Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

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Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

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La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

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Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

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Corrispondenze veneziane

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Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

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A quarant’anni da una rivolta per la casa

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Roma, settembre 1974. Qui si racconta di come il tentativo di sgombero di alcune famiglie da alcune palazzine occupate in un quartiere di periferia diede vita a giornate, e nottate, di scontri con le forze dell’ordine. Scontri che coinvolsero uomini e donne di un po’ tutto il quartiere e anche di altre zone della città. Qui si racconta di come morì Fabrizio Ceruso, un compagno ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati dalla sbirraglia e di come quest’ultima, una volta tanto, non fu però l’unica a sparare.
Qui si racconta della battaglia di San Basilio.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Tentandoci

20 febbraio. Un ragazzo recluso dentro al carcere minorile Ferrante Aporti ha tentato la fuga mentre svolgeva le pulizie nel suo blocco detentivo. Prima ha rubato del denaro dall’uniforme di un agente, poi in velocità ha aperto la porta che conduce al tetto non riuscendo però ad andare oltre prima di venire fermato.

Disinfestazione

16 febbraio. Ancora una volta, nella zona di Aurora, un’intera palazzina è stata svegliata ai primi bagliori del mattino per un controllo interforze. È stato il turno della palazzina al numero 5 di corso Brescia. Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
Numerosi agenti del commissariato Dora Vanchiglia, in borghese e in divisa, coadiuvati dalla polizia municipale, Asl To1, Aes e Iren hanno controllato gli appartamenti e identificato 63 persone che abitano al loro interno. Dodici abitanti sono stati sottoposti allo
stato di fermo, sei senza-documenti sono stati accompagnati agli uffici Immigrazione della Questura, con l’alto rischio di essere a breve scortati fino al Cie di corso Brunelleschi; altri tre sono stati denunciati poiché non hanno abbandonato l’Italia Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
nonostante avessero un ordine di espulsione a loro carico. Infine un altro uomo con la disposizione esecutiva di una pena di 11 mesi e 26 giorni di reclusione è stato portato in carcere. I contingenti delle aziende energetiche si sono occupati di controllare gli impianti irregolari: sono stati chiusi tre contatori del gas per carenze impiantistiche, notificate delle diffide all’uso del gas e della luce in dieci appartamenti per la medesima ragione, sono state portate via nove bombole del gas, rilevati e rimossi tredici furti di energia elettrica. Gli agenti della polizia hanno denunciato coloro che avevano bypassato il contatore, mentre i vigili hanno sequestrato un locale commerciale per le scarse condizione igieniche riscontrate.

I reclutatori della Caritas

16 febbraio. La corte di Cassazione ha confermato la condanna, a due mesi di detenzione e 400 euro di multa, nei confronti di una donna che, due anni fa, aveva tentato di rubare 6 pezzi di formaggio all’Auchan di corso Romania. Inutili le argomentazioni portate avanti dal difensore dell’imputata che sosteneva che il fatto poteva rientrare nelle condizioni dell’articolo 54 che stabilisce che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità”. Per gli ermellini rubare è sempre rubare, anche se lo si fa per fame. Nella medesima sede, un anno fa, i togati attraverso una sentenza rispetto a un furto di cibo al supermercato invitavano l’affamato a “soddisfare i propri bisogni alimentari immediati rivolgendosi ad esempio alla Caritas”.

Davanti all’Atc

16 febbraio. Presidio davanti alla sede dell’Atc di corso Dante 14. Oggetto della protesta i conguagli dell’acqua particolarmente elevati ricevuti da diversi inquilini delle case popolari. Dopo l’uscita di una delegazione di manifestanti dalla sede Atc ci sono stati alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno tentato di spostare il banchetto informativo del gruppo.

Sfratto a sorpresa

15 febbraio. Dopo più di un anno e mezzo dalla sospensione della normale procedura, una famiglia viene sfrattata a sorpresa in via Cigna. Per eseguire il provvedimento vengono utilizzate quattro camionette di poliziotti antisommossa e una macchina di agenti in borghese.

Davanti al comune

13 febbraio. Presidio davanti al Comune indetto dall’Assemblea 21 gennaio. I manifestanti chiedono un incontro con la giunta Appendino per discutere dell’emergenza abitativa in città e più in generale per avere voce in capitolo sul bilancio comunale.

Dai balconi

12 febbraio. I comitati di Aurora rilanciano la protesta contro lo spostamento del suq nell’area Ponte Mosca promuovendo l’esposizione di striscioni dai balconi. “Partecipazione = zero” , “Basta degrado” e “No all’abusivismo” sono alcuni degli slogan che si possono leggere sulle lenzuola appese alle finestre. Lo spostamento del suq è già stato rinviato di trenta giorni dopo che l’associazione che gestisce il mercato ha presentato un documento tecnico nel quale si evidenziano le criticità dell’area, una su tutte la ridotta disponibilità di spazio che non permette di accogliere tutti i venditori.

