Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Dirty boulevard

17759771_1177390305716306_2701377426897503956_n1.jpg

Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

[…]

Reclusione ad alta quota


borgo-abbandonato.jpg

Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

[…]

Sentieri di sfruttamento

path.jpg

Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

calais-6ac548afcfe38c4d9b375c5a62e6eae1png.jpeg

Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

[…]

La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

image5.jpg

Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

[…]

Corrispondenze veneziane

carcere-merda.jpg

Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

[…]

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Fiamme e sabbia

vvf-incendio-ruspa-2-150x150.jpg

17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

dscf2085.jpg

22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

 sasass.jpg

18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Giudici che scrivono, giudici che uccidono

11 luglio. Arriva sulle pagine di cronaca, a distanze di mesi, la notizia della morte di un detenuto nel carcere delle Vallette. Il decesso è stato causato dal mancato ricovero del detenuto che era affetto da patologie gravi e negli ultimi tempi aveva subito un peggioramento. In una relazione del direttore sanitario del carcere era stato indicato il «concreto rischio di morte» del recluso, nonostante ciò, i giudici del tribunale di Sorveglianza avevano negato l’uscita dal carcere dichiarando «Il quadro clinico appare certamente compromesso, le sue condizioni lo esporrebbero a identico rischio anche all’esterno del carcere, ove anzi egli sarebbe esposto a condizioni di vita meno controllate anche sotto il profilo sanitario».

Senza alluminio

10 luglio. Gli operai della Comital, azienda leader nel settore della lavorazione dell’alluminio per alimenti, hanno deciso di scioperare. L’azienda, acquisita due anni fa dal gruppo francese Aedi, è in difficili condizioni finanziarie: dopo varie perdite negli ultimi due anni, non è riuscita più a investire. Ora sta utilizzando la cassa integrazione, non per mancanza di commesse, ma di materie prime da utilizzare.

Copertoni infuocati

9 luglio. A tarda sera l’autostrada Torino-Bardonecchia viene chiusa poiché nella regione Prapontin, sotto il comune di Susa, alcuni incappucciati hanno sistemato e infuocato dei copertoni sulla carreggiata.

Problemi in Casa Farinelli

img-20170706-wa0001.jpg

img-20170706-wa0008.jpg

4 luglio. Gli abitanti di Casa Farinelli, struttura comunale che ospita famiglie in stress abitativo, sono scesi in strada fino a tarda notte per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a vivere. A esacerbare la situazione è stata la scomparsa di un bimbo di appena due anni, figlio di una delle sei famiglie ospitate presso la struttura, nonostante all’interno delle mura di via Farinelli ci siano operatori addetti alla sorveglianza continua dei temporanei inquilini. Gli ospiti richiedono una condizione abitativa meno precaria, che vengano velocizzati i tempi per l’assegnazione delle case popolari che gli sono state promesse entrando nel progetto, cosicché possano tornare ad essere indipendenti e responsabili di sé stessi e dei propri figli. A visitare il sit-in e a tranquillizzare i protestanti è arrivata Mirella Cerniglia, responsabile della gestione dell’emergenza abitativa in città. È giunta anche la poliza, con i colori d’ordinanza e in abiti borghesi, a invitare a rientrare all’interno della struttura.

Effimera

img-20170705-wa0007.jpg

5 luglio. Sull’asfalto davanti alla Lavazza trapela, appenna cancellata, una grossa scritta: “Gip Busato aguzzina - Tutti liberi”.

L’assedio degli artisti

4 luglio. L’obiettivo dell’associazione Kaninchen-Haus è mutare lo stabile fatiscente di via La Salle 16 in un condominio-museo e trasformare i 200 attuali abitanti in una comunità: gruppi di artisti vivranno per un periodo di tempo determinato negli appartamenti, dove verranno organizzate mostre, concerti, talk, incontri letterari e poetici, o laboratori dedicati all’artigianato. I responsabili dell’associazione che ha vinto il bando lanciato dalla Siae e dalla Compagnia di San Paolo, ossia i performers Brice Coniglio, ipotizzano che possano essere costruiti portalettere artistici, luci di diverso colore illuminare ogni piano, il cortile trasformarsi in palco per spettacoli aperti al pubblico e “che le persone migliorino le loro relazioni grazie all’arte, capace di produrre un cambiamento estetico, sociale e culturale”. La portineria, ora blindata per evitare l’ingresso di senzatetto, sarà affidata a studenti universitari di sociologia che investigheranno sui sogni e desideri degli abitanti della via.

Torino fa scuola

4 luglio. Dei giovani giapponesi della Shibuya University Onlus hanno visitato le case del quartiere di San Salvario e Barriera di Milano interessati  a esperienze di innovazione e rigenerazione urbana e sociale. La Shibuya è una Onlus che promuove stili di vita e valori nuovi. Sakio Yasuaki, presidente della Onlus spiega”Il modello giapponese dei 20-30enni era far carriera in un’azienda, tutta la società guardava al successo economico. Ora non è più così, non per tutti. La visione della vita sta cambiando e guarda a valori completamente diversi“.

