Il Marconista

Ne Il Marconista vi proponiamo alcuni contributi audio che alle nostre orecchie sono sembrati interessanti. Racconti di vicende più o meno distanti nel tempo e nello spazio, rapidi sguardi su piccoli pezzi della realtà che ci circonda e anche approfondimenti su questioni che non siamo soliti affrontare in questo blog. Interessanti, non necessariamente condivisibili in tutte le valutazioni che vengono proposte o nelle suggestioni che queste parole possono suscitare. A fianco di quelli realizzati da compagni o frutto di considerazioni critiche, troverete anche le voci di analisti, studiosi o giornalisti al soldo di qualche ente o azienda. Anche voci del nemico, insomma, che hanno tutto l'interesse a far funzionare questa società organizzata sullo sfruttamento e l'oppressione. Tutte insieme queste voci possono fornire spunti, punti di vista o anche semplici informazioni importanti per chi lotta. Buon ascolto.

Ascolta tutti i contributi radiofonici

Dirty boulevard

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Nel gennaio del 2014 a Gamonal, quartiere popolare della spagnola Burgos, la lotta contro la costruzione di un nuovo boulevard si diffonde tra la maggior parte degli abitanti e brucia in fretta, con determinazione, fino a decretare il ritiro del progetto da parte delle istituzioni. Abbiamo sviscerato il racconto degli accadimenti ma soprattutto alcuni passaggi critici e interessanti con un compagno del posto: il rischio di recupero del conflitto da parte dei partiti e delle associazioni locali in cerca solo di un’onda da cavalcare per accumulare consenso; le modalità organizzative della lotta; l’intervento più o meno ragionato di alcuni compagni presenti da tempo in quel quartiere; le caratteristiche di una città che sembra  aver mantenuto la sua “vocazione” industriale e il conseguente tessuto sociale; una rete di rapporti di vicinato forgiata dal fuoco di numerose precedenti battaglie.

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Reclusione ad alta quota


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Continuano le audio-passeggiate de Il Marconista sui sentieri dello scenario montano che, sbirciando tra gli scorci di borghi disabitati e spazi in disuso, questa volta si imbatte nei progetti di chi vorrebbe creare nuove forme e strutture funzionali alla detenzione. Non più il maxicarcere che, oramai da quarant’anni, regna sull’architettura della reclusione, ma forme più piccole e diffuse, a minore impatto economico, in grado di integrare detenzione, lavoro “utile” sottopagato e riutilizzo di borghi montani abbandonati.

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Sentieri di sfruttamento

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Dietro ogni cartolina si celano quei colpi di piccone e scalpello che trasformano una materia informe o oramai obsoleta in un quadretto armonico, dove ogni elemento sembra superare le rigidità e le repulsioni reciproche. E’ in quest’ottica che va letto il progetto di ricerca e promozione culturale ad opera della Compagnia di SanPaolo denominato “Torino e le Alpi”, così come la narrazione elaborata dall’associazione Dislivelli alle origini del progetto. Uno degli obiettivi propagandati sarebbe quello di intrecciare il profitto derivante da un nuovo “turismo sostenibile” con il lavoro gratuito o sottopagato dei richiedenti asilo, dislocati nei vari centri di seconda accoglienza dei comuni alpini. […]

Dalla frontiera alla metropoli

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Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

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La “costruzione” dell’immaginario alpino

 

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Le alpi non sono sempre state passibili dello stesso sguardo. A partire dalla fine del XVIII secolo l’ambiente montano viene investito da un nuovo tipo di rappresentazione che coincide temporalmente con l’affermarsi dell’importanza dei contesti urbani. Da quel momento la montagna, prima vista come paesaggio disarmonico se non financo come ostacolo fisico, diventa meta turistica e oggetto del sapere geografico e successivamente di quello della pianificazione territoriale.

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Corrispondenze veneziane

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Sono stati due anni intensi quelli che a Venezia hanno visto un gruppo di compagni intrecciare le loro vite, le loro penne e le loro voci con chi era rinchiuso dietro le mura di Santa Maria Maggiore. Un carcere incuneato nell’isola storica, a due passi dalle vetrine e dai turisti, attraversato da un fremito di lotta sfociato in rivolta, capace di propagarsi anche in altre strutture del veneto.

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La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme e sabbia

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17 gennaio. Borzoli (Ge). Nella notte vengono sabotate due ruspe all’interno del cantiere del Terzo Valico. Una viene incendiata, alla seconda viene invece danneggiato il motore con la sabbia.

Capodanno

31 dicembre. Giaglione. Dopo la cena al presidio di Venaus, alcune decine di no tav  si dirige al cantiere di Chiomonte per salutare l’anno nuovo con slogan e una battitura alle recinzioni. Le forze dell’ordine rispondono con i gas lacrimogeni.

Striscione

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22 dicembre. Valpolcevera. Il giorno dopo la sentenza d’Appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò viene appeso uno striscione sui muri della centrale del latte da tempo inutilizzata, poco distante dai cantieri del Terzo Valico dell’Alta Velocità.

Pol.G.A.I.

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18 dicembre. Brescia. Una pentola a pressione contenente 8 kg di polvere nera esplode davanti all’ingresso della sede della Scuola Pol.G.A.I., la scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa, danneggiando la porta. L’esplosione viene dedicata, tra gli altri, anche a Nicco e Chiara.


Diritto e Rovescio

Rioccupato il Fenix

13 maggio. Occupato uno stabile di proprietà del comune all’interno dei Giardini Reali all’angolo con via Rossini. L’edificio era già stato occupato e sgomberato nel 2005 in vista delle Olimpiadi invernali dell’anno successivo.

Per delle scritte

13 maggio. La polizia politica è arrivata all’una di notte a bussare alle porte di due case, di quattro militanti, per delle perquisizioni. Era alla ricerca di materiale collegabile alle scritte vergate sulle mura del Tribunale. Le scritte sono comparse alla fine di marzo, dopo la sentenza espressa dal giudice Minucci; un volontario della Croce Rossa accusato di violenza sessuale verso una collega è stato assolto poichè, secondo la togata, la donna non avrebbe gridato abbastanza, avrebbe detto solo “basta”. Sono stati requisiti abiti, materiale da decorazione e apparecchi elettronici.

