La miglior difesa

Se la miglior difesa è l'attacco, allora la migliore solidarietà a chi viene arrestato o indagato è continuare a portare avanti la lotta che le operazioni repressive vorrebbero ostacolare. E dopo gli arresti di Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, e, successivamente, quelli di Francesco, Lucio e Graziano, in tanti stanno praticando questa idea in modi diversi, dimostrando anche come le occasioni di opporsi al Tav, e a chi lo sostiene, si trovino ovunque.

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Fiamme nei pozzetti

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29 luglio. Fidenza. Nella notte, lungo la linea ferroviaria ad Alta Velocità Bologna-Milano vengono incendiati dei cavi nei pozzetti. Danni alla circolazione che, fino alle otto di mattina, è spostata su un unico binario.

Chiodi a 4 punte

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20 luglio. Chiomonte. Tre auto di operai che si recano al cantiere del Tav rimangono con le gomme a terra. Alcune ore prima, nella notte, sulla strada di accesso al cantiere erano stati gettati numerosi chiodi a quattro punte.

Fiamme milanesi

27 maggio. Milano. Ignoti appiccano il fuoco con due fumogeni da stadio nella sede della Italferr di via Torcello, dopo aver rotto il vetro e versato all’interno del liquido infiammabile. La società di ingegneria del gruppo Ferrovie dello Stato ha, tra le altre cose, il compito di sviluppare il potenziamento della linea ad alta velocità tra Torino e Padova. Distrutti mobili, computer e documenti.

Fiamme liguri

20 maggio. Genova. Nel cantiere del Terzo Valico di Trasta viene dato alle fiamme il bloccomotore di un escavatore.

Mercedes

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9 maggio. Avigliana (TO). Nella notte va a fuoco una Mercedes parcheggiata fuori dall’Hotel Ninfa, già salito agli onori delle cronache per aver ospitato poliziotti e carabinieri di stanza in Val Susa, nonché un convengo organizzato dal PD a sostegno dell’Alta Velocità.  A quanto pare l’automobile è di proprietà del titolare dell’albergo, Enzo Savant.

Blitz al convegno sulle carceri

6 maggio. Torino. Dentro i locali di Marte, un negozio finanziato dalla Compagnia di San Paolo dove i radical chic possono acquistare prodotti realizzati dai detenuti delle carceri piemontesi, entrano una ventina di persone e interrompono la presentazione di un libro con cori e slogan contro il carcere e in solidarietà con Francesco, Lucio e Graziano. All’evento avrebbe dovuto partecipare anche Marco Bonfiglioli, dirigente dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del PRAP di Torino, assente per “motivi personali” ma degnamente sostituito da una sua collaboratrice.

In un deposito ferroviario

25 aprile. Bolzano. Ignoti si introducono nella notte nel deposito ferroviario, rompono il vetro della cabina di comando di un Frecciargento e lasciano al suo interno sei bottiglie di plastica da un litro e mezzo piene di benzina. L’innesco, formato da stelle filanti luminose, diavolina e fiammiferi, non funziona e così alcune ore dopo un macchinista le ritrova intatte, al di là di un nastro bianco e rosso con due cartelli e la scritta “esplode” che bloccano l’accesso al locomotore.

Un falso

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24 aprile. Un falso comunicato stampa firmato Intesa Sanpaolo diffonde la voce di uno scandalo finanziario riguardante i bilanci del gruppo. In seguito alla rapida diffusione di questo “falso” le azioni di Intesa Sanpaolo subiscono cospicue perdite. Nei giorni seguenti l’iniziativa viene dedicata a Chiara, Niccolò, Claudio e Mattia.

Mai più soli
sguardi
La prigione è una merda. Una merda comunque la si guardi, comunque la si imbelletti. Ma chi c’è vissuto dentro, a lungo o solo qualche giorno - e sappiamo che molti che ci leggono questa esperienza l’hanno affrontata -, sa che la cosa peggiore dentro è il sentimento di una assoluta e affollata solitudine: sopruso dopo sopruso, negazione dopo negazione, ognuno è talmente occupato a leccarsi le proprie ferite da non vedere null’altro che quelle. […]

Nel pratone

Alcuni solidali si recano nel pratone dietro le Vallette, per salutare i ragazzi dei blocchi B e C e per avere conferma del fatto che la spesa da una decina di giorni non arrivi più ai detenuti. […]

Capodanno

Poco prima di mezzanotte, una cinquantina di solidali si raduna fuori dal carcere delle Vallette. Aggirando i cordoni di celere che bloccano le tre vie di accesso […]

Scabbia alle Vallette

Una lettera dal carecere delle Vallette, scritta dai detenuti del blocco C, per denunciare la diffusione di una delle più vecchie e contagiose malattie: la scabbia […]

