La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

PD=Merde

pd-cremona-22aprile.jpg

22 aprile. Cremona. Nella notte la vetrina del comitato elettorale del candidato sindaco Galimberti viene imbrattata dalle scritte «No Tav Liberi» e «PD=Merde». Nel lamentarsi pubblicamente, alcuni esponenti democratici hanno dichiarato che si tratta del secondo imbrattamento in due settimane.

Dal Salento

 pd_lecce_19aprile.jpg

19 aprile. Lecce. Nella notte sui muri e sulle insegne del circolo del Pd in via Milizia compaiono le scritte «No Tav» e «Basta sgomberi».

Blocco a Ferrara

13 aprile. Ferrara. Una quindicina di solidali blocca un treno Freccia Bianca diretto a Venezia, ritardandone per diversi minuti la partenza. Con uno striscione e dei volantini si esprime solidarietà a Claudio e agli altri compagni rinchiusi in AS2 e a tutti i detenuti che partecipano alla mobilitazione d’aprile.

Merde

pd-bologna-2aprile.jpg

2 aprile. Bologna. Due sedi del PD vengono imbrattate. L’ingresso del circolo di via Orfeo viene chiuso con una catena, le vetrate sporcate con vernice e sui muri compare la scritta «No sgomberi, No Tav, No PD - Merde»; sulla serranda della sede di via Bentivogli viene scritto «Terroristi siete voi, merde - pagherete tutti» e i muri esterni del circolo vengono sporcati con olio esausto.

Vetri rotti

2 aprile. Torino. Ignoti spaccano le vetrine della sede del Pd di Borgo Vittoria, in via Colautti 2, e lasciano la scritta «No Tav» sull’ingresso. Stanco delle attenzioni ricevute negli ultimi mesi, il capogruppo dei senatori democratici Luigi Zanda chiede al Governo di difendere le sedi di partito. E il segretario piemontese Davide Gariglio fa la conta dei danni, lamentando più di dieci attacchi negli ultimi mesi.

Caselli contestato in Calabria

26 marzo. Cosenza. All’interno dell’università, Caselli partecipa a un incontro su “Mafie, istituzioni, poteri forti”. Chissà se, lontano dal Piemonte, pensava di non trovare nessuno a contestarlo. Ad ogni buon conto alcuni studenti non hanno gradito la presenza dell’ex procuratore e gli hanno preparato alcuni striscioni di accoglienza che ribadiscono la solidarietà agli arrestati («liberi tutti, liberi subito»), rispediscono al mittente l’accusa di terrorismo («in Valle nessun terrorista») e ricordano che la lotta contro l’Alta Velocità non è solo un affaire valsusino («dalla Calabria alla Val Susa, siamo tutti No Tav»).

Il Pd che sta a Forlì

22 marzo. Forlì. Sui muri della sede cittadina del Partito Democratico compare la scritta «PD complice della Tav!»

pd_forli_tav.jpg

Secchiate rosse

103923724-7a772543-6171-4a0d-b133-da98075e68a1.jpg

21 marzo. Torino. Ricoperta di vernice rossa la sede del Pd di via Masserano su cui spiccano anche le scritte «Terrorista è chi sfratta, deporta e devasta i territori», «PD=Polizia», «No agli sfratti» e «Terroristi siete voi». Dal senatore Esposito al responsabile regionale Fazzone, passando per i segretari provinciali e regionali Morri e Gariglio, tutti si dichiarano sdegnati e si lamentano pubblicamente per l’ennesima azione, negli ultimi mesi, contro una sede del Partito Democratico.

Pada down

15 marzo. Torino. I visitatori del sito del Tribunale di Torino si trovano di fronte ad un’ anomala schermata. Al posto della consueta home appaiono infatti insulti ai Pm Padalino e Rinaudo oltre agli storici slogan della lotta contro il Tav. Regalo degli hacker di Anonymous che hanno oscurato il sito per diverse ore dando così il loro contributo alla causa NoTav.

Mezzi incendiati

14 marzo. Rovigo. Incendiati nella notte due escavatori e tre trattori della Pato Perforazioni di Occhiobello, azienda coinvolta negli scavi del Tav. I danni ammontano a 250 mila euro.

Insulti e ruotini

9 marzo. Ferrara. Una cinquantina di compagni, davanti al carcere di Ferrara, esprime la propria solidarietà a Claudio, Nicola, Alfredo e Adriano, rinchiusi nella sezione di Alta Sorveglianza e a tutti gli altri detenuti con musica, interventi, slogan e fuochi d’artificio. Dopo più di tre ore, nel momento di risalire sulle auto, alcuni compagni si accorgono di avere due ruote tagliate. Giusto il tempo di trovare due ruotini di scorta e insultare ulteriormente le guardie presenti, e si riparte.

