Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Da Ferguson a Dallas, e oltre: nuovi fuochi di protesta negli Stati Uniti

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Gli ennesimi omicidi di afroamericani per mano della polizia, il riaffiorare delle proteste di massa nelle strade statunitensi, l’attacco di Dallas contro poliziotti bianchi, riportano alla luce ancora una volta i nodi razziali e di classe su cui si fonda la struttura sociale americana.

Uno sguardo sugli ultimi due anni di lotte negli USA, fra forme inedite di protesta e vecchie suggestioni.

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3 Luglio 1969

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La giornata in cui prese forma la rivolta di corso Traiano e delle vie attigue non venne fuori dal nulla. Ai confini sud di Torino, non solo a Mirafiori, la lotta era già iniziata: all’interno della fabbrica, nei complessi di case popolari, nell’incontro tra operai e studenti.

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Il container e l’orologio

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Partendo dalla lotta dei lavoratori in Francia contro la Loi Travail, i blocchi alle raffinerie e alle discariche e gli scioperi dei trasporti pubblici, una riflessione sulla logistica e sul ruolo chiave che ha assunto in questi anni. Dalla fine del dopoguerra a ora, un excursus che mostra come la logistica da semplice industria del trasporto di cose sia diventata la logica fondante del capitalismo contemporaneo. Capirne i funzionamenti, riconoscerne le infrastrutture e lo spazio che occupano a livello locale e mondiale è allora fondamentale per comprendere le trasformazioni in corso dell’economia globale.

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Sull’inizio della mobilitazione

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Torino è una città che si sta ristrutturando in fretta, che sta affinando i suoi meccanismi di controllo, messa a profitto e sfruttamento in uno spazio urbano in via di trasformazione, frammento dopo frammento, quartiere dopo quartiere. Preoccuparsi della governabilità del territorio e della popolazione è una priorità ormai dichiarata, evidente tanto nella maniera tartassante con cui misure su misure vengono comminate a chi lotta e si mette in mezzo, quanto nell’affinamento di strumenti per reprimere e impedire a livello capillare ogni comportamento non consono a questa gestione dello spazio. È in questo panorama che sta per iniziare la mobilitazione contro i dodici divieti di dimora, un tentativo sia di puntare i piedi per sparigliare le carte in tavola ed opporsi alle decisioni del Tribunale di Torino, sia di portare avanti con forza alcuni percorsi di lotta da tempo presenti in città. Alcuni compagni hanno provato a spiegare i motivi di questa scelta, le caratteristiche e gli obiettivi di questa mobilitazione.

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La storia di Montassar

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Vi proponiamo la storia di Montassar, ragazzo tunisino che fino a qualche settimana fa era in attesa del rinnovo dei documenti di permanenza in Italia. Proprio in questo periodo di sospensione è stato portato al Cie dopo aver aiutato due ragazzi durante un’aggressione.

Ecco l’intervento di sua moglie Loredana andato in onda durante la mattinata informativa di Radio Blackout che racconta lo sciopero della fame, l’isolamento e le condizioni del suo compagno (e di tutti i reclusi) dentro il centro per senza-documenti torinese.

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Sulla messa al bando

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Passata quasi una settimana dalla notifica di dodici divieti di dimora nel Comune di Torino ad altrettanti compagni, la solidarietà inizia a muoversi e stringersi intorno ai messi al bando.

Ascoltiamo gli interventi radiofonici di due di loro per avere qualche dettaglio in più sulla vicenda così da poter puntare i piedi non accettando più misure cautelari che stravolgano le nostre vite.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Oggi doveva andare così

27 luglio. Poco prima delle 8 h i controllori Gtt accompagnano fuori dal bus una donna cinese per farle la multa in quanto trovata senza documenti. Alla fermata di via Bologna scende anche un uomo italiano, colpisce con forza uno dei due ufficiali all’orecchio e dice: “oggi doveva andare così”.

Lungo la Stura

24 luglio. Alcuni ragazzi in attesa dell’esito sulla richiesta d’asilo hanno allestito cucina e tende nello spazio sgomberato nel giro degli ultimi due anni dalle baracche dei rom. Fino a qualche tempo fa dormivano alle Porte Palatine.

Dieci obblighi di firme

21 luglio. Il Gip del Tribunale di Torino Silvia Carosio ha comminato dieci obblighi di presentazione alla Polizia due volte al giorno. Viene contestata ai destinatari della misura un’irruzione negli uffici della Turkish Airlines all’aeroporto di Caselle avvenuta nel settembre scorso, per protestare contro il governo turco di Erdogan ed esprimere solidarietà al popolo curdo. Le accuse per tutti sono di violenza privata e violazione di domicilio, e per alcuni anche resistenza a pubblico ufficiale.

