La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Sotto il carcere

13 settembre. Lecce. Nel pomeriggio si svolge un presidio davanti al carcere in solidarietà a Graziano e tutti i detenuti. Negli interventi al microfono si ricorda lo sciopero dell’aria contro l’isolamento di Graziano, nonchè le proteste di Cremona e lo sciopero della spesa di Asti. La risposta da dentro è molto rumorosa.

Autobus e cavalcavia

12 settembre. Milano. Durante la mattinata autobus e tram portano a spasso per la città delle scritte che ricordano lo sciopero di Claudio, Chiara, Lucio, Niccolò, Mattia e Francesco, contro l’isolamento di Graziano. Indicati anche i responsabili: la Procura di Torino nelle figure di Padalino e Rinaudo, e la direttrice del carcere di Lecce, Rita Russo. Durante la notte, lungo la circonvallazione compaiono alcuni striscioni con gli stessi contenuti.

Presidio a Cremona

6 settembre. Cremona. Una cinquantina i solidali presenti al presidio sotto il carcere cui i detenuti hanno risposto con forti urla. Oltre a Francesco e agli altri  prigionieri, un saluto particolare è stato rivolto ai tre detenuti trasferiti dopo la rivolta del 26 agosto.

Varco 1

4 settembre. Chiomonte. Tagliata la recinzione all’altezza del Varco Uno del cantiere, alcuni No Tav riescono a danneggiare una torre faro e la centralina elettrica che consentono l’illuminazione dell’area e poi andar via attraverso i boschi.

Saluto a Rebibbia

3 settembre. Roma. Un saluto nel pratone davanti alle sezioni femminili del carcere, tiene compagnia per qualche ora a tutte le detenute, alle compagne rinchiuse in Alta Sorveglianza ed in  particolare a Chiara che da 48 ore è in sciopero dell’aria.

Festa dell’unità

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1 settembre. Genova. In occasione di un dibattito sulle infrastrutture alla locale festa del Pd, alcuni No Tav salgono sul palco impedendone l’inizio. A far da sfondo alla contestazione scritte e strsiscioni come: «Pd uguale fascismo», «Terzo valico e Pd, devastazione e saccheggio», «Siete come la Lega», «No Tav liberi». Uno degli slogan più urlati, invece: «Caselli boia speriamo che tu muoia».

Cmc

26 agosto. Ravenna. Penetrati nel piazzale della sede della Cmc, ignoti svuotano alcuni estintori e versano del liquido sopra una macchina, prima di fuggire per l’arrivo di alcune pattuglie dei carabinieri allertate da un guardiano.

Un saluto

25 agosto. Cremona. Una trentina di compagni saluta con botti e urla Francesco e gli altri detenuti, ricordando l’appuntamento per il presidio del 6 settembre davanti al carcere.

Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

Per un biglietto

16 settembre. Intorno alle 10 di mattina una volante dei carabinieri interviene in Corso Giulio Cesare all’altezza della fermata  “Carmagnola” per identificare una signora pizzicata da due controllori GTT sul tram 4 senza biglietto e senza documenti. La “portoghese” però oppone resistenza ai due carabinieri che cercano di trascinarla in macchina mentre la gente comincia a fare capannello intorno. Ad un nuovo tentativo di sollevare la donna, dal marciapiede si sollevano grida e insulti nei confronti dei militari che sono quindi costretti a chiamare rinforzi. Dall’appena inaugurata caserma di via Banfo arrivano numerose volanti a sostegno dei colleghi ma gli insulti e le proteste non si placano. La donna viene caricata di peso sulla volante che parte a gran velocità. Non sfuggono agli insulti dei passanti neanche i due controllori GTT che sono costretti ad allontanarsi scortati dalle forze dell’ordine.

Ancora sgomberi

15 settembre. Continua l’opera di demolizione del campo nomadi di Lungo Stura, dopo gli sgomberi del mese scorso e di luglio, questa mattina agenti della polizia Municipale hanno sgomberato sei strutture abitative. Sono state inoltre denunciate otto persone per ricettazione e sono stati sequestrati quattro veicoli che non risultavano immatricolati.

Tre rapine in una settimana

13 settembre. In via Andrea Doria alle 5 di mattina, un ragazzo tenta di rubare da un negozio di abbigliamento di lusso i vestiti esposti in vetrina, dopo averla infranta con un martello. La polizia, allertata da qualche vicino, giunge in tempo per arrestare il ragazzo. Questa settimana lo stesso negozio ha subito altre due spaccate, rispettivamente nella notte dell’8 e del 10, che si sono però concluse senza arresti.

Neanche le opere d’arte

12 settembre. L’artista greca che a inizio estate eveva posizionato una bici tutta verniciata di rosso in Lungo Dora Firenze, fa sapere che un paio di settimane fa la sua opera d’arte, la bici appunto, è stata rubata.

Una sceneggiata

9 settembre. Così, l’assessore ai trasporti del Comune di Torino Claudio Lubatti, durante un incontro con alcuni dipendenti della Gtt, definisce la promessa di utilizzare le unità cinofile dei vigili su alcune linee di tram particolarmente a rischio, fatta da qualche suo collega nelle settimane scorse.

