La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Bancomat

16 dicembre. Firenze. Nella notte va a fuoco un bancomat della Crf-Intesa, in solidarietà con i 4 del 9 dicembre.

Tgv bloccato e imbrattato

16 dicembre. Vercelli. Un gruppo di solidali blocca il Tgv proveniente da Parigi e diretto a Venezia, stendendo una catena sui binari e quindi riempiendo di scritte il primo vagone. Il Tgv bloccato ha subìto un ritardo di un’ora e mezza.

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Italo bloccato e imbrattato

14 dicembre. Roma. Alla stazione Ostiense un gruppone di solidali blocca un treno ad alta velocità Italo diretto a Torino, che è costretto a partire con un po’ di ritardo e diverse scritte sui vagoni.

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Fischietti e pentole

13 dicembre. Rovereto. Raccogliendo l’appello alla mobilitazione in tutti i territori lanciato dal movimento No Tav della Valsusa, i No Tav trentini sfilano per le strade di Rovereto con tamburi, pentole e fischietti. Un corteo rumoroso, quindi, lungo il quale vengono srotolati diversi striscioni in solidarietà ai No Tav in carcere e che indicano il sabotaggio come «compagno di chi lotta».

Spezzone a Trento

12 dicembre. Trento. Durante la giornata di sciopero generale nazionale, uno spezzone del corteo trentino scende in piazza con uno striscione per gli arrestati No Tav. Una grande scritta, più altre lungo il percorso, i manifesti, gli slogan e gli interventi parlano dell’attacco al cantiere e della sentenza imminente per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò. Le banche e le telecamere lungo tutto il cammino vengono imbrattate.

In curva

6 dicembre. Torino. Durante la partita Torino-Palermo compaiono in Curva Primavera due striscioni in solidarietà con i sette compagni in carcere.

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Innesco difettoso

2 dicembre. Firenze. Una bottiglia contenente due litri di benzina viene trovata sulla base di una gru nel cantiere Tav di Campo di Marte. Il mezzo non riporta alcun danno per il mancato funzionamento dell’innesco.

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Striscioni genovesi

22 novembre. Genova. Numerosi striscioni in solidarietà a Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò compaiono su cavalcavia, impalcature e palazzi della città.

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Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

Occupata sede del Pd

3 dicembre. Una quarantina di studenti fanno irruzione nella sede del Pd di via Masserano e la occupano temporaneamente per protestare contro il “Jobs Act”. Dopo l’identificazione di rito da parte delle forze dell’ordine gli studenti lasciano lo stabile. Gariglio, segretario regionale del Pd, si dice dispiaciuto che una sede di partito possa diventare teatro di, seppur pacifiche, proteste.

Percezioni del PD

25 novembre. In via Dina è stata danneggiata la sede del Pd che serve i quartieri di Santa Rita e Mirafiori Nord. La polizia indaga per identificare i responsabili dei vetri sfondati e della svastica tracciata sul muro.

Blitz in Corso Tazzoli

24 novembre. Blitz delle forze dell’ordine questa mattina al campo Rom di Corso Tazzoli. I poliziotti oltre a identificare e controllare tutti gli abitanti del campo hanno anche sequestrato quattro baracche nell’ambito del piano di “superamento dei campi Rom“.

Traslochi a sorpresa

19 novembre. Dalle 7.30 di mattina la porzione di via Cuneo tra c.so Vercelli e c.so Giulio Cesare è chiusa su entrambi i lati da 5 camionette della polizia. Dopo diversi mesi sembra quindi che la Questura abbia riiniziato ad effettuare sfratti a sorpresa in questa porzione di Torino. […]

Neri e Marrone

18 novembre. Cavalcando l’onda delle note vicende romane, alcuni esponenti di Fratelli d’Italia e Lega Nord, capeggiati da Maurizio Marrone, si presentano alle palazzine ex Moi di via Giordano Bruno. Scopo della visita è accertarsi “delle condizioni di degrado delle proprietà comunali occupate”. Un folto gruppo di occupanti e solidali li attende alla soglia e impedisce l’ingressso alla delegazione. Le pagine di cronaca riportano l’avvenimento, suggerendone la gravità — una delegazione di consiglieri comunali scacciati da occupanti abusivi —, le forze dell’ordine si impegnano pubblicamente a garantire l’ordine e la sicurezza in eventuali prossime visite.

Falsità?

17 novembre. Luca Cianfriglia, presidente di Urban, chiede ai cittadini di fare attenzione a dei falsi volantini affissi negli ultimi giorni sulle fermate degli autobus in Barriera di Milano. Nonostante abbiano il logo di questo comitato, promotore della riqualificazione del quartiere, sarebbero infatti dei falsi realizzati dagli anarchici per mettere Urban in cattiva luce. L’opera del comitato viene infatti associata alla speculazione edilizia, agli sgomberi delle case occupate, ai controlli a tappeto sulle linee dei bus e vengono infine sottolineati gli stretti legami con la Compagnia di San Paolo. Ritenendolo un “caso molto grave”, i volontari di Urban si sono quindi prontamente attivati per staccarli tutti.

