La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Vetrate infrante

21 agosto. Genova. Le vetrate di una sede del PD nel centro storico vengono rotte nella notte «per ricordargli che chi devasta, saccheggia e militarizza i territori non ha e non avrà mai pace».

Un saluto

25 agosto. Cremona. Una trentina di compagni saluta con botti e urla Francesco e gli altri detenuti, ricordando l’appuntamento per il presidio del 6 settembre davanti al carcere.

No Tav, No Tap, No Conf

12 agosto. Lecce. Una scritta nera «No Tav, No Tap, Liberi Tutti» e alcune macchie di vernice bianca, compaiono nella notte sul portone della sede locale della Confindustria.

 

notap_confindustria-2.jpg

Ancora un presidio

10 agosto. Busto Arsizio.  Una cinquantina di amici e solidali si ritrova sotto il carcere di Busto Arsizio per salutare Lucio e tutti i reclusi. Per tre ore si susseguono interventi al microfono, musica, cori e scoppi di petardi. Numerosi gli striscioni appesi ai bordi della strada contro il carcere, contro il Tav e per la libertà di tutti i prigionieri.

Saluto al carcere

8 agosto. Cremona.  Nuovo saluto davanti al carcere, con megafono e fuochi d’artificio, a Francesco e tutti i prigionieri, dopo le denunce arrivate a diversi compagni per il saluto dello scorso 30 luglio.

Presidio al carcere

4 agosto. Lecce. Nel pomeriggio, presidio al carcere in solidarietà a tutti i detenuti ed in particolare a Graziano che, dal giorno del suo arresto, è in isolamento. Verso sera, i solidali si  spostano in centro città con volantini, manifesti e megafono.

Frecce d’agosto

2 agosto. Trento. Bloccato da alcuni No Tav, per mezz’ora, il Frecciargento delle 13,30 per Roma. Uno striscione per la libertà dei compagni in carcere viene appeso ad una catena collegata ai binari.

In città

31 luglio. Cremona. Interrotto il comizio del sindaco PD Galimberti da una quindicina di No Tav che, in serata tornano, come il giorno prima, a fare un saluto davanti al carcere dove, da poco, è stato trasferito Francesco.

Davanti al carcere


30 Luglio. Cremona. In serata, alcuni solidali salutano Francesco e gli altri prigionieri con urla e fuochi d’artificio.

Una notte in Clarea

25 luglio. Giaglione. Passeggiata notturna verso il cantiere di Chiomonte. Qualcuno procede lungo la mulattiera principale mentre altri si incamminano lungo i sentieri alti, per evitare di essere bloccati dalle forze dell’ordine prima del ponte adiacente al cantiere. I primi battono incessantemente contro i guard rails accompagnando il lancio di bomboni e fuochi d’artificio dei secondi che sono riusciti ad avvicinarsi e sparpagliarsi lungo tutto il perimetro del cantiere. Gli operai devono quindi sospendere lo scavo del tunnel mentre le forze dell’ordine devono chiudere per diverse ore la Torino-Bardonecchia, per l’incendio di alcuni pneumatici in una galleria autostradale vicina.

121508622-57b0130b-9a2c-4ee3-b07e-103a7922f274.jpg

Blocco dell’autostrada

23 luglio. Susa. Uno striscione “Francesco, Lucio e Graziano liberi. Padalino e Rinaudo non ci fermerete mai” spiega il perchè del blocco dell’autostrada all’altezza di Giaglione, proprio mentre a Torino è in corso per i tre compagni l’udienza presso il Tribunale del Riesame.

Picchetto compagno di chi lotta

23 Luglio. Susa. Picchetto davanti a La Martina, ditta edile coinvolta nei lavori al cantiere. Un folto gruppo blocca l’ingresso, un paio d’auto e un furgone sono impossibilitati ad entrare o uscire. Intanto con la vernice delle strisce pedonali si tinge l’asfalto della strada e il cemento del muro.

btnrmkcigaa2wbs-large.jpg

Ancora a Borgo San Nicola

22 luglio. Lecce. Presidio davanti al carcere con musica, interventi e microfono aperto, per salutare tutti i prigionieri e fare gli auguri a Graziano che domani compie gli anni. Da dentro i detenuti rispondono rumorosamente.

Il Sole in un Baleno

10547616_10203812521420728_7650157395260841122_n1.jpg

21 Luglio. Susa. “Il presidio di Susa è abusivo e va demolito” così si  è espresso ultimamente il Tar. I No Tav di Susa han fatto orecchie da mercante, anzi hanno abbellito e ammodernato le roulotte che costituiscono il presidio, mutato il nome in “il Sole in un Baleno”.  La gente in marcia è stata accolta nel paese da un lungo striscione srotolato lungo la collina in solidarietà ai compagni arrestati.

Pausa. Pausa. Ritmo lento.

20 Luglio. Bruzolo. Il campeggio itinerante è arrivato nel paese. In 150 si intrufolano in stazione, chi sulla banchina, chi sui binari, chi con un drappo aperto, chi con nulla in mano, tutti a bloccare il Tgv in arrivo da oltralpe. Il treno è costretto a fermarsi in Alta Valle per un’ora. Il blocco è, inoltre,  dedicato a tre operai travolti e uccisi da un treno sulla tratta regionale Gela-Licate 2 giorni prima.

In marcia

m.jpg

 18 Luglio. Vaie. Finalmente ci si  rincontra per le vie della Valle di Susa. La gente si riattiva e gli scarponi vengono ingrassati. Chi è in marcia supera Chiusa San Michele e allungando il passo verso Vaie incontra la cava del sig. Toro, luogo in cui i rifiuti tossici vengono riciclati e trasformati in cemento da utilizzare nel cantiere di Chiomonte. La ditta oggigiorno arranca, un muro rimane per ricordargli che il lavoro che compie, anche se dimezzato, non è gradito. In più viene vergato con scritte in solidarietà ai sette compagni in carcere.