Tentato suicidio

9 settembre. Nel carcere delle Vallette un detenuto, dopo aver fatto un cappio, prova a impiccarsi nella cella in cui è rinchiuso. Viene fermato da un secondino e quindi portato in ospedale.

Fronte comune

5 settembre. Durante la festa torinese della Fiom, Maurizio Landini, segretario del sindacato dei Metalmeccanicci, si dice dalla parte delle forze dell’ordine nella querelle che negli ultimi giorni le ha viste “contrapposte” al governo e ritiene sarebbe auspicabile che anche gli operai, i giovani e i precari si unissero eventualmente allo sciopero della Polizia.

Inseguimento

4 settembre. Intorno alle 22 un civich, impegnato in un’operazione di controllo del territorio, nota quello che a lui sembra un pusher e si lancia subito al suo inseguimento. Durante la corsa, il vigile viene investito da un’auto che passa in quel momento su corso Dante. Viene ricoverato d’urgenza al Cto con un grave trauma cranico.

Cani da guardia

22 agosto. Oggi dalle 8 alle 12, tra lo stadio Olimpico e corso Novara, ad affiancare i controllori sul tram 4 ci saranni i vigili con le unità cinofile. Se la presenza di civich e pastori tedeschi è per il momento ancora un esperimento, congegnato dal comandante dei vigili Alberto Gregnanini insieme con Gtt, non è da escludere che le unità cinofile possano diventare una presenza fissa, su alcuni tram particolarmente a rischio, già dalla prossima settimana.

Il fascino della divisa

21 agosto. Un uomo sulla cinquantina, che aveva alzato un po’ troppo il gomito, comincia ad inveire contro un addetto alla sicurezza di Eataly, che chiama i Carabinieri. Ma l’arrivo dei militari non calma l’uomo, che, anzi estrae un coltello e cerca di difendersi dal loro intervento. Riescono però a disarmarlo e a trarlo in arresto per violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Neanche le telecamere

18 agosto. Alla richiesta di esibire il biglietto di viaggio, un giovane avrebbe invece deciso di rispondere insulti ai due controllori che glielo chiedevano. Fatto scendere dalla metropolitana all’altezza di Porta Nuova, il ragazzo avrebbe aggredito uno dei due dipendenti GTT colpendolo al volto. Ne è nata una colluttazione interrotta solo dall’arrivo della Polizia Ferroviaria che ha fermato il giovane.
Damiano De Padova, sindacalista Rsu dell’Ugl, si rammarica: «Neanche le telecamere scoraggiano più le aggressioni».

Emergenza oro rosso

16 agosto. Il furto di 70 metri di cavi di rame a Borgo Vercelli sta creando grossi rallentamenti, sin dalle prime ore del mattino, sulla linea ferroviaria Torino-Milano. Contro il furto di rame la proposta del ministro degli Interni è quella di costituire un consorzio tra numerose aziende che garantisca la tracciabilità dell’ “oro rosso”, così da impedire la vendita di quello rubato. «I furti di rame -ha spiegato Alfano- comportano l’interruzione dell’energia elettrica e della produzione e provocano quindi un danno economico enorme. Solo la tracciabilità può aiutare a prevenirli, perchè per quanto le forze dell’ordine presidino il territorio, non possono controllarlo metro per metro per tutta l’estensione della rete».

Scritte d’agosto

13 agosto. Imbrattati i muri della sede regionale della Lega Nord. «Merdosi» e «Fascisti» sono alcuni degli insulti scritti sui muri di via Poggio. Il deputato Stefano Allasia, il capogruppo del Carroccio in Comune Fabrizio Ricca e il consigliere regionale Alessandro Benvenuto invocano «pene adeguate per i responsabili».

Le aggressioni non vanno in vacanza

11 agosto. Intorno a mezzogiorno, sul 9, all’altezza di Piazza Bernini, alla richiesta di esibire i documenti di viaggio, un ragazzo avrebbe risposto dando calci e pugni a due controllori della GTT, per poi scendere indisturbato alla prima fermata con la sua famiglia. Uno dei due controllori ha riportato una frattura alla mandibola mentre all’altro sono stati applicati quattro punti di sutura sopra l’orecchio.

Rivolta alle Vallette

30 luglio. Circa quaranta detenuti tra gli incolumi del blocco C del carcere delle Vallette si rifiutano di rientrare in cella a consumare il pranzo e iniziano una battitura su sbarre e porte blindate della sezione, dopodichè danno fuoco a giornali e cartoni. I secondini impiegano più di un’ora per ristabilire l’ordine. All’origine della protesta la scarsità del vitto.

Sgomberati i paninari

25 luglio. La polizia municipale, con la delega della Procura, sgombera i camion che fungono da cucine itineranti per la vendita di panini che si erano sistemati in Via Roma e Piazza Cln per il Traffic, festival che si svolge in Piazza San Carlo. Per farlo, porta con sè cani e i camion rimorchio Gtt che di solito servono per i bus e i tram, circonda la zona e ne blocca l’accesso alle automobili.