Risorgimento

8 marzo. Torino. Una bandiera No Tav e uno striscione che chiede la liberazione degli arrestati chiudono nella notte il cancello d’ingresso del “Circolo Risorgimento” di via Poggio, circolo che ospita la sezione dell’Anpi che solo due giorni prima aveva organizzato il contestatissimo dibattito con Caselli e Sanlorenzo.

anpi-no-tav11.jpg

Caselli in Barriera/2

103540560-9bd75d24-3c36-4458-a23e-246d99588c7a1.jpg

6 marzo. Torino. Mentre Caselli e soci, su invito dell’Anpi, discutono di “terrorismo, mafia, anarco-insurrezionalisti e No Tav” in una sala blindata da camionette e cordoni di celerini, a poche decine di metri di distanza un centinaio di No Tav replica con un fragoroso presidio. […]

Trivelle bagnate, trivelle fortunate

3 marzo, Venezia. Nella notte quattro bottiglie di liquido infiammabile collegate ad un timer vengono lasciate sotto due trivelle della NCB Scrl di Torre di Mosto, ditta specializzata nella costruzione delle macchine perforatrici utilizzate, tra l’altro, al cantiere di Chiomonte. Forse a causa delle forti piogge, l’innesco non è scattato. Non lontano vengono ritrovate alcune scritte contro l’Alta Velocità.

Scritte a Castellamonte

26 febbraio, Castellamonte (TO). Diverse scritte contro il Tav e in solidarietà ai quattro accusati di terrorismo compaiono nella notte. Particolare sdegno suscita l’imbrattamento di un distributore di acqua.

acqua_castellamonte.jpg

No tav No pd

23 febbraio. Pisa. Imbratta la sede del Pd di San Marco-San Giusto con scritte no tav.

pisa_san_giust_danni_sede_pd_2014_02_23.jpg

Striscioni

23 febbraio. Torino. Nella notte, a poche ore dal corteo spuntano diversi striscioni in solidarietà con Claudio, Chiara, Niccolò e Mattia. Vicino alla stazione Dora, nei pressi di piazza Statuto, su corso Marche e poi anche fuori città, a Caselle torinese e a Germagnano.

Ispirazioni dantesche

23 febbraio. Bari. La notte prima delle primarie un circolo del Partito Democratico viene imbrattato con scritte sulle serrande e vernice sull’insegna.

pd_bari.jpg

Rebibbia

23 febbraio. Roma. Più di cento persone si ritrovano nel pratone davanti alla sezione femminile per salutare le compagne in Alta Sorveglianza e tutte le detenute. Ai solidali si sono uniti, nel corso del presidio, alcuni parenti e amici per salutare le proprie care rinchiuse.

Atlanta

22 febbraio. Atlanta, Stanti Uniti. Anonimi nemici dei progetti di gentrification della capitale georgiana sabotano due mezzi di un cantiere, dedicando l’iniziativa anche alla lotta contro il Tav in Valsusa.

Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

L’ultima domenica?

20 aprile. Dopo mesi di girotondo, anche oggi una fetta di Piazza della Repubblica è completamente occupata dagli abusivi per il consueto mercato domenicale. Forse per l’ultima volta, giacché da domenica prossima inizierà Scopri Porta Palazzo, un’iniziativa promossa dall’agenzia The Gate e finanziata dal Comune: presentata come un’occasione per «occupare lo spazio libero in modo positivo», è in realtà una manovra per togliere terreno agli abusivi e convincerli a spostarsi verso l’ex Scalo Vanchiglia. Mentre qualche vigile sorveglia la Piazza da lontano e in mezzo al mercato si aggira qualche uomo di The Gate per studiare la situazione sul campo, oggi tra gli abusivi non si parla d’altro. Nessuno ha le idee chiare: qualcuno sarebbe anche contento di spostarsi e legalizzarsi, altri dalla Piazza non se ne vogliono proprio andare e c’è addirittura chi propone di organizzare manifestazioni e blocchi stradali.

In giacca e cravatta al mercato

18 aprile. Al mercato rionale di Via Porpora, si presentano il candidato per le elezioni regionali Davide Gariglio, alcuni militanti del PD e la loro lunga coda di paglia, alla quale sta attaccata una camionetta di celere e diversi agenti in borghese. Quando un gruppo di ragazzi, con trombette e megafono, fa notare che quei politici nel quartiere popolare di Barriera di Milano sono come pesci fuor d’acqua (e farebbero bene a tornare a sguazzare tra le loro frequentazioni abituali, quali banche e grossi industriali), si scatena un piccolo putiferio: chi ha il banco al mercato vuole lavorare, la Conticelli - presidente di circoscrizione - s’infuria e brandisce un volantino dal titolo “orgoglio democratico”, chi fa la spesa esprime mille ragioni per cui avercela col PD.

Promesse mantenute, nonostante tutto

15 aprile. Come promesso alcuni giorni fa, un gruppo di solidali torna nel pratone dietro al carcere delle Vallette per salutare i reclusi. La polizia politica, che dalle cinque di mattina segue i picchetti contro gli sfratti e gli spostamenti di chi vi partecipa, è già lì a tentare di sbarrare la via. I compagni passano sotto il naso dei digossini che chiamano nervosi la celere, che tarda ad arrivare. In volata inizia il saluto, subito da dentro i detenuti si fanno sentire con grida e battiture. […]

Calma piatta?

