Missione compiuta

Missione compiuta, dopo anni di lotte la odiata legge non c'è più e finalmente possiamo/dobbiamo avanzare.

Ora che la odiata legge ha generato nella società gli anticorpi a se stessa sono tutti finalmente d'accordo che bisognava cancellarla, peccato che pure potendo non lo avessero già fatto negli anni precedenti, coloro che si sono succeduti nei governi tecnici e politici dal 2006 ad ora.

Ora nessuno la difende ne rimpiange, come all'indomani del 25 aprile nessuno rimpiangeva il deposto regime, tranne Giovanardi e pochi altri "giapponesi" trincerati sull'ultima isola proibizionista ignari che la War On Drug, tanto cara a Bush e alle destre nostrane, è finita e persa, il proibizionismo è platealmente fallito in tutto il mondo, è fuori dalla storia e senza futuro.

L'oceano antiproibizionista che avvolge questa ultima isola assediata è quello del cartello "ILLEGALE E' LA LEGGE" che ha inondato le strade di Roma sabato 8 febbraio 2014 intimandogli di arrendersi dopo le vittime e i troppi danni già prodotti.

Ha intimato agli ultimi alfieri del proibizionismo nostrano di deporre le armi e farsi da parte lasciando ad altri il compito di progettare le future politiche sulle droghe.

Quello che si è palesato sabato 8 febbraio è quel movimento dal basso che non ha detto solo cancellate la legge illegale, ma ha anche e soprattutto, rammentato a governanti sordi e arroganti una regola basilare della democrazia da sempre ignorata soprattutto dalle dittature e dalle varie declinazioni dei suoi sottoprodotti: non si governa contro i movimenti senza innescare il conflitto sociale.

Questo movimento, pacifico e creativo, ma anche lucido e determinato, come la sua lunga storia testimonia, ha lanciato un ponte oltre la 49/06, affermando che dovrà essere assolutamente partecipe dei processi futuri che lo riguardano, partendo dalla rivendicazione delle ultime righe dell'appello "...e' arrivato il momento di avanzare verso la completa depenalizzazione dell'uso personale di sostanze, iniziando dalla cannabis e dalla sua autoproduzione, come d'altronde sta già avvenendo in molti paesi del mondo." firmato da una enorme rete di soggettività singole e collettive (centinaia), visionabili alla pagina: http://www.leggeillegale.org/it/appello.html .

Quello che non possiamo permettere, è che si sposti il monopolio dalle mani delle narcomafie a quelle delle multinazionali del tabacco, ciò che reclamiamo e dobbiamo assolutamente ottenere è il diritto di ognuno/a alla autoproduzione del proprio consumo, oltre alla indispensabile depenalizzazione e desanzionamento totale dei consumi, di tutti i consumi e delle condotte ad essi legate.

"Giusto o sbagliato non può essere reato" non è per noi solo uno slogan che accompagna da molti anni il nostro agire collettivo e condiviso, fino dalle contestazioni alla Conferenza Governativa sulle Droghe di Genova 2000, dall'allora Movimento Di Massa Antiproibizionista, ma la sintesi del nostro sentire.

Su questa base il movimento rimarrà vigile e pronto a riconvocarsi appena necessario, nei prossimi giorni dovremo fissare una data e un luogo per la prossima assemblea nazionale alla quale verranno invitate le associazioni che compongono il cartello.

Una probabile data di incontro e confronto, ma forse non la prima, potrebbe essere la due giorni di incontri e dibattiti " Sulle orme di Don Gallo" a Genova il 28 febbraio e il primo marzo, ma lo decideremo assieme molto presto.

Ora che il primo obiettivo di cancellare la legge è stato raggiunto, il mio compito di portavoce del cartello è concluso e rimetto il mandato, da domani parlerò solo come MILLION MARIJUANA MARCH (Italia) e sarò l'ex portavoce , missione compiuta, cancellare la legge?Già fatto.

