venerdì, ottobre 20, 2017
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Ieri mattinata di lotta popolare nonviolenta a Susa

Ieri mattinata di lotta popolare nonviolenta a Susa

Ieri, mercoledì 23 luglio, LA VALSUSA IN MARCIA CONTRO IL TAV – CAMPEGGIO ITINERANTE A BASSA VELOCITA’, ha organizzato un appuntamento davanti a due ditte collaboratrici impegnate nel cantiere del Clarea: Martina e Lazzaro in viale Couvert.

Sono state delicatamente spostate le telecamere di sorveglianza in modo da inquadrare il cielo, si sono appesi degli striscioni ai cancelli chiusi e il muro del polo tecnologico Martina è stato abbellito con un artistico murale sono state fatte scritte sull’asfalto della strada per ricordare ai passanti che la lotta al TAV va avanti e non si arresta.

Poi, il nostro atletico menestrello scalzo, a volto scoperto, con un agile balzo ha superato il cancello, è entrato nel cortile dell’Italcostruzioni e di fronte ad un esterrefatto DIGOS è saltato su una draga ed ha iniziato un sabotaggio del mezzo aprendo il cofano motore togliendo e lasciando cadere alcuni pezzi del motore che era riuscito a divellere, poi tratto dalla sua bisaccia un pacchetto ha versato nel motore un po’ di sabbia simbolo della nostra azione che blocca gli ingranaggi della grande opera imposta inutile e dannosa. Quindi di corsa ha raggiunto l’ingresso della palazzina degli uffici, la porta era chiusa, e il maniglione gli è rimasto in mano. Ha quindi raggiunto il sempre più esterrefatto DIGOS lo ha abbracciato e lesto come un gatto ha nuovamente scavalcato il cancello e si è unito agli altri manifestanti.

Verso le 10 in concomitanza con l’inizio dell’udienza presso il tribunale del riesame di Torino in merito all’arresto di Lucio, Francesco e Graziano un atletico gruppetto di NO TAV ha raggiunto l’imbocco della galleria autostradale di Giaglione e tra le due canne è stato piazzato uno striscione con su scritto LUCIO FRANCESCO GRAZIANO LIBERI – RINAUDO E PADALINO NON CI FERMERETE.

La SITAF ha provveduto a bloccare il traffico autostradale per oltre un’ora, mentre l’azione è durata una decina di minuti.

Contrariamente a quanto dicono ora i giornali e a quanto condannano i politici, non si è trattato di un atto violento o vandalico, si è trattato di un atto di sabotaggio in perfetto stile NONVIOLENTO così come raccomandato da Gandhi, da Capitini, da Mandela e dagli altri grandi nonviolenti della Storia.

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