Torino capitale

4 luglio. Con 3.388 sfratti eseguiti nel 2016 in città e provincia Torino è in cima alla classifica dei capoluoghi di regione italiani con il maggior numero di sfratti. Tra le Regioni il Piemonte conferma questo primato con quasi 7mila provvedimenti di sfratto, oltre 13mila richieste di esecuzione e quasi 5mila interventi eseguiti. Significativo il fatto che rispetto al 2015 gli sfratti eseguiti in regione siano più che raddoppiati a differenza del resto d’Italia dove il numero è invece in calo. Anche nel rapporto tra sfratti e abitanti Torino conferma il suo primato con uno sfratto ogni 241 famiglie mentre la media nazionale si ferma a uno ogni 419 nuclei familiari. I dati sono contenuti in un rapporto del Ministero dell’Interno reso pubblico da poco.

Blitz in via Germagnano

30 giugno. I carabinieri di Olte Dora hanno perquisito 14 veicoli e identicato 52 persone durante un’operazione di monitoraggio del campo rom disposta dalla prefettura.

Controlli a tappeto

1 luglio. Nel fine settimana hanno preso luogo controlli straordinari nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e Valle d’Aosta. I poliziotti hanno eseguito i controlli su viaggiatori e relativi bagagli con l’utilizzo di metal detector e altri strumenti di recente acquisizione da parte della PolFer. Sono state identificate complessivamente 430 persone, di cui 9 sono state rilasciate dall’autorità giudiziaria a piede libero. A Porta Nuova sono stati fermati due ladri d’abiti e un giovane writer. Il graffitaro quattordicenne è stato denunciato all’autorità giudiziaria minorile per deturpamento e sanzionato al pagamento di una multa di 500 euro in quanto occupava una zona ferroviaria interdetta.

Un bel pugno in faccia

27 giugno. Sul 4, mentre attraversa Barriera di Milano, un giovane ragazzo nero si difende dalle provocazioni di un fascista colpendolo con un pugno in faccia. Il fascio è costretto a scendere dal tram, sanguinante, guardato torvo da parecchie persone; nonostante ciò continua a recitare il saluto “Sieg Heil”.

Esasperazione

27 giugno. Alla sede dell’Inps in corso Giulio Cesare 290 una donna si dà fuoco agli sportelli. È da sei mesi che è stata lincenziata, poichè il servizio di pulizie che offriva da dieci anni a una birreria è stato esternalizzato. Ed è da sei mesi che è rimasta incastrata in procedure burocratiche che non le permettono di ottenere l’indenizzo di disoccupazione che gli spetta. All’ennesima richiesta di paziente attesa da parte degli impiegati Inps la signora si è cosparsa di alcol e si è data fuoco. Ora è in pericolo di vita.

Periferie sicure

26 giugno. Nell’ambito di un’operazione a carattere nazionale che ha interessato 13 città italiane, tra il 15 maggio e il 3 giugno si è intensificata l’attività di controlo delle forze dell’ordine anche nei quartieri periferici e in quelli della movida torinesi. Il bilancio in città è di 1059 persone controllate di cui 58 denunciate a piede libero e 22 arrestate. 14 le persone trovate senza i documenti in regola per le quali è stata avviata la procedura di espulsione. Sequestrati inoltre ingenti quantità di sostanze stupefacenti e comminate 43 multe a 35 esercizi commerciali.

Dalla gru

20 giugno. Un uomo si arrampica sulla gru posizionata tra corso Vigevano e via Cigna per protestare contro l’affidamento dei propri figli. È rimasto per tre ore in cima all’argano, vestito da V per vendetta, con uno striscione e un megafono, accusando il sindaco di Torino e le forze di polizia dell’ingiustizia della sua attuale condizione.

Evasione e giustizia fai-da-te

16 giugno. La signora rom arrestata per aver investito un uomo in scooter lungo strada dell’areoporto è evasa dal carcere. La famiglia del motociclista e coloro che si sono mobilitati dopo l’incidente dello scorso maggio assieme ai militanti di Casapound e Forza Nuova per chiedere la chiusura definitiva e lo sgombero di tutti i campi nomadi di Torino, ora, dichiarano di offrire una taglia sulla testa della fuggitiva e di impegnarsi direttamente nelle ricerche.

Rabbia Frocia

16 giugno. Durante la notte sono comparse delle scritte sui muri del Cinema Massimo, in piazza Palazzo di Città e sui muri del deposito GTT di corso Trapani contro il Lovers Film Festival e il Piemonte Pride: “LA NOSTRA RABBIA NON È UN FESTIVAL”, “LA NOSTRA RABBIA NON SI COMPRA”, “I CONFINI NON SONO UN CLAIM”.

confini-lovers.JPG

[…]

Solidarietà interregionale

10 giugno. Giorno di sciopero per i lavoratori di H&M dei negozi di via Roma, di Beinasco e dell’Area 12. Molto alta l’adesione per un’iniziativa di protesta contro i licenziamenti collettivi annunciati dall’azienda in tre punti vendita di Lombardia e Veneto. È la prima volta che l’azienda prende una simile iniziativa e non sembra intenzionata a ricollocare nessun lavoratore mentre apre nuovi punti vendita. L’obiettivo sembra essere quello di liberarsi di dipendenti assunti prima dell’introduzione del Jobs act per sostituirli con altri meno tutelati.

