7.1.4 I parametri del kernel
Generalmente Linux (il kernel di GNU/Linux) riesce a riconoscere automaticamente i dispositivi
presenti sul sistema, ma può essere necessario specificare opportune impostazioni per i vari
dispositivi. Linux accetta un elevato numero di parametri, o argomenti, (v. man page
bootparam(7))
specificabili sulla riga di comando, che gli possono essere passati direttamente dal boot loader
(v. sez. 2.2).
I parametri sono specificati per mezzo della seguente sintassi
keyword[=value1[, value2[, ...[, value11]]]]
dove keyword è un nome che indica univocamente la parte del kernel per i quali sono
stati specificati i valori value1, ..., value11 (al massimo possono essere specificati 11
valori per ogni argomento). Di seguito sono illustrati gli argomenti riconosciuti dal
kernel
-
root=device
specifica il dispositivo (filesystem) da montare come root directory (per default
viene considerato il dispositivo sul quale è stato realizzato), secondo quanto
riportato nella tab. 7.1. Tale impostazione è memorizzata nel file immagine del
kernel (v. rdev);
| Tabella 7.1: | Indicazione dei dispositivi per il kernel di GNU/Linux. |
|
-
rootflags=fs_option
indica delle opzioni di mounting del root filesystem, secondo quanto specificato da
fs_option;
-
rootfstype=fstype
indica il tipo di filesystem da considerare nell’operazioni dei mounting della partizione
associata alla root directory, secondo quanto specificato da fstype (per default il kernel
prova a montare la partizione secondo un proprio elenco di filesystem: ext2, minix,
...). Può essere costituito da un elenco di filesystem separati dal carattere
‘,’;
-
ro indica di montare il root filesystem in sola lettura (in modo che i programmi di
controllo come fsck possano trnquillamente controllare la consistenza del filesystem
senza preoccuparsi del fatto che potrebbero esserci file acceduti in scrittura da altri
processi). Tale impostazione è memorizzata nel file immagine del kernel
(v. rdev);
-
rw indica di montare il root filesystem in lettura e scrittura. Tale impostazione è
memorizzata nel file immagine del kernel (v. rdev);
-
nfsroot=option
indica quale macchina, directory e opzioni NFS utilizzare per il root filesystem (deve
essere specificato anche root=/dev/nfs);
-
ip=address | nfsaddrs=address
nel caso si voglia montare un root filesystem tramite NFS, indica l’indirizzo IP
dell’interfaccia da utilizzare per la comunicazione in rete. Se tale opzione non
è specificata, il kernel tenta di configurarla tramite i protocolli RARP e
BOOTP;
-
ramdisk_start=offset
indica l’offset a cui inizia il kernel; [da completare ...]
-
load_ramdisk=num
indica se deve essere effettuato il caricamento di un disco virtuale in RAM (ramdisk)
secondo quanto specificato da num (1 sì, 0 no - default);
-
prompt_ramdisk=num
indica se visualizzare una richiesta per l’eventuale inserimento di un floppy disk
contenente l’immagine di un ramdisk, secondo quanto specificato da num (1 sì, 0 no -
default);
-
ramdisk_size=max_size
indica la dimensione massima della memoria RAM da poter essere utilizzata come
ramdisk (default 4096, cioè 4MiB);
-
ramdisk_blocksize=size
indica la dimensione dei blocchi del ramdisk (questo potrebbe migliorare le
prestazioni);
-
ramdisk=max_size
(obsoleto) analogo a ramdisk_size. Tale impostazione è memorizzata nel file immagine
del kernel (v. rdev);
-
initrd=filename
specifica il file da considerare come RAM disk iniziale (completo di path). Il file filename
verrà caricato assieme al kernel e quindi montato in lettura/scrittura come radice del
filesystem. Dopodiché viene eseguito il file /linuxrc. Quindi viene montato la vera e
propria radice del filesystem ed il RAM disk viene spostato nella directory /initrd. Poi
viene eseguita la normale procedura di avvio del sistema (l’avvio del primo processo
/sbin/init).
