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Archivio per il tag: 41 bis

Puntata del 6 ottobre 2018

Lettera di Carmelo Musumeci: “Corte dei Carcerieri”

Non è consentito avere in cella più di tre libri: è una regola che risale ad 80 anni fa, al tempo della detenzione di Antonio Gramsci che fu autorizzato a tenere solo tre libri in cella. (Voce dal regime di tortura del 41 bis).
Signori Giudici, ventisei anni di carcere mi hanno insegnato che prima di scrivere bisogna leggere.
E dopo bisogna tentare di riflettere con la mente e con il cuore. Subito dopo però bisogna avere il coraggio di scrivere quello che si pensa.
È quello che ho deciso di fare adesso: non sono assolutamente d’accordo con voi che avete deciso di ritenere corretta la norma che consente all’amministrazione penitenziaria di vietare ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis di ricevere libri e riviste dall’esterno. In questo modo, il “fine giustifica i mezzi” e, secondo voi, questo divieto consente di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. A mio parere però con questa decisione avete fatto un “favore” alla mafia perché non avere tenuto conto che i libri potrebbero aiutare a sconfiggere l’anti-cultura mafiosa.
Signori Giudici, credo che pensiate in questo modo perché leggete poco, forse perché non avete tempo. Io, invece, in questi 26 anni di carcere, ho letto moltissimo. Potrei affermare che sono sempre stato con un libro in mano. E sono convinto che senza libri non ce l’avrei potuta fare.
Mi sono fatto la convinzione che noi siamo anche quello che leggiamo e, soprattutto, quello che non leggiamo. Vi confido che nei libri ho vissuto la vita che non ho potuto vivere: ho sofferto, ho pianto, ho amato, sono stato amato, sono cresciuto, sono stato felice ed infelice nello stesso tempo. E sono morto e vissuto tante volte.
Una volta, una giornalista mi ha chiesto qual era il libro che mi era piaciuto più di tutti. Mi è stato difficile rispondere, perché i libri sono un po’ come i figli: si amano tutti, perché tutti ti danno qualcosa. Alla fine ho detto che mi è piaciuto molto il libro “Il Signore degli anelli” perché molti prigionieri sono un po’ come i bambini. E per vivere meglio si immaginano di vivere in mezzo a boschi e palazzi incantati, fra meraviglie o incantesimi. Mi ha entusiasmato anche il libro “Il rosso e nero” di Stendhal perché mi ha insegnato che l’amore è fatto di amore. Poi ho citato il libro “Delitto e castigo” di Fëdor Michailovic Dostoevskij perché mi ha insegnato come si sconta la propria pena e che la vita è fatta di errore, se no non sarebbe vita. Infine, ho elencato i libri di Hermann Hesse, fra cui “Siddharta” e “Il Lupo della steppa”, perché mi hanno insegnato che quello che penso io lo pensano anche gli altri… a parte forse voi.
Signori Giudici, permettetemi di affermare che nei libri non ci sono dei nemici. Anzi, essi aiutano a frugare meglio dentro se stessi. Solo gli sciocchi hanno paura dei libri. Per la prossima volta che dovrete prendere delle importanti decisioni, vi consiglio di leggere prima un buon libro, come facevano i padri della nostra Carta Costituzionale che il carcere lo conoscevano bene, perché sotto il regime fascista vi hanno trascorso molti anni della loro vita.
I libri sono stati la mia luce in tutti questi anni di buio, mi hanno anche aiutato a continuare a lottare e a stare al mondo perché, come scrive Elvio Fassone (ex magistrato e componente del Consiglio della magistratura, oltre che Senatore della Repubblica), nel suo libro “Fine pena: ora”: “Certe volte una pagina, una frase, una parola smuove delle pietre pesanti sul nostro scantinato”.
Fin dall’inizio della mia lunga carcerazione ho iniziato a leggere, all’inizio con la testa e alla fine con il cuore. L’ho fatto prima per rimanere umano, dopo per sopravvivere, alla fine per vivere.
Credetemi non è stato facile leggere in carcere quando ero sottoposto al regime di tortura del 41 bis o nei circuiti punitivi e d’isolamento, perché spesso, per ritorsione, mi impedivano persino di avere libri o una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano il libro, ma mi levavano la copertina.
Penso che ci dovrebbe essere una buona legge per “condannare” i detenuti a tenere più libri in cella e, forse, anche una norma per obbligare i giudici della Corte Costituzionale a leggere di più.