Oscure cooperazioni

12 febbraio. Il Politecnico di Torino ha stipulato un accordo con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, l’organo che coordina i servizi segreti italiani. Una prima intesa era già stato sottoscritta tre anni fa ma ora si fa qualche passo in più. Nonostante gran parte dell’accordo sia tenuto segreto, la cooperazione dovrebbe vertere sulla formazione professionale dei tecnici del “Dis” da parte di docenti e ricercatori dell’università e sulla sperimentazione sul campo delle innovazioni realizzate al Politecnico; coinvolgerà il gruppo di ricerca sulla cybersecurity guidato da Antonio Lioy, quello sull’analisi del traffico della rete tenuto da Marco Mellia e quello sui “big data di Elena Baralis.

CasaPound al Carrefour

2 febbraio. Sono apparsi centinaia di manifesti di CasaPound che portano solidarietà ai dipendenti Carrefour a rischio licenziamento. Il più grande gruppo di vendita al dettaglio a livello europeo ha annunciato 500 esuberi nel torinese. CasaPound offre consulenza legale gratuita ai lavoratori e Marco Racca, responsabile regionale del partito, spiega “Rischio chiusure Carrefour: CasaPound Italia offre consulenza legale gratuita
Il lavoro degli italiani deve essere difeso, se necessario anche mediante carte bollate e ricorsi in Tribunale”.

Cassa ordinaria

1 febbraio. I 1792 lavoratori della Maserati di Grugliasco saranno di nuovo in cassa integrazione dal 27 febbraio al 10 marzo. Il ricorso alla cassa va ormai avanti da dicembre al ritmo di una o due settimane al mese. “La situazione è preoccupante perché la cassa in crescita non può essere coperta dai buoni risultati del suv Levante a Mirafioridichiarano i responsabili del sindacato.

Dalle strade ai minimarket

1 febbraio. A San Salvario dalle 11 del mattino la polizia ha effettuato controlli per le strade e dentro i market della zona. Con l’impiego di sei pattuglie e un mezzo dei vigili del fuoco l’operazione aveva l’obiettivo di scovare detentori di stupefacenti e, nei locali, bombole del gas non a norma.

Monossido

1 febbraio. Un uomo è stato trovato morto all’interno del suo appartamento in via Montanaro, mentre la coinquilina è stata portata con urgenza all’ospedale. L’intossicamento è stato causato dai fumi fuoriusciti dalla stufa a cherosene con lo scarico mal collegato.

Non solo a Settimo

30 gennaio. È stato pubblicato il bando da 96 milioni di euro per la gestione di 5 mila richiedenti asilo in arrivo nei prossimi mesi, a Torino e provincia. L’obiettivo è creare una diffusa e solida struttura di accoglienza capace di alleggerire il carico di lavoro dello Sprar di Settimo.

Bollette da mazzata

26 gennaio. Nelle case Atc di mezza città, da corso Vigevano a corso Agnelli, sono arrivate bollette quadruplicate o quintuplicate. In ognuna di queste al canone d’affitto e alle spese condominiali si aggiungono i conguagli riferiti agli ultimi tre anni per il pagamento di acqua e luce condominiale. L’Azienda assicura che si tratta di consumi effettivi e verificabili. L’anomalia, creatasi a causa di rallentamenti dovuti alla riorganizzazione del lavoro negli uffici di corso Dante, è che nella fattura si trovano i conguagli non di uno, ma di tre anni. Molti inquilini delle case popolari non riescono a far fronte a cifre smisurate, come i 1123 euro chiesti nelle palazzine di via Pietro Cossa. L’azienda ribatte che è permesso rateizzare.

Senza mezzi

23 gennaio.  I lavoratori Gtt incrociano le braccia per ventiquattro ore per protestare contro la mancata assunzione di cento autisti e trentacinque operai prevista da un accordo pregresso con l’azienda che si è invece poi appellata alla legge Madia riuscendo a bloccarne l’iter.

Mentre pochi mezzi pubblici circolano per la città, pur nel rispetto delle prescrizioni sulle fasce orarie garantite, sotto Palazzo Civico i lavoratori assieme alle sigle autonome Faisa, Fast e l’Ug danno vita a un presidio di protesta per chiedere all’amministrazione il rispetto degli accordi. Durante il presidio alcuni pullman che ancora circolano per la via vengono bloccati e gli autisti sono invitati ad unirsi allo sciopero.

[…]

Comitati versus Suk

22 gennaio. Qualche decina di persone, per lo più facenti parte di comitati di quartiere come “Quadrilatero Aurora” e “Aurora e Legalità”, si ritrovano all’angolo tra via Aosta e Lungo Dora Firenze per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale di insediare il cosiddetto Suk nel terreno lì dietro, proprietà della Città Metropolitana. Adriana Romeo, rappresentante del gruppo di associazioni e commercianti, dice che sono pronti alla monitorazione continua contro situazioni di illegalità o abusivismo. Invece Luca Deri, presidente democratico della Circoscrizione, afferma di essere scontento per le disattese promesse di riqualificazione dell’area di Ponte Mosca.

