La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

Leggi la cronologia completa

Fiamme e sabbia

vvf-incendio-ruspa-2-150x150.jpg

17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

dscf2085.jpg

22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

 sasass.jpg

18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.

8 dicembre

 

cvsy6rzwoaasfn5.jpg

8 dicembre. Susa. Migliaia e migliaia di persone percorrono la strada che da Susa porta a Venaus nel decimo anniversario della ripresa dei territori in cui si sarebbe dovuto installare il cantiere del Tav. Lungo il percorso vengono calati diversi striscioni in solidarietà ai tanti NoTav inquisiti con un saluto caloroso ai sette indagati per terrorismo.

Notte sul sentiero verso la Clarea

5 dicembre. Giaglione. Inizia con un aperitivo ai cancelli di Chiomonte e una passeggiata notturna verso la Clarea la cinque giorni di lotta e iniziative per il decimo anniversario della presa da parte dei NoTav del cantiere di Venaus. Da Giaglione sono quasi duecento le persone che si avviano sul sentiero per raggiungere le reti del cantiere bene difeso dalla polizia che per l’occasione è anche fuori dai cancelli, sui sentieri alti rispetto a quello del corteo. Lungo il percorso diversi new jersey bloccano la via e le persone in corteo si concentrano in tre diversi presidi. Per ore la polizia lancia lacrimogeni e mostra i muscoli per allontanare i manifestanti, poi la situazione si tranquillizza fino alle quattro di notte quando vengono azionati gli idranti per scoraggiare i NoTav  rimasti. Il presidio si prolungherà comunque fino al mattino seguente.

No Ta

11012163_10207767125566657_1386127993367953575_n-2.jpg

27 novembre. Torino. Nella notte, sulle vetrate della filiale della Banca San Paolo di corso Toscana, compare, a caratteri cubitali, la scritta «No Ta».

Passeggiata

 bd0252cfecfaf17e3ee1334ef03a4063.jpg

20 novembre. Chiomonte. Durante il consueto apericena del venerdì, una quarantina di No Tav si spostano dai cancelli della Centrale per raggiungere, attraverso i sentieri, le recinzioni del cantiere. Al lancio di petardoni e fuochi d’artificio da parte dei No Tav, le forze dell’ordine rispondono con idranti e gas lacrimogeni.

Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

Fughe

11 febbraio. Un automobilista, nei pressi di corso Giulio Cesare, non si ferma ai controlli stradali della polizia municipale. Effettuato un controllo sulla targa del trasgressore e appurato il fatto che gli fosse scaduta l’assicurazione, i civich lanciano la segnalazione alla centrale e provano a fermarlo di nuovo in via Bologna. Tuttavia, ancora una volta, l’autista non in regola ignora l’alt delle forze dell’ordine e tira dritto. Nella fuga investe persino un agente in moto intento a raggiungerlo. Per ora non risulta siano riusciti a fermarlo.

Tre su tre

10 febbraio. Un uomo sale sul pullman 49 e si posiziona sul fondo del mezzo pubblico. Due controllori GTT gli si avvicinano per chiedere il biglietto di cui l’uomo, di origini egiziane,  è sprovvisto; così i due lo fanno scendere dal pullman e si apprestano a fargli la multa. L’uomo consegna il permesso di soggiorno e 25 euro per pagare subito la sanzione ma mentre uno dei due controllori sta compilando la ricevuta di pagamento l’uomo lo colpisce con un pugno per riprendersi i soldi e poi cerca di strappare dalle mani dall’altro anche il proprio permesso di soggiorno, ma inutilmente. Dopo poco arriva una pattuglia della polizia che porta l’uomo in Commissariato mentre i due controllori vengono accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria.

Si tratta della terza aggressione ai danni di controllori GTT in tre giorni.

Reazioni e scioperi sui generis

8 febbraio. In tarda serata, all’altezza di piazza Rivoli, un borghese GTT chiede il biglietto a una donna che pur possedendolo non lo aveva timbrato. Quando il controllore la conduce fuori dal mezzo per l’accertamento dei documenti e la stesura del verbale, la donna prima si rifiuta di dargli le carte e poi lo aggredisce strattonandolo e graffiandolo. L’arrivo della polizia la costringe alla calma e a una denuncia. Rispetto alle ripetute vicende simili, tuona Damiano de Padova dell’Ugl: “È ora di dire basta, l’opinione pubblica certamente comprenderà la necessità dei prossimi scioperi di categoria, con la speranza che le prossime votazioni comunali portino un radicale cambiamento all’interno delle partecipate”.

Shopping da Eataly

8 febbraio. Un signore attempato entra nel prestigioso supermercato di Farinetti e sotto al giaccone nasconde vari prodotti alimentari per poi avviarsi verso l’uscita. Quando l’addetto alla sicurezza insospettito dall’incedere impacciato lo ferma e trova la merce, l’uomo inventa che la moglie lo starebbe aspettando fuori con lo scontrino che lo scagionerebbe. Una volta usciti fuori non c’è nessuna donna ad attendere e alla chiamata del vigilante al 113, il ladro risponde colpendolo con una testata. Non riesce però scappare e viene arrestato per rapina dalla sopraggiunta polizia.

