Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

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Tra incisività ed evanescenza

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La Francia è scossa dalle mobilitazioni contro la Loi Travail; a Parigi ma non solo in centinaia di migliaia hanno scioperato il lavoro, disertato le scuole e riempito le piazze. La componente più agguerrita sembra essere quella degli studenti medi che in queste settimane hanno dato vita a numerosissimi blocchi dei licei e a cortei selvaggi, finiti spesso in scontri con la polizia. Dal 31 marzo poi a Parigi ogni sera centinaia di persone occupano Place de la Republique per discutere e organizzarsi. Questo neonato movimento, chiamato Nuit Debout, trova le sue radici nei cortei e nelle mobilitazioni contro la Loi Travail. Presto però le istanze contro la ristrutturazione del mondo del lavoro si sono allargate andando a sfumare in critiche tanto generiche quanto evanescenti, richiamando alla mente quei movimenti di occupazione di piazze che negli ultimi anni sono sbocciati e morti in diversi paesi d’Europa. […]

Al lavoro, subito!

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È palese l’impossibilità di vivere come prima. A casa nostra è segnata la fine della produzione industriale e della contrattazione collettiva, è il tempo di lavoro flessibile e passeggero. I rapporti che ci legano al capitale ci rendono costantemente affannati dall’idea di rimanere senza un lavoro e senza strumenti per conservarlo se non essendo dei migliori, docili sgobboni. Su più fronti le norme alterano l’abituale rapporto salariale, oramai in crisi: con la riforma della Buona Scuola è stata introdotta l’alternanza scuola-lavoro, migliaia di studenti dovranno andare a lavorare gratuitamente, escludendo molti altri che potrebbero svolgere le stesse mansioni ma retribuite. Agli studenti viene tagliato via il tempo per stropicciare gli angoli delle antologie o di qualche noioso manuale e per essere spaesati e inconcludenti; capitale umano che era solo rendimento potenziale diventa immediatamente produttivo. Il portavoce dell’associazione nazionale presidi rassicura dicendo che sarà attuata una formazione a tappetto. Infatti si tratta di un passo culturale, come sottolineano i rappresentanti del Miur e di Confindustria: la scuola e le aziende devono abituarsi all’idea di essere due mondi contemporanei e amalgamati per l’utilità economica attuale. Asl, musei, grandi aziende private hanno già sottoscritto ed impegnato tantissimi giovani ed entusiasti volontari.

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Attrezzi per l’ordine

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Ogni volta che attentati infrangono l’ordine e la tranquillità delle metropoli dell’Occidente si crea un’onda emergenziale ed i governi si adoperano ad affinare e ampliare il bagaglio normativo che definisce e condanna ciò che è terroristico. Spesso il nuovo corpus legislativo trova la sua più calzante applicazione in uno scenario di vero o potenziale conflitto interno, contro fette di popolazione che potrebbero insubordinarsi o semplicemente svolgere da sé qualche funzione propria dello Stato. E’ capitato da poco che il comma 270 sexies, coniato in reazione agli attacchi nella metro di Madrid, sia stato utilizzato per suffragare la condanna contro sette compagni che lottano contro la costruzione della linea ad alta velocità tra Torino e Lione.
A fianco dell’assemblaggio di un preciso armamentario di codici repressivi si svela il progressivo smantellamento del welfare. Dopo le riforme sul lavoro della Fornero, è la volta del Jobs Act: ai lavoratori pare che non resti che la paura di difendere ciò che avevano.
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Just in time 24h

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Il mondo del lavoro cambia assumendo forme sempre più flessibili e precarie; nuovi sistemi lavorativi si impongono nell’era dell’economia globale. Dai turni notturni nei supermercati torinesi aperti 24 su 24 ad Amazon, gigante della distribuzione che in America si sta sperimentando come piattaforma dove il lavoratore può vendere direttamente la propria prestazione just in time in un sistema di concorrenza totale e di potere di contrattazione inesistente. Vi proponiamo qualche lettura che offre spunti di riflessione per provare ad intravedere le tendenze future e le prospettive di cambiamento di un mondo del lavoro sempre più pervasivo. […]

Attorno a una stazione

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Un racconto sul progetto urbanistico della Variante 200 che corre su un doppio binario: da una parte la percezione, quasi da flânerie contemporanea, che lo spazio costrittivo intorno alla stazione Rebaudengo-Fossata suggerisce; dall’altra, l’analisi che i promotori della città propongono sull’importanza degli snodi ferroviari all’interno delle politiche di rigenerazione urbana.
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Di un’associazione e dei suoi dintorni

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La lotta per la casa si è imposta come uno dei fronti sociali più caldi di questi ultimi anni concretizzandosi attraverso numerosi tentativi di occupazioni a scopo abitativo, molti dei quali andati a buon fine, decine e decine di picchetti davanti ai portoni per resistere agli sfratti, cortei e iniziative di disturbo un po’ in tutta Italia. A ergersi contro chi lotta e a difesa della proprietà e dell’ordine pubblico Questure e Procure che non smettono mai di elaborare ed affinare strategie per fiaccare e affossare le lotte. E da Padova arriva l’ennesimo tentativo in questo senso. Un’accusa di associazione a delinquere che distribuisce 11 misure cautelari ad altrettanti compagni e mette sotto sequestro i locali e l’attrezzatura di RadiAzione, colpevole di dare voce alla lotta. A essere contestati sono i numerosi picchetti a cui i compagni hanno partecipato e alcune occupazioni. Pratiche di cui una lotta come questa non può privarsi, a meno di non accontentarsi di sterili lamentele. […]

La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Colpo grosso

26 aprile. All’apertura della filiale San Paolo di Corso Peschiera dopo il ponte del 25 aprile, i dipendenti hanno trovato il caveau svuotato, oltre ad alcune cassette di sicurezza aperte. I ladri pare siano entrati dal retro del palazzo, forando una parete, e siano riusciti ad aprire il caveau violando il codice di accesso, dopo aver oscurato le telecamere. L’entità del bottino è ancora da quantificare, ma a quanto pare l’ammanco ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro.