Test urticanti

18 novembre. Sarà Torino, insieme a Milano, la città in cui le forze dell’ordine inizieranno ad utilizzare lo spray al peperoncino nei servizi di ordine pubblico. La sperimentazione durerà sei mesi, per i primi tre mesi verrà utilizzata un tipo di spray e per i secondi tre un altro, e dovrebbe iniziare a dicembre. Nel frattempo gli agenti saranno impegnati in corsi di formazione di dieci giorni.

Volta Occupato

17 novembre. Il liceo Volta è occupato dai suoi studenti, che dormono all’interno dell’istituto e hanno organizzato dibattiti e incontri per le giornate e concerti per le serate a venire. Il motivo? Oltre all’opposizione alla riforma sulla “Buona Scuola” lanciata dal governo Renzi e al Jobs Act, il continuo venir meno dell’elettricità a causa dell’introduzione di lavagne interattive che consumano grande quantità di energia.

Battaglia elettorale

16 novembre. Via Ancona, sede del consolato romeno e quindi del seggio in cui i romeni residenti a Torino possono recarsi per le elezioni in madrepatria. Alle 20.30 chiudono i cancelli e a una cinquantina di persone che sono restate in fila per tutto il giorno viene impedito di entrare per scegliere il proprio candidato. Il tentativo di fare pressione sui cancelli sfocia in un parapiglia con le forze dell’ordine presenti sul posto sin dalla mattina. Manganelli e lacrimogeni da un lato, bottiglie e cassonetti della spazzatura dall’altro, gli scontri si concludono con l’arresto di un romeno e con quattro feriti, due per parte.

Rolex

15 novembre. In tarda mattinata, a due passi da Piazza Gran Madre, un imprenditore immobiliare se ne sta seduto sul suo Suv Porsche, e dal finestrino parla con una conoscente. Passa un ragazzo, sfila in meno di un secondo il Rolex d’oro dal polso dell’imprenditore, e riesce a far perdere le sue tracce, nonostante il tentativo di inseguimento da parte di un conoscente del derubato, e la pronta telefonata di quest’ultimo ai Carabinieri.

Per un pugno di multe

12 novembre. In via Chiesa della Salute alcuni esercenti cercano di impedire ai vigili di emettere delle multe per divieto di sosta. Visto che i civich non vogliono sentire ragioni, i toni si alzano, mentre un nutrito gruppo di passanti assiste alla scena insultando i “multatori”. All’arrivo di pattuglie di rinforzo, i vigili caricano in macchina uno degli esercenti arrestandolo per resistenza e lesioni mentre l’altro viene denunciato a piede libero.

Paolo e Forgi liberi

12 novembre. Nell’udienza d’appello i due No Tav, arrestati il 30 agosto 2013 poco prima di un’iniziativa al cantiere di Chiomonte, sono condannati a 1 anno e 7 mesi e 3000 euro di multa. In primo grado erano stati invece condannati a 2 anni e 2 mesi e il giudice aveva disposto che rimanessero agli arresti domiciliari. Oggi, dopo 15 mesi di reclusione tra carcere e domiciliari sono quindi di nuovo liberi.

Ritenta

11 novembre. Intorno alle tre, ignoti sfondano la vetrina di una banca in Corso Casale con un carro attrezzi per portarsi via il bancomat. Un passante, però, allerta le forze dell’ordine e i ladri si danno alla fuga, senza il bottino.

Fuan a Palazzo Nuovo

8 novembre. Militanti del Fuan (Fronte universitario d’azione nazionale) provano a piazzare nell’atrio di Palazzo Nuovo un banchetto e cominciano a distribuire dei volantini per chiedere all’Ente per il diritto allo studio l’erogazione di borse di studio solo per gli studenti italiani. Ma, nel giro di una decina di minuti, il tempo di un rapido tam tam, vengono cacciati a spintoni da un gruppo nutrito di studenti antifascisti e antagonisti.

Retata al campo Rom

8 novembre. Gli agenti del commissariato Madonna di Campagna, accompagnati dalla Celere, hanno effettuato un blitz ieri mattina al campo rom di Strada dell’Aeroporto. Nel corso del blitz sono state controllate una sessantina di persone, alcune delle quali sono state accompagnate poi all’Ufficio Immigrazione, e di queste un ragazzo è stato denunciato per violazione della normativa sugli stranieri, non avendo ottemperato a un precedente ordine di espulsione emesso nei suoi confronti.

Fiaccolata contro i Rom

8 novembre. Sono partiti da Via Artom e hanno proseguito su Via Onorato Vigliani per chiedere lo sgombero degli accampamenti di zingari presenti nel parco Colonnetti e per manifestare contro il degrado. Dietro lo striscione «Riprendiamoci i quartieri» hanno sfilato alcuni residenti aderenti a un comitato di quartiere e, con bandiere tricolori e ordinati in cordoni, alcuni ragazzi di estrema destra, soprattutto di CasaPound, accorsi anche da fuori regione, scortati da un ingente schieramento di Polizia.