Attorno a via Germagnano/2

10 giugno. Un presidio organizzato da Casa Pound e dal comitato Noi di Barriera si è svolto a qualche decina di metri dal campo rom di via Germagnano per chiederne la chiusura. La polizia in assetto antisommossa si è schierata per evitare contatti tra i manifestanti e gli abitanti del campo.

Alcol free

9 giugno. Entra in vigore il divieto di vendere bevande alcoliche da asporto, dalle 20 fino alle 6 del mattino, per gli esercizi commerciali di
piazza Vittorio, San Salvario e Vanchiglia. L’ordinanza terminerà il 30 settembre e prevede la chiusura da 7 a 30 giorni per i trasgressori.

Italia-Israele

8 giugno. Presentato ieri, al 32esimo piano del grattacielo di Intesa San Paolo, un rapporto della Fondazione Studi Ricerche sul Mezzogiorno che individua nell’agritech e nell’industria portuale i due settori più promettenti di interscambio tra Italia e Israele. Nell’ambito dei rapporti tra i due Paesi la città di Torino svolge un ruolo di primo piano come testimoniano la presenza all’incontro di esponenti del Politecnico, della Camera di Commercio e della Compagnia di San Paolo. Particolarmente attiva naturalmente la banca Intesa che recentemente ha siglato importanti accordi con la Camera di Commercio israeliana, con la banca Leumi e con il centro di innovazione The Flor di Tel Aviv.

Buste in tribunale

7 giugno. Due buste contenenti polvere da sparo, fili elettrici e batterie sono state intercettate nel locale di smistamento della corrispondenza del tribunale di Torino. Indirizzate ai pm Antonio Rinaudo e Roberto Sparagna sono state aperte da agenti del reparto artificieri.

Attorno a via Germagnano

31 maggio. È durato quattro ore, fin dopo la mezzanotte, il blocco a intermittenza del traffico su corso Vercelli da parte di alcune persone che vivono nei pressi di piazza Rebaudengo. A scatenare la protesta alcuni roghi di rifiuti appiccati nei pressi del campo rom di via Germagnano. Le persone scese in strada avrebbero tentato anche di dirigersi verso il campo, senza riuscirci per l’intervento di un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa che hanno bloccato gli accessi.

Guardie e commessi in blocco

29 maggio. Due ore di blocco dei cancelli davanti al centro di distribuzione della Lidl di Volpiano hanno impedito l’ingresso e l’uscita di una ventina di camion. A portare avanti la protesta una cinquantina di dipendenti della Securpolice, azienda di vigilanza, e della Sigilog, società  specializzata nella logistica, che lavorano in appalto nei discounts. Alcuni lavoratori sono arrivati anche da altre regioni per protestare contro i bassi salari e i ritardi nei pagamenti. La strada è stata liberata dopo l’intervento di un legale del Lidl che ha promesso un incontro con i responsabili delle due società appaltatrici.

Daspo urbano

29 maggio. Due ragazzi ventenni di origine egiziana rischiano di essere colpiti dal Daspo urbano, il provvedimento, contenuto nel cosiddetto decreto Minniti, che consente di interdire l’accesso a determinate zone della città a chi vi commette reati. Il quartiere da cui potrebbero essere banditi è quello di San Salvario in cui avrebbero strappato una collanina d’oro dal collo di un passante.

Rioccupato il Fenix

13 maggio. Occupato uno stabile di proprietà del comune all’interno dei Giardini Reali all’angolo con via Rossini. L’edificio era già stato occupato e sgomberato nel 2005 in vista delle Olimpiadi invernali dell’anno successivo.

Per delle scritte

13 maggio. La polizia politica è arrivata all’una di notte a bussare alle porte di due case, di quattro militanti, per delle perquisizioni. Era alla ricerca di materiale collegabile alle scritte vergate sulle mura del Tribunale. Le scritte sono comparse alla fine di marzo, dopo la sentenza espressa dal giudice Minucci; un volontario della Croce Rossa accusato di violenza sessuale verso una collega è stato assolto poiché, secondo la togata, la donna non avrebbe gridato abbastanza, avrebbe detto solo “basta”. Sono stati requisiti abiti, materiale da decorazione e apparecchi elettronici.

Sciopero al museo

13 maggio. Mentre si preannuncia il boom di arrivi in città per i prossimi eventi culturali, i lavoratori di alcuni musei civici, quello della Montagna, Lombroso e dell’Anatomia umana e della Frutta, del Risorgimento, Diffuso 900 e del Polo universitario, hanno proclamato la loro prima giornata di sciopero. La mancata conferma dell’appalto alle cooperative che gestiscono i servizi museali da parte dell’amministrazione comunale causerà licenziamenti di massa e calo degli orari lavorativi. Hanno partecipato allo sciopero l’80 per cento dei lavoratori, facendo chiudere alcuni musei, lasciandone altri sguarniti di personale; si sono riuniti in presidio, prima sotto il museo del Risorgimento, poi davanti al palazzo del Comune.