Sciopero al museo

13 maggio. Mentre si preannuncia il boom di arrivi in città per i prossimi eventi culturali, i lavoratori di alcuni musei civici, quello della Montagna, Lombroso e dell’Anatomia umana e della Frutta, del Risorgimento, Diffuso 900 e del Polo universitario, hanno proclamato la loro prima giornata di sciopero. La mancata conferma dell’appalto alle cooperative che gestiscono i servizi museali da parte dell’amministrazione comunale causerà licenziamenti di massa e calo degli orari lavorativi. Hanno partecipato allo sciopero l’80 per cento dei lavoratori, facendo chiudere alcuni musei, lasciandone altri sguarniti di personale; si sono riuniti in presidio, prima sotto il museo del Risorgimento, poi davanti al palazzo del Comune.

Sequestri in Centro

11 maggio. Nell’ambito di un’operazione di contrasto ai venditori abusivi in centro città, uomini della Polizia e della Municipale identificano sei ambulanti senegalesi e li denunciano a piede libero. Ai sei vengono inoltre sequestrati 500 pezzi tra borse, ombrelli, giubbotti, occhiali etc. e comminate multe per 30mila euro.

Gazebo a 5 Stelle

6 maggio. Contestati alcuni militanti del Movimento 5 Stelle presenti con un gazebo nella piazza del mercato di Borgo Vittoria. Ai grillini vengono ricordate le parole di apprezzamento del sindaco Appendino nei confronti del pm Rinaudo e delle forze dell’ordine, dopo gli arresti di mercoledì scorso di sei compagni, e le politiche a favore dei poteri forti della città portate avanti dalla giunta pentastellata.

Controlli in Barriera

4 maggio. Nel corso della serata, agenti del commissariato e del reparto Prevenzione Crimine effettuano controlli straordinari in diverse aree del quartiere. Delle persone identificate una decina di immigrati vengono accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. Controllati inoltre diversi esercizi pubblici tra cui un african market di via Montanaro, un centro scommesse in via Scarlatti, un bar in via Banfo e un phone center in via Leinì.


Primo maggio senza ordini

1 maggio. Nonostante la festa dei lavoratori sia lentamente diventata negli anni una vera e propria celebrazione del Lavoro, questa volta qualcuno ha voluto ricordare ai propri padroni che non sempre si è disposti a subire qualsiasi condizione di sfruttamento. I fattorini di Deliveroo, azienda del food delivery da poco sbarcata a Torino, hanno rifiutato per tutta la serata di rispondere agli ordini causando così l’interruzione del servizio. Tra le rivendicazioni esplicitate all’azienda c’è una diversa gestione dei turni e un monte minimo di 10 ore garantite, a settimana, per ogni rider.

Una città costosa

24 aprile. Secondo un’indagine effettuata da Federconsumatori e Abusdef sui costi della vita nelle quattordici città metropolitane italiane Torino è la seconda più cara d’Italia. L’indice misurato è quello delle spese sostenute dalle famiglie per usufruire dei servizi essenziali, ossia trasporti locali, assistenza sanitaria, asili nido, raccolta rifiuti, fornitura gas, elettricità, acqua e tributi locali. La spesa media di una famiglia torinese tocca quasi i 3mila euro annui. I costi più importanti che deve affrontare sono dovuti all’istruzione, ai trasporti e al servizio idrico; in città la retta media dell’asilo nido è di 356 euro al mese, ben al di sopra dei 232 euro che la stessa famiglia pagherebbe a Milano.

In un altro angolo

23 aprile. È il primo giorno in cui i venditori del suq distendono i loro teli ed espongono merce e chincanglierie in via Carcano, a ridosso del parco della Colletta. Sul perimetro dell’area mercatale oltre al camper dell’associazione Vivi Balon e i suoi uomini in pettorina gialla, si concentrano vigili, parecchi poliziotti in borghese e un gruppo di alcune decine di abitanti del quartiere decisi a continuare la polemica sullo spostamento del mercato domenicale nella loro zona. Nella via attigua sono disposte due camionette di celere, nella restante zona limitrofa una fiumana di gente arriva sul posto. Nel gran via vai degli affluenti all’area Patrizia Alessi con altre tre persone si aggira a fotografare la merce di dubbia provenienza, mentre un venditore ambulante di cibo rimane a lato discutendo con un uomo della pubblica amministrazione. Oggi non potrà lavorare poichè risulta senza l’adeguata licenza.

Sciopero made in Italy

19 aprile. I lavoratori della Giorgio Armani Operations di Settimo Torinese hanno scioperato per due ore contro l’annuncio di 110 esuberi su 184 operai proclamato dall’azienda. Per giovedì 20 aprile è prevista l’uscita anticipata dei lavoratori dallo stabilimento.

Alta Sicurezza

19 aprile. Il Cpr di corso Brunelleschi si specializzerà nella reclusione di quegli immigrati “irregolari” ritenuti più pericolosi. Uomini e donne già colpiti da lunghe pene detentive o sospettati di avere legami con il terrorismo islamico. Secondo il Prefetto Renato Saccone, il Cpr torinese inizierà a svolgere a pieno questa funzione solo quando apriranno tutti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio previsti dalla legge Minniti.

Contro i tagli

19 aprile. Non si ferma la lotta delle lavoratrici del servizio di pulizia delle Molinette che dopo aver accusato il colpo delle lettere di trasferimento inviate dalla Dussmann a diverse di loro, tornano a protestare. Dopo il rapido blocco del traffico su corso Bramante di venerdì, martedì alcune lavoratrici si sono incatenate ad una panchina del cortile delle Molinette mentre l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta interveniva ad un convegno sulla salute mentale nell’ospedale torinese, mentre mercoledì sono andate sotto gli uffici della Regione assieme alle dipendenti della società “La lucentezza srl” che protestano anche loro per un pesante taglio sul monte orario. La società, che ha ridefinito i tempi di lavoro riducendoli del 46%, ha l’appalto anche per tenere puliti gli uffici del consiglio regionale. 