Sassaiola

6 febbraio. In via Germagnano un’auto della polizia municipale viene raggiunta da una pioggia di sassi mentre effettua dei controlli stradali. La sassaiola ferisce una vigilessa e raggiungendo anche il cristallo anteriore dell’autovettura fermata per un controllo procura lesioni alla donna dentro al mezzo. Gli autori del fatto risultano ignoti.

Avvisi di garanzia

5 febbraio. In mattinata la Guardia di Finanza perquisisce diversi appartamenti tra Torino, Cuneo e Roma e le sedi dell’associazione Terra del Fuoco e della cooperativa Valdocco. Ai rispettivi presidenti Oliviero Alotto e Paolo Petruccio vengono notificati degli avvisi di garanzia per turbativa d’asta mentre al noto palazzinaro Giorgio Molino vengono contestati diversi abusi edilizi relativi allo stato in cui si trovano gli appartamenti di sua proprietà in corso Vigevano, dove sono state messe alcune tra le famiglie rom sgomberate dal campo di lungo Stura Lazio. Terra del fuoco e Valdocco fanno parte di quel raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto il bando del Comune da 5 milioni di euro per l’attuazione del progetto “la città possibile” che ha portato allo sgombero del campo lungo lo Stura . Gli alloggi scelti per il progetto, di proprietà di un’agenzia facente capo a Molino, erano fatiscenti e spesso senza i requisiti di abitabilità.

Tagli

4 febbraio. Una numerosa fila di dipendenti della Camera di Commercio, delle aziende speciali Torino Incontra e Laboratorio chimico e di Unioncamere Piemonte ha occupato i marciapiedi da piazzale Valdo Fusi fino a piazza Castello, dove i lavoratori hanno incontrato il Prefetto. Protestano contro un decreto legislativo in discussione al Consiglio dei Ministri a Roma che prevede, se approvato, tagli al personale dell’ente camerale e l’accorpamento delle aziende speciali.

Fuori dalle mura

3 febbraio. In serata alcuni solidali con i reclusi improvvisano un saluto sotto le mura del Cie di corso Brunelleschi. Per qualche minuto grida di libertà  e cori danno un po’ di forza a chi è costretto dietro le sbarre.

Sgombero in via Modane

2 febbraio. Intorno alle 8 del mattino l’occupazione di via Modane 5 viene circondata da camionette della polizia per eseguire lo sgombero. I vigili del fuoco hanno fatto da apripista, buttando giù le barricate e consentendo alle forze dell’ordine l’ingresso nello stabile. La piccola palazzina era stata occupata nello scorso dicembre in seguito a un altro sgombero, quello di un edificio in via Collegno. Un presidio di solidali si è ritrovato là vicino per sostenere gli occupanti durante le procedure di identificazione mentre per prevenire qualsiasi atto di protesta gli agenti in antisommossa hanno presidiato anche la sede della Circoscrizione 3 di San Paolo.

Fiaccolata

29 gennaio. Una fiaccolata di quasi duecento persone parte dall’incrocio di corso Grosseto con via Chiesa della Salute per ricordare Ciro, un uomo investito lì vicino, il 29 dicembre scorso, da una macchina di agenti in borghese. In coda al corteo, che dopo corso Grosseto attraversa diversi isolati in via Lulli e via Lanzo fino ad arrivare in un parchetto nelle vicinanze di casa di Ciro, ci sono una decina di carrattrezzi con i lampeggianti accesi guidati da alcuni dei suoi colleghi.

Alternative

28 gennaio. Nella notte ignoti tentano una spaccata in una concessionaria di corso Giambone. Un abitante della zona riprende tutta la scena con il cellulare poi carica in rete il video nel quale si vedono i ladri che, dopo aver divelto una delle vetrate, si allontanano con un’auto. Il furto viene scoperto dalla polizia solo la mattina seguente.

Controlli e chiusure

28 gennaio. Due bar tra Porta Palazzo e Aurora vengono chiusi dalla polizia perché ritenuti luogo frequente di spaccio. I controlli si inseriscono nell’operazione capillare che la polizia sta facendo in questi giorni e in queste zone impiegando un gran numero di volanti e agenti.

La toilette della boutique

22 gennaio. Nell’elegante negozio Gucci di via Roma entra una donna che, senza intenzione di fare esosi acquisti, chiede di poter usare i servizi. Al rifiuto delle commesse inizia ad adirarsi e a urlare contro di loro, contro i vigilanti e contro una poliziotta che, passando là davanti, è entrata a controllare la situazione. Arrivata anche la volante della polizia la donna non si calma e morde la mano a uno degli agenti accorsi. Subito dopo viene arrestata per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.

