
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Canto per la nostra valle                              di Chiara Sasso
Diario fra qualità della vita e prepotenza della velocità
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Edizione Morra
Condove
Marzo 2002
Prezzo di copertina: € 15
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Dedicato alla Val Susa, terra natia dell’autrice, contiene anche un significativo approfondimento della vicenda Alta Velocità in chiave locale..
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Le mucche non mangiano cemento       di C. Sasso e L. Mercalli
Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l’avanzata del calcestruzzo
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Edizioni SMS
Torino
Gennaio 2004
Prezzo di copertina: € 29
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Il mondo degli alpeggi è oggi uno strano connubio tra i ritmi lenti ed essenziali di un tempo remoto, dai tratti quasi medievali, e le pressioni della tecnologia e dell’economia moderne, prive di limiti apparenti. Entrambe queste culture hanno qualcosa da imparare l’una dall’altra, ma il messaggio di fondo che ci giunge dai pascoli d’alta quota è il rispetto dei limiti imposti dall’ambiente. La crescita infinita dei consumi, è un mito pericoloso, non consentito dalle leggi della termodinamica. Il mondo sostenibile va a bassa velocità. Contiene pensieri di Beppe Corti (Università Politecnica delle Marche), Ermanno Zanini (Università di Torino), Giovanni Badino (Università di Torino e La Venta), Claudio Cancelli (Politecnico di Torino), Remo Castagneri (ASL 5 Torino), Mario Cavargna (Pro Natura Torino), Franco Del Moro (Ellin Selae, Murazzano), Carlo Gottero (Coldiretti Torino), e fotografie di Luca Giunti (Parco Orsiera-Rocciavrè)
(Societa’ Meteorologica Subalpina, 2004).
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Adesso o mai più                                                 di Oscar Margaira
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Edizioni del Graffio
Borgone di Susa
Maggio 2005
Prezzo di copertina: € 10,00
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Diario della formazione di una coscienza ambientalista e di un impegno civile contro il progetto di Alta Velocità Ferroviaria in Valle di Susa. Libro scorrevole e di facile lettura per chi si avvicina alla questione NO TAV. Disponibili, da scaricare gratuitamente, 6 capitoli integrativi..
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Facce NO TAV               Autori Vari, scritti di C. Sasso
L’opposizione popolare raccontata in 250 scatti
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Edizioni Melli
Borgone di Susa
Dicembre 2005
Prezzo di copertina: € 17
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I volti del popolo No Tav fermati dall’obiettivo e raccolti in un libro. Sfogliandone le pagine, si legge la storia della resistenza valsusina in queste «facce da presidio», come le chiama Chiara Sasso, che ha curato il volume.
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Ci sono i presidi, gli striscioni, i trattori con le bandiere No Tav bianche e rosse, mamme e bambini in bicicletta, gli slogan [«Al ponte del Seghino non passa il celerino. Se arriva con l’affanno, picchetta con l’inganno»], le braciolate, e una serie di ritratti delle «truppe speciali anti-Tav» che indossano scolapasta di plastica con coroncine di fiori al posto degli elmetti per combattere contro le trivelle, a Bruzolo, a Borgone, a Venaus, a Mompantero, in tutta la valle. Nonostante la faccenda sia seria, la minaccia dell’uranio e dell’amianto e del disastro ambientale, quello che colpisce sono i volti sorridenti del popolo No Tav. Il perché lo spiega bene una delle tante mail raccolte, che dice: «Stesse sensazioni di quando mi innamoravo follemente di qualcuno, solo che stavolta sono davvero in troppi… l’età dovrebbe insegnare la moderazione ed invece davanti a questo delirio di valle è come aver fatto un bagno nella fontana dell’eterna giovinezza. Incredibile». Chi è stato il 16 novembre in Val di Susa avrà avuto un altro assaggio dell’energia No Tav che percorre la valle, «Perché c’è tutto: c’è l’amore per la vita. C’è la rabbia per una valle sempre più contaminata, sfregiata. C’è la fratellanza con persone che non conosci e camminano con te nella notte».
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NO TAV. Cronache di una valle incazzata
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di Jacopo Giliberto Eugenio
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GiudiceEdizioni Neos-Tipolito Subalpina
Cascinevica
Dicembre 2005
Prezzo di copertina: € 10,00.
NO TAV Cronache dalla Val di Susa                di C. Sasso
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Edizioni Carta Intra Moenia
Gennaio 2006
Prezzo di copertina: € 10,00
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Se vi siete chiesti come mai i grandi media abbiano parlato della Val di Susa come di un problema di ordine pubblico, di un rigurgito di egoismo locale, di chiusura e ignoranza di montanari estranei alla modernità e vi è venuto il sospetto che queste spiegazioni sono per lo meno inadeguate, allora questo libro fa al caso vostro. E’ la cronaca di una battaglia che ha preso avvio nei primi anni novanta e che in queste ultime settimane ha conosciuto un forte rilievo nazionale.Un diario che permette di capire e di conoscere a fondo il perché di una lotta in cui non sono in gioco gli interessi della sola comunità della Val di Susa ma un patrimonio di valori ambientali, economici e sociali che coinvolgono l’intero Paese.
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NO TAV la valle che resiste      
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a cura del Centro Sociale Askatasuna e del Comitato di lotta popolare
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Velleità Alternative autoproduzioni
Torino
Febbraio 2006Prezzo di copertina: € 10,00.
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Travolti dall’alta voracità      
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a cura di Claudio Cancelli, Giuseppe Sergi, Massimo Zucchetti
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Edizioni Odradek
Roma
Marzo 2006
