Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Corrispondenze veneziane

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Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

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A quarant’anni da una rivolta per la casa

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Roma, settembre 1974. Qui si racconta di come il tentativo di sgombero di alcune famiglie da alcune palazzine occupate in un quartiere di periferia diede vita a giornate, e nottate, di scontri con le forze dell’ordine. Scontri che coinvolsero uomini e donne di un po’ tutto il quartiere e anche di altre zone della città. Qui si racconta di come morì Fabrizio Ceruso, un compagno ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati dalla sbirraglia e di come quest’ultima, una volta tanto, non fu però l’unica a sparare.
Qui si racconta della battaglia di San Basilio.

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Da Ferguson a Dallas, e oltre: nuovi fuochi di protesta negli Stati Uniti

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Gli ennesimi omicidi di afroamericani per mano della polizia, il riaffiorare delle proteste di massa nelle strade statunitensi, l’attacco di Dallas contro poliziotti bianchi, riportano alla luce ancora una volta i nodi razziali e di classe su cui si fonda la struttura sociale americana.

Uno sguardo sugli ultimi due anni di lotte negli USA, fra forme inedite di protesta e vecchie suggestioni.

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3 Luglio 1969

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La giornata in cui prese forma la rivolta di corso Traiano e delle vie attigue non venne fuori dal nulla. Ai confini sud di Torino, non solo a Mirafiori, la lotta era già iniziata: all’interno della fabbrica, nei complessi di case popolari, nell’incontro tra operai e studenti.

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Il container e l’orologio

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Partendo dalla lotta dei lavoratori in Francia contro la Loi Travail, i blocchi alle raffinerie e alle discariche e gli scioperi dei trasporti pubblici, una riflessione sulla logistica e sul ruolo chiave che ha assunto in questi anni. Dalla fine del dopoguerra a ora, un excursus che mostra come la logistica da semplice industria del trasporto di cose sia diventata la logica fondante del capitalismo contemporaneo. Capirne i funzionamenti, riconoscerne le infrastrutture e lo spazio che occupano a livello locale e mondiale è allora fondamentale per comprendere le trasformazioni in corso dell’economia globale.

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Sull’inizio della mobilitazione

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Torino è una città che si sta ristrutturando in fretta, che sta affinando i suoi meccanismi di controllo, messa a profitto e sfruttamento in uno spazio urbano in via di trasformazione, frammento dopo frammento, quartiere dopo quartiere. Preoccuparsi della governabilità del territorio e della popolazione è una priorità ormai dichiarata, evidente tanto nella maniera tartassante con cui misure su misure vengono comminate a chi lotta e si mette in mezzo, quanto nell’affinamento di strumenti per reprimere e impedire a livello capillare ogni comportamento non consono a questa gestione dello spazio. È in questo panorama che sta per iniziare la mobilitazione contro i dodici divieti di dimora, un tentativo sia di puntare i piedi per sparigliare le carte in tavola ed opporsi alle decisioni del Tribunale di Torino, sia di portare avanti con forza alcuni percorsi di lotta da tempo presenti in città. Alcuni compagni hanno provato a spiegare i motivi di questa scelta, le caratteristiche e gli obiettivi di questa mobilitazione.

[…]

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Sindacato senza lavoratori

20 settembre. Verso le 20 un piccolo picchetto si ritrova ai cancelli dello stabilimento torinese della GLS in zona Abbadia di Stura con l’intento di bloccare i tir-merci; si tratta della risposta alla chiamata nazionale del sindacato USB contro l’azienda della logistica. La settimana scorsa infatti, nella sede di Piacenza, è stato ucciso un operaio durante un blocco di lotta. A Torino tuttavia la nottata ai cancelli passa più che placida.

Rapinatore di mestiere

16 settembre. Stamane sono stati arrestati sei uomini che avrebbero messo a segno diverse rapine in ville, gioiellerie, aziende e uffici postali in giro per il Piemonte. Sono accusati di associazione per delinquere, rapina aggravata, sequestro di persona, porto di armi da sparo, detenzione di materiale esplodente e munizioni, ricettazione e lesioni gravi. Tra loro compare il nome di Ennio Sinigallia, meglio noto come “Tepepa”, bandito torinese di lunga data; fin dagli anni ‘60 si è dedicato alle rapine, affrontando poi numerosi anni di carcere e partecipando alle lotte dei detenuti di quegli anni.

Soprassalto

6 settembre. All’alba è scattata Scripta manent, coordinata dalla Digos di Torino, che porta la firma del Pm Roberto Maria Sparagna. Sono state eseguite venticinque perquisizioni tra Torino e altre città italiane, le indagini coinvolgono otto persone, di cui sette sono state condotte in carcere; sono accusate di far parte della Federazione Anarchica Informale considerata dagli inquirenti un’associazione con finalità di terrorismo. Le altre accuse a carico sono: attentato con finalità terroristica ai danni dell’incolumità o della vita delle persone, attentato terroristico con ordigni micidiali e esplosivi, tentata strage. I fatti in questione riguardano una cinquantina di episodi, pacchi bomba e ordigni contro sindaci, sedi di giornali, forze dell’ordine e strutture di reclusione come i Cpt. I principali risalgono a circa dieci anni fa.

