Diritto e Rovescio

Anche gli sbirri hanno un cuore

1 febbraio. Il questore di Torino Aldo Faraoni è colto da infarto nel pomeriggio mentre si trova in Prefettura a una riunione sul maltempo, evidentemente molto tesa. Operato d’urgenza, pare sia sopravvissuto. Per qualche giorno sarà comunque ricoverato al Mauriziano, nel reparto di rianimazione cardiovascolare del dott. Verdecchia. L’orario visite è dalle 18.30 alle 19.30.

Treni sporchi

31 gennaio. Le fiancate di cinque vetture del treno Mi-To1 vengono imbrattate da scritte contro la polizia, contro il Tav e in solidarietà agli arrestati del 26 gennaio. Per risparmiare ai pendolari il disagio di viaggiare in simili condizioni, il treno viene ritirato per un giorno intero.

Chi non blocca, si blocca

31 gennaio. Trenta manifestanti occupano i binari all’altezza del cavalcavia di corso Sommelier, provocando il blocco totale della stazione di Torino Porta Nuova per una buona mezz’ora. Erano addetti alle pulizie dei treni, che protestavano contro il licenziamento di alcuni colleghi.

Corteo No Tav

28 gennaio. Un corteo No Tav indetto da tempo per portare le macerie della Valle sotto la Regione si trasforma in una grande manifestazione di solidarietà agli arrestati di giovedì. Migliaia di persone tra valsusini, torinesi e compagni venuti da fuori sfilano sotto la neve da Porta Nuova a piazza Vittorio, tra interventi al microfono, striscioni, slogan, scritte sui muri  e lanci di vernice contro la sede storica de La Stampa. Al termine della manifestazione, alcune centinaia di manifestanti tornano assieme a Porta Nuova, bloccando il traffico ancora per un po’.

Presidio alle Vallette

27 gennaio. Due-trecento persone si radunano in serata dietro il carcere delle Vallette a Torino per salutare con slogan, urla, petardi e fuochi d’artificio gli arrestati del giorno precedente in seguito alla vasta operazione di polizia contro il movimento No Tav. Un cavo del sistema antiscavalcamento lungo la recinzione viene strappato e bruciato, e una macchina della Penitenziaria viene scacciata a pietrate.

Un assaggino

27 gennaio. Tre sacchi di merda vengono lanciati contro la sede del giornale Torino Cronaca, i cui servizietti fotografici sulle battaglie in Valsusa del 27 giugno e del 3 luglio sono stati indispensabili alla Procura di Torino per confezionare gli arresti del giorno precedente.

Raid in Barriera

25 gennaio. Ancora una volta gli abitanti di Barriera vengono svegliati all’alba dalla Polizia. Due palazzi rastrellati, quaranta appartamenti perquisiti e un centinaio di persone identificate, di cui cinque portate in questura perché senza documenti.

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L’operazione - in cui sono stati impiegati poliziotti, pompieri, vigili urbani, tecnici del gas, impiegati dell’ASL e dell’Ufficio Tecnico - è stata motivata ufficialmente dalla presenza di “clandestini e spacciatori”, segnalati da “residenti della zona”. Guarda a caso, la prima a gioire è stata proprio la residente per eccellenza Patrizia Alessi: «Questo risultato è stato possibile grazie alla determinazione con cui abbiamo lottato per difendere il nostro quartiere. Non abbiamo vinto la guerra ma una piccola battaglia.» Praticamente, una firma in calce.

Blocchi sociali

24 gennaio. Camionisti e venditori ambulanti bloccano la tangenziale di Torino e diversi altri snodi in provincia, per protestare contro le misure di austerità del Governo. Bloccati i mercati generali, bloccato l’interporto di Orbassano, blocchi a Santena, Villanova d’Asti, Asti, Serravalle e Tortona. Lo stesso giorno, diverse centinaia di lavoratori della De Tommaso (ex Pininfarina) sfilano in corteo da Grugliasco fino in piazza Castello per protestare contro l’agonia della loro fabbrica. Circolazione bloccata in  via Tirreno, corso Trapani, via Monginevro, via Di Nanni, corso Vittorio Emanuele e via Roma.

Condannati gli harraga

23 gennaio. Il processo contro i dieci harraga arrestati per la rivolta del 22 settembre al Cie di Torino si conclude con dieci condanne dai 5 ai 10 mesi per resistenza e lesioni. Per sei di loro la pena è sospesa, e saranno probabilmente trasferiti di nuovo al Cie, mentre gli altri quattro restano in carcere.

Presidio al Cie, reclusi sui tetti

22 gennaio. Dopo un presidio di due ore, caratterizzato da interventi al microfono, musiche della rivoluzione tunisina, slogan e interviste in arabo, dirette con radio blackout, battiture, lanci di palline da tennis con messaggi di solidarietà, i reclusi del Cie di Torino sono prima saliti sui tetti delle sezioni, e poi hanno cominciato una lunga e rumorosa battitura. In serata hanno proclamato uno sciopero della fame, durato 24 ore.