Blitz al campo rom

14 gennaio. I poliziotti del commissariato di Madonna di Campagna assieme alla Polizia Municipale hanno fatto incursione nel campo rom di via Germagnano. Hanno sequestrato 5 abitazioni dismesse, espulso due uomini, arrestato una ragazza rivelatasi destinataria di un ordine di carcerazione, spedito un ragazzino in comunità poiché individuato come autore di lanci di pietre in tangenziale e furti d’automobili.

Il bobby

14 gennaio. La giunta Appendino fa scendere in piazza i vigili per un servizio di sicurezza e di prossimità. La funzione della presenza capillare nelle piazze e nei luoghi d’aggregazione di unità speciali di civich dovrebbe elevare i livelli di vigilanza e controllo. Per svolgere questa mansione i vigili sono stati individuati su base volontaria, selezionati per motivazione e capacità comunicative.

Mc Fit

14 gennaio. Viene inaugurata una palestra di 1900 metri quadri, su tre piani negli spazi dell’ex Gft, all’angolo tra corso Giulio Cesare e corso Brescia, aperta e gestita da una multinazionale tedesca. Con un investimento di 2 milioni di euro la palestra è stata arredata in maniera eccentrica, con dettagli orientaleggianti e graffiti di writers torinesi, ed è stata dotata di attrezzature fitness all’avanguardia. La palestra in Aurora è già la seconda in funzione in città e ne apriranno altre due, entrambe in aree periferiche: “scegliere le zone meno facili della città” è il marchio di fabbrica della Mc Fit. La scelta è piaciuta all’assessore allo sport Roberto Finardi, mentre Patrizia Alessi è soddisfatta poiché i clochard e i tossici sono stati allontanati dal porticato.

Vasi comunicanti

11 gennaio. L’anno 2016 si è concluso con tre settimane di cassa integrazione per i lavoratori della Maserati di Grugliasco, e così inizia anche quello nuovo: a partire dal 6 Febbraio gli operai saranno di nuovo a casa. Si aggiungono a 600 lavoratori del reparto presse di Mirafiori per cui la cassa integrazione scadrà a fine febbraio, e ai 214 del settore costruzione stampi per i quali durerà fino al 5 marzo. Il volume delle produzioni è da tempo ridotto, nello stabilimento di Grugliasco è passato da 36 mila vetture a poco più di 23 mila nel periodo dal 2014 al 2016. I sindacalisti puntano il dito verso gli ultimi investimenti Fiat-Chrysler diretti oltre oceano, verso le città dell’automobile statunitensi, dove il mercato è più importante e remunerativo.

Bambini tutelati, stipendi pignorati

11 gennaio. Aumentano di mille le famiglie che non pagano più la retta della mensa nelle scuole della città. Nell’anno 2014-2015 i casi di morosità erano 10.258, durante l’anno appena passato se ne contano invece 11.151. A preoccupare Federica Patti, assessore ai Servizi educativi, è come recuperare il denaro non versato dai morosi che nel 2015-16 hanno creato un buco di 6,5 milioni di euro. Il sistema di recupero del comune è rigoroso: attraverso il borsellino elettronico introdotto nel 2013 i morosi ricevono un avviso a inizio anno scolastico che, se rimane inascoltato, diventa un’ingiunzione di pagamento. Il servizio di riscossione è affidato alla società Soris, che provvede a fermi amministrativi delle auto, al pignoramento del quinto dello stipendio se il pagamento del debito ritarda. La Patti non esclude modifiche sul sistema di recupero crediti in futuro, però tranquillizza dichiarando che gli scolari saranno tutelati e non saranno esclusi dal servizio, come invece succede a Novara e a Trofarello.

Il freddo

10 gennaio. È divampato un rogo a partire da un bracere acceso per resistere alle rigide temperature di questi giorni da chi bivacca tra le masserizie delle Officine Grandi Motori, su corso Vercelli. Il presidente del Comitato Spontaneo Aurora spiega: “Le Ogm sono diventate un hotel per clochard e personaggi di cui ignoriamo la provenienza. Ci sono accampamenti ovunque e gli incendi rischiano di causare ancora più problemi di quelli con cui conviviamo da anni

I panni sporchi

9 gennaio. Oggi i dipendenti della cooperativa Serenissima, che gestisce il servizio mensa al BiT, agenzia dell’Onu che si occupa di giustizia sociale e diritti nel mondo del lavoro, hanno deciso di non lavorare. Lo sciopero è stato messo in pratica dopo la comunicazione di trasferimenti non graditi e arbitrari cambi e riduzioni degli orari di lavoro. Alcuni borsisti del Bureau International du Travail (BiT) hanno espresso solidarietà esponendo dei cartelli e invitato coloro che lavorano all’interno della struttura di corso Unità d’Italia a non usufruire del servizio mensa, un invito raccolto dal novanta per cento degli utenti.