Prezzo di copertina: € 16,00
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Un libro in cui non si motiva l’opposizione al progetto Tav in Val di Susa con argomentazioni “ecologiche”. Sono presenti anche queste, naturalmente, ma sono soltanto un corollario secondario, un “di più” in fondo quasi marginale. Qui si ricostruiscono con dovizia di dettagli sia l’architettura finanziaria del modello Tav che la sua assurdità industriale. Economisti, ingegneri, docenti di impiantistica, chimici e analisti degli appalti pubblici, fanno a gara nel vivisezionare un progetto che affonda le sue ragioni unicamente nell’insaziabile sete di “guadagno senza rischio” di una serie circoscritta di aziende con agganci storici nelle alte sfere della politica e dei ministeri. Fino all’incredibile esempio del ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi, che con la mano pubblica firma i contratti proposti dalla sua mano privata (la Rocksoil e collegate) e poi, a voce, chiama la forza pubblica per sgomberare i picchetti che bloccano l’avvio dei lavori. Ne viene fuori un disvelamento pieno del “modello Tav” come spreco faraonico di denaro pubblico per i decenni a venire, per opere che mai potranno avere una proporzionale “profittabilità” economica e neanche una vera “utilità pubblica”. A cominciare dalla più grande delle menzogne: nel “modello Tav”, legalizzato dalla “legge obiettivo”, non concorre un solo euro di investimenti privati.Un libro che viene interamente dal mondo scientifico e della ricerca. Pesante come un macigno. Un libro contundente.
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Tav: i perchè del NO                  di Virgilio BettiniEdizioni
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UTET
Marzo 2006
Prezzo di copertina: € 9,00
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La popolazione della Val di Susa ha suggerito a politici refrattari e retorici, ad universitari chiusi nel loro sacro ed in parte dissacrato recinto, ad amministratori opportunisti, che la sostenibilità di una grande opera infrastrutturale può essere solo equilibrio, non scompenso, tra ecologia, economia e società.Gli abitanti della Val di Susa pongono all’intera Europa, ed al nostro paese in particolare, un problema non irrilevante che non può essere affrontato se non in termini politici specifici: il problema di un territorio abitato da millenni, come le valli alpine, che oggi rischia di essere trasformato da un complesso fenomeno di urbanizzazione ed infrastrutturazione, mentre gli spazi residui, sottratti alla naturale configurazione, si trasformano in parco di divertimento temporaneo o stabile. Non scompariranno certo le vette, ma quello che presto potrebbe scomparire è la specifica organizzazione alpina dell’economia, della cultura e dell’ambiente, come si era storicamente configurata, stravolta da uno sfruttamento intensivo delle aree turistiche più ricche, da un’infrastrutturazione implacabile.
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Dove sono le ragioni del si?            di Antonio G. Calafati
La “Tav in Val di Susa” nella società della conoscenza
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Edizioni SEB
Torino
Marzo 2006
Prezzo di copertina: € 10,00
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Un’attenta critica al sistema di informazione in Italia. Cercare, insieme agli studenti di un corso di “Analisi delle Politiche Pubbliche”, le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa nei principali quotidiani italiani, certi di trovarle. Magari solo delineate, abbozzate, con le approssimazioni che la comunicazione giornalistica non può evitare. Cercarle leggendo, con attenzione, editoriali e corsivi, interviste e cronache. Cercarle con determinazione, ma non trovare niente, niente che assomigli a una ragione, a una argomentazione razionale. Accorgersi, prima sorpresi e poi sconcertati, dell’incapacità di giornalisti e politici di organizzare un pensiero sul tema della Tav in Val di Susa che abbia un significato, una logica, un senso. Accorgersi di come giornalisti e politici siano, tuttavia, a favore dell’opera – risolutamente, ostinatamente, inspiegabilmente.
Iniziare cercando le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa e terminare riflettendo, sconfortati, su che cosa possa essere accaduto ai nostri maggiori quotidiani. Giungere a pensare che, forse, il declino italiano nasce da qui, da questa incapacità del giornalismo italiano di fornire un resoconto attendibile, pertinente e fondato, degli effetti delle politiche pubbliche. Un giornalismo che ci impedisce di pensare collettivamente.
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Agricoltura e ipotesi di sviluppo sostenibile in Val Susa
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di Marcello Striano
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Edizioni Melli
Borgone di Susa
Marzo 2006
Prezzo di copertina: € 15,00
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Marcello Striano, nato a Torino il 25 maggio 1976, svolge la professione di agronomo in Valle di Susa, si occupa di agricoltura di montagna e rivalutazione dei prodotti agricoli montani.Non sono le autostrade, l’alta velocità o capacità che sia, i capannoni a garantire sviluppo e crescita economica, ma un uso equo e consapevole delle risorse naturali che normalmente sono presenti nel territorio. Chi predica a favore delle infrastrutture e dell’industria, lo fa solo perché lui stesso è vittima di una politica fallimentare iniziata in passato e che adesso non ha via di uscita se non si attuerà una forte inversione di tendenza, con alti costi che essa comporterebbe.
Non conviene infatti, nel breve periodo, attuare dei cambiamenti di politica economica, poiché per chi la controlla attualmente, i costi sono molto elevati.
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Una bella storia                          di Oscar Margaira
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Edizioni del Graffio
Borgone di Susa
Maggio 2006
Prezzo di copertina: € 10,00
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“Volevano fare in fretta, ma non potevano riuscirci. Più passava il tempo più noi capivamo…” La lotta al Tav degli abitanti della Valle di Susa, dal marzo 2005 al gennaio 2006. 