Residenza occupata

12 gennaio. Al termine di un’assemblea, gli studenti rimasti senza borsa di studio dell’Edisu, il traballante Ente per il diritto allo studio, decidono di occupare una residenza universitaria da 200 posti, chiusa e in attesa di restauro. Ottima la sintesi di uno degli occupanti: «Sono un terrone, sono uguale a un pakistano e la Regione non ci vuole.» Lo stesso giorno, in mattinata, due studenti tunisini del Politecnico erano stati cacciati, con l’aiuto della Polizia, dalla residenza “Borsellino”: anche loro avevano perso la borsa di studio.

Il braccino corto della Giustizia

11 gennaio. Il celebre pm di Torino Andrea Padalino ne tira fuori un’altra delle sue, proponendo che a pagare l’avvocato per gli imputati poveri - il cosiddetto gratuito patrocinio - non sia più lo Stato, ma l’Ordine degli Avvocati. D’altra parte oggigiorno si parla molto di tagli, e la Giustizia, che già di suo è cieca, ora è per di più senza un braccio.

Paola Severino
Paola Severino, Ministro della Giustizia

Deformazione professionale

10 gennaio. Ieri in aula l’ex marito di una poliziotta ha snocciolato un lungo elenco di danneggiamenti, minacce, ingiurie e pedinamenti subiti da lui e dalla sua nuova compagna a opera dell’ex moglie. La donna era una dipendente della polizia addetta al servizio tecnico delle telecomunicazioni in via Veglia, fino alla sospensione dall’incarico, dovuta a un processo per stalking. E’ arrivata addirittura ad assoldare due uomini per uccidere l’ex compagno, che però è riuscito a cavarsela.

Gtt

9 gennaio. Nella notte ignoti hanno tentato di scassinare il parcometro tra Via Tiziano e Via Foà, senza però riuscirci. Per i danneggiamenti subiti, comunque, è rimasto fuori servizio per tutta la giornata.

Fate pure

7 gennaio. Caselle. Un poliziotto quasi uccide altri due poliziotti, senza riuscirci. A causa di tutto c’è un amore non corrisposto, e uno sì. Il poliziotto respinto ha aggredito con un coltello la collega di cui era invaghito e il fidanzato di lei, anch’egli poliziotto. L’uomo è stato però bloccato e subito dopo arrestato dai suoi stessi colleghi.

Al centro commerciale con la famiglia

5 gennaio. Beinasco. Nel giro di 24 ore sono state allertate due volte dai vigilantes del centro commerciale ‘Le Fornaci’ le forze dell’ordine per “motivi familiari”. Nel primo caso è stato notato dai sorveglianti un padre con i figli di 5 e 7 anni sottrarre della merce dai negozi della galleria. Nello specifico sono stati i giocattoli che i due bambini avevano in mano - e non avevano pagato - a tradire la famigliola. L’uomo è stato denunciato nonostante abbia spiegato che i suoi figli volevano quei giocattoli e che lui non potesse permetterseli perchè disoccupato. Tre persone, invece, hanno tentato di sottrarre dall’Ipercoop presente all’interno del centro commerciale tre giubbotti, uno a testa, staccando le placche antitaccheggio nei camerini e uscendo dall’uscita senza acquisti. Dai controlli è emerso che si trattava di un padre, sua figlia e il fidanzato di quest’ultima.

Bis!

4 gennaio. A Venaria, in Via Nazario Sauro, sono state incendiate poco dopo la mezzanotte tre auto dei vigili. Due di queste sono andate completamente distrutte. Agli inquirenti consigliamo - se permettono - di non stare a rompersi troppo la testa sul movente.

Non è un pesce d’aprile

4 gennaio. L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, butta lì una proposta: aprire oratori nei centri commerciali. Finiti i tempi in cui Cristo cacciava dal tempio i mercanti, nei templi del mercato… la Chiesa va a caccia di fedeli.

Aggredita la Fiamma

3 gennaio. I dirigenti torinesi del movimento fascista Fiamma Tricolore, Andrea Prato e Manuele Cavallo, denunciano di essere stati malmenati “da una decina di anarchici” a Porta Palazzo, mentre volantinavano. Uno dei due si è ritrovato con una frattura al setto nasale.

Vista A4/2

3 gennaio. E’ da maggio che una cinquantina di richiedenti asilo provenienti da varie zone dell’Africa sono parcheggiati all’Hotel Giglio, proprio a ridosso della A4. Questa mattina, per protesta, hanno bloccato il tratto di autostrada all’altezza di Settimo Torinese, causando lunghe code e traffico. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per sgomberare le corsie e ripristinare la circolazione, ma la protesta è continuata davanti all’ingresso dell’albergo, in via Cebrosa, fino oltre mezzogiorno. Solo in tarda serata sono riusciti a identificare e denunciare tutti coloro che, tra uomini e donne, hanno occupato il pezzo della Torino-Milano che sta proprio sotto le loro finestre.