Big brother is watching better

18 aprile. La sindaca Chiara Appendino, che ha le deleghe alla polizia municipale e alla sicurezza, ha annunciato l’istallazione di undici impianti di videosorveglianza di ultima generazione nei punti sensibili della città, ossia a Porta Palazzo, San Salvario, Mirafiori e Vallette. La spesa è di 500mila euro e fa parte del progetto “AxTo”, l’azione sulle periferie messa in piedi dalla giunta pentastellata. Le telecamere saranno digitali ad alta definizione adatte a luoghi scarsamente illuminati, dotate di sistemi di “intelligent video” in grado di dare allarme in maniera diretta alle stazioni di polizia nel caso di comportamenti anomali delle persone riprese. Il fronte del controllo e della sicurezza è in sperimentazione continua, esiste una piattaforma virtuale condivisa di interscambio di dati e conoscenze tra Lione e Torino e la volontà è di arrivare a una sorveglianza dinamica con sistemi a connessione avanzata con fibra 4 o 5G. Inoltre, nel progetto, sarà stimolata la sicurezza partecipata: chiunque potrà inviare i filmati ripresi per mezzo smartphone, tablet e telecamere private istallate nel proprio condominio o negozio attraverso canali già esistenti.

Da Finale a Torino

17 aprile. Un gruppo di sessanta teenager ritornando da una gita fuori porta in Liguria a bordo del regionale Ventimiglia-Torino ha seminato il panico tra gli altri passeggeri. La nutrita comitiva tentava di sfuggire al controllo del bigliettaio, ha disturbato e preso in giro gli altri passeggeri e danneggiato i suppelletili del treno. Dopo una fermata forzata a Cengio, dove qualcuno dei ragazzi viene controllato e fermato dai carabinieri, la maggior parte è risalita sul mezzo alla volta della città. Il disturbo impertinente è continuato fino allo sbarco nella stazione di Porta Nuova dove i ragazzi sono stati costretti a scappare a gambe levate poichè erano presenti cordoni di polizia ad attenderli. La stazione è rimasta inoperosa per venti minuti. Le linee che collegano la città a località di mare, in primavera ed estate, sono spesso attraversate da gruppi di persone che tentano di superare ogni controllo durante il viaggio. La polizia ferroviaria ha deciso di rispondere a questa emergenza disponendo agenti a presidio di tutte le stazioni a rischio lungo la tratta Torino-Ventimiglia.

Trasferimenti

13 aprile.  La Dussmann, società appaltatrice del servizio di pulizie presso l’ospedale delle Molinette e all’ Asl To 1, ha deciso di inviare numerose lettere di trasferimento alle dipendenti che hanno recente partecipato allo sciopero e alle proteste contro il taglio del 33 per cento delle ore di lavoro imposto dalla dirigenza. Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha espresso disappunto, auspicando che “la società riveda la sua decisione”.

Un po’ più in là

9 aprile. Sfrattati dall’area attorno via Monteverdi, decine di ambulanti del Suk si spostano di un centinaio di metri e occupano l’area di largo Bologna per esporre le loro mercanzie. Banchi, teli e gazebo ricoprono i marciapiedi e il prato antistante sotto gli occhi degli agenti della Polizia Municipale. Il mercato della domenica dovrebbe restare senza una sede ufficiale anche per la prossima domenica prima di spostarsi, stando alle indicazioni del Comune, in via Carcano.

Risciò

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9 aprile. Il nuovo mezzo per il trasporto dei turisti è stato presentato in piazza Palazzo di Città. Si tratta di un risciò a tre ruote condotto da un pedalatore, trasporterà due passeggeri in un tour della città per 15, 30 o 60 minuti. È il frutto di una start up ideata da un gruppo di attivisti della ciclabilità, selezionata dal bando FaciliTO Giovani di Torino Social Innovation.

Non è Street Art

 

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5 aprile. Nel quartiere Aurora qualcuno approfitta della notte per imbrattare alcuni punti della riqualificazione del quartiere. Sui muri di quella che sarà “La scuola possibile”, sulle vetrate di un ufficio della SanPaolo, sui portoni dei nuovi palazzi residenziali di lusso, sulla facciata della Nuvola Lavazza e sullo IAAD, la vernice sporca e ricorda il ruolo di certi luoghi nella guerra ai poveri della zona.

[…]

8 anni

5 aprile. Un Daspo della durata di otto anni è stato disposto contro un ultrà della Juventus appartenente al gruppo Viking. Il provvedimento è legato a una denuncia per istigazione a delinquere presentata dalla Digos. L’ultrà sarebbe l’autore di numerosi post apparsi su Facebook con offese e insulti verso le forze dell’ordine, i cui agenti vengono a volte indicati con fotografie e generalità complete.

Elettrodomestici probatori

4 aprile. In seguito a ripetute segnalazioni dell’Enel su anomali consumi di corrente nella zona di Gerbole, tra Rivalta e Orbassano, i carabinieri della locale stazione hanno rilevato degli allacci abusivi in una villetta. Oltre a rimuoverli e denunciare il proprietario, gli uomini dell’Arma hanno sequestrato 34 elettrodomestici tra frigoriferi, asciugacapelli, frullatori, computer etc. A richiederlo espressamente il pm Antonio Rinaudo, titolare dell’indagine, che ritiene questi oggetti “pertinenti al reato” e di importante “valore probatorio”.

Da settembre

2 aprile. Con l’inizio del nuovo anno scolastico verranno aperte a Torino due nuove scuole private per ricchi. La “Scuola Possibile” con una retta di 8.000 euro l’anno avrà sede nel Basic Village in Aurora, mentre la “World international school” che può costare dai 10.090 a 13.640 euro aprirà all’interno del villaggio Juventus alla Continassa.

Entrambe si propongono di scompaginare il tradizionale metodo di insegnamento e i programmi della didattica in uso nelle scuole pubbliche a colpi di nuove tecnologie e approcci “creativi”, ed entrambe hanno tra gli obiettivi quello ambizioso di formare i figli di imprenditori, dirigenti e manager per essere “i nuovi leader etici del ventunesimo secolo”.