Presidio ai cancelli

20 luglio. Il presidio dei lavoratori dell’azienda Sandretto sita a Pont Canavese, che si occupa della produzione di presse per lo stampaggio di plastica, ha tentato di bloccare lo smantellamento dei macchinari della fabbrica ormai in totale liquidazione. Sono così intervenuti i carabinieri della stessa cittadina e quelli arrivati dalla vicina Cuorgnè per disincentivare gli operai che tentavano il blocco. La ditta a tre anni dal passaggio dal gruppo brasiliano Romi alla holding finanziaria Photonike, nel mese di settembre non garantirà più la cassa integrazione straordinaria agli operai e sta organizzando lo smantellamento della struttura. I lavoratori hanno deciso di presidiare notte e giorno la fabbrica per cercare di non far portare via l’attrezzatura. Ciò che chiedono è il ritorno alla produzione.

La cacca al Tribunale

18 luglio. Nella notte ignoti spiritosi hanno tolto la lettera “i” al cognome di Bruno Caccia sulla targa che dà il nome al Tribunale torinese. Il risultato del vandalismo farà sorridere i più e la Procura, per evitarlo e salvare così il magistrato dallo sfottò, ha fatto rimuovere tutte le lettere del cognome in attesa di ripristinarlo per intero.

Sciopero al museo

17 luglio. La Reggia di Venaria apre per metà a causa dello sciopero di 24 ore dei lavoratori che protestano contro le nuove condizioni contrattuali imposte. Dal 1° agosto Coopculture dovrebbe subentrare all’uscente cooperativa e ha in previsione alcuni cambiamenti tra cui il taglio del personale del 20% sul monte ore esistente e la non applicazione del contratto nazionale di Federculture.

I lavoratori, sostenuti dal sindacato Usb, bloccano la strada verso la Reggia per un paio di ore costringendo i turisti a qualche metro in più a piedi mentre del polo museale resta aperto solo il primo piano.

La conta

24 giugno. Da luglio i banchetti piazzati nella parte di balòn gestita dall’Associazione commercianti saranno numerati e i venditori saranno obbligati ad esporre la merce su plance sopraelevate. Gelato, presidente dell’associazione, spiega “Per chi non può acquistare le plance le metteremo a disposizione noi. Fino a oggi c’è stata la completa anarchia. Gli abiti e l’oggettistica non possono essere abbandonati a terra. Non è sicuro, è brutto a vedersi ed è disordinato”. Lo staff che girerà tra le bancarelle sarà raddoppiato e saranno presenti le forze dell’ordine per il controllo della provenienza della merce.

[…]

Sfratto e bombole

21 giugno. In via Chiusella un padre di famiglia ha deciso di opporsi allo sfratto, bombole del gas alla mano, minacciando di farsi esplodere. Dopo l’arrivo dei vigili del fuoco, l’evaquazione del palazzo, il tentativo dei carabinieri e le insistenze della moglie per convincerlo a desistere, l’uomo ha deciso di abbandonare l’alloggio. Ora si trova ricoverato all’ospedale Giovanni Bosco.

Piccole brecce

19 giugno. Nel tardo pomeriggio una sessantina di nemici delle galere si sono trovati sotto alle mura del carcere torinese per un presidio di solidarietà con i detenuti. Due ore di musica, cori, saluti e fuochi artificiali per fare breccia nella cinta di cemento armato.

Alle poste

9 giugno. Una tanica con 5 litri di benzina viene lasciata nella notte sotto un bancomat delle Poste Italiane in via Montebello. A quanto sembra la benzina non prende fuoco per un difetto nell’innesco.

Saluti e scioperi

4 giugno. Una trentina di solidali si trovano sotto alle mura del Cie per un veloce saluto ai reclusi. Tra di loro c’è Montassar in sciopero della fame da diverse settimane. È  stato portato all’ospedale ma nonostante le gravi condizioni da ieri è di nuovo chiuso in corso Brunelleschi, prima in una cella di sicurezza e poi in una stanza d’isolamento; per questo ha deciso di iniziare anche lo sciopero della sete.

Salvini a Porta Palazzo

1 giugno. Il leader della Lega Nord, in città per sostenere il candidato sindaco Alberto Morano, viene contestato con lancio di pomodori e altri prodotti ortofrutticoli avariati quando si ferma in Piazza della Repubblica per il suo discorso elettorale.

Applicazioni

31 maggio. Nella notte il muro della Scuola di Applicazione dell’esercito in corso Matteotti viene imbrattato con una scritta di diversi metri asserente “ASSASSINI”.

