Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Notti di rabbia a Toulouse

 

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Il 14 di aprile nel carcere cittadino di Toulouse, a sud della Francia, muoiono due persone, una delle quali è Jawad, ragazzo molto conosciuto e ben voluto dagli abitanti del suo quartiere di nascita. La reazione è forte e non tarda ad arrivare: per le strade di diversi quartieri si scatenano gli scontri con la polizia, nel carcere circa duecento persone si rifiutano di rientrare dall’aria. Il tutto mentre la città è attraversata da quelle stesse tensioni sociali che stanno scombussolando l’intero paese, e che lì hanno portato all’occupazione dell’università, limitrofa alla zona degli scontri.

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Food delivery … nudo e crudo

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Tanto l’esito del processo intentato da alcuni fattorini contro Foodora quanto la cacciata dei riders dagli uffici di Deliveroo a Milano hanno sancito, più di tutti i silenzi raccolti davanti alle richieste dei lavoratori, lo stato attuale dei rapporti di forza. Da un lato dei colossi della gig economy che non sono disposti a trattare, dall’altro gruppi ancora sparuti di fattorini che stanno provando ad alzare la testa e solcare una via, tutta in salita, che altri potrebbero intraprendere nel prossimo futuro.

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Lavapiés in rivolta

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Giovedì 15 marzo muore Mame Mbaye Ndiaye, un ambulante senegalese di 35 anni, in seguito a una retata della polizia nel quartiere di Lavapiés, a Madrid. Una delle tante retate realizzate nella capitale spagnola così come in tante altre città d’Europa. Questa volta però la reazione rabbiosa di chi non ne può più dell’asfissiante controllo poliziesco non si fa attendere; le strade del quartiere madrileno, da tempo oggetto di processi di gentrificazione, diventano per ore un campo di battaglia.

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Occupando case ATC

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Questa è una storia come tante. La storia di chi ha perso il lavoro per un taglio del personale, con dei figli da mantenere, che non è più riuscita a pagare un’affitto e si è ritrovata con la minaccia di uno sfratto. Una storia condivisa da molti, che oltrepassa confini, nazionalità, colore della pelle, che attinge a piene mani in quel mare di persone che da questo mondo non hanno ricevuto altro che sfruttamento.

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Come una forbice

 

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Le politiche di gestione e riorganizzazione del Welfare sono oggetto di profonde trasformazioni. Se dopo la metà del ‘900 lo Stato aveva necessità di garantire un sistema di riproduzione sociale, ora le decurtazioni e i tagli all’apparato dei servizi erogati dagli enti dello Stato sono sempre maggiori, rendendo difficile, se non impossibile, l’accesso a una grossa fetta di popolazione.

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Voglia di gelato?

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Chi ci si può trovare davanti alla porta quando si ordina attraverso le piattaforme del food delivery? Quali rischi si corre a pedalare tutto il giorno per misere paghe? Quanti chilometri percorre un rider durante un turno di lavoro? Che rapporto ha con i dispatcher e quali contraddizioni si portano dietro queste nuovo figure lavorative, nell’organigramma delle tech startup?

Abbiamo ripercorso inseme ad Effe, lavoratore di Deliveroo fin dai suoi esordi a Torino, le varie tappe che hanno portato allo sciopero di maggio e a quello più recente di mercoledì 27 settembre. Soffermandoci sui particolari che spesso non emergono a una prima occhiata distratta sullo sciamare colorato dei fattorini in giro per la città.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Pietre sul mediatore

11 maggio. Un ragazzo senegalese di vent’anni, ospite dell’hotel Europa di Rivarolo adibito a struttura di accoglienza per migranti, ha aggredito a colpi di pietra un mediatore culturale della Costa d’Avorio. Il motivo scatenante sarebbe stato il rifiuto di venire trasferito in un’altra struttura d’accoglienza del territorio.

Controlli e pugni

9 maggio. Un ragazzo senegalese di 19 anni, clandestino, è stato arrestato in Lungo Dora Napoli con le accuse di resistenza, detenzione di stupefacenti e false generalità. Un altro ragazzo del Gabon di 31 anni è stato arrestato invece in via Cherubini angolo via Monte Rosa sempre per possesso di stupefacenti. Inoltre avrebbe preso a pugni un agente della Polizia nel tentativo di fuggire.

Blocco dei richiedenti asilo

9 maggio. A Rivalta, una decina di immigrati bloccano la strada per protestare contro i tempi lunghissimi delle risposte alla richiesta d’asilo politico e per le pessime condizioni della struttura in cui vengono ospitati. Il blocco viene interrotto non appena sul posto arrivano le forze dell’ordine.

