Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Voglia di gelato?

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Chi ci si può trovare davanti alla porta quando si ordina attraverso le piattaforme del food delivery? Quali rischi si corre a pedalare tutto il giorno per misere paghe? Quanti chilometri percorre un rider durante un turno di lavoro? Che rapporto ha con i dispatcher e quali contraddizioni si portano dietro queste nuovo figure lavorative, nell’organigramma delle tech startup?

Abbiamo ripercorso inseme ad Effe, lavoratore di Deliveroo fin dai suoi esordi a Torino, le varie tappe che hanno portato allo sciopero di maggio e a quello più recente di mercoledì 27 settembre. Soffermandoci sui particolari che spesso non emergono a una prima occhiata distratta sullo sciamare colorato dei fattorini in giro per la città.

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Dirty boulevard

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Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

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Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

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Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

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La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

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Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Fuori dal Gobetti

22 gennaio. Intonaco delle scale che cade, trenta euro di contributo spese “facoltativi” ma che vengono chiesti alle famiglie come se fossero obbligatori: queste sono alcuni dei motivi che oggi hanno spinto 200 studenti del liceo Gobetti, via Maria Vittoria, a rifiutarsi di entrare e rimanere in presidio davanti all’ingresso. Si sono poi radunati in palestra per redigere un documento con le varie richieste.

Maestre con la fiaccola

20 gennaio. Tornano in strada per una fiaccolata notturna organizzata dalla CUB - Scuola, le maestre radiate dalle liste a esaurimento a causa di una sentenza del Consiglio di Stato. Un’altra iniziativa dopo i recenti scioperi che erano stati messi in campo per protestare.

Spina Reale

18 gennaio. Sono scesi in strada alcuni residenti della Spina Reale, quella striscia di città che parte da largo Giachino per arrivare fino a via Lucento, in un corteo notturno organizato dal gruppo facebook “Quelli della Spina di via Stradella“. Anche loro hanno deciso di infilarsi nella battaglia a questo (costantemente) riscoperto nemico comune della tranquillità di quartiere: lo spacciatore. È già la seconda iniziativa in questa direzione, partecipata da qualche centinaia di persone (a dire dai giornali), e contano di fare un’altra manifestazione il 16 febbraio, scortati come sempre dalla polizia.

Pedalare … in corso Ciriè

17 gennaio. È Giovanni Gola, fu professore dell’ex Istituto Baldracco di corso Ciriè 7, ad aver proposto al Comune un proficuo e compiacente modo per riportare alla normalità la vecchia scuola ad oggi occupata. Da anni ci vivono persone e famiglie sfrattate e senza casa, che il professor J. Megele vorrebbe sottoporre a un diabolico esperimento sociale: un percorso di professionalizzazione per rendere finalmente queste famiglie “autonome”. Il tutto avverrebbe tramite un’associazione di ex-allievi e professori, con lo sperato beneplacido dell’ assessore al welfare Sonia Schellino, che intanto valuta “un recupero del fabbricato e un reinserimento sociale”. Come a dire: “Donne e uomini di corso Ciriè, volete una casa? Pedalare !”

Operazione rientro

16 gennaio. Cento controllori della Gtt sono piombati dalla mattina nei bus e nei tram delle linee 18 e 4. Durante tutta l’operazione speciale a caccia di portoghesi sono state controllate 15.000 persone, di cui 500 beccate senza biglietto. Di sicuro non ci voleva la “rivoluzione” informatica del BIP, a palesare il tasso di ‘autoriduzioni’ sulle linee che collegano alcune delle zone più povere di Torino. Un’operazione che emana dritta dritta dal piano di rientro dell’azienda, tanto vociferato negli ultimi mesi. Risanare una parte del bilancio sulla pelle, e le tasche, dei più poveri.

Groviera

16 gennaio.  Sono 60.000 le case sfitte e vuote in tutta Torino, ancora in aumento rispetto agli anni precedenti soprattutto se rappoprtate al generale decremento demografico. Ce lo rivela l’Osservatorio sulla Condizione Abitativa, che però non manca di ricordare che, a fronte dei tanti sfratti e della generale diminuzione di investimenti nelle politiche sociali legate alla casa, le compravendite immobiliari sono comunque aumentate.