Taccheggio

7 novembre. Un uomo di 51 anni entra al Penny Market di Strada dell’Aeroporto 72, infila ciò che gli serve nello zainetto e prova a uscire senza pagare. Viene però fermato dal personale addetto alla sicurezza del supermercato, che lo obbliga ad andare in uno stanzino in attesa dell’arrivo della Polizia. L’uomo prova a sfuggire spintonando gli uomini della security, avendo però la peggio, anche perché i clienti del supermercato gli impediscono la fuga. Verrà quindi arrestato per rapina.

Denunciati

6 novembre. Sono stati denunciati due ragazzini che il mese scorso, dopo essere stati pizzicati a rubare della merce dagli scaffali di un supermercato in via Cellini, per non farsi fermare, avevano aggredito a pugni il guardione del negozio procurandogli anche una frattura al volto.

Mostri

1 novembre. Le lamentazioni di un sindacalista della Rsu in Gtt - l’azienda dei trasporti torinese - denunciano l’azione di scatenati teppisti in metropolitana. Questa mattina, lungo il percorso dell’unica linea cittadina, si contano danni in diverse stazioni: vetri infranti e crepati, scritte e danneggiamenti sui convogli. L’identificazione a mezzo telecamere è resa difficoltosa dai travestimenti da mostri, vampiri e lupi mannari. Nessun morso a referto.

Retata al Caat

30 0ttobre. Operazione della Polizia, in collaborazione con l’Ispettorato del Lavoro, al Centro Agro Alimentare di Grugliasco in cui vengono controllate alcune ditte e identificati alcuni lavoratori. Al termine dei controlli, otto uomini sono portati in Questura perchè privi di permesso di soggiorno e tra questi cinque sarebbero stati subito espulsi.

Senza aspettare

30 ottobre. Un detenuto italiano del carcere torinese delle Vallette, con fine pena al 2026, è accusato di aver segato completamente le spesse sbarre e la grata esterna della finestra della sua cella. A renderlo noto vari esponenti di un sindacato degli agenti penitenziari, che si congratulano col Corpo per la reattività e solerzia con cui l’hanno scoperto.

Slow Food

26 ottobre. Al Salone del Gusto una coppia, acquistando pochi euro di merce, riesce a farsi dare da diversi stands resti da cinquanta euro. I due vengono però bloccati e denunciati dalla Polizia, che li trova con quasi settecento euro in tasca.

Non è mai troppo tardi

23 ottobre. Sorpreso a guidare senza patente in una frazione di Agliè, un uomo di 82 anni si rifiuta di scendere dall’auto e tenta di darsi alla fuga a bordo di una Fiat 126. Un carabiniere prontamente aggrappatosi a una portiera dell’auto viene trascinato per alcuni metri. Dopo poco l’uomo viene bloccato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e guida senza patente, la 126 sottoposta a fermo amministrativo e il carabiniere trasportato all’ospedale di Cuorgnè.

All’Olimpico

23 ottobre. Dopo la partita di Europa League, nei dintorni dello stadio Olimpico, un tifoso del Toro tira una molotov verso un plotoncino di Carabinieri. I militari reagiscono e tentano di prenderlo, ma la loro azione viene rallentata da un bidone lanciato da un altro tifoso granata che verrà poi arrestato.

Ancora controlli

22 ottobre. Questa mattina la Polizia ha effettuato controlli a tappeto nel campo Rom di via Germagnano fermando e identificando più di quaranta persone. Il bilancio dell’operazione è di una cittadina macedone espulsa e di due veicoli sottoposti a sequestro amministrativo.

Scritte sulla Iaad

22 ottobre. Sui muri dell’Istituto d’Arte Applicata e Design appare, scritta con una bomboletta spray, la considerazione: «Il design è una merda».

Roulotte

21 ottobre. Intorno alle sette di sera due roulotte del campo Rom di via Artom, lungo le sponde del Sangone, sono andate a fuoco. Non ci sono state vittime, la Polizia Municipale indaga sull’accaduto.

Oro rosso e Frecciarossa

20 ottobre. Il blocco del Frecciarossa, rimasto fermo lunedì per alcune ore alle porte di Torino, è stato causato dal furto di mille metri di rame. Uno dei tanti furti lungo le linee ferroviarie, che solo nel primo semestre dell’anno hanno causato ritardi a 238 treni per oltre 6500 minuti, ma il primo a coinvolgere in Piemonte un Treno ad Alta Velocità.