15 aprile. Terzo martedì del mese, tre sono gli sfratti in agenda per oggi, più quelli sospesi. I picchetti ben visibili, di fronte ai portoni, attirano solo le attenzioni delle pattuglie della polizia politica. Un gruppo di solidali pronti ad intervenire in caso di attacco è invece più sorvegliato: una camionetta di celere e diverse volanti di borghesi. Non succede alcunché, degli ufficiali giudiziari nemmeno l’ombra. Presumibilmente gli sfratti rinviati saranno automaticamente sospesi, mentre quelli già sospesi lo rimarranno.

Non ti apro!

14 aprile. Cinque camionette con ufficiale e fabbro al seguito si presentano in mattinata in via Cecchi alla porta di una famiglia, che da mesi non pagava più l’affitto al noto Giorgio Molino, per eseguirne lo sfratto a sorpresa. La polizia prova la via del dialogo e chiede di entrare ma la donna, sola in casa con il figlio di pochi anni e un nascituro in grembo, si rifiuta di aprire. Per un’ora la porta resiste ai colpi e alla fine si deve ripiegare sulla finestra, che viene rotta e forzata. Una volta entrati e resisi conto dell’avanzato stato di gravidanza della sfrattata, i poliziotti chiamano in fretta e furia un’ambulanza; se la signora dovesse avere un malore, sai che guaio passerebbero.

[…]

All’ultimo sangue

14 aprile. Un recluso del Cie di Torino viene prelevato dalle celle di isolamento e portato in aeroporto per la deportazione. Salendo in aereo, approfitta della distrazione delle guardie per dare una bella testata a uno spigolo, provocandosi una ferita superficiale ma che inizia a sanguinare copiosamente. I poliziotti vorrebbero caricarlo comunque in aereo, ma a causa del rifiuto del pilota il recluso viene riportato al Centro.

Da un lato e dall’altro

13 Aprile. Doppio saluto al carcere delle Vallette, prima dalla parte del femminile e poi nel pratone a ridosso delle sezioni maschili. Sia da un lato che dall’altro la risposta è vivace e rumorosa. Le ragazze urlano e salutano, anche se i muri perimetrali non permettono di vedersi come dalla parte del maschile. Qui invece i detenuti che riescono a parlare con i solidali informano che da diversi giorni, anche nelle sezioni B e C vengono fatte delle battiture intorno alle sette di sera. Tra chiacchiere, canzoni e slogan urlati insieme dentro e fuori ci si lascia con la promessa di rivedersi presto.

A Porta Palazzo contro gli sfratti


12 aprile. Alcune decine di persone tra sfrattandi, occupanti di case e solidali, si ritrovano in piazza Borgo Dora per il presidio contro gli sfratti e contro gli sgomberi di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi. Dopo un paio d’ore, un piccolo corteo si dirige lungo corso Giulio Cesare fino al mercato in piazza della Repubblica, e tra slogan e interventi al megafono in italiano e arabo si informano tutti i passanti che le prossime camionette di polizia che vedranno in quartiere cercheranno di cacciare qualcuno di casa con la forza, ma che allo stesso tempo mesi e mesi di lotta hanno dimostrato che resistere contro gli sfratti è possibile.

Dalle celle con rumore

12 aprile. Nelle tre sezioni del femminile del carcere delle Vallette è partita una battitura che ha rimbombato per mezz’ora nelle celle e nei corridoi. Pare che non sia la prima compiuta negli ultimi giorni, dall’inizio della mobilitazione lanciata da alcuni detenuti di diverse carceri italiane le prigioniere sono in fermento.

Tensione tra le parti

11 aprile. La macchina del direttore dello stabilimento Agrati a Collegno è andata a fuoco due notti addietro. Lo stabilimento è in chiusura su decisione dell’azienda. Le lamentele dei sindacati, secondo cui tali episodi generano «solo ulteriore tensione tra le parti» sono state riferite direttamente a Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro in carica, in visita questa mattina alla fabbrica.

Le fatiche di Granata

11 aprile. Giornate impegnative per l’ufficiale giudiziario Costantino Granata che, sfratto su sfratto, si deve conquistare l’agognato salario: ma sulla strada tra lui e il suo stipendio la resistenza si intrufola sempre più spesso. Oggi è arrivato in Borgo Vittoria già scortato dalla Polizia; lui nega la proroga, mentre gli agenti fanno il loro chiedendo i documenti agli amici della famiglia sotto sfratto e, non paghi, pure il permesso di soggiorno per i non italiani, sia mai di trovare qualcuno che ne è privo. Sembra tutto finito ma all’improvviso compare un gruppone di solidali e Granata è costretto a darsela di gran lena seguito dal suo personale stuolo di poliziotti, sospendendo così uno sfratto che sembrava già eseguito. […]

Crisi e battiture

7 aprile. Un recluso del Cie di corso Brunelleschi viene colpito da una crisi epilettica, ma come spesso accade i responsabili del Centro si rifiutano di soccorrerlo. A fargli cambiare idea ci pensano ancora una volta gli altri reclusi, che per protesta iniziano una battitura: pur essendo in pochi, dal momento che il Centro è ancora mezzo distrutto e praticamente vuoto dopo le rivolte degli ultimi mesi, fanno abbastanza casino da convincere la Croce Rossa a portare il recluso all’ospedale.