0,000… x 100

15 gennaio. Presentata ufficilamente questa mattina al Cecchi Point “Potere al Popolo”, la lista più fresca dell’inverno che vola dritta dritta verso le elezioni, di cui tanto si sentiva bisogno. “Noi siamo per la difesa dei principi progressisti della Costituzione Italiana”, dichiarano, candidando tra i vari nomi anche l’immancabile Nicoletta Dosio, che tanto aveva fatto per sostenere quell’ennesimo strozzino illuminato e populista di nome Tsipras. Chissà che le speranze tradite dalla signora Appendino possano rinascere in questa “sinistra vera” e impassibile, che ha già dichiarato di non voler allearsi con nessuno.

Contromisure alla “condivisione”

14 gennaio. Mettere fine a questa sequela di malcapitati e vandalici eventi piombati sulle bici del neonato servizio di bike sharing senza postazione. Pare essere l’obiettivo di uno studio avanzato da Go.Bee Bike (il servizio di free floating color verde), per monitorare le zone più a rischio della città, mapparle e trovare contromisure: ad esempio variare i tempi di sosta. Non sembra però molto preoccupato il responsabile torinese Gabriele Vezzani: “Al momento i costi sono sostenibili per il nostro piano economico, ma stiamo monitorando la situazione e presto ci saranno un confronto con l’amministrazione comunale e la polizia municipale per trovare il sistema di protezione migliore”.

Esercito al canile

15 gennaio. Una trentina di volontari del canile di via Germagnano 8, hanno manifestato davanti al comune per lamentarsi dei continui atti vandalici commessi dai residenti del campo rom limitrofo. Tra le richieste anche quella di ristabilire lì un presidio fisso dell’esercito, come esisteva in passato prima che i militari venissero spediti a controllare l’ex Moi.

Parola e azione

13 gennaio. Condannati a un anno e dieci mesi di reclusione i tre ragazzi accusati di aver preso a pugni e rubato il cellulare di quell’impiccione del senatore Airola, nei pressi dei giardini di via Alimonda. La parte offesa avrebbe dichiarato, a processo, che oltre ad essere sceso per gli schiamazzi di quella fatidica notte e aver ripreso con lo smartphone i responsabili di cotanta impertinenza, i quali gli avrebbero giustamente sottratto l’arnese, avrebbe risposto al disappunto manifestato dai ragazzi: “Colpiscimi, colpiscimi!”. Malgrado le conseguenze a cui sono dovuti andare incontro gli arrestati, per fortuna a questo mondo c’è ancora chi tiene a cuore il sacro principio di coerenza tra parola e azione.

Amazon a Torrazza

9 gennaio. Un cantiere all’ingresso dell’autostrada A4, uscita Rondissone, presagisce l’arrivo imminente di un nuovo centro di distribuzione Amazon. Centocinquanta milioni di investimento e milleduecento posti di lavoro promessi, mentre Fred Pattje, Amazon Operations Director per Spagna e Italia, assicura che saranno offerti «stipendi competitivi, benefit molto interessanti, un ambiente di lavoro ottimale e varie opportunità di sviluppo professionale nella nostra azienda dalla rapida crescita globale»

Scuole chiuse

8 gennaio. Ancora una giornata davanti all’Ufficio Scolastico Regionale, ma questa volta in circa 500 insegnanti, per protestare contro la decisione del Consiglio di Stato di estromettere dalle liste a esaurimento tutti i diplomati magistrali ante 2001/2002. Corso Vittorio Emanuele II chiuso al traffico e una ventina di scuole rimaste chiuse per lo sciopero, secondo le stime dei sindacati organizzatori.

Casa a punti

4 gennaio. Una delibera dell’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte centrale istituisce un «contratto a punti» con un punteggio base per gli assegnatari degli alloggi popolari, e la figura degli «accertatori», deputati a vigilare sul rispetto delle regole condominiali. Con la fine dei punti, dopo un  certo numero di sanzioni, termina ance il diritto a vivere nell’appartamento. Perché diventi operativa, c’è bisogno che la delibera venga inserita nella legge regionale sull’edilizia sociale.