25 aprile

25 aprile. La mattina del giorno della Liberazione, i25 aprile, gli anarchici imbrattano il monumento ai partigiani: “Solidali con i rom sgomberati”
l monumento ai partigiani di Barca situato su lungo Stura Lazio, all’angolo con via Settimo, appare ricoperto di scritte in solidarietà ai rom sgomberati dal campo che sorgeva poco più in là. Su di esso si legge
“Ieri ebrei e rom, oggi immigrati e rom. Comune nazista. 25 aprile sempre!”. Nella stessa notte, sono apparse delle scritte anche sulla sede di Fratelli d’Italia in Barriera di Milano (”Morte al fascio”) e sui muri della sede della Circoscrizione 1, che aveva dedicato il giorno della Liberazione  ai marò sotto processo in India (”Marò assassini. Partigiani sempre, militari mai”).

Senza far ritorno

24 aprile. In regime di semilibertà, un uomo non fa ritorno al carcere Lorusso e Cutugno. Il condannato per rapina e resistenza risulta così di fatto evaso.

Pugni in carcere

23 aprile. Un detenuto de Le Vallette condannato all’ergastolo prende a pugni un ispettore del braccio sanitario in cui è recluso e poco dopo minaccia con un coltello rudimentale i secondini. Si placa solo dopo una trattativa con l’amministrazione carceraria, la quale lamenta una situazione ingestibile a causa dell’alta concentrazione di reclusi con problemi psichiatrici e sanitari.

Grazie Torino

23 aprile. Primo giorno di lavoro per i ventisette rifugiati che hanno aderito al progetto di messa a lavoro volontario e gratuito nato dall’intesa tra Comune e Amiat. Stamattina i ventisette ragazzi, per lo più nigeriani e pachistani, sono stati raggiunti dal sindaco Fassino e dal vicesindaco Tisi ai piedi del Monte dei Cappuccini, dove stavano lavorando, per i convenevoli di rito. Il progetto prevede sei ore di lavoro per dodici sabati consecutivi; i “netturbini volontari” si occuperanno di tenere puliti spazi e aree verdi in alcune zone della città. I torinesi potranno riconoscerli: indosseranno infatti una pettorina giallo-fluo con la scritta al centro che recita: “Grazie Torino”.

In due fermate

22 aprile. Alberto Morano, candidato sindaco di Lega e Fratelli d’Italia, sale con una comitiva di agenti della Digos, suoi militanti e giornalisti sul tram 4 per mettere in evidenza quanto i mezzi pubblici siano poco sicuri. Neanche il tempo di due fermate che vengono accontentati: al cameraman dell’iniziativa sparisce il portafoglio con documenti, carte di credito e bancomat.

In tutta fretta

21 aprile. In mattinata il noto ufficiale Casaretta si presenta scortato da Digos, proprietario e carabinieri al civico 19 di via Ceresole. Velocemente il gruppo entra in casa, priva l’inquilina del telefono e procede con lo sfratto. All’arrivo di qualche solidale vengono chiamati due blindati dei carabinieri a presidiare portone e via. La signora sfrattata viene scortata dalla Digos presso i servizi sociali che le propongono di cercarsi un albergo per un mese; il conto, forse e poi, lo pagheranno loro.

Un blocco

21 aprile. Un uomo di 72 anni in sedia a rotelle blocca per quasi un’ora la circolazione dei pullman e dei tram a Porta Palazzo. Stufo di aspettare invano un tram della linea 3 attrezzato per caricare la carrozzina si piazza sui binari davanti al mezzo e lo blocca fino a quando non riesce a parlare con un responsabile del Gruppo Torinese Trasporti. Mentre la squadra volanti della polizia tenta di mediare con l’uomo, dietro al primo si incolonnano diversi altri tram della linea 4.

Merde padane

21 aprile. Nella notte compare una scritta su un muro in via Bardonecchia. “Merde padane nelle foibe con le palle mozzate”, questo vergano gli anonimi scrittori e lasciano in basso a destra una stella di Davide e la firma “potere ebraico”. Il deputato della Lega Nord Allasia condanna il gesto e ne approfitta per screditare l’amministrazione Fassino e il Pd, che solidarizza invece con i colleghi per bocca del capogruppo in Sala Rossa Michele Paolino.

Ospite speciale

13 aprile. Diverse camionette di polizia, finanza e carabinieri bloccano l’accesso al centro dai Giardini Reali fino a via Po, piazza Castello è completamente transennata e chiusa al pubblico mentre vigili e agenti in borghese a ogni angolo danno indicazioni ai passanti sui percorsi alternativi. Nel pomeriggio era prevista la visita nella città sabauda del presidente della Repubblica Mattarella e del suo collega tedesco Joachim Gauck. Il presidente italiano dopo aver fatto un salto in prefettura si è incontrato al Teatro Regio per la sessione conclusiva dell’Italian-German High Level Dialogue.

Picchetto a Rivalta Scrivia

11 aprile. Dalle prime ore del mattino fino alle 12,30 circa duecento lavoratori dell’interporto di Rivalta Scrivia scioperano e bloccano le merci in entrata e in uscita dai cancelli. Protestano contro un piano di ristrutturazione dell’azienda che prevede un centinaio di esuberi. Il blocco ottiene un tavolo di trattativa con la proprietà che si dice disposta a rivedere le carte in tavola.