Libertà

Due ore di presidio fuori del carcere delle Vallette, tra petardoni, musica, slogan, saluti e scritte infuocate […]

Il cibo scadente/2

Una visita nella sede di Ecosol, la cooperativa che gestisce la mensa del carcere delle Vallette […]

Battiture

Qualcosa si muove in solidarietà con la protesta annunciata delle ragazze dei Nuovi Giunti: comunicati, dirette radiofoniche e battiture fuori dal carcere, segno che qualche breccia si è aperta […]

Sguardi

Una lettera dalle Vallette, scritta dalle ragazze dei Nuovi giunti del femminile. Un racconto di come la vita dentro scorra sui corpi dei reclusi e che disegna lo sguardo dei reclusi sulla propria vita di prigionieri. E inoltre l'annuncio di una battitura, in programma per il prossimo 4 dicembre. […]

Sguardi/2

Un'altra lettera dalle Vallette, questa volta scritta dai ragazzi dei Nuovi Giunti. […]

Il cibo scadente

Carne avariata e proteste focose al carcere delle Vallette […]

Morire di carcere

Un suicidio e una battitura contro l'orrore del carcere […]

O libertà, o...

Una locandina e un volantino, per ricordare il suicidio di un detenuto […]

...quando si lotta

«Benvenuti ai nuovi giunti!» Testo di un compagno rinchiuso nel carcere delle Vallette […]

Aria

Foglio anticarcerario torinese
Ultimo numero - Marzo 2014
Numeri precedenti

Diritto e Rovescio

Tentata evasione

31 luglio. Intorno alle 16.30, un giovane detenuto della quinta sezione del blocco “A” ha cercato di evadere dal carcere delle Vallette. Scavalcato un primo muro, però, è stato bloccato dai secondini presenti, di cui uno ha riportato delle contusioni a un braccio.

Saluti

29 luglio. Un gruppone di solidali va a salutare i reclusi dell’area bianca del Cie in sciopero della fame da più di una settimana: dieci minuti di urla, battiture e qualche petardo. I reclusi, dentro, sono contenti della solidarietà e fanno sapere lo sciopero si è già esteso a qualcun altro in altre aree.

CSI Torino

24 luglio. La Polizia Municipale della Città di Torino, il Politecnico di Torino e Nasce Csi, accordo tra municipale e Politecnico
l’Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali
hanno siglato un accordo di cooperazione istituzionale finalizzato a sviluppare nuovi sistemi e soluzioni per la sicurezza urbana, che, nelle parole dell’assessorre alla smart city Lavolta, “
Nasce Csi, accordo tra municipale e Politecnico
consentirà di sviluppare e favorire una ricerca solida ed indipendente sulle nuove tecnologie per la sicurezza urbana, dando vita a progetti capillari sul territorio capaci di prevenire fenomeni e situazioni di insicurezza”.

Vasi dal balcone

21 luglio. Doveva essere la normale esecuzione di uno sfratto di una famiglia che si trascinava da un po’ troppo tempo in via Borgo Dora: già un paio di rinvii, ottenuti a forza di insistere e concessi a malincuore dal proprietario e dall’ufficile giudiziario. Questa mattina, però, di fronte al portone c’era un picchetto improvvisato fatto di amici e vicini di casa della famiglia. E soprattutto la donna sotto sfratto se ne stava agguerritissima al balcone del quarto piano. Quando arrivano, bastano due urla e un paio di vasi tirati in strada a fare arretrare ufficiale, avvocato e carabinieri, che dopo un paio di minuti si ritirano: lo sfratto è sospeso.

Casa e Tisi

10 luglio. Lungo presidio di alcuni degli sgomberati di via Bardonecchia di fronte all’Assessorato Politiche per la Casa di via Corte d’Appello. Con tende e bambini, fino all’arrivo di Elide Tisi. Arrivata sul posto, la vicesindaco ammette che, al contrario di quanto affermato nei giorni precendenti, in Municipio si sapeva dello sgombero; e che le soluzioni proposte dagli assistenti sociali agli sgomberati son quel che sono; ammette pure che il Comune, di fronte alla vastità del problema abitativo in città, non ha molto altro da offrire. Detto questo, chiude l’incontro e rimanda i manifestanti a casa: per chi di loro una casa ce l’ha, ovviamente.

Battitura alle Vallette

8 luglio. Parte una protesta in alcune sezioni delle Vallette: mezz’ora di battitura al giorno, ogni giorno, contro l’esclusione dal beneficio della “liberazione anticipata speciale” di quei detenuti cui è stato applicato l’articolo 4bis.