Blocchi violanti

2 settembre. In mattinata, mentre si teneva il riesame nei confronti di 10 compagne e compagni ritenuti responsabili di un’ irruzione negli uffici della Turkish Airlines, le strade della città di Torino sono state bloccate in due punti con striscioni, cavi d’acciaio e cassonetti dati alle fiamme.

A ragion veduta

30 agosto. Un magistrato in servizio al tribunale civile di Torino, tornato dalle vacanze nel suo alloggio in un edificio storico di Cit Turin, trova la porta d’ingresso forzata e un ammanco maggiore di 100.000 euro in contanti oltre a dipinti, gioielli e argenteria di pregio. 

Rapina per l’incasso del CAAT

25 agosto.  L’incasso giornaliero dell’ingrosso ortofrutticolo è stato estorto a un’impiegata che si recava a versarlo in un ufficio Intesa Sanpaolo. È stata avvicinata con la scusa di un’informazione da un uomo con casco bianco e pettorina gialla che le ha poi puntato una pistola per farsi dare la borsa.

Most dangerous city

25 agosto. Compare anche Torino nella lista delle città più pericolose d’Europa, stilata dal sito di informazione wordatlas.com. L’analisi è avvenuta utilizzando Numbeo, un database che raccoglie dati riguardo al costo della vita, la criminalità, l’inquinamento e molto altro, in tutti i paesi del mondo. Al terzo posto, subito dopo Rostov sul Don (Russia) e Bari, Torino spiccherebbe non solo per la criminalità diffusa ma anche per il rischio di ‘disordini civili’ causato dalla presenza di numerosi gruppi ‘anti-establishment’. Un’ipotesi che troverebbe conferma anche nelle analisi dello statunitense OSAC (Overseas Security Advisory Council).

Dalla Stura alla Croce

19 agosto. Questa mattina ventinove richiedenti asilo da tempo accampati sulle rive della Stura, nell’ex “Tossic Park”, sono stati sgomberati dalla polizia municipale e portati nel centro della Croce Rossa di Settimo Torinese. Il primo ragazzo si era accampato circa otto mesi fa. Sono quasi tutti di origine pakistana. La presidente della circoscrizione 6, Carlotta Salerno, da tempo segnalava la situazione al sindaco Appendino che alla fine ha deciso di intervenire.

In via Millio

18 agosto. In mattinata camionette della polizia e agenti della Digos hanno serrato le vie attorno a via Millio mentre gli agenti della narcotici sono entrati all’interno del CSOA Gabrio. Sono state sequestrate le piante di marjuana del centro e il materiale per l’autocoltivazione. Durante l’operazione sono state sfondate tutte le porte e un muro dell’ex scuola media.

Sul tetto del carcere

10 Agosto. Nel momento in cui l’amministrazione penitenziaria del carcere delle Vallette ha lasciato inascoltate le richieste di un recluso, quest’ultimo è salito sul tetto del padiglione A per protestare. Il ragazzo ha utilizzato un’antenna per distruggere i faretti d’illuminazione della struttura.

Furto con slot

28 luglio. Nei giorni scorsi una villa in strada della Barberina, Barriera di Milano alta, è stata svaligiata per una refurtiva del valore di centomila euro. Si tratta della casa dei proprietari, nonchè sede amministrativa, della Torino Giochi una società che distribuisce slot machine e videolottery. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti chi è entrato furtivamente avrebbe anche messo fuori uso l’antifurto, girato le telecamere e fatto sparire i nastri delle registrazioni.

Oggi doveva andare così

27 luglio. Poco prima delle ore otto, sul bus 49, mentre percorre la tratta su via Bologna, i controllori Gtt invitano una donna cinese sprovvista di valido titolo di viaggio a scendere per poter compilare la multa. Un uomo di mezz’età inizia a protestare contro il lavoro svolto dagli uomini del controllo. La discussione si esacerba fino a che l’uomo in polemica sferza un colpo all’ufficiale e dice: “Oggi doveva andare così”.

C’è trippa per gatti?

26 luglio. Un rider assunto da Foodora, azienda berlinese attiva in città nel servizio della consegna di cibo gourmet a domicilio attraverso fattorini in bici e scooter, è stato licenziato. Nei giorni seguenti cartelli pubblicitari della ditta sui bus, per le strade, alle fermate dei mezzi pubblici sono stati rinvenuti distrutti o danneggiati in varia maniera.