L’anti-Epifania

6 gennaio. Il giorno dell’Epifania, poco dopo i festeggiamenti del milionesimo visitatore della Reggia di Venaria, i dipendenti della Coop Culture che lavorano all’interno della struttura sabauda hanno incrociato le braccia. Hanno deciso di non aspettare in pace la risposta e le promesse da parte del Consorzio della Reggia, della cooperativa e della Regione rispetto alle loro richieste sulle condizioni contrattuali e a proposito delle ore di servizio da svolgere e guastare le previsioni sul flusso di turisti in arrivo per quest’ultimo week-end lungo della tranche delle feste natalizie. Ma la Coop Culture ha precettato ventitrè adetti sotto contratto e chiamato una dozzina di lavoratori esterni alla cooperativa riuscendo così a garantire l’apertura delle mostre e l’accoglienza dei visitatori.

Un altro sfratto a sorpresa

5 gennaio. Mentre la famiglia minacciata dallo sfratto era fuori casa la polizia e i subordinati del padrone di casa, Giorgio Molino, sono entrati nell’appartamento in via Rovigo 22 e l’hanno svuotato dai mobili e dagli effetti personali degli inquilini. Durante l’operazione la signora sotto sfratto è ritornata verso casa, ma non ha potuto avvisare nessuno dello sgombero in corso poichè il suo cellulare è stato requisito al volo dalla polizia.

Otto misure cautelari

3 gennaio. Cinque obblighi di firma quotidiana, un arresto domiciliare e due custodie in carcere (una delle quali ancora una volta per Stefano), sono le misure notificate dalla polizia a chi ha partecipato a una resistenza molto vivace dello scorso ottobre a uno sfratto in corso Regina. Il Pm dell’inchiesta è Manuela Pedrotta, mentre la firma del Gip che l’ha ratificata è di Stefano Vitelli.

Condizioni (di lavoro)

3 gennaio. Il Comune lancia un bando per scegliere cinquanta giovani che collaboreranno con i mediatori culturali di Torino tra l’ufficio immigrazione della Questura e gli sportelli comunali della città. Il progetto chiamato “Giovani per l’Integrazione” prevede un impiego di quattro ore giornaliere fino a raggiungere il tetto massimo di cinquecento in ambienti di lavoro “di conflittualità medio alta”. Il bando però rassicura, “comunque in condizioni di sicurezza garantita”. Il pagamento avverrà in voucher, condizione a cui il Comune di Torino, nonostante le polemiche, non ha potuto rinunciare dato che la Compagnia di San Paolo ha già stanziato solo per il 2017 ben 18 mila euro per finanziarlo.

Attentatofobia

1 gennaio. Al cinema Space di via Livorno inizia la proiezione del film “Passengers”. In sala una famiglia sordomuta di marocchini si scambia occhiate e messaggini per commentare il film. Alcuni spettatori a loro vicini notano i movimenti, si allarmano, si alzano e se ne vanno. Piano piano la sala si svuota; qualcuno chiama persino i carabinieri che una volta arrivati sul posto non possono che constatare l’inesistenza del pericolo.

Perché ce l’hai con me?

28 dicembre. Un operatore della Croce Rossa di ritorno dal centro per senza fissa dimora di piazza Massaua viene circondato da un gruppo di circa dieci persone in zona Porta Palazzo. I dieci, a detta dell’operatore visibilmente ubriachi, bloccano l’auto di servizio sul quale sta viaggiando e la danneggiano scagliandole addosso persino una bicicletta. Il comitato torinese della Croce Rossa afferma che si tratta di un vero e proprio agguato anche se non riesce a immaginare il motivo di tale aggressione. La squadra mobile della polizia di Torino, intanto, svolge accertamenti.

Finanziamenti

27 dicembre. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano per le periferie della giunta Appendino stanziando 18 milioni di euro per gli interventi previsti dal progetto AxTO.  Questi milioni sono solo una parte dei 41 che verranno investiti, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato, nelle zone marginali della città compiendo quella che, con vanto, viene declamata un’operazione di agopuntura urbana.

Senza casa non ci sto

23 dicembre. Diverse famiglie che negli scorsi mesi avevano occupato alcuni appartamenti Atc tra Falchera e Barriera di Milano, bloccano per qualche minuto la rotonda con la sfinge, all’ingresso dell’autostrada di Torino nord. Striscioni, cori, fumogeni e petardi per protestare contro gli sgomberi che da gennaio dovrebbero interessare le case Atc occupate. Lunedì le famiglie assieme al sindacato Asia-Usb si erano sedute al tavolo con Comune e Atc per capire se ci fosse qualche soluzione per risolvere il problema abitativo; alla richiesta di lasciare gli alloggi in attesa di avere le risposte per l’emergenza abitativa gli occupanti avevano ribattuto con un corteo che aveva bloccato per circa due ore i tram alla Falchera.