Solidarietà di quartiere

31 maggio. In Falchera, sul margine di Torino nord, è successo che alla minaccia di sgombero da parte della polizia di un appartamento Atc occupato è accorso un centinaio di persone del vicinato a interrompere l’esecuzione. È da poco che una famiglia numerosa è entrata, per poter viverci, nell’alloggio in via delle Querce, vuoto da tempo e depennato dalle liste di assegnazione. A fine mattinata la famiglia rimane, per ora tranquilla, all’interno della casa, la polizia abbandona il luogo, mentre il procedimento di sgombero sarà portato avanti da vigili e Atc.

Sciopero dei netturbini

30 maggio.  Dopo alcune giornate di sciopero, centinaia di lavoratori delle aziende pubbliche e private che si occupano della nettezza urbana sono scesi in piazza  per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti, ormai scaduti da 28 mesi. I manifestanti si sono recati di fronte al palazzo del Comune, lì hanno rovesciato bidoni della spazzatura e bloccato il traffico. Oltre alla richiesta di rinnovo dell’accordo lavorativo, i netturbini chiedono il mantenimento del contratto unico collettivo e maggiori assicurazioni sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

Percorso a ostacoli

23 maggio. Il corteo di sindacati di polizia e commercianti della zona partito da piazza Crispi è costretto a un lungo giro per riuscire a raggiungere il Comune. Infatti, ad attenderli lungo il possibile percorso, sotto alla casa occupata di corso Giulio Cesare c’è un rumoroso presidio di occupanti e solidali; nelle vie attorno compare anche qualche striscione contro le forze dell’ordine. Nel mentre antirazzisti e militanti del circolo della Fai dopo un corteo in quartiere hanno aspettato i tutori della sicurezza nella piazza adiacente a Palazzo di Città, disturbando il loro arrivo.

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Manutenzione ordinaria

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16 maggio. I portici di Casa Aurora, all’angolo tra corso Giulio Cesare e corso Emilia, vengono sgomberati da alcuni senzatetto che vi soggiornavano da mesi; in progetto al piano terra dell’edificio ci sono infatti dei lavori per una palestra. Rispetto ad altri tentativi di sgombero avvenuti in precedenza, finiti con la rioccupazione il giorno stesso da parte dei senzatetto, questa volta sono comparse le transenne a impedire l’accesso al riparo porticato. Sul cartello affisso alle barriere si legge la causale “manutenzione ordinaria”.

Banche e guerra

12 maggio. Nella notte tra mercoledì e giovedì i bancomat di cinque filiali Unicredit vengono messi fuori uso con la vernice. Sui muri adiacenti sono comparse in contemporanea scritte contro le banche e i finanziamenti all’industria della guerra.

Di pomeriggio

12 maggio. Nella filiale della Cassa di Risparmio di Fossano in corso Traiano, poco prima delle 16, entrano in tre mascherati e armati di un sol coltello. Dopo aver rinchiuso i dipendenti in una stanzetta, aspettano l’apertura temporizzata del bancomat e si portano via circa 130.000 euro.

StraTorino

8 maggio. Nella notte ignoti danneggiano le strutture allestite ai Murazzi per la manifestazione podistica cittadina, la StraTorino. Sparisce inoltre anche il motore che avrebbe dovuto avviare l’experience del vento.

Queer contro Israele

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4 maggio. Nella notte compare una scritta sul Cinema Massimo che denuncia la partecipazione per la terza edizione consecutiva dell’Ufficio culturale dell’ambasciata di Israele a Roma al Torino Gay Lesbian Film Festival. Si legge in un comunicato di rivendicazione: “Noi Queer che viviamo in Europa lottiamo ogni giorno contro l’omofobia e l’oppressione nelle nostre città e nello stato di democrazia rifiutiamo che i nostri diritti vengano usati per creare privilegi ai danni delle persone migranti, sosteniamo il popolo palestinese e boicottiamo qualsiasi iniziativa che si presenti con questa faccia e con il marchio di Israele.”

Impatti

2 maggio. Una volante della polizia arriva in via Lombardore all’angolo con corso Novara perché un’auto ha impattato con le altre in sosta. Quando i poliziotti chiedono i documenti, il conducente e suo figlio iniziano a colpirli e spintonarli ripetutamente. Si devono placare all’arrivo dei rinforzi dell’ordine che costringono i due all’arresto per resistenza, lesioni e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

I tempi d’oro dei muri

2 maggio. Inizia la collaborazione tra Comune di Torino e Amiat per la pulizia di muri e monumenti che vengono vergati con scritte e vernice senza autorizzazione. Le squadre specializzate, dotate di pompa ad alta pressione, saranno operative fino alla fine dell’estate quando dovrebbero aver concluso il giro di tutta città.