Lungo la Stura

24 luglio. Alcuni ragazzi in attesa dell’esito della richiesta d’asilo hanno allestito tende e cucine nello spazio lungo la Stura sgomberato nel giro degli ultimi due anni dalle baracche dei rom. I nuovi occupanti fino a qualche tempo fa dormivano accampati nei giardini vicino alle Porte Palatine.

Dieci obblighi di firme

21 luglio. Il Gip del Tribunale di Torino Silvia Carosio ha comminato dieci obblighi di presentazione alla Polizia due volte al giorno. Viene contestata ai destinatari della misura un’irruzione negli uffici della Turkish Airlines all’aeroporto di Caselle avvenuta nel settembre scorso, per protestare contro il governo turco di Erdogan ed esprimere solidarietà al popolo curdo. Le accuse per tutti sono di violenza privata e violazione di domicilio, e per alcuni anche resistenza a pubblico ufficiale.

Presidio ai cancelli

20 luglio. Il presidio dei lavoratori dell’azienda Sandretto sita a Pont Canavese, che si occupa della produzione di presse per lo stampaggio di plastica, ha tentato di bloccare lo smantellamento dei macchinari della fabbrica ormai in totale liquidazione. Sono così intervenuti i carabinieri della stessa cittadina e quelli arrivati dalla vicina Cuorgnè per disincentivare gli operai che tentavano il blocco. La ditta a tre anni dal passaggio dal gruppo brasiliano Romi alla holding finanziaria Photonike, nel mese di settembre non garantirà più la cassa integrazione straordinaria agli operai e sta organizzando lo smantellamento della struttura. I lavoratori hanno deciso di presidiare notte e giorno la fabbrica per cercare di non far portare via l’attrezzatura. Ciò che chiedono è il ritorno alla produzione.

La cacca al Tribunale

18 luglio. Nella notte ignoti spiritosi hanno tolto la lettera “i” al cognome di Bruno Caccia sulla targa che dà il nome al Tribunale torinese. Il risultato del vandalismo farà sorridere i più e la Procura, per evitarlo e salvare così il magistrato dallo sfottò, ha fatto rimuovere tutte le lettere del cognome in attesa di ripristinarlo per intero.

Sciopero al museo

17 luglio. La Reggia di Venaria apre per metà a causa dello sciopero di 24 ore dei lavoratori che protestano contro le nuove condizioni contrattuali imposte. Dal 1° agosto Coopculture dovrebbe subentrare all’uscente cooperativa e ha in previsione alcuni cambiamenti tra cui il taglio del personale del 20% sul monte ore esistente e la non applicazione del contratto nazionale di Federculture.

I lavoratori, sostenuti dal sindacato Usb, bloccano la strada verso la Reggia per un paio di ore costringendo i turisti a qualche metro in più a piedi mentre del polo museale resta aperto solo il primo piano.

La conta

24 giugno. Da luglio i banchetti piazzati nella parte di balòn gestita dall’Associazione commercianti saranno numerati e i venditori saranno obbligati ad esporre la merce su plance sopraelevate. Gelato, presidente dell’associazione, spiega “Per chi non può acquistare le plance le metteremo a disposizione noi. Fino a oggi c’è stata la completa anarchia. Gli abiti e l’oggettistica non possono essere abbandonati a terra. Non è sicuro, è brutto a vedersi ed è disordinato”. Lo staff che girerà tra le bancarelle sarà raddoppiato e saranno presenti le forze dell’ordine per il controllo della provenienza della merce.

[…]

Sfratto e bombole

21 giugno. In via Chiusella un padre di famiglia ha deciso di opporsi allo sfratto, bombole del gas alla mano, minacciando di farsi esplodere. Dopo l’arrivo dei vigili del fuoco, l’evaquazione del palazzo, il tentativo dei carabinieri e le insistenze della moglie per convincerlo a desistere, l’uomo ha deciso di abbandonare l’alloggio. Ora si trova ricoverato all’ospedale Giovanni Bosco.

Piccole brecce

19 giugno. Nel tardo pomeriggio una sessantina di nemici delle galere si sono trovati sotto alle mura del carcere torinese per un presidio di solidarietà con i detenuti. Due ore di musica, cori, saluti e fuochi artificiali per fare breccia nella cinta di cemento armato.

Alle poste

9 giugno. Una tanica con 5 litri di benzina viene lasciata nella notte sotto un bancomat delle Poste Italiane in via Montebello. A quanto sembra la benzina non prende fuoco per un difetto nell’innesco.

Saluti e scioperi

4 giugno. Una trentina di solidali si trovano sotto alle mura del Cie per un veloce saluto ai reclusi. Tra di loro c’è Montassar in sciopero della fame da diverse settimane. È  stato portato all’ospedale ma nonostante le gravi condizioni da ieri è di nuovo chiuso in corso Brunelleschi, prima in una cella di sicurezza e poi in una stanza d’isolamento; per questo ha deciso di iniziare anche lo sciopero della sete.

