[18-05-2012] Operazione di polizia contro 100 lavoratrici del sesso a Citta' del Messico
 “Guarda che vergogna come vai in giro, puttana del cazzo” (parla una poliziotta)OPERAZIONE DI POLIZIA CONTRO LE LAVORATRICI DEL SESSO DE LA MERCED* Solo una detenuta ha letto, firmato e richiesto copia della sua deposizione.* Sono state fermate oltre cento lavoratrici di quattro hotel* I funzionari della PGJDF (Procura Generale di Giustizia del Distretto Federale) si sono rubati persino i cellulariDi Jaime Montejo della Agenzia Indipendente di Notizie Noti-Calle, 18 maggio 2012. Elementi della Segreteria di Pubblica Sicurezza del Distretto Federale (SSPDF) e funzionari della Procura Generale di Giustizia del Distretto Federale (PGJDF) in borghese, a bordo di tre auto private e in pattuglie, hanno fermato e prelevato oltre cento lavoratrici del sesso che lavorano agli hotel Liverpool, Hispano, Veracruz e Roma, secondo quanto hanno riportato i vicini.
Gridando “puttane del cazzo, salite sulla camionetta” una poliziotta ha spedito almeno una ventina di lavoratrici del sesso che si trovavano nelle strade di Circunvalación e Corregidora, al pubblico ministero della 50° delegazione. “Non servono ad altro che a questo”, gridava isterica un’altra poliziotta, mentre obbligava altre donne a salire su un altro dei veicoli dove sono state chiuse. “Guarda che vergogna come vai in giro, puttana del cazzo” è stato l’insulto con cui una delle due poliziotte si è rivolta ad altre detenute.
I poliziotti in uniforme e i funzionari in borghese hanno cominciato portandosi via le lavoratrici del sesso che in quel momento si trovavano per strada nei dintorni dell’hotel Liverpool, per poi proseguire prelevando le ragazze dell’hotel Veracruz, dell’hotel Hispano e infine quelle dell’hotel Roma, nel quale sono entrati e poi lo hanno chiuso, come riportano alcune detenute che oggi lavoravano nella zona de La Merced.
Anche alcune lavoratrici del sesso che lavorano nella difesa dei diritti umani sono state trasportate di forza al pubblico ministero quando hanno tentato di chiedere la ragione di quell’operazione di polizia, come hanno testimoniato compagne che erano presenti in incognito al momento dell’accaduto.
Anche vari commercianti delle strade Corregidora e Circunvalación hanno denunciato la detenzione di autisti di microbus, clienti addetti e altri lavoratori di tali stabilimenti, portati all’agenzia numero 50 del pubblico ministero della PGJDF, dove in principio hanno detto di non sapere dove si trovassero, per poi permettere alla fine che alcuni membri della Commissione di Diritti Umani del Distretto Federale (CDHDF) vedessero le condizioni di detenzione di appena 25 detenute.
Allo stesso modo una venditrice di via Corregidora è stata portata al pubblico ministero in qualità di lavoratrice sessuale, senza altri elementi che i vestiti che indossava, il che denota il livello di discriminazione secondo alcune operatrici della Rete Messicana del Lavoro Sessuale. La polizia ha tentato di prelevare anche la nipote di un venditore ambulante, senza distinguere fra minorenni prostitute, vicine e commercianti del posto.
Anche alcune lavoratrici del sesso che lavorano nella difesa dei diritti umani e che si sono recate al bunker de la PGJDF per supportare le proprie compagne portando cibo e vestiti sono state detenute senza che si conoscano i capi d’imputazione, almeno fino al momento della pubblicazione di questa nota. Altre donne che si trovavano fuori del bunker in solidarietà con le donne detenute arbitrariamente sono state intimidite dai funzionari e hanno deciso di tornare ai rispettivi domicili, come ha raccontato una di loro che ha preferito non presentarsi a lavorare quel giorno.
La Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez” A. C., organizzazione dedicata alla difesa dei diritti sessuali delle donne, teme per l’integrità delle lavoratrici del sesso detenute ed esige dalle autorità competenti che i diritti delle presunte vittime e testimoni siano rispettati.
Telefonicamente alcune operatrici per la difesa dei diritti umani della Brigada Callejera hanno iniziato una protesta con la CDHDF per ciò che potrebbe accadere alle lavoratrici del sesso detenute; specificando che coloro che costringono a prostituirsi a minorenni devono essere puniti secondo la legge.
Lavoratrici del sesso che sono state detenute nell’operazione di polizia di ieri hanno riportato che le proprie colleghe degli hotel Liverpool, Veracruz e Hispano sono state liberate senza alcun capo d’imputazione. Nonostante questo alle 12 di oggi rimanevano ancora detenute nelle strutture della PGJDF le lavoratrici sessuali dell’hotel Roma e i sette uomini detenuti in tale stabilimento e fuori dello stesso.
Le lavoratrici sessuali di uno degli hotel hanno riportato che solo una delle compagne ha letto, firmato e chiesto una copia della propria dichiarazione. Tutte le altre hanno firmato senza essere al corrente di ciò che hanno scritto i poliziotti nel pubblico ministero. Non gli hanno letto neppure i loro diritti come presunte vittime di tratta, come aveva promesso tempo fa l’allora procuratore di giustizia Miguel Ángel Mancera.
Una delle lamentele delle varie lavoratrici del sesso detenute durante l’operazione, che sono state rilasciate all’una di mattina di oggi, riguarda il furto dei cellulari da parte di elementi della PGJDF e la famosa frase “dammi qualche spiccio”, in cambio dei dispositivi di comunicazione.
Sulla probabile causa dell’operazione di polizia le lavoratrici del sesso parlano di un cliente assassinato in uno degli hotel e di due minorenni, non tre come inizialmente suggerito, in condizioni di sfruttamento sessuale.
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