Primo maggio

1 maggio. Al consueto corteo cittadino del Primo Maggio non mancano le altrettanto consuete tensioni. La polizia, anche quest’anno concentrata a difendere con cordoni di celere il Pd, carica lo spezzone “sociale” in piazza Castello per impedirne l’arrivo in piazza san Carlo dove si sarebbero tenuti i comizi. Poi, quando il palco si è già svuotato, lascia sfilare lo spezzone fino alla piazza. Durante il corteo si registra un tentativo di aggressione al senatore del Pd Stefano Esposito da parte di un giovane munito di tubo di ferro che si era intrufolato nello spezzone del Partito Democratico. Il tentativo fallisce ma il giovane riesce a guadagnarsi la fuga. Un altro ragazzo viene però arrestato durante le cariche in piazza Castello. Pare che il giovane avesse con sé un martello.

Ancora uno spostamento

29 aprile. La giunta comunale approva una delibera con cui sancisce un altro spostamento per il Suq domenicale: dall’area di via Monteverdi, lungo il tracciato del progetto della Variante 200, verrà trasferito a Basse di Stura, nell’area ex-Alfa Romeo vicino a via Botticelli. In sala rossa hanno inoltre firmato la proroga di qualche mese per l’attuale collocazione, presumibilmente fino all’estate, confermando la gestione di ViviBalon.

Pietre contro la volante

29 aprile. Nei pressi di corso Giulio Cesare, un uomo di origini tunisine senza i documenti in regola oppone resistenza al controllo di polizia. Lancia pietre e una bottiglia contro la volante, danneggiandola, ma non riesce ad assicurarsi la fuga. Finisce in manette per resistenza, minacce, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Colpo grosso

26 aprile. All’apertura della filiale San Paolo di Corso Peschiera dopo il ponte del 25 aprile, i dipendenti hanno trovato il caveau svuotato, oltre ad alcune cassette di sicurezza aperte. I ladri pare siano entrati dal retro del palazzo, forando una parete, e siano riusciti ad aprire il caveau violando il codice di accesso, dopo aver oscurato le telecamere. L’entità del bottino è ancora da quantificare, ma a quanto pare l’ammanco ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro.

25 aprile

25 aprile. La mattina del giorno della Liberazione, i25 aprile, gli anarchici imbrattano il monumento ai partigiani: “Solidali con i rom sgomberati”
l monumento ai partigiani di Barca situato su lungo Stura Lazio, all’angolo con via Settimo, appare ricoperto di scritte in solidarietà ai rom sgomberati dal campo che sorgeva poco più in là. Su di esso si legge
“Ieri ebrei e rom, oggi immigrati e rom. Comune nazista. 25 aprile sempre!”. Nella stessa notte, sono apparse delle scritte anche sulla sede di Fratelli d’Italia in Barriera di Milano (”Morte al fascio”) e sui muri della sede della Circoscrizione 1, che aveva dedicato il giorno della Liberazione  ai marò sotto processo in India (”Marò assassini. Partigiani sempre, militari mai”).

Senza far ritorno

24 aprile. In regime di semilibertà, un uomo non fa ritorno al carcere Lorusso e Cutugno. Il condannato per rapina e resistenza risulta così di fatto evaso.

Pugni in carcere

23 aprile. Un detenuto de Le Vallette condannato all’ergastolo prende a pugni un ispettore del braccio sanitario in cui è recluso e poco dopo minaccia con un coltello rudimentale i secondini. Si placa solo dopo una trattativa con l’amministrazione carceraria, la quale lamenta una situazione ingestibile a causa dell’alta concentrazione di reclusi con problemi psichiatrici e sanitari.

Grazie Torino

23 aprile. Primo giorno di lavoro per i ventisette rifugiati che hanno aderito al progetto di messa a lavoro volontario e gratuito nato dall’intesa tra Comune e Amiat. Stamattina i ventisette ragazzi, per lo più nigeriani e pachistani, sono stati raggiunti dal sindaco Fassino e dal vicesindaco Tisi ai piedi del Monte dei Cappuccini, dove stavano lavorando, per i convenevoli di rito. Il progetto prevede sei ore di lavoro per dodici sabati consecutivi; i “netturbini volontari” si occuperanno di tenere puliti spazi e aree verdi in alcune zone della città. I torinesi potranno riconoscerli: indosseranno infatti una pettorina giallo-fluo con la scritta al centro che recita: “Grazie Torino”.

In due fermate

22 aprile. Alberto Morano, candidato sindaco di Lega e Fratelli d’Italia, sale con una comitiva di agenti della Digos, suoi militanti e giornalisti sul tram 4 per mettere in evidenza quanto i mezzi pubblici siano poco sicuri. Neanche il tempo di due fermate che vengono accontentati: al cameraman dell’iniziativa sparisce il portafoglio con documenti, carte di credito e bancomat.

