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Sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria

Diario

Ieri sera una cinquantina di reclusi del Cie di Ponte Galeria - «la Guantanamo di Berlusconi, Bossi e compagnia» - hanno ammucchiato tutti i materassi contro le gabbie ed hanno indetto uno sciopero della fame e della sete. La scintilla che ha fatto esplodere la protesta: il tentativo dei crocerossini di sistemare nelle gabbie, dove già i reclusi dormono per terra, un nuovo arrivato con la gamba in cancrena. Di questo posto, dicono i reclusi, vogliono farne «un orfanotrofio, un ospedale… e pure un obitorio». Allo sciopero partecipano pure i reclusi che stanno celebrando il Ramadan, che non hanno ritirato il cibo che avrebbero consumato questa stasera. Per ora, la polizia si limita a girare intorno ai gabbioni con i lampeggianti accesi.

Ascolta il racconto da Ponte Galeria:

Sulle vita quotidiana a Ponte Galeria, fatta di gabbie ma anche di pestaggi feroci, di furti e vessazioni da parte delle guardie ascolta anche questa testimonianza che abbiamo registrato ieri:

E leggi anche questo appello da dietro le sbarre:

Teoria e pratica della detenzione amministrativa.

Aggiornamento 3 settembre. Lo sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria si è già concluso. È stato una breve fiammata, solo un momento di un processo di accumulazione di forze e di determinazione che lavora sotterraneamente e che non è ancora giunto a maturazione. Del resto, questi scioperi brevissimi sono stati una caratteristica dell’ultimo anno di vita nei Centri, nei momenti di attesa tra una ondata e l’altra della lotta vera e propria. Ma se forza e determinazione crescono con fatica, quel che non difetta mai è la disperazione. Oggi due prigionieri si sono tagliati profondamente le braccia e le mani proprio di fronte alle telecamere di sorveglianza, riempiendo le gabbie di sangue, ed un altro ha ingoiato una lametta e due confezioni di shampoo. Una risposta chiarissima alle  dichiarazioni che vi riportiamo qui di seguito, rilasciate dai media da alcuni politici entrati “in visita” il giorno prima: «Abbiamo avuto modo di colloquiare con numerosi cittadini stranieri, sia donne che uomini presenti nel Cie, e tutti indistintamente hanno confermato di ricevere un ottimo trattamento sia dalla Croce rossa italiana che dalle forze dell’ordine all’interno del centro. Abbiamo altresì riscontrato l’ottima qualità del cibo, l’efficacia dell’aria condizionata e le ottime condizioni igieniche e di assistenza sanitaria e sociale verso gli ospiti del centro con la presenza di una importante mediazione culturale e linguistica.» Un esercizio di fantasia niente male, talmente limpido da sfiorare quasi il ridicolo. Anche perché, a parte Maroni che continua a dire che non sta succedendo niente e che va tutto bene, addiruttura quelli del Siulp sono arrivati a dire apertamente che la Polizia non è affatto in grado di tenere sotto controllo la situazione e che adesso come adesso la macchina delle espulsioni fatica a camminare, anche per colpa delle nuove leggi.

Ad ogni buon conto, tenete a mente i nomi di chi ha firmato queste dichiarazioni risibili, e ricordatevi di loro la prossima volta che udirete grida di disperazione o di lotta levarsi da dentro le gabbie romane: si tratta di Fabrizio Santori, Fernando Aiuti e Romulo Salvador, tutti e tre delegati in visita per nome e per conto del sindaco Gianni Alemanno.

Scarica il manifesto “La guantanamo di Bossi”

leggimi in lingua francese…


Grève de la faim et de la soif à Ponte galeria

Hier soir une cinquantaine de retenus du CIE de ponte galleria, « Le Guantanamo de Berlusconi, Bossi et compagnie… », ont mis leurs matelas contre les cages et ont commencé une grève de la faim et de la soif. L’étincelle qui a mis le feu aux poudres : la tentative des employés de la Croix rouge d’installer dans les cages où les retenus dorment déjà par terre un nouvel arrivant avec la jambe gangrénée. A cet endroit, disent les retenus, ils veulent faire un orphelinat, un hôpital… et puis une morgue »
A la grève participent aussi les retenus qui sont en train de célébrer le Ramadan et qui n’ont pas pris la nourriture qu’ils auraient du consumer ce soir. Pour le moment la police se contente de tourner autour des cages avec les lampes électriques allumées.

Sur la grève de la faim :

Sur la vie quotidienne à Ponte galleria, faite de cages mais aussi de passages à tabacs féroces, de vols et de vexations de la part des gardiens, un enregistrement fait hier :

macerie @ Settembre 2, 2009

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