Diritto e Rovescio

Ritirata

5 settembre. Caccia all’alpino questa mattina a Porta Palazzo. Alcuni antimilitaristi - armati di megafono, trombette, volantini e foto di prigionieri torturati da militari italiani all’estero - hanno giocato al gatto e al topo con i soldati in missione al mercato. E a fare la parte del topo, ovviamente, sono stati proprio questi ultimi: scortati da una decina di agenti della Digos, infatti, gli alpini hanno evitato accuratamente di incrociare i contestatori, fino al punto di faticare a rientrare al mercato, una volta che se ne erano allontanati. Per ben due volte, infine, il plotone ha optato per una ritirata strategica in questura: per il troppo baccano, la loro presenza era diventata ormai inutile. Dovrà dunque intervenire il Sismi?

Fuochi artificiali

30 agosto. In serata, ancora un presidio notturno e fulmineo sotto le mura del Cpt. Da fuori, battiture e fuochi artificiali; da dentro, grida, fortissime, più di ogni altra volta. I fuochi piacciono, evidentemente.

A caccia di militari

30 agosto. In mattinata, prima di un presidio al Balon, alcuni impazienti antimilitaristi hanno attraversato il mercato a caccia di militari, spiegando ai presenti perché non vogliono l’esercito in città. I numerosi interventi al megafono hanno suscitato il rancore di qualche nostalgico del coprifuoco, ma anche l’approvazione di molti, italiani e stranieri. Putroppo, di militari neanche l’ombra: erano stati mandati a fare un sopralluogo, in macchina, in corso Principe Oddone. Saranno anche abituati ai fischi dei proiettili, ma non sopportano i fischi del dissenso.

Fare la corda

28 agosto. Per la seconda volta in pochi giorni, un altro detenuto del Cpt di Torino ha tentato di impiccarsi, di “fare la corda” come dicono molti stranieri. Un gesto estremo per chiedere di tornare in Marocco, qui in Italia ha già subito troppo. Ai suoi compagni di cella ha detto che è meglio patire la fame nella sua terra che subire continue violenze ed umiliazioni in questo bel paese democratico.

Molotov

27 agosto. L’ufficio del CTS di corso S. Maurizio rimane chiuso. Non per la crisi del turismo, ma perché nella notte ignoti hanno lanciato alcune bottiglie molotov contro l’edificio, un tempo occupato e chiamato Fenix, provocando qualche danno a tetto, facciata e rete informatica. Vergate anche due scritte: “Merde” e “Fenix risorge”.

La tenaglia

27 agosto. La truppa è già sul posto, manca solo l’ordine di “via”. L’obiettivo è il mercato abusivo della domenica mattina in via Cottolengo, su cui stanno convergendo sia le pattuglie miste carabineri-polizia-militari, sia gli occhi severi di Chiamparino, pronto a firmare un’altra ordinanza anti-degrado dopo quelle di via Aosta e Sansalvario. Torino non è Bogotà, infatti manca la forestale.

Preso a calci

26 agosto. Le immagini di Abdul Zainai, venditore ambulante trascinato per la strada dai vigili urbani di Termoli di fronte a decine di turisti scandalizzati, hanno suscitato molte polemiche, e la Procura ha avviato un’inchiesta per violenza privata e abuso d’ufficio. Ma né lo scandalo né le indagini possono fermare la macchina delle espulsioni, perché Abdul è clandestino, e ora è rinchiuso nel Cpt di Torino in attesa di essere nuovamente preso a calci, verso il Bangladesh.

iPod

26 agosto. Dopo 59 giorni dentro il Cpt, quando ne mancava solo uno per riavere la libertà, un detenuto marocchino viene convocato per andare dal console, ma era un inganno, e lo trasferiscono al carcere delle Vallette per scontare una pena di tre anni. Pare che la mattina avesse litigato con un militare che voleva a tutti i costi il suo iPod e che gli avrebbe detto “se non me lo dai, faccio di tutto per rovinarti”.

Basta la divisa

26 agosto. Un italiano di 37 anni tenta di raggirare un anziano di Mirafiori spacciandosi per maresciallo di polizia, ma il vecchio fiuta l’inganno e lo fa catturare. Miglior sorte ha toccato una coppia di finti poliziotti che con la scusa del “normale controllo di polizia” hanno rapinato 17mila euro da un phonecenter e due cellulari. Le vittime, due giovani nigeriani.

Abbonamento

26 agosto. Ivrea. Una ragazza nigeriana di 24 anni litiga con l’autista di un autobus diretto verso Torino per una questione di abbonamenti, l’autista chiama la polizia, gli agenti scoprono che la ragazza è colpita da un provvedimento di espulsione e la arrestano.