-
noinitrd
indica di non utilizzare nessun RAM disk durante la fase di boot del
sistema,
ma di rendere disponibile il file specificato come RAM disk, sottoforma di
/dev/initrd (dispositivo che può essere utilizzato una sola volta - i dati in esso
presenti saranno cancellati quando il dispositivo verrà chiuso);
-
cachesize=size
indica esplicitamente la dimensione in kiB della cache di secondo livello relativa alla
CPU, anziché farla riconoscere direttamente al kernel;
-
mem=value
può indicare esplicitamente la quantità di RAM presente sul sistema (dove value
specifica la quantità di memoria), oppure il fatto che non si vuole utilizzare la
caratteristica della page table di 4MiB (dove value è nopentium). La quantità di
memoria può essere specificata nei seguenti modi
-
• un valore esadecimale che indica il numero massimo di indirizzi di RAM
(es. mem=0x1000000 indica 16 MiB di RAM);
-
• un valore che indica la dimensione della RAM utilizzando i suffissi ‘k’ o ‘K’
per i KiB e ‘m’ o ‘M’ per i MiB (es. mem=128m indica 128 MiB di RAM);
-
memfrac=values
indica le zone in cui è frazionata la RAM. Sui sitstemi basati su microprocessore 386,
la memoria è suddivisa in zone che corrispondono al DMA (Direct Memory Access):
“normale” per la memoria da 16 MiB fino a 1 GiB e “highmem” per la memoria
oltre 1 GiB. L’elenco di valori values determina la quantità di memoria da
preservare libera. La quantità di memoria da ritenere libera è data dalla
memoria divisa per il relativo numero specificato da values. Il valore di default è
memfrac=32,128,128;
-
swap=value
specifica il tipo di gestione della memoria virtuale, secondo il valore di value
(MAX_PAGE_AGE, PAGE_ADVANCE, PAGE_DECLINE, PAGE_INITIAL_AGE, AGE_CLUSTER_FRACT,
AGE_CLUSTER_MIN, PAGEOUT_WEIGHT, BUFFEROUT_WEIGHT);
-
buff=value
specifica il tipo di gestione della memoria virtuale, secondo il valore di value
(MAX_BUFF_AGE, BUFF_ADVANCE, BUFF_DECLINE, BUFF_INITIAL_AGE, BUFFEROUT_WEIGHT,
BUFFERMEM_GRACE);
-
acpi=value
indica se la gestione ACPI (Advanced Configuration & Power Interface) deve essere
disabilitata (value può assumere soltanto il valore off);
-
console=value
indica di utilizzare uno specifico dispositivo come console (in genere la console è il
primo terminale virtuale), sulla quale vengono visualizzati i messaggi durante il boot.
Ad esempio si può utilizzare una porta seriale come console (su un sistema sul
quale non è collegato uno schermo) specificando console=ttyS1,9600 (in
questo caso si tratta della seconda porta seriale con trasmissione a 9600
baud);
-
debug indica di visualizzare nella console tutti i messaggi del kernel (generalmente il kernel
visualizza soltanto i messaggi più importanti). La stessa operazione può essere
effettuata utilizzando un’opzione di klogd;
-
decnet=area,node
permette di specificare l’area (area) ed il nodo (node) di DECnet;
-
devfs=value
specifica come utilizzare devfs (value può assumere il valore only o mount);
-
gpt indica di utilizzare la gestione della partition table EFI (Extensible Firmware Interface)
GUID.;
-
idle=value
indica al kernel che nei cicli di attesa (idle) deve controllare il flag di rischedulazione
(value = poll), piuttosto che attendere un interrupt (default). Questo può
incrementare le prestazioni di un sistema SMP (con il costo di un incremento di
energia consumata);
-
init=value
indica al kernel il path del programma da lanciare come primo processo (in genere
viene lanciato /sbin/init, ma può essere specificato di lanciare qualunque altro
programma, ad esempio la shell - init=/bin/sh - qualora /sbin/init o un altro
processo da questo lanciato sia danneggiato);
-
isapnp=value
può assumere la forma isapnp=read_port,reset,skip_pci_scan,verbose;
-
isapnp_reserve_dma=[n1[,n2[,...[,nN]]]]
indica di non utilizzare per i dispositivi Plug & Play i canali DMA (Direct Memeory
Access) elencati;
-
isapnp_reserve_io=io1,size1[,io2,size2][,...][,ioN,sizeN]
indica di non utilizzare per i dispositivi Plug & Play le zone di I/O identificate dalle
coppie ioI,sizeI, dove ioI è l’indirizzo di inizio e sizeI la dimensione;
-
isapnp_reserve_irq=n1[,n2][,...][,nN]
indica di non utilizzare per i dispositivi Plug & Play gli interrupt specificati
dall’elenco;
-