 

Lungo la strada

16 luglio. Torino. «Sabotare è bello» e «Fuoco alle galere»; questo il contenuto di uno striscione che alcuni solidali con gli arrestati NoTav hanno srotolato lungo la strada che conduce all’aula bunker, dove stava per iniziare l’ultima udienza del processo prima della pausa estiva. E in molti hanno potuto notarlo dato che a tenere ben saldo lo striscione al ponte, c’erano dei lucchetti che hanno probabilmente ritardato il lavoro di rimozione dello zelante poliziotto.

cso-reginald.jpg

Piazza Statuto

16 luglio. Torino. Alla fine dell’ udienza del processo dei quattro arrestati per terrorismo un gruppo di solidali si ritrova in piazza Statuto per un grosso attacchinaggio. Per alcune ore gli automobilisti e i passanti possono leggere le frasi: «Sabotaggio compagno di chi lotta» e «Graziano, Lucio, Francesco, Mattia, Chiara, Nicco, Claudio liberi. Tutti liberi».

pzza-statuto.jpg

San Vittore

12 luglio. Milano. Sotto le mura del carcere, un’ottantina di compagni  saluta con slogan, botti e fuochi d’artificio Lucio e Francesco e, nonostante la lontananza, anche Graziano, detenuto invece a Lecce. Da dentro i detenuti rispondono con grida e battiture.

A Lecce

12luglio. Lecce. Presidio in città, in Porta Rudiae, in solidarietà con Graziano, Francesco e Lucio.

Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

Cani da guardia

22 agosto. Oggi dalle 8 alle 12, tra lo stadio Olimpico e corso Novara, ad affiancare i controllori sul tram 4 ci saranni i vigili con le unità cinofile. Se la presenza di civich e pastori tedeschi è per il momento ancora un esperimento, congegnato dal comandante dei vigili Alberto Gregnanini insieme con Gtt, non è da escludere che le unità cinofile possano diventare una presenza fissa, su alcuni tram particolarmente a rischio, già dalla prossima settimana.

Il fascino della divisa

21 agosto. Un uomo sulla cinquantina, che aveva alzato un po’ troppo il gomito, comincia ad inveire contro un addetto alla sicurezza di Eataly, che chiama i Carabinieri. Ma l’arrivo dei militari non calma l’uomo, che, anzi estrae un coltello e cerca di difendersi dal loro intervento. Riescono però a disarmarlo e a trarlo in arresto per violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Neanche le telecamere

18 agosto. Alla richiesta di esibire il biglietto di viaggio, un giovane avrebbe invece deciso di rispondere insulti ai due controllori che glielo chiedevano. Fatto scendere dalla metropolitana all’altezza di Porta Nuova, il ragazzo avrebbe aggredito uno dei due dipendenti GTT colpendolo al volto. Ne è nata una colluttazione interrotta solo dall’arrivo della Polizia Ferroviaria che ha fermato il giovane.
Damiano De Padova, sindacalista Rsu dell’Ugl, si rammarica: «Neanche le telecamere scoraggiano più le aggressioni».

Emergenza oro rosso

16 agosto. Il furto di 70 metri di cavi di rame a Borgo Vercelli sta creando grossi rallentamenti, sin dalle prime ore del mattino, sulla linea ferroviaria Torino-Milano. Contro il furto di rame la proposta del ministro degli Interni è quella di costituire un consorzio tra numerose aziende che garantisca la tracciabilità dell’ “oro rosso”, così da impedire la vendita di quello rubato. «I furti di rame -ha spiegato Alfano- comportano l’interruzione dell’energia elettrica e della produzione e provocano quindi un danno economico enorme. Solo la tracciabilità può aiutare a prevenirli, perchè per quanto le forze dell’ordine presidino il territorio, non possono controllarlo metro per metro per tutta l’estensione della rete».

Scritte d’agosto

13 agosto. Imbrattati i muri della sede regionale della Lega Nord. «Merdosi» e «Fascisti» sono alcuni degli insulti scritti sui muri di via Poggio. Il deputato Stefano Allasia, il capogruppo del Carroccio in Comune Fabrizio Ricca e il consigliere regionale Alessandro Benvenuto invocano «pene adeguate per i responsabili».

Le aggressioni non vanno in vacanza

11 agosto. Intorno a mezzogiorno, sul 9, all’altezza di Piazza Bernini, alla richiesta di esibire i documenti di viaggio, un ragazzo avrebbe risposto dando calci e pugni a due controllori della GTT, per poi scendere indisturbato alla prima fermata con la sua famiglia. Uno dei due controllori ha riportato una frattura alla mandibola mentre all’altro sono stati applicati quattro punti di sutura sopra l’orecchio.

Rivolta alle Vallette

30 luglio. Circa quaranta detenuti tra gli incolumi del blocco C del carcere delle Vallette si rifiutano di rientrare in cella a consumare il pranzo e iniziano una battitura su sbarre e porte blindate della sezione, dopodichè danno fuoco a giornali e cartoni. I secondini impiegano più di un’ora per ristabilire l’ordine. All’origine della protesta la scarsità del vitto.

Sgomberati i paninari

25 luglio. La polizia municipale, con la delega della Procura, sgombera i camion che fungono da cucine itineranti per la vendita di panini che si erano sistemati in Via Roma e Piazza Cln per il Traffic, festival che si svolge in Piazza San Carlo. Per farlo, porta con sè cani e i camion rimorchio Gtt che di solito servono per i bus e i tram, circonda la zona e ne blocca l’accesso alle automobili.