Misure cautelari

21 gennaio. Di buon mattino la polizia si presenta alle porte di alcuni militanti dello sportello PrendoCasa per notificare delle misure cautelari; tre obblighi di firma giornaliera e tre divieti di dimora dalla città di Torino. Il reato contestato è resistenza aggravata a pubblico ufficiale e il contesto in cui si inserisce è un picchetto davanti a un portone a difesa di una casa sotto sfratto.

Senza fare la coda

15 gennaio. Nella notte alle filiali postali di via Susa, via Porpora, via Saluzzo e via Petrarca, i postamat vengono messi fuori uso. Le facciate degli uffici vengono inoltre vergate con scritte in vernice: alcune in solidarietà con chi lotta contro i Cie, altre contro la Mistral Air, compagnia aerea del Gruppo Poste Italiane che effettua le espulsioni dei senza-documenti.

155935560-93eca1db-1dfb-4165-bc75-dc1662962145.jpg

A volte ritornano

9 gennaio. Nelle vie di Borgo Dora, con i banchi ancora in allestimento, fa capolino Mario Borghezio. Non è solo, ma accompagnato da due guardie del corpo che gli coprono le spalle viste tutte le volte in cui in questo quartiere è stato insultato, deriso e persin malmenato. Anche stavolta, non passando inosservato tra gli avventori soliti e gli ammennicoli del Balon, è costretto in un primo momento ad allontanarsi perché diversi gruppetti di persone lo scherniscono più volte, provocando il suo fastidio e attirando l’attenzione dei passanti su di lui. Solo un po’ più tardi e ben protetto da agenti in borghese può finire la passeggiata. Tuttavia piuttosto velocemente.

Spaccata in Corso Dante

8 gennaio. Intorno alle 2 del mattino, a San Salvario, una Lancia Ypsilon sradica la serranda di un negozio Tim, spaccandone successivamente la vetrina. I ladri riescono a fare man bassa di iPhone e iPad, prima di darsi alla fuga e a seminare la gazzella dei Carabinieri che si lancia al loro inseguimento. Ai Carabinieri rimarrà solo l’utilitaria, abbandonata in Vanchiglietta.

Ennesima aggressione

7 gennaio. Intorno alle 8 del mattino, due controllori Gtt salgono sul tram 3, all’altezza di Porta Palazzo. Una signora, sprovvista di biglietto, alla vista dei due uomini, comincia a dare in escandescenze, tentando di scendere dal mezzo. Quando cominciano a compilare il verbale, la donna li aggredisce — secondo il racconto dei due — con calci e pugni, per poi allontanarsi. Una pattuglia però la intercetta, bloccandone la fuga, mentre i controllori se la cavano con qualche giorno di prognosi.

Punti di vista

bistr1.jpg

4 gennaio. Nella notte sulle vetrine del Tartifla Bistrot, locale appena aperto in via borgo Dora, compare vergata in rosso la scritta: “Ma che c’hai gli Swarovski nel puré? La riqualificazione ha un prezzo”, prontamente cancellata dalle proprietarie che sui social network lamentano: “Non tutti amano il nostro borgo come lo amiamo noi, che ci viviamo da quarant’anni”.

Rogo alle popolari

03 gennaio. Grave incendio in alcuni appartamenti Atc in via Sospello, Borgo Vittoria: tre piani sono andati a fuoco probabilmente a causa di un cortocircuito. Il palazzo è stato sfollato, alcune famiglie ospitate a spese dell’ente in un hotel e gli intossicati ricoverati in ospedale

San Silvestro

31 dicembre. Verso le 18 una quarantina di solidali con i reclusi si trova in corso Brunelleschi per un augurio di libertà da accompagnare all’arrivo dell’anno nuovo. Fuori dalle mura un quarto d’ora di botti, slogan e fuochi d’artificio che illuminano la mesta atmosfera vicino alle recinzioni del Cie. Da dentro si sente la risposta calorosa dei ragazzi. Verso mezzanotte un salto alla galera cittadina, presidiata da qualche borghese e due camionette di celere, per portar anche a Le Vallette luci pirotecniche e grida che per l’anno nuovo reclamano ancora la libertà di tutti e tutte.

Corso Grosseto

29 dicembre. Dei residenti del corso a nord di Torino scendono in strada infuriati contro un giovane agente in borghese che, a bordo di una punto grigia civetta, ha investito e ucciso un ragazzo della zona. A sentir le ricostruzioni della polizia la vittima avrebbe attraversato improvvisamente le corsie. Tuttavia per riportare la calma tra le persone scese di casa è stato necessario chiamare il rinforzo di più volanti.

Pugni

23 dicembre. In piazza Sabotino, dopo un diverbio per la pedanteria di alcuni vigili che facevano multe per sosta vietata e controllavano le assicurazioni delle auto, un ragazzo viene tratto in arresto e processato per direttissima. Per lui l’accusa di aver aggredito un agente spintoni e alcuni pugni in testa.