Lacrimogeni in Piazza Castello

17 ottobre. In mattinata sfila per le strade del centro città il corteo della Fiom per lo sciopero regionale dei metalmeccanici contro il Jobs Act. In coda al corteo qualche centinaio di studenti medi e universitari. In una Piazza Castello blindatissima per il vertice europeo dei ministri del Lavoro, che si tiene oggi e domani al Teatro Regio, numerosi studenti provano a forzare il blocco della polizia. Vengono respinti con un fitto lancio di lacrimogeni e cariche di alleggerimento. Nel frattempo, poco distante, il comizio di Landini continua senza interruzioni. Il bilancio è di 5 fermati.

lunedì mattina

13 ottobre. All’apertura mattutina i dipendenti del supermercato Lidl di via Aosta trovano le vetrine infrante e i muri imbrattati con delle grosse scritte. Da quel che si può capire leggendole, sembra proprio una piccola vendetta contro i guardioni e commessi del market, famosi in tutto il quartiere per i metodi particolarmente violenti con cui trattano chi viene pizzicato a rubare anche solo una fetta di formaggio.

Semaforo bruciato

7 ottobre. Succede a Mappano, all’incrocio con l’ingresso tangenziale Falchera. Nella notte qualcuno dà fuoco alla centralina di un semaforo, le cui telecamere negli ultimi tempi hanno consentito di spiccare più di cento multe contro automobilisti passati con il giallo.

Case ATC da tenere vuote

7 ottobre. Era stato sfrattato a marzo dall’alloggio ATC in cui viveva con la madre, in seguito alla morte di quest’ultima. Da allora, Giovanni, 58 anni, un infarto e due ictus alle spalle, disoccupato, viveva nella cantina del suo palazzo, in corso Agnelli 158. Siccome il suo alloggio continuava a essere vuoto, il mese scorso vi è rientrato, occupandolo. E quando la funzionaria ATC ha suonato al suo portone, oggi, per buttarlo fuori di casa, non le ha aperto e si è incatenato al termosifone. La signora, però, ha fatto sfondare la porta e, dopo un’ora, l’ha fatto portar via in ambulanza.

Tornando indietro

2 ottobre. In serata una ventina di solidali con i senza documenti si raduna sotto il Cie di corso Brunelleschi per un saluto veloce ai reclusi, che ricambiano rumorosi. Dopo dieci minuti di urla e slogan il gruppo si scioglie; lungo la via del ritorno una macchina viene però fermata dalla Digos, subito raggiunta da un’altra pattuglia, per un controllo documenti. Gli amici dei fermati non ci stanno e, dopo aver bloccato per un po’ via Lancia, si riuniscono tutti intorno alla macchina e con cori e battiture sui cassonetti cercano di accelerare le procedure di identificazione.

[…]

Problemi

2 ottobre. Patrizia Alessi, capogruppo della circoscrizione di Aurora per Fratelli d’Italia, ha richiesto tramite un’interpellanza l’intervento dei vigili presso i campi da calcetto di Via Carmagnola 23. Il problema? «Anarchia in via Carmagnola, giovani stranieri padroni dei campi
I giovanissimi usano questi campi in orario di chiusura – spiega Alessi –. E nessuno dice loro niente
».

Retata

30 settembre. Dopo gli sgomberi di questi mesi, stamattina una cinquantina tra vigili urbani e poliziotti fanno irruzione nel campo rom di Lungo Stura Lazio e sottopongono a controllo tutti gli abitanti. Il risultato è di otto veicoli sequestrati e una denuncia. Pare che il blitz sia stato programmato in relazione al tentato sequestro del bambino di Borgaro, poi rivelatosi falso.

“Colpevoli di resistere”

Diario

Dopo due ore di riunione in camera di consiglio, la Corte d’Assise del Tribunale di Torino ha condannato Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò a 3 anni e 6 mesi ciascuno, riconoscendoli colpevoli di aver sabotato il cantiere dell’Alta Velocità, ma assolvendoli dal capo di imputazione principale, quello di attentato terroristico, grazie al quale la Procura aveva chiesto una pena complessiva di 9 anni e mezzo.

Continua a pag. 31048

macerie @ Dicembre 17, 2014

Basse temperature (e un appuntamento)

Diario

Le temperature non si alzano in corso Brunelleschi: nonostante gli operatori si affannino a convincere i reclusi che la caldaia sia stata riparata, l’acqua e i termosifoni risultano appena appena tiepidi. Il guasto al sistema di riscaldamento è avvenuto ormai cinque giorni fa e per oltre tre giorni tutte le aree del Cie, compresi gli uffici amministrativi, sono rimaste completamente al freddo. Di fronte alle risposte impotenti dei gestori del Centro, i ragazzi rinchiusi hanno cominciato ad agitarsi e a minacciare di non rientrare dal cortile; per protesta, nell’area viola, per un giorno il cibo servito è stato rimandato indietro. Il consigliere comunale Michele Curto e il consigliere regionale Marco Grimaldi, esponenti di Sel, dopo essere stati rimbalzati davanti ai cancelli giovedì scorso, previa regolare autorizzazione, sono potuti entrati nel Centro nella giornata di sabato. Seppur il sopraluogo da loro fatto non abbia coinvolto tutte le aree, ciò che hanno visto è bastato alle due anime belle per chiedere la chiusura definitiva del Cie che ospita circa 25 persone.  Dopo la visita dei due politici, sono arrivati immediatamente i tecnici per riparare il guasto. Quindi la caldaia è in funzione ufficialmente da sabato ma, ad ora, da dentro ci fanno sapere che la situazione è ancora insostenibile. La domanda che sorge spontanea è se il guasto sia realmente così difficile e costoso da riparare oppure chi dovrebbe occuparsi di risolverlo prende tempo visto il cambio di gestione alle porte. Infatti con il nuovo anno la Croce Rossa dovrebbe uscire definitivamente di scena per lasciare il posto al raggruppamento temporaneo d’imprese composto da Gepsa e dall’Associazione Culturale Acuarinto.