Sciopero e saluti

5 aprile Nella sezione femminile del carcere delle Vallette, in concomitanza con l’inizio di una mobilitazione generale dei reclusi lanciata in diverse carceri italiane, parte uno “sciopero del carrello”. Verso sera quindi un gruppo di una quindicina di solidali improvvisa un rumoroso saluto davanti l’entrata principale del carcere, più vicina alla sezione femminile del solito pratone retrostante. Qualcuno si arrampica sul tettuccio adiacente le sbarre e sui piloni di cemento che circondano il parcheggio delle guardie per farsi vedere dalle finestre più alte della sezione. Forti botti e interventi al megafono ribadiscono la solidarietà e le ragioni della protesta. Da dentro rispondono con urla e fischia mentre le guardie osservano infastidite.

Guastatori

4 aprile. Una pattuglia di militari del Genio Guastatori sorprende due giovani rumeni mentre stanno sradicando un tubo di rame da una casa in strada San Mauro. La Polizia interviene sul posto e arresta i due ladri.

Retata a Madonna di Campagna

4 aprile. Mentre i poliziotti del Commissariato Dora-Vanchiglia vengono fermati in Borgo Dora, i loro colleghi di Madonna di Campagna rastrellano immigrati tra il campo Rom di strada Germagnano e nella zona tra via Stradella e via Reiss Romoli. Come sempre, a un grande sforzo corrisponde in realtà un magro bottino: a fronte di 82 persone identificate, cinque vengono portate in Questura e a uno di essi viene notificata un’espulsione.

McDonald’s danneggiato

3 aprile. Per motivi da accertare, forse dopo una discussione con il personale del McDonald’s davanti al quale chiedevano l’elemosina, due ragazzi sono entrati nel fastfood di Piazza Castello distruggendo tavoli, sedie e buona parte dell’arredo. Il fatto è accaduto intorno alle 23.30, sul posto sono arrivate le volanti della polizia che poco dopo hanno rintracciato e arrestato i due; le accuse sono di danneggiamento e lesioni, visto che a uno dei dipendenti è stata tirata addosso una cassetta di plastica.

La Voce del Popolo

3 aprile. Nella curia del Santo Volto, in Via Val della Torre, nella notte sono state rubate decine di computer e altre attrezzatureRubati i computer nella Curia di via Val della Torre
che sarebbero servite, dalla prossima settimana, per la nuova redazione dei settimanali della diocesi “La Voce del Popolo” e “Il nostro tempo”. Le redazioni dei due giornali, inevitabilmente, rimarranno nella loro sede di Via Matteotti 11.

Controlli in Barriera

29 marzo. Ancora controlli che puzzano di retata per le strade di Torino. Questa volta è la zona di Barriera di Milano ad essere rivoltata come un calzino da diverse decine di poliziotti in cerca di “illeciti”. Il risultato: una sessantina i controllati, quattro denunce a piede libero e sei arresti. A differenza delle retate a San Salvario e Aurora effettuate nelle scorse settimane, non sono solo immigrati a finire nel mirino della polizia ma anche un alto numero di autoctoni e qualche esercizio commerciale.

Corteo

29 marzo. Ottocento persone, tra attivisti dei vari sportelli per la casa del Piemonte e dei sindacati di base, militanti, rifugiati, occupanti di case e solidali per il “corteo regionale per il diritto alla casa”, organizzato in sostegno un po’ delle lotte di qua, un po’ della tornata di mobilitazioni romane delle prossime settimane. Lungo il percorso scritte, striscioni e secchiate di vernice contro due agenzie immobiliari, una vecchia casa popolare svenduta dal Municipio per essere trasformata in un albergo di lusso, una banca e una sede della Regione.

61.jpg

L’ombra di Fassino

28 marzo. Alle sei di sera un centinaio di persone tra uomini, donne e bambini sotto sfratto o già sfrattati, occupanti di case e solidali si danno appuntamento in via Pisa per attendere l’arrivo del Sindaco Piero Fassino, e contestarlo come si deve. Due furgoni della polizia e due cordoni di celerini sbarrano loro la strada, e i manifestanti decidono di farsi sentire con urla, canti, battiture di pali e di coperchi e slogan come «basta sfratti!» e «Fassino ha paura e chiama la Questura!». Quando dopo più di un’ora di baccano ormai è chiaro che Fassino o non si farà vedere, o è entrato alla conferenza dal retro e di soppiatto, il presidio si trasforma in un rumoroso corteo per via Bologna, lungo la Dora, via Perugia, corso Palermo e corso Brescia.

fassino_sindaco_degli_sfratti.jpg

Ancora bidelle

26 marzo. Deluse dalla trattativa nazionale definita “inefficace”, le bidelle delle cooperative che si erano incatenate davanti al Comune il mese scorso, tornano all’attacco. Da stamattina le lavoratrici occupano un’aula della scuola elementare Fontana in via Buniva e dal balcone spiegano a genitori e passanti che da lì non se ne andranno fino a quando non avranno notizie concrete e rassicuranti da Roma. E, forse, questa volta non basterà una proroga mensile ai tagli previsti nel settore a smobilitarle.