In tutta fretta

21 aprile. In mattinata il noto ufficiale Casaretta si presenta scortato da Digos, proprietario e carabinieri al civico 19 di via Ceresole. Velocemente il gruppo entra in casa, priva l’inquilina del telefono e procede con lo sfratto. All’arrivo di qualche solidale vengono chiamati due blindati dei carabinieri a presidiare portone e via. La signora sfrattata viene scortata dalla Digos presso i servizi sociali che le propongono di cercarsi un albergo per un mese; il conto, forse e poi, lo pagheranno loro.

Un blocco

21 aprile. Un uomo di 72 anni in sedia a rotelle blocca per quasi un’ora la circolazione dei pullman e dei tram a Porta Palazzo. Stufo di aspettare invano un tram della linea 3 attrezzato per caricare la carrozzina si piazza sui binari davanti al mezzo e lo blocca fino a quando non riesce a parlare con un responsabile del Gruppo Torinese Trasporti. Mentre la squadra volanti della polizia tenta di mediare con l’uomo, dietro al primo si incolonnano diversi altri tram della linea 4.

Merde padane

21 aprile. Nella notte compare una scritta su un muro in via Bardonecchia. “Merde padane nelle foibe con le palle mozzate”, questo vergano gli anonimi scrittori e lasciano in basso a destra una stella di Davide e la firma “potere ebraico”. Il deputato della Lega Nord Allasia condanna il gesto e ne approfitta per screditare l’amministrazione Fassino e il Pd, che solidarizza invece con i colleghi per bocca del capogruppo in Sala Rossa Michele Paolino.

Violando…violando

Diario

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Lo stillicidio di misure cautelari contro chi decide di portare avanti iniziative di lotta è oramai routine, eppure sembra che stia diventando altrettanto consueta la coraggiosa scelta da parte di numerosi imputati e imputate di non sottostare ai divieti e agli obblighi imposti. È infatti di poche ore fa la decisione di alcuni dei colpiti da un doppio obbligo di firma giornaliero per una contestazione alla Turkish Airlines di non rispettare la misura, col sostegno e la forza di tutti gli altri imputati. Ancora una volta una misura minore, ossia non detentiva ma comunque funzionale all’allontanamento dai percorsi conflittuali, oltre che costringere a una vita estremamente sotto pressione e con grossi limiti di movimento. La creatività del nemico non smette di stupire.

Continua a pag. 32188

macerie @ Luglio 23, 2016

A sole alto

Diario

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Qualche giorno fa l’ufficiale giudiziario, insieme al padrone di casa e a una volante di poliziotti, è arrivato in via Stradella per eseguire uno sfratto. È già metà mattina e la signora che vive quotidianamente con l’angoscia dello sfratto sospeso da ormai due mesi non si aspettava visite spiacevoli a sole alto.

Nonostante la sorpresa non si è scoraggiata, è rimasta ben chiusa in casa e ha fatto un giro di chiamate così da contattare tutte le persone con cui da mesi si organizza per non perdere il tetto da sopra la testa. Nel giro di poco tempo, infatti, una decina di amici e solidali raggiungono Madonna di Campagna per darle manforte. Salite di corsa le scale, il gruppetto di solidali si trova davanti alla porta insieme ai due agenti e l’ufficiale intenti a convincerla della necessità di lasciare l’alloggio. Tuttavia, vuoi la caparbietà della sfrattanda, vuoi il sostegno ricevuto, vuoi la presenza esigua della polizia, alla fine si riesce a strappare un rinvio con la proprietà, sebbene  informale, che dà un po’ di respiro fino all’autunno.

Nel cuore dell’estate si pensa che gli sfratti non vengano eseguiti ma a quanto pare non è mai il caso di abbassare la guardia, anche perché una reazione pronta e una chiamata veloce possono fare la differenza.

macerie @ Luglio 19, 2016

Maestrale

Diario

 

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Qualche giorno di clamore, poi di nuovo il silenzio: nulla di male per carità, certe attenzioni pelose dei giornalisti non sono più che un fastidio.

A inizio giugno sono state ritrovate tre taniche di benzina collegate a un timer di fronte ad altrettanti postamat di alcuni uffici postali a Bologna, Genova e Torino. Tentavi falliti con ogni probabilità per problemi tecnici ricollegati dagli inquirenti alla lotta contro Cie e le deportazioni.

Qualche articolista con una passione non tanto celata per Jessica Fletcher o avendo ricevuto qualche buona imboccata, ha persino tratto le prime considerazioni inquisitorie: atti di terrorismo con un mandante preciso.