Lì sì, qui no

22 dicembre. La Città Metropolitana riunita in consiglio ha deciso che il suq, il cosiddetto mercato del libero scambio della domenica, non potrà essere traslocato nell’area del ponte Mosca. L’assemblea ha approvato la mozione presentata da alcuni consiglieri del Pd che nega il comodato d’uso sui terreni dell’ex Provincia dove da inizio gennaio il Comune di Torino avrebbe voluto spostare il mercato.

Partnership

22 dicembre. Le istituzioni della Città Metropolitana hanno intenzione di elaborare un “patto di inclusione” rivolto agli abitanti dell’Ex Moi, con l’obiettivo di ospitare le persone che attualmente ci vivono in delle strutture più piccole e diffuse, proposte dalla Diocesi e dalla Compagnia di San Paolo.  Il progetto prevede in primis il censimento totale degli abitanti, mentre la gestione verrà affidata a un gruppo di Project Management nel quale verranno coinvolti anche dei rappresentanti dei rifugiati dell’Ex Moi.

Le possibilità di una retta

22 dicembre. All’interno del Basic Village di via Foggia, su idea della direttrice dello IAAD Laura Milani, nascerà “La scuola possibile”. Si tratta di un istituto elementare privato dove, in linea con le tendenze avanguardiste della social innovation, i bambini sperimenteranno tempi, moduli didattici, compiti e rapporti con gli insegnanti differenti rispetto al norma scolastica. La retta annuale per iscriversi ammonterà a circa settemila euro.

Sulle bacheche del Palagiustizia

14 dicembre. Nelle bacheche, all’ingresso di svariate aule, nelle scale e nel parcheggio del Palagiustizia sono comparsi diversi manifesti che prendevano di mira il lavoro del Pm Andrea Padalino e del Gip Loretta Bianco, ricordando come “Alcuni pubblici ministeri insieme ad alcuni gip hanno fatto dell’utilizzo di misure cautelari basate su inchieste inconsistenti lo strumento per reprimere qualunque forma di conflitto sociale”.

Fuori e dentro

Diario

 

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Nel pomeriggio della domenica appena passata circa ottanta persone hanno tenuto un rumoroso presidio fuori dalle mura del Cie torinese, ora rinominato per volontà ministeriale Cpr. A protezione di quelle infauste mura i reparti di celere e una schiera nutrita di agenti in borghese hanno anticipato come al solito i nemici delle deportazioni.

Per evitare che sentissero i solidali fuori a tutti i reclusi è stato impedito di uscire dalle proprie aree, ma alcuni ragazzi hanno ben pensato di “darsi voce” da soli iniziando una protesta che ha coinvolto soprattutto l’area bianca e quella gialla, dove sono stati bruciati alcuni materassi; all’interno dell’isolamento invece qualcuno ha lanciato il pasto per terra. La reazione delle forze dell’ordine non si è fatta attendere troppo e la celere è entrata in entrambe le aree spegnendo l’incendio e circondando con caschi e manganelli i reclusi. Questa situazione di stallo è durata circa un’ora e prima di andare via dall’area bianca le forze dell’ordine hanno portato fuori due persone, un marocchino e un nigeriano. I poliziotti hanno poi abbandonato anche l’area gialla, ma per farvi ritorno dopo quindici minuti e prelevare altri tre ragazzi nigeriani perché sospettati di essere gli autori dell’incendio.

Continua a pag. 32500

macerie @ Febbraio 21, 2017

Carità cristiana

Diario

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Giovedì pomeriggio si è tenuto nella sala conferenze regionale di corso Regina un incontro piuttosto interessante: la presentazione del dossier 2017 sui richiedenti asilo della Fondazione Migrantes. Un gruppo sociale così profumato, anzi in odor di santità come solo chi è legato alla Conferenza Episcopale Italiana sa essere.

Non per nulla a barcamenarsi tra statistiche, retoriche dell’accoglienza e preghiere in prosa è proprio il massimo esponente torinese che si potesse tirar fuori dal cilindro, o per meglio dire dalla papalina viola. Ci riferiamo all’arcivescovo Cesare Nosiglia, interrotto nel suo discorso da una decina di nemici delle deportazioni e delle frontiere che, sollevatisi dal pubblico, hanno ricordato a lui e ai presenti in sala il ruolo della Madre Chiesa nella gestione dell’immigrazione in Italia, al netto delle parole edulcorate lì propinate. Il riferimento è soprattutto quello a Le Misericordie Srl che hanno costruito un bel profitto tra la gestione degli Hotspot e dei Cara nel sud Italia.