Intanto, se volete contribuire a scaldare l’aria intorno al Centro, segnatevi questo appuntamento per domenica prossima, 21 dicembre.

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Scarica, stampa e diffondi la locandina dell’iniziativa.

macerie @ Dicembre 15, 2014

Appuntamento per il 17

Diario

Ad un anno esatto dagli arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, e a poco più di una settimana dalla sentenza di primo grado contro di loro, l’accusa di terrorismo viene contestata anche a Lucio, Francesco e Graziano. In carcere da luglio, i tre finora erano accusati “solo” di detenzione e trasporto di armi da guerra, di danneggiamento a mezzo incendio e di altri reati minori cui questa mattina si sono aggiunti anche il 280 e 280bis, l’attentato con finalità di terrorismo. Questa sgradita sorpresa è stata accompagnata dalla perquisizione delle loro celle, con sequestro di vario materiale, e ha comportato anche il blocco dei colloqui. Un familiare e una amica regolarmente autorizzati questa mattina sono stati infatti rispediti indietro e avvertiti che dovranno richiedere una nuova autorizzazione.  Non sappiamo ancora se, come già accaduto per i 4, i colloqui verranno bloccati per un certo tempo o se in questo caso si tratterà invece solo di una breve sospensione. Né al momento è possibile prevedere quando e dove i tre verranno trasferiti visto che l’accusa di terrorismo prevede un regime di detenzione di Alta Sorveglianza.

Continua a pag. 31037

macerie @ Dicembre 9, 2014

Tempi di permanenza e cambi di gestione

Diario

Il 25 novembre è diventata effettiva la legge che fissa a 3 mesi il tempo massimo di permanenza nei Cie. Non era esplicitamente indicata la sorte di quanti, a quella data, risultassero reclusi in un Cie da più di 90 giorni. A distanza di una settimana, ecco qualche dato: al Cie di Bari, su 79 “ospiti”, ne sono usciti 12; la percentuale si alza a Roma e a Torino: a Ponte Galeria su 59 ne sono usciti 22, mentre in Corso Brunelleschi 13 su 28. I poliziotti non sono rimasti però con le mani in mano e la popolazione dei Centri è stata prontamente rimpolpata, pur rimanendo al di sotto del numero di presenze di quando funzionavano “a pieno regime”. A Torino sono attualmente 30 i reclusi; nei giorni scorsi ci sono state alcune espulsioni immediatamente bilanciate da altrettanti ingressi.

Significativa la storia di un ragazzo marocchino che, scontati 4 anni nel carcere di Ivrea, viene portato nel Cie di Torino dove resta per più di 4 mesi. Liberato insieme a tanti altri il 25 novembre, fa rientro a Milano, dove lo aspetta la famiglia, libero ma con in mano un foglio di via che gli intima di lasciare l’Italia entro una settimana. Qualche giorno dopo, incappa in un fermo, proprio sotto casa. Non potendo negare il suo domicilio ed essendo privo di documenti, viene portato in Questura. La solfa è sempre la stessa: con le buone o con le cattive deve lasciare l’Italia. Non avendo abbandonato il Paese con le sue gambe, prima ancora della scadenza dei termini legali, la polizia gli fa di nuovo visita e lo riporta in Corso Brunelleschi.

Continua a pag. 31029

macerie @ Dicembre 5, 2014

Era ora!

Diario

Senza aspettare la scadenza dei sei mesi di custodia cautelare, e quindi la scarcerazione per decorrenza termini, il GUP ha valutato come misura idonea per quanti dal 3 giugno si trovavano in carcere o ai domiciliari l’obbligo di firma due volte a settimana. Escono quindi dal carcere Fabio, Michele, Paolo e Andrea, ma vi rimangono Claudio, Niccolò e Chiara, liberati per questo procedimento, ma reclusi per l’attacco al cantiere di Chiomonte.
Quanti, invece, in questi mesi sono stati sottoposti a obbligo o divieto di dimora, o firme quotidiane, non hanno più nessun tipo di misura.