Salvini a Porta Palazzo

1 giugno. Il leader della Lega Nord, in città per sostenere il candidato sindaco Alberto Morano, viene contestato con lancio di pomodori e altri prodotti ortofrutticoli avariati quando si ferma in Piazza della Repubblica per il suo discorso elettorale.

Applicazioni

31 maggio. Nella notte il muro della Scuola di Applicazione dell’esercito in corso Matteotti viene imbrattato con una scritta di diversi metri asserente “ASSASSINI”.

Solidarietà di quartiere

31 maggio. In Falchera, sul margine di Torino nord, è successo che alla minaccia di sgombero da parte della polizia di un appartamento Atc occupato è accorso un centinaio di persone del vicinato a interrompere l’esecuzione. È da poco che una famiglia numerosa è entrata, per poter viverci, nell’alloggio in via delle Querce, vuoto da tempo e depennato dalle liste di assegnazione. A fine mattinata la famiglia rimane, per ora tranquilla, all’interno della casa, la polizia abbandona il luogo, mentre il procedimento di sgombero sarà portato avanti da vigili e Atc.

Sciopero dei netturbini

30 maggio.  Dopo alcune giornate di sciopero, centinaia di lavoratori delle aziende pubbliche e private che si occupano della nettezza urbana sono scesi in piazza  per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti, ormai scaduti da 28 mesi. I manifestanti si sono recati di fronte al palazzo del Comune, lì hanno rovesciato bidoni della spazzatura e bloccato il traffico. Oltre alla richiesta di rinnovo dell’accordo lavorativo, i netturbini chiedono il mantenimento del contratto unico collettivo e maggiori assicurazioni sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

Percorso a ostacoli

23 maggio. Il corteo di sindacati di polizia e commercianti della zona partito da piazza Crispi è costretto a un lungo giro per riuscire a raggiungere il Comune. Infatti, ad attenderli lungo il possibile percorso, sotto alla casa occupata di corso Giulio Cesare c’è un rumoroso presidio di occupanti e solidali; nelle vie attorno compare anche qualche striscione contro le forze dell’ordine. Nel mentre antirazzisti e militanti del circolo della Fai dopo un corteo in quartiere hanno aspettato i tutori della sicurezza nella piazza adiacente a Palazzo di Città, disturbando il loro arrivo.

[…]

Manutenzione ordinaria

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16 maggio. I portici di Casa Aurora, all’angolo tra corso Giulio Cesare e corso Emilia, vengono sgomberati da alcuni senzatetto che vi soggiornavano da mesi; in progetto al piano terra dell’edificio ci sono infatti dei lavori per una palestra. Rispetto ad altri tentativi di sgombero avvenuti in precedenza, finiti con la rioccupazione il giorno stesso da parte dei senzatetto, questa volta sono comparse le transenne a impedire l’accesso al riparo porticato. Sul cartello affisso alle barriere si legge la causale “manutenzione ordinaria”.

Banche e guerra

12 maggio. Nella notte tra mercoledì e giovedì i bancomat di cinque filiali Unicredit vengono messi fuori uso con la vernice. Sui muri adiacenti sono comparse in contemporanea scritte contro le banche e i finanziamenti all’industria della guerra.

Di pomeriggio

12 maggio. Nella filiale della Cassa di Risparmio di Fossano in corso Traiano, poco prima delle 16, entrano in tre mascherati e armati di un sol coltello. Dopo aver rinchiuso i dipendenti in una stanzetta, aspettano l’apertura temporizzata del bancomat e si portano via circa 130.000 euro.

StraTorino

8 maggio. Nella notte ignoti danneggiano le strutture allestite ai Murazzi per la manifestazione podistica cittadina, la StraTorino. Sparisce inoltre anche il motore che avrebbe dovuto avviare l’experience del vento.

Queer contro Israele

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4 maggio. Nella notte compare una scritta sul Cinema Massimo che denuncia la partecipazione per la terza edizione consecutiva dell’Ufficio culturale dell’ambasciata di Israele a Roma al Torino Gay Lesbian Film Festival. Si legge in un comunicato di rivendicazione: “Noi Queer che viviamo in Europa lottiamo ogni giorno contro l’omofobia e l’oppressione nelle nostre città e nello stato di democrazia rifiutiamo che i nostri diritti vengano usati per creare privilegi ai danni delle persone migranti, sosteniamo il popolo palestinese e boicottiamo qualsiasi iniziativa che si presenti con questa faccia e con il marchio di Israele.”