Controlli in Barriera

31 marzo. Controlli a tappeto attorno a via Montanaro da parte degli agenti del commissariato Barriera Milano, insieme ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine, dell’Immigrazione, delle Unità Cinofile e della Polizia Amministrativa. Controllati 2 locali commerciali cui sono state elevate multe di 30mila e 3mila euro. Identificate 30 persone di cui 4, immigrati, sono stati portati preso gli Uffici Immigrazione della Questura perchè privi di documenti, dopo gli accertamenti 2 sono stati rilasciati e gli altri colpiti invece da un provvedimento di espulsione. I controlli delle forze dell’ordine si sono poi diretti verso uno stabile in cui sono stati sgomberati due appartamenti occupati e denunciate due persone per invasione di terreni o edifici. Fermati infine due marocchini trovati in possesso di hashish e cocaina, uno è stato denunciato a piede libero mentre l’altro è stato arrestato.

Molinette in tilt

30 marzo. Dopo il presidio davanti all’assessorato del lavoro in concomitanza con il tavolo tra la ditta tedesca, i rappresentanti dell’azienda sanitaria pubblica e i sindacati, le addette alle pulizie hanno deciso di scioperare. La posizione della Dussmann è incontrovertibile; la protesta contro i tagli degli orari di lavoro e degli stipendi interessa tutti i lavoratori degli ospedali della Città della Salute e dell’Asl To1, per ora solo alle Molinette hanno incrociato le braccia. Lo sciopero delle 380 addette alle pulizie ha mandato in tilt il servizio di nettezza, la consegna dei farmaci e della biancheria. Il personale ospedaliero ha cercato di tamponare i disguidi creati dalla protesta, mentre l’azienda ha spedito personale sostitutivo per ripristinare il servizio.

Incidente di percorso

30 marzo. In mattinata, su un tram della linea 9, un ragazzo sprovvisto di biglietto ha mandato il controllore all’ospedale. Rivelatosi senza valido titolo di viaggio il passegero ha fornito false generalità, risultate incongrue al controllo, allora, ha aggredito l’uomo della Gtt. Il ragazzo è riuscito a scendere dal mezzo e ad allontanarsi velocemente, rendendo vano l’intervento dei colleghi del controllore. Il bigliettaio, invece, è stato portato all’ospedale Maria Vittoria.

Cassonetti contro i tagli

29 marzo. All’interno della sede dell’assessorato al Lavoro della Regione si svolge un incontro tra i vertici dell’AslTo1 e della Città della Salute, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e dell’azienda tedesca Dussman, che ha preso in appalto il servizio delle pulizie delle Molinette annunciando un taglio delle ore e degli stipendi del 33 per cento. Fuori dalla sede si svolge invece un presidio indetto dalle lavoratrici delle pulizie che decidono di bloccare l’ingresso dell’assessorato con cassonetti dell’immondizia, quando si accorgono che l’incontro si sta concludendo con un nulla di fatto. I dirigenti della Dussman, scortati dalla polizia, vengono allora fatti uscire da una porta secondaria.

Parcheggi e fogli di via

28 marzo. Dopo aver identificato in nemmeno tre mesi tanti parcheggiatori abusivi quanti in tutto il 2016, i Carabinieri hanno deciso di contrastare il fenomeno a colpi di fogli di via. L’allontanamento coatto sarebbe l’unica misura deterrente efficace, dato che le denunce non hanno mai sortito alcun effetto e le multe non sono mai state pagate. Per poter applicare il foglio di via occorre che il parcheggiatore non sia residente a Torino, abbia già dimostrato di vivere dei proventi della propria attività delittuosa e sia riconosciuto come “soggetto pericoloso”. Il tutto anche in assenza di un reato specifico contestato al momento dell’emanazione del provvedimento.

Solo “basta”

27 marzo. “Il giudice Minucci protegge chi stupra” questa la scritta comparsa nella notte davanti al Tribunale di Torino. Minucci è quel giudice che un mese fa ha assolto un volontario della Croce Rossa dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una collega perchè, secondo la valutazione del togato, la donna avrebbe detto solo “basta” senza gridare o chiedere aiuto.

Falò a zero emissioni

15 marzo. I carabinieri hanno arrestato una persona sospettata di essere l’autore dell’incendio che nella notte di sabato scorso, in piazza Derna, ha danneggiato tre veicoli elettrici della BlueTorino, una delle aziende che si occupano di car sharing a zero emissioni. Il comandante che ha diretto le azioni ha elogiato i cittadini della zona per la loro collaborazione, invitando a segnalare in futuro ogni situazione “sospetta”. Inoltre ha collaborato alle indagini anche il Niat (Nucleo Investigativo Antincendi Territoriale) dei Vigili del Fuoco, nell’esecuzione dei rilievi e recupero dei filmati utilizzati per l’identificazione dell’autore.

Macchie rosse sul Pd

3 marzo. Imbrattata la sede del Pd di via Masserano, già in passato più volte presa di mira. I segretari di partito Cuntrò e Gariglio, nell’osservare le macchie rosse sparse sulla facciata, hanno commentato: “Attaccare la sede di un partito significa attaccare l’idea stessa di dialogo, scambio di idee e confronto democratico”.

Dal privato al sociale

28 febbraio. Su proposta dell’assessore ai servizi sociali Sonia Schellino, il Consiglio comunale ha approvato una delibera per l’acquisto di alloggi da destinare all’edilizia sociale. Inoltre un’ulteriore mozione approvata prevede che il 40% degli introiti già accertati, e anche di quelli futuri, provenienti dalla vendita di alloggi di edilizia sociale e dagli accantonamenti sulle locazioni di tali alloggi (previsti dalle norme vigenti) siano destinati alla riqualificazione del patrimonio di edilizia sociale e all’eliminazione di barriere architettoniche, per “consentire la riassegnazione agli assegnatari, a partire dalle unità libere e disponibili entro la fine del 2017”.

Ex - ex Moi

27 febbraio. Entro la fine della primavera, secondo Chiara Appendino, dovrà arrivare lo sgombero della prima palazzina dell’ex Moi, esordendo anche con i primi “percorsi di inclusione abitativa lavorativa ed educativa per un primo gruppo di persone e famiglie”. Verrà individuato a tale scopo un project manager, che si insedierà entro fine marzò, per lavorare con tutte le istituzini coinvolte. E poichè l’obiettivo del progetto è anche quello di eleggere alcune persone tra gli abitanti con cui cooperare per la buona riuscita del progetto di sgombero e ricollocamento, un primo gruppo di rappresentati è già stato incontrato dal sindaco e dal prefetto.