Capodanno in carcere

1 gennaio. Qualche ora prima di mezzanotte è morto nel carcere delle Vallette un detenuto di 37 anni, di nazionalità rumena. Pare si sia impiccato con un lenzuolo.

Di tetto in tetto (Wagon lits/3)

23 dicembre. Continua la protesta dei lavoratori Wagon lits, licenziati in seguito alla soppressione dei treni notturni. Per due giorni sono rimasti sul tetto del grattacielo Intesa-San Paolo, in costruzione. Dato che non credevano al comunicato stampa di Trenitalia, in cui l’azienda dichiarava la volontà di reintegrarli, è dovuto salire il sindaco per convincerli a scendere. Rimane, comunque, che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, e quindi gli ex lavoratori non sono tornati nelle loro case, bensì in una tenda montata nella stazione di Porta Nuova, dalla quale con striscioni e volantini spiegano le ragioni della protesta a chi viaggia e, spesso, ne raccolgono la solidarietà.

Vallette

19 dicembre. Un folto gruppo di persone si è ritrovato sul pratone dietro al carcere torinese per salutare con cori, petardi e fuochi artificiali tutti i reclusi. Con il microfono e uno striscione, poi, si è ricordato come la libertà non ami i confini e si è raccontata la rivolta che ha reso inagibile parte del CIE a inizio mese (i ribelli di quella notte si trovano ora alle Vallette) e le rivolte che hanno scosso i penitenziari di Ancona, Parma e Bologna negli ultimi giorni.

Wagon lits/2

9 dicembre. Non è così vero che con il Frecciarossa arrivi prima. Anche questa mattina i lavoratori della Wagon lits hanno impedito la partenza del treno che avrebbe dovuto sfrecciare sulle linee ad Alta Velocità tra Torino e Milano occupando i binari a Porta Nuova. Contemporaneamente altri dipendenti sono saliti su una delle torri-faro della stazione a una ventina di metri d’altezza.

Chi l’ha detto che chi bella vuol venire…

5 dicembre. Settimo torinese. 7 operaie della l’Orèal, nota casa produttrice di cosmetici, sono state denunciate in stato di libertà per furto. I carabinieri, con l’ausilio di telecamere posizionate all’interno dello stabilimento dell’azienda, hanno accertato che in diverse occasioni le donne hanno sottratto rossetti, fondotinta e ombretti dalla fabbrica, per un totale -pare- di 200.000 euro.

Festeggiamenti

3 dicembre. Ignoti solidali imbrattano i muri dell’Ufficio immigrazione di corso Verona per festeggiare la rivolta che ha ristretto il Cie di corso Brunelleschi di una dozzina di posti.

Wagon lits (con licenziamenti)

2 dicembre. I dipendenti Wagon Lits che saranno licenziati l’11 dicembre sono saliti ieri sul tetto della stazione di Porta Nuova. Intorno alle 22, dopo l’intervento della Polfer, sono ridiscesi, ma già nella mattinata di oggi hanno bloccato i binari per un paio d’ore, mandando in tilt il traffico ferroviario e cancellando il Frecciarossa per Milano. Dalla tenda montata nell’atrio della stazione spiegano le loro ragioni ai passeggeri.

Indagini certosine

27 novembre. Dopo una minuziosa indagine, gli Agenti della Polizia Municipale di Porta Palazzo hanno individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria un giovane diciannovenne per danneggiamento aggravato e quattro suoi coetanei per aver concorso nella commissione dello stesso reato. I fatti: a fine settembre, i vigili fermano una macchina con cinque ragazzi a bordo, due dei quali senza cintura. Mentre compilano i verbali, uno dei ragazzi si vendica bucando una gomma dell’auto della Municipale. Non l’avrà fatta franca, ma almeno ha impedito che, per quella sera, venissero fatte altre multe.

Fare economia

25 novembre. Inaugurata l’aula “Santander” alla facoltà di Economia. Il vicepreside, un vero dritto, ha spiegato così le circostanze che gli hanno fatto accendere la famosa lampadina: «mi è venuto in mente che in facoltà passano ogni giorno 10 mila studenti, una platea molto interessante per un certo tipo di aziende». Il 12 dicembre sarà invece inaugurata l’aula Tosetti Value (un tempo nota come “blu”), mentre è in corso una trattativa con Intesa Sanpaolo per intitolare l’aula “verde” a Superflash, la carta di credito del colosso bancario. Ma non è finita qui, come puntualizza Biancone «stiamo negoziando con alcune società di revisione e altre banche, perché ormai il meccanismo si è messo in moto. Abbiamo 53 aule cui dare un nome».

Autunno/2

18 novembre. Da stamattina sono tre gli istituti superiori occupati. L’Einstein, il Gioberti e il Gobetti continuano così le proteste dopo il corteo (e le cariche) di ieri. Tra le rivendicazioni, oltre a quelle più prettamente studentesche, i liceali citano anche l’opposizione all’Alta Velocità e alle norme sui “licenziamenti facili” che il Parlamento vorrebbe approvare.