Sul tetto

19 luglio. Un recluso del Cie di Corso Brunelleschi, nel pomeriggio, sale sul tetto della sua camerata per protestare contro le condizioni detentive; subito la situazione nel Centro diventa calda, parte dei reclusi cominciano a unirsi come possono alla protesta del ragazzo, qualcuno minaccia di bruciare dei materassi. Dopo qualche ora polizia e Croce Rossa riescono a tranquillizzare gli animi e a far scendere il ragazzo dal tetto.
Nella serata un gruppo di solidali, con un saluto rumoroso, porta calore e forza a tutti i reclusi nel Centro.

Sempre controlli a S. Salvario

19 luglio. Continuano i controlli delle forze dell’ordine a San Salvario. Controlli a san salvario, 60 persone identificate ieri sera
Gli agenti del commissariato Barriera Nizza e i reparti Prevenzione Crimine hanno perlustrato (anche in borghese) via Morgari, via Campana, via Saluzzo, via Belfiore, via Berthollet e il Parco del Valentino. Nel corso dell’operazione notturna s
ono state controllate più di sessanta persone. Controlli a san salvario, 60 persone identificate ieri sera
Un ragazzo tunisino di 21 anni e un malese di 20 sono stati fermati perchè sprovvisti di documenti in un esercizio commerciale di Via Principe Tommaso.

Sfratti tentati

18 luglio. Giornata di sfratti tentati in Barriera di Milano. Attendono in casa le due famiglie sotto sfratto e con loro, dietro l’angolo, amici e solidali. Si aspetta l’ufficiale che, immancabilmente, arriva; si prova a chiedere una proroga ma l’arroganza delle carte parla chiaro: oggi si esegue lo sfratto. […]

Sgomberato campo rom

17 luglio. All’alba il campo rom di Lungo Stura Lazio è stato sgomberato da un presidio interforze di vigili urbani, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le abitazioni del campo sono state demolite, alcune famiglie saranno trasferite in case rurali, o spinte ad andare in Romania. L’operazione rientra nel progetto per il “superamento dei campi rom” che il Comune ha messo a punto insieme alla Croce Rossa, alla  cooperativa Valdocco, alla Onlus Aizo, alle associazioni Liberi tutti e Terra del Fuoco e altri enti del mondo dell’associazionismo italiano e rumeno.

Espulsioni

10 luglio. Nella notte diciotto nigeriani presenti all’interno dell’area viola del Cie di Corso Brunelleschi vengono prelevati e portati all’areoporto di Fiumicino. Lì, insieme ad altrettanti loro connazionali prelevati dal centro di Ponte Galeria, vengono imbarcati su un volo della compagnia MistralAir e deportati in Nigeria.

Aggressione al controllore

10 luglio. Ennesima aggressione ad un controllore. Nella stazione della metro XVIII dicembre, un ragazzo cerca di scavalcare i tornelli, ma viene inseguito e fermato da un addetto della GTT. Stando alla testimonianza di quest’ultimo, il ragazzo, sprovvisto di biglietto, gli ha sferrato calci e pugni per poi fuggire salendo su un vagone della metro. I colleghi del controllore, però, avevano già bloccato i convogli della metropolitana e hanno prontamente fatto intervenire le forze dell’ordine.

Cartelle da salti nel vuoto

9 luglio. Una signora ha tentato di buttarsi dal palazzo dell’ Agenzia delle Entrate dopo che le era stata consegnata una cartella esattoriale da 60 mila euro. Il gesto disperato è stato bloccato da alcune persone che facevano la coda agli sportelli.

Tentata fuga

8 luglio. Un detenuto della sezione “Transiti” del carcere di Vercelli, portato all’ospedale Maria Vittoria per una visita specialistica a una gamba, ha tentato la fuga proprio dalle corsie della struttura sanitaria. È stato però riacciuffato dopo pochi metri, probabilmente anche a causa della gamba dolorante. Il detenuto è stato poi ricondotto in carcere, malmenato dai secondini e riportato nella sua cella.

Ora ai “Transiti”, ci sono due controlli giornalieri delle sbarre nelle celle e la scorta per andare a farsi la doccia.

Lo sgombero del martedì

8 luglio. Intorno alle sette di mattina la polizia si presenta alle porte de Hell Chuncho, una casa occupata qualche mese fa in via Cimarosa 14, per eseguirne lo sgombero. Sfondate le porte, gli agenti della digos inseguono i ragazzi che erano saliti sul tetto e malamente li riportano a terra. Un gruppo di solidali si raggruppa intanto nelle vicinanze e segue da lontano lo sgombero, tenuti a distanza dalle numerose camionette. I ragazzi vengono fatti uscire dall’edificio e denunciati a piede libero per invasione di edificio.

Gazzarra in aula

8 luglio. Durante un’udienza legata all’assemblea antirazzista, il PM Padalino è stato preso in giro dal pubblico, mentre tutti chiedevano che Andrea potesse sedere a fianco degli altri tanti imputati del processo e al suo avvocato difensore. Tra sfottò e saluti, e la minaccia di sgomberare l’aula, l’udienza è trascorsa in maniera più movimentata del previsto e con Andrea fuori dalla gabbia interna.