Lontano dal centro

25 marzo. Con una delibera di giunta promossa dagli assessori Curti, Mangone e Passoni il Comune ha stretto un accordo con la Regio Parco srl, proprietaria dello Scalo Vanchiglia, per potervi spostare, nel prossimo futuro, il mercato della domenica di Porta Palazzo. Sembra che a Palazzo Civico nutrano la speranza di trasferirvi anche una parte del mercato del sabato.

Sedici mesi

25 marzo. A tanto è stato condannato, con il beneficio della condizionale e dopo aver scelto il rito abbreviato, Alessio, arrestato lo scorso 9 dicembre durante la sassaiola contro la polizia davanti alla sede della Regione Piemonte in piazza Castello. Dopo più di cento giorni di prigionia, di cui una buona metà trascorsi in cella con Mattia, in serata è finalmente uscito dal carcere delle Vallette.

Autocombustione

23 marzo. Alcuni carabinieri, dopo aver fermato quattro rom minorenni che si sarebbero resi responsabili di un furto in via Cialdini, si dirigono al campo nomadi  di strada Aeroporto per terminare l’identificazione. Lasciata la volante incustodita, si accorgono che il veicolo ha preso fuoco e chiamano in soccorso i vigili del fuoco. Troppo tardi.

Col fuoco

23 marzo. Un’ora e mezzo di musica, battiture, interventi al microfono, fumogeni e petardoni nel vialone di corso Brunelleschi. In cinquanta fuori dalle sbarre del Centro, per portare ai reclusi la solidarietà di chi sta fuori e ribadire, dopo queste settimane di incendi, arresti, liberazioni e deportazioni, che i Cie si chiudono col fuoco.

Dietro il carcere

22 marzo. Verso sera una quindicina tra parenti e solidali raggiunge il prato retrostante il carcere delle Vallette per salutare i reclusi. C’è chi colpisce le sbarre delle celle con un puntatore laser, chi parla al megafono con vecchi compagni di reclusioni passate, chi chiama il figlio, chi i fratelli. L’atmosfera si fa immediatamente calda, le urla e i petardoni si susseguono, mentre da dentro i prigionieri, che erano stati precedentemente avvisati, rispondono rumorosi.  Il saluto, che non dura più di una decina di minuti, crea immediatamente una bella situazione di complicità e vicinanza tra dentro e fuori ma anche tra i familiari stessi che pur non conoscendosi si ritrovano insieme ad urlare con i piedi bagnati e la certezza di tornare presto.

Retata a San Salvario

19 marzo. Ancora una retata a San Salvario, ancora caccia ai senza documenti mascherata da guerra alla droga. Questa volta tocca alle vie a sud di piazza Madama Cristina e al parco del Valentino: oltre a due arresti per spaccio, cinque stranieri senza documenti vengono portati in Commissariato, e a quattro di loro viene notificata l’espulsione dall’Italia; due italiani vengono denunciati per guida senza patente.

Rastrellamento al campo Rom

19 marzo. Blitz della Polizia al campo Rom di via Germagnano. Un centinaio di persone controllate, una decina di fermi in questura per controlli sui documenti e addirittura un arresto per una condanna definitiva di quattro mesi.

Retata a Porta Palazzo

18 marzo. Fino a tarda notte, settanta poliziotti rastrellano bar, sale giochi, tram, centri massaggi, gioiellerie ed erboristerie di Porta Palazzo. In tutto sono sessantasette le persone identificate, ma il bottino è magro: zero arresti, ma ben tredici fermi in questura per “accertamenti”. La caccia ai senza documenti viene però spacciata come “blitz contro la malavita.”

Girotondo

16 marzo.  Dopo due mesi di esilio tra le stradine del Balon, o a San Pietro in Vincoli o, peggio ancora, dentro il gabbione dietro al Cortile del Maglio, il mercato abusivo della domenica di Porta Palazzo torna in piazza della Repubblica. È dall’inizio dell’anno che tutte le domeniche notte i Vigili occupano ogni angolo della piazza per toglier spazio agli abusivi sospingendoli altrove, ma oggi che i pizzardoni avevano l’ordine di liberare il Balon e San Pietro in Vincoli gli abusivi… si son rimessi in piazza. Troppe poche pattuglie per presidiare tutto il quartiere? Timore di disordini all’alba del giorno del Signore? Qualche nuova diabolica strategia per dividere e disperdere i poveri in eccesso? Una gentile e temporanea concessione? Sta il fatto che il mercato è tornato dov’era l’anno passato: più piccolo rispetto agli spazi occupati in seguito alla semi-legalizzazione con la quale il Comune aveva risposto alle resistenze di quattro anni fa, ma di nuovo nel centro di Porta Palazzo.

Continuazione interna

15 marzo. Ultima udienza del processo contro Paolo e Forgi, due No Tav fermati lo scorso agosto su una macchina che trasportava materiale per un’iniziativa contro il cantiere di Chiomonte. L’immancabile duo Padalino-Rinaudo richiede una condanna a 6 anni di reclusione e diecimila euro di multa, sottolineando la pericolosità dell’armamentario sequestrato. Dopo l’arringa della difesa, in serata arriva la sentenza. Pur convalidando l’impianto accusatorio dei Pm, il giudice riduce notevolmente l’entità delle condanne applicando il meccanismo della continuazione interna di reato. Paolo e Forgi sono condannati a 2 anni e 2 mesi e cinquemila euro di multa e al momento restano ai domiciliari.