In questo pomeriggio conferenziale i porporati erano ben accompagnati dai rappresentanti delle istituzioni, non ultima l’assessora regionale all’Immigrazione Monica Cerutti che, mentre le retate per le strade sabaude sono all’ordine del giorno, non smette mai di spremersi le meningi per capire come far sì che siano reclusi solo i senza-documenti che delinquono. Beh, ci viene da dire che in tal contesto abbia potuto ben consultarsi con gli esperti della variazione della pena nei gironi tra purgatorio e inferno; chissà che a breve non abbia l’illuminazione e faccia la sua proposta di detenzione selezionata con sommersi e salvati.

Continua a pag. 32496

macerie @ Febbraio 18, 2017

Le cattive compagnie

Diario

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Poche settimane fa è stata notificata a Chiara una nuova richiesta di applicazione della Sorveglianza Speciale, l’udienza sarà mercoledì 22 febbraio presso il Tribunale di Torino. Già nell’autunno del 2015 la Questura di Teramo aveva ottenuto in primo grado l’applicazione della misura di prevenzione, salvo poi vedersi rispedire tutto al mittente alcuni mesi dopo quando la Corte d’Appello aveva archiviato il procedimento per “incompetenza territoriale”.

Continua a pag. 32484

macerie @ Febbraio 13, 2017

Contro Gepsa

Diario

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Giovedì 9 febbraio, a partire dalle ore 18:30, si terrà un’iniziativa di discussione alle serrande di corso Giulio Cesare 45. Sarà innanzitutto l’occasione per organizzare insieme il presidio di domenica 19 febbraio sotto le mura del Cie, per portare solidarietà ai reclusi che in queste ultime settimane hanno protestato, anche animatamente, contro le condizioni di detenzione. Si vorrebbe poi discutere di Gepsa e del suo ruolo all’interno del sistema di reclusione dei senza-documenti. L’azienda multiservizi è già un colosso della carcerazione privatizzata in Francia e da diversi anni, in Italia, si sta specializzando anche nella gestione dell’immigrazione, amministrando il Cie di Torino e quello di Roma e partecipando al funzionamento del Cara di Milano.

Per prepararsi meglio all’incontro vi segnaliamo qui una raccolta testi di cui vi proponiamo l’introduzione sotto. Invece qui potete trovare il manifesto contro Gepsa da stampare e diffondere e qui il manifesto dell’iniziativa e del presidio.

Continua a pag. 32479

macerie @ Febbraio 6, 2017

Fuochino, fuocherello e non solo (aggiornato)

Diario

 

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È inaspettato il momento in cui, nonostante la calma apparente che striscia in superficie, si manifesta la rabbia di chi è rinchiuso dentro a una prigione per senza-documenti. Dopo qualche mese più o meno quieto, ieri dentro al Centro di corso Brunelleschi è stato appiccato un piccolo incendio a una stanza dell’isolamento utilizzando coperte, carta e asciugamano.

Continua a pag. 32476

macerie @ Febbraio 5, 2017

Caccia al nigeriano

Diario

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Questa circolare del Ministero degli Interni datata 26 gennaio invita (o per meglio dire, ordina) le questure di Roma, Brindisi, Torino e Caltanissetta a riempire i Cie corrispettivi di persone di origini nigeriane entro il 18 febbraio, anche a costo di rilasciare anticipatamente altri reclusi. La disposizione dipende dalla stretta collaborazione nelle identificazioni con l’ambasciata della Nigeria e dalla presumibile organizzazione di un volo charter.

Questo significa che, in linea con la circolare di Gabrielli del 30 dicembre, verranno effettuate, non solo nelle città in questione, retate mirate contro uomini e donne subsahariani con lo scopo imprescindibile della deportazione.

Necessario quindi fare occhio per le strade e diffondere l’informazione.

macerie @ Febbraio 1, 2017

Cie o Cpr, va distrutto

Diario

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Per andare oltre la rinnovata canea mediatica sui Cie (o Centri di Permanenza per il Rimpatrio, possibile nuova nomenclatura discussa al Viminale), vi proponiamo due appuntamenti per continuare ad avere il giusto focus sulla vicenda: sostenere la rabbia dei ragazzi dentro, perché è stata questa nel suo manifestarsi in rivolta a portare negli ultimi anni la macchina delle espulsioni ad avere pochi posti per la reclusione dei senza-documenti.

Inoltre volevamo riportare qualche aggiornamento su corso Brunelleschi. L’area verde sta per essere riaperta dopo mesi e mesi di lavori, in barba al risalto dato ai nuovi proclami di Minniti&Co. su imminenti ristrutturazioni. Riguardo ai numeri, da che sappiamo, pare che i reclusi oggi siano un po’ più di cento con un ricambio tra deportazioni ed entrate quasi sempre alla pari. Proprio giovedì scorso in 27 sono stati prelevati a Torino e rimpatriati in Nigeria con altri connazionali provenienti dal Cie di Caltanissetta, dalla Polonia e dalla Germania. Non a caso la deportazione di rilevanza internazionale con volo Fiumicino-Lagos è stata organizzata in collaborazione con l’agenzia europea Frontex.