Di droni al Poli

7 luglio. Al Politecnico si è tenuta una conferenza dal titolo “droni: prospettive di ricerca e scenari applicativi“, patrocinato da Telecom Italia. Su un punto della rete mobile 4G di TIM, infatti, potrà essere piazzata una centrale in grado di ricevere e inviare informazioni a droni di ultima generazione, usati per il monitoraggio della città. Oltre a professori di ingegneria e dirigenti di aziende, ha parlato anche un’avvocatessa, specializzata in tema di privacy, data protection e diritto penale legato alle nuove tecnologie.

Nuovi controlli in San Salvario

7 luglio. Grande dispiegamento di agenti nel quartiere San Salvario. Vengono controllate una cinquantina di persone, di cui 5 risulteranno senza documenti (e per questo verrà emesso nei loro confronti un decreto di espulsione) e uno verrà trovato in possesso di sostenze stupefacenti.

Occupato l’ufficio stranieri

2 luglio. Decine di rifugiati e richiedenti asilo hanno occupato nel pomeriggio l’ufficio stranieri di Via Bologna, per protestare contro l’incertezza della loro futura sistemazione. Attualmente, infatti, su concessione del Comune, sono ospitati in Via Cervino e Corso Vigevano, ma gli è stato detto che probabilmente dovranno fare spazio ad altri profughi. Era in programma un incontro con dei rappresentanti comunali e l’associazione Terra del Fuoco, a cui però il Comune non si è presentato.

Ancora saluti

22 giugno. Nel tardo pomeriggio una trentina di persone torna sotto il carcere delle Vallette per fare un saluto agli amici lì rinchiusi. Questa volta si riesce ad arrivare anche al femminile per salutare Chiara e le altre detenute. Poi ci si sposta al blocco D dove sono riunchiusi Nico, Claudio e Andrea.

Annegare per fuggire

20 giugno. Durante un controllo antidroga nella zona dei Murazzi, un uomo, per sottrarsi alla polizia, si è gettato nelle acque del Po, senza più risalire. I pompieri hanno poi ritrovato il suo corpo senza vita all’altezza del ponte di Corso Vittorio.

Sgombero corso Traiano

18 giugno. Un centinaio di Carabinieri hanno fatto irruzione nella casa occupata in corso Traiano 128, sgomberandola. La palazzina, vuota da anni e inutilizzata dalla proprietà, dal luglio scorso era abitata da 13 famiglie.

Ancora

17 giugno. Tutto liscio, ancora una volta, per la banda che riesce a entrare senza problemi in supermercati e banche e svuotarne le casseforti. Questa notte, a essere svaligiati, sono stati due punti vendita Carrefour, uno a Torino e l’altro a Grugliasco, entrambi controllati dalla agenzia di sicurezza “Allsystem” (già Mondialpol), che non ha fatto altro che prendere atto del furto la mattina.

Il furto perfetto

15 giugno. Svaligiato il caveau del Docks di via Amedeo Di Francesco, grande magazzino all’ingrosso in zona Vallette. A pochi minuti di distanza dalla scoperta, alla banca CariParma di piazza Respighi, zona Barriera di Milano, gli uomini della sicurezza hanno trovato le casseforti aperte, ma, questa volta, il contenuto era ancora lì. Gli inquirenti affermano che la banda è responsabile di altri 16 furti simili, tra supermercati e banche, sempre aperti con tanto di chiavi e combinazioni. Le indagini si preannunciano laboriose.

Case ATC vuote

12 giugno. Poco prima di Natale, un uomo di 63 anni ha deciso di occupare una delle tante case vuote ATC, dopo che alcuni suoi amici gli avevano segnalato un alloggio vuoto in via Casaleggio. Tutto tranquillo fino a quando l’ATC non entra per fare dei controlli e, come da prassi, chiama la Polizia Municipale per mandarlo via.

Tende e sacchi a pelo/2

12 giugno. Dopo la breve occupazione di qualche settimana fa della sede dell’Assessorato alle politiche abitative del Comune, alcuni sfrattati e militanti degli sportelli per la casa cittadini si sono recati stamattina di fronte alla Prefettura per chiedere al prefetto di prendere posizione riguardo all’emergenza abitativa nella città di Torino. Di fronte al rifiuto di un possibile dialogo, i presenti decidono di accamparsi, a oltranza, sotto il porticato della Prefettura. Tra gli striscioni uno dice : “ La lotta per la casa non si arresta. Tutti liberi!

Lavoro pulito

7 giugno. Nella notte vengono svuotati due bancomat nella filiale della banca IntesaSanpaolo di Corso Brescia. I ladri hanno agito in tranquillità essendo in possesso delle chiavi e dei codici di apertura degli sportelli. Il bottino sarebbe di almeno 300 mila euro.

Sgombero del Rabel

3 giugno. Non paghi degli arresti effettuati all’alba, i questurini torinesi ordinano anche il secondo sgombero del Rabèl, rioccupato il giorno precedente. Gli occupanti riescono a salire sul tetto, ma la polizia riuscirà comunque a portare a termine le operazioni di sgombero, tirando giù malamente coloro che resistevano.

Macchie

25 maggio. Dentro ai cancelli di Corso Brunelleschi la Croce Rossa serve la cena ai prigionieri. Il cibo è una porcheria e i reclusi si rendono subito conto che le vivande sono scadute: iniziano a protestare e lanciano i contenuti dei piatti contro le sbarre, oltre le quali si trovano gli agenti che li sorvegliano. La protesta finisce velocemente e i poliziotti andranno a pulirsi nella guardiola.

Via i Civich dal Balon

24 maggio. Dopo un breve inseguimento nell’affollatissimo Canale Molassi, un ragazzo, colpevole di vendere nella sua bancarella al Balon merce “contraffatta”, viene raggiunto da due vigili che, dopo averlo fermato, lo sbattono violentemente contro un tavolo e lo fanno cadere in terra. Subito altri ambulanti e passanti intervengono e cercano di frapporsi tra il ragazzo ferito, immobile a terra, e le forze dell’ordine. Dopo un iniziale momento di calma in cui le persone che assistono alla scena si assicurano che sia stata chiamata l’ambulanza, gli animi si scaldano velocemente.

