lunedì, ottobre 23, 2017
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Tegole sul Tav: bloccata la nuova LTF

Tegole sul Tav: bloccata la nuova LTF

Dice la saggezza popolare che quando un lavoro non parte bene difficilmente lo si potrà correggere in corso d’opera: se inizi male continuerai ad andare storto. Anche la vicenda del Tav in Valle segue l’adagio e settimanalmente saltano fuori nuove vicissitudini che mettono a dura prova l’ostinazione e la cupidigia di chi l’opera ardentemente vuole.

Questa volta è il turno del nuovo soggetto promotore, incaricato di subentrare a LTF per poter iniziare ad appaltare i lavori per la Torino-Lione (è bene ricordare che LTF non può costruire la nuova linea ferroviaria, può solo fare studi, progetti, sondaggi e discenderie). La nascita del nuovo soggetto promotore è  un punto indispensabile per proseguire, tanto da essere uno dei pilastri dell’accordo Monti-Hollande dell’ormai lontano 2012. E qual’è il problema del nuovo soggetto promotore?

Presto detto: LTF fu costituita nel 2001 con un capitale sociale di 1 milione di euro diviso tra RFF (le ferrovie francesi) e RFI (quelle italiane), come risulta anche dal suo ultimo bilancio.

pagina 7 del bilancio Ltf 2013

Ma, e qui sta il problema, RFI dal 2007 iscrive a bilancio la partecipazione a LTF per un valore di 95 milioni e 121 mila euro.

p. 134 bilancio rfi 2013

pagina 134 bilancio RFI 2013

Questa differenza sta creando non pochi grattacapi, dal momento che il ministero del Tesoro italiano, per poter costituire il nuovo soggetto promotore dovrebbe acquistare, come fatto dall’omologo francese con RFF, le quote in LTF di RFI. Ma RFI non ci sta a cederle per 500 mila euro, causando così al suo bilancio una minus valenza di più di 94 milioni di euro.

Al di la del problema in sè, che visti gli appetiti in campo non dubitiamo troverà una soluzione, quello che emerge è come tutto il sistema Tav stia in piedi con lo sputo, tirato da una parte e dall’altra dalle bramosie e dall’ingordigia degli attori che ne fanno parte. Ferrovie, mastodontiche cooperative edili, politici che bramano di tenere i cordoni di una borsa che contiene miliardi di euro, tutti si affollano attorno alla grande opera, creando a volte comprensibili tensioni. Per non dire della malavita organizzata che più di un pensiero ha fatto su quei cantieri, tanto da metterci già, come sostiene l’inchiesta San Michele, i piedi e i macchinari dentro.

Ed emerge anche il disarmante pressappochismo di chi guida il carrozzone della Torino Lione. Seguiteci:

-a dicembre 2012, dopo il vertice di Lione, viene annunciata la creazione del nuovo soggetto promotore

-il 6 agosto 2013 annunciano che il nuovo soggetto promotore nascerà entro fine 2013

-il 31 dicembre 2013 comunicano che il nuovo soggetto promotore vedrà la luce entro giugno 2014, scadenza ribadita il 22 febbraio 2014

-oggi, fine ottobre 2014, tutto è ancora in alto mare.

I ritardi, l’incapacità di mantenere fede alle scadenze, la sciatteria sono la cifra stilistica di ciò che ruota attorno alla Torino-Lione. Lo facessero coi soldi loro e senza creare danni, vabbè, ma lo fanno con soldi pubblici, sottratti ad altre esigenze ben più reali e impellenti: sanità, scuola, cura del territorio. E facendolo devastano e inquinano un pezzo della nostra Valle. Non possiamo stare a guardare, e continueremo a lanciare sul Tav tutte quelle tegole che giudicheremo efficaci per fermare questo scempio.

 

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