2018 3.0

3 gennaio. Sono tornate a manifestare le maestre che rischiano l’esclusione dalle graduatorie a causa di una sentenza del Consiglio di Stato che estromette tutti e tutte le diplomate magistrali ante 2001/2002. La manifestazione si è poi trasformata in un blocco del traffico in pieno centro di circa trecento persone, su corso Vittorio Emanuele II, all’altezza dell’Ufficio Scolastico Regionale.

2018 2.0

2 gennaio. Un petardone è esploso nella notte tra l’uno e il due gennaio, sul cofano di una Mercedes parcheggiata vicino alla sede della Fiom-Cgil, in via Sagra di San Michele. Che sia opera di un burlone ostile ai macchinoni di lusso o di qualche lavoratore con l’orticaria per i sindacati, il gesto strappa un’altro piccolo sorriso per questo 2018.

2018 1.0

1 gennaio. Alcune macchine private dei civich di via Bologna, riconoscibili per il tagliando della Polizia Municipale, sono state danneggiate nella notte di capodanno. Le persone, probabilmente due, erano incappucciate e sono state riprese da una telecamera di servizio. Parabrezza infranti, righe sulla carrozzeria e qualche salto sul cofano per un inizio di anno gioioso e teppista.

2018 Buongiorno

1 gennaio. Dopo i bagordi più o meno festaioli della notte di capodanno una passante, attraversando le strade del proprio quartiere per salutare l’anno nuovo, nota all’incorcio tra corso Vercelli e via Emilia una lunga barricata di bike sharing. Mentre quei pesanti e male accozzati velocipedi arancioni, spuntati come funghi negli ultimi mesi, impedivano la circolazione alle macchine, qualche centinaio di metri più in là una banda di goffi e zelanti vigili prendevano misure e analizzavano la corretta strategia per rimettere in piedi un semaforo completamente sradicato, con palo annesso.

Buon capodanno … movimentato

31 dicembre. Il classico saluto di capodanno ai detenuti del carcere delle Vallette questa volta si è rivelato più movimentato del solito. Tra la sessantina di persone circa accorse per l’occasione, qualcuno ha pensato bene di concedersi una pausa dal consueto utilizzo verticale degli artifizi pirotecnici, provocando un po’ di scoppi e scintille colorate tra le gambe dei plotoni di celere schierati a difesa delle recinzioni. Qualche carica e qualche lancio di tutta risposta e, a quanto si legge dai giornali, una poliziotta della scientifica (di quelle in borghese sempre con la telecamera in mano, si può presumere) ferita da una bottiglia e ricoverata in ospedale. Una scena non così usuale che speriamo abbia strappato un inaspettato e meno annoiato sorriso ai detenuti accorsi alle finestre, a guardare e urlare.

Monossido in corso Brescia

28 dicembre. Una violenza silenziosa continua ad abbattersi su chi è costretto ai limiti della sopravvivenza, in alcuni pezzi di questa città. In corso Brescia tre donne e quattro bambine sono rimaste intossicate da una perdita di monossido di carbonio, probabilmente causata da un braciere usato per riscaldare di notte l’abitazione.

Housing inside

28 dicembre. Dopo i vetri rotti negli uffici del project manager e le sberle da lui prese direttamente sul campo, il quartetto a capo del progetto di gestione e sgombero dell’ex Moi ha espresso la volontà di riportare una parte delle persone già evacuate all’interno delle palazzine restrutturate. L’obiettivo sarebbe la sperimentazione di un “nuovo modello di housing sociale” direttamente all’interno del complesso olimpico.

Gtt: meno duecento

28 dicembre. Spuntano anche 200 esuberi nel piano industriale per salvare la Gtt e riportarla al pareggio di bilancio. Qualche giorno fa, in attesa della stesura ed approvazione definitiva, era stata paventata nel piano anche la possibilità di aumentare del 5% la spesa dei biglietti.