Retata a Porta Palazzo e Barriera di Milano

14 marzo. Trenta immigrati identificati dalla Polizia tra Piazza della Repubblica e i giardini Alimonda. Sette vengono portati in Questura per accertamenti, due ricevono il foglio di via firmato dal Questore, due vengono arrestati per scontare una condanna definitiva, due per detenzione di stupefacenti e, per la prima volta dopo dieci giorni di rastrellamenti continui, due vengono arrestati per aver opposto resistenza ai controlli.

Retata a San Salvario (turna)

12 marzo. A 5 giorni di distanza, il commissariato di Barriera Nizza ha condotto una nuova maxi retata nel quartiere di San Salvario. La zona tra Via Galliari e Via Sant’Anselmo è stata blindata con diverse camionette e un centinaio di agenti, bloccando il traffico, e da lì si è proceduto con il controllo di locali e immigrati. Alcune persone hanno cercato rifugio nelle cantine degli stabili ma la polizia ha sfondato la porta. Il bilancio è di 56 persone  fermate, concentrate all’interno del civico 12 di Via Galliari, e da lì condotte al Commissariato. Due, alla fine, gli arrestati, per spaccio di droga. Non si hanno notizie di immigrati portati al CIE in Corso Brunelleschi, che presenta seri problemi di capienza dopo l’ultima rivolta.retata-san-salvario.jpg

Retata a San Salvario

7 marzo. Centrotrenta carabinieri rastrellano nella notte le strade di San Salvario, bloccando interi isolati affollati da frequentatori della movida. Decine di immigrati vengono fermati per spaccio, e diversi locali vengono perquisiti. Da dietro i loro cocktail, i clienti guardano senza scomporsi, mentre un elicottero sorvola la zona a bassa quota.

Retata in Aurora

6 marzo. Decine di poliziotti del commissariato Dora-Vanchiglia rastrellano le strade di Aurora e Porta Palazzo e identificano cinquanta immigrati. Quattro vengono denunciati per aver fornito false generalità; sei ricevono l’espulsione dall’Italia; tre minorenni vengono rinchiusi in comunità e uno viene portato al Cie di corso Brunelleschi.

Minacce e promesse al Cie di Torino

Diario

Dopo periodo di calma apparente, a distanza di un mese dagli ultimi grandi incendi, sale di nuovo la tensione nel Cie di Torino. Nelle ultime settimane i funzionari di Polizia e Croce Rossa erano riusciti a tener calmi i pochi reclusi rimasti con i soliti metodi questurini: minacce di arresti per chi si fosse azzardato a ribellarsi; improbabili promesse di un’imminente liberazione per tutti, visto che l’ultima gara d’appalto per la gestione del Centro di corso Brunelleschi era andata deserta. Ma ieri pomeriggio la situazione per un attimo è di nuovo sfuggita di mano. Di ritorno da una visita medica, un recluso dell’area blu scopre che la direzione del Centro ha deciso di non riportarlo in sezione con gli altri: per lui si aprono le porte dell’ospedaletto, una sorta di anticamera dell’isolamento. Da subito iniziano le proteste del recluso e dei suoi compagni di sezione che non vedendolo tornare temevano fosse stato espulso. Gli animi si scaldano quando un funzionario della questura risponde malamente ai reclusi dell’area blu che chiedevano spiegazioni: in tutta l’area inizia un gran casino fatto di urla e battiture. Intanto il recluso, dopo un lungo tira e molla con il direttore, decide di sbattere la testa contro il muro provocandosi una vistosa ferita. Per evitare ulteriori casini, la polizia accetta di farlo medicare e di rimandarlo in sezione, dove intanto tutti i reclusi dell’area, una quindicina in tutto, hanno deciso di iniziare da ieri sera uno sciopero della fame.

Aggiornamento ore 16. Continua nel Cie di Torino lo sciopero della fame dei reclusi, che hanno rifiutato i pasti sia a colazione che a pranzo. Ascolta il racconto sui fatti di ieri e sulla situazione dentro al Centro in questi giorni:

Aggiornamento ore 20. Una ventina di solidali si raduna fuori dalle mura del Centro per un veloce saluto: dieci minuti di cori, battiture e petardoni, per ricordare ai reclusi in lotta che non sono soli.

macerie @ Aprile 23, 2014

Lo spettacolo, per oggi

Diario

confessionale-grande-fratello1.jpeg

 Carcere di Ferrara, 1 aprile 2014

«Sono incazzato, non un po’, tanticchio. Diciamo parecchio. Molto incazzato. Appena un’ora fa ho fatto la videoconferenza. ‘Na pagliacciata. Umiliante per certi versi. È inutile nasconderlo, questa data la aspettavo da molto tempo. La vita qui dentro è monotona, come si può intuire uno si affida a queste scadenze. Conto i giorni. Lo ammetto. Fra un mese ho quell’udienza. Una settimana, 2 giorni. 1 giorno. Stanotte non ho dormito. Ero agitato. Alle 3 mi son messo a leggere “La vera storia del capitano Long John Silver”. Risultato, stamattina avevo delle occhiaie della madonna.