Il sacro e il profano

21 dicembre. Sulla recinzione della chiesa Maria Ausiliatrice compare una considerazione vergata con spray rosso: “Le porte sante vengono aperte ma le vostre case restano sfitte. Basta sfratti”. La scritta si riferirebbe all’arcivescovo Nosiglia che domenica ha celebrato in occasione del giubileo romano l’apertura della porta santa del Cottolengo ma non di quelle delle tante case di proprietà della curia torinese.

Difficile trattenersi

21 dicembre. Un signore sulla quarantina, alla vista dei militari che presidiano giorno e notte la Sinagoga di San Salvario, in Piazzetta Primo Levi, comincia a insultarli. Gli Alpini contattano la Polizia, che arriva sul posto e porta l’uomo, che a quanto pare aveva alzato un po’ il gomito, in Questura. Lì l’uomo continua a inveire contro le forze dell’ordine e viene arrestato per resistenza, minacce, oltraggio a pubblico ufficiale e Minacciati i militari della Sinagoga da un ubriaco
interruzione di pubblico servizio.

Escandescenze

15 dicembre. Un viaggiatore senza biglietto viene arrestato sulla banchina dei tram in via XX settembre, in pieno centro, da diversi agenti di polizia e civich. A quanto pare, fatto scendere dal mezzo dai controllori Gtt, ha dato in escandescenze alla vista delle divise occorse per l’identificazione.

Doppia aggressione

14 dicembre. Intorno alle 9 del mattino, sul 17, all’altezza di corso Allamano, salgono tre controllori in borghese. Un ragazzo è senza biglietto e prova a scendere per evitare la multa, ma i controllori gli impediscono la fuga. É così che il ragazzo sferra un pugno a uno dei tre, fratturandogli il setto nasale, e si dilegua. Non molto dopo la scena si ripete sul tram 4, in Piazza della Repubblica, ma questa volta il giovane privo di biglietto strattona solo il controllore prima di darsela a gambe. Sono in corso le indagini per incastrare i “portoghesi” e le lamentele del sindacato Ugl.

Convincimenti

9 dicembre. Moncalieri. Una decina di dipendenti della Bienne Vernici chiedono un incontro con il capo del personale dell’azienda per avere informazioni sui soldi della cassa integrazione bloccati a Roma per un cavillo tecnico da oltre dieci mesi. Dopo aver espresso forte preoccupazione per la propria condizione, i dipendenti si barricano nell’ufficio insieme al capo del personale. Dopo un’ora di trattative con i carabinieri la porta viene aperta. Il giorno dopo da Roma arriva la firma che mancava per l’erogazione della cassa integrazione. Contro i lavoratori si aprirà forse un indagine per sequestro di persona.

Ancora un’occupazione

5 dicembre. Alcune famiglie, sgomberate da uno stabile in via Collegno oltre un mese fa, occupano insieme ad un gruppo di solidali un altro palazzo vuoto da anni in via Modane n. 5, in zona Cit Turin. Nonostante qualcuno al momento dello sgombero della precedente occupazione avesse accettato la proposta del Comune di una sistemazione temporanea in una palestra, la maggior parte delle persone non aveva infatti ancora risolto il proprio problema abitativo.

Passoni occupato

30 novembre. Un centinaio di studenti del liceo artistico Passoni danno inizio all’occupazione del loro istituto contro la riforma della “Buona Scuola”, voluta dal governo Renzi, e per denunciare lo stato di precarietà della struttura. La protesta andrà avanti per diversi giorni.

Off limits

28 novembre. La stazione di Torino Porta Nuova si attesta sul piano di sicurezza europeo: a breve il debutto del sistema dei gate già in uso in altre stazioni ferroviarie italiane, studiato per isolare le zone di transito da quelle di partenza e arrivo. Ulteriori telecamere vigileranno invece sui flussi di viaggiatori.

Corteo studentesco

14 novembre. Gli studenti contro la “Buona scuola” di Renzi sfilano in corteo per le vie del centro cittadino; lungo il percorso la sede piemontese del Miur viene imbrattata con della vernice e il deposito Gtt di Corso Tortona viene occupato sino all’arrivo della Polizia per protestare contro il rincaro degli abbonamenti al trasporto pubblico.

Incidente sul lavoro

14 novembre. Un ragazzo, sul bus 2, all’altezza di Corso Traiano, è senza biglietto e, alla vista dei controllori, prova a scendere. Si fa largo nell’autobus per guadagnare l’uscita, ma trova davanti alle porte un controllore. Lo colpisce con una testata, che procurerà una prognosi di otto giorni al dipendente Gtt. La Polizia, giunta sul posto, lo identifica e denuncia.