Ecomori in Vanchiglia

9 maggio. Alcuni profughi aiutano come volontari i genitori e i bambini della scuola Fontana, in Vanchiglia, ad attraversare la strada. Un’iniziativa organizzata attraverso l’associazione Eco dalle Città, già da tempo attiva nell’ambito dei percorsi dell’accoglienza. Tra le attività coordinate da quest’associazione, il controllo della piscina Colletta dopo alcuni raid vandalici e l’aiuto alla raccolta differenziata nel mercato di Porta Palazzo.

I numeri della Sanità

8 maggio. Approvato in Regione il nuovo piano di edilizia per gli ospedali piemontesi, gli investimenti complessivi previsti ammontano a un miliardo e mezzo di euro. I progetti relativi alla città di Torino riguardano la realizzazione del nuovo Parco della Salute e del nuovo ospedale unico dell’Asl To5, entrambi attraverso un partenariato pubblico-privato. Il Parco della Salute, che dovrebbe avere una capienza di oltre mille posti, costerà più di mezzo miliardo di euro tra lavori di costruzione, tecnologie e arredi, e ben oltre la metà della somma arriverà da investitori privati; la struttura dell’Asl To5, con una capienza di quasi cinquecento posti, costerà invece 225 milioni di cui poco più di 50 arriveranno da risorse pubbliche.

Per Théo, Bastien e Eleonora

3 maggio. L’appuntamento è a ora di pranzo davanti alla stazione di Porta Nuova, in contemporanea con un’udienza a Gap in cui si decide della scarcerazione dei tre compagni arrestati per la passeggiata da Claviere a Briançon del 22 aprile. Una cinquantina di solidali entrano in stazione, sotto lo sguardo di una decina di uomini della digos, per ricordare con megafono, striscione e volantini che da qui passano molti degli uomini e delle donne che poi tentano di oltrepassare la frontiera tra Francia e Italia e che è anche per questo che sono aumentati i controlli e gli uomini delle forze dell’ordine costantemente presenti in stazione. I solidali si spostano quindi nell’adiacente quartiere di San Salvario  dove il corteo attraversa la piazza del mercato e alcune strade prima di concludersi nuovamente a Porta Nuova.

Ombrellate e peperoncino antimulte

27 aprile. Per evitare una multa per divieto di sosta, una coppia ha accolto la polizia municipale a colpi d’ombrello - lui - e di spray urticante - lei -. Il tutto è avvenuto nei pressi del mercato di piazza Bottesini. I due si trovano ora agli arresti domiciliari, accusati di violenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie.

Da Porta Palazzo a Palazzo di Città

26 aprile. Preoccupati dalle modifiche previste per il PalaFuksas e per l’area adiacente in cui sono posizionati i loro banchi, gli ambulanti del “reparto” calzature del mercato di Porta Palazzo si sono diretti in corteo dalla piazza al Comune, dove sono stati ricevuti da due dirigenti dell’assessorato al Commercio. I burocrati della giunta pentastellata hanno spiegato che non c’è ancora nulla di deciso sul futuro assetto della piazza e che sarà necessario un confronto tra le parti in causa. Il primo appuntamento è previsto per il 7 maggio a Palazzo di Città.

Per Ziad

26 aprile. Davanti al Comune si svolge un presidio di qualche decina di famiglie egiziane che protestano contro l’allontanamento coatto, avvenuto ormai tre anni fa, di Ziad dalla propria famiglia. In questi giorni il tribunale dei minori ha poi decretato l’adottabilità del bambino. I manifestanti dichiarano di subire un trattamento discriminatorio da parte delle autorità cittadine che non si preoccupano di informare chi viene da altri paesi su come funzioni il diritto di famiglia italiano.

Da Claviere a Briançon

22 aprile. Trecento manifestanti, tra cui una cinquantina di immigrati, partono dal rifugio autogestito Chez Jesus e dopo diciannove chilometri di strada e sentieri arrivano a Briançon, dopo aver contrastato i tentativi della polizia francese di interrompere il corteo e bloccarli. Nella cittadina francese la polizia si vendica per la figuraccia fatta e si attiva per fermare i piccoli gruppi di manifestanti allontanatisi dal resto del corteo. Il bilancio è di nove persone fermate di cui quattro verranno rilasciate l’indomani mattina.

Il sito del lovers

20 aprile. In serata viene “bucato” il sito del Lovers Film Festival e l’interfaccia ha mostrato il comunicato a firma Frocie Incivili (vedi qui) invece che i frizzi e i lazzi arcobaleno dell’evento.