Impatti

2 maggio. Una volante della polizia arriva in via Lombardore all’angolo con corso Novara perché un’auto ha impattato con le altre in sosta. Quando i poliziotti chiedono i documenti, il conducente e suo figlio iniziano a colpirli e spintonarli ripetutamente. Si devono placare all’arrivo dei rinforzi dell’ordine che costringono i due all’arresto per resistenza, lesioni e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

I tempi d’oro dei muri

2 maggio. Inizia la collaborazione tra Comune di Torino e Amiat per la pulizia di muri e monumenti che vengono vergati con scritte e vernice senza autorizzazione. Le squadre specializzate, dotate di pompa ad alta pressione, saranno operative fino alla fine dell’estate quando dovrebbero aver concluso il giro di tutta città.

Via Borgo Dora 39

Diario

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In via Borgo Dora c’è un palazzo interamente sotto sfratto dove gli inquilini rimasti hanno deciso di organizzarsi con altre persone che in città rischiano di essere buttate per strada. Così insieme hanno deciso di continuare a resistere agli sfratti e di aggiungere a questo un tassello in più: occupare gli appartamenti che nella casa sono rimasti vuoti per essere più forti nella resistenza.

Per qualche informazione in più sulla vicenda di via Borgo Dora 39 ecco il volantino distribuito stamane al Balon.

Continua a pag. 32227

macerie @ Settembre 17, 2016

A proposito di Agopuntura

Diario

 

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Vi proponiamo un approfondimento audio di Macerie su Macerie, in onda su Radio Blackout, che riprende il filo dell’analisi del piano per le periferie della nuova giunta Appendino, non prima però di qualche chiarimento nero su bianco.
Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in un articolo di Repubblica che elencava le gioie e i dolori del mercato immobiliare districandosi nella constatazione di svalutazioni e rivalutazioni degli alloggi nei vari quartieri della città di Torino. Se dieci anni fa hai comprato casa a San Salvario puoi ritenerti fortunato, diversamente vale per quartieri come Aurora o Barriera di Milano dove il valore immobiliare è precipitato. Per chi guarda a queste oscillazioni senza l’occhio del profitto ma per capire quanto insidiosa e gravosa potrebbe diventare la propria sopravvivenza quotidiana in certi pezzi di città, può essere interessante mettere sotto la lente d’ingrandimento alcune punture che sulla mappa del territorio urbano sembrano iniettare flussi di denaro coi suoi nuovi portatori.

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macerie @ Settembre 7, 2016

Ancora una volta

Diario

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Ci siamo stupiti non poco quando furono revocati i divieti di dimora comminati a dodici compagne e compagni lo scorso maggio e seppur questo agosto Rinaudo sia ricorso in appello lasciando la partita aperta, siamo convinti della forza espressa da quella prima violazione. Pochi giorni dopo ecco un altro rifiuto delle carte tribunalizie, questa volta in in Val di Susa: Giuliano e Luca hanno scelto persino di non stare ai domiciliari con tutte le restrizioni, misura cautelare custodiale appioppata loro per una manifestazione al cantiere di Chiomonte; a luglio ancora violazioni delle misure cadute a pioggia sui contestatori della Turkish Airlines dentro all’aeroporto di Caselle.
L’udienza del Tribunale del Riesame per quest’ultimo fatto si è tenuta ieri e l’esito stamani è un bel sospiro di sollievo: le misure cautelari (firme due volte al giorno e per qualcuno il conseguente aggravamento in obbligo di dimora) sono state revocate perché non sussisterebbero le condizioni per i reati di resistenza e violenza privata.
Per cercare di abbozzare un’analisi rispetto a qualsiasi possibile nesso tra violazioni e revoche, se mai ci fosse veramente e a noi fosse possibile coglierlo, aspettiamo un po’.
Intanto possiamo dire che ogni restrizione di libertà in meno è una possibilità di riconquistare un pezzo alla volta il terreno perduto nei percorsi conflittuali.
Sul finire ricordiamo un’altra notizia arrivata ieri: Giuliano e Luca sono stati trasferiti ai domiciliari senza restrizioni aggiuntive.

macerie @ Settembre 3, 2016

Agopuntura

Diario

 

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Un articolo del 1964 sulla Stampa Sera ipotizzava per Torino una nuova veste da accompagnare al milennio in arrivo. Stazioni interplanetarie, colline artificiali e un’estetica futuristica che non ha poi visto realizzazione. Stiamo parlando di un periodo in cui la FIAT era al suo massimo produttivo e in cui tutte le vie della città erano contornate da muri di fabbriche grandi e piccole, eppure in questa rappresentazione d’antan non c’è traccia alcuna dell’attività manifatturiera, di un qualche lascito architettonico del “periodo d’oro” della città industriale. Si parla piuttosto di uno spazio funzionale a banche, uffici, zone residenziali, locali per il divertimento diurno e notturno.