[…]

Telecamere al mercato

23 maggio. In tarda mattinata un gruppone di solidali scorrazza al mercato di Porta Palazzo in cerca di telecamere da oscurare. I cori, le canzoni e gli interventi al megafono ricordano ai presenti lo sporco lavoro che gli occhi elettronici e i loro alleati in divisa blu compiono tutti i giorni, tra le vie dei quartieri così come ovunque ci sia qualcuno che lotta e non abbassa la testa davanti padroni e padroncini.
[…]

Prossima fermata: Falchera

23 maggio. Quattro ragazzi salgono sul tram 4, riconoscono il controllore che ha fatto una multa a uno di loro, lo circondano e gli dicono di scendere dal mezzo. Lui si rifiuta e i ragazzi cominciano a malmenarlo, arrivando addirittura a staccargli il lobo. L’autista ferma il tram e chiama le forze dell’ordine, tre degli aggressori riescono a scappare, tranne uno, bloccato dal controllore stesso e tenuto per il collo. Arrivano le volanti della polizia, mentre amici e parenti circondano il 4 cercando di impedire l’arresto del ragazzo rimasto sul mezzo. Vola ancora qualche schiaffone, ma il ragazzo verrà portato via su una volante. Enrico Barbagallo, della Rsa-Uil Trasporti, ricorda che, dall’inizio dell’anno, sono 150 le aggressioni subite dai controllori.

Sportelli mobili

camper_atc_2.jpg

20 maggio. A fine mattinata, una trentina tra sfrattandi, occupanti di case e solidali si materializzano tutto intorno allo sportello mobile che da qualche mese l’Atc sta facendo girare tra i blocchi di case popolari della città in modo da sembrar “più vicina” ai propri inquilini. In coda allo sportello non c’è nessuno - segno evidente che la vicinanza dell’Istituto non ha smosso troppo interesse - e i contestatori non debbono far troppa fila per spiegar le proprie ragioni ad un impiegato fino a quel momento molto annoiato e a quel poco di gente nei cortili o affacciata al balcone. […]

Autolesionismi

Diario

Domenica sera, nell’area viola del Cie di Corso Brunelleschi, un ragazzo ha ingoiato delle pile e si è cucito la bocca per protestare contro la sua reclusione e tentare di farsi liberare, ma le forze dell’ordine lo hanno portato nell’infermeria del Centro e, di lì a poco, gli altri reclusi hanno cominciato a sentire urla e richieste d’aiuto. I ragazzi di tutte le aree hanno chiesto a gran voce di poter vedere il loro compagno di reclusione e potersi così sincerare delle sue condizioni, ma senza risultato; hanno infatti appreso dalle forze dell’ordine che il ragazzo sarebbe stato arrestato per aver tirato un pugno a un poliziotto. Nel frattempo, alcuni solidali, avvertiti di quanto stava accadendo, si sono incontrati in via Mazzarello, vicino all’infermeria, per farsi sentire dal ragazzo con urla e petardi. Nella mattinata di oggi è arrivata infine la conferma: il ragazzo è stato arrestato e attualmente si trova nel carcere delle Vallette.

Continua a pag. 30787

macerie @ Agosto 25, 2014

Sul libro paga

Diario

 greedscal.jpg

 

Per poter funzionare ed essere un tassello così importante della macchina delle espulsioni, un Cie come quello di Corso Brunelleschi necessità di una svariata gamma di servizi e attività, oltre a quelle svolte da militari, forze dell’ordine e personale della Croce Rossa. Sono quindi numerose le aziende che in maniera diversa concorrono alla reclusione degli immigrati senza documenti e che da essa traggono un profitto.

Naturalmente, una parte consistente del lavoro che si svolge all’interno del Centro è di tipo strettamente burocratico: comunicazioni con uffici dell’Anagrafe, questure, commissariati, consolati, ambasciate etc., sia per tentare di dare un nome a coloro che sono rinchiusi, che per organizzare poi la loro espulsione. La guerra all’immigrazione clandestina ha dunque, molto banalmente, non solo bisogno di manganelli e lacrimogeni ma anche di un piccolo esercito d’impiegati, armati di fotocopiatrici, fax, telefoni e di una buona connessione internet.

Continua a pag. 30781

macerie @ Agosto 24, 2014

Fughe tentate, fughe riuscite

Diario

Approfittando del fatto che l’attenzione delle forze dell’ordine era tutta rivolta verso il campo di calcio, dove alcuni reclusi stavano giocando, ieri sera nove uomini sono fuggiti dal Cie di Ponte Galeria a Roma. Altri due reclusi ci hanno provato senza purtroppo riuscirvi e prima di essere riportati al Centro sono stati condotti in ospedale. Uno ha tutte e due le mani rotte, l’altro se l’è cavata solo con una bendatura.

Qui puoi ascoltare quanto accaduto a Ponte Galeria direttamente dalla voce di un recluso.