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CasaPound in Barriera

20 aprile. Continuano le passeggiate, sempre più simili a delle ronde, organizzate da CasaPound e dal comitato Noi di Barriera attorno all’isolato compreso tra corso Giulio Cesare e i giardini di via Montanaro. Sulla questione del degrado, della criminalità e dello spaccio in quartiere continua a giorcarsi la diatriba del teatrino politico tra il gruppo di estrema destra, già candidato alle elezioni, e l’amministrazione a 5 stelle. Colmo dei colmi Alberto Barona, portavoce del comitato, avrebbe dichiarato che “il quartiere è una polveriera pronta ad esplodere e solo noi siamo sempre attivi per cercare di risolvere la situazione” - ci pare che il ruolo di questi figuri sia piuttosto quello di soffiare e attizzare il bracere della guerra tra poveri, sperando che divampi per poter cavalcare politicamente l’onda.

Starnazzando di case Atc

18 aprile. Sarebbero 173 gli appartamenti illecitamente occupati tra i blocchi di case Atc, contando sia le occupazioni tout court sia chi ha perso il diritto ma continua a rimanere, con procedure di sfratto in corso. Davanti a questo dato le oche della politica e dell’informazione starnazzano le loro paure: da un lato ricamando l’iperbole di una situazione degenerata, “quasi ai livelli di Milano e Roma”, che purtroppo non rispecchia una realtà di fatto non così diffusa. Dall’altro infangando la portata conflittuale delle esperienze di occupazione di case Atc ipotizzando, in certi quartieri come Aurora, “racket di alloggi” e denunciando, nelle parole di Luca Deri presidente della Circoscrizione 7, la presenza di “migranti non censiti” e la mancanza di controlli nelle case Atc.

Cento controlli

16 aprile. Cento persone controllate durante una retata al parco del Valentino e per le vie di San Salvario, 40 portate in questura per ulteriori accertamenti ed infine 11 espulse. Un ragazzo del Gambia di 21 anni è stato denunciato per possesso di stupefacenti, mentre 10.000 euro di multa sonon stati spiccati contro un cittadino del Bangladesh proprietario di un supermarket in via Nizza.

Dialogo competitivo

13 aprile. L’azienda Città della Salute ha affidato uffialmente a Ernst & Young l’incarico di predisporre tutta la documentazione relativa alla gara per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e Novara. Un “dialogo competitivo”, così viene chiamata la gara, che si protrarrà per circa 10-12 mesi nel tentativo di trovare chi progetterà e costruirà le opere. Una competizione quasi integralmente nelle mani di grossi investitori internazionali, dato che dei 456 milioni indispensabili per la realizzazione solo 149,9 milioni verranno elargiti dal cosiddetto pubblico, tra Comune e Regione, mentre il resto è interamente nelle mani dei privati. A fronte dei tanti proclami sulla futura ottimizzazione delle varie funzioni ospadeliere, compresa la degenza, resta invariato il dato di un imminente drastico calo dei posti letto per ricoveri disponibili nel sistema ospedaliero cittadino.

Non è un lavoro subordinato

11 aprile. Rigettate in blocco le richieste avanzate al giudice nell’ambito del processo civile intentato da alcuni lavoratori Foodora contro l’azienda, per la maggior parte riguardanti il riconoscimento della mansione di lavoro come “subordinata” e non “autonoma”. La causa di lavoro era stata intentata dopo le proteste di due autunni fa, contro i sistemi di controllo dell’azienda e il passaggio dal contratto con pagamento orario a quello a cottimo. Proteste a cui era seguito da un lato un aumento del pagamento a consegna da 2,60 a 3,60 euro, dall’altro il licenziamento (mancato rinnovo contrattuale) della maggior parte dei lavoratori coinvolti nella protesta.

Presa all’asta e occupata

8 aprile. Dopo aver comprato una casa all’asta in via Salassa, Barriera di Milano, ha sorpreso al suo interno una coppia di nigeriani che stava vivendo nell’appartamento vuoto sotto sigilli. La coppia presa alla sprovvista è dovuta scappare lasciando lì ogni effetto personale, salvo poi ritornare per recuperare il tutto. Essendo nel frattempo sopraggiunta la polizia l’uomo occupante è stato identificato e arrestato per via di una condanna definitiva in via di esecuzione.

Dare i numeri

8 aprile. Ecco il primo bilancio dopo tre mesi di controlli ad alto impatto disposti dal questore Messina nei quartieri della città considerati più critici: 62 arresti, 65 espulsioni, 90 kg di stupefacenti sequestrati e 220.000 euro di multe comminate a minimarket, sale slot e bar. Molti di questi ultimi vengono considerati basi di spaccio, con sotterranei per far scappare chi vende in caso di retate, come sostengono di aver rinvenuto gli agenti in un locale su Lungo Dora Napoli. Rispetto ai primi tre mesi dell’anno passato gli arresti sono aumentati del 40% e le denunce del 19%, a fronte di un aumento dell’8% dei controlli ad alto impatto. Merito di questi primi dati anche l’aumento del 25% del numero di volanti per presidiare i quartieri.