La taglia-nastri

3 aprile. Nella mattina domenicale alcuni dipendenti comunali ritinteggiano solertemente alcune delle scritte recentemente comparse in piazza Don Albera. Le frasi vergate sui muri riguardano la responsabilità che Ilda Curti ha nell’inasprimento delle condizioni di vita della fascia di popolazione più povera nei quartieri nord di Torino. L’assessora alla Rigenerazione Urbana, infatti, nel pomeriggio ha tagliato il nastro d’inaugurazione della piazza-parcheggio da poco ristrutturata.

Piano B

1 aprile. Due persone col volto coperto da un casco integrale entrano intorno all’orario di chiusura all’ufficio postale di Via Bruino e si fanno consegnare tutti i contanti dalle casse. Una volta usciti, lo scooter col quale erano arrivati non parte. Sottraggono allora il mezzo a un automobilista di passaggio e si dileguano. Il motorino non funzionante e lasciato sul posto risulta rubato.

Cento punti

27 marzo. Nella zona esclusiva del Parco della Mandria dei ladri fanno visita alla villa milionaria di Allegra Agnelli, la quale si trovava fuori casa per le vacanze pasquali. Chi ha messo in atto il colpo ha studiato attentamente come superare il sofisticato dispositivo di sicurezza e ha portato via gioielli, monete d’oro e oggetti di alto valore per una stima totale non ancora accertata.

All’università

16 marzo. Operazione repressiva nei confronti di sette studenti accusati di aver partecipato più volte a proteste contro la presenza del Fuan e della Lega Nord in università. Le misure prevedono sei arresti domiciliari e un obbligo di firma quotidiano.

Do ut des

8 marzo. Firmato il protocollo di intesa tra Comune e Amiat che prevede la messa a lavoro gratuito e volontario di profughi e rifugiati scelti tra coloro che sono già inseriti nel sistema di accoglienza Sprar. Svolgeranno lavori di pubblica utilità affiancando i lavoratori Amiat nella pulizia di aree verdi e marciapiedi. Il vicesindaco Tisi, promotrice dell’iniziativa, commenta: “Si restituisce alla città quanto è stato offerto per l’accoglienza”.

Senza soldi senza fondo

2 marzo. A Settimo l’avviso di sfratto arriva nelle buche delle lettere di parecchi abitanti delle case Atc. L’8% degli inquilini non paga e si sono così accumulati un milione di euro di debito verso l’agenzia che gestisce le case popolari. Da una parte il comitato spontaneo degli abitanti richiama l’attenzione delle istituzioni richiedendo controlli più serrati contro chi occupa gli alloggi senza averne più diritto. Dall’altra, chi ha ricevuto l’avviso di sfratto lamenta l’impossibilità di fruire del fondo sociale perché non può pagare 480 euro, requisito minimo che permette di accedere al servizio.

Carretti e bastioni

29 febbraio. Lo sgombero dello spazio coperto sotto i bastioni che si affacciano su Corso Regina, a fianco delle Porte Palatine, è stato rinviato dopo una trattativa concitata con le istituzioni. All’oggi è l’unico posto dove gratuitamente parecchi commercianti del mercato di Piazza della Repubblica sistemano i loro carretti. Il Comune vorrebbe riprendere possesso dei bastioni poiché è interessato a lanciare un bando per l’utilizzo del posto. Si tratterebbe dell’apertura di locali ristorativi e commerciali.

Buste esplosive

23 febbraio. La prima busta con polvere pirica e un innesco è stata rinvenuta venerdì pomeriggio dalla segretaria di una agenzia assicurativa negli uffici di via Bogino, in centro città. Nello stesso giorno, in Puglia, sono arrivate altre due buste; i destinatari sono ditte che si occupano di trasporto via mare, Asco di Bari e Morfini di Molfetta. Ieri è stata bloccata una missiva simile a Bologna, presso il centro meccanografico postale. Anche questa era indirizzata verso un’azienda pugliese. Il filo rosso teso tra le ditte destinatarie delle lettere è che parte dei loro introiti derivano da lavori e collaborazioni legati alla gestione dei Centri per senza-documenti.

Cataratta

22 febbraio. Dopo mesi e mesi di attesa, visite al pronto soccorso ed errori di protocollo, ieri il signor G. è stato convocato all’ospedale Oftalmico per essere operato e risolvere il problema della cataratta. All’appuntamento programmato per l’operazione ha dovuto ancora aspettare fino a ricevere la notizia dell’annullamento del suo intervento poiché un paziente con una patologia più grave aveva preso la precedenza. Accompagnato dalla moglie, ha così deciso di occupare l’entrata dell’ospedale lamentandosi della situazione estenuante: la malattia agli occhi sta compromettendo il suo lavoro di magazziniere. Alle 19 i signori hanno lasciato l’ospedale e concluso la protesta ma per l’operazione dovranno aspettare la fine di febbraio.

Accordi

22 febbraio. Studenti e professori protestano di fronte alla Rai contro il modello di alternanza scuola-lavoro attuato con la riforma “Buona Scuola” che rende obbligatori i tirocini per tutti gli studenti degli ultimi tre anni di superiori per almeno 200 ore all’anno. A scatenare la protesta il congresso organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e dall’Unione Industriale al quale partecipano dirigenti di Confindustria e di imprese che operano sul territorio con lo scopo di sottoscrivere un protocollo di intesa con presidi e professori delle scuole piemontesi.