Nella giornata di ieri, durante l’udienza preliminare, il PM Rinaudo ha invece comunicato un’altra richiesta di Sorveglianza Speciale: oltre che a Fabio, Paolo, Andrea e Marianna, la Procura tenterà di affibbiarla anche a Michele.

macerie @ Novembre 28, 2014

Social housing a Porta Palazzo

Diario

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Oggi sempre più spesso si sente parlare di Social Housing, soprattutto su articoli o inserti di cultura che trattano di eventi in città e contemporaneamente di problemi sociali legati alla questione della casa. L’occhio attento alle retoriche mediatiche potrebbe rimanere non poco stupito dall’accostamento della questione dell’emergenza abitativa a una di attrazione culturale. Viene dunque da chiedersi cosa siano questi fantomatici Social Housing e come sia possibile che riescano a intrecciare discorsi apparentemente così diversi.
Partire dal nome per sviscerare quale sia il loro significato e impatto all’interno della zona in cui si insediano si rivela alla fin fine inefficace perché il termine include progetti molto diversi. Ecco perché piuttosto che analizzarli da un punto di vista complessivo, ci sembra più utile esaminare quali siano i singoli progetti che vanno costituendosi o che sono già in atto, in edifici sotto ai quali ci capita di passare nel quotidiano, per esempio nei giri per la spesa al mercato di Porta Palazzo.

Continua a pag. 31002

macerie @ Novembre 27, 2014

Andrea alle Vallette

Diario

Da ieri Andrea è stato trasferito nel carcere delle Vallette. Non sappiamo se sia stata accolta la sua istanza di avvicinamento, o se invece sia stato trasferito per consentirgli di presenziare all’Udienza Preliminare del processo “3 giugno” fissata per il 27 novembre e ad altre udienze, relative ad altri processi, che si terranno nei giorni successivi.

In ogni caso, il nuovo indirizzo a cui scrivergli è:

Andrea Ventrella C.C. “Lorusso e Cotugno” via Maria Adelaide Aglietta, 35 - 10151 Torino;

Questi invece gli indirizzi degli altri compagni in carcere per la lotta contro gli sfratti:

Paolo Milan C.C. Località Les Iles, 14 - 11020 Brissogne (Aosta);
Michele Garau C.C. strada delle Novate, 65 - 29122 Piacenza;
Fabio Milan C.C. Via del Rollone, 19 - 13100 Vercelli;
Niccolò Blasi C.C. San Michele strada Casale, 50/A - 15121 Alessandria;
Claudio Alberto e Chiara Zenobi C.C. “Lorusso e Cotugno” via Maria Adelaide Aglietta, 35 - 10151 Torino.

macerie @ Novembre 25, 2014

In strada contro gli sfratti a sorpresa

Diario

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Dopo quella che abitava in via Cuneo, venerdì scorso in via Leinì un’altra famiglia è stata buttata fuori di casa senza preavviso. Mentre diverse camionette stazionavano su corso Giulio Cesare, ufficiale giudiziario e uomini della Digos hanno provveduto a riconsegnare l’appartamento al legittimo proprietario, senza incontrare particolari problemi. Sempre nella scorsa settimana poi alcuni agenti in borghese sono andati a ficcare il naso in alcune case in cui lo sfratto è ormai sospeso da qualche mese, chiedendo informazioni e dispensando minacce.

Sembra insomma che dopo alcuni mesi di stallo, in Porta Palazzo, Aurora e Barriera, la Questura stia rimettendo in moto la macchina degli sfratti a sorpresa. E se da una parte hanno ricominciato a spuntare la lista degli sfratti da eseguire senza preavviso, dall’altra ufficiali giudiziari e forze dell’ordine non si fanno certo mancare le occasioni per rimpinguare il loro elenco.

Continua a pag. 31015

macerie @ Novembre 25, 2014

Leggi e lamette

Diario

Dal 25 novembre diventerà effettiva la legge che fissa a 90 giorni il tempo massimo di permanenza nei Cie. Evidentemente grande è l’attesa tra i reclusi che aspettano di vedere quali conseguenze avrà questo cambiamento legislativo. A quanto sembra questa legge non dovrebbe consentire automaticamente l’uscita di chi è rinchiuso da più di tre mesi. L’uscita sarà invece legata alle decisioni delle autorità competenti. Se risulta quindi al momento difficile prevedere quanti uomini e donne potranno uscire nei prossimi giorni dai Centri, è facile ipotizzare che, se le aspettative dei reclusi verranno disattese, la rabbia all’interno dei Cie crescerà notevolmente.

Nel frattempo nel Cie di corso Brunelleschi, in cui sono attulamente reclusi 28 uomini, sabato sera un ragazzo tunisino ingoia due lamette e si cuce le labbra per protestare contro la sua permanenza nel Centro. Portato urgentemente in ospedale rifiuta le cure e viene dunque rispedito nel Cie con le labbra cucite e due lamette nell’addome. Qui le forze dell’ordine gli intimano di scucirsi la bocca se vuole tornare nell’area con i suoi compagni di reclusione. Davanti al rifiuto del ragazzo, i poliziotti lo portano con la forza in isolamento, rifiutandosi di dargli anche le coperte per dormire. Il giorno dopo, domenica, il ragazzo ingoia una terza lametta ma viene comunque lasciato in isolamento fino a questa mattina, quando, per motivi che ancora non conosciamo, viene arrestato e portato quindi al carcere delle Vallette.