Reazioni

12 novembre. Due agenti di polizia penitenziaria devono ricorrere alle cure mediche dopo aver provato a sequestrare due telefonini trovati in una cella che stavano perquisendo del carcere torinese delle Vallette. I due detenuti pare abbiano reagito male al ritrovamento dei cellulari; uno dei due agenti ha il setto nasale rotto mentre l’altro è stato ferito alla mano con una lametta.

Gli uni e gli altri

12 novembre. Camionette e digos si presentano in via Asti presso l’ex caserma “La Marmora” per effettuarne lo sgombero. La struttura era occupata dall’aprile scorso dall’associazione “Terra del Fuoco” poi una decina di giorni fa alcune famiglie di rom e solidali avevano dato vita ad un’occupazione dentro l’occupazione prendendo posto in alcune aree non utilizzate e risolvendo così il proprio problema abitativo dopo gli sgomberi al campo di lungo Stura Lazio. La denuncia da parte della proprietà, la Cassa Depositi e Prestiti, pare sia arrivata in Procura giusto qualche giorno fa, così stamattina la polizia è potuta intervenire con lo sgombero, degli uni e degli altri. Immancabile la presenza della Croce Rossa che propone la solita “opzione palestra” a chi è rimasto, di nuovo, senza tetto; nuovamente riceve un unanime rifiuto. Recuperate le proprie cose le famiglie sgomberate con i solidali percorrono in corteo le strade torinesi puntando sul Comune; il corteo si scioglie poi in piazza Castello.

Mattia libero!

Diario

 349x251-freedom.jpg

È appena arrivata la notizia che a Mattia sono stati revocati gli arresti domiciliari. Dopo ventisei mesi tra carcere e domiciliari è finalmente libero senza alcuna restrizione. Restano agli arresti domiciliari Chiara, Claudio e Niccolò che al momento non hanno ancora fatto istanza per essere liberati.

macerie @ Febbraio 10, 2016

La terra da sotto i piedi

Diario

naijiar-invisible-cities.jpg

Nel 2004 il secondo governo Berlusconi istituì il “Giorno del ricordo” per commemorare le vittime italiane delle foibe sul finire della seconda guerra mondiale nelle terre sul confine orientale. L’istituzione di questa solennità civile ha contribuito a cristalizzare uno scontro annuale tra gruppi destrorsi e gruppi antagonisti: i primi intenti a utilizzare strumentalmente la storia dell’esodo d’Istria e Dalmazia in chiave identitaria; i secondi mossi dalla semplice morale antifascista quando non anche delle maggiori crudeltà subìte dalle genti jugoslave.  Non c’è qui l’intento né la necessità di approfondire uno snodo storico che necessiterebbe di un’attenzione certosina in grado di trascendere le polarizzazioni ideologiche per addentrarsi nei meandri della sociologia bellica e della costruzione nazionalistica della storia del ‘900. In generale ci interessano le maniere in cui sono distribuiti i poteri in un dato periodo storico, rivolgendoci con una prospettiva di classe a coloro a cui in questo mondo non viene richiesto un ruolo gestionale. Balza subito agli occhi, infatti, come la realtà sociale sia sempre complessa, contradditoria e frammentata. Per questo siamo sempre diffidenti davanti al concetto unitario e fittizio di popolo, sia che a utilizzarlo sia un navigato politico sciovinista o chi in buona fede guarda il mondo attraverso una lente basata sul codice binario dei buoni e dei cattivi. Proprio per questo interesse prospettico quando arriva febbraio, mese della ricorrenza e delle inerenti iniziative neofasciste di commemorazione, ci interroghiamo sull’impegno che alcuni militanti riservano nell’organizzare contro-iniziative sotto l’egida forfettaria dell’antifascismo.

Continua a pag. 31861

macerie @ Febbraio 10, 2016

Nuove dal Tribunale

Diario

img_7_7895.jpg

Nel Palazzo di Giustizia di Torino, quest’oggi si sono svolte diverse udienze in cui sono coinvolti dei compagni.

Cominciamo dal processo contro Lucio, Francesco e Graziano di cui abbiamo più volte avuto modo di parlare in questi mesi. Mentre all’esterno del tribunale si svolgeva un presidio di alcune decine di solidali, all’interno l’udienza è iniziata con il rifiuto dei giudici di esaudire la richiesta dei tre di aprire le porte dell’aula al pubblico, per la paura che questo avrebbe fatto perdere tempo prezioso visto il gran numero di processi d’appello in programma per la mattinata. E in effetti non si può negare che il procedimento sia stato veramente rapido: dopo la richiesta della Procura di confermare le pene del primo grado e l’arringa della difesa di ridurre le condanne per Lucio e Francesco e di assolvere Graziano, la corte si è ritirata una mezz’oretta per poi rientrare in aula e leggere la sentenza. Lucio e Francesco sono stati condananti a 2 anni e 2 mesi, a Graziano invece è stata confermata la condanna di primo grado a 2 anni e 10 mesi. Bisognerà attendere i canonici 90 giorni a disposizione dei giudici per produrre le motivazioni per capire il perché di questo differente trattamento. Tenendo conto che queste condanne risultano scontate di un terzo della pena visto il rito abbreviato scelto dagli imputati, formalmente Lucio e Francesco sono stati condannati a 3 anni e 3 mesi, mentre Graziano a oltre 4 anni.