In seguito alle 27 deportazioni quasi immediatamente ci sono state 19 nuove reclusioni, tutti ragazzi provenienti da città del nord Italia, specie Milano e Bergamo, in seguito a retate in strada.

Scarica e diffondi il manifesto dell’incontro e del presidio qui.

macerie @ Gennaio 31, 2017

Attraverso la bufera

Diario

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Dopo l’ondata repressiva del 29 novembre scorso, passato un po’ di tempo per mettere le idee in ordine, vi proponiamo un testo che nasce dalla necessità di fare e condividere il punto della situazione. È uno sforzo e un tentativo collettivo di orientamento, di raccontare le tensioni e i progetti che si confrontano con la realtà, di comprensione della bufera che ci circonda. Per riuscire a navigarci attraverso, puntualizzare le sfide che si pongono di fronte e individuare gli strumenti necessari per continuare a lottare.

Scarica qui il pdf, anche nella versione in bianco e nero.

Continua a pag. 32450

macerie @ Gennaio 29, 2017

Round table

Diario

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Sala gremita, visi attenti, sedie semplici e scomode, tutte uguali. Nessuna cravatta, nessun impomatato, l’aria è apparentemente conviviale, anzi verrebbe da dire familiare. E come ogni buona famiglia, tra i festoni colorati ancora appesi al soffitto, ci si appresta ad abbandonare i lasciti delle feste natalizie per testare la saldezza di presunti legami in un sano litigio.

L’assemblea pubblica dello scorso sabato in via Moretta ha visto dialogare tra loro consiglieri e vicesindaco 5 Stelle Guido Montanari con soggetti appartenenti ai più svariati gruppi e collettivi: dall’associazionismo più cittadinista che si è spinto la propaganda elettorale pro Appendino, giù giù fino ai comitati di lotta dei quartieri popolari di Torino (acqua pubblica, No-Zoo Michelotti, sindacati di base, Notav Torino-Cintura, vari comitati di lotta per la casa tra Lucento-Vallette, Falchera e Borgo San Paolo, ecc… per citarne alcuni).  Un’assemblea da tempo programmata, le cui parole d’ordine  dell’appello parlavano già chiaro: “Per un bilancio senza vincoli“. Un bilancio, prima di tutto, nel senso di un tavolo di discussione in cui i delusi dell’Appendino, come sono stati più volte chiamati dalle testate locali, hanno potuto a turno lamentarsi delle promesse disattese in questo primo semestre di governo a cinque stelle.

Continua a pag. 32445

macerie @ Gennaio 28, 2017

Una sorveglianza banale

Diario

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Da qualche giorno sono scaduti per Toshi i dodici mesi di Sorveglianza Speciale affibbiatigli dal Tribunale di Torino, tra poco toccherà a Fabio e tra due mesi scadranno i termini anche per Paolo e Andrea.

Riportiamo le parole di riflessione che il compagno ci ha affidato allo scadere della misura.

Qui anche una versione in pdf.

Una sorveglianza banale

Domani finirà l’anno di Sorveglianza Speciale comminatami il 22 gennaio 2016.
Sono un po’ spaventato, perché ci si abitua proprio a tutto. Dopo un anno strampalato, dovrò riimmaginare e rimodulare la mia vita (cosa che in effetti tutti fanno in continuazione).
Ho deciso di scrivere qualcosa e pubblicarla, un po’ per me – come per tutti gli scriventi, lo scrivere è sempre, purtroppo, fatto personale – e un po’ per lasciare qualche idea, o perlomeno testimonianza, agli sventurati che andranno incontro a questa misura di prevenzione.
Questo testo non sarà di certo uno scritto di analisi tecnica [a riguardo può essere d’aiuto riguardare le motivazioni delle Sorveglianze emesse a Torino nel 2016, tra cui c’è la mia] o di riflessione politica [di cui non so se ci sia bisogno] circa la Sorveglianza Speciale.
Non è mio intento e non ne ho le capacità.
Certo potrebbe essere considerato materiale da cui partire per tali passaggi, certo è anche che non sarò io a farli, qui ed ora.

Continua a pag. 32439

macerie @ Gennaio 26, 2017

Aurora quartiere smart vol.4 - faglie

Diario, Torino domani

 

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In Aurora quartiere smart vol.3 - nuvole tetre, abbiamo parlato di Largo Brescia come una di quelle zone di frattura in cui le nuove politiche della città prevedono l’installazione di poli produttivi, nella fattispecie la Lavazza, in grado di ricompattare le funzioni economiche di  sfruttamento urbano e gli attori sociali ad esse legate lungo direttrici di sviluppo territoriale ben determinate.