macerie @ Novembre 24, 2014

Da Piazza Castello a Borgo Dora

Diario

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Una settimana dopo la richiesta dei PM di condanne a 9 anni e mezzo di carcere per quattro dei sette imputati per l’attacco al cantiere di Chiomonte avvenuto nel maggio 2013, i No Tav si danno appuntamento in Piazza Castello. L’intenzione, ancora una volta, è di stare al fianco di Chiara, Mattia, Nicco, Claudio, Graziano, Lucio e Francesco, di ribadire la propria opposizione al Tav e di difendere la pratica del sabotaggio come strumento di questa opposizione. Lo si è fatto in Italia e non solo, dopo gli arresti e l’accusa di terrorismo, e ancora nella scorsa settimana, in molti modi, ora che la sentenza si avvicina. Dopo la partenza, il corteo imbocca via Po, scende dai Giardini Reali, svolta in Corso Regina e passa da Piazza della Repubblica. Dietro ai tanti striscioni, oltre un migliaio di persone, tra cui anche chi, con gli arrestati, ha condiviso un’altra resistenza, quella contro gli sfratti in città. Vengono lette le dichiarazioni dei quattro, e vengono anche incollate sui muri lungo il percorso. Un corteo comunicativo, quindi, che non sceglie di rivolgersi solo agli avventori del centro cittadino, ma dopo il passaggio vicino alla sede della RAI – si è cantato, forte, «magistrati e giornalisti, siete voi i terroristi!» – percorre strade in cui la repressione quotidiana picchia duro. Anche a Porta Palazzo i militari presidiano il territorio, non a difesa di un cantiere, ma a coadiuvare le forze di polizia in retate contro gli immigrati. Si dà la caccia ai venditori abusivi, ci sono controllori fissi sui mezzi pubblici, insomma, in molti modi si fa la guerra a chi non ha un documento, a chi non ha un’autorizzazione, a chi, più semplicemente, non ha troppi soldi in tasca.
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macerie @ Novembre 24, 2014

Allerta meteo

Diario

 

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Parafrasando un po’ una vecchia canzone si potrebbe dire che non serve certo un metereologo per capire che tempo farà. Come previsioni del tempo potrebbero infatti risultare molto più utili le ipotesi avanzate da alcune inchieste giudiziarie.
Abbiamo già parlato più volte di come gli arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò siano stati, tra le altre cose, un test per verificare la tenuta dell’equazione “sabotaggio=terrorismo” formulata dal duo Padalino-Rinaudo. Un esperimento che a breve sarà sottoposto a un’importante verifica. Se il prossimo 17 dicembre venissero infatti convalidati dalla Corte d’Assise l’impianto accusatorio e le richieste di pena proposte dai Pm durante la requisitoria, questa ipotesi ne uscirebbe notevolmente rafforzata, e risulterebbe quindi ancor più appetibile per altri pubblici ministeri impegnati nel contrasto alla conflittualità sociale.
Un’altra equazione ipotizzata dalla Procura di Torino è quella “picchetto=violenza a pubblico ufficiale” che fa da sfondo alla retata del 3 giugno scorso contro la resistenza agli sfratti nella zona nord della città. Anche questo esperimento è atteso nei prossimi giorni a un importante banco di prova, il 27 novembre è infatti fissata l’Udienza Preliminare che deciderà del rinvio a giudizio e fisserà il calendario delle udienze dibattimentali. Al momento questa formula sembra aver convinto tutti gli esperti chiamati a pronunciarsi a riguardo. Giudice per le Indagini Preliminari e più collegi di giudici del riesame hanno più volte convalidato l’ipotesi della Procura, confermando, grosso modo, le misure cautelari affibbiate ormai quasi sei mesi fa.
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macerie @ Novembre 19, 2014

Misure associative e sorveglianza penale

Diario

6a00d8341ca53353ef0115700e6e99970b.pngDurante i cinque mesi trascorsi dalla retata del 3 giugno abbiamo visto emergere alcuni elementi della strategia della Procura di Torino che inizialmente erano invisibili o semplicemente accennati e che ‒ carta dopo carta, notifica dopo notifica ‒ disegnano una strategia giudiziaria ben più complessa e articolata della semplice equivalenza “picchetti antisfratto = violenza a pubblico ufficiale” sulla quale si fonda l’inchiesta e della quale vi abbiamo già parlato.
Ovviamente non possiamo accedere alle disposizioni di servizio impartite dalla Procura all’Ufficio del Gip o ai Giudici del Riesame, ma è chiaro che la semplice contestazione di reati specifici numerosi ma, singolarmente presi, tutto sommato di lieve entità non le poteva bastare; aggiungervi un reato associativo sarebbe stata una strada impervia che, a Torino come altrove, ha fruttato quasi solo brutte figure agli inquirenti negli anni passati. Attenzione però: ciò che si fa uscire dalla porta in sede di mandato di cattura non è detto che non lo si possa far rientrare dalla finestra in seguito con gli aggiustamenti del caso.
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macerie @ Novembre 17, 2014

