venerdì, dicembre 15, 2017
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“Come cittadini prima ancora che magistrati”

“Come cittadini prima ancora che magistrati”

Sigg. Procuratori,

con qualche settimana di ritardo commento il vostro lunghissimo editoriale del 16 luglio su La Stampa.

Nel quale difendete l’operato della Procura di Torino da diverse critiche pesanti, ed in conclusione – con tono paternalistico “come cittadini prima ancora che magistrati” – domandate ai No Tav di isolare i violenti.

Io, dr. Spataro, come cittadino No Tav e come avvocato, le chiedo di chiarire alcune questioni che, non solo a parere mio, contribuiscono all’isolamento della Procura di Torino.

Udienza 2014 maxiprocesso No Tav (http://www.notav.info/post/mafia-appalti-tav-la-procura-di-torino-non-vuole-che-nel-maxi-processo-entrino-le-prove/). La PM Quaglino si oppone alla mia richiesta di fare entrare nel dibattimento i documenti, redatti dai CC, che provano l’infiltrazione mafiosa in aziende che nell’affare TAV hanno operato a fianco delle ff.oo. per sgomberare l’area della Maddalena di Chiomonte, 27.6.2011 e seguenti.

Il documento non entrerà mai nel processo di primo grado – vedremo in quello d’appello che inizia ad ottobre – e la mafia, anche grazie all’opposizione dei PM di Torino, resterà fuori dalle vicende del maxi, come se combatterla non sia sempre stato uno dei motivi dell’agire del movimento, scintilla che insieme ad altre ha condotto alle resistenze e quindi ai fatti processati. Se ci pensa bene, Dr. Spataro, il 27.6.2011 a cercare di frenare la ruspa di Italcoge vi erano i No Tav, mentre il governo le stava a fianco.

Le infiltrazioni “ammesso che esistano”, dice la Quaglino. E si oppone. Poche parole, molta sostanza. La condivide, Dr. Spataro?

 

Anno 2014, luglio, commentando coi giornalisti l’inchiesta “San Michele”, il PM Ausiello afferma che “La ’ndrangheta ha tentato di infiltrarsi negli appalti della Torino-Lione, ma non ci sono riusciti” e che “il Tav è pulito” (http://www.notav.info/post/i-magistrati-di-torino-su-tav-e-mafia-riflessioni/).

L’indagine era stata condotta dal medesimo Ausiello e dimostrava che almeno una ditta legata alla ‘ndrangheta era entrata eccome a lavorare in subappalto al cantiere geognostico TAV di Chiomonte. La dichiarazione riportata dai media – che, faccio notare, ho verificato con uno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa – per me è disarmante. Lei la condivide, Dr. Spataro?

 

Anno 2012 e 2013, ad incriminare un (raro) SI TAV, denunciato da un NO TAV, il PM Padalino impiega il triplo del tempo necessario a procedere contro un NO TAV denunciato da una giornalista che i NO TAV considerano a loro ostile. Il tipo di reato era esattamente lo stesso ma contro il NO TAV il PM Padalino è stato molto più veloce (http://www.notav.info/documenti/maddalena-altro-che-fantasie-legga-le-carte/). Condivide questo operato, Dr. Spataro? Condividete, Dr. Saluzzo e Dr. Spataro, la scelta di Maddalena, ex procuratore generale, di non avocare alcuna indagine lenta del pool No Tav nelle quali le persone offese erano i No Tav?

 

Udienza 2013, maxiprocesso No Tav. Affermando “i nostri testi istituzionali sono stati minacciati” il PM Rinaudo dichiara il falso, perché il teste (non i testi) di istituzionale non ha nulla: è Lazzaro Antonio, di Italcoge, una delle società incluse nel rapporto CC sulle infiltrazioni mafiose, quello che la Dr.ssa Quaglino non ha voluto far entrare nel dibattimento. (http://www.notav.info/post/maxiprocesso-no-tav-minacce-ai-testi-istituzionali-non-era-vero/) Era una fase molto tesa del processo, la Procura si rifiutava di comunicare alle difese dei No Tav quali testimoni avrebbe chiamato per l’udienza successiva (cosa che rendeva estremamente difficile il nostro lavoro di preparazione), e quello delle “minacce” fu uno dei motivi che il Rinaudo addusse per non comunicare i nomi dei testi. (Ovviamente non si sa chi sia l’autore della minaccia, nessuno può dire se sia riconducibile al movimento No Tav).

Un anno e mezzo dopo quell’udienza, alla presenza di altri PM del medesimo pool No Tav della Procura che lei guida, in udienza di discussione del maxiprocesso, ho chiesto che si trasmettessero gli atti relativi a quella dichiarazione falsa (secondo me, reato) del Rinaudo. Non so se l’abbiano fatto così come ignoro se abbia proceduto il collegio giudicante, in sentenza non ve ne è traccia. Le chiedo, Dr. Spataro: è stato sanzionato il Rinaudo? E’ stata fatta una segnalazione agli organi competenti? Se si, che esiti vi sono? O ha ritenuto che non vi fossero profili di illecito?