Sul tetto

19 luglio. Un recluso del Cie di Corso Brunelleschi, nel pomeriggio, sale sul tetto della sua camerata per protestare contro le condizioni detentive; subito la situazione nel Centro diventa calda, parte dei reclusi cominciano a unirsi come possono alla protesta del ragazzo, qualcuno minaccia di bruciare dei materassi. Dopo qualche ora polizia e Croce Rossa riescono a tranquillizzare gli animi e a far scendere il ragazzo dal tetto.
Nella serata un gruppo di solidali, con un saluto rumoroso, porta calore e forza a tutti i reclusi nel Centro.

Sempre controlli a S. Salvario

19 luglio. Continuano i controlli delle forze dell’ordine a San Salvario. Controlli a san salvario, 60 persone identificate ieri sera
Gli agenti del commissariato Barriera Nizza e i reparti Prevenzione Crimine hanno perlustrato (anche in borghese) via Morgari, via Campana, via Saluzzo, via Belfiore, via Berthollet e il Parco del Valentino. Nel corso dell’operazione notturna s
ono state controllate più di sessanta persone. Controlli a san salvario, 60 persone identificate ieri sera
Un ragazzo tunisino di 21 anni e un malese di 20 sono stati fermati perchè sprovvisti di documenti in un esercizio commerciale di Via Principe Tommaso.

Sfratti tentati

18 luglio. Giornata di sfratti tentati in Barriera di Milano. Attendono in casa le due famiglie sotto sfratto e con loro, dietro l’angolo, amici e solidali. Si aspetta l’ufficiale che, immancabilmente, arriva; si prova a chiedere una proroga ma l’arroganza delle carte parla chiaro: oggi si esegue lo sfratto. […]

Sgomberato campo rom

17 luglio. All’alba il campo rom di Lungo Stura Lazio è stato sgomberato da un presidio interforze di vigili urbani, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le abitazioni del campo sono state demolite, alcune famiglie saranno trasferite in case rurali, o spinte ad andare in Romania. L’operazione rientra nel progetto per il “superamento dei campi rom” che il Comune ha messo a punto insieme alla Croce Rossa, alla  cooperativa Valdocco, alla Onlus Aizo, alle associazioni Liberi tutti e Terra del Fuoco e altri enti del mondo dell’associazionismo italiano e rumeno.

Espulsioni

10 luglio. Nella notte diciotto nigeriani presenti all’interno dell’area viola del Cie di Corso Brunelleschi vengono prelevati e portati all’areoporto di Fiumicino. Lì, insieme ad altrettanti loro connazionali prelevati dal centro di Ponte Galeria, vengono imbarcati su un volo della compagnia MistralAir e deportati in Nigeria.

Aggressione al controllore

10 luglio. Ennesima aggressione ad un controllore. Nella stazione della metro XVIII dicembre, un ragazzo cerca di scavalcare i tornelli, ma viene inseguito e fermato da un addetto della GTT. Stando alla testimonianza di quest’ultimo, il ragazzo, sprovvisto di biglietto, gli ha sferrato calci e pugni per poi fuggire salendo su un vagone della metro. I colleghi del controllore, però, avevano già bloccato i convogli della metropolitana e hanno prontamente fatto intervenire le forze dell’ordine.

Cartelle da salti nel vuoto

9 luglio. Una signora ha tentato di buttarsi dal palazzo dell’ Agenzia delle Entrate dopo che le era stata consegnata una cartella esattoriale da 60 mila euro. Il gesto disperato è stato bloccato da alcune persone che facevano la coda agli sportelli.

Tentata fuga

8 luglio. Un detenuto della sezione “Transiti” del carcere di Vercelli, portato all’ospedale Maria Vittoria per una visita specialistica a una gamba, ha tentato la fuga proprio dalle corsie della struttura sanitaria. È stato però riacciuffato dopo pochi metri, probabilmente anche a causa della gamba dolorante. Il detenuto è stato poi ricondotto in carcere, malmenato dai secondini e riportato nella sua cella.

Ora ai “Transiti”, ci sono due controlli giornalieri delle sbarre nelle celle e la scorta per andare a farsi la doccia.

Lo sgombero del martedì

8 luglio. Intorno alle sette di mattina la polizia si presenta alle porte de Hell Chuncho, una casa occupata qualche mese fa in via Cimarosa 14, per eseguirne lo sgombero. Sfondate le porte, gli agenti della digos inseguono i ragazzi che erano saliti sul tetto e malamente li riportano a terra. Un gruppo di solidali si raggruppa intanto nelle vicinanze e segue da lontano lo sgombero, tenuti a distanza dalle numerose camionette. I ragazzi vengono fatti uscire dall’edificio e denunciati a piede libero per invasione di edificio.

Gazzarra in aula

8 luglio. Durante un’udienza legata all’assemblea antirazzista, il PM Padalino è stato preso in giro dal pubblico, mentre tutti chiedevano che Andrea potesse sedere a fianco degli altri tanti imputati del processo e al suo avvocato difensore. Tra sfottò e saluti, e la minaccia di sgomberare l’aula, l’udienza è trascorsa in maniera più movimentata del previsto e con Andrea fuori dalla gabbia interna.