Sgombero in via Bardonecchia

7 luglio. Sembrava nell’aria da qualche giorno, lo sgombero della nuova occupazione abitativa di via Bardonecchia, e in effetti nell’aria lo era davvero: all’alba un buon numero di camionette si è materializzato intorno all’edificio dando vita ad un assedio durato fino all’inizio del pomeriggio, quando le quattro occupanti che erano riuscite a conquistare il tetto hanno deciso di scendere. Non contenti di aver tolto la casa a qualche famiglia, gli agenti dell’antisommossa hanno pensato di lasciare un ulteriore buon ricordo distribuendo qualche schiaffone e distruggendo i sanitari presenti nello stabile. Una parte delle famiglie occupanti ha accettato l’ospitalità - incerta, a tempo e senza dubbio pelosa - offerta dagli assistenti sociali; gli altri saranno ospitati in altre occupazioni torinesi.

Tentativi

5 luglio.  Due uomini armati di mazzetta si presentano davanti alle vetrine di un’agenzia viaggi in via della Rocca e provano a infrangerle. I vetri antisfondamento reggono però i colpi dando il tempo alla Polizia di arrivare e arrestare uno dei due uomini per tentato furto; l’altro riesce invece a dileguarsi tra la folla.

Un corteo

4 luglio. Un corteo di circa 200 persone tra occupanti e solidali ha attraversato le vie intorno allo Spazio Popolare Neruda, in zona Pozzo Strada, per protestare contro le minacce di sgombero portate avanti da Questura e Prefettura. L’ex scuola è occupata da qualche settimana e dà casa a decine di famiglie.

Presidio fisso

26 giugno. Un camper-ufficio della Polizia stazionerà in maniera fissa davanti all’ex Moi. Il presidio, deciso la settimana scorsa in un tavolo per la sicurezza avvenuto in Prefettura, è già operativo da qualche giorno. L’iniziativa è stata accolta con soddisfazione dal presidente della Circoscrizione 9 Giorgio Rizzuto, che commenta: “Ci siamo impegnati per ottenerlo e continueremo a renderci disponibili come punto di dialogo per risolvere la situazione del Moi.”

Occupata palazzina

21 giugno. Una trentina di persone ha occupato, con l’aiuto di alcuni solidali, una ex scuola di proprietà della S.p.A. Cassa Depositi e Prestiti, in Via Bardonecchia, abbandonata da un paio d’anni. Lo striscione appeso all’esterno dell’edificio recita “Troppa gente senza case, troppe case senza gente”.

Controlli in Strada dell’Aeroporto

18 giugno. Gli agenti del Controllo al campo nomadi di strada dell’aeroporto
commissariato Madonna di Campagna, i
Controllo al campo nomadi di strada dell’aeroporto
l V reparto mobile di Torino, il reparto prevenzione crimine e la Polizia Municipale hanno passato a setaccio il campo nomadi di Strada dell’Aeroporto. Il bilancio è di settanta persone identificate, una trentina di automobili controllate, due uomini inottemperanti il decreto di espulsione accompagnati all’Ufficio immigrazione e quattro veicoli sequestrati perchè non assicurati, o perchè già sottoposti a fermo amministrativo.

Sul muro di cinta

16 giugno. Secondini, Vigili del Fuoco e alla fine anche il console della Romania sono stati impegnati tutto il giorno nel tentativo di far scendere un detenuto del carcere delle Vallette dal muro di cinta sul quale si era arrampicato in mattinata per protesta. L’uomo, che chiedeva il rimpatrio in Romania, è sceso in serata.

Aggrediti due secondini

27 maggio. Secondo quanto denuncia il Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, nel pomeriggio, un detenuto recluso nel blocco C del carcere delle Vallette di Torino ha aggredito due secondini mentre si recava all’aria, i quali sono ricorsi alle cure ospedaliere.

Ancora proteste al CAAT

24 maggio. Nella notte un’ottantina tra facchini e solidali si trova davanti ai cancelli del centro Agro Alimentare Torinese per protestare contro il licenziamento di 40 dipendenti lasciati a casa dopo il fallimento di alcune cooperative, e per lamentare le condizioni lavorative di oltre settecento persone. La protesta termina dopo qualche ora con la concessione di un tavolo di trattativa.

Saluto al femminile

23 maggio. Una trentina di solidali si ritrovano intorno alle 21 davanti all’ingresso del carcere delle Vallette per salutare Erika e tutte le detenute. Cori, petardoni, fumogeni e una battitura sui lampioni riescono a raggiungere la sezione femminile da cui infatti dopo poco si sentono arrivare delle risposte. Il saluto termina dopo una ventina di minuti con dei fuochi d’artificio.

Buona scuola

22 maggio. Studenti occupano il ministero dell’Istruzione
Nel pomeriggio, una cinquantina di studenti ha temporaneamente occupato la sede del ministero dell’Istruzione in corso Vittorio Emanuele, calando anche uno striscione dalle finestre della struttura, per protestare contro la “Buona Scuola”, dopo che il disegno di legge è stato approvato dal Parlamento.