 

 

 

 

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Le ragioni del no                                     
Le campagne contro la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto
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di Donatella della Porta e Gianni Piazza
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Edizioni Feltrinelli
Università di Firenze e Catania
2008
Prezzo di copertina: € 10,00
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Quelli contro la costruzione della TAV in Val di Susa e del Ponte sullo Stretto di Messina sono due casi assai significativi delle mobilitazioni contro la realizzazione di grandi infrastrutture che, in tempi recenti, sono diventate ben visibili e molto discusse in Italia e in Europa. Gli abitanti mobilitati in comitati e associazioni, insieme a centri sociali e gruppi ambientalisti, presentano la propria azione come una difesa di beni comuni e principi dal valore universale. Non si limitano semplicemente a dire no, ma elaborano anche proposte alternative basate su un diverso modello di sviluppo, promuovendo forme di partecipazione politica diretta e dal basso. Definiti spesso come localisti, questi gruppi costruiscono al contrario reti nazionali e sovranazionali, utilizzando forme di protesta dirompenti e canali politici istituzionali, diventando essi stessi attori politici con cui i governi locali, nazionali e sovranazionali devono sempre più fare i conti.
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Fuochi nella notte
Un inverno in movimento. Schegge di resistenza alla follia ad alta velocità
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a cura del Comitato NO TAV Spinta dal Bass e Spazio sociale libertario Takuma
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Edizioni Centro di documentazione sulle Resistenze
Valle di Susa
2010
Prezzo di copertina offerta
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Questo lavoro racconta la storia di una lotta nel corso dell’ultimo anno. La lotta di persone comuni, contrapposte a organizzazioni capaci di fatturare miliardi di euro all’anno e di dominare territori vastissimi: una resistenza  alla mafia. Organizzazione con la quale le istituzioni hanno spesso dimostrato di colludere nella loro comunanza di interessi se non addirittura di metodi.
Le imprese scelte per la realizzazioni di grandi opere come l’alta velocità hanno infiltrazioni di stampo mafioso enormi.  Lo hanno ribadito giuristi, economisti, politici, missionari, avvisando il popolo no Tav dei rischi che corre nel contrapporsi a queste potenti realtà.
Ma di che cosa può avere paura un’organizzazione tanto potente? Quali possono essere gli strumenti per intaccarne la forza? La possibilità di capire come vanno le cose, il  venire a conoscenza di determinati eventi, l’intravederne i meccanismi può essere uno strumento potente. E in quest’ottica nasce questa raccolta: testimonianze di lotta pacifica e determinata di donne e uomini che credono nella forza delle loro idee.
Persone che praticano quotidianamente la democrazia diretta, fatta di piccole e grandi azioni come costruire e ricostruire un presidio, manifestare per le strade o bloccarle, opporsi alle trivelle, fare assemblee, informasi e informare e altro ancora…Questa è la cronaca calda e vibrante di mesi fatti di notti insonni, di incontri e di scontri per la difesa di un territorio e del proprio futuro.