In  un’aula vicina si è svolta poi una delle ultime udienze del processo contro Erika, Paolo, Toshi, Luigi e Marco per il tentativo di opporsi a una retata nel febbraio dell’anno scorso. Anche di quest’inchiesta abbiamo parlato più volte negli ultimi tempi in relazione alle detenzioni in carcere e poi ai domiciliari che hanno colpito i cinque compagni. Sentiti i testimoni di accusa e difesa, i giudici hanno rinviato al prossimo 17 febbraio per la requisitoria, l’arringa e probabilmente la lettura della sentenza.

macerie @ Febbraio 9, 2016

Udienza di appello per Lucio, Francesco e Graziano

Diario

processo-3web.jpg

macerie @ Febbraio 2, 2016

Cosa succederebbe se…?

Diario

carta-precettiva1.png

A qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale di Torino di sottoporre quattro compagni alla misura della Sorveglianza speciale, proviamo a fornire qualche spunto di riflessione a riguardo, alla luce delle quasi 300 pagine di motivazioni elaborate dai giudici.

Nell’intervista che vi proponiamo, realizzata da Radio BlackOut a uno dei neosorvegliati, si riassumono rapidamente le tappe di questo lungo iter iniziato nel dicembre del 2014 e si prova a chiarire cosa abbia spinto i giudici da una parte a mettere sotto sorveglianza quattro compagni, dall’altra ad ammonire gli altri quattro cui non è stata comminata la misura.

Continua a pag. 31826

macerie @ Gennaio 27, 2016

In Borgo Dora dicono i muri

Diario

balun1.jpg

Chi stamane ha sgranchito le gambe al consueto Balon, avrà potuto notare la comparsa sui muri del borgo di alcuni cartelloni fatti di parole e di immagini che raccontano una storia. Ci teniamo a riproporvela e se voleste tenerla potete scaricarla qui. Il testo che trovate sotto era poi accompagnato da alcune foto che ritraggono Borgo Dora all’inizio del Novecento, alla fine degli anni ‘60 / inizio anni ‘70, fino ad arrivare ai giorni nostri, prima e dopo la cacciata del mercato spontaneo della domenica da piazza della Repubblica.

L’AMORE CHE FA MALE

C’era una volta, tanto tempo fa, il Borg ëd jë strass per tutti ironicamente noto come Stras-burgo perché là le persone non solo lavoravano la pelle alla conceria ma provavano anche a vender in strada i propri stracci e ferrivecchi per tirar su la giornata.
L’umidità dei canali utilizzati per l’energia dell’industria delle pelli permeava i muri delle case e il fetore delle lavorazioni era l’atmosfera quotidiana in cui erano immersi gli abitanti del borgo. Era uno dei luoghi in cui era concesso abitare a una fascia di popolazione della città che doveva costituire la mano d’opera dei nascenti quartieri-fabbrica a nord del centro sabaudo.
La città è sempre stata per molti un posto difficile in cui vivere anche se spesso è l’unico in cui provare a farlo. Proprio coloro che non riuscivano a sopravvivere con il magro salario da operaio o non volevano sbarcare il lunario seguendo i ritmi incalzanti della catena di produzione in fabbrica, hanno imparato ad arrangiarsi. Il buttar giù i teli dando vita a quello che poi avrebbe preso il nome di Balon, provare a tenersi la casa quando non c’erano i soldi per pagare l’affitto al padrone, inventarsi modi di fare due spicci sono manifestazioni di un spirito di sopravvivenza e di un’esigenza materiale data dall’indigenza nella città dello sfruttamento industriale.

Continua a pag. 31810

macerie @ Gennaio 23, 2016

La buonanotte e il buongiorno

Diario

buongiorno1.jpg

Se un noto modo di dire proferisce che le cattive notizie non vengon mai sole, in base a quelle arrivate nelle ultime dodici ore possiamo affermare di trovarci d’accordo. Dopo settimane d’attesa, infatti, è di ieri sera la conferma di quattro sorveglianze speciali, per ora notificate solo all’avvocato: un anno e due mesi per Paolo e Andrea, un anno per Fabio e Toshi. Ricordiamo che la procura aveva fatto la stessa richiesta anche per altri quattro compagni che — almeno quello — non saranno sottoposti a questa meschina misura. Non avendo ancora ricevuto le carte, non si sa nel dettaglio quali siano le prescrizioni imposte ai sorvegliati ma, appena sapremo qualcosa in più, lo metteremo nero su bianco. 

