About us
291 parole per dire chi siamo
AudioResistance è un collettivo politico di autoproduzione
musicale con base a Roma. Questo progetto nasce nel 2000 all'
interno del centro sociale occupato autogestito (CSOA)
Spaziokamino, ad Ostia, nella periferia sud della città. Molti di
noi provengono dall' esperienza dei rave illegali anni 90, e anche
il C.S.O.A. ha svolto un ruolo determinante in questo movimento,
dando un forte contributo organizzativo e logistico a tutta la
scena. Nel gennaio del 2001 esce la nostra prima raccolta di
tracce su cd, che riunisce e raccoglie intorno a se molti ragazzi
che frequentavano e anche no il centro sociale. Una raccolta che
gridava contro il copyright e a favore della libera espressione,
dimostrando possibile un organizzazione dal basso e schierata in
aperta contrapposizione ai modelli imposti dal mercato
capitalista.
Un mese dopo, il centro sociale viene sgomberato
dalle istituzioni del quartiere. Ancora una volta lo Stato decide
di reprimere brutalmente esperienze che cercano di disegnare una
realtà diversa possibile. Così un ingente numero di forze
dell'ordine ha circondato lo stabile con l' ausilio di elicotteri
e mezzi blindati e ha provveduto a sgomberare e sigillare
definitivamente quella esperienza durata più di 11 anni. AR ha
resistito e continua a portare con sé, nei propri suoni e nelle
proprie attività, quella stessa volontà di autogestione e
autonomia che ci ha permesso di nascere e crescere. Infatti
continuiamo a partecipare attivamente nel movimento delle
occupazioni e degli squat, portando le nostre energie e il nostro
contributo nelle lotte di movimento della nostra città e non solo.
AR non parla soltanto di musica, ma è un progetto musicale e
politico attraverso cui cerchiamo di mettere in pratica le nostre
idee e diffondere il nostro messaggio per una libera circolazione
e condivisione dei saperi e delle persone.
Le Ragioni.
AudioResistance esprime un rifiuto radicale alla società
capitalista, una società basata sul profitto e sullo sfruttamento.
Un profitto per poche persone ai vertici della piramide sociale, e
lo sfruttamento della maggioranza della gente, attraverso il
lavoro salariato, il consumismo, le banche, la pubblicità e tutti
i loro mezzi.
Siamo contro la proprietà intellettuale (cioè il copyright) perchè
pensiamo sia solo uno strumento nelle mani dei potenti per
monopolizzare e controllare la diffusione della cultura a
vantaggio solo dei loro profitti. Uno strumento concepito
esclusivamente per favorire i potenti nel perpetrare la propria
egemonia e per imporre una visione del mondo basata sulla
proprietà privata, che vogliono far passare come l' unica
possibile. Siamo contro il copyright, inoltre, perchè sappiamo di
essere parte di un' intelligenza collettiva che non può essere
tagliuzzata in piccoli pezzi e privatizzata. Riteniamo
inaccettabile rendere private la cultura, la musica, un'idea, una
pianta o un essere vivente, perchè sono cose che appartengono a
tutti e al tutto.
Critichiamo fortemente l' uso dell' autoproduzione come un
trampolino di lancio verso il mercato, non volgiamo essere
laboratori per il potere, perchè riteniamo che così l'
autoproduzione venga svuotata della sua essenza antagonista,
creando una grande confusione e mancando così il suo obiettivo
principale quello che noi riteniamo essere lo stimolo ad acquisire
coscienza e consapevolezza nelle proprie capacità e nel proprio
essere al di fuori di questa società ingiusta e criminale. Nessuno
di noi vuole diventare una star, “farci i soldi” o organizzare
megaeventi per la propria glorificazione, ma al contrario, abbiamo
sempre percorso i nostri sentieri nell' ombra, sempre più sotto
dell' underground e in altri luoghi in confronto ad una semplice
alternativa, per dimostrare possibili reali alternative all'
attuale modello di produzione culturale dominante.
Le Proposte.
In AudioResistance siamo spinti dal nostro desiderio e volontà di autodeterminare la nostra espressione. Per questo vogliamo autorganizzarci basandoci soltanto sulle nostre forze, senza l'appoggio dello Stato e delle sue istituzioni o di etichette e distribuzioni commerciali, che non fanno che danneggiare la libera circolazione della musica solo a vantaggio dei loro profitti, ci impongono mode e stili musicali usa getta che non ci appartengono e non ci rappresentano.
La nostra propensione libertaria ci ha sempre legati stretti alla pratica dell' autogestione, che riteniamo fondamentale nella costruzione della nostra quotidianità fuori da ogni forma di autoritarismo. L' autogestione è il nostro cuore pulsante, il nostro metodo organizzativo. Tutti i temi e le decisioni importanti vengono discussi in assemblea, in maniera orizzontale e collettiva, ma nello stesso tempo incitiamo e lasciamo spazio alle spinte individuali, per non essere rallentati da meccanismi troppo macchinosi. Siamo un progetto che ha sempre vissuto e si sviluppa dentro spazi occupati. Pensiamo che uno spazio occupato sia un luogo dove le persone e i progetti possano crescere liberamente e che l' occupazione sia un' azione fondamentale per poter conquistare spazi all' interno di città che ce li negano brutalmente o che ce li vendono a caro prezzo.
La nostra scelta dell' autoproduzione è una scelta consapevole. Scegliamo l' autoproduzione perchè pensiamo sia uno strumento per mantenere la nostra espressione libera e indipendente, fuori dalle regole di una società che contestiamo, pronta a censurare e reprimere qualsiasi forma di dissenso. Un' autore quando si autoproduce è una contestazione vivente, entra automaticamente in conflitto con il sistema mercantile che regola la diffusione delle opere perché sfugge al suo controllo progettando così nuove modalità di diffusione delle sue opere non basate sulla compravendita ma sullo scambio e il reciproco supporto.
Da sempre e spontaneamente ci battiamo per la libera circolazione dei saperi ed in particolare delle opere musicali. Infatti la nostra musica è no copyright al 100%, senza diritti riservati per nessuno, libera ed accessibile in ogni sua forma da tutti. Ma dato che la gran parte della cultura non è libera e viene venduta a caro prezzo, incitiamo fortemente anche alla pirateria come forma per riappropriarsi di ciò che ci viene negato. Per noi la pirateria è uno strumento in mano della gente che vogliamo valorizzare e diffondere.
In parallelo alla libera circolazione dei saperi, AR si muove in favore della circolazione delle persone, necessaria per stimolare nuovi confronti, fomentare i contatti tra le persone e i progetti, la comunicazione e magari la connessione di diverse realtà. Sempre ognuno con la propria identità, ma uniti dal desiderio di costruire spazi e momenti liberi dal capitalismo.
Per noi la musica è uno strumento per comunicare la possibilità di organizzarsi in modo autonomo e per praticare la nostra idea di un mondo diverso possibile. Usiamo la musica come uno strumento di lotta. Siamo aperti verso ogni genere musicale perchè siamo uniti non da uno stile musicale, ma da un' attitudine.