Ora la fase della resistenza è conclusa, non ci resta che avanzare in contropiede sulle sconfitte del proibizionismo, approfittare della loro disfatta e conquistare diritti di cittadinanza prima che le loro truppe in ritirata si riorganizzino tessendo nuove alleanze con altre lobbies.

Gli interessi economici che stiamo attaccando sono enormi e non fanno gola solo alle narcomafie.

Dobbiamo governare la trasformazione e non subirla calata dall'alto, perche questo riguarda le nostre vite, devono decidere i diretti e le dirette interessate, senza parassiti, sanguisughe e papponi che abbiamo tenuto a debita distanza negli anni del lungo percorso che ci ha portato fin qui e che hanno tentato di imporre i loro zombie anche nella manifestazione di sabato.

Sabato questi fantasmi del passato, allegoriche caricature di loro stessi, ancora una volta sono stati disinnescati e respinti come già accaduto nella Million Marijuana March del 4 maggio 2002 a Roma, dodici anni fa.

L'unica volta che avevano tentato di parassitare la nostra manifestazione in tanti anni di oceaniche parate antiproibizioniste dal 2000 ad ora.

Manifestazioni , tante, sempre bellissime e diverse, indipendenti, autorganizzate e autogestite ma censurate dalla stampa, tranne poche eccezioni, perche imbarazzanti per la politica, di destra e di centrosinistra, incapace e impreparata a fornire risposte alle nostre istanze.

Sabato abbiamo ancora una volta rappresentato in piazza le meraviglie dell'autogestione, abbiamo dal basso prodotto una stupenda manifestazione autofinanziata.

E' filato tutto liscio senza sbavature, come sempre nelle nostre manifestazioni, senza incidenti ne malori da abusi, abbiamo dato una dimostrazione di stile e controllo della nostra piazza a chi diceva che sarebbe stato meglio manifestare dopo il parere della Consulta per non fare danni irreversibili.

Abbiamo provato a costoro cosa è l'autorganizzazione e l'autocontrollo che solo un movimento maturo, vero, consapevole e competente può produrre.

Noi siamo nel nostro elemento naturale senza forzature, noi siamo l'antiproibizionismo vero e non di passerella, noi siamo il pensare e l'agire collettivo, noi siamo la conoscenza e la cultura delle buone pratiche, noi siamo la filosofia della partecipazione e non dell'apparenza, noi siamo la collettività non i personalismi, per questo possiamo, solo noi e non altri, permettercelo.

Non a caso non ci provano gli altri, quelli dell'antiproibizionismo finto, strumentale e finalizzato ai loro volgari interessi personali, legati a illusioni elettorali sempre più irraggiungibili dopo le loro sputtanate e collusioni con le destre di potere e i loro eletti in quegli apparati, un tempo tutti antiproibizionisti.

Non deleghiamo e non permettiamo a nessuno di speculare sulle nostre lotte, offrendogli la possibilità di svendere i nostri diritti per propri fini personali e elettorali.

La comunità di chi consuma sostanze illecite che già fin troppo è stata perseguitata e prezzi troppo alti ha finora pagato per costumi che competono solo alla sfera delle libere scelte personali degli individui adulti, è consapevole e autorganizzata.

Non delega, si autorappresenta decidendo i percorsi in maniera orizzontale e condivisa, siamo una comunità affiatata in marcia, cosciente della propria forza.

Deve essere ascoltata e avere diritto di scelta perche è della qualità delle nostre vite che si tratta, non lasceremo mai nessuno da solo a decidere dei nostri destini sulle nostre teste, statene certi e prendetene atto. Altrimenti ci troverete di traverso sulla vostra strada e saremo inamovibili, quello di sabato era solo un assaggio, torneremo presto in piazza, molto presto, statene certi, è una promessa non una minaccia ed è noto che manteniamo sempre le promesse.

Alessandro "Mefisto" Buccolieri