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Film e documentari NO TAV

 

NO TAV gli indiani di valle      di Adonella MarenaProduzione .
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Overfilm
Prezzo: € 10
Anno: 2005
Durata: 54 minuti
Regia: Adonella Marena
Fotografia: Alberto Airola
Montaggio: Massimo Cellerino
Musiche: Davide Belistreri e Emmanuele de Paoli
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NO TAV è una scritta che da anni appare su tutti gli angoli di un’intera valle. E’ il grido della valle di Susa, tra il nord-ovest d’Italia e la Francia.
Cosa significa? L’opposizione all’Alta Velocità, una delle grandi opere europee decisa dai vertici delle lobbies economiche in nome del Progresso.
Cittadini e sindaci in un irriducibile movimento trasversale denunciano con ogni mezzo gli effetti devastanti del faraonico e inutile progetto: la morte di un’intera valle, avvelenata dall’amianto, prosciugata e trasformata in un corridoio di servizio.
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Il cartun d’le ribeliun                                    di Adonella Marena
da Venaus a Roma a passo d’uomo
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Produzione Don Qixote/Djanet Film
Prezzo: € 10
Anno: 2008
Durata: 85 minuti
Regia: Adonella Marena
Fotografia: Fabio Colazzo Adonella Marena
Montaggio: Marco Duretti Dario Castellini
Musiche: Davide Belistreri
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Una mattina d’estate 2006 da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma. A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento notav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette grandi opere.
Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio: caricati su un carro-risciò, che viene chiamato il cartun d’le ribelliun,
decine di documenti arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento.
E’ la storia di un’utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità e non si piega al pensiero unico di questo modello economico.
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Fratelli di TAV
Effetti collaterali del treno ad alta velocità
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Regia: Manolo Luppichini, Claudio Metallo
Anno di produzione: 2008
Durata: 60′
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Teleimmagini, Candida TV
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Vedi il documentario

Vedi il supporto web al documentario
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Una video-inchiesta sull’impatto del “Treno ad Alta Velocità” lungo la penisola italiana. Il megaprogetto del treno che dovrebbe unire l’Italia all’Europa s’è apparentemente fermato in Val di Susa, ma le tratte Roma/Napoli, Bologna/Firenze, Milano/Bologna sono state inaugurate o lo stanno per essere. Ma a caro prezzo.
In Italia, ovviamente, in un affare da milioni di euro ci ha messo lo zampino la criminalità organizzata, che oltre ad aggiudicarsi i lavori, sfrutta il sistema di appalti e subappalti tipico dell’edilizia pubblica italiana degli ultimi quarant’anni. Lo stesso sistema utilizzato per la ricostruzione post terremoto del 1980 in Irpinia. L’operazione è stata ulteriormente facilitata da quando sono stati introdotti i “General Contractors”. Nel filmato si alternano contributi video raccolti in tutta Italia a succose interviste… (continua)…
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il seguito di Fratelli di TAV
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I peccati della Maddalena
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Regia: Manolo Luppichini
Anno di produzione: 2011
Durata: 20′
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
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NO TAV fermarlo è possibile     
Cronache di una lotta popolare
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a cura del Centro Sociale Askatasuna e del Comitato di lotta popolare
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Autoproduzioni Centro Sociale Askatasuna
Prezzo: € 8
Anno: 2006
Durata: 75 minuti
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Le voci, i volti, le immagini di una comunità in lotta, che si fa movimento, giorno dopo giorno, passo dopo passo. Le cronache della Valle di Susa in lotta, la Valle della battaglia del Seghino, la Valle che si è ripresa Venaus, la Valle che resiste..
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L’immacolata ribellione                                                   a cura di Candida TV – Teleimmagini
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Ideato, realizzato e montato: Candida TV – Teleimmagini
Anno: 2006
Durata: 20 minuti
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Video documentario sui giorni caldi di Venaus e sulla risposta data dalla Val Susa allo sgombero operato dalle forze dell’ordine il 6 dicembre 2005.
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Scaricabile qui

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E’ in arrivo un treno carico di…                                   a cura di Arcoiris.TV
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Ideato, realizzato e montato: Gianni del CorralAnno: 2006
Durata: 35 minuti
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Video documentario sui problemi di amianto e uranio in Val Susa con interviste a vari esperti di queste problematiche e all’assessore regionale all’ambiente della regione Piemonte.
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Scaricabile qui
 

 

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