Le scritte volano, le parole restano

Diario

Prima che vengano cancellate, da Fassino o chi per lui, ci teniamo a raccogliere, giusto per riderci un po’ su, alcune tra le migliori scritte comparse lungo il percorso del corteo No Tav di sabato 28 gennaio a Torino. Corteo che, per inciso, ha attraversato un centro abitato da ricchi con negozi per ricchi, i cui muri peraltro sono da sempre ricoperti di scritte di ogni tipo, contro il Tav e non solo.

Miglior scritta contro il Governo : «Più valle, meno Monti»

Miglior scritta contro la Magistratura : «Caselli TAVvisiamo»

Miglior scritta contro la Polizia : «ACAB (non il film)»

Miglior scritta contro i giornalisti: «Numa merda - servo»

Miglior spunto teorico : «Il potere è logistico: blocchiamo tutto!»

Miglior indovinello: «Più si blocca più si avanza».
(Quando? La soluzione è in fondo alla pagina)

Miglior proverbio: «Muri puliti popolo muto»

Miglior scritta contro chi non vuole le scritte: «Basta scritte!»
superata da «Cazzo, hai ragione!»
(ma di queste, ahinoi, ci mancano le foto)

Continua a pag. 29051

macerie @ Gennaio 29, 2012

No Tav, un po’ dappertutto

Diario

Raccogliamo qui una breve rassegna di iniziative - organizzate più o meno lontano dalla Valsusa -  in risposta all’attacco repressivo contro il movimento No Tav. Iniziative di solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati, ma anche e soprattutto di stima e gratitudine verso tutta una lotta che ha saputo sempre resistere con forza e concretezza. Iniziative che indicano che la Valsusa non è sola, che le sue ragioni sono ormai state spiegate e comprese a sufficienza. E che si tratta, ora più che mai, di difenderle.

Il 26 gennaio, il giorno degli arresti, immediate manifestazioni di solidarietà vengono organizzate un po’ dappertutto: al carcere di Asti e a quello di Milano, e poi a Bari, Bologna, Cagliari, Cremona, Padova, Pisa, e perfino all’Ambasciata italiana a Parigi.

A Chivasso, in trenta contestano l’assessore regionale Claudia Porchietto nella sede della pro-loco. A Roma, in duecento occupano per un ora il tetto degli uffici delle FS. Ancora a Roma, un centinaio di persone sfila in corteo spontaneo per le vie del centro.

Il giorno seguente, 27 gennaio, da Lambrate decine di studenti raggiungono in metropolitana l’abitazione di un loro compagno a Vimodrone: Caselli gli ha appioppato un obbligo di dimora che gli impedisce di andare a scuola. Per lui, quindi, una lezione all’aperto con cartelli, striscioni e messaggi di solidarietà.

Ancora il 27 gennaio alla stazione di Napoli Centrale, cinquanta persone occupano alcuni binari, bloccando due treni per un’ora; alla stazione di Mestre vengono occupati gli uffici di Trenitalia; alla stazione di Padova trenta persone occupano la saletta vip “Freccia Rossa”.

E infine (per ora) il 28 gennaio a Cagliari un gruppo di manifestanti occupa per mezz’ora due binari della stazione, causando qualche ritardo alla circolazione.

Aggiornamento 31 gennaio. Nella notte tra il 30 e il 31 gennaio la sede del Partito Democratico di Milano, sezione Bovisa-Gargano, viene danneggiata: serrande imbrattate, bacheca distrutta e scritte contro il Tav. La stessa notte, ignoti tentano di incendiare la sede del PD di Crema: scritte contro il Tav e un vetro rotto per le fiamme. E il 31 gennaio il Parruccone Capo Giancarlo Caselli viene contestato da una ventina di anarchici a Lugano in Svizzera, durante una conferenza in università; la polizia interviene e scoppia una mezza rissa.

macerie @ Gennaio 29, 2012

Un appuntamento a Milano

Diario

«Dopo la Primavera Araba l’afflusso dell’immigrazione si è intensificato e con questo la repressione e la militarizzazione. La risposta a tutto ciò non è però tardata ad arrivare: mai come in questo ultimo anno i reclusi si ribellano, bruciano le gabbie ed evadono. L’ultimo episodio significativo riguarda il Cie di via Corelli a Milano: il 15 gennaio 2012 un intero padiglione è stato dato alle fiamme in risposta alle continue umiliazioni da parte della polizia; rivolta che ha portato all’arresto di 27 persone.
Continua a pag. 29038

macerie @ Gennaio 27, 2012

Guai a chi lotta?

