lunedì, dicembre 11, 2017
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L’incontro con la Valle – Lettera di Cristina, mamma di Mattia

L’incontro con la Valle – Lettera di Cristina, mamma di Mattia

Siamo stati invitati in Val Susa dal Movimento No Tav. Non avevamo mai visto i luoghi o conosciuto la gente con cui i nostri figli condividono un amore: questa valle, dove c’è ancora tanta bellezza da difendere.

Ci hanno accolti al presidio di Venaus, una sede coraggiosa per gente coraggiosa.

Un posto caldo, pieno di facce amiche e solidali. Abbiamo condiviso cose buone da mangiare e poi abbiamo parlato di quello che è successo in questi ultimi mesi, da quando la vita delle nostre famiglie è stata stravolta dall’accusa inaccettabile che è stata mossa a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia.

Un’accusa assurda che ha l’obiettivo di criminalizzare un Movimento che si oppone alla militarizzazione e alla devastazione del proprio territorio.

Ma noi perché siamo qui, perché nonostante tutto il dolore che questa vicenda sta provocando siamo qui oggi? Cosa ci ha fatto accettare questo invito? Cosa abbiamo noi da spartire con questa gente?

Qualcosa di grande. Qualcosa che abbiamo scoperto giorno per giorno a partire dal 9 dicembre e che i nostri figli hanno capito prima di noi: è arrivato il tempo di opporsi al sopruso, alla corruzione, alla distruzione del bene comune, alla negazione della libertà.

Il cantiere di Chiomonte è una ferita aperta nella Valle. Orrendo a vedersi, ora comprendiamo meglio come abbia ispirato un “Canto dell’inferno di Dante.”

Cosa hanno ottenuto i poteri che hanno deciso questa insensata repressione? Questo: hanno chiamato anche noi a prendere posizione. Ci hanno reso, loro malgrado, consapevoli di quello che sta accadendo in Val Susa, ma anche altrove. Quanti sono oggi in Italia i luoghi dove gli interessi, spesso criminali, stanno distruggendo il territorio e la salute di chi ci abita? Tanti, troppi.

Ci sono molti aspetti da considerare in questa storia. La difesa del territorio e la protezione della salute della popolazione che lo abita sono solo due degli elementi importanti. Poi c’è il pericolo di perdere la libertà di dissentire, la possibilità di opporsi concretamente a un progetto imposto dall’alto. In ultimo anche la possibilità di difendersi, nei tribunali, sta venendo meno.

Tutto questo ci è chiaro oggi, ora che ci hanno chiamati al fianco dei nostri cari.

Ora ci siamo anche noi.

Cristina (madre di Mattia)

liberodissenso.it fb liberodissenso

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