Per l’aereoporto

17 febbraio. A fine mattinata un ragazzo si è avvicinato all’ingresso della questura in via Grattoni e ha chiesto informazioni a un agente su come arrivare all’areoporto di Milano. Mentre il poliziotto gli rispondeva, il ragazzo, di origini pakistane e con dei precedenti, ha cercato di estrargli l’arma d’ordinanza dalla fondina ma è stato subito immobilizzato dai vari agenti presenti. È già arrivata la condanna a sei mesi con la condizionale alla quale si aggiungono 120 euro di multa.

Sgombero in via Mantova

16 febbraio. A poche settimane dallo sgombero della palazzina occupata di via Modane, le camionette della polizia, di buona mattina e con lo stesso scopo, si sono presentate anche in Barriera di Milano. Lo sgombero ha riguardato l’occupazione di via Mantova, in piedi da tre anni. Tutte le persone che ci abitavano hanno rifiutato le provvisorie soluzioni abitative offerte dal Comune.

In onda

14 febbraio. Nasce TgROM Piemonte, una web tv che si propone di fare informazione intorno alla comunità rom. Finanziato dalla Compagnia di San Paolo, che a questo proposito ha stanziato circa 21 mila euro, il progetto è stato pensato dall’associazione torinese IdeaRom e sarà in collaborazione con NuovaSocietà sotto la direzione del giornalista Andrea Doi. La Compagnia di San Paolo finanzierà altri 15 progetti scelti tra i 155 presentati attraverso il Bando Giovani. Luca Remmert presidente della Compagnia afferma: «Da molti anni sosteniamo iniziative per contrastare le diverse forme di disagio giovanile e per stimolare la partecipazione attiva dei giovani nella vita delle loro comunità».

Dessert flambé

13 febbraio. Intorno alle 22, una pattuglia di vigili urbani stava cenando in un ristorante nei pressi di corso Grosseto. Alcuni ignoti vedendo il Fiat Doblò d’ordinanza parcheggiato là fuori, tentano invano di aprire il portellone posteriore e poi danno fuoco alla vettura.

Fughe

11 febbraio. Un automobilista, nei pressi di corso Giulio Cesare, non si ferma ai controlli stradali della polizia municipale. Effettuato un controllo sulla targa del trasgressore e appurato il fatto che gli fosse scaduta l’assicurazione, i civich lanciano la segnalazione alla centrale e provano a fermarlo di nuovo in via Bologna. Tuttavia, ancora una volta, l’autista non in regola ignora l’alt delle forze dell’ordine e tira dritto. Nella fuga investe persino un agente in moto intento a raggiungerlo. Per ora non risulta siano riusciti a fermarlo.

Tre su tre

10 febbraio. Un uomo sale sul pullman 49 e si posiziona sul fondo del mezzo pubblico. Due controllori GTT gli si avvicinano per chiedere il biglietto di cui l’uomo, di origini egiziane,  è sprovvisto; così i due lo fanno scendere dal pullman e si apprestano a fargli la multa. L’uomo consegna il permesso di soggiorno e 25 euro per pagare subito la sanzione ma mentre uno dei due controllori sta compilando la ricevuta di pagamento l’uomo lo colpisce con un pugno per riprendersi i soldi e poi cerca di strappare dalle mani dall’altro anche il proprio permesso di soggiorno, ma inutilmente. Dopo poco arriva una pattuglia della polizia che porta l’uomo in Commissariato mentre i due controllori vengono accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria.

Si tratta della terza aggressione ai danni di controllori GTT in tre giorni.

Reazioni e scioperi sui generis

8 febbraio. In tarda serata, all’altezza di piazza Rivoli, un borghese GTT chiede il biglietto a una donna che pur possedendolo non lo aveva timbrato. Quando il controllore la conduce fuori dal mezzo per l’accertamento dei documenti e la stesura del verbale, la donna prima si rifiuta di dargli le carte e poi lo aggredisce strattonandolo e graffiandolo. L’arrivo della polizia la costringe alla calma e a una denuncia. Rispetto alle ripetute vicende simili, tuona Damiano de Padova dell’Ugl: “È ora di dire basta, l’opinione pubblica certamente comprenderà la necessità dei prossimi scioperi di categoria, con la speranza che le prossime votazioni comunali portino un radicale cambiamento all’interno delle partecipate”.

Shopping da Eataly

8 febbraio. Un signore attempato entra nel prestigioso supermercato di Farinetti e sotto al giaccone nasconde vari prodotti alimentari per poi avviarsi verso l’uscita. Quando l’addetto alla sicurezza insospettito dall’incedere impacciato lo ferma e trova la merce, l’uomo inventa che la moglie lo starebbe aspettando fuori con lo scontrino che lo scagionerebbe. Una volta usciti fuori non c’è nessuna donna ad attendere e alla chiamata del vigilante al 113, il ladro risponde colpendolo con una testata. Non riesce però scappare e viene arrestato per rapina dalla sopraggiunta polizia.

Sassaiola

6 febbraio. In via Germagnano un’auto della polizia municipale viene raggiunta da una pioggia di sassi mentre effettua dei controlli stradali. La sassaiola ferisce una vigilessa e raggiungendo anche il cristallo anteriore dell’autovettura fermata per un controllo procura lesioni alla donna dentro al mezzo. Gli autori del fatto risultano ignoti.

