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Facciamo il punto sul CIE di Gradisca

Panni sporchi

Completamente condivisibile l’intervento di Macerie (…). E’ come se fosse la pubblicazione della serrata critica che stiamo conducendo per evitare la deriva istituzionale e lo snaturamento di quella che è stata la lotta contro il CPT di Gradisca che ha visto impegnato per alcuni anni un movimento variegato composto da varie anime, compresa quella cattolica. E’ proprio per tale motivo che già questa estate siamo ritornati in Piazza a Gradisca a fare un nuovo ulteriore presidio-volantinaggio, dopo che, nel 2004-5-6 ne abbiamo fatti nuomerosi. E’ grazie ad una mobilitazione capillare ed insistente che a Gradisca e nell’isontino, la percezione dell’ex-CPT, ora CIE, c’è e si è sedimentata come negativa in larga parte della popolazione.

Il movimento anarchico/libertario della Regione non ha mai aderito al coordinamento più generale attivo prima dell’apertura ed ha agito spesso autonomamente mantenendo però una leale collaborazione con tutte le componenti che agivano in buona fede, anche con quella cattolica. Inevitabilmente i nodi vengono al pettine ed è anche per questo che abbiamo deciso di rilanciare la mobilitazione in  occasione dei 5 anni di apertura del “lager della democrazia”, anche perché solo la critica alle derive istituzionali sarebbe insufficiente se non fosse accompagnata da una proposta di azione, non solo politicamente chiara, ma anche in continuità ideale e pratica con le lotte pregresse che, benchè perdenti nell’obiettivo enunciato, comunque qualcosa hanno sedimentato nella popolazione.

 

Non vorremmo a questo punto che gli “involontari” errori della Tenda della Pace costituiscano il battistrada di una sorta sconfitta politica posticipata che in realtà non c’è stata fino ad ora, nonostante tutti i trabocchetti di molti falsi oppositori e l’azione repressiva statale che si è inventata le cose più inverosimili ed aggrappata ad ogni piccolo nostro errore per criminalizzarci. Ma abbiamo anche sempre detto che non  basta agire nei dintorni del CIE, dobbiamo insistere nel mettere questo problema in continua evidenza in tutta la Regione ed allora qui è chiaro che pochi, forse  nessuno, ha la coscienza a posto, nel senso che l’interesse a discutere di questo problema è veramente scarso anche nei movimenti che pure professano idee di opposizione al sistema e scendono in Piazza a protestare. Gradisca in fin dei conto è lontana dagli altri posti di una Regione poco popolata ed urbanisticamente diluita sul territorio e l’informazione e la sensibilizzazione sul problema è molto difficile. In questo sito teniamo costantemente aggiornate le notizie sul Lager Gradiscano e come movimento ci stiamo sobbarcando l’onere della chiamata alla mobilitazione, ma deve essere chiaro che servono forze per scendere in Piazza e quindi è necessario innazitutto partire con un impegno militante capillare per riprendere in mano questa sfida. Siceramente non sono molto ottimista visto il disorientamento generale, ma nonostante questo credo che sia assolutamente necessario impegnarsi su questa scadenza. In questo senso il CSA ha deciso di mettere la manifestazione del CIE per caratterizzare il pignarul di Udine del 6 gennaio in quanto è l’unica occasione di portare oggi questa tematica all’attenzione di un pubblico più vasto e non solo nei dintorni del CIE. La “ricorrenza” dei 5 anni di apertura è in sè una buona occasione per stimolare la sensibilità di chi ha in qualche modo già manifestato contro il CPT  e per far presente il problema alle giovani generazioni che magari non sanno neanche della esistenza di questo problema.

Paolo De Toni - Cespuglio

da Info-Action

macerie @ Dicembre 23, 2010

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