| [06-06-2009] Peru': decine di indigeni ammazzati durante proteste In risposta, scontri, saccheggi e incendio di edifici pubblici a Bagua Repressione contro indigeni in Peru' lascia almeno 33 morti e 113 feritiDei deceduti, 22 sono nativi e 11 poliziotti, Lima si prepara a dichiarare il coprifuoco![]() Tra le vittime ci sono 22 nativi e 11 poliziotti, per gli scontri avvenuti durante una protesta di etnie di 5 regioni che reclamano la derogazione delle leggi che - secondo le organizzazioni indigene - vulnerano i loro territori e l'ambiente, in relazione allo sfruttamento petrolifero a beneficio delle imprese multinazionali. In questo contesto e senza escludere una crisi di governo, secondo alcuni analisti, Lima si prepara a decretare il coprifuoco a Bagua ed in altre zone della regione. Il cencelliere Jose garcia Baluande, annunciando la misura di sicurezza, ha detto che l'obiettivo e' creare un clima di calma per riprendere il dialogo, che con la violenza e gli attacchi alla proprieta' privata non e' possibile. "Io faccio responsabile il governo del presidente Alan Garcia di ordinare questo genocidio. Ci stanno sparando come animali" ha detto il leader dei nativi della zona, Alberto Pizango, in una conferenza stampa con i giornali stranieri. Ha aggiunto che, secondo informazione ricevute dalla zona di conflitto, ci sono 22 indigeni morti a causa degli scontri con la polizia che ha sparato da un elicottero. Le autorita' locali di Bagua parlano solo di sette civili morti e hanno confermato che anche nove poliziotti sono deceduti. La ministra degli interni, Mercedes Caballinas, ha detto ai giornalisti che i pooliziotti morti sono nove e ha descritto la situazione a Bagua come un caos; hanno bruciato locali pubblici, non ci sono piu' le autorita' del governo regionale, e che raccomanderanno l'applicazione del coprifuoco di fronte alla reazione furiosa degli abitanti dopo lo sgombero violento. Intanto, il presidente Alann Garcia ha giustificato l'azione della polizia come parte delle attribuzioni per vegliare sull'ordine e la sicurezza. Durante un evento pubblico ha affermato che e' arrivato il momento di riaprire le strade, i fiumi e di assumere le responsabilita', in risposta alle proteste di 65 etnie che dal 9 aprile hanno cominciato a mobilitarsi. Ha aggiunto che il suo governo ha avuto molta serenita' e freddezza, pero' quando alcuni bloccano a tagliano i gaseodotti, che lasciarebbero senza luce a tutti i peruviani, che puo' fare un governo se non agire con energia per ristabilire l'ordine. ha sostenuto che dietro le proteste ci sono interessi ideologici nazionali ed internazionali dei nemici dello sviluppo. Migliaia di nativi hanno iniziato le proteste ad aprile per esigere l'eliminazione delle leggi approvate dal governo di Alan Garcia che cercano ottenere un maggior investimento privato nelle zone ricche di risorse naturale, come petrolio e gas. E' stato uno sciopero concentrato nelle regioni: Amazzonia, Cusco, Loreto, San Martin e Ucayali. Le proteste hanno obbligato a chiudere all'impresa statale Petroperu' l'unico oleodotto che trasporta crudo dalla selva nord alla costa del Pacifico. Allo stesso modo l'argentina Pluspetrol ha fermato la propria produzione nel nord del paese dovuto alla mancanza di capacita' di immagazzinamento di crudo. IL presidente Garcia si e' detto dispiaciuto per le morti ed ha accusato ai dirigenti dei nativi di provocare la polizia al momento di lasciare le strade bloccate, protesta che secondo il presidente ha l'appoggio dei politici oppositori. Anche il suo cancelliere Garcia Belaunde ha accusato gli indigeni di aver attaccato la polizia con armi da fuoco durante gli scontri. Pero' Pizango ed i leaders che lo accompagnavano in una conferenza stampa a Lima hanno assicurato che i propri compagni non posseggono armi da fuoco e che la protesta e' stata sempre pacifica e non escludono l'ipotesi che i poliziotti, sparando contemporaneamente da diversi punti, sono morti per pallottole sparate da loro stessi. Il dirigente indigene ha attribuito il genocidio al presidente Garcia, alla ministra Caballinas e al leader del Parlamento, javier Velasqyez Quesquen, quest'ultimo per non aver permesso il dibattito legislativo dei decreti di cui i nativi esigono la deroga, motivo per cui gli intenti di dialogo non sono seguiti e prevale la situazione d'impasse. Il parlamento, di maggioranza officialista, ha sospeso ieri la discussione per la deroga della Legge Forestale Fauna Silvestre, che secondo il governo regola l'investimento privato nel settore. Decreti firmati dal governo tra il 2007 e il 2008, che inoltre allentano i controlli sullo sfruttamento minerario, della legna, agricolo e sullo sfruttamento petrolifero, che include la consenga di lotti alle multinazionali. Pizango ha denunciato che "la mattanza di oggi per mano del governo forma parte di un piano di consegna delle risorse naturali alle imprese straniere, che include privatizzare le nostre terre". Analisti affermano che il conflitto potrebbe provocare la rinuncia del primo ministro Yehude Simon, il che genererebbe una crisi nel gabitto di Garcia. Probabilmente tutto questo portera' a Simon a rinunciare perche la sua politica di dialogo ha indubbiamente fallito, ha detto il sociologo Sinesio Lopez, dell'universita' Cattolica. Il direttore della polizia naziona, Joe Sanchez Farfan, ha informato che 639 poliziotti si sono scontrati con le etnie nella zona Curva del Diavolo mentre cercavano di sbloccare una strada a Bagua Grande, nella regione amazzonica. Ha detto che nella zona protestavano duemila indigeni e che le forze di polizia sono state attaccate con armi da fuoco. Il lider dell'opposizione nazionalista, Ollanta Humala, ha respisto le azioni del governo nlla localita' di Bagua. "Il governo ha deciso di risolvere il problema sociale, economico e politico non nel parlamente ma nel campo di battaglia", ha detto in conferenza stampa. La Difesa del Popolo, la Chiesa Cattolica e organizzazioni dei diritti umani hanno esigito al governo fermare gli scontro a Bagua, dove secondo la polizia sono continuati gli scontri questa notte, il cche ha imposto la chiusura di tutti i negozi della zona. Infine, un gruppo di 38 poliziotti e' stato sequestrato da alcune migliaia di indigeni nella selva nord del Peru' ed ora minacciano di ammazzarli, ha detto Yehude Simon. (Tradotto da Nodo Solidale dal Periodico La Jornada) categoria: dall'italia / resto del mondo by: NodoSolidale |
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