Avvisi di garanzia

5 febbraio. In mattinata la Guardia di Finanza perquisisce diversi appartamenti tra Torino, Cuneo e Roma e le sedi dell’associazione Terra del Fuoco e della cooperativa Valdocco. Ai rispettivi presidenti Oliviero Alotto e Paolo Petruccio vengono notificati degli avvisi di garanzia per turbativa d’asta mentre al noto palazzinaro Giorgio Molino vengono contestati diversi abusi edilizi relativi allo stato in cui si trovano gli appartamenti di sua proprietà in corso Vigevano, dove sono state messe alcune tra le famiglie rom sgomberate dal campo di lungo Stura Lazio. Terra del fuoco e Valdocco fanno parte di quel raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto il bando del Comune da 5 milioni di euro per l’attuazione del progetto “la città possibile” che ha portato allo sgombero del campo lungo lo Stura . Gli alloggi scelti per il progetto, di proprietà di un’agenzia facente capo a Molino, erano fatiscenti e spesso senza i requisiti di abitabilità.

Tagli

4 febbraio. Una numerosa fila di dipendenti della Camera di Commercio, delle aziende speciali Torino Incontra e Laboratorio chimico e di Unioncamere Piemonte ha occupato i marciapiedi da piazzale Valdo Fusi fino a piazza Castello, dove i lavoratori hanno incontrato il Prefetto. Protestano contro un decreto legislativo in discussione al Consiglio dei Ministri a Roma che prevede, se approvato, tagli al personale dell’ente camerale e l’accorpamento delle aziende speciali.

Fuori dalle mura

3 febbraio. In serata alcuni solidali con i reclusi improvvisano un saluto sotto le mura del Cie di corso Brunelleschi. Per qualche minuto grida di libertà  e cori danno un po’ di forza a chi è costretto dietro le sbarre.

Sgombero in via Modane

2 febbraio. Intorno alle 8 del mattino l’occupazione di via Modane 5 viene circondata da camionette della polizia per eseguire lo sgombero. I vigili del fuoco hanno fatto da apripista, buttando giù le barricate e consentendo alle forze dell’ordine l’ingresso nello stabile. La piccola palazzina era stata occupata nello scorso dicembre in seguito a un altro sgombero, quello di un edificio in via Collegno. Un presidio di solidali si è ritrovato là vicino per sostenere gli occupanti durante le procedure di identificazione mentre per prevenire qualsiasi atto di protesta gli agenti in antisommossa hanno presidiato anche la sede della Circoscrizione 3 di San Paolo.

Fiaccolata

29 gennaio. Una fiaccolata di quasi duecento persone parte dall’incrocio di corso Grosseto con via Chiesa della Salute per ricordare Ciro, un uomo investito lì vicino, il 29 dicembre scorso, da una macchina di agenti in borghese. In coda al corteo, che dopo corso Grosseto attraversa diversi isolati in via Lulli e via Lanzo fino ad arrivare in un parchetto nelle vicinanze di casa di Ciro, ci sono una decina di carrattrezzi con i lampeggianti accesi guidati da alcuni dei suoi colleghi.

Dentro il confine

Diario

 

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La settimana scorsa alla Scuola per benestanti scrittori di Baricco, l’Urban Center Metropolitano ha organizzato una serie di incontri per raccontare lo sviluppo urbano di Copenaghen, Rotterdam, Marsiglia e - il “caso” vuole -  Lione, ricollegandolo a quello del capoluogo piemontese. Il titolo alquanto evocativo OLTRE IL CONFINE - Ritratti di 4 città europee per Torino, a richiamare la fluidità e la vicinanza prospettica delle metropoli all’avanguardia, ci fa rabbrividire. Tuttavia riteniamo sia sempre importante - stomaco permettendo - andare a buttare un orecchio per sentire dal vivo i discorsi sugli orizzonti strategici, effettivi o anche solo retorici, che governanti e padroni portano avanti sulla nostra pelle.

Continua a pag. 31988

macerie @ Aprile 27, 2016

Mercati e carretti

Diario

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Che fosse in atto una ristrutturazione nella gestione dei mercati torinesi è chiaro da tempo. Stavolta non ci riferiamo a quello un tempo irregolare della domenica, in continua diaspora nelle zone dismesse a nord della città dopo la cacciata manu militari da Porta Palazzo, né alla nuova gestione del Balon, diventato grazie a un continuativo lavoro di marketing una delle immagini principali della città estetica, dispositivo per attirare investimenti nel tessuto urbano.

All’attenzione dei governanti sono da tempo anche i quarantadue mercati rionali e quotidiani, frutto nei decenni delle trasformazioni demografiche della città, dell’esigenza capillare di distribuzione di generi di prima necessità nella città industriale che fu. Ma se un tempo la funzionalità economica del mercato era quella di offrire vettovaglie e capi d’abbigliamento alla portata delle magre tasche operaie, oggi non è più così. Qualcuno nel corso degli ultimi anni è stato soppresso come quello di via Plava a Mirafiori Sud, altri ridotti a qualche banco due giorni alla settimana come nel caso di piazza Crispi, mentre altri ancora sono oggetto di progettualità più elaborate come il rifacimento della piazza gestito da Urban Barriera nel caso del mercato Foroni. In questo ridimensionamento generale spicca invece la nascita del Mercato Metropolitano nella vecchia Porta Susa, trasformata in piattaforma commerciale e chic di prodotti la cui eccellenza sbandierata è nettamente superata dagli esosi prezzi.

Continua a pag. 31982

macerie @ Aprile 14, 2016

Una domenica d’aprile

Diario

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Sotto un sole primaverile si è svolto ieri il presidio mensile in solidarietà con i reclusi del Cie torinese: un centinaio di persone per oltre due ore hanno occupato il prato fuori dalle mura del Centro e con urla, interventi e musica hanno tenuto compagnia a chi è rinchiuso.