isapnp_reserve_mem=mem1,size1[,mem2,size2][,...][,memN,sizeN]
indica di non utilizzare per i dispositivi Plug & Play le zone di memoria
identificate dalle coppie memI,sizeI, dove memI è l’indirizzo di inizio e sizeI la
dimensione;
-
kbd-reset
indica al kernel di effettuare un reset sul controller della tastiera al suo avvio (in
genere il kernel non effettua tale operazione poiché dovrebbe pensarci il
BIOS);
-
lockd.tcpport=value
specifica la porta TCP per effettuare le operazioni lockd di NFS;
-
lockd.udpport=value
specifica la porta UDP per effettuare le operazioni lockd di NFS;
-
maxcpus=value
specifica il numero massimo di CPU da attivare in modalità SMP (Symmetric
Multi-Processors): specificare 0 equivale ad indicare l’argomento nosmp;
-
mca-pentium
indica al kernel di evitare di effettuare il test per il riconoscimento del coprocessore
matematico (che potrebbe dare problemi su architettura a Microchannel);
-
md=md_device_num,raid_level,chunk_size_factor,fault_level,dev0[,dev1[,...[,devN]]]
specifica il disco, gestito in RAID
software,
sul quale risiede il kernel, dove md_device_num è il numero del dispositivo da
considerare (0 indica md0, 1 md1, ...), raid_level è il tipo di RAID (-1 indica il linear
mode e 0 lo striped mode), chunk_size_factor è la dimensione del chunk per il RAID 0
ed il RAID 1, il fault_level è il numero massimo di errori per il RAID 1. L’elenco
dev0, ..., devN indica i dispositivi gestiti in RAID (v. anche l’argomento
raid);
-
nmi_watchdog=value
specifica di abilitare (value
0) o meno (value=0) il controllore degli interrupt
non mascherabili (Non Maskable Interrupt Watchdog), supponendo che
il kernel sia stato opportunamente compilato per supportare l’I/O APIC
(Advanced Programmable Interrupt Controller). Se attivato, l’NMI Watchdog
controlla che il contatore degli interrupt venga incrementato (che indica un
funzionamento normale del sistema): se tale valore non viene incrementato, esso
suppone che il sistema si sia bloccato e crea un dump con informazioni di
diagnostica;
-
no387 indica al sistema di ignorare l’eventuale presenza di un coprocessore matematico.
Questo permette di evitare il verificarsi di bug dovuti ad alcuni coprocessori
matematici Intel X387 quando vengono utilizzati in protected mode a 32
bit;
-
no-hlt indica al kernel di non inviare mai l’istruzione assembly HLT (halt) alla CPU. Questo
permette di far funzionare correttamente alcune famiglie di processori Intel
X486DX-100 che presentano un problema quando eseguono l’istruzione HLT che li fa
permanere in uno stato di blocco indefinito, non riuscendo a riattivarsi a seguito di un
interrupt;
-
no-scroll
indica al sistema di disabilitare le caratteristiche di scrolling, che renderebbero
difficoltoso l’utilizzo dei terminali Braille;
-
noapic indica al kernel SMP di non utilizzare alcune caratteristiche avanzate APIC;
-
noht indica al kernel di disabilitare l’Hyper-Threading sui processori Intel che hanno questa
caratteristica;
-
noisapnp
indica al kernel di disabilitare la gestione Plug & Play per le periferiche sul bus
ISA;
-
nomce indica al kernel di disabilitare il controllo automatico di inconsistenza dei processori.
Alcuni nuovi processori possiedono tale caratteristica che se attivata periodicamente
esegue un controllo su anomalie di funzionamento del processore (ad esempio se la
CPU va in surriscaldamento): se viene riscontrata un’anomalia viene lanciata
un’eccezione (Machine Check Exception) che arresta il sistema;
-
nosmp indica al kernel SMP di operare come se stesse girando su un sistema a singolo
processore;
-
noresume
indica al kernel di effettuare un nuovo boot nel caso di ripristino (resume) da uno
stato sospeso (suspend). Un sistema può essere abilitato a porsi in uno stato sospeso,
per limitare il consumo di energia (caso frequente soprattutto nei computer
portatili): con questa indicazione il kernel ignora il fatto che il sistema si trova
in uno stato sosopeso e, anziché ripristinarlo, riavviando i processi dallo
stato in cui si trovavano nel momento in cui sono stati sospesi, esegue un
nuovo boot del sistema (questo perché alcuni sistemi non sono in grado di
ripristinarsi);
-
notsc indica al kernel di non utilizzare il TSC (TimeStamp Counter) [da completare ...]