Di droni al Poli

7 luglio. Al Politecnico si è tenuta una conferenza dal titolo “droni: prospettive di ricerca e scenari applicativi“, patrocinato da Telecom Italia. Su un punto della rete mobile 4G di TIM, infatti, potrà essere piazzata una centrale in grado di ricevere e inviare informazioni a droni di ultima generazione, usati per il monitoraggio della città. Oltre a professori di ingegneria e dirigenti di aziende, ha parlato anche un’avvocatessa, specializzata in tema di privacy, data protection e diritto penale legato alle nuove tecnologie.

Nuovi controlli in San Salvario

7 luglio. Grande dispiegamento di agenti nel quartiere San Salvario. Vengono controllate una cinquantina di persone, di cui 5 risulteranno senza documenti (e per questo verrà emesso nei loro confronti un decreto di espulsione) e uno verrà trovato in possesso di sostenze stupefacenti.

Occupato l’ufficio stranieri

2 luglio. Decine di rifugiati e richiedenti asilo hanno occupato nel pomeriggio l’ufficio stranieri di Via Bologna, per protestare contro l’incertezza della loro futura sistemazione. Attualmente, infatti, su concessione del Comune, sono ospitati in Via Cervino e Corso Vigevano, ma gli è stato detto che probabilmente dovranno fare spazio ad altri profughi. Era in programma un incontro con dei rappresentanti comunali e l’associazione Terra del Fuoco, a cui però il Comune non si è presentato.

Ancora saluti

22 giugno. Nel tardo pomeriggio una trentina di persone torna sotto il carcere delle Vallette per fare un saluto agli amici lì rinchiusi. Questa volta si riesce ad arrivare anche al femminile per salutare Chiara e le altre detenute. Poi ci si sposta al blocco D dove sono riunchiusi Nico, Claudio e Andrea.

Annegare per fuggire

20 giugno. Durante un controllo antidroga nella zona dei Murazzi, un uomo, per sottrarsi alla polizia, si è gettato nelle acque del Po, senza più risalire. I pompieri hanno poi ritrovato il suo corpo senza vita all’altezza del ponte di Corso Vittorio.

Sgombero corso Traiano

18 giugno. Un centinaio di Carabinieri hanno fatto irruzione nella casa occupata in corso Traiano 128, sgomberandola. La palazzina, vuota da anni e inutilizzata dalla proprietà, dal luglio scorso era abitata da 13 famiglie.

Ancora

17 giugno. Tutto liscio, ancora una volta, per la banda che riesce a entrare senza problemi in supermercati e banche e svuotarne le casseforti. Questa notte, a essere svaligiati, sono stati due punti vendita Carrefour, uno a Torino e l’altro a Grugliasco, entrambi controllati dalla agenzia di sicurezza “Allsystem” (già Mondialpol), che non ha fatto altro che prendere atto del furto la mattina.

Il furto perfetto

15 giugno. Svaligiato il caveau del Docks di via Amedeo Di Francesco, grande magazzino all’ingrosso in zona Vallette. A pochi minuti di distanza dalla scoperta, alla banca CariParma di piazza Respighi, zona Barriera di Milano, gli uomini della sicurezza hanno trovato le casseforti aperte, ma, questa volta, il contenuto era ancora lì. Gli inquirenti affermano che la banda è responsabile di altri 16 furti simili, tra supermercati e banche, sempre aperti con tanto di chiavi e combinazioni. Le indagini si preannunciano laboriose.

Case ATC vuote

12 giugno. Poco prima di Natale, un uomo di 63 anni ha deciso di occupare una delle tante case vuote ATC, dopo che alcuni suoi amici gli avevano segnalato un alloggio vuoto in via Casaleggio. Tutto tranquillo fino a quando l’ATC non entra per fare dei controlli e, come da prassi, chiama la Polizia Municipale per mandarlo via.

Dall’Aula Bunker a piazza Nizza

Diario

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macerie @ Settembre 16, 2014

Fughe tentate e rappresaglia

Diario, Rassegna Stampa

Roma, 14 settembre 2014

«Cie di Ponte Galeria – proteste, fughe e violenze

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre un nuovo tentativo di fuga dal CIE di Ponte Galeria, almeno il terzo in meno di due settimane. Purtroppo anche questo non è riuscito e i reclusi sono stati riportati nella struttura. Non contenti gli operatori di polizia, compreso il direttore del centro si sono lasciati andare ad una vera e propria rappresaglia. Tra insulti, minacce e violenze nei confronti un po’ di tutti i rinchiusi, un ragazzo sembra essere stato ferito ad una gamba ed un altro al naso. Prima di venire pestati venivano fatti rientrare dentro le celle, lontano dalle videocamere del circuito di sorveglianza, celle dalle quali sono stati portati via tutti i materassi e lenzuola. Per i feriti non è stato disposto alcun trasferimento in ospedale, ma sono state fatte solamente delle medicazioni sommarie. Nulla di nuovo, infatti sono nelle stesse condizioni anche alcuni ragazzi feriti durante la protesta della scorsa settimana, le autorità del Centro si sono sempre rifiutate di portarli in ospedale addirittura mandando indietro l’ambulanza del 118 che era accorsa sul luogo dopo varie telefonate da parte dei feriti».