Magistrali retrò

27 dicembre. Circa un centinaio di persone questa mattina ha manifestato davanti all’Ufficio Scolastico Regionale, bloccando a tratti corso Vittorio Emanuele II. Il presidio è stato indetto dalla Cub per protestare contro la decisione del Consiglio di Stato di non ammettere nelle graduatorie ad esaurimento (Gae) tutti quegli insegnanti diplomati alle magistrali prima del 2001/2002, rivedendo così il primo parere favorevole del Tar. Ciò costringerà di fatto molti insegnanti assunti oramai a tempo indeterminato o già nelle graduatorie da anni, a perdere il posto o la speranza di assunzione.

Bonus in coda

21 dicembre. La vita continua a scorrere per quanto le maglie fitte e piene di scartoffie della burocrazia ne ostacolino costantemente il cammino. È il caso delle 4000 mamme, circa, che non hanno ancora avuto alcuna risposta alla loro richiesta di accedere agli 800 euro del “bonus mamma domani”, voluto dal governo Renzi, per far fronte alle prime spese per i propri neonati. Le procedure di smaltimento sarebbero dovute partire a inizio 2017 ma sono in realtà slittate a maggio, con i conseguenti esorbitanti ritardi.

Fenix sui muri

19 dicembre. Dopo lo sgombero del Fenix, occupato l’estate scorsa e posto sotto sequestro il 13 dicembre, durante la notte sono comparse alcune scritte sui muri di Palazzo Civico e dell’Urban Center: “La fenice tornerà a scrivere le pagine della autogestione”.

Telt e Politecnico

19 dicembre. Un accordo tra il Politecnico di Torino e Telt, la scoietà italo-francese incaricata della costruzione della linea ad alta velocità Torino-Line, ha dato vita a un master in “Tunneling and tunnel boring machine”. Coinvolgerà dodici studenti per cinque anni, con studi direttamente sul campo ossia in cantiere.

Sgombero in piazza Madama

15 dicembre. Sgomberata una palazzina abusivamente occupata al civico numero 4 della piazza di San Salvario. Dopo il distacco di alcuni allacci abusivi di corrente elettrica e l’allontanamento delle persone presenti nello stabile, la proprietà provvede a murare gli ingressi e le finestre dei sei appartamenti.

Supermercati antidegrado

14 dicembre. Guido Montanari si difende dalle accuse, rivolte alla giunta Appendino, di aver dato il via libera alla costruzione di sei supermercati per rimpinguare le casse comunali. Durante il consiglio aperto della Circoscrizione 6, in cui è stato presentato il progetto della nuova Ipercoop di via Botticelli, il vicesindaco ha spiegato la funzione antidegrado dei centri commerciali che sorgeranno in corso Vercelli, via Bologna e corso Traiano, attaccando invece quelli ereditati dalla precedente giunta Fassino.

Nuotano?

27 novembre. Alcune bici GoBee.Bike, destinate a incrementare i servizi sharing della città, finiscono nel Po. Le bici sono state scaricate a Torino appena la settimana scorsa, hanno un lucchetto Gps collegato a un app che permette di lasciarle ovunque, letteralmente.

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Tentativi

27 novembre. Tre ragazzi detenuti nel carcere minorile Ferrante-Aporti appiccano il fuoco alla loro cella. Vengono portati in ospedale per ustioni e intossicazione da fumo.

Nuova occupazione

18 novembre.  Nasce l’Edera Squat in via Pianezza 115.

Bici alla mano

14 ottobre. Alcuni lavoratori in bicicletta di Deliveroo hanno manifestato nel centro città contro i vertici dell’azienda, che da mesi stanno ignorando completamente le loro rivendicazioni. La protesta è iniziata in piazza Carlo Alberto per poi attraversare, insieme ad alcuni solidali accorsi per l’occasione, via Roma e via Garibaldi. L’invito diffuso ai passanti e a chiunque voglia solidarizzare è stato quello di contattare il supporto clienti di Deliveroo e riportare le richieste dei rider.