anche se la CPU ne è provvista;
-
nofxsr indica al kernel di non utilizzare nessun meccanismo di velocizzazione reativo al
calcolo in virgola mobile, anche se il processore lo supporta;
-
panic=value
specifica il timeout (in secondi) dopo il quale il sistema deve tentare di riavviarsi
automaticamente in seguito al verificarsi di un errore fatale di sistema: un kernel
panic. Il valore di default è 0 che indica di attendere indefinitamente il riavvio
manuale. Ad esempio panic=30 specifica al kernel di tentare un riavvio del sistema
dopo 30 secondi nel caso che si sia verificato un kernel panic. Tale impostazione può
essere modificata anche durante il funzionamento del sistema, modificando il
contenuto del file /proc/sys/kernel/panic;
-
pirq=value
specifica delle informazioni sul bus PCI relativamente agli interrupt (IRQ) per i kernel
che girano su sistemi SMP;
-
profile=value
specifica il contatore per il
profiling
della CPU (tipicamente è impostato a 2). Il risultato del profiling è contenuto nel file
/proc/profile;
-
quiet indica al kerenl di essere meno verboso possibile (soltanto i messaggi critici verranno
visualizzati sullo schermo). In questo modo non verranno visualizzati i messaggi
informativi di riconoscimento dei dispositivi durante il boot;
-
raid=value
specifica l’utilizzo di un diso RAID per il caricamento del kernel: al momento
value può assumere soltanto il valore noautodetect (v. anche l’argomento
md);
-
reboot=value
specifica il tipo di reboot da effettuare in caso di riavvio della macchina tramite la
combinazione di tasti
. Per default viene effettuato un reboot a freddo
(cold reboot), cioè un reset completo (il BIOS effettua il controllo della memoria, ...)
piuttosto che un reboot a caldo (warm reboot), ovvero non un reset completo
(il BIOS non effettua il controllo della memoria, ...). value può assumere i
valori riportati nella tab. 7.2 (più valori possono essere specificati se ha
senso);
| Tabella 7.2: | Possibili tipi di reboot. |
|
-
reserve=iobase,extent[,iobase,extent]...
indica al kernel di non considerare per i test gli indirizzi di porte di I/O specificati
(iobase è l’indirizzo della porta di I/O di base e extent è lo spazio di indirizzi relativo).
Questa direttiva è utile nei casi in cui, con determinato hardware (ad esempio alcune
schede di rete Ethernet), il sistema si blocca in fase di boot. Il kernel non testerà gli
intervalli degli indirizzi delle porte di I/O specificati, ritenendoli già utilizzati dalla
periferica “reserved”. Ad esempio, se la riga di boot contiene i seguenti
argomenti
reserve=0x300,32 blah=0x300
il kernel non effettuerà nessun test nell’intervallo di porte di I/O 300H-31FH tranne
che per il driver ‘blah’;
-
resume=filename
specifica il file che deve contenere le informazioni relative ai processi quando il
sistema va nello stato sospeso (suspend) per poterli ripristinare (resume)
successivamente;
-
pci=value
imposta le cratteristiche del bus PCI. I possibili valori assunti da value sono i
seguenti
-
assign-busses
indica al kernel di assegnare sempre tutti i numeri del bus PCI, non
considerando eventuali impostazioni del firmware;
-
bios | nobios
indica di effettuare i test sul bus PCI utilizzando (bios - default) o meno
(nobios) il BIOS;
-
conf1 | conf2
indica di utilizzare la configurazione Type 1 o Type 2 nel caso in cui sia
attivata la modalità diretta (direct mode) del bus PCI (questa opzione
disabilita automaticamente il BIOS per effetuare i test sul bus PCI -
v. nobios);
-
irqmask=value
specifica una bit mask per l’assegnamento automatico degli interrupt
(IRQ) per il bus PCI;
-
lastbus=value
specifica il valore dell’ultimo bus PCI che deve essere controllato dal
kernel;
-
noacpi indica al kernel di non utilizzare il meccanismo di inoltro IRQ dell’ACPI
durante la configurazione del bus PCI;
-
nopeer indica al kernel di disabilitare il peer bridge fixup (nel caso in cui ci siano
peer host bridge, controlla i bus PCI subito dopo ognuno di essi);
-
nosort indica al kernel di non ordinare i dispositivi PCI durante la fase di test;
-
off indica al kernel di disabilitare il test relativo al bus PCI (con questa
impostazione, i driver che fanno uso di funzioni PCI per il rilevamento
e l’inizializzazione dei dispositivi potrebbero non funzionare);
-
usepirqmask
indica al kernel di considerare la bit mask degli IRQ memorizzata nella
tabella PIR del BIOS durante la fase di test del bus PCI (non ha effetto
se è abilitato l’inoltro IRQ dell’ACPI);
-
rom indica al kernel di assegnare uno spazio di indirizzi alle ROM di
espansione;
-
vga=value
imposta la risoluzione e la profondità di colore della scheda video in modalità testo
(framebuffer).