Sequestri in Centro

11 maggio. Nell’ambito di un’operazione di contrasto ai venditori abusivi in centro città, uomini della Polizia e della Municipale identificano sei ambulanti senegalesi e li denunciano a piede libero. Ai sei vengono inoltre sequestrati 500 pezzi tra borse, ombrelli, giubbotti, occhiali etc. e comminate multe per 30mila euro.

Gazebo a 5 Stelle

6 maggio. Contestati alcuni militanti del Movimento 5 Stelle presenti con un gazebo nella piazza del mercato di Borgo Vittoria. Ai grillini vengono ricordate le parole di apprezzamento del sindaco Appendino nei confronti del pm Rinaudo e delle forze dell’ordine, dopo gli arresti di mercoledì scorso di sei compagni, e le politiche a favore dei poteri forti della città portate avanti dalla giunta pentastellata.

Controlli in Barriera

4 maggio. Nel corso della serata, agenti del commissariato e del reparto Prevenzione Crimine effettuano controlli straordinari in diverse aree del quartiere. Delle persone identificate una decina di immigrati vengono accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. Controllati inoltre diversi esercizi pubblici tra cui un african market di via Montanaro, un centro scommesse in via Scarlatti, un bar in via Banfo e un phone center in via Leinì.


Primo maggio senza ordini

1 maggio. Nonostante la festa dei lavoratori sia lentamente diventata negli anni una vera e propria celebrazione del Lavoro, questa volta qualcuno ha voluto ricordare ai propri padroni che non sempre si è disposti a subire qualsiasi condizione di sfruttamento. I fattorini di Deliveroo, azienda del food delivery da poco sbarcata a Torino, hanno rifiutato per tutta la serata di rispondere agli ordini causando così l’interruzione del servizio. Tra le rivendicazioni esplicitate all’azienda c’è una diversa gestione dei turni e un monte minimo di 10 ore garantite, a settimana, per ogni rider.

Una città costosa

24 aprile. Secondo un’indagine effettuata da Federconsumatori e Abusdef sui costi della vita nelle quattordici città metropolitane italiane Torino è la seconda più cara d’Italia. L’indice misurato è quello delle spese sostenute dalle famiglie per usufruire dei servizi essenziali, ossia trasporti locali, assistenza sanitaria, asili nido, raccolta rifiuti, fornitura gas, elettricità, acqua e tributi locali. La spesa media di una famiglia torinese tocca quasi i 3mila euro annui. I costi più importanti che deve affrontare sono dovuti all’istruzione, ai trasporti e al servizio idrico; in città la retta media dell’asilo nido è di 356 euro al mese, ben al di sopra dei 232 euro che la stessa famiglia pagherebbe a Milano.

In un altro angolo

23 aprile. È il primo giorno in cui i venditori del suq distendono i loro teli ed espongono merce e chincanglierie in via Carcano, a ridosso del parco della Colletta. Sul perimetro dell’area mercatale oltre al camper dell’associazione Vivi Balon e i suoi uomini in pettorina gialla, si concentrano vigili, parecchi poliziotti in borghese e un gruppo di alcune decine di abitanti del quartiere decisi a continuare la polemica sullo spostamento del mercato domenicale nella loro zona. Nella via attigua sono disposte due camionette di celere, nella restante zona limitrofa una fiumana di gente arriva sul posto. Nel gran via vai degli affluenti all’area Patrizia Alessi con altre tre persone si aggira a fotografare la merce di dubbia provenienza, mentre un venditore ambulante di cibo rimane a lato discutendo con un uomo della pubblica amministrazione. Oggi non potrà lavorare poichè risulta senza l’adeguata licenza.

Sciopero made in Italy

19 aprile. I lavoratori della Giorgio Armani Operations di Settimo Torinese hanno scioperato per due ore contro l’annuncio di 110 esuberi su 184 operai proclamato dall’azienda. Per giovedì 20 aprile è prevista l’uscita anticipata dei lavoratori dallo stabilimento.

Alta Sicurezza

19 aprile. Il Cpr di corso Brunelleschi si specializzerà nella reclusione di quegli immigrati “irregolari” ritenuti più pericolosi. Uomini e donne già colpiti da lunghe pene detentive o sospettati di avere legami con il terrorismo islamico. Secondo il Prefetto Renato Saccone, il Cpr torinese inizierà a svolgere a pieno questa funzione solo quando apriranno tutti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio previsti dalla legge Minniti.

Contro l’abitudine

Diario

nn114473401-1200x800.jpg

Ecco qua una lettera scritta da Antonio, arrivata una manciata di giorni fa dal carcere, prima che il Tribunale del Riesame modificasse le misure.

 

“Vallette, 05 agosto 2017


Ed eccoci di nuovo qui, nelle celle di un carcere.

Siamo accusati nuovamente di esserci messi “in mezzo”, di aver tentato d’impedire l’ennesimo rastrellamento d’immigrati nel quartiere in cui viviamo.

Bloccare una retata è un obiettivo molto arduo e le forze dell’ordine, ormai, si presentano in tenuta anti-sommossa, a cavallo addirittura, come successo a Milano, e svolgono una vera e propria operazione militare.