Diario

Giovedì 26 gennaio compagni di mezza Italia vengono svegliati all’alba dalla polizia per una vasta operazione contro chi si è battuto in Valsusa quest’estate, in particolare nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio 2011. Una cinquantina di perquisizioni in abitazioni private, centri sociali e case occupate; venticinque custodie cautelari in carcere, quindici obblighi di dimora, un arresto domiciliare e un divieto di dimora nella provincia di Torino. Due di questi mandati sono spiccati contro compagni già agli arresti per altri motivi, uno contro un compagno in stampelle accusato di aver ferito 4 poliziotti, uno contro una compagna incinta: alla procura di Torino  - e soprattutto al suo decrepito parruccone capo Giancarlo Caselli - piace evidedentemente “vincere facile“. O meglio: gli piacerebbe, visto che il tentativo di intimidire la lotta in Valsusa, e con lei tutte le lotte che stanno attraversando il paese in questo periodo, ha provocato reazioni di solidarietà in tutta Italia. Solo in Piemonte, per essere brevi, un corteo di 500 persone ha bloccato per due ore via Po a Torino; e in valle, a Bussoleno, 8000 persone hanno sfilato in serata per esprimere solidarietà agli arrestati.

macerie @ Gennaio 26, 2012

Appuntamento al Cie

Diario, Lingua araba

locandina presidio gennaio 2011

Durante il presidio sarà trasmessa una traduzione in arabo dell’intervista con gli evasi di Natale e Capodanno:

Scarica la prima parte - Scarica la seconda parte - Scarica la terza parte - Scarica la quarta parte

macerie @ Gennaio 19, 2012

Un mese a Milano

Diario

«Solite sono le perquisizioni seguite da violenti pestaggi. Nella mattinata del 16/12/2011 in una sezione un recluso, appena arrivato, incendia la camera e viene portato via, purtroppo non si riesce a risalire né al nome né se sia stato arrestato o portato altrove.
Continua a pag. 29025

macerie @ Gennaio 18, 2012

Milano brulée

Diario, Rassegna Stampa

Milano, 15 gennaio
«Rivolta al Cie in via Corelli. Incendiato un settore della struttura. Arrestati 27 stranieri
La protesta dopo un controllo di routine della polizia
Gli immigrati, tutti nordafricani, portati a San Vittore

Un incendio è stato appiccato, nel primo pomeriggio, nel Cie di via Corelli a Milano. La polizia ha arrestato 27 stranieri, tutti nordafricani. Non si registrano feriti. Secondo quanto riferito dalla questura, infatti, sarebbero stati proprio loro a causare l’incendio per ritorsione contro un controllo di routine eseguito, sempre stamani, intorno alle 13, dalla polizia.

Si tratta di ispezioni che vengono fatte nelle camerate per sequestrare coltelli o altri oggetti pericolosi, oltre a pile e bulloni che spesso gli stranieri ingoiano per essere ricoverati e uscire dal centro. Dopo il controllo, i nordafricani presenti nel settore E avrebbero dato in escandescenze e incendiando i materassi. Poi le fiamme si sono estese, rendendo inagibile tutto il settore, composto di cinque camerate. I vigili del fuoco hanno domato l’incendio e la polizia ha identificato i presunti responsabili, portandoli in questura.»

Il Corriere della Sera

macerie @ Gennaio 15, 2012

Intervista con gli evasi

Diario

Questa mattina su Radio Blackout 105.250FM, durante la trasmissione Macerie (su Macerie) in onda tutti i giovedì dalle 10.30 alle 12.30, sono state mandate in onda due interviste a tre evasi dal Cie di Torino a Natale, e ad un altro evaso a Capodanno.

Registrate in momenti e luoghi top-secret, queste testimonianze raccontano la rabbia e i conflitti quotidiani che si sviluppano ogni giorno dentro al Cie (come prende un caffè un poliziotto?), aneddoti divertenti accaduti durante le evasioni (garitte spostate, militari innaffiati, dentifrici rubati),  alcuni aspetti organizzativi (come si discute tra reclusi? ci sono capi? come si fa con i confidenti della polizia?), le differenze tra l’evasione di Natale e quella di Capodanno, e altro ancora.

Per una volta, lasciamo da parte miseria, sofferenza, disperazione. Per una volta, gustiamoci la rivincita e assaporiamo la libertà, riconquistata con intelligenza, coraggio e altruismo. Buon ascolto, davvero.

Ascolta la prima parte dell’intervista con tre reclusi evasi a Natale (9 min)

Scarica il file MP3 [9 MB]

Ascolta la seconda parte dell’intervista con tre reclusi evasi a Natale (9 min)

Scarica il file MP3 [9 MB]

Ascolta l’intervista con un recluso evaso a Capodanno (11 min)

Scarica il file MP3 [10 MB]