Insaziabili

26 agosto. Due clandestini marocchini di 30 e 34 anni arrestati dai carabinieri di Venaria per aver fornito false generalità. Inoltre, altri 4 stranieri sono stati denunciati per inosservanza della legge Bossi-Fini: un cinese di 27 anni, un nigeriano di 24 e due senegalesi di 22 e 40 anni.

Il fronte avanza

25 agosto. Non hanno neanche avuto il tempo di impratichirsi con la giungla del parco Stura, ed ecco che i militari vengono schierati su un nuovo teatro di guerra, il mercato di Porta Palazzo. Ma si tratta sempre del solito show, la caccia a spacciatori e tossicodipendenti, che pare siano ritornati al Balon.

Progetti faraonici

25 agosto. Intervistato da tutti i giornali possibili, il neo questore nonché ex magazziniere capo della polizia Aldo Faraoni scandisce il suo semplice pensiero: 1) “a Torino ci sono oltre 100mila clandestini;” 2) “molti reati sono legati all’immigrazione clandestina;” 3) “Bisogna espellere il 100% dei detenuti del Cpt”.

Senza fiato

25 agosto. Ancora un presidio volante e rumoroso sotto le mura del Cpt. Come al solito, alle urla e ai fischi da fuori si sono unite le voci dei detenuti. “Libertà per tutti! Siamo con voi! ” “Grazie! Libertà!” …e poi via di corsa, senza fiato ma con il sorriso sul volto.

Primo: non bivaccare

25 agosto. Grazie ai superpoteri appena concessigli dal suo superiore Maroni, il sindaco Chiamparino ordina al quartiere di Sansalvario il divieto di bivacco per le strade. D’ora in avanti, bersi una birra in giro potrà costare molto caro.

Cinquanta

24 agosto. I carabinieri di Venaria ci tengono a dire di aver raggiunto la quota di 50 catture di stranieri clandestini, grazie all’arresto di un sengalese di 38 anni e un marocchino di 30, già colpiti da ordine di espulsione.

Tentato suicidio

23 agosto. Nel primo pomeriggio un recluso del Cpt di Torino ha tentato il suicidio. Disperato per le condizioni in cui il governo italiano lo sta costringendo a vivere, ha chiesto ripetutamente di ritornare nel suo paese natale in Marocco. Ha detto a tutti che se non lo mandavano via, avrebbe tentato il suicidio e i poliziotti ed i volontari della Croce Rossa gli hanno risposto che a loro non “fregava” niente e che poteva pure ammazzarsi. Il ragazzo è riuscito a trovare una corda, è andato nel cortile e ha provato ad impiccarsi. Per fortuna gli altri detenuti lo hanno subito soccorso e sono riusciti a salvarlo. Successivamente sono intervenuti anche gli infermieri della Cri. Nel frattempo la polizia ha bloccato i colloqui e ha rimadato a casa i parenti e gli amici che si erano presentati al Cpt per portare qualcosa ai detenuti.

Contrabbando

21 agosto. Giornata di controlli a Parco Stura, Porta Palazzo e in Barriera. Fermati due stranieri senza documenti e denunciato un rumeno per contrabbando di sigarette.

Dal centro ad Orbassano: la Cina è vicina

21 Agosto. Orbassano. Un giovane antirazzista viene sequestrato per 4 ore dai militari della locale compagnia dei carabinieri mentre sta distribuendo alcuni volantini sull’ennesimo maltrattamento subìto dai detenuti del Cpt di Torino e sulle responsabilità della Croce Rossa, che notoriamente gestisce il centro assieme a poliziotti e militari. Tra minacce di arresto e spiritosaggini del calibro di “adesso ti portiamo in Cina e ti facciamo vedere noi la libertà di opinione”, i militari dell’arma lo denunciano per “oltraggio a corpo politico, amministrativo o giudiziario” (vale a dire, la Cri) e gli sequestrano gli oltraggiosi volantini, di cui riportiamo il testo:
[…]

Volanti

20 agosto. Nella loro caccia quotidiana le volanti torinesi hanno catturato un giovane ruandese, arrestato perché non ha obbedito ad un vecchio ordine di espulsione ed un gabonese, accusato di aver declinato ai poliziotti generalità di fantasia.

Optional

20 agosto. Rompe il finestrino ad un Suv parcheggiato in centro e poi, meticolosamente, sradica e mette da parte tutti gli optional che ci trova dentro: cinquemila euro di roba in tutto, tra navigatore satellitare, impianto stereo ed addirittura televisione. Purtroppo, a metà dell’opera, arriva la polizia e lo arresta.