Dunque se la raffigurazione qui sopra, nonostante i grattacieli dei padroni sorti negli ultimi anni, ci risulta estranea, il succo della predizione lo è meno. È vero, negli ultimi vent’anni tante sono state le rimodulazioni urbanistiche, dalle nuove direttrici infrastrutturali della mobilità agli immensi vuoti industriali riconvertiti in attività commerciali o in sedi aziendali. Tuttavia la percezione visiva non si è presentata agli abitanti del capoluogo sabaudo come uno shock huxleyano, ma come un restyling di quelle bellezze che già la città aveva in potenza. Questa percezione non svela però la violenza alla quale i processi di riqualificazione si sono accompagnati: dallo svuotamento in massa delle fabbriche nel colpo di coda tra il 2008 e il 2010, passando per i costi immobiliari  sempre più alti nei pezzi di città in via di gentrificazione, fino allo sfruttamento sempre più pervasivo e intenso nei nuovi poli logistici e commerciali.

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macerie @ Agosto 24, 2016

L’estate in corso Brunelleschi

Diario

 

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Non siamo stati certo lesti - è un’ammissione di colpa - a fare un resoconto di ciò che è avvenuto nel Cie torinese in questo agosto. Se per molti è il mese più tedioso da trascorrere nel capoluogo sabaudo, non altrettanto vale per i reclusi del centro d’identificazione ed espulsione che alla placida noia estiva preferiscono il “farsi sentire” in più modi.

E sì, vuoi il caldo afoso dentro alla struttura con le condizioni igieniche che peggiorano, vuoi la voglia di movimento che l’estate porta con sé, la pazienza finisce a ragione molto prima. Siccome le azioni di riottosità sono state tante negli ultimi venti giorni, come anche quelle preventive e di contenimento delle forze dell’ordine, ve le proponiamo sotto forma di cronologia.

Per iniziare il 31 luglio arriva un aggiornamento: tutti i reclusi dell’area blu vengono spostati nella gialla, appena riaperta. Niente di così inaspettato, i lavori di ristrutturazione dentro al Cie continuano lentamente ma senza lunghe soste, disturbati di tanto in tanto dalle rivolte individuali o di gruppo. Per un’area appena rimessa a nuovo, altre passano sotto il solerte lavoro di muratori, elettricisti e idraulici per allargare nuovamente la disponibilità dei posti, attualmente settanta. A essere aggiustate in queste settimane sono l’area blu e l’area rossa.

Continua a pag. 32199

macerie @ Agosto 19, 2016

Violando…violando

Diario

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Lo stillicidio di misure cautelari contro chi decide di portare avanti iniziative di lotta è oramai routine, eppure sembra che stia diventando altrettanto consueta la coraggiosa scelta da parte di numerosi imputati e imputate di non sottostare ai divieti e agli obblighi imposti. È infatti di poche ore fa la decisione di alcuni dei colpiti da un doppio obbligo di firma giornaliero per una contestazione alla Turkish Airlines di non rispettare la misura, col sostegno e la forza di tutti gli altri imputati. Ancora una volta una misura minore, ossia non detentiva ma comunque funzionale all’allontanamento dai percorsi conflittuali, oltre che costringere a una vita estremamente sotto pressione e con grossi limiti di movimento. La creatività del nemico non smette di stupire.

Continua a pag. 32188

macerie @ Luglio 23, 2016

A sole alto

Diario

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Qualche giorno fa l’ufficiale giudiziario, insieme al padrone di casa e a una volante di poliziotti, è arrivato in via Stradella per eseguire uno sfratto. È già metà mattina e la signora che vive quotidianamente con l’angoscia dello sfratto sospeso da ormai due mesi non si aspettava visite spiacevoli a sole alto.

Nonostante la sorpresa non si è scoraggiata, è rimasta ben chiusa in casa e ha fatto un giro di chiamate così da contattare tutte le persone con cui da mesi si organizza per non perdere il tetto da sopra la testa. Nel giro di poco tempo, infatti, una decina di amici e solidali raggiungono Madonna di Campagna per darle manforte. Salite di corsa le scale, il gruppetto di solidali si trova davanti alla porta insieme ai due agenti e l’ufficiale intenti a convincerla della necessità di lasciare l’alloggio. Tuttavia, vuoi la caparbietà della sfrattanda, vuoi il sostegno ricevuto, vuoi la presenza esigua della polizia, alla fine si riesce a strappare un rinvio con la proprietà, sebbene  informale, che dà un po’ di respiro fino all’autunno.

Nel cuore dell’estate si pensa che gli sfratti non vengano eseguiti ma a quanto pare non è mai il caso di abbassare la guardia, anche perché una reazione pronta e una chiamata veloce possono fare la differenza.

macerie @ Luglio 19, 2016

Maestrale

Diario

 

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Qualche giorno di clamore, poi di nuovo il silenzio: nulla di male per carità, certe attenzioni pelose dei giornalisti non sono più che un fastidio.