  • In questa pagina, puoi ascoltare anche una traduzione in arabo di questa intervista

macerie @ Gennaio 12, 2012

Nadia

Diario

«Nadia è una ragazza di 19 anni che è detenuta da due mesi nel Cie di Ponte Galeria, il lager alle porte di Roma in cui lo stato italiano rinchiude le persone immigrate senza il permesso di soggiorno.
Ma Nadia in realtà non è “propriamente” un’immigrata: è un’italiana che vive sotto il ricatto del permesso di soggiorno. Lo stato la considera una straniera, da rinchiudere ed espellere, perché è nata in Italia da genitori marocchini.
Una doppia violenza, che si aggiunge a quella patriarcale subita all’interno delle mura domestiche.
Continua a pag. 29022

macerie @ Gennaio 12, 2012

Fuga di mezzanotte (a Capodanno)

Diario, Rassegna Stampa

Anche a Capodanno i reclusi del Cie di Torino ci hanno provato. Dopo l’evasione di Natale nel Centro erano aumentati i controlli e le attenzioni da parte delle guardie: alcuni giorni prima del 31 dicembre durante una delle tante perquisizoni nelle sezioni era stato trovato un seghetto, segno abbastanza evidente che qualcuno stava preparando la fuga. Preoccupati di fare brutta figura coi superiori, questa volta gli uomini della Questura avevano studiato un bel piano per prevenire sommosse e evasioni. Un quarto d’ora prima di mezzanotte alcuni mezzi dei Carabinieri sono entrati nel Centro e una trentina di uomini in antisommossa si sono posizionati fuori dalle sezioni con il chiaro scopo di spaventare e scoraggiare i reclusi. Per catturare in tempo eventuali evasi, fuori dalle mura erano state mandate diverse volanti e auto in borghese a pattugliare le vie di fuga intorno al Centro. Ma non tutti i reclusi si sono persi d’animo, in particolare i ragazzi dell’area blu che hanno deciso di provarci comunque: sono usciti dalla sezione forzando le porte ed è subito iniziata la battaglia. Da una parte i celerini che hanno sparato lacrimogeni e iniziato a manganellare chi trovavano a tiro, dall’altra i reclusi con lanci di calcinacci e pezzi di muro, preparati nei giorni precedenti danneggiando la sezione. Nel giro di pochi minuti nel Centro sono arrivati i rinforzi per sedare la sommossa, altre decine di celerini evidentemente già pronti nelle caserme vicine. Nella confusione in sei sono riusciti a scavalcare le mura: uno è stato fermato da una volante e arrestato, accusato di resistenza e lesioni. Altri cinque sono liberi, e le volanti probabilmente non li hanno nemmeno visti scappare. Anche se non è l’evasione di massa che i reclusi avevano preparato, è senza dubbio un buon modo di cominciare il 2012.

In attesa di maggiori dettagli ecco la versione ufficiale della Questura che parla soltanto di 4 evasi, prontamente riportata da alcuni quotidiani online.

«Nuova fuga dal Cie: scappano 4 immigrati
Una ventina di immigrati, dopo aver lanciato oggetti verso il personale, cerca di cappare: in quattro varcano la recinzione. Un quinto, viene rintracciato, subito dopo.

Una ventina di immigrati rinchiusi nel Cie di Torino hanno tentato di fuggire poco dopo lo scoccare della mezzanotte, e quattro sono riusciti a varcare le recinzioni e a far perdere le proprie tracce.
Un quinto aspirante fuggitivo, un senegalese di 28 anni, è stato bloccato in una Lancia, una strada limitrofa, ed è stato arrestato: con gli agenti ha ingaggiato una colluttazione durante la quale ne ha morsicato uno a un braccio, ferendolo leggermente. Il tentativo di fuga è stato preceduto da un fitto lancio di oggetti verso il personale dell’esercito e delle forze di polizia che si occupano della sorveglianza. E’ accaduto in quella che viene chiamata “l’area blu” del complesso. Ad essere ferito in via Lancia è stato il conducente della volante che aveva raggiunto il senegalese: morso ad un braccio e scaraventato in terra, ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni dai medici del pronto soccorso dell’ospedale Martini.
Durante gli interventi della notte è rimasto lievemente ferito anche un dirigente della polizia. Prima della “fuga di Capodanno”, dal Cie di Torino c’era stata la “fuga di Natale”: la sera del 25 dicembre scorso in ventuno erano riusciti a lasciare la struttura.
»

La Repubblica - Torino

Aggiornamento - 2 gennaio. L’evaso senegalese è stato scarcerato. Ancora non si sa se sia stato riportato al Cie oppure no.

«Immigrati: fuga da Cie Torino, scarcerato senegalese arrestato
E’ stato scarcerato il senegalese di 28 anni arrestato ieri durante un tentativo di fuga dal Cie di Torino. Il giovane era stato arrestato dopo aver morso a un braccio un agente di Polizia che lo aveva bloccato mentre tentava di fuggire. Il giudice monocratico, Andrea Natale, non ha ritenuto che sussistessero le esigenze di custodia cautelare in carcere. L’immigrato dovra’ comunque affrontare il processo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella notte di capodanno una ventina di immigrati nel centro di corso Brunelleschi avevano tentato la fuga e in quattro erano riusciti ad allontanarsi facendo perdere le proprie tracce.»