La Contessa e ‘l so sèguit

8 aprile. Sei arresti nel quartiere Aurora solo nelle ultime 48 ore, di cui due negli ormai famigerati e noti giardinetti di zona. Si alza così il sipario su quella che dovrebbe essere una semplice festa di quartiere ai giardini Alimonda, con l’esibizione del gruppo storico piemontese “La Contessa ’d Mirafiur e ’l so séguit”. A dire il vero per chi si avvicina da una delle tante vie laterali più che una festa sembra una parata militare: quattro camionette della polizia e decine di agenti antisommossa presidiano gli angoli di quel lembo di terra. Neanche a dirlo il solito mantra ripetuto da organizzatori e dirigenti delle forze dell’ordine è il contrasto al degrado, allo spaccio e sopratutto riempire le strade di “blu” per aumentare la percezione di sicurezza. A prendere parola anche Vittoriano Taus, che con il suo Revenge Pub di via Cuneo ospita l’associazione Arqa per la riqualificazione di Aurora. Infine il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri conclude sottolineando come per sradicare lo spacio in zona ed evitare che si sposti in altre parti occorre portare avanti il progetto di ristrutturazione delle ex OGM: “Da lì è iniziata la lenta fine ed è da lì che bisogna costruire la rinascita”.

Controlli a go go

6 aprile. Controllati 4 bar e 40 persone, durante la sessione “ad alto impatto” portata a termine dal Comando Carabinieri Oltre Dora. Un’operazione che si è svolta tra il Ponte Mosca, su corso Giulio Cesare, c.so Emilia, via Lega e i giardini Madre Teresa di Calcutta, e che ha portato all’arresto di sei persone per spaccio di droga, una per rapina e altri due denunciati per possesso di stupefacenti.

Colonscopia e non solo

5 aprile. Mentre la Regione studia il venturo sistema unico di prenotazione visite (CUP), fatto di call center, prenotazioni online e pure una applicazione per smartphone, continuano le liste di attesa infinite ed estenuanti. Sei mesi al Giovanni Bosco per una colonscopia e un pap test fissato ad ottobre 2019 al Sant’anna, sono due casi riportati in un articolo de La Stampa che fanno sembrare un lusso quel 28 agosto sempre per una colonscopia, al Maria Vittoria, ottenuto da un’altra signora intervistata. Alla faccia dei tempi medi di attesa per il medesimo esame registrati dall’Asl di Torino a tutto il 2017, che si attesterebbero a 62 giorni. Tuttavia per chi può permetterselo si può sempre prenotare una visita inframuraria: ad esempio, al Gradenigo, pagando 250 euro la colonscopia viene magicamente anticipata a pochi giorni di distanza.

Sciopero a Favria

4 aprile. Sono passati appena sei mesi dal rientro sul posto di lavoro dopo la pausa per maternità, che una collega le comunica l’imminente licenziamento. È il caso di una donna di 31 anni dipendente della A.Constantino & C di Favria, azienda specializzata nella lavorazione di proteine per la farmaceutica e la cosmesi. Già al suo rientro la donna non aveva più svolto le vecchie mansioni e non ha mai ricevuto alcun segnale che aprisse a un possibile ricollocamento all’interno dell’azienda, che di contro giustifica il singolo taglio di personale appellandosi al “calo del fatturato”. I colleghi in mattinata hanno deciso di scioperare come gesto di solidarietà, già avvezzi alle proteste visto che l’estate scorsa, dopo la comunicazine di possibili esuberi, una quarantina di dipendenti aveva improvvisato un presidio davanti ai cancelli della ditta.

I conti del Salone

4 aprile. È un gioco di scatole cinesi quello che caratterizza la gestione dei grandi eventi su cui si basa una buona fetta dell’industria culturale della città di Torino, di sicuro però se c’è da rimetterci in primis sono sempre i lavoratori. È il caso della Fondazione del Libro che, dopo la mancata ricapitalizzazione e la pietra tombale sulla gestione dell’omonimo Salone Internazionale, si ritrova con 3 milioni di debiti da coprire. Tra questi non solo sei mesi di stipendio per i 12 dipendenti diretti della Fondazione, ma anche i compensi per i sevizi offerti dalle società in subappalto (tra cui Gl Events e Ventana Group) che, sarebbe interessante capirlo, nell’attesa potrebebro anche aver lasciato a stecchetto i corrispettivi lavoratori che hanno operato all’ultimo Salone del Libro.

Mediatori culturali a Oulx

28 marzo. Prevista l’apertura di un nuovo presidio mobile a Oulx, sul modello di quello già esistente a Bardonecchia, concordato tra Prefettura e Sindaco. L’idea è quella di accolgiere i migranti diretti verso la frontiera e, tramite l’aiuto di mediatori culturali, dissuaderli dall’intraprendere la via dei sentieri verso la Francia.