Saluto alle Vallette

21 maggio. Nel tardo pomeriggio una quarantina di solidali si incontra nel pratone delle Vallette per un saluto con slogan, petardoni e fumogeni a tutti i detenuti ed in particolare a Erika, Paolo, Toshi e Luigi arrestati ieri.

Minorile

19 maggio. Nel pomeriggio un ragazzo dà fuoco al materasso della sua cella. Tre secondini intervenuti per spegnere l’incendio e lo stesso detenuto sono rimasti intossicati dalle esalazioni.

Scalo ferroviario

10 maggio. Continuano i controlli sui vagoni tra le stazioni Lingotto e Porta Nuova. L’operazione, svolta da Polizia ferroviaria e unità cinofile della Questura di Torino, ha portato all’identificazione di una quindicina di persone, tutte multate, mentre per tre stranieri è stato emesso il decreto prefettizio di allontanamento dal territorio nazionale. Qualche ora prima, sempre nella medesima area ferroviaria, è stato rintracciato un cittadino gabonese inottemperante al decreto di espulsione.

Striscione

9 maggio. In serata viene appeso uno striscione sulla ex scuola materna di Via Pinelli occupata da alcune persone con l’aiuto di Fratelli d’Italia, sul quale si legge: «Solidali coi rom, casa per tutti/e, morte al fascio».

All’Auchan

9 maggio. All’ingresso del supermercato Auchan di corso Romania, un presidio di sindacati e lavoratori protesta contro l’annunciato licenziamento di 67 dipendenti dell’ipermercato. Nel corso della mattinata si sono spostati sulla rotonda all’imbocco dell’autostrada Torino-Milano, creando qualche disagio al traffico delle auto in entrata e in uscita dalla città.

Vendetta?/2

9 maggio. Due uomini sono stati denunciati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in seguito a un controllo contro i parcheggiatori abusivi in Piazza Madama Cristina. L’episodio segue di pochi giorni la denuncia da parte del sindacato di polizia Siap del taglio di una gomma dell’auto di un poliziotto nella stessa piazza.

Vendetta?

4 maggio. Un poliziotto del commissariato Barriera Nizza, impegnato nella lotta ai parcheggiatori abusivi, lascia in serata la sua auto privata in Piazza Madama, per poi ritrovarla, neanche un’ora più tardi, con una gomma bucata dallo squarcio di un coltello.

Tensione

29 aprile. Momenti di tensione sotto al palazzo dove si riunisce il Consiglio della Regione Piemonte, in via Alfieri, tra manifestanti delle cooperative addette alle pulizie di Asl e ospedali cittadini e forze dell’ordine. Il presidio era organizzato dalle maggiori sigle sindacali.

Ufficio immigrazione

29 aprile. «Vendicare le morti in mare» recita la scritta, alta qualche metro, vergata nella notte sui muri dell’Ufficio immigrazione della Questura di Corso Verona.

Misure cautelari

24 aprile. La polizia ha effettuato alcune perquisizioni e ha consegnato diverse misure cautelari ad alcuni No Tav e persone vicine al Centro Sociale Askatasuna. Le indagini riguardano la giornata di contestazione al vertice europeo dei ministri del lavoro del 17 ottobre e il blocco dell’autostrada avvenuto il 27 gennaio al termine della lettura della sentenza del processo a carico di 53 attivisti No Tav. Due le misure di custodia agli arresti domiciliari; per gli altri obbligo di dimora nel comune di residenza e firme. Per gli indagati del blocco oltre all’obbligo di dimora è stato predisposto anche il rientro notturno.

A testa in giù

24 aprile. Nella notte vengono appesi alcuni manichini davanti alle sedi della Lega e dell’ Anpi in via Poggio e del Pd in via Cervino. Le facce di Salvini, Fassino e Renzi appiccicate sui fantocci a testa in giù sono accompagnate dalle scritte: “Lega = fascismo”, “A piazzale Loreto c’è ancora posto”, “Pd = fascismo” e “Ieri ebrei e rom, oggi immigrati e rom. Dalle leggi razziali alle leggi razziste”.

Bollettino di guerra

24 aprile. Stando alla denuncia del Sappe, un secondino delle Vallette è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere dopo essere stato colpito con calci e pugni da un detenuto ristretto in regime di custodia attenuata, che lo avrebbe anche ferito con una lametta alla spalla, al collo e alla testa. “Ogni giorno è un bollettino di guerra”, ha commentato il Segretario Generale del Sappe Donato Capece, tornando infine a sollecitare la dotazione di spray anti aggressioni ai poliziotti penitenziari.

Padiglione A, Vallette

12 aprile. Il Sappe denuncia il ferimento di un secondino del Carcere Lorusso e Cutugno: un detenuto avrebbe colpito con un oggetto un agente di Polizia Penitenziaria in servizio presso la sezione filtro del padiglione A.