Un altro tentativo di fuga non andato in porto si era verificato domenica sera nel Cie di Corso Brunelleschi. Tre reclusi dell’area viola erano stati scoperti dalla polizia e subito bloccati. In seguito alla tentata evasione l’area era stata immedatamente perquisita ed è aumentato il controllo notturno da parte dei militari.

macerie @ Agosto 20, 2014

Scioperi della fame e fughe

Diario

Alcuni cambiamenti sono intervenuti negli ultimi giorni nella vicenda di N., il ragazzo in sciopero della fame nel Cie di Corso Brunelleschi. Giunto ormai al quindicesimo giorno di sciopero, venerdì 8 agosto, dopo l’ennesimo trasporto in ospedale non viene riportato nel Centro perché il medico giudica che la reclusione non sia più compatibile con le sue condizioni di salute. Dopo qualche ora N. può quindi uscire da solo dall’ospedale, libero. Una libertà purtroppo breve e condizionata.

Condizionata dalla volontà delle forze dell’ordine che dopo appena tre giorni vanno a casa sua e, giudicandolo nuovamente adatto ad essere rinchiuso, lo riportano con la forza nel Cie. Qui, N. ricomincia da subito lo sciopero della fame.

Novità decisamente più positive arrivano invece da un altro Cie, quello di Trapani. Nel Centro siciliano, ieri, è scoppiato un incendio che ha consentito a otto reclusi, nella confusione generale, di fuggire. Uno di loro è stato purtroppo ripreso, ma gli altri sette sono invece tuttora liberi.

macerie @ Agosto 12, 2014

Dal carcere di Cremona

Diario

hb-saraceno-31-300x200.jpg

 

«Cremona, 2/8/14

“Il racconto, il racconto per intero!”                                                                                              

(un + a chi ha colto l’oscura citazione)

Mi è stato dato ad intendere che ci siano idee vaghe sul mio luogo di detenzione, ammetto che io per primo quando mi hanno portato in matricola a S. Vittore per il trasferimento e mi hanno detto: “Cremona” , ho sgranato gli occhi e ho ripetuto incredulo: “Cremona?” Non sapevo neanche che ci fosse un carcere!

Durante il tragitto mi hanno dato l’opportunità di diventare nostalgico: Piazza Napoli, Ticinese, lo svincolo per Alessandria… Dopodiché, mi sono addormentato per risvegliarmi a Caorso e di lì a poco alla nuova dimora. Dopo un’attesa che a me è sembrata infinita, in una cella microscopica con dentro niente se non scritte di tutta la gente passata di lì, mi hanno fatto la visita di rito, perquisa e mi hanno detto che sarei andato nella sezione “C”, me l’hanno detto come se dovessi sapere cosa fosse.

Continua a pag. 30754

macerie @ Agosto 9, 2014

Ultime su Lucio e Graziano

Diario

Dall’11 luglio, nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce, Graziano si trova in isolamento di fatto: blindo chiuso tutto il giorno e aria, che si rifiuta di fare, da solo e per di più in un buco piccolo e sporco. La responsabilità di questo trattamento è della direzione del carcere, che lo motiva con il fatto che sono gli altri detenuti della sezione a non poter incontrare nessuno.

Il 3 agosto è stato spostato di cella, cosa che ha peggiorato la sua situazione: la cella è più piccola, meno pulita, la televisione non funziona e inoltre le celle accanto alla sua sono vuote, gli è quindi impossibile scambiare anche solo poche parole.

Posta e libri arrivano invece abbastanza regolarmente, per cui l’invito è di continuare a scrivergli. Graziano è riuscito poi a sentire bene i presidi fatti in sua solidarietà.

Continua a pag. 30757

macerie @ Agosto 9, 2014

Battitura ed espulsione in Brunelleschi

Diario

M., il ragazzo aggredito un paio di giorni fa in ospedale dalle forze dell’ordine, una volta tornato al Centro si procura dei tagli sul corpo e viene quindi riportato in ospedale. Dopo averlo rinchiuso nuovamente nel Cie, ieri sera la polizia prova a portarlo fuori dall’area gialla con la forza per espellerlo.
M. si oppone tagliandosi in varie parti del corpo e minacciando di uccidersi se le forze dell’ordine non avessero desistito. Per tutta risposta, arrivano prontamente decine di carabinieri che circondano l’area gialla. A questo punto quasi tutti i reclusi iniziano una battitura mentre i carabinieri si mettono i caschi e si preparano ad entrare nell’area. Dopo un po’, però, le forze dell’ordine rinunciano a intervenire e nell’area gialla entra invece un’ambulanza che porta il ragazzo in ospedale.
Al suo rientro nel Cie, M. viene quindi rinchiuso nella sezione d’isolamento, dove rimane per due giorni, fin quando cioè la polizia riesce a trascinarlo fuori e rimpatriarlo in Marocco.

macerie @ Agosto 7, 2014

Cie. Da Torino e Trapani

Diario

Nel pomeriggio, si è finalmente capito a cosa era dovuto il tira e molla, tra Gip e Questura, sugli arresti domiciliari dei cinque ragazzi reclusi nel Cie di corso Brunelleschi. Uno di loro, ancora in isolamento, è stato infatti prelevato con la forza da cinque agenti in borghese che, subito dopo, hanno portato via anche altri due ragazzi sottoposti precedentemente ai domiciliari. Tutti sono poi stati trasportati all’aereoporto di Caselle, e da lì, insieme ad altri cinque marocchini che non sappiamo dove siano stati catturati, espulsi.

Nel resto del Centro, frattanto, la situazione continua ad essere molto tesa. Ieri un ragazzo che aveva ingoiato lamette e batterie è stato portato in ospedale e qui aggredito da alcuni poliziotti e guardie private che, dopo averlo riempito di botte, lo hanno riportato al Cie. Nell’area blu i reclusi continuano, invece, a denunciare la presenza di psicofarmaci nel cibo e un ragazzo, ormai da dieci giorni in sciopero della fame, è stato più volte portato in ospedale a causa dei molti chili persi, salvo poi essere ogni volta riaccompagnato nel Centro.