Mortaretti

19 agosto. Battitura, mortaretti ed urla sotto alle mura del Cpt di Corso Brunelleschi. Un presidio lampo accolto dalle urla e dai fischi entusiasti dei reclusi, che solo due sere prima erano insorti decisamente contro le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere.

[…]

Santuari

14 agosto. Si impossessa delle offerte della Sacra di San Michele ma rimane intrappolato nel santuario - fino a quando non arrivano i carabinieri. Un ladro decisamente sfortunato: a soli venti anni ha collezionato quarantatre denunce per furto.

Vacanze

14 agosto. Fermato dai carabinieri con l’accusa di aver rubato creme solari nell’Auchan di Venaria, ha dichiarato di averne bisogno per poter andare in vacanza, al mare. Purtroppo, dopo un rapido controllo, i militari scoprono che il ladro avrebbe dovuto essere chiuso in casa, agli arresti domiciliari. E così lo fanno traslocare alle Vallette.

113

14 agosto. Polemiche estive tra sindacati di polizia ed esercito. Secondo il Sap gli agenti di pattuglia a Parco Stura in queste due settimane starebbero perdendo un sacco di tempo a «far da balia» ai loro nuovi colleghi in grigioverde, ragazzoni che non sono né portati né preparati per i compiti di ordine pubblico e che peraltro vengono pagati molto di più dei poliziotti. Problemi anche all’interno del Cpt, dove i soldati non possono intervenire né per sedare proteste, né nei casi (frequenti, a detta del Sap) di autolesionismo dei reclusi, né per accompagnare gli internati all’ospedale quando serve: tutti casi nei quali i soldati devono chiamare il 113, e aspettare l’arrivo della pattuglia.

Il cazzo che vuole

Diario

Una storia allucinante quella di Joel, peruviano, da anni residente in Italia, con un mutuo da pagare e una fidanzata incinta. Come tanti, ha problemi a rinnovare il permesso di soggiorno ed entra, senza volerlo, in clandestinità. Viene arrestato a Rimini e tradotto al Cpt di via Corelli, a Milano. Ma dopo pochi giorni, a causa di un errore formale della questura, il giudice ordina di scarcerarlo. Ma la polizia non ci sta a veder vanificato il suo lavoro, e aspetta Joel fuori dal Cpt, per chiedergli i documenti. E Joel torna dentro.

Ora, a noi non stanno particolarmente simpatici i giudici, e non abbiamo mai creduto alla favoletta democratica della divisione dei poteri, nemmeno quando la insegnavano a scuola. Però noi ce lo chiediamo lo stesso, retoricamente: “ma la polizia crede di poter fare il cazzo che vuole?!”

Ascolta l’intervista di Joel dal Cpt di Milano a Radio Blackout:

macerie @ Settembre 5, 2008

Gheddafi, Lampedusa, Porta Palazzo

Diario

Ma cosa c’entra Gheddafi con i campi di pomodori a Foggia e con gli alpini a Porta Palazzo?

Qualche ipotesi di risposta in una chiacchierata con Gabriele Del Grande, redattore del sito Fortress Europe. A partire dall’accordo firmato da Berlusconi e Gheddafi qualche giorno fa, un viaggio nella “fabbbrica della clandestinità” che produce manodopera a un costo sempre più basso di cui i padroni italiani e libici non hanno mai abbastanza, un filo rosso che unisce la caccia agli immigrati in Libia e la guerra agli stranieri nelle nostre città.

Ascolta l’intervista:

Leggi l’articolo
Italia - Libia: firmato l’accordo. Presto i pattugliamenti

macerie @ Settembre 5, 2008

Sicuri da morire

Diario

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Arrivano i nostri! Nonostante l’Italia sia il paese con la più alta densità di forze di polizia al mondo – uno ogni ottanta adulti in età da lavoro – si proclama che la sicurezza non è ancora sufficientemente garantita, si invocano rinforzi. Ed eccoli finalmente, questi militari, in tuta mimetica o in divisa color beige, con la mitraglietta o con il manganello, fianco a fianco dei loro colleghi vestiti di blu. A vederli nei parchi e per le strade di Torino non sembrano neanche gli stessi che sparano sui civili in Afghanistan e in Iraq, torturano i genitali dei prigionieri in Somalia, stuprano le ragazzine in Kosovo. Forse non abbiamo visto proprio tutto, e la televisione, si sa, rende tutti più belli. Eppure perché non dovrebbero essere gli stessi? Se la guerra è ufficialmente dichiarata “operazione di polizia internazionale”, perché la difesa dell’ordine pubblico non può essere garantita anche dall’esercito? E allora, di che stupirsi? E soprattutto, di che lamentarsi? Viene il sospetto che sia solo l’ennesima trovata del marketing governativo.