E a proposito di violenza e di isolamenti.

Voi scrivete che in alcuni casi non è stato possibile identificare gli agenti delle ff.oo. che le hanno commesse. Io le chiedo di comunicare al pubblico, con la stessa ricchezza di dettagli che avete elargito nel vostro editoriale, quante intercettazioni telefoniche sono state attivate dalla Procura che lei dirige per risalire agli agenti di PS o CC che il 3.7.2011 a Chiomonte picchiarono selvaggiamente 5 No Tav in stato di arresto.

Diversi agenti presenti sui luoghi vi sono noti, alcuni sono stati indagati, mentre uno solo, con estrema lentezza, è stato processato e condannato. Gli autori dei pestaggi sono molti di più, lo sapete ed è sufficiente consultare le immagini diffuse grazie alla c.d. Operazione Hunter. Chi sono? Avete intercettato i telefoni dei noti e degli indagati? Avete inserito microspie ambientali sotto i tavoli delle caserme dei Cacciatori di Sardegna o Calabria, cui appartenevamo alcuni di coloro che hanno commesso quel crimine? Sequestri di computer, telefoni, tablet ne avete disposti?

Le stesse domande posso farle a proposito di altri episodi, ad esempio quello di Marta Camposano. Avete intercettato i telefoni degli agenti ed inquirenti che quella sera erano presenti sul posto, per verificare se commentassero i fatti denunciati pubblicamente da Marta?

Magari l’avete fatto e il pubblico gradirà ricevere queste informazioni.

Se non è andata così, le chiedo di spiegare per quale motivo le sofisticate tecniche di investigazione usate routinariamente dalla Procura per identificare e processare i No Tav sono restate ferme nell’armadio. E di comunicare se e come ritiene che questa eventuale scelta possa supportare le vostre esternazioni pubbliche in cui vi rifate ad un principio di stretta legalità ed invitate i No Tav ad isolare i violenti. Tra l’altro: nel vostro articolo non invitate le ff.oo. a fare analoga operazione, perché?

Vostre prese di posizioni pubbliche, su queste e altre vicende, non ne ho viste. Così come non ho trovato espresso un solo riferimento sulla liceità del progetto, sulle sue finalità, sulla sua – uhm –utilità.  E secondo lei un qualunque oppositore del TAV che abbia letto il vostro appello a fare i bravi nei rigorosi limiti della legge, quanto valore gli avrà dato?

Se volete essere letti con più interesse, scrivete una comunicazione rivolta al pubblico* dimostrando con i fatti che la Procura di Torino non è isolata.

Dite chiaramente che la ‘ndrangheta incombe sul business del TAV Torino-Lione da almeno 5 anni, che è entrata a Chiomonte, che è conclamata nel Terzo Valico, che questa realtà mafiosa, omicida e vergognosa, è una delle maggiori minacce alla società italiana, non i No Tav che la denunciano, e che è imperdonabile qualunque svilimento della questione, fuori o dentro i processi che sia. Isolate i faziosi. Invitate a costituirsi in questura i politici che frequentano la zona grigia delle aziende valsusine collegate alla ‘ndrangheta. E fate un salto di qualità: anziché formulare inviti a “dibattiti sereni sulle questioni connesse alle manifestazioni violente”,invocateli seri e documentati sulle molto più importanti “questioni connesse al TAV”.

Dite cosa pensate dell’affermazione falsa contenuta nel progetto preliminare del tunnel geognostico di Chiomonte, un atto pubblico del 2010 (fronteggiare la saturazione della linea storica), oppure del CUP errato assegnato per anni al progetto, e diteci se avete aperto un’inchiesta al riguardo, o se non lo avete fatto, per quale motivo, visto che se ne parla pubblicamente da anni.

E per finire credo che in molti vorranno sapere quali siano le vostre opinioni sul progetto TAV Torino-Lione: favorevoli o contrari?

Pensate che sia corretto dirigere su un’infrastruttura del genere miliardi di euro pubblici piuttosto che sui reparti ospedalieri che chiudono, su quelli in carenza di personale e strumentazioni, o tanto per fare un altro esempio sui mille possibili, sul trasporto regionale? Ditelo: non siete costretti ad attenervi alle classiche formule del magistrato intervistato – “non spetta a me dirlo” – perché per invitare i No Tav ad isolare i violenti, vi siete qualificati come cittadini.

Stefano Bertone, No Tav, avvocato, 28 agosto 2016.

 

*Per inciso. Il mezzo da voi scelto per la comunicazione pubblica è La Stampa, prodotto editoriale di un gruppo privato che negli anni passati ha costruito linee AV e treni e che è noto per la sua adesione pluriennale al progetto Torino-Lione. L’editrice ITEDI si appresta ora a divenire Gruppo Espresso, che pure è legato alle linee AV: potevate scegliere un palco diverso, no?

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