G7

30 settembre. Per i disordini durante il corteo di contestazione al G7 di di Scienza, Lavoro e Industria, partito da Torino e arrivato al centro di Venaria dove si teneva il summit, vengono effettuati due arresti, uno dei quali a quanto sembrerebbe con flagranza differita. Se fosse accertato sarebbe uno dei primi assaggi delle potenzialità della legge Minniti-Orlando.

Frittata in street parade

28 settembre. Durante la street parade che ha attraversato le vie di San Salvario nel contesto della mobilitazione contro il G7, alcuni manifestanti hanno lanciato delle uova di vernice sulla facciata della Fondazione Agnelli di via Giacosa, che tra le altre cose ospita anche la sede torinese di Foodora. Altri manifestanti lungo il percorso hanno chiuso simbolicamente un Carrefour e attacchinato sopra una sede della CISL.

Deadline

5 settembre: una trentina di studenti e solidali ha presidiato dalla mattina gli accessi del laboratorio Manituana, situato di fronte a “Palazzo Nuovo”, in segno di protesta contro la decisione dell’Università di rientrare in possesso degli spazi occupati tre anni fa e da allora utilizzati come aule studio e non solo. Nessuno sgombero è stato eseguito in giornata ma la sorte del Manituana è ancora incerta data l’intenzione dell’Università di ristrutturare gli spazi per adibirli, casualmente, ad aule studio.

Sotto casa

3 settembre. Nella notte nel quartiere Aurora, sotto la sua abitazione in via Cremona, il senatore M5S Alberto Airola è stato aggredito da due ragazzi nordafricani che andandosene gli avrebbero portato via il cellulare. Non è chiaro se a scatenare il tutto sia stato un precedente alterco.

L’episodio, oltre a scatenare la solidarietà bipartisan di colleghi e affini del senatore, è stato il pretesto per etichettare Aurora come “terra di nessuno” e chiedere per questo la chiusura dei parchi di zona e presidi fissi di polizia.

Sulla lotta No Tap

Diario

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macerie @ Gennaio 21, 2018

Storie di pulizia sociale

Diario

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Cosa sia questa guerra quotidiana che attraversa le strade di Aurora, lo vediamo tutti i giorni. Ma sulla pelle dei tanti sfruttatti che abitano questo pezzo di città, sono incise le cicatrici di numerose battaglie addietro. Le sponde della Dora cantano l’ira dei fratelli di Abdelkabir, caduto dal terzo piano di via La Salle 5 nel lontano 2000 per scappare a una retata di Carabinieri. La crosta dei muri racconta di interi palazzi messi a nudo, setacciati a caccia di abusivi e clandestini.

La riqualificazione è una grande operazione di pulizia sociale, di cui è importante comprendere la mole e il dettaglio. Un’operazione che proviene dal centro città e che affonda una buona parte delle sue radici nel tessuto urbano di Porta Palazzo.

Continua a pag. 32908

macerie @ Gennaio 19, 2018

Sotto le mura del carcere

Diario

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macerie @ Gennaio 15, 2018

La parabola della Madonna

Diario

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Promettiamo che quanto segue non è l’ennesimo noioso e ridondante racconto di un quartiere che cambia, dei processi di riqualificazione, della schiera di responsabili che si affacciano alle porte di Aurora e che premono per l’imminente sgombero dell’Asilo. Esiste infatti un piano molto più sottile, che compare e scompare nel formicolare di palazzoni, incognito come lo sguardo che si cela dietro ai “Buongiorno” e “Buonasera” di una portinaia. Conoscere i propri vicini di casa, di isolato e quartiere, è una prassi che per quanto relegata all’occasionalità degli eventi può portare rivelazioni inaspettate, fino a giungere a toccare la parte più sinuosa e subdola nel campo del nemico: origliare e spiare.