Da Hurriya

macerie @ Settembre 15, 2014

Le inchieste di ieri e le lotte di oggi, un appuntamento

Diario

Come è stato raccontato molte volte su queste pagine, il 18 settembre di due anni fa sin dalle prime ore del mattino diverse strade di Barriera di Milano erano chiuse da barricate di cassonetti, per far fronte alla strategia della Questura di concentrare molti sfratti in un giorno solo.

Una gran bella giornata per la resistenza contro gli sfratti, che occupa naturalmente una posizione di rilievo nell’ inchiesta della Procura di Torino sfociata nell’operazione del 3 giugno scorso. Da quel 18 settembre ne è passata di acqua sotto i ponti. Le strategie questurine  si sono modificate,  la repressione ha allontanato molti compagni dalle strade  e di conseguenza anche la lotta ha dovuto adeguarsi e modificarsi. Ma pur costretta a rimodellarsi continuamente, la lotta per la casa in questo piccolo angolo di Torino continua ad andare avanti, come del resto anche i padroni di casa continuano a sbatter per strada morosi e occupanti abusivi. Ed è difficile che la repressione, per quanto si dispieghi con tutta la sua arroganza e ottusità riesca a stroncare definitivamente delle lotte, ancor più se queste non sono portate avanti solamente da un manipolo di “sovversivi” ma diventano sempre più un patrimonio condiviso anche da altri.

Ed è con questa certezza in mente che per il prossimo 17 settembre vi indichiamo un piccolo appuntamento. Un’udienza, una delle tante che costellano la vita dei compagni e delle compagne, alla quale saranno presenti  Andrea, Paolo, Fabio e Toshi, e che a prima vista poco sembra avere a che fare con la lotta contro gli sfratti.

Continua a pag. 30838

macerie @ Settembre 15, 2014

Scritte, striscioni e trasferimento di Claudio

Diario

Finalmente la protesta contro l’isolamento di Graziano ha mosso i suoi primi piccoli passi al di fuori delle mura carcerarie. Qualche giorno fa, grazie a numerose scritte su degli autobus, la notizia dello sciopero dell’aria di Chiara, Niccolò, Mattia, Claudio (ai quali stamattina si è aggiunto anche Francesco), e di quello della spesa e del carrello di Lucio, ha fatto il giro delle strade di Milano. Le scritte hanno anche ricordato la diretta responsabilità in questa vicenda dei Pm torinesi Rinaudo e Padalino e della direttrice del carcere di Lecce Rita Russo, mentre alcuni striscioni con gli stessi contenuti sono apparsi su dei cavalcavia della circonvallazione meneghina.

Claudio intanto sta continuando la sua protesta nel carcere delle Vallette, in cui è stato trasferito da qualche giorno, in vista della ripresa del processo all‘Aula Bunker dopo la pausa estiva. L’indirizzo a cui scrivergli è:

Claudio Alberto C.C. “Lorusso e Cotugno” via Maria Adelaide Aglietta, 35 - 10151 Torino;
Nel ricordarvi gli indirizzi degli altri compagni, arrestati per l’attacco contro il cantiere di Chiomonte, vi anticipiamo che anche Chiara, nei prossimi giorni, dovrebbe essere trasferita per lo stesso motivo nel carcere di Torino:

Francesco Sala C.C. via Palosca, 2 - 26100 Cremona;
Lucio Alberti C.C. Via Cassano Magnago, 102 - 21052 Busto Arsizio (Varese);
Graziano Mazzarelli C.C. via Paolo Perrone, 4, Borgo San Nicola - 73100 Lecce;
Niccolò Blasi e Mattia Zanotti C.C. San Michele strada Casale, 50/A - 15121 Alessandria;
Chiara Zenobi C.C. “Rebibbia” via Bartolo Longo, 92 - 00156 Roma.

macerie @ Settembre 14, 2014

Novità bustocche e iniziative valsusine

Diario

Da ieri anche Lucio si è unito alla protesta contro l’isolamento di Graziano e fino a martedì 18 settembre porterà avanti  quindi uno sciopero della spesa e del carrello nel carcere di Busto Arsizio.

Qui, nei giorni scorsi, il comandante delle guardie ha convocato Lucio per comunicargli che, su richiesta della Procura di Torino, avrebbero iniziato a trattenergli tutta la corrrispondenza in entrata dal, non meglio precisato, contenuto “politico”. Cartoline, lettere e opuscoli, che alludono in qualche modo a delle lotte, verranno quindi bloccati e non si sa bene dove siano destinati a finire, visto che nessun provvedimento di censura formale è stato notificato a Lucio o ventilato durante il colloquio. La misura, stando almeno alle parole del comandante delle guardie, sarebbe piuttosto ufficiosa e di conseguenza dai contorni più vaghi del solito.