A inizio giugno sono state ritrovate tre taniche di benzina collegate a un timer di fronte ad altrettanti postamat di alcuni uffici postali a Bologna, Genova e Torino. Tentavi falliti con ogni probabilità per problemi tecnici ricollegati dagli inquirenti alla lotta contro Cie e le deportazioni.

Qualche articolista con una passione non tanto celata per Jessica Fletcher o avendo ricevuto qualche buona imboccata, ha persino tratto le prime considerazioni inquisitorie: atti di terrorismo con un mandante preciso.

Si sa che da un po’ di tempo Poste Italiane si è conquistata molte inimicizie, e non solo per le interminabili code allo sportello i primi del mese, ma per il ruolo che la compagnia aerea Mistral Air,  di cui e proprietaria dal 2005, ha nelle espulsione dei senza-documenti. La società, fondata nel 1981 dal fu intraprendente Bud Spencer, ereditata dalla TNT per poi passare di mano all’agenzia di missive nazionale, ha conquistato nel 2011 l’appalto da parte del Ministero degli Interni per lo spostamento e il rimpatrio degli stranieri irregolari. Un’attività che è andata crescendo fino a diventare una vera e propria specializzazione. Mistral Air che fino al 2011 portava pacchi e occasionalmente pellegrini cattolici in giro per luoghi di culto, poi, ondata migratoria su ondata migratoria, ha ristretto il campo d’intervento e allargato il profitto. Dalla cosiddetta emergenza “arrivi” a seguito delle rivolte nei paesi nordafricani fino all’ultima che nel bel paese si catalizza a Ventimiglia la compagnia aerea ha avuto un bel da fare.

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macerie @ Luglio 2, 2016

Se la misura è colma

Diario

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Il Tribunale di Torino non ha esaurito le cartucce, anzi a ritmo serrato le richieste dei Pm trovano giudici pronti a sottoscriverle. Così sull’inizio dell’estate cadono altre misure cautelari a pioggia contro chi partecipa, in una maniera o in un’altra, all’opporsi mettendosi in mezzo a progetti che stravolgono i luoghi e la vita di chi ci abita, a meccanismi di sfruttamento ed esclusione. Dopo i dodici divieti di dimora comminati contro chi ha portato un po’ di letame alla ditta che distribuisce il cibo ai reclusi del Cie di corso Brunelleschi, sono diciannove le misure di diversa natura affibbiate dal giudice delle indagini preliminari di Torino lo scorso 21 giugno a chi ha partecipato a una giornata di lotta esattamente l’anno scorso attorno al cantiere di Chiomonte, lungo i sentieri e le strade della Val Clarea.

Tra le persone coinvolte in questa stretta repressiva c’è gente che in Valle ci vive da sempre, chi ha deciso di passarci attratto dal conflitto, c’è chi ha fatto delle lotte parte principale della propria vita, chi attraverso l’esperienza nell’opposizione alla costruzione dell’Alta Velocità ha cambiato i tempi, le priorità, la socialità nella propria esistenza. Senza alcuna differenza le misure hanno raggiunto chi in maniera ostinata continua a esserci nonostante le difficoltà che la lotta sta passando.

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macerie @ Giugno 29, 2016

A gambe levate

Diario

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Negli ultimi giorni sono arrivate da dentro le mura del Cie di corso Brunelleschi due notizie che affiancate l’una all’altra palesano le contraddizione che animano questo mai pacificato Centro di reclusione. La prima riguarda sette figuri che accompagnati dall’ispettore, questo giovedì, hanno gironzolato tra i corridoi del Cie per controllare che le condizioni di reclusione rispettino gli standard che la democrazia impone. Ai reclusi hanno detto di essere del Movimento Cinque Stelle e, anche se la notizia non è confermata da nessun giornale, non ci par strano da credere dato che non è la prima volta, e non sarà certo l’ultima, che anime belle e indignate varchino quel cancello e, accompagnati da chi quel luogo lo gestisce, si facciano raccontare di come vada tutto bene.

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macerie @ Giugno 26, 2016

Nel primo caldo

Diario

 

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All’interno delle mura del Cie di corso Brunelleschi l’afa di questi giorni è ancora più insopportabile. I racconti insofferenti della brutalità della polizia e quelli più sollevati di piccole proteste raggiungono il fuori in maniera frammentaria. Si riceve la notizia da parte di Montassar che, dopo quarantotto giorni di sciopero della fame e circa dieci della sete, ha ricominciato a mangiare e bere, preoccupato dal dolore costante ai reni e dalla necessità di ricorrere inevitabilmente ad una dialisi se il digiuno totale fosse continuato. Per punizione al fatto che ha scelto di opporsi all’espulsione non mangiando gli è stata vietata l’uscita nel campo dove s’incontrano i reclusi delle differenti sezioni. A furia di litigare con i poliziotti, ieri sera, è riuscito a ottenere il permesso di recarsi in questo campo.