Tentandoci

20 febbraio. Un ragazzo recluso dentro al carcere minorile Ferrante Aporti ha tentato la fuga mentre svolgeva le pulizie nel suo blocco detentivo. Prima ha rubato del denaro dall’uniforme di un agente, poi in velocità ha aperto la porta che conduce al tetto non riuscendo però ad andare oltre prima di venire fermato.

Disinfestazione

16 febbraio. Ancora una volta, nella zona di Aurora, un’intera palazzina è stata svegliata ai primi bagliori del mattino per un controllo interforze. È stato il turno della palazzina al numero 5 di corso Brescia. Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
Numerosi agenti del commissariato Dora Vanchiglia, in borghese e in divisa, coadiuvati dalla polizia municipale, Asl To1, Aes e Iren hanno controllato gli appartamenti e identificato 63 persone che abitano al loro interno. Dodici abitanti sono stati sottoposti allo
stato di fermo, sei senza-documenti sono stati accompagnati agli uffici Immigrazione della Questura, con l’alto rischio di essere a breve scortati fino al Cie di corso Brunelleschi; altri tre sono stati denunciati poiché non hanno abbandonato l’Italia Controlli nella palazzina degli immigrati: fermate 12 persone, rilevati tredici furti di energia
nonostante avessero un ordine di espulsione a loro carico. Infine un altro uomo con la disposizione esecutiva di una pena di 11 mesi e 26 giorni di reclusione è stato portato in carcere. I contingenti delle aziende energetiche si sono occupati di controllare gli impianti irregolari: sono stati chiusi tre contatori del gas per carenze impiantistiche, notificate delle diffide all’uso del gas e della luce in dieci appartamenti per la medesima ragione, sono state portate via nove bombole del gas, rilevati e rimossi tredici furti di energia elettrica. Gli agenti della polizia hanno denunciato coloro che avevano bypassato il contatore, mentre i vigili hanno sequestrato un locale commerciale per le scarse condizione igieniche riscontrate.

I reclutatori della Caritas

16 febbraio. La corte di Cassazione ha confermato la condanna, a due mesi di detenzione e 400 euro di multa, nei confronti di una donna che, due anni fa, aveva tentato di rubare 6 pezzi di formaggio all’Auchan di corso Romania. Inutili le argomentazioni portate avanti dal difensore dell’imputata che sosteneva che il fatto poteva rientrare nelle condizioni dell’articolo 54 che stabilisce che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità”. Per gli ermellini rubare è sempre rubare, anche se lo si fa per fame. Nella medesima sede, un anno fa, i togati attraverso una sentenza rispetto a un furto di cibo al supermercato invitavano l’affamato a “soddisfare i propri bisogni alimentari immediati rivolgendosi ad esempio alla Caritas”.

Davanti all’Atc

16 febbraio. Presidio davanti alla sede dell’Atc di corso Dante 14. Oggetto della protesta i conguagli dell’acqua particolarmente elevati ricevuti da diversi inquilini delle case popolari. Dopo l’uscita di una delegazione di manifestanti dalla sede Atc ci sono stati alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno tentato di spostare il banchetto informativo del gruppo.

Nulla di nuovo sotto il sole

Diario

 

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Davanti al rinominato Cpr si sono ritrovati questo pomeriggio una cinquantina di nemici delle espulsioni, ostinati come sempre a tener compagnia per qualche ora ai reclusi dentro, vicini a loro nell’odio per quelle mura detentive.

Interventi al microfono hanno inneggiato alla libertà, cori si sono alzati contro tutte le prigioni, rulli di tamburi e qualche canzone hanno risuonato nell’aria primaverile del mesto parchetto che costeggia il Centro. Ogni tanto, a rompere quest’alternanza, un boato forte di qualche petardo.

I detenuti hanno sentito bene questo calore, tant’è che un ragazzo ha provato a rispondere alle urla solidali e a buttare a terra i pochi suppellettili della camera come protesta contro la reclusione. In una manciata di minuti sono entrati dieci agenti antisommossa e manganello alla mano l’hanno portato nell’isolamento dove gli hanno rotto la testa di botte. All’infermieria interna gli hanno messo un po’ di nastro adesivo con della garza e l’hanno lasciato dolorante con un benestare. Invece qualche solidale fuori, in contatto con lui telefonicamente, ha provato a chiamare un’ambulanza affinché potesse raggiungerlo per migliori cure. Peccato che il reticente operatore telefonico del 118 abbia intavolato scuse di procedura: a suo dire un’ambulanza non può soccorrere qualcuno dentro al Cpr senza l’autorizzazione della questura. Vero o no, poco importa, speriamo solo che mai qualcuno dentro a quell’infausta prigione abbia bisogno di cure veloci, perché di celeri ci sono solo le botte della polizia. Come dimenticare del resto che nel maggio 2008, nell’allora Cpt, Hassan fu lasciato morire sul suo letto con la schiuma alla bocca?

Poco dopo che si è saputo del primo pestaggio, è arrivata la notizia di un secondo ragazzo che è stato portato via dalla polizia con la stessa brutalità e di lui ancora non si sa nulla.

Dopo due ore di presidio fuori dalle mura i solidali, andandosene, hanno deciso di prendere la strada, bloccando il traffico per sostenere in maniera più forte i reclusi portati via e picchiati dalla polizia.

In serata un saluto rumoroso e rapido con botti e fuochi d’artificio ha rotto il silenzio di Corso Brunelleschi, raggiungendo le orecchie dei reclusi.

Passano gli anni, cambiano i governi, le leggi si sommano alle leggi, ma non cambia nulla sotto il sole se non quando i reclusi si organizzano per distruggere la struttura che li imprigiona. Ad oggi la capienza del Cpr sabaudo è, ahinoi, di circa centoventi posti, ma alcuni ragazzi dormono persino in mensa per la mancanza di spazio. Tutte le aree sono funzionanti, tranne la rossa che è in ristrutturazione e alcune camere di quella bianca che, come si può vedere nella foto di sopra, ha ancora i segni delle fiamme delle ultime rivolte.

macerie @ Maggio 21, 2017

Mezzi dentro, mezze fuori

Diario

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È arrivata la comunicazione da parte dei giudici del Tribunale del Riesame che hanno deciso le sorti cautelari di Giada, Antonio, Fran, Fabiola, Antonio e Camille. Per ora, senza alcuna motivazione, le stringate parole del presidente Loretta Bianco e dei suoi colleghi dispongono per Antonio, Fran e Antonio il mantenimento della custodia in carcere e per Giada, Fabiola e Camille gli arresti domiciliari con il divieto di comunicazione con l’esterno. Le compagne usciranno dunque dalle Vallette, ma non potranno ricevere visite, lettere, telefonate da amici e compagni, a meno che non siano residenti nella medesima abitazione. Per quanto riguarda i reati, cade l’accusa di sequestro di persona, permane la resistenza aggravata.