Adnkronos

macerie @ Gennaio 1, 2012

Alcune notizie dalla Grecia

Diario

La mattina di venerdì 23 dicembre, a Patrasso, si è tenuta una manifestazione organizzata dopo che un ragazzino afgano di 16 anni è stato gravemente ferito durante un’operazione di polizia in un accampamento abusivo di rifugiati afgani a Rio, un paese lì vicino. Il corteo è partito da una fabbrica abbandonata usata come rifugio dagli afgani. Circa 400 persone, soprattutto immigrati e solidali, hanno partecipato alla manifestazione che è durata 2 ore e mezza, attraversando diversi quartieri fino al centro di Patrasso, tutto decorato per il Natale. Gli immigrati esibivano degli striscioni, che dicevano: “Che ne sarà del nostro futuro e del nostro destino?”, “Anche noi siamo umani e abbiamo il diritto di vivere”, “Stop alla violenza poliziesca, vogliamo vivere sicuri, abbiamo bisogno di diritti umani”.

Nel frattempo…

Uno dei 300 immigrati che avevano portato avanti il vittorioso sciopero della fame tra gennaio e marzo 2011 è stato deportato. La polizia sosteneva che aveva un decreto di espulsione dall’Italia. Gli avvocati e i gruppi di solidali hanno provato inutilmente a impedire la deportazione.

Il 22 dicembre il cadavere di un uomo tra i 25 e 30 anni di età è stato trovato vicino a Peplos, nella regione di confine tra la Turchia e la Grecia. Ha perso la vita affogando nel fiume Evros, cercando di attraversare a nuoto il confine.

Da Ottobre 2011 un edificio nel centro di Tessaloniki di proprietà della Chiesa Cattolica Francese, abbandonato da circa un decennio, è stato occupato da oltre 40 senza-casa greci, immigrati e solidali. “Epivosi” (cioè “Sopravvivenza” in greco) è stata il primo esperimento di occupazioni di questo tipo in Grecia. Era uno spazio aperto con un assemblea generale, dove chiunque fosse senza casa poteva ristrutturare una stanza con l’aiuto collettivo. Si servivano pasti comuni e si organizzavano lezioni di greco. E’ stato sgomberato, su pressione dello Stato francese, il 13 dicembre.

Il 12 dicembre, l’assemblea generale degli ambulanti dal Bangladesh, Pakistan, Senegal, Nigeria, Turchia e altri paesi ha fatto irruzione nel municipio di Tessaloniki durante il consiglio comunale e si è rivolta direttamente al sindaco. Uno degli ambulanti ha letto ad alta voce un documento, per chiedere che il Consiglio Comunale ponga fine agli attacchi della polizia contro gli ambulanti, affermando inoltre di non essere disposti a diventare i capri espiatori della crisi.

Il 7 dicembre, il giorno seguente l’anniversario dell’omicidio di Alexandros Grigoropoulos per mano di un poliziotto nel 2008 (in occasione del quale sono state indette manifestazioni in tutta la Grecia) un gruppo di ambulanti africani è stato attaccato dalla polizia municipale di Atene nella centralissima via Patision. Tali attacchi non sono rari, così come non lo sono le reazioni. In questo caso gli ambulanti hanno risposto con rabbia, obbligando la polizia municipale a ritirarsi e a chiedere rinforzo alle squadre anti-sommossa. Gli immigrati hanno contrattaccato ancora, riuscendo a respingere il nuovo attacco. Scioccati da quel che stavano vedendo, alcuni destroidi alla finestra hanno ripreso la ritirata della polizia antisommossa e hanno caricato il video su Youtube, permettendo a tutti di godersi la scena.

Tradotto dal blog Clandestina - Immigrazione e lotta in Grecia
http://clandestinenglish.wordpress.com/

macerie @ Dicembre 31, 2011

Natale al Cie

Diario, Rassegna Stampa

 Reti di Natale

È la notte di Natale, e dentro al Centro si riaccende la battaglia che era rimasta sopita da qualche settimana. Intorno all’una di notte, probabilmente in seguito ad un tentativo di fuga, la polizia ha attaccato i reclusi dell’area rossa con gli idranti e ne ha picchiati duramente almeno tre. Non sappiamo al momento quale sia la situazione nelle altre aree. A presto dettagli e aggiornamenti.

Aggiornamento 25 dicembre. Sono le nove e mezza di sera e parte un’evasione di massa. Non si sa quante aree abbia coinvolto, né quanta gente sia riuscita a scavalcare le recinzioni. Dopo un’oretta i reclusi ripresi sembra siano due.