Arca Technologies: - 103

27 marzo. Bloccata per un’ora la statale 228, tra gli stabilimenti di Ivrea e Bollengo, da parte dei lavoratori dell’Arca Technologies di proprietà statunitense, in segno di protesta contro i 103 licenziamenti previsti (su 289 assunti). I lavoratori hanno anche deciso di scioperare fino alle 12.30. Entro 76 giorni si sapranno i nomi dei malcapitatai.

Partenza Porta Nuova

27 marzo. Cosa ci fanno una dozzina di volanti ferme all’ora di pranzo davanti a Porta Nuova? Si preparano per l’ennesima retata in grande stile. Circa 90 agenti ingaggiati dal Commissariato Centro e dalla Polfer per controllare i negozi sotto i portici di San Salvario, l’atrio della stazione, giù giù fino ai binari, con tanto di unità cinofile. Nel pomeriggio si sono poi spostati su via Sacchi e corso Stati Uniti, fino alle porte di Crocetta. Con l’imbrunire, infine, i controlli sono giunti anche a nord, nell’ormai plurigettonato giardino di via Alimonda, in Aurora. Il bottino è di decine di fermi e 60.000 euro di multe spiccatte nel quadrilatero attorno alla stazione.

Occupata chiesa a Claviere

24 marzo. Occupata la chiesa di Claviere dai partecipanti alla rete Briser le Frontièrs  con l’obiettivo di “provare ad organizzarci insieme a chi le frontiere le subisce sulla propria pelle.”

Destinity

23 marzo. Resa pubblica la notizia della morte di Destinity, ricoverata da più di un mese all’ospedale Sant’Anna, dopo che nel tentativo di oltrepassare la forntiera per raggiungere sua sorella in Francia era stata rispedita indietro dalla gendarmeria, depositata col marito davanti alla stazione di Bardonecchia. Entrambi nigeriani e richiedenti asilo, avevano deciso di spostarsi dopo che lui aveva perso il lavoro trovato in Italia. In quella giornata al Colle della Scala a nulla era valso il fatto di essere incinta e di essere gravemente malata a causa di un linfoma al petto. È deceduta giovedì scorso, subito dopo essere riuscita a mettere al mondo il bambino che aveva in pancia.

Maestre in strada

23 marzo. Tornano a manifestare le maestre della scuola primaria, diplomate alle Magistrali, colpite dalla sentenza del Consiglio di Stato che le estromette dalle graduatorie, inabilitandole all’insegnamento. In cento si sono mosse da via Verdi, dove aspettavano il parere definitivo dell’Avvocatura di Stato, poi rinviato, terminando il corteo all’ingresso di Palazzo Nuovo.

Come si crea una impresa

22 marzo. School of Entrepreneurship and Innovation, questo il nome del progetto promosso dalla Fondazione Agnelli, insieme ad altri sei prtner pubblici e privati, che coinvolgerà 220 studenti (1.600 entro il 2021) dell’Università e del Politecnico di Torino e Milano, con l’obiettivo di sviluppare capacità imprenditoriali. La scuola è realizzata dal Collège des Ingénieurs, con Unicredit, Club degli investitori, Camera di Commercio, Gruppo giovani imprenditori dell’Unione industriale, Politecnico e Università del capoluogo sabaudo. Intelligenza artificiale, internet delle cose, robotica, mobilità, sono alcuni dei temi trattati in uno dei moduli del percorso di formazione. Il tutto confrontandosi con alcuni “big” della nuova imprenditoria quali Peter Thiel (co-fondatore di PayPal) e Reid Hoffmann (co-fondatore di LinkedIn).

Fuga in consolato

21 marzo.  Durante un controllo nei pressi di via Belfiore, San Salvario, un uomo sarebbe scappato dagli agenti di polizia per rifugiarsi nell’androne del palazzo che ospita il consolato marocchino. Dopo aver bloccato le strade, dispiegando decine di agenti, l’uomo è stato scovato e portato via “correttamente”… stando alle gelide e diplomatiche parole del console in persona accorso per verificare la situazione.

Ogni fottutissimo giorno

21 marzo. Nella minaccia dilagante della guerra tra poveri, soprattutto in certe zone di questa città, non manca chi già si schiera spalleggiando l’operato delle forze dell’ordine. È il caso di alcuni residenti di piazza Montanaro che, secondo una rinomata testata piemontese, avrebbero più volte segnalato la presenza di allacciamenti abusivi alla corrente elettrica. Così durante una serie di controlli per le vie di Barriera di Milano due persone, di nazionalità straniera, sono state denunciate a piede libero per aver manomesso dei contatori. Nel frattempo due cittadini senegalesi e un nigeriano, finiti nella maglia degli agenti di polizia, sono stati investiti da un provvedimento di espulsione, mentre una terza persona è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e detenzione di stupefacenti. Il tutto messo a puntino dal commissariato di zona, dal Reparto prevenzione crimine Piemonte, dal V Reparto mobile, due unità cinofile e due pattuglie della polizia municipale.