La polizia, che ultimamente si era fatta più pressante, stavolta deve arretrare e tornare lungo il perimetro della struttura lasciando ai solidali tutto il prato per muoversi. Ma se stavolta i rapporti di forza sono a loro sfavorevoli, l’atteggiamento non sembra essere cambiato e se il presidio si svolge deciso e senza problemi, qualche solidale quando tutto è stato ormai smobilitato incappa in un controllo non previsto. In due si erano infatti attardati in zona, in attesa di cenare e sostavano ancora su una panchina sotto le mura del Cie, chiacchierando tranquillamente, quando da dentro hanno sentito delle urla alle quali hanno risposto intonando “Libertà!”. La reazione della solita pattuglia fissa, che aveva già preso il posto delle numerose camionette mobilitate per il presidio, è piuttosto agitata e i due pensan bene di togliersi dalla vista e andar quindi a consumar la cena in un ristorante cinese lì vicino. E già stavano per ordinare quando la polizia si presenta al tavolo chiedendo di fornire i documenti. I due sono stati poi portati all’interno del Cie per essere perquisiti e sono stati rilasciati solo qualche ora dopo.

Continua a pag. 31975

macerie @ Aprile 11, 2016

“Corollari” della questione casa

Diario

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Retro dei palazzi di via Carlo Noè negli anni settanta

Giovedì scorso la mattinata per Aurora non è stata caratterizzata solo dal viavai consueto per le vie intorno alla piazza del mercato di Porta Palazzo e dallo sferragliare continuo del tram. Infatti chi passava in corso Giulio Cesare si è ritrovato davanti camionette e celerini a bloccare interamente via Carlo Noè. Non che la presenza anche massiccia della polizia desti stupore da queste parti, ma senza un apparente disordine per la strada, è venuto subito spontaneo pensare che il loro problema dovesse riguardare qualche “irregolarità abitativa”.
Di primo acchito questa scena di poliziotti poteva suggerire a un occhio avvezzo alle dinamiche repressive di questo quartiere l’esecuzione di uno sfratto a sorpresa, la conclusione cioè dell’incidente di esecuzione previsto dall’art. 610. E invece no. Dalle chiacchiere con conoscenti della zona prima, da qualche trafiletto giornalistico poi, è emerso che cotanto dispiego di forze dell’ordine riguardava un’operazione a cura del commissariato Dora-Vanchiglia in combutta con gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine, del resto come già successe nel 2009. L’obiettivo ufficiale? Controllare quante fossero le inadempienze alle norme abitative in un comprensorio di quarantatré appartamenti e due esercizi commerciali.

Continua a pag. 31969

macerie @ Aprile 9, 2016

Picchia e ripicchia

Diario

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Da quando la struttura in corso Brunelleschi ha aperto migliaia di persone sono state rinchiuse tra quelle mura. Negli anni le leggi sull’immigrazione sono cambiate così come pure la funzione che certi luoghi detentivi dovevano avere all’interno del sistema di gestione dei flussi migratori. Nonostante l’evolversi della legislazione sulla detenzione amministrativa, per chi nei Cie ci è finito, anche quando ancora venivano chiamati Cpt, la violenza della carcerazione è sempre stata la stessa.

Proprio per questo, negli anni, i reclusi hanno tentato di ribellarsi sempre più spesso. Le pessime condizioni di detenzione, i soprusi della polizia e degli operatori, la rabbia per essere rinchiusi solo per non avere i documenti in tasca hanno dato ai reclusi la spinta per lottare: a volte come potevano con scioperi della fame, atti di autolesionismo, rifiuto del vitto; in altre, con maggior forza e organizzandosi insieme, hanno dato vita a evasioni, resistenze alle espulsioni, rivolte e incendi. In tanti o in pochi, organizzati o meno, la voglia di farla finita con i Cie ha sempre animato le persone rinchiuse.

La realtà, del resto,  parla da sé. Basti pensare che i pochi Cie in funzione al momento in Italia versano in pessime condizioni e da Crotone a Torino passando per Roma e Bari, i reclusi si rivoltano di continuo danneggiando e bruciando le gabbie in cui sono costretti.
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macerie @ Aprile 5, 2016

Recalcitranti

Diario

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Da un po’ di tempo avvicinarsi alle mura del Cie di Corso Brunelleschi per portar diretta solidarietà a chi vi è rinchiuso e ripetutamente si ribella è diventato arduo. Lo spazio dove i solidali si radunano una volta al mese animando i presidi e da dove si avvicinano per fare dei rapidi e rumorosi saluti è stato man mano rintuzzato dalla polizia. Durante i presidi i poliziotti in assetto antisommossa e borghesi stazionano ormai a due passi dai presidianti, impedendo anche così il lancio di qualsiasi messaggio o strumento di sostegno e solidarietà verso i reclusi. Nel momento in cui ci si avvicina alle recinzioni per un veloce e fragoroso saluto c’è il rischio di essere intercettati dalla volante che ormai da mesi sorveglia a tutte le ore i pressi del Centro, per essere poi rincorsi, fermati e perquisiti dai rinforzi chiamati all’occorrenza.

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macerie @ Aprile 1, 2016

Pace e baracche

Diario

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Sgusciando fuori da Porta Palazzo verso nord, appena oltre il ponte Mosca, si apre un ritaglio di terra e sterpaglie recintato da una rete verde su cui da anni, a stagioni alterne, appaiono cartelli che di volta in volta ne annunciano la vendita. Si tratta di ventimila metri quadri, in gran parte edificabili, di proprietà della Città Metropolitana di Torino e situati in una posizione strategica, a pochi passi dal centro cittadino. Un’occasione per chiunque possa avere dei piani ambiziosi che facciano perno sul processo di imbellettamento e rigenerazione che sta mettendo le radici in questa parte di città. Ma forse i tempi non sono ancora maturi.