Continua a pag. 32894

macerie @ Gennaio 12, 2018

Tutt’attorno

Diario

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“Il mondo in cui viviamo è scosso da cambiamenti profondi: i territori in cui ci muoviamo, i volti e le facce che incontriamo sono snaturati dalle ristrutturazioni e dalle nefandezze che il sistema capitalista impone.
Per questo a volte è importante fermarsi a riflettere sui luoghi dove abitiamo e sulle persone che abbiamo intorno.
Abbiamo scelto di approfondire il tema del Welfare convinti che sia una delle prospettive privilegiate per capire come al giorno d’oggi si stiano trasformando e inasprendo le frontiere dell’esclusione sociale e la geografia degli spazi su cui interveniamo.
Se da una parte si può affermare che la fetta di benessere disponibile per ammansire le classi sfruttate si stia assottigliando sempre più, dall’altra occorre guardare alle nuove strategie, non solo repressive, che lo Stato mette in campo per mantenere quella pace sociale, che è cagione proprio del Welfare.
Queste pagine non sono da intendersi come uno studio esaustivo sul tema né come un’opera di sociologi. Sono piuttosto riflessioni nate dai contesti di lotta in cui interveniamo, da alcune intuizioni lì incontrate che abbiamo poi cercato di sviluppare.
Proprio per questo ci auguriamo che aprano una discussione e un approfondimento.”
 

Continua a pag. 32887

macerie @ Gennaio 8, 2018

Le porte e le finestre

Diario

Si parte dalle porte e dalle finestre, dal rendere solida la possibilità di scegliere chi fare entrare e chi no tra le mura dell’Asilo e di resistere in maniera strenua al momento dello sgombero.

L’appuntamento è venerdì 12 e sabato 13, dalle ore 10:00, per progettare, saldare, assemblare e rinforzare le barricate. L’invito è di portare ferro e attrezzi, l’Asilo sarà aperto per raccogliere il materiale durante tutta la settimana.

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macerie @ Gennaio 7, 2018

Sullo sgombero dell’Asilo

Diario

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La notizia è apparsa nelle scorse settimane, a distanza di qualche giorno l’una dall’altra, da due quotidiani online torinesi. Il primo si occupa prevalentemente di cronaca cittadina, con quei toni scandalistici tanto cari alla nutrita schiera dei giornali reazionari; il secondo è invece una delle voci che, a sinistra, pungola chi governa, in cerca di qualche dialettica contraddizione e ben attenta però a non calcare troppo la mano.

Due degni rappresentati, insomma, di quella pluralità di interessi che spinge o si dichiara perlomeno favorevole allo sgombero dello stabile di via Alessandria 12.

Partendo dall’alto dell’attuale scena politica cittadina, troviamo la giunta Appendino che si sarà sicuramente legata al dito le critiche e contestazioni costanti ricevute dai compagni che frequentano l’Asilo e dalle persone sotto sfratto che si organizzano con loro. Un contrasto netto esplicitato sin da subito, senza quei tentativi di lisciare il pelo alla giunta pentastellata, abbozzati da altre realtà “di movimento” torinesi in maniera più o meno maldestra e strategica, per la sua contrarietà al Tav o per l’attenzione alle periferie sbandierata in campagna elettorale.

Continua a pag. 32873

macerie @ Gennaio 4, 2018

Ritardo selettivo

Diario

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Riorganizzazioni e ristrutturazioni non si palesano solo quando l’occhio dello studioso riesce a indagarle, ma soprattutto quando incidono direttamente sul quotidiano di molti. Una suggestione arriva dal racconto della figlia adolescente di un’amica che non riesce mai ad arrivare in orario a scuola, non perchè non si sveglia in tempo ma perchè la linea 77 è battuta a una frequenza bassissima, circa un bus all’ora.

Ciò è la diretta conseguenza dell’introduzione del sistema Bip che ha creato dati per rendere più efficiente il sistema di trasporto pubblico torinese. Frequenze sempre più rade o soppressioni lungo le tratte dove i passeggeri non hanno l’abitudine di pagare, quindi fermate dell’autobus colme di gente in attesa in certi angoli della città.

Ciò accade nel medesimo periodo in cui la Gtt è al collasso, alla ricerca di investitori per non essere commissariata. Lo stesso momento in cui i lavoratori preoccupati delle sorti del proprio posto all’interno di un’azienda instabile si agitano e scioperano. Contemporaneamente al moltiplicarsi dell’offerta di sistemi di trasporto che si basano sull’utilizzo di applicazioni e della modalità sharing.

