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Nodo Solidale - Construyendo la Resistencia Global

[12-08-2009] Acteal: liberati 20 dei paramilitari assassini


Vergognosamente, la Suprema Corte messicana ha accettato il ricorso dei paramilitari inquisiti per il massacro di Acteal, avvenuto il 22 dicembre 1997, dove furono massacrati 45 indigeni (tra cui 15 bambini) appartenenti alla organizzazione cattolica e pacifista Las Abejas, politicamente vicina all'EZLN. La gente del posto stessa ha detenuto i paramilitari, riconosciendoli e consegnandoli alle autorità che, oggi, non hanno saputo fare di meglio che liberarli, acvvallando il teorema che quanto avvenuto ad Acteal non è stato un crimine di Stato (ovvero paramilitari addestrati dall'esercito mandati ad uccidere civili filozapatisti), quanto uno scontro intercomunitario (teoria inventata dalla difesa dei paramilitari e promossa dal Potere stesso).
Niente di nuovo dalla giustizia di Stato.




La Jornada – Giovedì 13 agosto 2009

Con una decisione inedita la Corte libera i condannati per Acteal

Alfredo Méndez

portada

Vittima e Giudice (Foto di Cristina Rodríguez e Marco Peláez)

In una sessione storica della Corte Suprema di Giustizia della Nazione (SCJN), che per la prima volta dalla riforma del sistema giudiziario penale del 2005 è diventato tribunale di legalità e non solo di costituzionalità – rivedendo tutti i dettagli e le prove di un processo - ieri quattro ministri hanno accolto il ricorso di 26 indigeni chiapanechi ed hanno ordinato la liberazione immediata di 20 di loro già condannati per il massacro di 45 tzotziles ad Acteal, Chiapas, avvenuto nel dicembre del 1997.

Per quattro voti contro uno, la prima sala (composta da cinque ministri) ha stabilito che la Procura Generale della Repubblica (PGR), insieme ai giudici e magistrati che condannarono questi indigeni, hanno violato gravemente le garanzie processuali di questi, fabbricando prove e testimnianze.

Nei prossimi giorni almeno altri 30 implicati in quei fatti possono venire beneficiati da questa sentenza, la quale, tuttavia, non implica un riconoscimento di innocenza.

“Non si deve intendere che questo tribunale sta assolvendo dei colpevoli. Unicamente la sala sta negando valore a comportamenti contrari all’ordine costituzionale, perché dalle risultanze della causa penale non è possibile affermare che giuridicamente ci siano dei colpevoli”, ha sottolineato il ministro José Ramón Cossío, spiegando le motivazioni dell’accoglimento del ricorso.

“Qui si è solo stabilito che agli accusati non è stato concesso un giusto processo, cosa che non equivale assolutamente ad una sentenza, di facto, di innocenza”, ha aggiunto.

Con questa conclusione, la PGR sostiene che il massacro di Acteal fu il risultato di un lungo conflitto tra un gruppo di indigeni che simpatizzavano apparentemente con l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ed un altro che appoggiava il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), e che nei mesi precedenti all’uccisione dei 45 indigeni, ad Acteal questo aveva provocato, in fatti diversi, almeno 23 omicidi, la maggioranza di presunti paramilitari priisti.

http://www.jornada.unam.mx/2009/08/13/index.php?section=politica&article=003n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo  http://chiapasbg.wordpress.com )


categoria: dal messico

by: NodoSolidale

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