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macerie @ Marzo 31, 2016

Sempre lui

Diario

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Negli ultimi mesi le testate locali del capoluogo sabaudo hanno riportato quotidianamente dati degni di nota per quanto riguarda quella che viene definita “l’emergenza casa”. Non che non fosse già sufficientemente chiaro - e non certo per i trafiletti di quello o di quell’altro giornale -  che gli sfratti a Torino sono tutt’oggi in continua crescita e che in aggiunta si sono moltiplicate le situazioni critiche corollarie al problema della casa. E sì, perché a sottendere l’articolato immaginario degli ultimi anni di una città che riparte di buona lena, c’è una realtà che parla di condizioni di vita sempre più risicate per una grossa fascia di popolazione. Una realtà in cui si perpetua una guerra endogena e continua a tutti coloro che non hanno gli strumenti per inserirsi nel nuovo ciclo economico e nelle maglie del nuovo welfare, promosso dall’amministrazione pubblica e organizzato dal capitale privato. Così, a fianco a chi non può più permettersi un tetto sopra alla testa, cresce il fronte dei morosi che non riescono a sostenere le spese delle utenze, quelle condominiali o del riscaldamento. Uno dei tanti esempi è quello macabro ma chiaro dei morti per colpa di soluzioni di ripiego al sistema canonico di riscaldamento.

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macerie @ Marzo 27, 2016

Chiara libera!

Diario

Dopo Claudio, Mattia e Niccolò anche Chiara è finalmente libera. La sua liberazione è stata un po’ più complicata di quella dei suoi tre compagni: la revoca degli arresti domiciliari ad opera dei giudici del Tribunale di Torino è stata infatti preceduta di qualche giorno da quella dei giudici della Corte d’Appello dell’Aquila che le hanno tolto la Sorveglianza speciale appioppatale lo scorso settembre. I giudici abruzzesi hanno ravvisato un’incompetenza territoriale del questore di Teramo a richiedere la misura di prevenzione, dato che la maggior parte dei “comportamenti disdicevoli” alla base della Sorveglianza speciale di Chiara erano stati messi in atto a Torino.

E già che siamo in tema di comunicazioni tribunalizie ci sono state novità anche rispetto alle beghe giudiziarie per la resistenza alla retata del febbraio 2015. In primis c’è stata la sentenza per Erika, Paolo, Luigi, Marco e Toshi: Erika è stata assolta mentre i quattro compagni sono stati condannati a sette mesi, pena che hanno già interamente scontato in custodia cautelare.

Agli altri quattro compagni che per la medesima resistenza erano stati allontanati da Torino sono stati invece revocati i divieti di dimora e potranno quindi tornare in città, in attesa del processo che per loro inizierà il 14 giugno.

macerie @ Marzo 20, 2016

Fermenti

Diario

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Mentre il Cie di Bari ha momentaneamente chiuso i battenti, al Cie di Torino continuano gli episodi di ribellione e resistenza.
La settimana scorsa  un ragazzo tunisino, preso durante una retata a San Salvario, è stato portato all’interno del Cie, per la seconda volta negli ultimi 6 mesi. Una volta condotto nell’isolamento, fra sabato e domenica ha bruciato la cella da due in cui era recluso, rendendola inagibile. Il motivo del gesto è legato alla protesta contro il suo imminente rimpatrio.
A Malpensa, lunedì scorso, un ragazzo proveniente dal Cie di Torino ha resistito all’espulsione. Il volo che avrebbe dovuto, contro la sua volontà, portarlo in Senegal era un volo di linea, con altri passeggeri, molti dei quali probabilmente senegalesi, che potevano forse comprendere la sua situazione. Dopo aver minacciato più volte di urlare e provare a resistere una volta salito a bordo, gli agenti e il personale preposto al rimpatrio coatto hanno preferito riportare il ragazzo al Centro.
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macerie @ Marzo 7, 2016

Fuoco a Bari, il Cie chiude

Diario

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Dopo Torino brucia anche il Cie di Bari; a qualche giorno dagli ultimi incendi appiccati dai reclusi all’interno della struttura pugliese vi proponiamo un testo pubblicato sul blog Hurriya che dà alcuni aggiornamenti su ciò che è successo nel Centro prima e dopo le proteste e i materassi in fiamme. Ultima tra le novità, ma non certo per importanza, quella che attraverso la voce di un recluso ci dice che il Cie di Bari ha chiuso a causa degli ultimi danneggiamenti e buona parte dei reclusi è stata liberata con un decreto di espulsione, mentre circa una decina di persone sarebbero state trasferite a Brindisi Restinco. La notizia è fresca fresca e quindi risulta difficile capire se la chiusura sarà di breve durata, giusto il tempo di riparare i danni e dare una mano di vernice ai muri anneriti, oppure se si prospetta un periodo più lungo.

CIE Brindisi-Restinco : qualche aggiornamento dopo il presidio del 20 febbraio.

A cinque mesi dalla sua attività, anche il CIE di Brindisi-Restinco continua a confermarsi come luogo di rabbia e protesta, oltre che di detenzione e umiliazione. Il caloroso presidio davanti alla struttura è stato un momento di rottura dell’isolamento, tra urla, musica, battiture, messaggi di lotta e solidarietà. Tuttavia è importante conoscere alcuni fatti avvenuti in seguito, qui spiegati in ordine di tempo.