Solidarizzare con in fermati e rendere “visibile” il rastrellamento sono, ahimè, il magro risultato che si riesce ad ottenere.

Può sicuramente sembrare strano sentir parlare di “visibilizzazione” di un evento enorme come una retata della polizia nel pieno centro di un quartiere, un contesto in cui volanti, camionette, celere con caschi e manganelli non passano certo inosservati.

Ed è proprio questo il punto. In questi tempi bui, i militari armati fino ai denti che passeggiano nelle nostre strade e i rastrellamenti su base etnica che tanto hanno fatto inorridire la democrazia del dopo guerra, sono le consuetudini della vita di tutti i giorni. La normalità, si sa, è fatta di barbarie.

Continua a pag. 32776

macerie @ Agosto 20, 2017

Avremmo voluto

Diario

9c9eb89889f03b3c4f50b95f652375f9.jpeg

Di seguito le parole di una persona imputata dei fatti avvenuti la sera del 6 aprile.

“Avremmo voluto scacciare la polizia dal quartiere con bottiglie e blocchi stradali. Avremmo voluto impedire una delle sempre più frequenti retate contro i “sans papiers” a Torino. Saremmo stati felici di sabotare un controllo di documenti (sempre mascherato e venduto come azione antidroga) con lanci di pietre. Non ci sarebbe dispiaciuto che due poliziotti si ferissero davvero: avrebbero capito, forse, che la loro violenza continua ogni tanto trova la risposta rabbiosa di chi è stanco di questa militarizzazione.

Continua a pag. 32774

macerie @ Agosto 19, 2017

Sguardi incrociati - Aggiornato

Diario

landscape-1461337308-cross-eyed-male.jpg

Da poche ore si è conclusa l’udienza davanti al tribunale del riesame per Kam, Fran, Antonio, Beppe e Lorenzo. In quella sede si è discussa l’imputazione che ha fatto catalpultare tra quattro mura i cinque compagni e messo al bando dalla città Monica e Michela, per valutare se modificare le misure affibiate loro in attesa del processo.

Nonostante l’udienza fosse a porte chiuse si è venuto a sapere che all’interno dell’aula si è incontrato un vasto assortimento di sbirraglia: i poliziotti in borghese del commissariato di Porta Palazzo, la Digos,  i secondini, le guardie del corpo di Padalino e Rinaudo e un banco di carabinieri. Sono giunti a sottolineare con la loro presenza la potenza che detengono all’interno di un’aula tribunalizia. Una potenza traslitterata nelle carte giudiziarie e nella ricostruzione della storia di quella sera, come le storie di tante altre sere, giorni o momenti, vissute negli anfratti di qualche commissariato o lungo le strade durante un controllo. Il prima, il dopo, la causa e l’effetto sono mescolati per creare un racconto che renda di più sulle carte, nella valutazione del reato e nella misura della condanna.

Continua a pag. 32765

macerie @ Agosto 18, 2017

Agosto in Barriera

Diario

 

piazza-repubblica-dallalto.jpg

Esattamente un secolo dopo la sommossa popolare che caratterizzò l’agosto del 1917 torinese, vi proponiamo in forma integrale un racconto tratto da Invece, mensile anarchico di qualche anno fa, in cui si ripercorrono quelle giornate in cui le “barriere” operaie scoppiarono sotto il segno della rabbia contro la guerra, la fame, il lavoro, contro di fatto la vita urbana e le sue ripercussioni più tragiche.

I ragazzi della Barriera
Era di fronte all’Arsenale di Borgo Dora che la cavalleria serrava le fila. Da lì i soldati attraversavano il ponticello di legno e poi su al galoppo per il corso Vercelli fino all’altezza di via Carmagnola. Lì la corsa si arrestava, spesso rovinosamente: ancora prima della barricata fatta coi carri ferroviari rovesciati e i platani abbattuti i cavalli si incespicavano nei blocchetti di carbone sparsi per terra spaccandosi gli zoccoli, e pur di non ferire le loro bestie preziosissime gli ufficiali preferivano ordinar la ritirata e risparmiare così qualche sciabolata agli insorti.
Dall’altro lato della barricata, i ragazzi della Barriera di Milano. Quasi tutti operai, alcuni armati; i militanti dei circoli sovversivi del quartiere, certamente, ma anche i loro vicini di ringhiera, i loro compagni di officina, i loro amici della strada… i ragazzi della Barriera, appunto. Centinaia di ragazzi, anche quelli sui quali le belle coscienze dei rivoluzionari non avrebbero scommesso una cicca, anche quelli della razza di Toni il monco o di Censin Bonaglia, che tutti davano per persi nelle strettoie della vita dei poveri, irrecuperabili. Erano là in prima fila, pronti a saltar sulle barricate e a spingere tutti in avanti ad affrontar le baionette dei soldati e le palle dei fucili.