Si sa che da un po’ di tempo Poste Italiane si è conquistata molte inimicizie, e non solo per le interminabili code allo sportello i primi del mese, ma per il ruolo che la compagnia aerea Mistral Air,  di cui e proprietaria dal 2005, ha nelle espulsione dei senza-documenti. La società, fondata nel 1981 dal fu intraprendente Bud Spencer, ereditata dalla TNT per poi passare di mano all’agenzia di missive nazionale, ha conquistato nel 2011 l’appalto da parte del Ministero degli Interni per lo spostamento e il rimpatrio degli stranieri irregolari. Un’attività che è andata crescendo fino a diventare una vera e propria specializzazione. Mistral Air che fino al 2011 portava pacchi e occasionalmente pellegrini cattolici in giro per luoghi di culto, poi, ondata migratoria su ondata migratoria, ha ristretto il campo d’intervento e allargato il profitto. Dalla cosiddetta emergenza “arrivi” a seguito delle rivolte nei paesi nordafricani fino all’ultima che nel bel paese si catalizza a Ventimiglia la compagnia aerea ha avuto un bel da fare.

Continua a pag. 32150

macerie @ Luglio 2, 2016

Se la misura è colma

Diario

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Il Tribunale di Torino non ha esaurito le cartucce, anzi a ritmo serrato le richieste dei Pm trovano giudici pronti a sottoscriverle. Così sull’inizio dell’estate cadono altre misure cautelari a pioggia contro chi partecipa, in una maniera o in un’altra, all’opporsi mettendosi in mezzo a progetti che stravolgono i luoghi e la vita di chi ci abita, a meccanismi di sfruttamento ed esclusione. Dopo i dodici divieti di dimora comminati contro chi ha portato un po’ di letame alla ditta che distribuisce il cibo ai reclusi del Cie di corso Brunelleschi, sono diciannove le misure di diversa natura affibbiate dal giudice delle indagini preliminari di Torino lo scorso 21 giugno a chi ha partecipato a una giornata di lotta esattamente l’anno scorso attorno al cantiere di Chiomonte, lungo i sentieri e le strade della Val Clarea.

Tra le persone coinvolte in questa stretta repressiva c’è gente che in Valle ci vive da sempre, chi ha deciso di passarci attratto dal conflitto, c’è chi ha fatto delle lotte parte principale della propria vita, chi attraverso l’esperienza nell’opposizione alla costruzione dell’Alta Velocità ha cambiato i tempi, le priorità, la socialità nella propria esistenza. Senza alcuna differenza le misure hanno raggiunto chi in maniera ostinata continua a esserci nonostante le difficoltà che la lotta sta passando.

Continua a pag. 32158

macerie @ Giugno 29, 2016

A gambe levate

Diario

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Negli ultimi giorni sono arrivate da dentro le mura del Cie di corso Brunelleschi due notizie che affiancate l’una all’altra palesano le contraddizione che animano questo mai pacificato Centro di reclusione. La prima riguarda sette figuri che accompagnati dall’ispettore, questo giovedì, hanno gironzolato tra i corridoi del Cie per controllare che le condizioni di reclusione rispettino gli standard che la democrazia impone. Ai reclusi hanno detto di essere del Movimento Cinque Stelle e, anche se la notizia non è confermata da nessun giornale, non ci par strano da credere dato che non è la prima volta, e non sarà certo l’ultima, che anime belle e indignate varchino quel cancello e, accompagnati da chi quel luogo lo gestisce, si facciano raccontare di come vada tutto bene.

Continua a pag. 32156

macerie @ Giugno 26, 2016

Nel primo caldo

Diario

 

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All’interno delle mura del Cie di corso Brunelleschi l’afa di questi giorni è ancora più insopportabile. I racconti insofferenti della brutalità della polizia e quelli più sollevati di piccole proteste raggiungono il fuori in maniera frammentaria. Si riceve la notizia da parte di Montassar che, dopo quarantotto giorni di sciopero della fame e circa dieci della sete, ha ricominciato a mangiare e bere, preoccupato dal dolore costante ai reni e dalla necessità di ricorrere inevitabilmente ad una dialisi se il digiuno totale fosse continuato. Per punizione al fatto che ha scelto di opporsi all’espulsione non mangiando gli è stata vietata l’uscita nel campo dove s’incontrano i reclusi delle differenti sezioni. A furia di litigare con i poliziotti, ieri sera, è riuscito a ottenere il permesso di recarsi in questo campo.

Continua a pag. 32152

macerie @ Giugno 22, 2016

Qualche parola in più

Diario

 

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A qualche giorno dall’annullamento dei divieti di dimora ci par necessario dire qualcosa in più delle poche entusiaste righe scritte per darne la lieta notizia.

E partiamo proprio da un convinzione che ci muove da sempre, quello che la lotta paghi.