Un’occasione, per parlare e rilanciare la solidarietà ai 7 compagni in carcere, per l’azione contro il cantiere di Chiomonte, è l’iniziativa in programma domenica 14 settembre in Valsusa di cui vi proponiamo la locandina.

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macerie @ Settembre 12, 2014

A 34 mani

Diario

NOTE SULLA LOTTA CONTRO GLI SFRATTI A TORINO

Quello che segue è uno scritto a 34 mani. È stato redatto da alcuni arrestati del 3 giugno e propone una lettura complessiva dell’inchiesta, delle sue implicazioni e cerca anche di raccontare, ancora una volta, due anni di resistenza e lotta nelle strade di Torino.
Proprio come i migliori romanzi d’avventura verrà pubblicato a puntate, e ognuna di queste affronterà un aspetto differente della storia che ci interessa.
Ne immaginerete certamente la difficoltà di redazione, con gli autori dispersi in celle o case di città differenti; qualcuno sottoposto a censura; con i ritardi e i disguidi propri della corrispondenza carceraria. Ne perdonerete dunque la disomogeneità di stile e pure certe contraddizioni di punti di vista e contenuti. Puntata dopo puntata avrete tra le mani un testo collettivo, sì, ma nel senso della pluralità delle voci, della coralità: non c’era a disposizione alcun direttore d’orchestra che potesse dettar la partitura e, del resto, nessuno l’avrebbe voluto avere.

Sul quartiere e la solidarietà.

Dalla prima rivoluzione industriale fino a quarant’anni fa, i quartieri delle grandi città sorgevano e si intrecciavano fisicamente con ritmi e modalità di produzione. A Torino, emblema di tale sovrapposizione tra vita e lavoro, facilmente gli abitanti di Mirafiori si portavano sul pianerottolo e sul tram i rapporti sociali che nascevano in fabbrica (e viceversa), tanto più che i legami fisici e urbanistici tra casa e luogo d’impiego erano fortissimi.
Al di fuori e al di là della sociologia spiccia, e soprattutto del ferreo deterministico legame tra condizioni di lavoro e condizioni di vita, una premessa simile potrebbe contribuire ad affrontare le clamorose differenze tra un quartiere odierno e uno di quaranta/cinquant’anni fa.
La mastodontica, pervasiva, ristrutturazione che il capitalismo ha affrontato all’indomani dell’ “assalto al cielo”, (si intende qui, in modo certamente sbrigativo, la complessa e vasta dinamica rivoluzionaria che ha attraversato l’Italia negli anni tra i 60 e gli 80) lascia segni tangibili anche nella vita individuale e collettiva di chi, una tale ristrutturazione, è costretto a subirla.
Continua a pag. 30824

macerie @ Settembre 11, 2014

Sciopero della spesa nel carcere di Asti

Diario

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Dal carcere di Quarto Inferiore, ad Asti, i detenuti annunciano che, a partire da oggi, mercoledì 10 settembre, inizieranno uno sciopero della spesa. Il motivo della protesta, come già per l’analoga protesta di Brissogne, è l’aumento del prezzo delle bombolette del gas, articolo il cui prezzo sta aumentando anche in altre carceri.
Ad Asti il rincaro si è verificato a luglio. Immediatamente i detenuti hanno scritto una lettera alla direzione contestando la variazione di prezzo, da 1,20 euro a 2 euro, e richiedendo una verifica dei prezzi delle bombolette di gas e degli altri prodotti con i prezzi che gli stessi articoli hanno nei supermercati fuori, come prescrive l’ordinamento penitenziario. Ma fino ad ora nessuno ha dato loro una risposta.
Continua a pag. 30826

macerie @ Settembre 10, 2014

Contro l’isolamento di Graziano/2

Diario

Da ieri mattina anche Niccolò e Mattia, rinchiusi nel carcere di Alessandria, hanno inizato uno sciopero dell’aria contro l’isolamento cui è sottoposto Graziano. La loro protesta durerà fino a martedì 16 settembre.

Claudio, rinchiuso a Ferrara, ha iniziato invece questa mattina e continuerà a rifiutarsi di uscire all’aria fino a giovedì 18 settembre.

Vi terremo aggiornati su come proseguirà questa mobilitazione e sulle condizioni detentive di Graziano.

macerie @ Settembre 10, 2014

Proteste, indifferenza e qualche numero

Diario, Rassegna Stampa

Roma, 8 settembre 2014

«CIE di Ponte Galeria: conteggi, proteste ed indifferenza

Nel CIE di Ponte Galeria è ormai il secondo giorno in cui tutti restano costretti nelle celle. Nessuna possibilità di socialità, né di raggiungere l’infermieria. Secondo i reclusi, questa mattina il direttore sanitario del CIE si è presentato con un gruppone di poliziotti minacciosi al seguito e, con un fare indifferente davanti la sofferenza di alcuni reclusi, ha fatto capire a tutti che per oggi non si può far nulla.
Nello specifico, uno dei 5 ragazzi fermati dopo la protesta di domenica dovrebbe avere un piede rotto (se il colore viola, il gonfiore e il dolore insopportabile possono essere indicativi del bisogno di una medicazione).
Date le celle chiuse sembrerebbe che il direttore sanitario, che tutti conoscono come il “Sig. Maurizio”, si sia accontentato di far sporgere aldilà delle sbarre il piede dolorante, per procedere con “l’accurata diagnosi” e poi andarsene via con un nulla di fatto.