Queste direttrici non rispettano quella che si pensa essere la forza centrifuga che dal centro s’irradia per cerchi concentrici al resto della città, alle periferie, ma si stagliano lungo i quartieri a seconda dell’interesse differenziato che questi ricoprono all’interno di un nuovo assetto flessibile di pianificazione urbana, quello che cerca di reimpostare la vita sociale e la sua valorizzazione creando in primis il suo substrato materiale. In questa visione del capitalismo contemporaneo la creazione dell’offerta (termine usato nella sua accezione di mercato) di occasioni di vita differenziate, miste, tra le quali scegliere il proprio percorso di produzione e di consumo, si fonda sulla struttura della “rete”, non solo relazionale ma anche spaziale, con i giusti collegamenti infrastrutturali e, non meno importante, immaginifici tra pezzi di città.

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macerie @ Gennaio 25, 2017

Qualcuno degno di nota

Diario

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Nonostante il freddo pungente gli sfratti non si fermano e così anche i picchetti che si organizzano per resistervi, provando a tener testa alle rigidità invernali. Tra quelli avvenuti nelle prime settimane di gennaio vorremmo raccontarvene uno nello specifico, non perché sia stato particolarmente significativo rispetto ad altri nel suo svolgersi ma piuttosto perché ci siamo imbattuti in un proprietario degno di menzione: il signor Remo Ghirardi.

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macerie @ Gennaio 15, 2017

Tra il proclamato, il realistico e l’effettivo

Diario

 

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L’anno nuovo è iniziato con un gran vociare da parte del governo sui Cie e il rinnovamento complessivo della macchina delle espulsioni. Notevole la mole di notizie che nei primi giorni di gennaio ha occupato le pagine dei giornali; dalle dichiarazioni del ministro dell’interno Minniti sull’apertura di nuovi Cie con il seguito di dichiarazioni critiche e lamentele politiche, alla circolare inviata dal capo della Polizia Gabrielli ai prefetti d’Italia sulle direttive per un controllo capillare del territorio alla ricerca degli irregolari, il tema è al centro del dibattito pubblico.

Tante le cose dette e scritte, ma per capire sul serio cosa c’è dietro i proclami e gli slogan è necessaria un’azione lucida di discernimento tra ciò che è propaganda e ciò che non lo è. Un lavoro non facile da fare tanto siamo abituati a prendere tutto quel che esce dalla bocca dei politici come merda placcata princisbecco.

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macerie @ Gennaio 9, 2017

Aurora quartiere smart vol.3 - nuvole tetre

Diario, Torino domani


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I luoghi di produzione costituiscono la città, il loro profitto è ciò che determina l’andamento dei flussi, e al giorno d’oggi, in maniera sempre più pervasiva, impongono forme di razionalizzazione delle relazioni sociali in cui l’immagine e il marketing del paesaggio della città risultano fondamentali per la sua stessa messa a valore. Nell’odierno panorama torinese due sono gli edifici particolarmente pregni di significato in questo senso: il grattacielo di Intesa Sanpaolo e la Nuvola Lavazza, luoghi che plasmano la materia urbana contemporanea così come la fabbrica forgiò quella del XIX secolo.

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macerie @ Gennaio 5, 2017

Saluti, fuochi e lacrimogeni di mezzanotte

Diario

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Una notte di San Silvestro diversa non si trova certo tra gli eventi del natale taurino: non la canonica Piazza Castello e spumantino, non un calice dentro al tram ristorante, con il brivido sfiorato di un po’ di nausea tra via Pietro Micca e l’antipasto di salmone Km0. Noi che siamo gente semplice veniamo irritati dal fermento del 31 dicembre, non che non ci siano tutti gli ingredienti per pensare che anche il piatto del 2016 sia da lanciare furentemente dalla finestra.

Proprio per questo l’ultimo dell’anno ci piace andare con un po’ di compagni e conoscenti a fare un saluto rumoroso al Cie e al carcere cittadino, perché c’è chi, rinchiuso in quelle prigioni, di piatti (e non solo) dalla finestra (e non solo) ne lancerebbe parecchi.

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macerie @ Gennaio 1, 2017

Non dimentichiamo nessun attacco

Diario

Intorno alle 15:00 è arrivata la notizia che il Tribunale del Riesame ha annullato seduta stante l’ordinanza del 29 novembre e i conseguenti aggravamenti di misura cautelare.

I compagni stanno uscendo dagli arresti domiciliari e a breve anche gli incarcerati saranno fuori dalle Vallette.

Non vediamo l’ora di riabbracciarli tutti ma non dimentichiamo niente.

Presto daremo aggiornamento più corposo della vicenda.

macerie @ Dicembre 16, 2016

Panni Sporchi