In questo modo è possibile far visualizzare più righe e colonne in modalità
testo.
Non si tratta a rigore di una opzione del kernel, ma piuttosto l’indicazione per il BIOS di
impostare una particolare modalità video prima di caricare il kernel. Alcuni possibili
valori sono riportati nella tab. 7.3 (esistono anche valori specifici per determinate schede
video).
| Tabella 7.3: | Alcune modalità video per il framebuffer. |
|
Quando viene impostato il framebuffer viene visualizzato in alto a
sinistra sullo schermo un’immagine. Quella di default rappresenta Tux (il
pinguino simbolo di Linux). È possibile cambiare immagine, ma per farlo è
necessario ricompilare il kernel.
|
-
video=value
imposta le caratteristiche del driver della scheda video in modalità testo (framebuffer).
La sintassi per mezzo della quale viene indicato è la seguente
video=name:option1[,option2][,...]
dove name è il nome del driver relativo al framebuffer, e optioni sono le eventuali
opzioni specifiche per il dirver considerato. I possibili valori assunti da name sono i
seguenti
-
map imposta la console con la mappatura (mapping) del framebuffer: l’elenco
di opzioni che seguono specificano la mappatura relativa alle varie console
(lan-esima opzione si riferisce all’n-esima console);
-
scrollback
imposta la quantità di memoria allocata per lo scrollback buffer secondo
quanto specificato dall’unica opzione che segue il carattere ‘:’: questa
esprime il numero di byte riservati per la memorizzazione dello scrollback
buffer (l’opzione può essere anche specificata come un numero seguito
dalla lettera ‘k’ che indica che il valore numerico è espresso in kilobyte);
-
vesa imposta delle opzioni per la gestione del framebuffer. Tra le più utilizzate
ywrap e mtrr per velocizzare le prestazioni di visualizzazione;
-
vc imposta il framebuffer per le virtual console indicate dall’unica opzione
che segue il carattere ‘:’: questa indica la prima o l’intervallo di console
virtuali (espresso con due numeri separati dal carattere ‘-’) da associare
al framebuffer;
-
max_scsi_luns=value
specifca il massimo valore di LUN (Logical Unit Number) per il quale effettuare il test
sul bus SCSI;
-
max_scsi_luns=value
specifica il valore (compreso tra 1 ed 8) massimo di LUN (Logical Unit Number) per il
quale effettuare il test sul bus SCSI (per default il kernel effettua il test del bus SCSI
soltanto per i dispositivi con LUN=0);
-
scsi_logging=value
specifica il livello di log (un valore numerico hce indica la verbosità del log) per gli
eventi relativi al bus SCSI (error, scan, mlqueue, mlcomplete, llqueue, llcomplete,
hlqueue, hlcomplete) in fase di boot;
-
st=value
indica al kernel di impostare le unita a nastro SCSI in maniera specifica. Tale
parametro può essere espresso mediante la seguente sintassi
st=buf_size[,write_threshold[,max_bufs]]
dove
-
buf_size
è la dimensione del buffer che può essere impostata con un valore espresso
in kB (per default è 32, ma può arrivare a 16348);
-
write_treshold
è la soglia oltre la quale il buffer viene riversato sul dispositivo. È espresso
in kB (per default è 30);
-
max_bufs
indica il numero massimo di buffer. Esso dipende dal numero di
dispositivi riconosciuti (per default è 2);
-
scsi_ctrl=value
specifica le opzioni per un determinato controller SCSI. I valori possibili per scsi_ctrl
sono riportati nella tab. 7.4;
| Tabella 7.4: | Alcuni driver SCSI supportati dal kernel Linux. |
|
-
hdx=value
indica al kernel di gestire il disco ATA specificato da x (da a ad h) secondo quanto
specificato da value, che può assumere i seguenti valori:
-
noprobe
indica al kernel di non testare la presenza del disco;
-
none indica al kernel che il disco non è presente;
-
nowerr indica al kernel di ignorare il bit WRERR_STAT per il disco;
-
