Sabato 13 marzo 2010 ore 17 @Sala del Buonarrivo (Provincia di Rimini) corso d'Augusto, 231 Rimini
°°Li ci sono chiese, macerie,moschee e questure Li frontiere, prezzi inaccessibile e freddure Li paludi, minacce, cecchini coi fucili, documenti, file notturne e clandestini Qui incontri, lotte, passi sincronizzati, colori, capannelli non autorizzati, uccelli migratori, reti, informazioni, piazze di tutti i laiche pazze di passioni Si che si esce di qua Si chi si esce da queste mappe della città Si chi si esce Cerca di stare in gruppo la tranquillità è importante ma la libertà è tutto°°
Abbiamo occupato 5 anni fa questo spazio, ora lasciato divorare dalla solitudine e se è reato occupare uno spazio, per noi, al contrario, è reato abbandonarlo per anni all’inadempienza, a fronte, della crisi che avanza, della precarietà, del disagio abitativo e della necessità sempre più attuale di luoghi di confronto e di co-costruzione di esperienze fra giovani e meno giovani. Non abbiamo aspettato l’intervento di chissà quale esperto sociologo per riconoscere il nostro malessere in attesa di aspettare una qualche alchimia istituzionale come cura; la nostra cura, per noi e per quelli che abbiamo incontrato, è scritta nella nostra storia, nella fatiche umane ed economiche di ristrutturare questa scuolina, nelle fatiche umane ed economiche di produrre eventi, iniziative, servizi pubblici senza il benché minimo contributo esterno.
Liberi ed indipendenti.
Cambiare nel piccolo la nostra città è una scelta che ha interrogato ed interroga anche la nostra vita, “da vita passiva, precaria, invisibile a vita che si determina in una forma nuova”.
Libera ed indipendente.
Quello che interessava ed interessa ancora a noi “è portare avanti un'eresia che ha la possibilità di avere la potenza del sogno e del desiderio ma che deve anche essere maledettamente concreta”.
Questo è stato per noi l’esperienza eretica del Laboratorio Sociale Paz. Qualcosa di maledettamente concreto.
Questa eresia, il sogno concreto di uno spazio di indipendenza che si esprime anche come conquista della libertà, non può essere solo per chi l’esperienza del Paz l’ha già vissuta, ma elemento di discussione aperto alla città. Dobbiamo fare di questa eresia, così maledettamente concreta, pensiero e pratica collettiva come elemento centrale del dibattito intorno alla nostra città e alle contraddizioni che essa manifesta.
L’esperienza del Laboratorio Paz deve essere un crosspoint dal quale ripartire.
Iniziando da ciò che siamo stati e già siamo, da ciò che abbiamo fatto e che continuiamo a fare con tutta l'intensità e la passione che possiamo ritrovare e che è
Un giorno CON NOI, con i precari ed i disoccupati, con i lavoratori dipendenti e autonomi, un giorno degli autoctoni e dei migranti, uno giorno con noi TUTTI, per far vedere quanto siamo importanti. Era il primo maggio 2006 quando milioni di indocumentados riempirono le piazze degli USA per dar vita a quello che poi è rimbalzato in ogni angolo del mondo con il nome di un dia sin nosotros, un giorno senza di noi.
GlobalProject è una piattaforma multimediale resa possibile dal lavoro collettivo di molti mediattivisti di movimento. Questa esperienza fonda le sue radici nel percorso del movimento planetario che ha attraversato in termini conflittuali e progettuali, l’epoca della grande espansione della globalizzazione neoliberista, oggi definitivamente tramontata anche grazie a quelle straordinarie lotte, con l’avvento della crisi globale capitalistica. E’ proprio nel contesto della crisi che GlobalProject ha deciso il suo reload, verso il 2.0.(About)
...Rovesciando il paradigma della crisi, se la precarietà è bios, cioè vita, all’interno della crisi anche il potere è continuamente precario e questo rappresenta per noi un’opportunità di agire nelle sue crepe per costruire indipendenza, in un momento in cui costruire indipendenza