Continua a pag. 30399

macerie @ Aprile 18, 2014

Perquisizioni e caccia al gancio

Diario

Trapani: ieri la polizia è entrata in tutte le aree del Cie e ha effettuato una perquisizione con tanto di cani antidroga; arrivata nelle aree ha obbligato i detenuti a spogliarsi e a fare le flessioni. Ne è nato un vivace diverbio che ha costretto il responsabile della Croce Rossa ad intervenire, rimproverando le guardie per l’atteggiamento e per aver creato una situazione di tensione. A questo punto le perquisizioni corporali si interrompono mentre continuano quelle nelle camere, tra gli effetti personali dei reclusi; la situazione si tranquillizza.

Oggi le guardie hanno di nuovo fatto capolino nelle aree  insieme ad alcuni operai e hanno rimosso dalle camere vari oggetti in ferro che erano fissati ai muri (ad esempio, i reggimensola) sostenendo che i detenuti li usino come ganci per scavalcare le recinzioni e fuggire.

macerie @ Aprile 17, 2014

Quello stesso formicolio

Diario

escher-scale-41.jpg

Casa Circondariale di Alessandria, 2 aprile 2014

«Questa mattina nel corridoio della sezione, prima di scendere all’aria, ho visto dalla finestra dei detenuti che giocavano nel campo da calcio, che si sgranchivano le gambe accarezzati da un bel venticello. Porca vacca quanto avrei voluto stare in mezzo a loro. Dalla cella li sento ancora esultare ad ogni goal e mi godrei almeno la partita dagli spalti se non avessi questo cavolo di plexiglass opaco davanti alla finestra… so che questo è uno dei particolari che ha fatto più scalpore di questa Alta Sicurezza.
Continua a pag. 30398

macerie @ Aprile 17, 2014

Chi c’è dietro?

Diario

E se fosse vero che qualcuno, nella serata di venerdì 11 aprile, ha aspettato sotto casa e aggredito l’autista di Antonio Rinaudo? Non lo sappiamo e nessuno può affermare seriamente di saperlo, a parte gli autori stessi. E allora chi c’è dietro l’aggressione? Potenzialmente «tante, tantissime persone» risponderebbe chi conosce un po’ la storia recente di questa città, e non vuole unirsi a tutti i costi alla risma di pifferai che amano cercar rifugio all’ombra del complottismo. Perché, parafrasando una scritta apparsa alcune settimane fa sulla sede del Pd di via Oropa,  «Rinaudo e Padalino fanno schifo a tutti, non solo ai No Tav». Chi c’è infatti dietro le inchieste contro i partecipanti ai blocchi di dicembre? Chi c’è dietro le inchieste contro gli ultras? Chi c’è dietro le inchieste contro le resistenze spontanee contro arresti e retate? Insomma sono tanti gli inquisiti e i detenuti delle Vallette che, pur non frequentando la Val di Susa né centri sociali o case occupate torinesi, per la loro sorte devono ringraziare i due novelli boia di Torino, quelli che negli anni si sono ricavati all’interno della Procura torinese la preziosa funzione di reprimere tutto ciò che in qualche modo odori di conflitto sociale, a trecentosessanta gradi. E non diciamo questo, beninteso, per dire a inquirenti e paranoici «guardate altrove, noi non c’entriamo!» Perché non è il nostro stile e perché, al contrario, noi c’entriamo eccome.

Continua a pag. 30395

macerie @ Aprile 16, 2014

Cie di Bari, coperte bruciate

Diario, Rassegna Stampa

«Un immigrato tunisino rinchiuso nel Centro identificazione ed espulsione di Bari-San Paolo, per protesta, ha bruciato le coperte nel suo modulo abitativo, a causa del rinvio dell’udienza di un processo a suo carico. E’ accaduto stamattina. In poco tempo il fumo ha invaso l’intera struttura e sono dovuti intervenire i dipendenti del centro per spegnere il fuoco che rischiava di espandersi agli altri moduli. La polizia lo ha identificato e denunciato».

Adnkronos

macerie @ Aprile 16, 2014

Fuori e dentro il tribunale

Diario

Adesivo in Tribunale

Nel recarsi al Palazzo di Giustizia per l’udienza contro Claudio, Giobbe e Andrea, probabilmente tanti solidali si saranno domandati se in aula avrebbero avuto modo di vedere Claudio in carne e ossa o se invece avrebbero visto solo la sua immagine su uno schermo. All’arrivo in tribunale poi, un foglio, appeso sulla porta dell’aula prevista per l’udienza, non fa che accrescere questi dubbi. Si legge infatti che il processo è stato spostato in un’altra aula ubicata nei sotterranei, come una decina di giorni fa, quando per la prima volta Claudio aveva presenziato in videoconferenza.