cdrom indica al kernel che il disco è un’unità CD-ROM;
-
cyl,head,sect
specifica la geometria del disco (cilindri, testine, settori);
-
autotune
indica al kernel di tentare di impostare automaticamente la massima
velocità di comunicazione possibile con il disco;
-
idex=value
indica al kernel di gestire l’interfaccia IDE (ATA) specificata da x (da 0 a 3) secondo
quanto specificato da value, che può assumere i valori di seguito riportati (per default
vengono considerate le impostazioni ide0=0x1f0 e ide1=0x170):
-
noprobe
indica al kernel di non testare/usare l’interfaccia;
-
base[,ctl[,irq]]
specifica l’indirizzo di base dell’interfaccia (in genere 0x1f0 o 0x170),
quello della relativa porta di controllo (nel caso in cui non sia specificato
viene considerato uguale a base+0x206) e il numero di IRQ;
-
autotune
indica al kernel di tentare di impostare automaticamente la massima
velocità di comunicazione possibile con l’interfaccia;
-
noautotune
indica al kernel di non tentare di impostare automaticamente la massima
velocità di comunicazione possibile con l’interfaccia (questa impostazione
è quella di default per varie interfacce);
-
serialize
indica al kernel di non sovrapporre operazioni su idex e su idex+1;
-
interface
specifca un particolare tipo di interfaccia IDE (ATA), secondo quanto
riportato nella tab. 7.5 (valido soltanto per ide0). Per particolari
interfacce IDE PCMCIA può essere necessario indicare l’argomento
ide2=0x180,0x386;
| Tabella 7.5: | Alcune particolari interfacce IDE riconosciute da Linux. |
|
-
hd=cyl,head,sect
specifica la geometria del disco MFM/RLL/Standard ST-506 (cilindri, testine,
settori);
-
xd=type,irq,iobase,dma
specifica alcune impostazione dei dischi XT: type specifica il costruttore del disco
(0=generico, 1=DTC, 2,3,4=Western Digital, 5,6,7=Seagate, 8=OMTI), irq specifica
l’interrupt number, iobase l’indirizzo della porta di base e dma il canale DMA (per
default type=2, irq=5, iobase=0x320, dma=3);
-
xd_geo=cyl,head,sect
specifica la geometria dei dischi XT (cilindri, testine, settori);
-
sound_driver=value
specifica i parametri di configurazione per la scheda audio, secondo quanto riportato
nelle tab. 7.6 7.7 e 7.8;
| Tabella 7.6: | Alcune particolari schede audio ISA riconosciute dal driver ALSA. |
|
| Tabella 7.7: | Alcune particolari schede audio riconosciute dal driver OSS. |
|
| Tabella 7.8: | Alcune particolari schede audio PCI riconosciute dal driver ALSA. |
|
-
cdrom_driver=value
specifica i parametri di configurazione per l’unità CD-ROM non SCSI/ATAPI,
secondo quanto riportato nella tab. 7.9;
| Tabella 7.9: | Alcune particolari unità CD-ROM riconosciute da Linux. |
|
-
icn=value
specifica le opzioni relative al driver ICN ISDN;
-
pcbit=value
specifica le opzioni relative al driver PCBIT ISDN;
-
teles=value
specifica le opzioni relative al driver Teles ISDN;
-
digi=value
specifica le opzioni relative al driver seriale DigiBoard;
-
riscom8=value
specifica le opzioni relative al driver seriale RISCom/8 Multiport;
-
baycom=value
specifica le opzioni relative al driver seriale Baycom Serial/Parallel Radio
Modem;
Esistono altri argomenti più specifici, per i quali è consigliabile vedere la documentazione
fornita con il dispositivo considerato e/o leggere il Boot-Prompt HowTo di P. Gortmaker.
Quando viene avviato, il kernel per prima cosa considera i parametri root=,
ro, rw e debug. Quindi controlla un elenco di funzioni (funzioni di setup, dal nome
keyword_setup) per le quali possono essere stati specificati dei particolari argomenti
(keyword).
I parametri non riconosciuti dal kernel vengono considerati come assegnamenti di
variabili di ambiente o come parametri da passare al primo processo avviato dal kernel
(init).
L’elenco dei parametri passati al kernel in fase di boot è contenuto nel file
/proc/cmdline.
|