Assatanati

20 marzo. Maxi retata tra le vie di San Salvario e nel parco Valentino, voluto direttamente dalla Prefettura, che ha coinvolto 200 agenti tra Polizia, Carabinieri, Municipale e Guardia di Finanza. I controlli sono partiti da corso Bramante per risalire tutto il quartiere e coinvolgere anche numerose attività commerciali su via Nizza. Decine le persone fermate.

Caramba tutto il giorno

19 marzo. Un’altra sessione di controlli speciali, voluti dal comandante dei carabinieri De Sanctis, si è svolta ai giardini Madre Teresa di Calcutta nel quartiere Aurora. Dieci persone controllate e tre portate via per ulteriori accertamenti. Controllato anche un kebabbaro in via Montanaro.

Arresti e misure

19 marzo. La polizia ha spiccato sette misure cautelari in risposta alla manifestazione del 22 febbraio che, scontrandosi contro i reparti di celere, aveva tentato di avvicinare e interrompere il comizio del candidato di Casapound Di Stefano. Il bilancio è di due persone trattenute in carere, una agli arresti domiciliari e obbligo di firma per le restatanti.

Richiesta un’altra Sorveglianza Speciale

Diario

 

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I carabinieri di Mirafiori nell’ambito di indagini intorno alla lotta contro al Cpr, attività investigativa che il corpo militare ha iniziato col ritrovamento di una busta con dei petardoni nel maggio 2015 vicino a c.so Brunelleschi, hanno chiesto il 22 luglio 2015 la SS per un compagno. Le carte dicono che sarebbe stato riconosciuto durante il saluto sotto al fu Cie il giorno del ritrovamento della busta, per questo gli viene attribuita la proprietà.

Nessuno aveva considerato la richiesta fino a qualche giorno fa, quando il Pm Riccaboni ha preso in mano l’informativa e rincarato la dose: una richiesta di tre anni di Sorveglianza Speciale accompagnata anche dal divieto di soggiorno, mentre i carabinieri avevano chiesto due  anni con l’obbligo. Sono elencati reati nell’ambito delle lotte contro la Detenzione Amministrativa, contro il carcere e gli sfratti; viene posto l’accento sul non aver rispettato più volte un foglio di via da Torino; naturalmente non manca la descrizione del profilo antisociale e l’appartenenza ideologica all’anarchismo - è un anarchico: una scoperta pari a quella dell’acqua calda! Per non farsi mancare nulla, nelle scartoffie tribunalizie c’è un voyeristico elenco di conoscenze che va a pescare anche tra quelle del liceo. Infine, come ciliegina afflittiva, una delle prescrizioni nel caso in cui dovesse essere confermata questa richiesta consisterebbe nel seguire le udienze in videoconferenza se il compagno dovesse trovarsi in arresto o con misure di allontanamento.

Continua a pag. 33169

macerie @ Maggio 18, 2018

Ci vediamo…

Diario

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macerie @ Maggio 17, 2018

Cpr, ancora resistenze

Diario

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Ieri sera dopo un’assemblea per organizzare la solidarietà a Eleonora, Théo e Bastien, arrestati dalle autorità francesi per favoreggiamento dell’immigrazione, un nutrito gruppo di nemici delle frontiere si è diretto verso c.so Brunelleschi per un saluto ai detenuti. Così la notte piovosa torinese si è impregnata delle voci che dentro e fuori dalle mura della prigione per senza-documenti urlavano “Libertà!”.

Del resto cos’è il Cpr se non l’apice detentivo della gestione dei flussi migratori che passa dai confini (aperti o serrati a seconda delle esigenze del capitale e dei patti tra gli Stati), dagli Hotspot, dagli Hub e dal sistema retoricamente edulcorato dell’Accoglienza e delle Borse Lavoro?

Continua a pag. 33157

macerie @ Maggio 3, 2018

Fratelli di costa

Diario

Note sul caso somalo e di come sia divenuto modello dell’arsenale giuridico internazionale. 

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La settimana scorsa all’Asilo occupato c’è stata la presentazione di “Freres de la côte. Memoria in difesa dei pirati somali, braccati da tutte le potenze del mondo”, a cura degli autori. Il lavoro è di grosso stimolo non solo per il racconto delle vicende repressive contro della pirateria somala, ma perché le inserisce nell’analisi della costruzione di un apparato giuridico internazionale che potrebbe diventare un modello per le operazioni di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.

Non essendo disponibile l’intera traduzione di  Freres de la côte, vi proponiamo in italiano alcuni stralci particolarmente significativi.

Clicca e scarica il documento qui.

macerie @ Maggio 3, 2018

Resistenze e quotidianità al Cpr - aggiornato

Diario

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I fine settimana dentro al Centro di c.so Brunelleschi non passano mai lisci.

