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L’ennesima assoluzione, i No tav ne erano sicuri ma la procura non molla…

L’ennesima assoluzione, i No tav ne erano sicuri ma la procura non molla…

di Valsusa Report

L’assoluzione il 16 marzo 2016, dalla gup Teresa Zanetti, i fatti erano risalenti al 26 novembre del 2011, uno dei primi allargamenti del cantiere. In quel periodo le forze in divisa aumentavano la zona di loro controllo spostando delle comuni “reti da pollaio” verso i confini del futuro cantiere, i No Tav si ribellavano a questi gesti subendo a volte anche cariche e gas lacrimogeni. In una di queste occasioni durante una manifestazione delle donne, ora unite nel gruppo Fumne No Tav, Ermelinda Varrese e Marisa Meyer pare misero in atto un gesto simbolico di tagliare dei lembi di quelle reti. Le forze in divisa trasmisero alla procura i fatti.

L’accusa portata dalla procura nella persona della pm Quaglino fu di danneggiamento aggravato dove l’aggravamento era dettato da pubblica utilità e la esposizione a pubblica fede delle reti. In definitiva per anni il cittadino poteva rilevare dalle informazioni dei proponenti che quelle erano le rete giuste e le forze in divisa già allora si erano prodigati molto nel far rispettare quella legalità, “furono molte le occasioni di scontri anche verbali e a nulla servì gridare l’illegalità di quelle reti a quelli di fronte che come dicono, noi siamo lo stato”.

L’avvocato Massimo Bongiovanni, che insieme agli avvocati Ghia e Patrito hanno difeso la coppia di Fumne No Tav riferisce uscendo dall’aula “è la prima volta che un giudice riconosce che quelle reti non avevano alcuna utilità pubblica, l’accusa non ne ha dimostrato il contrario – e continua dicendoci – non furono autorizzate dalla pubblica amministrazione e la posa delle reti fu in anticipo rispetto al completamento dell’iter verso l’esproprio dei terreni”. Si ne parlammo in questo articolo [QUI] spiegando i passaggi tecnici ed oggi uscendo da un’assoluzione vengono così riconosciute alcune attività di Ltf, oggi Telt, non rispettose del processo preparatorio ad un cantiere (dal periodo 2011 al periodo fine 2012, per inquadrare i tempi dell’allargamento del cantiere-fortino).

TribunaleTorino

Per essere legali quelle reti dovevano avere l’esproprio dello stato. Solo dopo quasi un anno a baita inglobata nelle reti quelle sono effettivamente di pubblica utilità e difese, anche se ad oggi non tutto il perimetro è nel posto giusto ed alcuni edifici sono ancora abusivi. “Insussistenti le aggravanti” eccheggia nella sala, un altro processo che ebbe enorme eco e che non vede colpevoli, ma che fu difeso a spada tratta.

V.R. 16.3.16

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