Continua a pag. 30823

macerie @ Settembre 9, 2014

Presidio a Ponte Galeria

Diario, Rassegna Stampa

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Dopo la rivolta di qualche giorno fa, ieri si si è svolto un presidio davanti al Cie di Ponte Galeria, il resoconto che vi proponiamo è tratto dal blog Hurriya.

Roma,  7 settembre 2014

«Cie di Ponte Galeria: i reclusi salgono sui tetti

Questo pomeriggio, circa 40 solidali, hanno portato solidarietà ai ragazzi imprigionati nel CIE di Ponte Galeria. Arrivati davanti alle mura del lager già si levavano alte le grida ed i rumori della battitura, davanti al cancello i celerini aspettavano schierati.           
Poco dopo un gruppo di ragazzi è riuscito a salire sul tetto e ricambiare il saluto dei e delle soldali, sono usciti dal buio nel quale li vorrebbero nascondere.
Per tre lunghe ore hanno resistito sul tetto denunciando la loro condizione, intonando cori e canzoni e sbeffeggiando le guardie.

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macerie @ Settembre 8, 2014

Voilà Gepsa

Diario

Sembra proprio che questa sarà la volta buona. Al terzo tentativo, dopo aver già concorso e vinto per ottenere l’appalto del Cara di Castelnuovo di Porto, un affare da quasi otto milioni di euro l’anno, e del Cie di Gorizia, e essersi vista annullare entrambe le assegnazioni per problemi contrattuali, Gepsa sembra sia finalmente riuscita ad aggiudicarsi la gestione del Cie di via Corelli a Milano. Ad affiancarla dovrebbe essere Acuarinto, un’associazione culturale di Agrigento, al suo fianco già nei primi due fallimentari tentativi. L’appalto, che assegna all’associazione siciliana il compito di occuparsi dei reclusi e alla società francese la gestione e la messa in sicurezza delle aree e dei cortili, dovrebbe rimanere invariato anche in seguito alla recente decisione del Ministero degli Interni di cambiare temporaneamente destinazione d’uso alla struttura.
Dal 15 settembre fino a marzo, Acuarinto e Gepsa, assieme agli ex-dipendenti della Croce Rossa riassunti, non avranno a che fare infatti con persone senza documenti a rischio espulsione, ma con uomini e donne con lo status di rifugiati. Non sappiamo ancora se il provvisorio passaggio dall’emergenza clandestini all’emergenza profughi cambierà qualcosa nel tariffario precedentemente stabilito con la Prefettura milanese, che prevedeva un rimborso di 40 euro a ospite contro i 54 euro precedentemente percepiti dalla Croce Rossa. I posti dovrebbero in ogni caso rimanere 140.

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macerie @ Settembre 7, 2014

Tagli e rivolta

Diario

Due ragazzi sudamericani, rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria da circa un mese ed evidentemente esasperati dalle condizioni in cui vivono all’interno del Centro, avevano richiesto qualche giorno fa di farsi rimpatriare. Non capendo perché non arrivasse il nullaosta dalla loro ambasciata, unico documento che a detta dell’amministrazione del Cie mancava per avviare le pratiche di rimpatrio, ieri ottengono, uno ingoiando una lametta e l’altro tagliandosi le braccia, il permesso di contattarla. Dall’ambasciata rispondono che a loro non è arrivata alcuna richiesta dal Centro e che dunque non sanno nulla della loro situazione. Uno dei due reclusi, sentendosi preso in giro, comincia a tagliarsi in più parti del corpo per protesta, davanti all’indifferenza e allo scherno degli agenti di polizia presenti nel Cie. La rabbia dilaga quindi tra i reclusi: alcuni si arrampicano sui tetti delle camerate e altri cominciano ad appiccare fuochi, con coperte e materassi, vicino ai cancelli di accesso alle aree, per ostacolare un possibile ingresso della polizia.

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macerie @ Settembre 6, 2014

Aggiornamenti sulla protesta al carcere di Aosta

Diario

Quello che segue è un resoconto della situazione riguardo allo sciopero della spesa effettuato dai detenuti del carcere di Brissogne di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

«Brissogne, 02/09/14

Lunedì 11 agosto, all’arrivo dei bolli e dei tabacchi – la porzione di spesa che arriva il lunedì – si ha la conferma che qui a Brissogne le cartucce di butano da 190 g costeranno non più 1.50 euro, ma 2.50 euro.
Le cartelle della spesa si consegnano al giovedì, l’ipotesi, spontanea, che è venuta in mente a tutti è: «non segniamo il gas a spesa». Giovedì 14, dopo la compilazione dei libretti della spesa, si sa che gran parte del carcere ha aderito all’iniziativa. Evidentemente nelle sezioni aperte se ne discute meglio che nell’unica chiusa perché, la settimana successiva, quella che inizia il 18, la proposta che gira è quella di un’astensione totale della spesa.
Anche questa accolta da gran parte dei detenuti.