Infatti il sabato e la domenica sono i giorni prediletti per l’irruzione delle forze dell’ordine nelle aree e la successiva deportazione di chi non ha le scartoffie in regola, come è accaduto lo scorso week-end. Negli ultimi mesi, come è stato riportato più volte, le espulsioni sono avvenute perlopiù ai danni dei tunisini, che all’oggi costituiscono la maggioranza nel Cpr torinese.

Il sabato appena trascorso venti poliziotti accompagnati dai lavoranti della ditta di gestione (la multinazionale francese Gepsa, specializzata nel fare profitto con i luoghi detentivi) sono entrati nell’area bianca per prendere tre ragazzi, ma hanno avuto da faticare perché nessuno di loro voleva dargliela vinta tanto facilmente: uno è salito sul tetto con una corda minacciando di impiccarsi, il secondo si è cosparso di merda per non farsi toccare, il terzo ha ingoiato lo shampo. Quello della merda è stato portato in carcere dopo essere stato avvolto con una telo di plastica, gli altri due pestati e portati all’ospedaletto. Gli altri detenuti mentre era in corso l’operazione hanno fatto casino lanciando quello che potevano contro i militari.

Continua a pag. 33147

macerie @ Aprile 30, 2018

Passeggiando per Aurora - vol.III

Diario, Torino domani

Il rischio sgombero dell’Asilo Occupato sembra per il momento rimandato, almeno stando alle consultazioni della Sala Rossa che non necessariamente rispecchiano la volontà di Prefettura e Questura. Tuttavia proprio perché l’opposizione allo sgombero non è che un pezzetto dell’opposizione ai processi più ampi e allargati di espulsione dei poveri e degli sfruttati dalle strade attorno, per noi è necessario continuare a solcare le orme dei responsabili della riqualificazione nel quartiere Aurora.

Dopo la scheda sullo Iaad che abbiamo aggiornato aggiungendo una succursale che ci era sfuggita, pubblichiamo qui un approfondimento sul primo progetto di ristrutturazione del vecchio patrimonio industriale dell’area nord-est: il Basic Village. Veicolo per la nuova valorizzazione immobiliare della zona, a partire dai primissimi anni 2000 ha dato il via a un “abitare” di target medio-alto, a cui si sono poi ispirati i complessi residenziali Ex Tobler ed Ex Ceat. Non solo sede di BasicNet S.p.A. proprietaria di alcuni noti brand di abbigliamento come Robe di Kappa, ma un ben più ampio polo multifunzionale di servizi per i nuovi abitanti della zona.

Scheda III: Basic Village

(per scaricare il file qui)

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macerie @ Aprile 27, 2018

Cpr, di scabbia e altre rogne

Diario

 

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La settimana scorsa in c.so Brunelleschi alcuni ragazzi avevano la scabbia, infezione altamente contagiosa e tutt’altro che sopportabile.

All’infermeria del centro? Se ne fregano, e non solo per la scabbia, pure in punto di morte l’unica cosa che fanno è proporre il cocktail di psicofarmaci per far star buoni i detenuti e farli dormire.

Chiamare il 118? Inutile, prima che arrivino al Cpr, i gestori delle ambulanze chiamano le forze dell’ordine al suo interno che negano sistematicamente ci sia un bisogno di cure continuamente eluso.

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macerie @ Aprile 24, 2018

Pirati somali / Rote Zora

Diario

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macerie @ Aprile 24, 2018

Civich di merda e in borghese

Diario

 

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Sabato solito per le vie di Borgo Dora e Porta Palazzo. Un sole cocente regala un anticipo d’estate agli avventori a passeggio, teste sudate e faticacce anticipate a chi ha tirato giù i teli di primo mattino.

La parte di mercato dedicato alla frutta e verdura sembra un formicaio, l’impressione è che mezza città si aggiri per i banchi in cerca del prezzo migliore. Anche alcuni turisti anglofoni che, macchina fotografica alla mano, discutono di quanto il luogo sia “crazy and beautiful”. Constatazioni da safari, tipiche e meste.

Mentre qualche compagno cerca di procurarsi un pranzo alla buona, nota il solito fuggifuggi nella calca. Un ragazzo di corsa ha avvisato i venditori abusivi di menta, prezzemolo e pane: “I vigili! Via!”. E di corsa coloro che erano intenti a tirar sù la giornata, prendono le cassette di plastica nere e scappano. Dopo qualche minuto il pericolo sembra scampato e nessuna divisa sembra essere di ronda, quando all’improvviso due uomini e una donna si buttano sui venditori al semaforo, facendo cadere la menta profumata e costringendoli a scappare e a lasciare le erbe a terra.