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macerie @ Marzo 5, 2016

Presidio

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manifestonuovo.JPG Domenica 6 marzo ci troviamo per un presidio sotto le mura del Cie di corso Brunelleschi alle ore 16 per portare solidarietà ai reclusi.

Scarica e diffondi il manifesto

macerie @ Marzo 1, 2016

Il Marconista

Diario

 

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Uno strumento comunicativo tende a semplificare la realtà con l’intento di comprenderla e creare dei discorso specifici, un procedimento per nulla neutrale.


Questo blog, in particolare, è sì uno strumento informativo ma vuole soprattutto raccontare alcuni percorsi di lotta che attraversano Torino e così facendo mettere a fuoco la progettualità pratica che sottendono, ossia la direzione e il modo in cui puntano a sovvertire i pezzi di realtà in cui s’inseriscono. Proprio per questo le narrazioni che trovate, spesso, partono dalle esigenze immediate della lotta ma non si esauriscono lì e puntano ad andare oltre. Infatti lo spazio qui dedicato negli anni alla lotta contro i Cie o a quella per la casa, per esempio, non è solo l’occasione di raccontare come si cerca di abbattere gli intrecciati meccanismi di sfruttamento della contemporaneità, ma è anche quello che permette di buttare l’occhio ben oltre la contingenza di questi tentativi per provare a descriverne i corrispondenti obiettivi, metodi e contesti sociali.

Tuttavia non basta cercare di avere uno sguardo quanto più ampio possibile lungo le direttrici di determinati percorsi di lotta,  ma è anche necessario tenere sempre all’erta altri strumenti a disposizione, l’orecchio in primis. Per questo ci è venuta in mente l’idea de Il Marconista, una colonnina in cui vi proporremo alcuni contributi audio che ci sono sembrati interessanti ma che non sempre seguiranno il filo dei discorsi di queste pagine virtuali. L’intento è quello di uscire dalla specificità dei discorsi scritti nero su bianco per provare a offrire un maggior respiro attraverso un diverso strumento di partenza. Approfondimenti da ascoltare, non solo sulle nostre questioni usuali ma anche su quelle che non siamo soliti affrontare, racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio e rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda.

Come la figura dell’addetto alle comunicazioni radio suggerisce, vorremmo non solo condividere dei contenuti audio alla cui elaborazione abbiamo contribuito direttamente o che sentiamo come strettamente affini, ma anche “trasmetterne” altri che non riteniamo necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che propongono o nelle suggestioni che possono suscitare. A fianco di questi realizzati da compagni e frutto di visioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l’interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l’oppressione.

Questa scelta deriva dalla considerazione che dal mare magnum informativo che inonda la nostra quotidianità, Il Marconista possa selezionare delle voci che possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta.



						

macerie @ Febbraio 28, 2016

Dentro e fuori (AGGIORNAMENTO)

Diario

Aggiornamento: il presidio davanti al Cie di corso Brunelleschi previsto per domenica 28 febbraio è spostato causa maltempo a domenica prossima 6 marzo alle ore 16.


Ancora qualche informazione dal Centro detentivo di corso Brunelleschi dopo gli incendi del 12 febbraio.

Vi avevamo anticipato che con molta probabilità dopo quella sera due ragazzi tunisini erano stati portati alle Vallette. La notizia è confermata e i due, dopo un processo per direttissima e una conseguente condanna a un anno e qualche mese, sono stati riportati entrambi al Cie. Del resto anche per altri dieci detenuti, tutti di origine nordafricana, tira un’aria peggiore del solito: da circa una settimana sono in isolamento e a uno di loro è stato sottratto persino il telefono. Accusati di aver partecipato alla piccola rivolta, fino a sabato non potevano neppure uscire al campetto per un po’ d’aria.  È stato questo il motivo per il quale alcuni compagni di detenzione, dalle stanze, hanno inscenato diversi episodi di protesta con urla e lancio di cibo.

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macerie @ Febbraio 26, 2016

Obbligo di dimora per Lucio, Francesco e Graziano

Diario

Ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari anche a Lucio, Francesco e Graziano, come già nei giorni passati era accaduto a Mattia, Claudio e Niccolò. Se questi ultimi però non hanno altre misure cautelari che ne limitano la libertà, ai primi tre i giudici della Corte d’Appello hanno deciso di comminare degli obblighi di dimora nei Comuni in cui si trovavano ai domiciliari. I tre compagni possono quindi finalmente uscire di casa, dopo più di diciannove mesi passati tra carcere e domiciliari,  ma non dai Comuni in cui vivono.

macerie @ Febbraio 24, 2016

Niccolò e Claudio liberi!

Diario

Dopo Mattia, libero da alcuni giorni, anche a Claudio e Niccolò sono stati revocati da alcune ore gli arresti domiciliari e sono liberi senza altre restrizioni.

Resta ancora ai domiciliari Chiara che si trova in una situazione un po’ diversa dai suoi tre compagni. Alcuni mesi fa è infatti stata colpita dalla misura della Sorveglianza Speciale con obbligo di dimora, che è ancora in stand-by e diventerebbe attiva solo qualora Chiara uscisse dagli arresti domiciliari. Contro questa misura di prevenzione è stato fatto ricorso e si è da poco svolta l’udienza d’appello che nei prossimi giorni stabilirà se revocare, modificare o confermare la “sua” Sorveglianza Speciale.

Si attendono poi novità anche per Lucio, Francesco e Graziano che hanno da pochi giorni chiesto di essere scarcerati.

macerie @ Febbraio 18, 2016

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

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macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

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Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

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macerie @ Gennaio 27, 2014