Aggiornamento 26 dicembre.  Iniziano a circolare i primi dettagli della grande evasione di Natale dal Cie di Torino. Approfittando delle festività natalizie (molti dei militari, poliziotti e crocerossini di stanza al Centro erano alle prese col panettone, e nessun fabbro era intervenuto per riparare le serrature scassate la notte della vigilia) i reclusi di diverse aree sono usciti dalle sezioni e si sono dispersi lungo il perimetro delle recinzioni. Le poche guardie presenti, per paura della massa, si sono rifugiate negli sgabbiotti in attesa di rinforzi. Nel frattempo i reclusi hanno cominciato a scavalcare reti e muri contemporaneamente da ogni lato, sbucando su corso Brunelleschi e su via Mazzarello. Alcuni per scavalcare meglio si sono perfino serviti di una garitta dei militari spostata di peso a ridosso del muro. Almeno un fuggitivo si è ferito nella caduta ed è stato subito catturato. Altri tre sono stati presi all’interno di un capannone nei pressi del Centro, in cui si erano rifugiati. Pare che la loro cattura sia stata favorita dalla segnalazione di un residente e dalla collaborazione attiva dei Vigili del Fuoco. In tutto, avrebbero partecipato all’evasione una sessantina di reclusi. Il numero esatto dei fuggitivi riacciuffati al momento non è noto, mentre quelli che sicuramente ce l’hanno fatta sono almeno una ventina. Questa mattina, la polizia sta effettuando la conta dei reclusi per capire il numero degli evasi.

Mentre il primo comunicato ufficiale della Questura parla di 21 evasi, continuano ad emergere altri dettagli sulla fuga di Natale. Innanzitutto, al tentativo di fuga hanno partecipato tutti gli uomini rinchiusi nel centro. Alcuni di loro hanno cercato di aprire le sezioni femminili per far scappare anche le donne, ma purtroppo le serrature hanno resistito agli sforzi. Inoltre, quando la polizia è intervenuta per bloccare i fuggiaschi ha utilizzato anche lacrimogeni (con tiri tesi e ad altezza d’uomo, “alla valsusina”) e idranti, ma un recluso è riuscito a strapparne uno di mano alle guardie, e ha inondato la guardiola in cui si trovava un militare. Infine, un recluso che cadendo dall’altra parte del muro si è fratturato entrambe le gambe, e che era stato riacciuffato, oggi verrà rilasciato dal Centro con un foglio di via. Pare che però i feriti, per le cadute e anche per le botte delle forze dell’ordine, siano diversi, alcuni anche gravi.

Aggiornamento 26 dicembre, ore 16,45. Arriva la vendetta dei militari e dei poliziotti, dopo i fatti della nottata.In questo momento stanno entrando nelle gabbie, con intenzioni minacciose. Non si sa se si tratta di una perquisizione o di un pestaggio.

Aggiornamento 26 dicembre, ore 18,44. Alla fine, l’irruzione della polizia nelle aree era finalizzata a riparare i buchi nelle reti. Ovviamente, gli agenti ne hanno approfittato per pigliarsi qualche soddisfazione sulla pelle di alcuni dei reclusi dando un po’ di botte a destra e a manca.

Ascolta una delle tante dirette con i reclusi del Cie di Torino, dai microfoni di Radio Blackout 105.250 Fm

Oppure scarica il file mp3

Leggi la rassegna stampa sulla fuga di Natale dal Cie di Torino

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macerie @ Dicembre 25, 2011

Panni Sporchi

Facciamo il punto sul CIE di Gradisca

Panni sporchi

Completamente condivisibile l’intervento di Macerie (…). E’ come se fosse la pubblicazione della serrata critica che stiamo conducendo per evitare la deriva istituzionale e lo snaturamento di quella che è stata la lotta contro il CPT di Gradisca che ha visto impegnato per alcuni anni un movimento variegato composto da varie anime, compresa quella cattolica. E’ proprio per tale motivo che già questa estate siamo ritornati in Piazza a Gradisca a fare un nuovo ulteriore presidio-volantinaggio, dopo che, nel 2004-5-6 ne abbiamo fatti nuomerosi. E’ grazie ad una mobilitazione capillare ed insistente che a Gradisca e nell’isontino, la percezione dell’ex-CPT, ora CIE, c’è e si è sedimentata come negativa in larga parte della popolazione.

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macerie @ Dicembre 23, 2010

Fare chiarezza

Panni sporchi

Ieri su un Macerie, un blog di informazione antirazzista, è comparso un post che pretendendo di voler fare chiarezza su certi preti e certi lampioni non ha trovato di meglio che buttare lì un’allusione maliziosetta a senzafrontiere, reo di aver ospitato le interviste di quelli della “Tenda per la Pace e i Diritti”.
I ragazzi in questione gestiscono uno spazio di incontro aperto ai rifugiati del CARA di Gradisca nei locali della parrocchia. Proprio a casa del prete che, nemmeno una settimana dopo l’inaugurazione dello spazio, ha benedetto i lampioni pagati da Maroni per rendere la vita difficile a chi salta il muro del CIE.
Noi, dalla casa del prete, ce ne saremmo andati. O, meglio, non ci saremmo mai entrati. Ma noi siamo anarchici, anticlericali, convinti che non si spezza il pane e non si condivide il vino con chi benedice i potenti.

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macerie @ Dicembre 23, 2010