Nel Cie di Trapani, infine, ieri e l’altro ieri alcuni reclusi hanno provato a fuggire scavalcando il muro, ma non ci sono riusciti per l’intervento di alcuni finanzieri. Da stasera, quindi, hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame.

macerie @ Agosto 4, 2014

Da Ponte Galeria, un contributo

Diario, Rassegna Stampa

Di seguito un contributo scritto da alcune compagne e compagni di Roma con gli ultimi aggiornamenti dal centro di Ponte Galeria. Il testo è apparso sul blog Hurriya, nato da qualche mese con l’intento di «raccogliere notizie e approfondimenti sulle frontiere e sulle prigioni per migranti, sostenendo e accompagnando le lotte per la liberazione totale».

CIE di Ponte Galeria: bocche cucite ma nessuno resta in silenzio

«Nel CIE di Ponte Galeria, Vincenzo Lutrelli ha passato il testimone a Floriana Lo Bianco, nuova direttrice del campo d’internamento etnico alle porte di Roma. Il nuovo ruolo della psicologa della cooperativa Auxilium c’era sfuggito, nonostante l’ipotesi del doppio incarico del Lutrelli, tra la direzione del CARA di Castelnuovo di Porto e quella del CIE, destasse non poco stupore. Nuova direttrice, vecchie maniere.

Da quando 14 reclusi hanno cominciato lo sciopero della fame, da 8 giorni in due hanno deciso di cucirsi le labbra. Con la volontà di mettere a tacere definitivamente la vicenda delle “bocche cucite”, ed il clamore dei media di regime impegnati a romanzare, stamattina (2 agosto) le guardie hanno prelevato dalla cella uno tra i due ragazzi: trasportato su una sedia a rotelle, facendo credere a tutti che la destinazione fosse l’infermeria per alcuni controlli medici, è stato invece portato a Fiumicino per un rimpatrio coatto. Il ragazzo, una volta caricato di peso sull’aereo, ha sbattuto violentemente la testa contro un finestrino, procurandosi delle ferite che hanno costretto il pilota a partire senza un deportato a bordo.

Quando al CIE giunge la voce di questa infame operazione, il secondo ragazzo con le labbra cucite viene trasportato d’urgenza in ospedale dopo aver ingerito due lamette.

La giornata è ancora lunga, gli animi sono caldi e una decina di reclusi tentano la fuga ma vengono purtroppo bloccati dall’ intervento delle forze dell’ordine.

Ore 22,20 – E’ in corso una trattativa tra i reclusi asserragliati nel centro (abbandonato da guardie, lavoranti e operatori Auxilium) e le forze dell’ordine schierate all’ingresso del centro. I reclusi sono riusciti a sottrarre alla polizia 7 dei ragazzi bloccati nella fuga, facendoli entrare nel centro con loro. Altri 4 sono al momento trattenuti dalle guardie ma sono tutti determinati a resistere finché non saranno rilasciati.»

Continua a pag. 30749

macerie @ Agosto 3, 2014

Cie. Dalla Sicilia

Diario

Ieri sera i reclusi del Cie di Trapani hanno dato fuoco alle camerate del blocco “A”. La polizia, dopo aver domato a fatica le fiamme, è entrata nell’area e ha perquisito tutti i ragazzi presenti, nel tentativo di individuare i responsabili dell’incendio. Non trovando niente, gli agenti hanno perquisito anche il blocco adiacente, il “B”, e i ragazzi lì detenuti. Ma, non appena la polizia si è spostata verso il blocco “B”, le fiamme sono prontamente tornate ad avvolgere il blocco “A”. Allora i poliziotti si sono nuovamente spostati per domare un’altra volta l’incendio e, approfittando della loro distrazione, sei ragazzi del blocco “B” sono riusciti a scavalcare le reti e scappare dal Centro.

Sempre ieri notte, i reclusi del Centro di Caltanissetta, nel tentativo di evadere in massa, hanno dato vita a un fitto lancio di oggetti contro le forze dell’ordine. Gli scontri sono proseguiti per diversi minuti e sono stati placati solo grazie all’utilizzo di lacrimogeni. Il bilancio, secondo i giornali, sarebbe di sette tra agenti di Polizia, Carabinieri e militari feriti.

macerie @ Agosto 2, 2014

Quel che il giudice fa…

Diario

…la Questura disfa? Almeno così sembrerebbe osservando quello che accade nel Cie di Torino. I cinque ragazzi che erano stati portati prima alle Vallette e quindi messi agli arresti domiciliari dentro il Centro di corso Brunelleschi, da ieri non sono infatti più sottoposti a questa misura cautelare. A quanto pare è stato il Pm, proprio su pressione della Questura torinese, a chiedere al giudice di revocare il provvedimento perché la struttura non sarebbe idonea. Escludendo qualsiasi pia intenzione della Polizia torinese, è probabile che avere dei reclusi agli arresti domiciliari, da sottoporre quindi a un regime diverso dagli altri,  creasse ulteriori noie e fatiche ai poliziotti che lavorano nel Cie e che hanno dunque fatto valere le proprie ragioni. Anche perché, almeno per quanto riguarda le condizioni materiali, il cambiamento è per ora solo formale. I cinque ragazzi si trovano infatti, come prima, nella sezione d’isolamento. Le forze dell’ordine non hanno invece guardato tanto alla forma ma alla sostanza delle cose quando, nel pomeriggio di oggi, hanno riempito di botte uno dei cinque reclusi in isolamento che protestava perché non gli era permesso ricaricare il telefono cellulare. Poi, ammanettato, lo hanno portato in infermeria.