Paga semplicemente perché lottare contro lo sfruttamento e l’oppressione connaturati al capitalismo ci sembra non solo l’unica cosa giusta da fare ma anche l’unico modo sensato di vivere. Facciamo fatica a immaginare una vita degna di essere vissuta in cui non ragionare, sognare e provare concretamente a creare problemi sempre più grossi a padroni e governanti. E sono proprio la bontà e la validità dei percorsi di lotta che portiamo avanti i criteri attraverso cui cerchiamo di orientare il nostro agire. In tutto questo la repressione, intesa come attività di giudici, Pm e poliziotti nel contrastare le lotte, ha certamente un peso. Si tratta infatti di un elemento che al pari di tanti altri contribuisce a determinare l’andamento dei nostri percorsi.

Continua a pag. 32139

macerie @ Giugno 20, 2016

Per i prossimi giorni

Diario

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In queste poche ore dalla notizia dell’annullamento dei divieti di dimora ai 12 banditi da Torino, ci è capitato di sentirci chiedere da più parti se le iniziative della mobilitazione contro i divieti di dimora ed in particolare il corteo del 18 giugno ci sarebbero stati comunque. Abbiamo subito scritto a caldo che tutte le iniziative in programma si sarebbero svolte normalmente, ma forse vale la pena ripeterlo e spiegarne in maniera un po’ più approfondita i motivi.

Continua a pag. 32140

macerie @ Giugno 16, 2016

A volte

Diario

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Il Tribunale del Riesame ha annullato il divieto di dimora per i dodici banditi accusati di essere andati presso la sede della ormai arcinota Ladisa a restituire un po’ del marciume che quotidianamente forniva ai reclusi del Cie di corso Brunelleschi.

E dopo la decisione dei dodici compagni di non accettare l’ennesima misura repressiva e di violarla quindi pubblicamente, dopo le molte iniziative inserite nella settimana di mobilitazione che hanno portato banditi, amici e solidali in strada, sotto le mura del Cie e del Tribunale nel giorno del Riesame, oggi arriva questa notizia.

Le iniziative previste nei prossimi giorni restano comunque in calendario e ci pare  importante partecipare per tutti coloro ancora costretti sotto misure, per i quattro compagni in sorveglianza speciale da gennaio e per gli altri quattro per cui nei giorni scorsi c’è stata l’udienza d’appello richiesta dai pm.

Per ora però ci concediamo il pensiero che la lotta paga!

macerie @ Giugno 15, 2016

Fuori e dentro

Diario

 

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Un presidio rumoroso da stamattina alle 9 si è trovato davanti al tribunale torinese in occasione dell’udienza di Riesame per i dodici compagni colpiti da divieto di dimora.

Una settantina tra compagni e solidali hanno intonato cori contro queste ennesime misure e per accompagnare l’ingresso al Bruno Caccia di alcuni banditi che hanno deciso di presenziare alla prima parte dell’udienza: giusto il tempo per la lettura di un comunicato scritto tutti insieme per poi uscire subito da quel luogo infausto e tornare al presidio tra gli amici.

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macerie @ Giugno 14, 2016

Alla Falchera

Diario

 

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“Staremo ovunque ci andrà di stare”. Questo affermavano decisi alcuni giorni fa i compagni banditi da Torino annunciando la loro decisione di non accettare i divieti di dimora e restare quindi in città. Così questa mattina di punto in bianco banditi e solidali hanno deciso di rinviare l’iniziativa in programma contro i divieti di dimora e andare velocemente in Falchera dove erano in corso degli sgomberi di appartamenti Atc.

Si arriva a Falchera che il primo sgombero è stato ormai effettuato e alla famiglia buttata fuori di casa è stato concesso - manco a dirlo -  un tugurio temporaneo. Anche nel secondo appartamento, abitato da una famiglia rom, la situazione non appare molto favorevole. Le forze dell’ordine hanno infatti ormai guadagnato una buona posizione:  sotto il portone d’accesso a piano terra stazionano una ventina di agenti della Polizia Locale con manganello di legno ben in vista e a qualche metro di distanza sono poi schierati i loro colleghi della celere per tener lontani i solidali. La donna e le sue figlie affacciate per tutto il tempo al balcone sembrano comunque ben determinate a non andarsene e a non accettare le soluzioni alternative proposte dagli uomini dell’Atc. I solidali dal canto loro discutono sul da farsi e urlano di tanto in tanto slogan contro polizia e Atc e inviti alla donna di non arrendersi.

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macerie @ Giugno 13, 2016

Una giornata in quartiere

Diario

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Un sabato come tanti: le chincanglierie, la merce più differente stesa su banchetti o teli al suolo, ingorghi nelle vie strette e acciottolate, nuguli di gente in strada. Poco più in là la piazza con l’odore di frutta e verdura scaldata dal sole, il frastuono delle urla degli ambulanti, il sudore sulle fronti aggrottate dalla fatica di chi carica e scarica la merce. Un ritaglio di città densamente vissuto quello di Porta Palazzo. Ancora carico di tensioni, al contrario di come se la immaginano coloro che hanno progettato o partecipano al processo di riqualificazione del quartiere.

