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La stessa firma, undici anni dopo

Diario

La firma di Napolitano

Alla fine, il Presidente della Repubblica l’ha firmato, il «pacchetto sicurezza». L’ha firmato, pur essendo molto «perplesso e preoccupato» - come scrive in una lettera a Governo e Parlamento - per le ronde e per il reato di immigrazione clandestina. Il resto, evidentemente, gli piace. Qualcuno sperava che non firmasse, altri gliel’avevano chiesto. Qualcun altro più modestamente lo implorava di aspettare almeno la regolarizzazione delle badanti e il condono dei badati. Ma il Presidente si è tolto d’impaccio così, con una firma e una letterina. A nostro avviso, Napolitano può star tranquillo: non passerà alla storia come quello che ha firmato la reintroduzione delle leggi razziali in Italia. No. Lui è già passato alla storia, come colui che, nel lontano 25 luglio 1998 (quando sedeva al posto di Maroni sulla poltrona del ministero degli Interni), firmò la reintroduzione dei lager, col nome di Centri di permanenza temporanea (che all’epoca era di “soli” 30 giorni). Chissà se undici anni fa quella firma era altrettanto incerta e titubante? Sono cambiati i tempi, o è il Parkinson che avanza?

(Tanto per dare sostanza alla firma dell’allora ministro degli Interni Napolitano in calce alla legge che istituiva undici anni fa i Centri per senzadocumenti vi incolliamo qui sotto una testimonianza che abbiamo raccolto oggi proprio in un Centro per senzadocumenti: quello di Bari. Costruito in una città e in una regione governate dai compagni di partito di Napolitano - se non addirittura da gente un po’ più a sinistra -, il Cie di Bari viene descritto da tutti come un supercarcere, dove vessazioni e pestaggi sono all’ordine del giorno. Le ultime violenze solo un paio di giorni fa, quando i poliziotti - “vestiti come nelle manifestazioni”, dice il nostro testimone - sono piombati addosso, a freddo, ad alcuni reclusi appena trasferiti dalla Sardegna. La loro colpa? Mah, probabilmente quella di non sapere l’italiano. E poi, reclusi ultrasettantenni, cibo immangiabile, caldo asfissiante… come in ogni Campo che si rispetti)

Ascolta la testimonianza raccolta da Radio Blackout:

macerie @ Luglio 16, 2009

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