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macerie @ Settembre 5, 2014

A 34 mani

Diario

NOTE SULLA LOTTA CONTRO GLI SFRATTI A TORINO

Quello che segue è uno scritto a 34 mani. È stato redatto da alcuni arrestati del 3 giugno e propone una lettura complessiva dell’inchiesta, delle sue implicazioni e cerca anche di raccontare, ancora una volta, due anni di resistenza e lotta nelle strade di Torino.
Proprio come i migliori romanzi d’avventura verrà pubblicato a puntate, e ognuna di queste affronterà un aspetto differente della storia che ci interessa.
Ne immaginerete certamente la difficoltà di redazione, con gli autori dispersi in celle o case di città differenti; qualcuno sottoposto a censura; con i ritardi e i disguidi propri della corrispondenza carceraria. Ne perdonerete dunque la disomogeneità di stile e pure certe contraddizioni di punti di vista e contenuti. Puntata dopo puntata avrete tra le mani un testo collettivo, sì, ma nel senso della pluralità delle voci, della coralità: non c’era a disposizione alcun direttore d’orchestra che potesse dettar la partitura e, del resto, nessuno l’avrebbe voluto avere.
 

Al bando.

La messa al bando dei picchetti antisfratto: questa potrebbe essere la finalità ultima degli arresti torinesi del 3 di Giugno passato. Non l’unica, per carità, ma quella che veramente trascende le vicende del conflitto sociale in città e che più potrebbe ipotecare lo sviluppo di alcune lotte importanti in tutta Italia, quasi fosse un codicillo – introdotto per via giurisdizionale anziché legislativa – del “piano-casa” del governo Renzi. Non che questo sia il primo attacco frontale contro l’efficacia mostrata dai picchetti, già la primavera scorsa gli uomini di Tribunale torinesi avevano tirato fuori dal cilindro l’art. 610, l’incidente d’esecuzione, che, utilizzato probabilmente per la prima volta in maniera sistematica contro una lotta, consente di sospendere lo sfratto in caso di problemi di ordine pubblico e rimettere la procedura nelle mani di un giudice che stabilisce una nuova data senza più comunicarla allo sfrattando ma solo alle altre parti in causa. Lo sfratto diventa uno sgombero e la pratica del picchetto va a farsi benedire.

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macerie @ Settembre 4, 2014

Contro l’isolamento di Graziano

Diario

Da lunedì scorso, 1 settembre, Chiara ha iniziato uno sciopero dell’aria per protestare contro l’isolamento cui Graziano è sottoposto dal giorno del suo arresto, avvenuto ormai quasi due mesi fa. Chiara ci fa sapere che il suo rifiuto di uscire all’aria si protrarrà fino a quando Graziano continuerà ad essere gravato da questa misura, voluta tanto dal carcere di Lecce quanto dalla Procura torinese che, come spesso avviene in queste situazioni, se ne rimpallano reciprocamente la responsabilità.

In attesa di ulteriori aggiornamenti, ne approfittiamo per ricordarvi gli indirizzi dei sette compagni arrestati per l’azione contro il cantiere di Chiomonte del 14 maggio 2013:

Francesco Sala C.C. via Palosca, 2 - 26100 Cremona;
Lucio Alberti C.C. Via Cassano Magnago, 102 - 21052 Busto Arsizio (Varese);
Graziano Mazzarelli C.C. via Paolo Perrone, 4, Borgo San Nicola - 73100 Lecce;
Niccolò Blasi e Mattia Zanotti C.C. San Michele strada Casale, 50/A - 15121 Alessandria;
Claudio Alberto C.C. via dell’Arginone, 327 - 44100 Ferrara;
Chiara Zenobi C.C. “Rebibbia” via Bartolo Longo, 92 - 00156 Roma.

macerie @ Settembre 3, 2014

Dal femminile delle Vallette

Diario

Quella che segue è una lettera di una detenuta rinchiusa nella sezione femminile delle Vallette, ricevuta dalla Cassa Antirepressione delle Alpi Occidentali.

«Tutto è cominciato mercoledì sera 14 agosto h.21:30. Una delle ragazze si è sentita male, le è stato chiesto cosa avesse dalle agenti e le hanno detto che avrebbero chiamato il medico. Alle 22:10 il medico non era ancora arrivato, così visto il pianto della ragazza tutte quante abbiamo cominciato a chiamare le agenti che però rimanevano sedute in rotonda a farsi i loro discorsi “troppo importanti” per recarsi fino alla cella dove questa ragazza si contorceva dal dolore sdraiata a terra, mentre il medico continuava a non farsi vivo!
Così dopo aver chiamato per parecchio e continuando a sentire il pianto della ragazza, abbiamo iniziato una sonora battitura, alla fine il medico è arrivato alle 23:15. “Tempo di morire” a sufficienza!

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macerie @ Settembre 2, 2014

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

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macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

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Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

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macerie @ Gennaio 27, 2014