Per chi ha pochi soldi, zero documenti, a chi mancano strumenti smart e canali d’accesso ai servizi non rimane che attendere alla fermata dell’autobus e accumulare ritardi e disguidi nel procedere della giornata tanto da pensare, non a torto, che la città, la possibilità di attraversarla e la velocità nel farlo li siano negati.

macerie @ Dicembre 25, 2017

Da Caltanissetta a Parigi

Diario

 

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La rivolta del 13 novembre all’interno del Cpr di corso Brunelleschi aleggia ancora nell’aria: a ridosso del presidio davanti alle mura che si è tenuto sabato scorso, una perquisizione approfondita e preventiva ha interessato i reclusi dell’area rossa, dando tuttavia esito negativo. L’area rossa è stata riaperta da poco, dopo i lavori di ristrutturazione in cantiere oramai da mesi, portando la capienza del centro agli attuali 145 posti circa. E se non fosse per le due aree bruciate e distrutte durante l’ultima rivolta, la struttura sarebbe tornata a pieno regime come non lo era oramai da anni.

Continua a pag. 32865

macerie @ Dicembre 19, 2017

Presidio di Natale

Diario

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Venerdì 15 dicembre - ORE 18,00 - DISCUSSIONE ALLE SERRANDE di Corso Giulio Cesare 45 con alcuni compagni greci che si organizzano e lottano contro i centri di detenzione ed espulsione ad Atene.

Sabato 16 dicembre - PRESIDIO AL CPR - ORE 15,00 - CORSO BRUNELLESCHI angolo VIA MONGINEVRO.

Fuoco ai Cpr, una cosa attuata e attuabile.

macerie @ Dicembre 14, 2017

Risposte

Diario

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Giovedì scorso si è tenuta l’udienza di riesame riguardo la carcerazione di Beppe, accusato di non aver risposto ad un controllo di polizia nella casa in cui era detenuto agli arresti domiciliari e per questo rinchiuso successivamente nel carcere delle Vallette da ormai un paio di mesi. A inizio settimana è arrivata la risposta dei giudici che hanno rigettato la richiesta di modificare la misura custodiale in carcere con quella degli arresti domiciliari. Le motivazioni di tale rifiuto sono ancora ignote e verranno rese pubbliche tra qualche giorno. Quello che è certo invece è che ci vorrà altro tempo per portare di nuovo la sua situazione di fronte a un giudice e forse si dovrà aspettare il 26 di gennaio, giorno dell’inizio del processo.

Intanto sempre in questi giorni il Gip Pasquariello ha rigettato l’istanza di liberazione per gli arrestati di agosto costringendo Cam, Larry, Fran e Antonio ancora in casa e Beppe dietro le sbarre.

Nella notte di ieri un saluto rumoroso ha rotto il silenzio intorno al penitenziario torinese per ricordare a Beppe che non è solo e per portare solidarietà a tutti coloro che sono rinchiusi dentro quelle infami mura.

Rinnoviamo quindi l’invito a scrivere a Beppe:

Giuseppe De Salvatore

Via M. A. Aglietta n 35

 10151 Torino

macerie @ Dicembre 14, 2017

Libertà l’ho vista dormire protetta da un filo spinato

Diario

 

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Fuochi d’artificio sul fare della fredda sera. Ieri con questo saluto pirotecnico un gruppo di nemici delle espulsioni si allontana dal Cpr torinese dopo un presidio di qualche ora, con la promessa di tornarci presto a portare anche solo una voce più alta delle mura. Nelle ultime settimane più volte le voci fuori si sono unite a quelle dentro, qualche auto arriva in c.so Brunelleschi per rompere la solitudine di chi lotta contro la struttura che lo imprigiona, per qualche minuto si urla insieme “Libertà!” prima che arrivino le volanti che presidiano 24 ore su 24 il perimetro fortificato del Centro.