I cessi Di Virgilio/2

10 aprile. In mattinata una ventina di nemici delle espulsioni si reca ancora una volta davanti agli Studi Di Virgilio di via Muriaglio 8/C per disturbare e possibilmente fermare per un po’ il lavoro di questa ditta che è da tempo impegnata nella ristrutturazione del Cie di Corso Brunelleschi. Nello specifico, la ditta in questione si starebbe occupando di installare vaschette per i cessi. Così, in pochi minuti, la vetrina si è ritrovata ancora una volta ricoperta di manifesti mentre diversi interventi al megafono hanno spiegato ai passanti le ragioni della protesta.

“Casa agli Italiani”

9 aprile. Occupata in Via Pinelli una ex scuola materna chiusa nel 2008 per la presenza di amianto. I nuovi abitanti sono famiglie sfrattate o disoccupati, tutti i italiani, come recita lo striscione appeso all’ingresso, firmato da Soccorso Tricolore, associazione legata a Fratelli d’Italia.

Incidenti sul lavoro

1 aprile. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria rende noto che un secondino del carcere Lorusso e Cotugno sarebbe stato colpito da un detenuto durante il turno. Il segretario generale del sindacato Donato Capece chiede Nuova aggressione nel carcere di Torino
di dotare di strumenti di tutela efficaci il personale penitenziario.

Le vasche in centro

28 marzo. In Via XX Settembre sono entrati in contatto la celere schierata a difesa del comizio di Salvini in Piazza Solferino e il corteo intenzionato a contestare la presenza di Lega e CasaPound in città. Per le vie del centro, tra passanti e turisti, i poliziotti hanno caricato i manifestanti, lanciando poi lacrimogeni fino a respingerli davanti al Duomo. Il bilancio della carica è stato di sette fermi, un arresto, un dimostrante in ospedale, una passante che si infortuna. Si è poi improvvisato un corteo tra le vie del centro e la vicina Porta Palazzo.

Punti di vista

26 marzo. In serata un gruppo di antileghisti con il volto coperto, dopo aver fatto un piccolo corteo nella zona di San Salvario, si dirige vero la sede della Lega Nord in largo Saluzzo per protestare contro il raduno leghista previsto per sabato a cui parteciperà anche il leader Salvini. Le insegne vengono imbrattate e sulla saracinesca viene vergata una grossa scritta che recita: Torino odia la Lega“. Roberto Cota ribatte: Queste intimidazioni rendono evidente che siamo nel giusto“.

In cinque minuti

Diario

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In poco più di cinque minuti di racconto, un giro intero della ruota infernale della macchina delle espulsioni: dalla cattura a Reggio Emilia, alle umiliazioni durante la prigionia nel Cie di Torino, alle fascette mani e piedi per la deportazione, alle botte di fronte a tutti sull’aereo della Royal Air Maroc. In mezzo un compagno che riesce ad evadere e, alla fine, l’ultima beffa: l’arrivo senza bagagli. Ascoltate la testimonianza di Noureddine, in diretta dal Marocco:

E già che ci siete, ascoltate anche la voce di Sheriff, recluso nell’aria gialla del Cie di Torino che da dodici giorni è in sciopero della fame e della sete:

Lo sciopero intanto prosegue anche nell’aria bianca dove tre persone non mangiano e non bevono da sei giorni tra l’indifferenza dei medici.

macerie @ Agosto 3, 2015

Brevi dal Tribunale

Diario

Brevi nuove dal Tribunale, giusto due giorni dopo la partecipatissima iniziativa solidale di Corso Giulio 45. A Luigi, Erika e Marco sono state revocate le restrizioni: rimangono cioè ai domiciliari ma potranno scrivere, telefonare e vedere chi vorranno. In più Erika è stata autorizzata finalmente a stare a casa propria e non invece a casa dei genitori come hanno preteso fino ad oggi i giudici torinesi, che da qualche anno a questa parte dimostrano di considerare i sovversivi locali non come uomini e donne che pensano e scelgono in proprio, ma bambini terribili da rieducare a forza - quale che sia, tra l’altro, la loro età, il loro stato civile e la loro condizione lavorativa. Nessuna novità, invece, per Paolo e Toshi, che rimangono in cella. Contro la detenzione preventiva di tutti e cinque, tra due settimane ci sarà un nuovo Appello in Tribubale. Vi faremo sapere come andrà.