Continua a pag. 32769

macerie @ Agosto 14, 2017

Per scrivere ai compagni

Diario

LORENZO SALVATO

CAMILLE CASTERAN

GIUSEPPE DE SALVATORE

ANTONIO RIZZO

FRANCISCO ESTEBAN TOSINA

c/o Casa Circondariale Lorusso e Cutugno
Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino TO

Per chi, invece, vuole aiutare a far fronte alle spese legate alla detenzione dei compagni:

IBAN: IT67T0316901600CC0011061808
BIC/SWIFT: CIPBITMMXXX.
Intestato a: Giulia Merlini
Per i versamenti dall’estero potrebbe essere necessario anche l’indirizzo della banca: Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, c.so Europa 18 Milano -20122

macerie @ Agosto 5, 2017

Arresti d’agosto

Diario

 4agosto.jpg

Il caldo agostino non è l’unico a rendere soffocante l’aria. Dopo gli arresti di ieri a Firenze, Roma e Lecce,  la mannaia estiva è arrivata anche a Torino: Digos e celerini si sono presentati stamane poco dopo le 6 h all’occupazione di corso Giulio Cesare 45 e in alcuni appartamenti privati per effettuare cinque arresti e notificare due divieti di dimora.

I compagni che vivono nello stabile occupato sono saliti sul tetto e là sotto si è formato un gruppo di sostegno, anche perché nell’immediato non era ben chiaro il motivo dell’operazione. Poco dopo sono arrivati anche i mezzi dei vigili del fuoco a coadiuvare l’azione poliziesca e in virtù di questo hanno ricevuto i giusti insulti. Il loro meschino lavoro di monitoraggio dei compagni sul tetto è durato però poco, fintantoché, compreso che non si trattava dello sgombero, Lorenzo - l’unico in casa a cui era destinato l’arresto - non è sceso.

Notizie più precise sono arrivate tuttavia dalle case in cui Cam, Fran e Antonio stavano già scontato gli arresti domiciliari per altro procedimento, e ahinoi torneranno in carcere per quest’ultimo; a loro si aggiunge anche Beppe, mentre per altre due compagne è stato comminato il divieto di dimora a Torino e provincia.

Continua a pag. 32767

macerie @ Agosto 4, 2017

Greg in arresto

Diario

Nelle carte dell’operazione repressiva del 3 maggio, oltre ai nomi di Cam, Antonio, Fran, Antonio, Fabiola e Giada, c’era anche quello di Greg. Per mesi non è stato trovato, fino a oggi in cui è stato fermato dai carabinieri a Gorizia per un controllo stradale e portato poi in caserma per l’arresto.

Per qualche giorno sarà rinchiuso nel carcere friulano e poi molto probabilmente sarà trasferito alle Vallette.

Intanto è possibile mandargli qualche telegramma di incoraggiamento perché è il metodo più veloce in vista della possibile traduzione in un altro carcere.

Gregoire Yves Robert Poupin

Casa Circondariale

via G. Barzellini n. 8 34170 GORIZIA

macerie @ Luglio 30, 2017

Nonostante la canicola

Diario

 

1111.jpg

 

Una pia illusione quella della città deserta nelle settimane del caldo torrido. Benché sia vero che tra luglio e agosto in moltissimi scappano via da Torino, c’è anche chi rimane coi piedi di piombo, chi non può andare da nessuna parte perché anche un giorno di spiaggia in Liguria costa, chi si prenderebbe anche una boccata d’aria ma è costretto a rimandare perché a due passi da ferragosto una banca gli pignorerà la casa dove vive.

Nella rappresentazione monolitica che viene propinata ovunque e di continuo, la città è scolpita lungo le direttrici del movimento, il luogo dei flussi e della mobilità; coloro che non alimentano quest’immagine sono ascritti a percentuale residuale, fisiologica, poco importante.

Coloro che non si spostano, o che hanno di rado la possibilità di farlo, sembra che non esistano. Eppure a volte decidono di farsi notare.

Continua a pag. 32758

macerie @ Luglio 29, 2017

Il grande assente

Diario

 13a674efecbbe74d7a46c69d366da30f1.jpg

Sta giungendo ormai a conclusione il processo contro la lotta agli sfratti. Ricordate? Quello per cui il 3 giugno 2014 il Tribunale di Torino dispose 29 misure cautelari, tra cui 11 arresti in carcere e 6 ai domiciliari. Ai tempi abbiamo parlato a più riprese di questa operazione giudiziaria che è stata occasione anche di qualche riflessione un po’ più approfondita del solito sulla resistenza contro gli sfratti. Ultimamente non vi abbiamo dedicato molto spazio, concentrati come siamo stati a cercar di creare più grattacapi possibili a chi governa questa città, e a pararci dai numerosi colpi che nel frattempo ci sono continuati a piovere addosso dal Palazzo di corso Vittorio Emanuele II. La Giustizia ha comunque seguito il suo corso. Molto celermente tra l’altro, se si pensa che in poco più di un anno sta arrivando alle battute finali un processo con una trentina di imputati e altrettanti capi di imputazione. Nella prossima udienza prevista per il 6 ottobre verranno ascoltati gli ultimi testimoni, e parleranno quindi i pubblici ministeri e gli avvocati di parte civile con le loro richieste di condanna e di risarcimento. Il 10 ottobre sarà poi la volta degli avvocati della difesa e la palla passerà poi ai giudici per la sentenza.

