Sorpresa, sorpresa...
Giovedì 08 Dicembre 2011 10:59
Tanto tempo fa, in una scuola superiore lontana lontana, frequentavano la stessa classe Uno, Due, Tre e Quattro: Uno suonava il basso, ma era alto e magro e aveva i capelli arruffati e i jeans strappati qua e là; Due aveva i capelli lunghi, le scarpe tinte di color verde Slimer e suonava la chitarra; Tre aveva i capelli ancora più lunghi e suonava tutto, ma per non oscurare gli altri due si concentrò sulla batteria; Quattro era magrissimo, più di Uno, suonava lo djembé e scriveva poesie. E poi c'era Cinque, che era di un anno più giovane degli altri, ai quali però non interessava; infatti, Uno, Due e Tre lo presero con loro e gli fecero cantare pezzi dei Sex Pistols, dei Clash e dei Ramones. Tutti insieme decisero di chiamarsi Lazy Sods e registrarono le loro cover su un mini-disc.
Un bel giorno, nella stessa scuola che avrebbero frequentato per l'ultimo anno, incontrarono Sei, che aveva tre anni meno di loro ma voleva già fare l'esame di maturità. Non era un ragazzino solitario, ma era così timido e riservato che Thomas Pynchon, J.D. Salinger, Jandek e i Residents a confronto sembravano i Kiss. Era un ragazzino molto testardo, delle volte si mostrava sfuggente, addirittura antipatico, certe volte inavvicinabile, però era tanto buono, talmente buono che la Sacra Famiglia paragonata a lui sembrava uscita da "Le colline hanno gli occhi". Certo, Sei aveva degli amici, ma erano veramente pochi paragonati a quanti ne poteva offrire la sua classe: ascoltava musica che altri non ascoltavano (e non si sarebbero neanche permessi di ascoltare), leggeva libri vecchissimi, guardava film che nessuno conosceva, talvolta resi inavvicinabili dalla durata (a volte anche tre o quattro ore) e altre volte erano più vecchi dei libri.