Come anticipato sopra,  alla cattiva novella del crepuscolo è seguita subito dopo quella dell’alba. Stamattina, intorno alle 7, Digos e agenti di polizia hanno fatto irruzione nelle case private e bussato minacciosamente alla porta di alcune occupazioni in Aurora per “accompagnare” alla questura di via Grattoni dieci persone. E così dieci compagni, di cui uno quasi sorvegliato, saranno costretti alla firma quotidiana benché l’industrioso Pm Padalino avesse chiesto nientemeno che gli arresti domiciliari per tutti.

Continua a pag. 31802

macerie @ Gennaio 19, 2016

In agenda

Diario

presidiocie1.jpg

I Centri di identificazione ed espulsione di Torino e Roma sono tuttora fortemente compromessi nel loro funzionamento grazie alle rivolte dei detenuti: i danni strutturali hanno portato una notevole diminuzione dei posti in corso Brunelleschi e la chiusura di tutta la sezione maschile a Ponte Galeria. I lavori di ristrutturazione delle aree danneggiate, come già vi abbiamo detto, sono iniziati ma l’insofferenza verso la reclusione non è terminata, è il pane quotidiano di tutti coloro che ancora si trovano costretti dentro.

Non facciamo mancare loro la nostra calorosa solidarietà con due presidi in contemporanea davanti al Cie torinese e a quello romano.

Per Torino l’appuntamento è sabato 23 gennaio dalle 15 in corso Brunelleschi all’angolo con via Monginevro.

Scarica e diffondi il manifesto

macerie @ Gennaio 19, 2016

Arresti in Puglia (aggiornato)

Diario

 liberitutti.jpeg

In seguito ad un saluto davanti al Cie di Brindisi-Restinco, tre compagni di Lecce sono stati arrestati con l’accusa di resistenza e manifestazione non autorizzata. Ora si trovano ai domiciliari.

Aggiornamento 13 gennaio:
I tre compagni ai domiciliari in seguito a un saluto in solidarietà ai reclusi del Cie di Restinco sono stati scarcerati, ma sottosposti dal Gip alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza aggravato dal rientro notturno.

Continua a pag. 31790

macerie @ Gennaio 11, 2016

Un invito

Diario

bruxelles.jpg

Mercoledì 13 gennaio, dalle 19 in poi, alcuni compagni belgi saranno all’Asilo Occupato per discutere dell’esperienza di lotta (in corso) contro la costruzione di una maxi prigione a Bruxelles.

Lo Stato belga ha infatti in programma di costruire una decina di nuove prigioni sul suo territorio, la più grande a Bruxelles. Questo maxi carcere, di 1200 posti, ospiterà un tribunale, un complesso psichiatrico, un reparto per minori, uno per donne con i loro figli, varie sezioni maschili differenziate tra lunghe e brevi condanne.
Negli ultimi tre anni è nata una lotta contro questo progetto, in diversi quartieri della città. Una lotta che attraverso l’autorganizzazione e l’azione diretta tenta di mettere i bastoni tra le ruote a tutto ciò che partecipa alla costruzione di questo carcere, e di infrangere la rassegnazione quotidiana.

Continua a pag. 31785

macerie @ Gennaio 9, 2016

Un anno contro

Diario, Rassegna Stampa

Vi riportiamo volentieri un contributo pubblicato sul blog Hurriya che imbastisce un resoconto sulle proteste all’interno del sistema cosiddetto dell’accoglienza in quest’anno appena passato. Che non passi inosservata la cartina dell’Italia di metà articolo che rimanda a delle notizie in breve sui numerosi momenti di lotta contro e intorno ai vari Centri predisposti, ognuno alla maniera sua, alla gestione e al controllo del flusso di immigrati in tutto il territorio nazionale.

Un anno di lotte contro il sistema di controllo tra accoglienza e detenzione

E’ appena terminato un anno che ha visto centinaia di proteste e lotte portate avanti da migliaia di migranti nelle varie strutture presenti in Italia.
I diversi acronimi ufficiali (CPSA – Centri di primo soccorso e Accoglienza, CDA – Centri di accoglienza, SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, CARA – Centri di accoglienza per Richiedenti Asilo, CIE centri di identificazione ed espulsione, Hotspot ) di queste strutture istituzionali non nascondono, per chi ci vive e per chi vuole vedere, un sistema integrato di isolamento, segregazione, controllo e selezione tra le persone arrivate in Italia.

