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È il giorno della requisitoria e delle arringhe nel processo contro Lucio, Francesco e Graziano. Nonostante i pm non siano riusciti, almeno al momento, a far processare i tre per terrorismo, decidono comunque di spararla grossa.

Cinque anni e sei mesi è infatti la loro richiesta di condanna, già scontata di quel terzo di pena che viene automaticamente tolto a chi sceglie il rito abbreviato. Facendo due conti la richiesta non scontata di Padalino e Rinaudo è quindi di otto anni e tre mesi, così motivata: sette anni per la resistenza aggravata, cui vanno aggiunti, in continuazione di reato, un anno per il trasporto e la detenzione di armi da guerra e tre mesi per il danneggiamento.

L’udienza termina nel pomeriggio con le arringhe degli avvocati e il prossimo appuntamento è ora per il 27 maggio quando, dopo le eventuali repliche, verrà emessa la sentenza.

Scrivevamo prima che l’accusa di terrorismo è stata momentaneamente accantonata. A questo riguardo vogliamo anticiparvi che il 16 luglio a Roma ci sarà un’udienza presso la Corte di Cassazione che valuterà il ricorso avanzato dalla Procura di Torino in merito alla decisione presa dal tribunale del Riesame a fine dicembre scorso. Un’udienza che potrebbe dare un’ulteriore spallata all’accusa di terrorismo o ridargli invece fiato. Ma avremo modo di parlarne in maniera più approfondita nelle prossime settimane.

macerie @ Maggio 12, 2015

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