domenica, ottobre 22, 2017
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L’elefante e la tigre: ancora una notte di lotta in Clarea

L’elefante e la tigre: ancora una notte di lotta in Clarea

Ancora una notte di lotta al cantiere in Clarea. Eravamo tanti e tante ieri sera, sulla mulattiera che parte da Giaglione, sui sentieri che circondano quel fortino-cantiere. Ognuno a suo modo: chi è sceso verso il ponte del Clarea, chi organizzava le barricate sulla mulattiera, chi con le gambe buone ha percorso i boschi amici per circondare il cantiere, chi ha cercato di mettere in difficoltà l’enorme dispiegamento di forze dell’ordine, chi è salito sull’autostrada, e chi è stato a Giaglione perchè magari l’età gli consigliava prudenza, ma voleva essere comunque presente. Ognuno ha portato il suo contributo per un unico scopo: mettere i bastoni fra le ruote a chi sta portando avanti lo scempio in Clarea. Scopo raggiunto dato che i lavori si sono dovuti fermare e a difesa del fortino si è schierato il solito elefantiaco dispiegamento di truppe. Decine i lampeggianti che spezzavano la notte e ampio uso di gas lacrimogeni.

La serata di ieri è stata un ottimo viatico per proseguire la lotta, e i sorrisi che si incrociavano ne erano la migliore testimonianza, così come segno dell’andamento positivo della serata sono i commenti inaciditi e striduli di politici e opinionisti.
C’è chi parla delle ormai trite e ritrite frange violente, chi tira in ballo i teppisti, e chi, come il Chiampa, arriva addirittura a negare l’esistenza del popolo no tav.
Mettetevelo in testa, il movimento no tav è un movimento di resistenza popolare che decide i suoi tempi e i suoi metodi e la loro intensità, non ci sono buoni o cattivi, violenti o non violenti, terroristi o black bloc, ma persone determinate a salvare la propria terra e le finanze pubbliche.

Domani la marcia popolare, un’occasione in cui tutti possono percorrere i sentieri che uniscono Giaglione a Chiomonte per ribadire ancora una volta il no forte e compatto a quell’opera inutile e devastante chiamata Tav.

 

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