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macerie @ Aprile 21, 2018

Piazza della Repubblica 12

Diario, Torino domani

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In piena Porta Palazzo sta avvenendo una storia da manuale, di quelle che i sociologi riportano come avvenimenti caratteristici dei processi di riqualificazione. Anche qui, tra queste pagine pixelate, non si sono risparmiate parole al riguardo, non tanto per creare un sollazzo analitico sul tema, ma per cercare di decodificare cosa in una città come Torino è avvenuto e sta avvenendo, a discapito di coloro che “la riconquista urbana”, “la rivitalizzazione delle vie” e “la rigenerazione dei quartieri” la subiscono violentemente e qualche volta decidono di reagire. 

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macerie @ Aprile 20, 2018

Frocie contro il Lovers Film Festival…

Diario

 

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Riceviamo e pubblichiamo quest’interessante rivendicazione. Si riferisce ad alcune scritte apparse la notte scorsa in via Verdi contro il Lovers Film Festival e l’ideologia che si portano dietro alcuni processi di costruzione di nuove identità sessuali e della loro conseguente mercificazione neoliberale.

Qualcuno ha deciso di opporre la propria “voce” alla miriade di eventicoli, festival cinematografici, workshop e pubblicità che vendono come sovversivi corpi invece sottoposti a nuove norme di esposizione commerciale e disciplinamento.

“Stanotte delle scritte sono apparse sulle pareti del Cinema Massimo di Torino: «Frocie in lotta» - «Frocie contro il Lovers» - «Frocie incivili». D’altronde la primavera è arrivata. Anche quest’anno. E con essa il Lovers Film Festival. E con esso – anche questa volta - le contestazioni. Diciamocelo: siete più criticati del Festival di San Remo. Non a caso per la serata di apertura è proprio da San Remo che avete pescato una delle vostre perle artistiche, supposta icona gay: Francesco Gabbani.

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macerie @ Aprile 18, 2018

Altre (belle) avventure

Diario

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Osservare le strade e forgiare le scelte. Con il cuore palpitante d’amore e di complicità provata con tante di voi, vi mando un saluto profondo e sorridente. Non senza “ostacoli” affettivi e desideri di progettualità con molte, ho deciso di sottrarmi all’obbligo di firme quotidiane (che avevo dopo un periodo di carcere e domiciliari durato nove mesi).

Il senso di sentirsi compagne, oltre alla rabbia che brucia e si condivide con i nostri corpi, è per me la continuità e la costanza (nonostante la distanza scelta o subita). Allora vi dico… ci vedremo per altre (belle) avventure…

400 baci intensi e 24000 colpi precisi.

kam

Camille ci ha lasciato questo saluto dopo aver deciso di violare la misura delle firme quotidiane cui era sottoposta da qualche mese, e dopo aver già scontato per lo stesso procedimento 9 mesi tra detenzione carceraria e domiciliare. Ha deciso di andare via e saperla libera di andare dove vuole ci riempie il cuore di gioia. 

macerie @ Aprile 16, 2018

Marcello ai domiciliari

Diario

Ci giunge notizia che Marcello, rinchiuso nel carcere de Le Vallette dal 9 febbraio per gli scontri di Capodanno con le forze dell’ordine nel pratone dietro al carcere, è finalmente uscito. Dopo numerosi dinieghi alle varie richieste il giudice ha infine disposto la misura alternativa degli arresti domiciliari ma con tutte le restrizioni di comunicazione con terzi, oltre i conviventi.

macerie @ Aprile 13, 2018

Inaugurando una Nuvola

Diario

Si presenta così, agli occhi dei passanti, la blindata operazione di inaugurazione del nuovo Centro Direzionale Lavazza che durerà fino a sabato 14 aprile.

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via Parma angolo via Bologna

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macerie @ Aprile 13, 2018

Coordinadora de presos en lucha

Diario

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Un coordinamento di prigionieri in lotta durante la transizione dal franchismo al regime democratico, questa è stata la Copel. Una lotta portata avanti con scioperi della fame, occupazione e distruzione di interi bracci delle prigioni, occupazioni collettive dei tetti. e sostenuta fortemente all’esterno da familiari, comitati di quartiere e solidali.

Sabato 14 aprile, all’Asilo occupato di via Alessandria 12, a partire dalle 18 ne ripercorreremo la storia attraverso la proiezione di un documentario e chiacchierandone con chi ha partecipato a quella stagione di lotta nelle carceri spagnole.

Se nel frattempo volete saperne di più, potete dare un’occhiata a quest’articolo pubblicato qualche anno fa sul numero 15 del mensile anarchico Invece.

Per scaricare e diffondere la locandina dell’iniziativa potete invece cliccare qui

macerie @ Aprile 10, 2018

Presidio al Cpr di corso Brunelleschi

Diario

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macerie @ Aprile 9, 2018

Panni Sporchi