È sotto la casa occupata tra via Lanino e canale Molassi che ci si incontra con i compagni ritornati in città da pochi giorni a dispetto del divieto affibiatogli dal Gip Pasquariello.

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macerie @ Giugno 12, 2016

Al centro del ciclone

Diario

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Oggi i compagni colpiti da divieto di dimora hanno iniziato a violare la misura. Vi proponiamo il comunicato che hanno letto dai microfoni di Radio Blackout:

È a Torino che abbiamo visto portare via uomini e donne perché non avevano un documento. A Torino abbiamo visto la polizia caricare un corteo di operai che avevano osato ribellarsi.
A Torino abbiamo visto le pattuglie dei carabinieri aiutare padroni e banche a sbattere in strada i nostri vicini di casa in ritardo con l’affitto o con il mutuo.
A Torino abbiamo visto interi quartieri trasformarsi secondo le esigenze dei ricchi sulla testa dei più poveri che li abitano.
A Torino e nelle sue valli abbiamo visto la celere bastonare le persone accampate a difesa della terra in cui vivono.

Ma a Torino abbiamo anche visto decine di persone sollevarsi per permettere a un clandestino di scappare a un controllo e centinaia di facchini tener testa a chi li voleva cacciare dai cancelli del CAAT. Qui abbiamo visto intere vie chiuse dai cassonetti per respingere un ufficiale giudiziario e decine di abusivi riprendersi la piazza sotto gli occhi impotenti della polizia. È a Venaus che le stesse persone bastonate hanno rialzato la testa e spazzato via plotoni di celere riconquistando il terreno perduto.

Se è vero che ovunque soprusi e ribellioni sono all’ordine del giorno, è a Torino che noi abbiamo deciso di coltivare un sogno comune.

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macerie @ Giugno 10, 2016

Il giorno del Riesame

Diario

 È stato fissato il giorno dell’udienza del Riesame. Il primo appuntamento con la Giustizia in cui vedremo se ai dodici compagni banditi da Torino decideranno di togliere il divieto di dimora. Come vi abbiamo già anticipato quel giorno vogliamo essere vicini ai dodici banditi.

Ci vediamo quindi martedì 14 giugno alle ore 9 davanti al Palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele II.

macerie @ Giugno 9, 2016

Carta canta

Diario

 

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Non è certo di nostro gradimento fare l’esegesi delle carte tribunalizie, eppure è sempre necessario cercare di districare la matassa discorsiva con i suoi vari livelli di nodi attraverso cui si costruiscono le inchieste. Come già col caso della  Sorveglianza Speciale a Paolo, Fabio, Andrea e Toshi comminata il gennaio scorso, anche con questi dodici divieti di dimora tardo primaverili si ha a che fare con un impianto accusatorio che, pur stavolta nei limiti di un lavoro piuttosto raffazzonato, offre una piccola lezione di meta-diritto o di ciò che al diritto è sotteso.

Tralasciando la descrizione di come sarebbe andata la contestazione quel 24 ottobre dentro la sede della Ladisa S.p.A. con gli inerenti capi di imputazione di violenza privata per un presunto spintonamento e d’imbrattamento per due sacchi di letame,  è la seconda parte sulle esigenze cautelari e sulla scelta della specifica misura a essere sicuramente la più interessante.

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macerie @ Giugno 8, 2016

Calma e gesso

Diario

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Ultimamente abbiamo dedicato molta attenzione e spazio ai divieti di dimora che hanno colpito dodici compagni. Ultimi di una serie ormai lunga di misure che ha consentito alle autorità di levarsi dalle scatole, e di togliere dalle strade, molti individui che lottano.
Ma l’azione giudiziaria contro chi lotta non è certo l’unico volto con cui si manifesta la repressione. Il continuo abbassarsi dell’asticella, che si manifesta nel sanzionare in maniera sempre più dura pratiche di lotta poco rilevanti penalmente, va di pari passo con l’avanzare dello Stato e l’indietreggiare di chi tenta di resistere nei diversi spicchi della sfera sociale.
L’avanzare della normalità statale è il terreno ideale in cui gli uomini di tribunale possono svolgere la loro attività di contrasto alle lotte senza temere di essere granché disturbati. Non è il lavoro degli inquirenti la causa prima del momento di bassa in cui si trovano le lotte, ma ci sembra piuttosto che la macchina della Giustizia abbia cominciato a macinare misure cautelari su misure cautelari proprio quando le lotte si trovavano già in una situazione d’impasse ognuna per specifici motivi.

Una piccola dimostrazione dell’avanzare della “ragion di Stato” l’abbiamo avuta ieri mattina durante uno sfratto in una via del quartiere Aurora.

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macerie @ Giugno 7, 2016

Panni Sporchi