L’invito è quello di continuare a scrivere ai compagni che rimangono rinchiusi, rendendo palpapile la solidarietà.

Antonio Pittalis

Antonio Rizzo

Francisco Esteban Tosina

c/o casa circondariale Lorusso e Cutugno

via Maria Adelaide Aglietta 35

10151 Torino

macerie @ Maggio 19, 2017

Sul prelievo coatto del Dna

Diario

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Da oramai più di un anno il prelievo del Dna è entrato a far parte delle procedure di rito nell’identificazione delle persone arrestate o fermate, non fanno eccezione i compagni colpiti dalle ultime inchieste. Resistere al prelievo lo trasforma in una manovra coatta, averla vinta contro i tutori dell’ordine e del controllo nelle stanze della scientifica è più che difficile . Qui di seguito l’esperienza di un compagno arrestato il 3 maggio, tutt’ora detenuto alle Vallette, che continua a domandarsi quali potrebbero essere le possibilità per opporsi.

«Scrivo qualche riga per raccontare quanto è avvenuto durante il nostro arresto di qualche giorno fa, relativamente alla permanenza nel questura di via Grattoni, a Torino. E al procedimento identificativo.

Continua a pag. 32622

macerie @ Maggio 16, 2017

Venerdì e domenica

Diario

 

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Dal governo centrale asseriscono che entro luglio saranno messi in funzione sette nuovi Cpr: Brescia per la Lombardia, Gradisca d’Isonzo per il Friuli, Modena per L’Emilia-Romagna, Santa Maria Capua Vetere per la Campania, Palazzo San Gervaso per la Basilicata, Cosenza per la Calabria, Iglesias per la Sardegna. Alcune strutture sono già state in passato prigioni per senza-documenti, danneggiate dalle rivolte dei reclusi fino alla loro chiusura; altre, come il sito sardo e quello lombardo, erano prigioni canoniche o caserme.

Alla macchina delle espulsioni cercano di fornire nuovi ingranaggi ma ci saranno sempre dei nemici pronti a organizzarsi per farli saltare e dei reclusi che non si arrendono alla violenza della privazione della libertà.

Venerdì 19 maggio, ore 18 alle Serrande di corso Giulio Cesare 45: discussione con alcune compagne sulla lotta contro le prigioni per immigrati a Barcellona e contro le frontiere.

Domenica 21 maggio, ore 16 in corso Brunelleschi all’angolo con via Monginevro: presidio in solidarietà ai reclusi del Cpr torinese.

Cie o Cpr, fuoco a tutte le prigioni!

macerie @ Maggio 15, 2017

Nuove dalle celle e dalle aule

Diario

Si svolgerà martedì 16 maggio alle ore 10:40 l’udienza del Tribunale del Riesame che deciderà se Giada, Antonio, Fran, Camille, Fabiola e Antonio dovranno restare in carcere. In concomitanza con l’udienza, fuori dal Palazzo di Giustizia si svolgerà un presidio in solidarietà ai nostri compagni.

L’appuntamento è alle 10 davanti all’ingresso del Tribunale.

Approfittiamo per aggiornarvi sulla situazione dei sei compagni in carcere. Dal femminile ci fanno sapere che hanno sentito i botti del presidio di domenica nel pratone, e le urla del saluto di sabato vicino all’ingresso su cui si affaccia il blocco delle donne. Le compagne hanno risposto ai cori che arrivavano da fuori ma il contenuto di alcuni slogan non è piaciuto alle secondine. Per questo Giada e Camille sono state denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale e private delle ore di socialità. Riescono comunque a vedersi in cortile durante le ore d’aria.

macerie @ Maggio 13, 2017

Ancora

Diario

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Ancora un altro appuntamento per continuare a discutere, a convogliare proposte e idee. Da una parte per organizzare uno strenuo sostegno ai compagni e alle compagne rinchiusi, dall’altra per cogliere delle possibilità di lotta tra le vie di questo quartiere e rintuzzare l’attacco che i cambiamenti urbani stanno portando.

L’appuntamento è all’Asilo occupato in via Alessandria 12, giovedì 11 alle ore 19.

Qui il volantino distribuito in questi ultimi giorni.

macerie @ Maggio 9, 2017

Sugli ultimi arresti

Diario

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Dandovi notizia degli ultimi arresti avevamo accennato alla scomparsa della cassa benefit durante la perquisizione all’Asilo. Ancora oggi, a distanza di qualche giorno, non siamo riusciti a sapere se i soldi sono finiti nelle tasche di qualche poliziotto o carabiniere presente all’operazione, o se invece giacciono insieme ai computer, ai telefoni cellulari e ai vari capi d’abbigliamento portati via, in qualche magazzino di qualche commissariato o caserma torinese regolarmente registrati come oggetti sottoposti a sequestro. Di certo c’è, che in un modo o nell’altro, sono stati presi durante l’operazione di mercoledì scorso e che, in un modo o nell’altro, si tratta di un’iniziativa del tutto inusuale da parte delle forze dell’ordine e cercheremo quindi di capire, e far sapere, quanto prima com’è andata.

Nel frattempo per far fronte alle spese legate alla detenzione dei sei compagni abbiamo attivato un conto corrente di cui vi indichiamo gli estremi:

IBAN: IT67T0316901600CC0011061808
BIC/SWIFT: CIPBITMMXXX.
Intestato a: Giulia Merlini
Per i versamenti dall’estero potrebbe essere necessario anche l’indirizzo della banca: Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, c.so Europa 18 Milano -20122

Da mercoledì scorso, ci sono state diverse le iniziative in solidarietà con Antonio, Giada, Fabiola, Camille, Fran e Antonio.