I reclusi, dopo la rivolta del 13 novembre, subiscono un controllo ancor più afflittivo e alcuni di loro sono ancora rinchiusi nell’isolamento, altri due dormono al freddo in mensa dove il riscaldamento non c’è mai stato. Tuttavia non c’è mai neanche un dubbio nelle loro voci e la rivolta non è mai qualcosa di cui pentirsi ma sempre una questione di possibilità: stare là dentro fa schifo e quando si riesce a organizzarsi insieme va da sé.

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macerie @ Novembre 27, 2017

Oggi e domenica contro il Cpr

Diario

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macerie @ Novembre 24, 2017

Il paradigma di una società in crisi

Diario, Torino domani

 

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Entrare nel ventre vitreo del mostro è molto più facile del previsto.

È sufficiente dare il proprio nome alla receptionist per essere aggiunti alla lista di prezzolati partecipanti all’evento e in quattro e quattr’otto ritrovarsi sulla scala mobile del più discusso centro di potere torinese, il tempio israelitico griffato del nuovo millennio.

   «guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!».

No, non inganna il facile accesso, infatti l’evento che ci si appresta ad assistere dentro al grattacielo di Intesa Sanpaolo è così elitario, per contenuti e pubblicizzazione, che non c’è pericolo che arrivino persone sconvenienti. L’incontro è rivolto a la crème (de la merde) delle fondazioni bancarie e d’impresa, economisti, dirigenti delle cooperative, sindacalisti e giornalisti per presentare il Terzo Rapporto sul Secondo Welfare, a cura del Centro di Ricerca Einaudi. L’architettura svolge poi il suo compito - ça va sans dire - perché il palazzo è progettato con l’auditorium ai primi piani e per arrivarci vi è un’unica scala mobile. Non è dato vedere altro, si può solo entrare o uscire dalla sala in questione, al massimo andare in bagno.

In realtà gli indesiderabili ci sono, con l’odio stretto tra le mani, a raccogliere informazioni sulle future politiche con cui i signori cercheranno di gestire la vita agra del mondo prossimo.

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macerie @ Novembre 23, 2017

Dal tribunale

Diario

 

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Lunedì si è concluso il primo atto del processo contro la resistenza agli sfratti realizzatasi in alcuni quartieri di Torino tra l’estate 2011 e la primavera del 2014. Il bilancio della sentenza è di 27 compagni condannati a pene che vanno da 1 anno ai 2 anni e 9 mesi di reclusione. Alcuni imputati sono stati condannati al risarcimento di qualche proprietario di casa costituitosi parte civile e dei loro avvocati. Due compagni sono stati invece assolti e le accuse più gravi - il sequestro - cadute per tutti. L’udienza è stata anche l’occasione per salutare Beppe che si trova ancora alle Vallette.

Il giorno seguente altri compagni hanno scelto di presentarsi all’udienza del processo in cui sono accusati di aver fatto violenza contro dei carabinieri per ostacolare un controllo di documenti, procedimento per il quale sono stati arrestati a maggio e per sei mesi sono stati rinchiusi prima in carcere e poi a casa con l’impossibilità di comunicare, per il quale ora hanno l’obbligo di firmare in maniera quotidiana in caserma. I compagni hanno deciso di trovarsi in aula per leggere una dichiarazione per precisare alcune cose.

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macerie @ Novembre 22, 2017

Di nuovo e finalmente, fuoco al Cpr

Diario

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Due notti fa i reclusi del Cpr torinese hanno dato fuoco all’area blu e a quella verde rendendo inagibili diverse stanze. La celere è arrivata immediatamente dispensando lacrimogeni e botte, insieme ai pompieri che hanno pensato bene di raffreddare gli animi lavando letteralmente i reclusi con le pompe dell’acqua. I celerini ci sono andati particolarmente pesanti con i manganelli e gli schiaffi soprattutto nell’area blu dove da dentro ci arrivano notizie di diversi feriti. Spenti gli incendi è stata effettuata una perquisizione alla ricerca dei temutissimi quanto efficaci accendini mentre fuori dalle mura dei fuochi di artificio hanno salutato i reclusi e portato solidarietà alla rivolta.

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macerie @ Novembre 15, 2017

Panni Sporchi