macerie @ Agosto 1, 2015

Ancora in sciopero

Diario

Prosegue, dentro al Cie, lo sciopero della fame nell’area bianca. In più, come vi avevamo accennato già qualche giorno fa, ci comunicano da dentro che la mobilitazione non è limitata a quell’angolo del Centro: in particolar modo nell’area gialla un altro detenuto è da nove giorni che non mangia e non beve. Vi rubiamo ancora dodici minuti e vi invitiamo ad ascoltare l’intervento fatto questa mattina da una compagna ai microfoni di Radio Blackout per fare il quadro della situazione dentro alle gabbie:

macerie @ Luglio 31, 2015

Asciugamani, pubblicità e scioperi della fame

Diario

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E proprio mentre i consiglieri di Sel portano un carico di asciugamani dentro al Cie - ma non ci avevano garantito, costoro, che sarebbe bastata qualche mozione in Consiglio e qualche dichiarazione della Giunta comunale per fare sparire il Centro da Torino? - in corso Brunelleschi arrivano segnali di resistenza. Segnali piccoli, rispetto ai picchi di lotta che il Cie ha conosciuto spessissimo in passato, ma che danno una indicazione chiara: anche dopo gli anni della Grande distruzione, ora che lentamente le gabbie vengono riaperte e si riempiono di nuovo di gente, questa gente prigioniera spinge e scalpita nell’unica direzione sensata, quella della libertà. Come facevano i reclusi di un tempo, e come faranno quelli del futuro, perché in posti come i Cie pace non può essercene.

Continua a pag. 31479

macerie @ Luglio 27, 2015

Lucio trasferito

Diario

A neanche dieci giorni dal suo rientro in carcere a causa di una violazione degli arresti domiciliari, Lucio è stato oggi trasferito da San Vittore al carcere di Busto Arsizio da dove era uscito lo scorso maggio.

Per scrivergli, ecco l’indirizzo:

Lucio Alberti C.C. Via Cassano Magnago, 102 - 21052 Busto Arsizio (Varese);

macerie @ Luglio 25, 2015

Stagioni violente

Diario

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È andata come era prevedibile - e come infatti prevedevamo - l’udienza che, ieri mattina, ha segnato la fine del primo grado del processo contro la vecchia “Assemblea antirazzista”. È difficile di questi tempi, infatti, trovare a Torino giudici che abbian voglia di smentire le tesi dei Pubblici ministeri, e questi giudici non eran tra quelli in aula ieri. Sfrondata già al tempo da reati associativi, la costruzione dell’accusa è stata accolta senza batter ciglio dalla Corte, che si è limitata a limare le richieste esosissime di Padalino e compagnia.

Continua a pag. 31475

macerie @ Luglio 25, 2015

D’ogni dove chiusi si sta male

Diario

Vi ricordate che vi avevamo parlato di una battitura in corso nel carcere Lorusso e Cutugno, a Torino? Mercoledì, durante un saluto ai detenuti, tra le urla “libertà, libertà” - da fuori e da dentro - e qualche petardo, si è riusciti, pur con le ovvie difficoltà, a capirci qualcosa di più.

La protesta c’è stata, ma ora è stata interrotta. I ragazzi del blocco C hanno spiegato che i motivi che li hanno spinti a fare la battitura giornaliera sono principalmente legati alle condizioni in cui sono costretti, peggiorate dal gran caldo delle ultime settimane: chiusi tutto il giorno in cella, senza possibilità di passeggiare per i corridoi, neanche durante la socialità. Non tutti i carcerati si trovano in questa situazione, solo un paio di sezioni per ogni blocco - a quanto siamo riusciti a capire, tra un grido e l’altro. Presumibilmente, questa protesta, che ha coinvolto gran parte del carcere, ha alla base una serie di motivi anche diversi tra loro (vi avevamo parlato dell’esclusione dal beneficio della “liberazione anticipata speciale”), ma tutti legati al fatto che il carcere fa schifo, e che quindi motivi per unirsi a una protesta se ne trovano, sempre.

Continua a pag. 31473

macerie @ Luglio 24, 2015

Piccole attenzioni

Diario

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Scarica, fotocopia e diffondi la locandina dell’iniziativa.

macerie @ Luglio 22, 2015

Le inchieste di ieri e le lotte di oggi, un appuntamento / 2

Diario

Chissà se qualcuno dei nostri lettori più affezionati ed anzianotti si ricorda ancora della retata contro gli “antirazzisti torinesi” del febbraio 2010. Già al tempo eravamo abbastanza abituati alle irruzioni all’alba nelle case dei compagni, ma queste non erano diventate ancora un affare di routine, una specie di rito repressivo a cadenza periodica come sono diventate successivamente, per cui è normale che la memoria si scolori e che le immagini dei differenti episodi repressivi si sovrappongano. Di più: presi come siamo dalle possibilità di lotta - a volte evidentissime ed appassionanti e a volte più nascoste - che ci offrono sempre le strade della città maledetta nella quale viviamo è normale che il nostro sguardo vada raramente alle aule dei tribunali. Se i redattori di questo sito e i loro compagni più stretti, insomma, i tribunali li frequentano (fin troppo) spesso, da queste colonne ci siamo trattenuti abbastanza dal raccontarvi nei dettagli di udienze, arringhe, richieste dell’accusa e cose simili. E in effetti, degli strascichi repressivi di quella vicenda di cinque anni fa sostanzialmente non ve ne abbiamo più parlato.