In aula questa mattina gli imputati e i solidali presenti hanno potuto salutare e abbracciare Camille, ancora agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni dal 3 maggio scorso. Durante l’udienza è stata inoltre letta una dichiarazione sottoscritta da gran parte degli imputati che hanno voluto dir la loro su questo processo. Ve la proponiamo, e torneremo a parlare di questo processo il 6 ottobre, quando sapremo a quanti anni di carcere ammonterà la richiesta della Procura.

«Ormai tre anni fa la Procura, ordinando l’arresto di molti di noi, individuava centoundici tra compagni, solidali e persone sotto sfratto come responsabili di una lotta che ha ostacolato centinaia di sfratti nelle strade di alcuni quartieri di Torino. Oggi sotto processo in quest’aula per quella lotta ci sono una manciata di anarchici. E va bene così: meno sono le persone a dover avere a che fare con il pallottoliere penale dei tribunali, meglio è.

Continua a pag. 32755

macerie @ Luglio 19, 2017

Altro giro, altra corsa

Diario

 

viacuneo30.jpg

Stamane, all’ombra di ciò che rimane delle Officine Grandi Motori Fiat, sono stati occupati alcuni appartamenti di proprietà dell’Atc. Come già era successo due settimane fa in via Aosta, un folto gruppo di sfrattandi, amici e solidali si sono organizzati per non lasciare più vuote alcune case, stavolta al 30 di via Cuneo. Si tratta del primo insediamento torinese IACP, un comprensorio liberty costruito tra il 1908 e il 1910 per dare alloggio alla classe operaia, quella da spremere nella vicina Fiat e nelle tante fabbrichette che andavano moltiplicandosi nel territorio a nord del centro cittadino soprattutto nella prima decade del ‘900.

Poco dopo l’inizio dell’occupazione si sono presentate cinque volanti della polizia, i borghesi di Porta Palazzo e vari agenti della Digos; hanno fatto irruzione nel cortile ma si sono trovati di fronte una schiera nutrita di una cinquantina di persone a difendere il portone di casa, tutte determinate a resistere. Dopo venti minuti hanno desistito e se ne sono andati, solo la Digos si è attardata in strada a parlare con Luca Deri, fulgido presidente della Circoscrizione 7 che da anni chiede lo sgombero delle case occupate. Non ci stupiremo se a breve dovesse firmare l’ennesima cartaccia per chiedere gli sgomberi anche in via Cuneo 30.

Continua a pag. 32753

macerie @ Luglio 15, 2017

Luglio al Cpr

Diario

luglio2017cpr.jpg

ANCORA FIAMME ALL’AREA BLU

Giovedì scorso dentro al Cpr sabaudo qualche recluso ha dato fuoco a una coperta nella “sala da pranzo” dell’Area Blu. Evidenziare un motivo solo che fa scatenare gesti rivoltosi non coglierebbe la complessità della situazione detentiva, soprattutto d’estate; il caldo asfissiante, il cibo marcio e i continui pestaggi delle forze dell’ordine sono sì le prime motivazioni che spingono l’azione, ma sono anche la punta dell’iceberg che viene covato da chi subisce la detenzione amministrativa. Forse era solo un gesto simbolico - chi può dirlo. Fatto sta che, anche se il fuoco si è spento subito, la minaccia di gesti simili per chi gestisce il Centro è continua quanto la voglia di libertà di chi è costretto a starci dentro.

Non è un caso infatti che si tratta del secondo tentativo di incendio in pochi giorni, il secondo dopo quello del 5 luglio per cui un ragazzo è stato di fatto accusato dell’accaduto e viene tenuto nell’isolamento, nella “stanza liscia”, senza letto, materasso, né coperte; dorme con un polso probabilmente rotto, a quanto pare è diventato pure tutto giallo e da giorni gli impedisce di dormire, ma non è mai stato portato in ospedale. Inoltre per almeno un giorno pare che non gli abbiano dato né cibo né acqua, ha “diritto” a una mezz’ora di aria al giorno.

Continua a pag. 32749

macerie @ Luglio 11, 2017

Rivelazioni

Diario

037a4c04302d6895c4557dabb867b2cd.jpg

La lettura de La Stampa ieri ci ha riservato qualche piccola sorpresa che ci fa piacere condividere con i lettori di questo blog. In un articolo dal titolo “Giudice nel mirino dei gruppi anarchici”, il buon Massimiliano Peggio ci racconta di una serie di azioni in solidarietà ai compagni arrestati il 3 maggio scorso e contro il Gip Arianna Busato del cui operato abbiamo più volte avuto modo di parlare nelle ultime settimane.

Continua a pag. 32738

macerie @ Luglio 7, 2017

Di giorno e di notte

Diario

 ingranaggi-219975.jpg

È mezzogiorno e chiunque si trovi all’interno del Cpr di corso Brunelleschi può vedere dei nuvoloni di fumo alzarsi verso il cielo. A bruciare sono tre materassi e delle coperte accatastati sulla porta dell’Area Blu. A far montare la rabbia l’atteggiamento delle guardie del Centro che da giorni si rifiutano di portare in ospedale un ragazzo appena maggiorenne che si è rotto il polso giocando a calcio. In poco tempo il fuoco viene spento con gli idranti e i poliziotti provvedono subito a portar fuori dall’area, attraverso la porta annerita dal fuoco, i presunti responsabili dell’incendio: un paio di reclusi vengono picchiati e diversi finiscono invece in isolamento.