Emergenza! Schierare i militari per contrastare un’emergenza dai contorni sempre più vaghi rassicura soltanto chi li comanda. Perché il soldato è il cittadino modello di una società disciplinata, autoritaria e gerarchica – un incubo per chi ci vive, ma l’ideale per chi la vuole amministrare – un cittadino che marcia al passo senza discutere gli ordini, che non protesta se la paga è bassa e se il rancio è pessimo e pure caro, che non si lamenta se muore sul lavoro e stupra e uccide pure, quando serve. Ma siamo sicuri che si tratti esclusivamente di uno show, lungo sei mesi prorogabili per altri sei? Allora basterebbe solo aspettare la fine della missione, stando attenti a non farsi malmenare dai vigili urbani, a non affogare scappando dalla polizia, a non morire come un cane in un centro di detenzione, a non bruciare in un campo rom. Perché in questa escalation di violenza contro gli ultimi, contro gli abusivi, gli irregolari, i clandestini, gli stranieri e gli italiani purché poveri o dissidenti, siamo davvero tutti più sicuri, sì. Sicuri da morire.

Allarme! Oltre che un simbolo, la militarizzazione del territorio è anche la risposta concreta dello Stato alla minaccia della rivolta aperta della popolazione. Schierati a sorvegliare le rivolte degli stranieri prigionieri nei centri e a proteggere le discariche della Campania, i soldati non si tireranno di certo indietro quando sarà ora di costruire la Tav in val Susa, dove la polizia davvero non è bastata. E come ogni guerra è camuffata da una propaganda che la dipinge come umanitaria, così anche i soldati nelle città si presentano oggi con un volto umano, rassicurante. Ma se non li respingiamo ora, potremmo svegliarci domani al grido di “altolà!” per vedere il loro volto più feroce, quello che sfonda le porte, terrorizza, stupra e ammazza. La frontiera passa già attraverso i nostri mercati, la guerra è sotto casa. Intralciamo i loro piani e smascheriamo le loro malefatte, e i loro punti deboli. Prima che sia troppo tardi.

Scarica, stampa e diffondi il volantino.

Continua a pag. 9445

macerie @ Agosto 29, 2008

Ospiti /2

Diario

«Sono anche andato a vedere dei dizionari, a cominciare dallo Zingarelli… però ospiti è un’altra cosa!»

Una telefonata da Via Corelli, 19 agosto 2008.

macerie @ Agosto 26, 2008

Ospiti

Diario

òspite (agg., s.m. e f.) dal latino “hospitem”, colui che riceve il forestiero e gli dà cibo, non per lucro, ma per sola amicizia, per benevolenza, per umanità; e poi il Forestiero medesimo, che è alloggiato e protetto.

«Qui i militari mi dicono che sono un ospite. Ma se sono un ospite perchè sono rinchiuso in una gabbia? Se invito qualcuno a casa mia… è giusto dire che quella persona è mia ospite?! Beh, a me non è mai successo di avere un ospite in casa, di metterlo dietro a delle sbarre altissime, di sorvegliarlo armato, di costringerlo a non uscire, di minacciarlo dopo qualsiasi sua richiesta, di mettergli schifose gocce nel cibo, di umiliarlo con insulti e prese in giro, eccetera…»

«È da poco che sono qui, molti miei amici sono stati rinchiusi qui dentro ma ammetto che spesso non credevo ai loro racconti. Credevo che esagerassero. Invece ora che sono qui capisco molte cose. Lo sai che la prima volta che ho mangiato qui sono crollato nel letto? Non riuscivo a stare in piedi! Nel cibo mettono delle gocce per farci dormire. Credimi, mi tremavano le gambe e avevo proprio sonno. Non mi era mai successo! Ma cosa ci mettono dentro?!»

«Questo significa essere ospiti?»

«Poi questa notte avevo freddo. Da mezzanotte alle 4 del mattino attaccano l’aria condizionata invece di giorno la mettono solo per un’ora! Ho chiesto una coperta ad un volontario della Croce Rossa e sai cosa mi ha detto? “è agosto e vuoi la coperta? vi lamentate sempre, non vi va mai bene niente! non ti do nessuna coperta ed in particolare non spengo l’aria condizionata perchè altrimenti poi si sente la vostra puzza!”»

«Dimmi un pò tu… questo significa essere ospiti? Ma le parole hanno un significato o no? scusami forse parlo male l’italiano…»

macerie @ Agosto 24, 2008