Continua a pag. 31466

macerie @ Luglio 21, 2015

Lucio di nuovo in cella

Diario

Da questa mattina, Lucio è di nuovo in carcere. Accusato di essere uscito abusivamente, qualche giorno fa, sul pianerottolo di casa per chiacchierare con alcuni compagni, è stato indagato per evasione e gli è stata revocata la misura dei domiciliari concessagli dopo la fine del primo grado del processo che lo vede accusati di aver partecipato all’attacco al cantiere del maggio 2013.  Continua a pag. 31465

macerie @ Luglio 16, 2015

Scioperi, saluti e liberazioni

Diario

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Nell’ultima settimana, nonostante il caldo torrido che lascia poche energie per agire, qualcosa si è mosso nei vari Cie sparsi per l’Italia. Della protesta romana vi avevamo già parlato, ma anche a Bari e Torino la lotta individuale di alcuni reclusi ha destato un poco gli animi di chi, dentro come fuori, vorrebbe i Centri distrutti, una volta per tutte.

Continua a pag. 31460

macerie @ Luglio 9, 2015

Protesta a Ponte Galeria

Diario

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«Ieri, 4 luglio, un gruppo di circa 70 solidali è andato fuori le mura del CIE di Ponte Galeria per sostenere le persone recluse con un presidio durato circa due ore e mezza.

A via Portuense i/le solidali hanno potuto comunicare con le persone recluse nella sezione maschile: tante sono state le voci che si sono alternate per salutare i reclusi, raccontare cosa succede in altri CIE e alle frontiere europee, e per esprimere con grida e cori la solidarietà.

Nonostante la presenza massiccia di forze dell’ordine, appostate anche sul tetto con gli aguzzini di Gepsa, la risposta da dentro è stata subito forte e coraggiosa: grida, battiture e tanta rabbia.

Il presidio si è poi spostato davanti la sezione femminile dove, anche lì, al casino che i solidali hanno fatto all’esterno, da subito la risposta è stata rumorosa e le grida di libertà si sono unite nonostante le mura e le gabbie.

Nella notte, tra le 2 e le 3 e mezza, si è svolta una forte protesta in una parte della sezione maschile del CIE di Ponte Galeria. La causa scatenante è stata l’ennesimo rifiuto di curare un ragazzo che è stato male durante la notte. Il detenuto era in sciopero della fame da due giorni, in protesta contro l’infinita attesa di una risposta per la sua richiesta di asilo politico.

Continua a pag. 31455

macerie @ Luglio 6, 2015

Basta poco

Diario

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Di questi tempi,‭ ‬per chi lotta a Torino basta poco per finire in carcere e passarci qualche mese.‭ ‬Questo sembrano suggerire gli arresti,‭ ‬e le detenzioni che vanno prolungandosi,‭ ‬di Paolo,‭ ‬Erika,‭ ‬Toshi,‭ ‬Marco e Luigi,‭ ‬per reati di lieve entità che almeno fino a qualche anno fa non avrebbero prodotto che qualche denuncia a piede libero.
Non che non ci fossero già stati,‭ ‬ultimamente,‭ ‬diversi segnali di un cambiamento negli equilibri di potere all’interno del Palazzo di Giustizia ad esclusivo favore della Procura,‭ ‬vale a dire dell’ufficio del Tribunale che per sua natura lavora a più stretto contatto con la Polizia e che più degli altri si è assunto il ruolo di affrontare di petto il conflitto sociale in città e nelle valli vicine.‭
Per limitarci alle operazioni contro chi lotta nei quartieri di Aurora,‭ ‬Porta Palazzo e Barriera di Milano,‭ ‬numerose sono state infatti negli ultimi anni le inchieste confezionate attorno a reati penalmente poco rilevanti,‭ ‬come resistenza e violenza a pubblico ufficiale,‭ ‬grazie alle quali la Procura è riuscita a togliersi dalle scatole,‭ ‬e togliere dalle strade,‭ ‬un gran numero di compagni.‭ ‬Volendo fare i conti in tasca alla Giustizia,‭ ‬scopriremmo che in poco più di tre anni sono stati una trentina gli arresti ordinati e ottenuti dai Pm torinesi e più di cinquanta le misure cautelari‭ ‬“minori‭” ‬dispensate.‭ ‬Tante inchieste per tanti piccoli episodi:‭ ‬una strategia che sembra fatta su misura per chi vive e lotta nei quartieri a nord della città che si trova spesso in strada a tentar di ostacolare i progetti delle autorità con iniziative estemporanee,‭ ‬come l’opporsi a una retata,‭ ‬o legate tra loro in un progetto più ampio,‭ ‬come per la lotta contro gli sfratti,‭ ‬e che per questo accumula facilmente un buon numero di denunce.‭