Continua a pag. 31778

macerie @ Gennaio 7, 2016

Il “sistema hotspot”

Diario, Rassegna Stampa

 protestalampedusa17.jpg

È di qualche giorno prima di Natale la notizia della conversione del Cie di Trapani in hotspot.
Sarebbero quindi due gli hotspot realizzati in Italia, sui sei previsti (Lampedusa, Trapani, Pozzallo, Porto Empedocle e Augusta): Lampedusa e Trapani. Più precisamente l’unico hotspot davvero funzionante in quanto tale è Lampedusa (e Lesbo in Grecia) perché lavorano già al suo interno tutti i tipi di funzionari (Frontex, Europol, Eurojust e Easo).
Tuttavia anche Lampedusa non è ancora un Centro chiuso come prevede l’Unione Europea. Recentemente, infatti, centinaia di immigrati, soprattutto eritrei, hanno manifestato contro il prelievo delle impronte girando per le vie della città.
In Contrada Milo, invece, come lamenta il Prefetto trapanese Falco, hanno dovuto fare tutto in fretta e furia. I reclusi sono stati in pratica liberati passando in un Cas a regime aperto. Non è la prima volta che il Cie di Trapani viene decretato hotspot per poi fare dei rapidi passi indietro a causa di alcune incongruenze giuridiche. Staremo quindi a vedere.
Continua a pag. 31767

macerie @ Dicembre 29, 2015

Una buona notizia

Diario

Dopo sette mesi di detenzione cautelare tra carcere e arresti domiciliari escono con l’obbligo di presentazione settimanale presso un commissariato di polizia Luigi, Marco, Paolo e Toshi. Anche Erika si vede sostituire la misura cautelare, da tre ad una firma alla settimana.
Per tre di loro questa firma si va a sommare con quelle relative al procedimento contro gli sfratti, ripristinate qualche tempo fa.
In attesa di un responso circa le proposte di sorveglianza speciale (che riguardano anche due di loro) discusse lo scorso 12 dicembre, una piccola buona notizia.

macerie @ Dicembre 24, 2015

Tornanti

Diario

definitivocop.jpg

Pubblichiamo un testo lungo e corposo.
Sebbene sia stato scritto da alcuni redattori di //Macerie e storie di Torino// non è tuttavia un testo redazionale: è stato elaborato tenendo conto di molte osservazioni, affrontando discussioni con altri compagni torinesi, accogliendo alcune critiche e respingendone altre.
Speriamo che possa essere discusso ancora e altrove, perché i problemi che pone, molti più numerosi di quelli a cui vuol rispondere, ci sembrano ambiziosi e urgenti. E non solo per la lotta contro il Tav.

Qui potete trovare una versione in pdf del testo.

Cliccando qui trovate invece una versione impaginata e pronta per essere stampata.

Continua a pag. 31752

macerie @ Dicembre 23, 2015

Secondo grado

Diario

 leoncini.jpg

Giorno di sentenza per il processo d’appello di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, dopo le udienze a ritmo incalzante delle ultime settimane. Un folto gruppo di solidali si è trovato anche stamane per un saluto caloroso ai quattro e per aspettare insieme l’esito del secondo grado di giudizio fuori dall’aula bunker: qualche banchetto informativo, musica e un bicchiere di vin brulé per scaldarsi in mezzo alla caligine.

Non sono tardate ad arrivare notizie da dentro sulla linea accusatoria tenuta anche in quest’ultima giornata: il procuratore generale Maddalena ha voluto deliziare tutti collegando in maniera eufemisticamente balzana alcuni episodi storici inerenti al suo concetto di terrorismo. E così con un accenno all’episodio fatale del traliccio di Feltrinelli, uno alle bombe dei NAR sui treni, uno al cerchio e uno alla botte, ha reso palesi le sue ispirazioni derivanti dai fratelli Grimm più che da una puntualità storiografica.

Continua a pag. 31750

macerie @ Dicembre 21, 2015

Rivolta al Cie di Ponte Galeria

Diario

 pontegaleria.jpg

Dopo l’incendio del mese scorso nel Cie di Torino un altro Centro è stato dato alle fiamme. Tocca alla struttura di Ponte Galeria stavolta subire la rabbia dei reclusi che, settimana scorsa, dopo una protesta hanno dato fuoco a diverse aree del Cie romano.

Vi proponiamo qui sotto il racconto di quella giornata tratto dal blog Hurriya.

Oggi 11 dicembre c’è stata una forte protesta nel Cie di Ponte Galeria. Un ragazzo, dopo aver ricevuto cure mediche in ospedale, rientrando al centro, è stato portato di nuovo in ospedale perché la macchina che lo trasportava ha fatto un incidente. Una volta rientrato al Cie è stato provocato da un agente della Guardia di Finanza, senza nessun motivo. Alla provocazione sono seguite percosse violente, testimoni diretti parlano di calci e pugni. Il ragazzo, che in quel momento si trovava solo, ha reagito tagliandosi le vene. Quando gli altri reclusi si sono accorti dell’accaduto, vedendo un loro compagno sanguinante a terra, hanno iniziato una protesta che ben presto si è allargata a tutta la sezione maschile.

Continua a pag. 31748

macerie @ Dicembre 18, 2015

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

Continua a pag. 29976

macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

 castello-300x1771.jpg

Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

Continua a pag. 29915

macerie @ Gennaio 27, 2014