Saputo della “scarcerazione” dei 5, nella serata di ieri, una quindicina di solidali erano andati fuori dal Centro per salutare con urla e petardoni tutti i reclusi.

macerie @ Agosto 1, 2014

Ancora bocche cucite a Ponte Galeria

Diario, Rassegna Stampa

Roma, 31 luglio

«Cie Roma, nuova protesta: in due ancora con le labbra cucite

Il tunisino di 27 anni che aveva sospeso la protesta martedì dopo tre giorni l’ha ripresa

Sono di nuovo due gli immigrati con le labbra cucite per protesta al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria a Roma. Il tunisino di 27 anni che aveva sospeso la protesta martedì dopo tre giorni oggi l’ha ripresa, ha riferito la direttrice del Cie Floriana Lo Bianco, della cooperativa Auxilium che gestisce la struttura.

Non ha mai interrotto invece la protesta contro i tempi di permanenza nel Cie iniziata sabato scorso un algerino 28enne, al quale in questi giorni è stato prorogata di un mese la detenzione nel centro. Entrambi gli immigrati si trovano al Cie di Ponte Galeria dal mese di luglio.»

da Repubblica

macerie @ Agosto 1, 2014

Sedativi e matrioske in corso Brunelleschi

Diario

In una struttura ormai in gran parte inutilizzabile, per far fronte alla forte conflittualità mostrata negli ultimi tempi dai reclusi, chi dirige il Cie di corso Brunelleschi sta tentando di percorrere diverse strade. Ridurre quanto più possibile il numero dei reclusi - che sono attualmente 28 in una struttura che potrebbe rinchiuderne 180 - continuando a deportare o liberarne, a seconda dei casi, alcuni; e sedare chimicamente chi rimane, farcendo con  psicofarmaci il cibo fornito a pranzo e cena. Non si tratta certo di strade nuove, ma di iniziative che da sempre caratterizzano le gestioni dei diversi Centri.

Una novità assoluta riguarda invece i ragazzi arrestati nei giorni scorsi che, su ordine del Gip Elena Rocci, si trovano ora agli arresti domiciliari nella sezione d’isolamento del Cie di corso Brunelleschi. Per quanto ne sappiamo non era mai accaduto finora che qualcuno scontasse degli arresti domiciliari all’interno di un Cie. Al momento è difficile dire con certezza se questo inedito intreccio, o meglio, questa matrioska di detenzione penale e amministrativa, sia frutto del caso, o sia invece legata ad alcuni dei decreti svuotacarceri degli ultimi mesi, che prevedono un utilizzo più frequente, a fini cautelari, degli arresti domiciliari rispetto al carcere.

macerie @ Luglio 30, 2014

La lista della spesa

Diario

12333002.jpg

«Brissogne, 22/07/14

Lo spesino passa il lunedì per tabacchi e bolli, il mercoledì pomeriggio inizia con qualcosina, il giovedì è il giorno più emozionante, arrivano i beni più sostanziosi, infine il venerdì è il giorno delle verdure e della carne. Ma il tuo libretto (dove ci son segnati i conti di entrate e uscite) e il foglietto su cui c’è la spesa settimanale, sotto forma di codici e quantità, lo consegni il giovedì e la spesa arriva la settimana dopo, secondo il ritmo descritto. È un buon esercizio studiare la lista delle cose acquistabili. Chissà se ogni carcere ha la sua (di sicuro, chissà allora da cosa dipende).

Continua a pag. 30738

macerie @ Luglio 28, 2014

Trasferimenti

Diario

Lucio e Francesco sono stati trasferiti dal carcere di San Vittore, nel quale erano rinchiusi dall’11 luglio, rispettivamente a Busto Arsizio e Cremona.

Ecco gli indirizzi attuali dei sette compagni arrestati per l’attacco al cantiere di Chiomonte:

Francesco Sala C.C. via Palosca, 2 - 26100 Cremona;
Lucio Alberti
C.C. Via Cassano Magnago, 102 - 21052 Busto Arsizio (Varese);
Graziano Mazzarelli
C.C. via Paolo Perrone, 4, Borgo San Nicola - 73100 Lecce;
Niccolò Blasi
e Mattia Zanotti C.C. San Michele strada Casale, 50/A - 15121 Alessandria;
Claudio Alberto
C.C. via dell’Arginone, 327 - 44100 Ferrara;
Chiara Zenobi
C.C. “Rebibbia” via Bartolo Longo, 92 - 00156 Roma.

macerie @ Luglio 28, 2014

Voci dal Cie

Diario

Avevamo ipotizzato che i ragazzi arrestati durante la rivolta di lunedì sarebbero riusciti a sentire il presidio in solidarietà che si è tenuto oggi nel tardo pomeriggio al Cie di Corso Brunelleschi. Così non è stato perché, dopo che il giudice ha convalidato gli arresti domiciliari per i cinque ragazzi ed ha disposto il loro ritorno nel Cie, non sono stati riportati tra le sbruciacchiate mura di Corso Brunelleschi e non si sa ancora in quale altro Centro siano stati trasferiti. Quello che si sa di sicuro, invece, è che i tre ragazzi espulsi negli ultimi giorni sono stati deportati in fretta e furia e uno di loro ha fatto sapere, una volta arrivato a destinazione, di essere stato sedato prima del volo. Evidentemente si volevano evitare viaggi turbolenti ai poliziotti che lo accompagnavano, visto che il malcapitato di partire non ne voleva sapere.

Continua a pag. 30739

macerie @ Luglio 27, 2014

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

Continua a pag. 29976

macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

 castello-300x1771.jpg

Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

Continua a pag. 29915

macerie @ Gennaio 27, 2014