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macerie @ Giugno 29, 2015

Conto corrente per gli arrestati del 20 maggio

Diario

Più di un mese è ormai passato dal giorno degli arresti di Luigi, Paolo, Toshi ed Erika accusati di essersi opposti a una retata avvenuta a Torino nel febbraio scorso. Luigi e Erika sono attualmente agli arresti domiciliari come Marco, inizialmente sfuggito al mandato di cattura e arrestato dopo qualche settimana, e sono state imposte loro tutte le restrizioni per cui non possono vedere persone diverse dai loro conviventi. Paolo e Toshi sono invece ancora rinchiusi in carceri lontane da Torino. Nella stessa operazione sono stati allontanati dalla città, attraverso dei divieti di dimora, Beppe, Antonio, Mau e Herman.
Visto il protrarsi della detenzione dei compagni, per far fronte al loro mantenimento in carcere e alle spese legali relative al loro procedimento è stato aperto un conto corrente. Per chi volesse contribuire questi sono gli estremi:

IBAN: IT67T0316901600CC0011061808
BIC/SWIFT: CIPBITMMXXX.
Intestato a: Giulia Merlini
Per i versamenti dall’estero potrebbe essere necessario anche l’indirizzo della banca: Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, c.so Europa 18 Milano -20122

Vi ricordiamo poi gli indirizzi per scrivere a Toshi e Paolo:

Paolo Milan - c/o C.C. Via Sforzesca, 49 - 28100 Novara
Toshiyuki Hosokawa - c/o C.C. Viale dei Tigli, 14 - 13900 Biella

Attenzione: l’IBAN pubblicato inizialmente conteneva un errore di trascrizione; quello che trovate ora qui sopra è corretto.

macerie @ Giugno 29, 2015

50 e 50

Diario

Un po’ prima di quanto ci si aspettasse è arrivata la risposta del Gip all’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati per Erika, Paolo, Toshi e Marco, ancora in carcere dopo l’esito negativo del Riesame. Se Erika ha dovuto prolungare la sua permanenza nelle patrie galere per un pretesto dovuto a un difetto di forma, e quindi la sua scarcerazione era nell’aria, è arrivata la notizia che oggi, non solo per lei ma anche per Marco è stata convertita la misura custodiale. Entrambi usciranno in giornata per andare agli arresti domiciliari, ovviamente con tutte le restrizioni come già è stato per Luigi.  Non ci si poteva di certo aspettare di più; di questi tempi in cui anche un’inchiesta piccola piccola come questa diventa occasione di togliere di mezzo per un po’ alcuni inguaribili rompiscatole, sarebbe stato piuttosto ingenuo pensare che potessero tornare in tempi brevi a piede libero. Non ci stupisce quindi che per Paolo e Toshi ancora non si aprano le porte del carcere.

Per scrivere loro, vi ricordiamo gli indirizzi:

  • Paolo Milan - c/o C.C. Via Sforzesca, 49 - 28100 Novara
  • Toshiyuki Hosokawa - c/o C.C. Viale dei Tigli, 14 - 13900 Biella

macerie @ Giugno 23, 2015

Appiccicosi / 2

Diario

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macerie @ Giugno 18, 2015

Panni Sporchi

«Mani sporche e guanti bianchi»

Panni sporchi

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato alcune «note su una comunità impossibile», un testo sui blocchi del 9 dicembre a Torino, che conteneva anche delle critiche a un “brulotto” e a un “intempestivo” di Finimondo. Com’era prevedibile, i redattori di Finimondo hanno risposto con un altro brulotto, e noi pubblichiamo dunque anche questa risposta. Se c’è qualcosa di interessante da cavar fuori da questa discussione, chi vuole contribuisca: finirà tutto tra i panni sporchi.

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macerie @ Febbraio 5, 2014

Dicembre a Torino

Panni sporchi, Torino domani

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Ripubblichiamo qui sotto un contributo alla riflessione sulle giornate torinesi del 9, 10 e 11 dicembre passati. A parte qualche scarna cronaca di quei giorni, si tratta di uno dei pochissimi contributi di parte anarchica uscito sull’argomento che tenti di comprender cosa sia successo a Torino in quei giorni senza ricondurre tutto in facili schemi precostituiti. Uno scritto personale ma non individuale, come precisa l’autore, frutto anche e soprattutto delle discussioni che si sono svolte tra i compagni di qua da quell’inizio di dicembre fino ad oggi.   

Continua a pag. 29915

macerie @ Gennaio 27, 2014