Continua a pag. 32607

macerie @ Maggio 8, 2017

Colonizzatori

Diario

 

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Una nuvola galleggiante di palloncini rossi indica il ritrovo di un presidio itinerante, si tratta di “Un’invasione di fotografi che catturerà il quartiere Aurora con uno sguardo pop” - recita l’indizione dell’iniziativa. Comincia così il Festival della cultura dal basso, che durerà fino al 14 di maggio, con l’obiettivo di far diventare le zone di Aurora, Porta Palazzo e Borgo Dora un distretto della cultura. Una serie di iniziative in programma o demandate all’intraprendenza di improvvisati “attivisti culturali”, che avrebbe lo scopo di promuovere i luoghi di questo quartiere in trasformazione. Un modus operandi non nuovo delle politiche urbane per rendere i quartieri appetibili e desiderabili ai nuovi investitori e abitanti venturi, ripulendo l’immaginario con pagliacciate apparentemente innocue, come un tour fotografico, dal conflitto e dalla violenza latente che questi processi di trasformazione portano con loro. Un quartiere bello, pacificato e come essi stessi ci suggeriscono da invadere.

Continua a pag. 32605

macerie @ Maggio 7, 2017

Da Cagliari…

Diario

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macerie @ Maggio 6, 2017

Presidio fuori dal carcere

Diario

Ci vediamo questa domenica, 7 maggio, per dare vita a un presidio caloroso per i compagni arrestati.

L’appuntamento è alle 15 h al capolinea del 3 alle Vallette per spostarci insieme verso il pratone davanti alla recinzione e far sentire le nostre voci e il nostro odio per quel luogo.

FABIOLA - CAMILLE - GIADA - ANTONIO - ANTONIO - FRAN

 LIBERI!

macerie @ Maggio 5, 2017

Il settimo, le carte, gli sfregi

Diario

Con le carte arriva anche il nome del settimo compagno ricercato e non trovato, è Greg. Ci auguriamo che rimanga uccel di bosco, senza tante ansie.

Il resto sono diciassette pagine di carta stampata e parole legnose volte a definire le condotte e motivare l’esigenza della custodia in carcere. Le accuse rivolte agli arrestati sono, con precisione, resistenza aggravata verso pubblico ufficiale, sequestro di persona e danneggiamento.

L’accusa di sequestro di persona è supportata da numerose citazioni di materia giuridica che definiscono l’esistenza del reato quando la condotta del reo priva di libertà fisica e di locomozione una persona, anche se non in maniera assoluta, per un tempo apprezzabile. Quindi sono bastati dieci minuti. Il tempo che i carabinieri hanno passato chiusi dentro le loro autovetture prima di abbandonare il luogo.

Le condotte e la responsabilità degli imputati è tenuta assieme dal concorso sia materiale che morale, “la semplice presenza sul luogo dell’esecuzione del reato può essere sufficiente ad integrare gli estremi della partecipazione criminosa quando, palesando chiara adesione alla condotta dell’autore del fatto, sia servita a fornigli da stimolo all’azione e un maggiore senso di sicurezza”.

Continua a pag. 32595

macerie @ Maggio 4, 2017

A maggio, non le rose

Diario

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Sono anni ormai che tra maggio e giugno arrivano le forze dell’ordine all’Asilo occupato e nelle case di compagni e compagne per notificare misure cautelari e arresti. Certo, misure e custodie cautelari non vengono risparmiate neppure nel resto dell’anno ma — ahinoi — a sancire la tradizione pre-estiva ci tengono particolarmente.

Alle 6,30 h di stamane con una buona varietà di mezzi, tra camionette e autovetture, la polizia e i carabinieri (e i ROS) hanno fatto irruzione nell’ex scuola materna di via Alessandria, nell’occupazione di corso Giulio 45, in quella di via Borgo Dora 39 e in alcune abitazioni private per portarsi via Antonio, Giada, Antonio, Camille, Francisco e Fabiola. Alcuni compagni sono saliti subito sul tetto delle case occupate e lì son rimasti fino a operazioni terminate, nel mentre alla spicciolata complici e solidali hanno raggiunto corso Brescia per controllare la situazione e proferire qualche parola velenosa ai signori in divisa e in borghese.

Non essendoci altre misure oltre il carcere, non abbiamo potuto buttare un primo occhio alle carte tribunalizie e dovremo aspettare che siano inviate agli avvocati per vedere l’argomentazione accusatoria. Le testate locali parlano di un’operazione che si riferisce alla nottata tra il 25 e il 26 di febbraio. Da che scrivono, durante una serata benefit detenuti all’Asilo, un’autovettura dei carabinieri sarebbe stata circondata da una quindicina di persone, resesi così colpevoli di sequestro di persona, danneggiamento del mezzo, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Accuse forti che, se dovessero essere confermate dalle carte d’ordinanza, ascriverebbero i comportamenti dei compagni incarcerati a un reato non proprio bagatellare come il sequestro di persona. Non che sia la prima volta, è stato usato come capo d’imputazione anche nella costruzione dell’ipotesti accusatoria della maxi-operazione del 3 giugno 2014, quella tesa a punire la lotta contro gli sfratti, di cui proprio in queste settimane si sta tenendo il processo. Si scriveva lì di sequestro di persona ai danni dell’ufficiale giudiziario.

Tuttavia, per ora, teniamo i piedi di piombo riguardo a come sia stato utilizzato in quest’ultima inchiesta.

La mattinata repressiva non si è comunque fermata agli arresti. Le forze dell’ordine oltre a portare via i sei compagni, hanno all’Asilo  danneggiato gli attrezzi da lavoro, spaccato vetri e porte e, anche se dev’essere verificato ancora con certezza assoluta, sequestrato i soldi della cassa benefit.

Ma la nota più interessante è quella delle perquisizioni, giustificate da un’altra inchiesta, come la prima condotta dal Pm Rinaudo: hanno portato via tutti i computer, hard disk, alcuni cellulari e cercavano bombolette spray e alcuni capi d’abbigliamento per l’identificazione di chi il 5 aprile ha imbrattato le sedi di Iaad e Lavazza. Non ce ne stupiamo, i nuovi padroni del quartiere esercitano in quattro e quattr’otto i lori interessi, quelli economici e quelli repressivi.