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macerie @ Giugno 22, 2016

Qualche parola in più

Diario

 

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A qualche giorno dall’annullamento dei divieti di dimora ci par necessario dire qualcosa in più delle poche entusiaste righe scritte per darne la lieta notizia.

E partiamo proprio da un convinzione che ci muove da sempre, quello che la lotta paghi.

Paga semplicemente perché lottare contro lo sfruttamento e l’oppressione connaturati al capitalismo ci sembra non solo l’unica cosa giusta da fare ma anche l’unico modo sensato di vivere. Facciamo fatica a immaginare una vita degna di essere vissuta in cui non ragionare, sognare e provare concretamente a creare problemi sempre più grossi a padroni e governanti. E sono proprio la bontà e la validità dei percorsi di lotta che portiamo avanti i criteri attraverso cui cerchiamo di orientare il nostro agire. In tutto questo la repressione, intesa come attività di giudici, Pm e poliziotti nel contrastare le lotte, ha certamente un peso. Si tratta infatti di un elemento che al pari di tanti altri contribuisce a determinare l’andamento dei nostri percorsi.

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macerie @ Giugno 20, 2016

Per i prossimi giorni

Diario

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In queste poche ore dalla notizia dell’annullamento dei divieti di dimora ai 12 banditi da Torino, ci è capitato di sentirci chiedere da più parti se le iniziative della mobilitazione contro i divieti di dimora ed in particolare il corteo del 18 giugno ci sarebbero stati comunque. Abbiamo subito scritto a caldo che tutte le iniziative in programma si sarebbero svolte normalmente, ma forse vale la pena ripeterlo e spiegarne in maniera un po’ più approfondita i motivi.

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macerie @ Giugno 16, 2016

A volte

Diario

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Il Tribunale del Riesame ha annullato il divieto di dimora per i dodici banditi accusati di essere andati presso la sede della ormai arcinota Ladisa a restituire un po’ del marciume che quotidianamente forniva ai reclusi del Cie di corso Brunelleschi.

E dopo la decisione dei dodici compagni di non accettare l’ennesima misura repressiva e di violarla quindi pubblicamente, dopo le molte iniziative inserite nella settimana di mobilitazione che hanno portato banditi, amici e solidali in strada, sotto le mura del Cie e del Tribunale nel giorno del Riesame, oggi arriva questa notizia.

Le iniziative previste nei prossimi giorni restano comunque in calendario e ci pare  importante partecipare per tutti coloro ancora costretti sotto misure, per i quattro compagni in sorveglianza speciale da gennaio e per gli altri quattro per cui nei giorni scorsi c’è stata l’udienza d’appello richiesta dai pm.

Per ora però ci concediamo il pensiero che la lotta paga!

macerie @ Giugno 15, 2016

Fuori e dentro

Diario

 

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Un presidio rumoroso da stamattina alle 9 si è trovato davanti al tribunale torinese in occasione dell’udienza di Riesame per i dodici compagni colpiti da divieto di dimora.

Una settantina tra compagni e solidali hanno intonato cori contro queste ennesime misure e per accompagnare l’ingresso al Bruno Caccia di alcuni banditi che hanno deciso di presenziare alla prima parte dell’udienza: giusto il tempo per la lettura di un comunicato scritto tutti insieme per poi uscire subito da quel luogo infausto e tornare al presidio tra gli amici.

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macerie @ Giugno 14, 2016

Alla Falchera

Diario

 

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“Staremo ovunque ci andrà di stare”. Questo affermavano decisi alcuni giorni fa i compagni banditi da Torino annunciando la loro decisione di non accettare i divieti di dimora e restare quindi in città. Così questa mattina di punto in bianco banditi e solidali hanno deciso di rinviare l’iniziativa in programma contro i divieti di dimora e andare velocemente in Falchera dove erano in corso degli sgomberi di appartamenti Atc.

Si arriva a Falchera che il primo sgombero è stato ormai effettuato e alla famiglia buttata fuori di casa è stato concesso - manco a dirlo -  un tugurio temporaneo. Anche nel secondo appartamento, abitato da una famiglia rom, la situazione non appare molto favorevole. Le forze dell’ordine hanno infatti ormai guadagnato una buona posizione:  sotto il portone d’accesso a piano terra stazionano una ventina di agenti della Polizia Locale con manganello di legno ben in vista e a qualche metro di distanza sono poi schierati i loro colleghi della celere per tener lontani i solidali. La donna e le sue figlie affacciate per tutto il tempo al balcone sembrano comunque ben determinate a non andarsene e a non accettare le soluzioni alternative proposte dagli uomini dell’Atc. I solidali dal canto loro discutono sul da farsi e urlano di tanto in tanto slogan contro polizia e Atc e inviti alla donna di non arrendersi.

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macerie @ Giugno 13, 2016

Panni Sporchi