martedì, ottobre 17, 2017
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I Signorini del Tav: il delfino di Incalza nella società di Virano

I Signorini del Tav: il delfino di Incalza nella società di Virano

Ercole Incalza era l’uomo da cui passavano i finanziamenti per le Grandi Opere; il dominus del sistema come lo definiscono gli inquirenti. Un paio di giorni fa abbiamo reso pubblico un documento in cui Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) gli chiedeva, in quanto capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture, uno stanziamento extra di 21,5 milioni di euro per il cantiere di Chiomonte. Da un paio di mesi Incalza non è più a capo della Struttura Tecnica di Missione, al suo posto Paolo Emilio Signorini. E da un paio di settimane anche Ltf è stata sostituita dalla nuova società Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin) il cui direttore generale è Mario Virano. Ma sapete qual’è il bello? Paolo Emilio Signorini oltre ad essere a capo della Struttura Tecnica di Missione siede anche nel consiglio di amministrazione di Telt! Così per chiedere finanziamenti Telt non dovrà più mandare lettere, basterà convocare il cda!

Paolo Emilio Signorini è visceralmente legato a Incalza. Li ritroviamo insieme nelle carte dell’inchiesta sul Mose, e proprio a Signorini il Consorzio Venezia Nuova, responsabile della realizzazione del Mose, pagò una bella vacanza in Toscana.  E di lui parlano Incalza e Mazzacurati, capo del Consorzio, in una intercettazione del 24 maggio 2013; è il primo a chiamare il secondo: “…ti volevo dire che…per quanto riguarda il nuovo magistrato delle acque, verrà Signorini” e Mazzacurati risponde: “Ah bene!”, Incalza: “Va bene?”, “Molto bene!”.

Ma anche nelle fresche carte dell’inchiesta “Sistema” che ha mandato in carcere Incalza ritorna il nome di Paolo Emilio Signorini, eccone un ampio stralcio:

Nella tarda mattinata del 13 Dicembre [2014 ndr], l’ing. Incalza accenna a Paolo Signorini che è riuscito ad ottenere la conferma della Struttura tecnica di Missione dopo aver parlato con i senatori Antonio Azzolini [si, proprio quell’Azzolini li ndr] , Giorgio Santini, Federica Chiavaroli e Pier Paolo Baretta. Egli afferma: “…i soldi li abbiamo difesi … (ride) … però non è stato … e anche la Struttura Tecnica di Missione tu non immagini … ho dovuto parlare … sì … ho dovuto parlare con Azzolini … con Santini … va bene … Chiavaroli … tutti … e Baretta … Baretta è stato quello che … va bè … non … poi ti racconto a voce”

[…] Il quadro è quindi chiarito. Ercole Incalza è riuscito ad assicurare la continuità della Struttura Tecnica di Missione, ma non può assolutamente restare come capo della stessa. Tale incarico non sarebbe retribuito e, di conseguenza, si penserebbe che egli rimanga nella sua posizione per un “secondo fine”.

Ercole Incalza non si è, tuttavia, solo impegnato per assicurare la permanenza di tale struttura. […] Egli ha anche fatto in modo che rimanesse, ad interim, capo della struttura Paolo Emilio Signorini, temendo invece un intervento della Presidenza del Consiglio. Egli, infatti, durante la stessa telefonata del 14 dicembre 2014 con Marco Lezzi afferma: “… adesso … ad interim … è bene che rimanga Signorini … evitiamo … io temo … che la presidenza metterà qualcuno … vedrai”

Il prosieguo della trattazione evidenzierà il legame tra Ercole Incalza e Paolo Emilio Signorini e la sua influenza sul secondo”

Insomma da quel che si legge nelle carte Signorini pare davvero l’uomo giusto per sedere nel cda della Telt al fianco di Mario Virano, e al contempo essere a capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture, che decide dei finanziamenti alle grandi opere.

Ma il nodo della faccenda è un altro, perchè anche se stanno facendo di tutto per ridurre la questione a poche mele marce, il vero problema non sono Incalza o Signorini o Virano, ma un modello, quello delle Grandi Opere Inutili e Imposte congegnato apposta per drenare enormi quantità di soldi pubblici da gestire all’interno di un “sistema” le cui pedine sono intercambiabili. Se non si rimetteranno in discussione questi progetti faraonici inevitabilmente e cicilicamente riemergeranno scandali, malaffare e tangenti. E si continueranno a non avere soldi per quelle che sono le vere esigenze perchè, come ormai è sempre più lampante: ogni euro speso per il Tav è un euro sottratto a qualcosa di utile per tutti e tutte.

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