Da Tor Sapienza

Diario, Rassegna Stampa

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«Tor Sapienza, esempio di architettura concentrazionaria. Piccolo quartiere disperso nell’immensa periferia romana. Case popolari, edifici disposti ad anello, con un unica via di accesso ed un unico bar come punto di ritrovo. Il centro di prima accoglienza (per minori non accompagnati, richiedenti asilo e misure alternative al carcere minorile) lo hanno piazzato lì, al centro della discarica sociale costruita trent’anni fa, ma è corpo estraneo anche ai codici condivisi del ghetto, unico edificio in qualche modo collegabile allo Stato, altrimenti ritiratosi da questo suo lembo estremo. Un edificio in cui vivono dei poveri considerati privilegiati perché hanno tetto e pasti assicurati.

É in questo luogo, che martedì scorso dopo un’assemblea pubblica una parte degli abitanti ha protestato contro il centro di accoglienza ed alcuni lo hanno attaccato con bombe carta.

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macerie @ Novembre 15, 2014

I numeri dell’accusa

Diario

Nell’Aula Bunker del carcere della Vallette, quattro ore abbondanti di requisitoria sono servite a Rinaudo e Padalino per confermare l’impianto accusatorio costruito contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò. Attentato con finalità di terrorismo, attentato terroristico con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e trasporto di armi da guerra, danneggiamento a mezzo incendio e violenza a pubblico ufficiale sono quindi i reati contestati che tradotti applicando le regole dell’aritmetica penale hanno portato i due Pm a richiedere pene di 9 anni e sei mesi per tutti e quattro i compagni. Per quanto riguarda le parti civili invece, Ltf richiede per l’azione di sabotaggio contro il cantiere di Chiomonte la cifra “simbolica” di 50 mila euro, Sap e Avvocatura dello Stato si sono invece riservate di fare i loro conti successivamente.

Mentre in Aula Bunker si davano tutti questi numeri, un lungo corteo ha attraversato le strade di Torino: uno “sciopero sociale” che ha visto manifestare migliaia di persone in più di 20 città. Sotto la Mole, oltre le scritte, gli slogan e gli interventi che se la prendono con le politiche del governo Renzi su scuola, lavoro e casa, molti sono stati anche quelli dedicati alla lotta No Tav, alla solidarietà con Chiara, Niccolò, Claudio e Mattia e al rilancio dei prossimi appuntamenti in vista della sentenza del 17 dicembre.

macerie @ Novembre 14, 2014

Corrispondenza da Bologna

Diario

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Dopo quello di Corelli a Milano, anche il Cie di via Mattei a Bologna riapre i battenti non più come Centro d’Identificazione ed Espulsione ma come Centro di prima accoglienza.  Su questa riapertura vi proponiamo un contributo arrivatoci da Bologna.

Bologna. Il Centro di via Mattei ha riaperto cambiando veste e da Cie è diventato Cara. Nel febbraio 2013, il Cie di Bologna fu chiuso dopo che diverse rivolte avevano reso inagibili alcune aree e dopo che il consorzio “L’Oasi”, che l’aveva in gestione, aveva smesso di pagare gli stipendi non riuscendo più a trarre sufficiente profitto da una convenzione ottenuta con una gara d’appalto all’estremo ribasso: 20/25 euro a recluso

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macerie @ Novembre 11, 2014

Resistenza a sorpresa

Diario

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Un giovedì mattina come tanti in Borgo Vittoria: sotto un cielo grigio un ufficiale giudiziario che con fogli alla mano gira per le vie del quartiere e delle famiglie che aspettano il suo arrivo con la paura di finire in mezzo a una strada.

Per una di queste, in via Verolengo, l’ufficiale arriva verso le undici del mattino con al suo seguito il padrone di casa e fabbri pronti a cambiare la serratura. Lo sfrattando è già davanti al portone che lo aspetta con qualche amico. Protesta, chiede una proroga anche perché l’inverno oramai comincia a farsi sentire. Ma il padrone di casa non vuol sentir ragioni e l’ufficiale giudiziario chiama dunque la polizia per lasciare che la legge faccia il suo corso. Ma ecco, all’improvviso, una decina di persone, sbucate da non si sa dove, raggiungono lo sfrattando e si piazzano davanti alla porta di casa. Il padrone di casa indispettito chiede lumi sul da farsi all’ufficiale; questi, non troppo sorpreso, si fa da parte e gli spiega che per oggi lo sfratto è sospeso. Ci si rivedrà più in là, un giorno qualsiasi, questa volta all’improvviso e con un bel nutrito numero di poliziotti, per sbatter fuori l’inquilino moroso e ostinato. Un’altra piccola mattina di resistenza, un altro sfratto sospeso sull’agenda della questura. Continua a pag. 30955

macerie @ Novembre 7, 2014

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

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macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

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Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

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macerie @ Gennaio 27, 2014