Continua a pag. 30384

macerie @ Aprile 11, 2014

Videoconferenza /3

Diario

Se da una parte non si sa ancora con certezza se al processo di domani Claudio parteciperà direttamente o da dietro uno schermo (non ci son state notifiche in questo senso, ma di questi tempi e con questa Procura nulla è mai sicuro), dall’altra si è scoperto che a tirare i fili dei processi via etere è Padalino in persona. Proprio questa mattina Chiara era attesa a Teramo per un vecchio processo e si è scoperto che al Tribunale di là sono arrivate pressioni esplicite dal nostro Pm preferito perché non fosse portata in aula. Padalino non è nuovo a dar consigli irrituali o illegali ai propri colleghi e, se è riuscita a valicar confini di territorio e competenze, questa volta la sua arroganza togata si è dovuta scontrare contro la tecnologia: nel piccolo Palazzo di Giustizia abruzzese non ci sono aule attrezzate e i processi bisogna farli come un tempo. Ora che scriviamo, i compagni stanno aspettando di salutare Chiara, più tardi vi racconteremo come è andata.

Per prepararvi al presidio di domani, al quale vi invitiamo numerosissimi, ascoltate queste ultime novità raccontate nella diretta trasmessa questa mattina da Radio Blackout.

Aggiornamento. Una cinquantina di compagni sono entrati a turno nella piccola aula del Tribunale teramano per salutare Chiara, che è in forma e abbraccia tutti. Il processo è stato aggiornato al 23 di giugno.

macerie @ Aprile 9, 2014

Determinazione

Diario, Lingua araba

qualcuno-resiste.jpg

Sfratti a sorpresa, sgomberi e denunce non hanno affatto fermato la resistenza contro gli sfratti a Porta Palazzo e Barriera di Milano. Ascoltate l’appello alla città trasmesso questa mattina dai microfoni di Radio Blackout per il presidio di sabato pomeriggio:

macerie @ Aprile 9, 2014

Materassi incendiati al CIE di Bari

Diario, Rassegna Stampa

«La notte scorsa si sono verificati nuovi disordini e proteste nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) del quartiere San Paolo di Bari. Intorno alle due di notte nel modulo 2, in cui sono detenuti 28 tra marocchini e tunisini, i migranti hanno appiccato il fuoco ai materassi. Poliziotti e militari hanno subito chiamato i vigili del fuoco. Indaga la polizia. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che si registra nella struttura. Quest’ultima è al centro di un processo civile e rischia di essere chiusa dal Tribunale di Bari».

Adnkronos

macerie @ Aprile 9, 2014

Videoconferenza? / 2

Diario

wp_20140407_001.jpg

Come vi avevamo già annunciato dopo il rinvio della settimana passata, questa mattina si è aperto il processo contro un gruppo di compagni accusati di aver tentato di impedire, quasi un anno fa, il fermo di un sospetto ladro di biciclette comunali in mezzo a Porta Palazzo - episodio per il quale da metà ottobre un compagno è agli arresti domiciliari preventivi e altri otto sono stati banditi da Torino.

Continua a pag. 30369

macerie @ Aprile 7, 2014

Appuntamento in Barriera

Diario

lungo_il_filo_50x70.jpg

Continua a pag. 30365

macerie @ Aprile 7, 2014

Sul 22 febbraio a Nantes

Diario

unnamed1.jpg

Torniamo a distanza di poco più di un mese sul 22 febbraio scorso, per proporvi un gustoso e dettagliato racconto di quanto accaduto quel giorno a Nantes, durante la manifestazione nazionale contro l’aeroporto di Notre Dame Des Landes. Proprio negli ultimi giorni, e precisamente lunedì 31 marzo, sono state arrestate, per aver partecipato a questa manifestazione, nove persone che si aggiungono alle 14 arrestate il 22 febbraio. Chi volesse conoscere meglio questa lotta può consultare il sito Zone A Défendre che è sempre aggiornato e che contiene anche dei testi in italiano, per chi invece volesse ascoltare un racconto a caldo della giornata riproponiamo qui l’intervento a Radio Blackout di una compagna che c’era:

Continua a pag. 30269

macerie @ Aprile 6, 2014

Videoconferenza?

Diario

presidio.jpg

macerie @ Aprile 6, 2014

Contro sfratti e sgomberi

Diario, Lingua araba

presidio-12-aprile-orario-giusto.jpg
Continua a pag. 30373

macerie @ Aprile 5, 2014

«Gli unici stranieri son gli sbirri nei quartieri»

Diario, Lingua francese

retata.jpg

Poco prima delle quattro del pomeriggio un’automobile con a bordo alcuni agenti in borghese del commissariato di Porta Palazzo e una camionetta piena di celerini parcheggiano in Corso Giulio Cesare all’angolo con via Carmagnola. I poliziotti si avvicinano alla fermata del tram pronti a salire sui mezzi della linea 4 per controllare i documenti a tutti i passeggeri visibilmente stranieri. Nessuno viene portato via, forse anche perché alla fermata precedente i passeggeri erano stati allertati della presenza della polizia. Dopo aver rastrellato in questo modo un paio di tram gli agenti risalgono sui mezzi e si allontano verso nord.
Non passa neanche un’ora e gli infaticabili agenti del commissariato di Porta Palazzo e la camionetta di celerini ricompaiono in quartiere, questa volta accompagnati da una jeep degli alpini, qualche volante della polizia e alcuni vigili. Continua a pag. 30358

macerie @ Aprile 4, 2014

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

Continua a pag. 29976

macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

 castello-300x1771.jpg

Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

Continua a pag. 29915

macerie @ Gennaio 27, 2014