La mattinata è stata dunque lunga e dopo la perquisizione polizia e carabinieri si sono intrattenuti ulteriormente per permettere ad alcuni tecnici dell’Iren dell’Italgas  di controllare gli allacci dell’Asilo; l’operazione è infatti terminata solo quando l’approvvigionamento di gas è stato tagliato. Quest’azione ha ricevuto però una risposta immediata: compagni e complici hanno percorso alcune vie del quartiere fino ad arrivare in una sede dell’Italgas in corso Palermo per vergare con la vernice sulla facciata la loro infamia. Il piccolo corteo è passato poi vicino alla nuova sede dirigenziale della Lavazza intonando cori per la libertà, contro il colosso del caffè e il suo palazzo scintillante.

In una manciata di minuti cinque camionette sono arrivate a proteggere la struttura e ancora sono là.

Veloci, velocissime le forze dell’ordine ma non quanto le parole della sindaca pentastellata. Durante la mattina, quando ancora la polizia stava portando via i nostri compagni, Chiara Appendino si felicitava degli arresti e si congratulava con forze dell’ordine e, in special modo, con Rinaudo.

Se qualcuno aveva dei dubbi su cosa significhi governare una città, ecco la giusta risposta proprio dalla sua schifosa bocca.

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Sul finale rilanciamo un appuntamento per domani all’Asilo alle ore 19 h per parlarsi e organizzare una risposta a quest’ennesimo attacco. 

Riportiamo in aggiunta l’indirizzo del carcere torinese e i nomi dei tre compagni che sappiamo certamente essere detenuti lì, degli altri non conosciamo ancora la destinazione.

Scriviamo loro per incoraggiarli.

GIADA VOLPACCHIO - ANTONIO RIZZO -  FRANCISCO JAVIER ESTEBAN TOSINA

Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino

macerie @ Maggio 3, 2017

Requiem for a dream

Diario, Torino domani

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LE SIRENE DEL MERCATO

E se l’Atc divorziasse definitivamente, o quasi, con la Regione? Se il suo statuto giuridico non fosse più vincolato alla Pubblica Amministrazione? Questo lo scenario paventato appena pochi giorni fa dal presidente Marcello Mazzù, che vorrebbe imprimere una transizione storica all’agenzia: da ente pubblico a ente pubblico economico. Ciò comporterebbe una maggiore autonomia degli amministratori nella gestione del personale, non più dipendente della PA ma soggetto a contratti privati, nel decidere così le condizioni di lavoro e soprattutto chi lasciare a casa a seconda delle esigenze. Questa “flessibilità” avrebbe una ricaduta positiva sulla gestione dei costi e quindi sulla parità di bilancio, alla quale Atc sarebbe maggiormente vincolata, senza contare a tal fine l’impegno che ci metterebbe a rientrare di tutti i debiti non riscossi per le morosità accumulate dagli inquilini delle case popolari.

Sarebbero tanti i garbugli tecnici tra i quali districarsi in questo ipotetico scenario e che ci vedono al momento impreparati, non essendo degli esperti in materia, ma che non oscurano la palese rivelazione tra le parole di Mazzù: occorre che Atc inizi a giocare a pieno titolo con le regole del mercato economico, diventando un attore senza vincoli. Non è un caso che il presidente abbia avanzato anche l’ipotesi di costituire una fondazione legata ad Atc in grado di “coinvolgere il mondo dell’imprenditoria privata in progetti finalizzati alla rigenerazione urbana e sociale e generare nuovi servizi per gli utenti, come il microcredito“. Insomma, un programmino alquanto di moda.

Continua a pag. 32583

macerie @ Aprile 26, 2017

Minacce, espulsioni e rastrellamenti

Diario

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Vi avevamo già raccontato dello sciopero della fame, accompagnato da una battitura notturna, iniziato da alcuni reclusi del Cpr di corso Brunelleschi. Già all’indomani dell’inizio di questa protesta, l’ispettore capo del Centro fa il giro di tutte le aree, accompagnato da una squadretta di celerini muniti di idranti, intimando ai reclusi di terminare lo sciopero della fame, altrimenti ci avrebbero pensato i suoi uomini a risolvere il problema, “a modo loro”. Le minacce in alcuni casi funzionano e diversi reclusi interrompono lo sciopero della fame.

Nell’area gialla molti reclusi decidono invece di continuare lo sciopero della fame e la polizia, tenendo fede alle sue promesse, vi si presenta il giorno dopo, giovedì, per portare via con la forza tre reclusi accusandoli di essere i promotori della rivolta. I tre sono rinchiusi in isolamento con la promessa, questa volta, che lunedì saranno riportati tra i loro compagni.

Continua a pag. 32568

macerie @ Aprile 13, 2017

Serate di ordinaria amministrazione poliziesca

Diario

Nove di sera, giardini ex-Gft tra corso Giulio Cesare e corso Vercelli, retata della polizia.

Succede spesso ma rispetto alle poche volanti delle ultime volte ieri lo schieramento era rinforzato, in prima fila i borghesi. Arriva alla spicciolata qualche nemico delle espulsioni e in qualche minuto sul marciapiede dirimpetto si forma un capannello di voci che si alzano contro le forze dell’ordine. Il tempo di due o tre cori e spuntano da dietro l’angolo due camionette, parte la carica contro il gruppo, gli agenti in borghese sollevano il cappuccio e, con il chiaro intento di fermare qualcuno, iniziano la caccia per le vie retrostanti.

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macerie @ Aprile 7, 2017

Gamonal: quartiere vivo, quartiere combattivo

Diario

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Burgos, gennaio 2014: nel quartiere di Gamonal gli abitanti si ribellano alla costruzione di un nuovo boulevard che avrebbe trasformato la vita del quartiere, bloccano il cantiere e quando la polizia interviene seguono quattro giorni di scontri.

Parleremo con un compagno di Gamonal delle giornate di organizzazione assembleare e delle nottate a costruire barricate fintantoché l’amministrazione non ha dovuto abbandonare i lavori.

Lunedì 10 aprile alle ore 21

Presentazione della versione italiana dell’opuscolo “Gamonal: quartiere vivo,

quartiere combattivo” all’Asilo occupato di via Alessandria 12

 

Qui il manifesto da scaricare

macerie @ Aprile 7, 2017

Panni Sporchi