Carmelo Musumeci
Marzo 2017
www.carmelomusumeci.com

 

Indirizzario carceri italiane con sezioni 41bis

f451Indirizzi delle carceri con sezioni 41/bis Continua a leggere »

puntata 34, stagione 1, 22 maggio 2014

puntata n° 34 – stagione 1 – del 22 maggio 2014

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Massima sicurezza – Il carcere speciale in Italia

MASSIMA SICUREZZA
Il carcere speciale in Italia

A cura di : È Ora di Liberarsi dalle Galere (OLGa)
olga2005@autistici.org – http://www.autprol.org/olga/
Associazione “Ampi Orizzonti” – Casella Postale 10241 – 20122 Milano

Massima sicurezza – Il carcere speciale in Italia

 

41 bis, sistemi detentivi, carcere duro, isolamento carcerario

dal buio dell'isolamento

dal buio dell’isolamento

41bis a cura del collettivo studentesco Federico II

 

Sui circuiti carcerari differenziali e il 41bis

Articolo da Senza Censura n°9 (marzo 2002): Circuiti differenziati e 41 bis – da Senza Censura n.9 – marzo 2002

Una sintesi sul 41 bis: Una sintesi sul 41 bis

puntata 4, stagione 1, 24 ottobre 2013

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Lettera del prigioniero DAVIDE EMMANUELLO

Davide è da venti anni in carcere; quindici dei quali li ha passati  al 41 bis. Per tre volte il 41 bis gli è stato revocato e per tre volte hanno fatto in modo di ristabilirglielo. In tutti questi anni lui non ha commesso alcun “fatto nuovo” che potesse giustificare la riproposizione del 41 bis.  E i fatti che racconta, su come si sarebbe svolta fin dall’inizio la sua tribolazione carceraria, rendono ancora più surreale, incomprensibile l’intera vicenda.  L’ultima destinazione, dopo l’ultima revoca, era stata Catanzaro. Non per molto però.. presto dopo l’ennesima sentenza di annullamento della revoca, il 41 bis gli è stato nuovamente inflitto, e adesso si trova nella sezione corrispondente del carcere di Ascoli Piceno.

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puntata 10 – stagione 0

Intro&Bollettino: VARESE: Archiviazione per i poliziotti e i carabinieri del caso Uva, mentre inquisizione per la sorella e tutti coloro che hanno insinuato il sospetto di una morte violenta causata dagli sgherri in divisa – SARDEGNA,Buoncammino: scoppia una rivolta nel carcere a causa della condizione inumane in cui i detenuti sono costretti a vivere. – MARIANNA e SIMONA: Ancora in scioper della fame, lettura di uno stralcio di una loro lettera – CALIFORNIA: Nelle carceri privatizzate circa 30000 detenuti in sciopero della fame per le condizioni inaccettabili alle quali sono sottoposti. – 150 detenute sono state sterilizzate a loro insaputa dal 2006 al 2010 senza neppure che l’intervento fosse approvato dall’autorità dello stato. – SYRUA,DAMASCO,ADRA: Da 1 settimana detenute in sciopero della fame arrestate senza aver commesso alcun reato e in attesa di giudizio, protestano per gli abusi e le violenze subite. – GRECIA: Scaduti i 18 mesi di detenzione preventiva in attesa di giudizio, Kostas Sakkas dal 4 giu ha incominciato lo sciopero della fame per ottenere la scarcerazione, ora gli è stata concessa previa pagamento di 30000 euro. Si sta attuando una raccolta fondi.

41bis e carcere duro prendendo in esame il caso di Davide Manuele da 20 anni in carcere e per 15 anni in regime di 41bis, per 3 volte revocatogli e per 3 volte ristabilito senza aver commesso nessun fatto nuovo per giustificarlo.

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