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Sicurezza cantiere tav: “L’allarme sui paramassi esiste, carenze nel cantiere”

paramassi

Con una delibera di giunta la Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone ha ratificato che “gli esposti di ProNatura, Legambiente e Marco Scibona contro alcune carenze nel cantiere della Tav alla Maddalena, e sulla nuova strada da Chiomonte a Giaglione, sono fondati e non frutto di fantasie“.
Nel dicembre 2013 l’assessore della Comunità Montana e vicesindaco di Oulx, Paolo Terzolo, ha fatto un controllo al cantiere durante una visita con i parlamentari. E nella sua relazione tecnica, da dottore forestale, giudica fondati gli allarmi sulla sicurezza al cantiere. La giunta guidata da Sandro Plano ha quindi inviato la delibera anche al Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, Spresal.

Le denunce, presentate irca un anno fa, riguardano:
– la questione delle reti paramassi;
– la strada Chiomonte-Giaglione.

Già nel maggio 2013 ProNatura e Legambiente segnalavano alla Procura la mancata osservanza della prescrizione CIPE che imponeva un approfondimento della situazione geologica dell’imbocco del tunnel e la collocazione delle reti paramassi prima dell’inizio dei lavori. Tali operazioni, previste dal Piano di Sicurezza della stessa LTF, non erano state eseguite fino ad allora.

In seguito a questo esposto la Procura delle Repubblica indagava i firmatari della denuncia per procurato allarme anziché accertare le violazioni di merito segnalate.

Sempre riguardo le reti paramassi, il 25 giugno è stato presentato un secondo esposto, perché a seguito del precedente, LTF aveva collocato una parte delle reti confermando le inadempienze precedenti.

Per quanto riguarda invece la strada Il 18 maggio 2013, ProNatura e Legambiente hanno presentato un altro esposto, in cui si segnalava la costruzione di una strada di collegamento da Chiomonte a Giaglione lungo il cantiere TAV da parte di LTF su un progetto che doveva essere approvato da CIPE, ma che invece è stato considerato parte del progetto del cunicolo esplorativo e quindi “auto-approvato” ai sensi della Legge Obiettivo solo dai proponenti l’opera (LTF).
Per realizzare quella lingua di asfalto che sega a metà il pendio verso Chiomonte si è dovuto provvedere al taglio di 668 piante d’alto fusto su una superficie boscata per l’82% del totale.

Anche dal punto di vista tecnico ci troviamo con la totale assenza e sordità delle istituzioni preposte al controllo e vigilanza.
La Procura, ormai è risaputo, si muove a senso unico. Ogni reato, anche il più assurdo, se lo può addossare ai no tav non perde tempo  mentre sembra non aver intenzione nemmeno di indagare sugli illeciti contestati alle aziende coinvolte nel cantiere TAV.

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