Qualche ora dopo, nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì, militari, finanzieri e poliziotti fanno irruzione in gran numero in diverse aree per prelevare 13 tunisini, alcuni di loro appena arrivati in Italia via mare e trasferiti da pochi giorni a Torino da Palermo. Nel piazzale del Centro ad attenderli c’è già un autobus pronto a partire per un aereoporto - probabilmente Malpensa - dove nella prima mattinata è in programma un volo per la Tunisia.

Continua a pag. 32732

macerie @ Luglio 6, 2017

Al 31 di via Aosta

Diario

casevuote.jpg

Ieri, in mezzo alla mattinata, quattro vigili urbani in borghese hanno fatto un giro nello stabile di case popolari in via Aosta 31. Cercavano i nuovi abitanti della palazzina, ovvero chi da venerdì ha occupato alcuni appartamenti vuoti per poterci vivere dentro. Si sono diretti ai primi alloggi, dove hanno incontrato due signore occupanti intente a rassettare; a loro hanno chiesto i documenti per identificarle e poi procedere con la denuncia. La notizia della timida incursione dei civich si è diffusa rapidamente e nel giro di poco una decina di solidali ha raggiunto la palazzina. Gli accorsi hanno così incrociato i vigili urbani andarsene, avevano desistito nella ricerca degli occupanti dopo aver bussato alle porte senza centrare l’obiettivo.

Oggi altri vigili urbani accompagnati da uomini dell’azienda delle case popolari hanno cercato di orientarsi nel condominio e mappare gli appartamenti abusivi. Dapprima hanno provato a bussare, ma al loro “toc- toc” ha risposto solo un’ eco sorda. Poi hanno tentato di aprire le porte con le chiavi in loro possesso, iniziando così a individuare alcuni alloggi occupati. Infine hanno azzardato chiedendo le chiavi direttamente a una signora che si appropinquava verso l’uscio della casa dove vive. La signora ha declinato la richiesta con prontezza.

Continua a pag. 32719

macerie @ Luglio 5, 2017

Antonio ai domiciliari

Diario

 

antonio.png

Dopo non pochi dinieghi e ostruzionismi Antonio da oggi sarà trasferito agli arresti domiciliari, manco a dirlo con tutte le restrizioni.

Dal 21 giugno era in sciopero della fame che ora interromperà.

macerie @ Luglio 4, 2017

Stufi e intrepidi

Diario

anni70-1.jpg

Nello svolgersi di questa precoce estate l’aria che si respira pare alquanto densa e irrespirabile in città, la normalità è tediosa e asfissiante. L’esasperazione a cui conducono le miserie e i problemi quotidiani, quelli creati dalla brutalità del lavoro, della burocrazia, dell’attesa per un briciolo di assistenza spingono molto spesso a gesti esasperati in solitaria, oppure semplicemente alla lamentela e all’immobilità. Il controllo e la disciplina imposti partoriscono rare esagitazioni solo nell’istante in cui si mostrano chiare, plateali, in altri momenti ci si è assuefatti.

Tra i tanti problemi, spesso intrecciati, quello di mantenersi un tetto sopra la testa è un faccenda che assilla molti, non solo a Torino. Lo si ripete dappertutto. Lo stato sociale che si preoccupava di costruire e distribuire case a modico prezzo alle famiglie proletarie  è limpidamente in fase di ristrutturazione. Il mondo del lavoro sempre più flessibile e precario, dove i lavoratori sono un numero nei parametri di competitività delle aziende, muove di riflesso un apparato di riproduzione sociale volto alla messa in moto di capitale umano e di circuiti produttivi dove le persone incluse e valutate sono tante quanto quelle escluse e messe da parte. In breve, oggi, mettersi in lista per la casa popolare e pensare di ottenerla, perdipiù in tempi ragionevoli, è un sogno da illusi.

Il bisogno di casa in città non può essere soddisfatto dall’ente Atc, che, anzi, negli ultimi tempi sta tentando di snellire la propria organizzazione burocratica e aziendale svendendo il patrimonio edilizio.

Per questo le 900 case popolari che rimangono vuote sono un’opportunità per chi decide di non stare a contare le proprie sfighe, ma prova a destreggiarsi sulle faglie della possibilità. Un’opportunità da cogliere in fretta come è successo oggi in via Aosta 31, dove un gruppo di sfrattandi e solidali ha occupato delle ‘case popolari’ lasciate vuote da anni. L’agenzia territoriale per la casa ha fatto presto a diffondere la notizia che sono appartamenti in via di assegnazione, peccato siano le stesse affermazioni diramate anche un paio di anni fa quando due di questi alloggi vennero occupati da alcuni compagni. L’occupazione durò solo un mese e dopo lo sgombero l’Atc ha tenuto per anni gli alloggi non solo vuoti ma persino murati.

Continua a pag. 32709

macerie @ Giugno 30, 2017

Panni Sporchi